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	Commenti a: Fenomenologia di un atteggiamento diffuso	</title>
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		<title>
		Di: georgia		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2010/04/14/fenomenologia-di-un-atteggiamento-diffuso/#comment-133092</link>

		<dc:creator><![CDATA[georgia]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 16 Apr 2010 13:45:35 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[&lt;i&gt;esso è per così dire consustanziale al genere fin dall’antichità&lt;/i&gt;

... fin dall&#039;antichità non direi proprio.
Ad ogni modo anche oggi il fenomeno di distacco è limitato all&#039;occidente.
La poesia araba ad esempio ha ancora un fortissimo legame con il suo pubblico. Le recite pubbliche di Mahmud Darwish richiamavano un pubblico quasi da concerto rock (da noi) o se vogliamo fare un esempio più simile ai concerti di de andrè, e non si può certo dire che darwish non sia stato un grande poeta. Il problema è che la poesia cosidetta occidentale non è l&#039;unica poesia esistente al mondo e che da noi ha perso il suo legame naturale con la recitazione e la musica. Una poesia solo letta è forse una contraddizione in termini.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><i>esso è per così dire consustanziale al genere fin dall’antichità</i></p>
<p>&#8230; fin dall&#8217;antichità non direi proprio.<br />
Ad ogni modo anche oggi il fenomeno di distacco è limitato all&#8217;occidente.<br />
La poesia araba ad esempio ha ancora un fortissimo legame con il suo pubblico. Le recite pubbliche di Mahmud Darwish richiamavano un pubblico quasi da concerto rock (da noi) o se vogliamo fare un esempio più simile ai concerti di de andrè, e non si può certo dire che darwish non sia stato un grande poeta. Il problema è che la poesia cosidetta occidentale non è l&#8217;unica poesia esistente al mondo e che da noi ha perso il suo legame naturale con la recitazione e la musica. Una poesia solo letta è forse una contraddizione in termini.</p>
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		Di: giorgio mascitelli		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2010/04/14/fenomenologia-di-un-atteggiamento-diffuso/#comment-133091</link>

		<dc:creator><![CDATA[giorgio mascitelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 16 Apr 2010 13:34:47 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Il pezzo è veramente interessante e le considerazioni dell&#039;autore persuasive. Tuttavia avrei qualche dubbio a credere che sia stata la poesia del novecento a creare questo fossato con il pubblico: esso è per così dire consustanziale al genere fin dall&#039;antichità. Credo che sia stato un colpo di genio di Baudelaire con la perdita d&#039;aureola del poeta ad alimentare questa idea retrospettiva di un passato glorioso, ma a lui serviva per articolare la sua voce poetica nella chiave di angelo caduto. Quanto alla realtà pochi lettori sempre e ovunque, con le classiche eccezioni che confermano la regola. Basti pensare all&#039;Italia ottocentesca dove l&#039;unica fruizione di massa di poesia è con l&#039;opera lirica, che quanto a sublime di secondo ordine non ha nulla da invidiare ai migliori parolieri sanremesi. Questo non ha a che fare con la vitalità della poesia, per la quale è fondamentale l&#039;instaurazione di una tradizione di lettura, cioè la nascita di una comunità di lettori che hanno memoria del testo e lo rileggono facendolo diventare memorabile. Ciò che distingue una comunità da un pubblico è la capacità di rapportarsi al testo in maniera paritetica e creativa. Non c&#039;è nessuna ragione perchè comunità e tradizioni di lettura del genere non si instaurino anche oggi. La gloria della poesia è nella sua radicale esperienza linguistica ed etica che costuisce una forma di innovazione della cultura umana e non in legioni di lettori che peraltro non sono mai esistiti in nessuna epoca.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il pezzo è veramente interessante e le considerazioni dell&#8217;autore persuasive. Tuttavia avrei qualche dubbio a credere che sia stata la poesia del novecento a creare questo fossato con il pubblico: esso è per così dire consustanziale al genere fin dall&#8217;antichità. Credo che sia stato un colpo di genio di Baudelaire con la perdita d&#8217;aureola del poeta ad alimentare questa idea retrospettiva di un passato glorioso, ma a lui serviva per articolare la sua voce poetica nella chiave di angelo caduto. Quanto alla realtà pochi lettori sempre e ovunque, con le classiche eccezioni che confermano la regola. Basti pensare all&#8217;Italia ottocentesca dove l&#8217;unica fruizione di massa di poesia è con l&#8217;opera lirica, che quanto a sublime di secondo ordine non ha nulla da invidiare ai migliori parolieri sanremesi. Questo non ha a che fare con la vitalità della poesia, per la quale è fondamentale l&#8217;instaurazione di una tradizione di lettura, cioè la nascita di una comunità di lettori che hanno memoria del testo e lo rileggono facendolo diventare memorabile. Ciò che distingue una comunità da un pubblico è la capacità di rapportarsi al testo in maniera paritetica e creativa. Non c&#8217;è nessuna ragione perchè comunità e tradizioni di lettura del genere non si instaurino anche oggi. La gloria della poesia è nella sua radicale esperienza linguistica ed etica che costuisce una forma di innovazione della cultura umana e non in legioni di lettori che peraltro non sono mai esistiti in nessuna epoca.</p>
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		Di: Salvatore Talia		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2010/04/14/fenomenologia-di-un-atteggiamento-diffuso/#comment-133045</link>

		<dc:creator><![CDATA[Salvatore Talia]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 15 Apr 2010 16:19:41 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Quoto: &quot;La canzone si è impossessata della dimensione ‘poetica’ della poesia, che la letteratura del Novecento agli occhi del pubblico non specialistico sembra aver abbandonato&quot;. 

A proposito dei gusti del pubblico non specialistico, può forse essere interessante leggere la discussione che si è svolta su Wikipedia circa la qualifica di poeta, che alcuni volevano attribuire a Fabrizio De André: 

http://it.wikipedia.org/wiki/Discussione:Fabrizio_De_André#Senza_fonte_iniziale]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Quoto: &#8220;La canzone si è impossessata della dimensione ‘poetica’ della poesia, che la letteratura del Novecento agli occhi del pubblico non specialistico sembra aver abbandonato&#8221;. </p>
<p>A proposito dei gusti del pubblico non specialistico, può forse essere interessante leggere la discussione che si è svolta su Wikipedia circa la qualifica di poeta, che alcuni volevano attribuire a Fabrizio De André: </p>
<p><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Discussione:Fabrizio_De_André#Senza_fonte_iniziale" rel="nofollow ugc">http://it.wikipedia.org/wiki/Discussione:Fabrizio_De_André#Senza_fonte_iniziale</a></p>
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		<title>
		Di: georgia		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2010/04/14/fenomenologia-di-un-atteggiamento-diffuso/#comment-133013</link>

		<dc:creator><![CDATA[georgia]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 14 Apr 2010 19:23:10 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[grazie andrea, il link al sito dove ci sono i video con i poeti che recitano le loro poesie è un vero tesoro.
Tra l&#039;altro è stata un gradita sorpresa Giovanna Bemporad non l&#039;avevo mai ascoltata recitare una sua poesia ...
geo]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>grazie andrea, il link al sito dove ci sono i video con i poeti che recitano le loro poesie è un vero tesoro.<br />
Tra l&#8217;altro è stata un gradita sorpresa Giovanna Bemporad non l&#8217;avevo mai ascoltata recitare una sua poesia &#8230;<br />
geo</p>
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		<title>
		Di: andrea inglese		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2010/04/14/fenomenologia-di-un-atteggiamento-diffuso/#comment-132996</link>

		<dc:creator><![CDATA[andrea inglese]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 14 Apr 2010 16:23:35 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[mi scuso con l&#039;autore per il link obliato - come redattori a tempo pieno si rischia sempre qualche danno! - e ringrazio anche guido mazzoni che per primo mi segnalò il pezzo e il blog]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>mi scuso con l&#8217;autore per il link obliato &#8211; come redattori a tempo pieno si rischia sempre qualche danno! &#8211; e ringrazio anche guido mazzoni che per primo mi segnalò il pezzo e il blog</p>
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		<title>
		Di: Alcor		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2010/04/14/fenomenologia-di-un-atteggiamento-diffuso/#comment-132972</link>

		<dc:creator><![CDATA[Alcor]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 14 Apr 2010 10:00:30 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[votavano &quot;spedendo cartoline&quot; 
sembra un altro mondo]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>votavano &#8220;spedendo cartoline&#8221;<br />
sembra un altro mondo</p>
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			</item>
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		Di: lucy		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2010/04/14/fenomenologia-di-un-atteggiamento-diffuso/#comment-132969</link>

		<dc:creator><![CDATA[lucy]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 14 Apr 2010 09:33:45 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[efficace e convincente, specie per la denuncia dell&#039;insufficienza del modello romantico - momento letterario necessario, eppure &quot;dannoso&quot; - e dell&#039;illusione ottica prodotta da d&#039;annunzio in questa direzione. la poesia del novecento ha invece faticosamente cercato altre strade: a volte le ha trovate, altre ha fatto dietrofront. è un po&#039; diffcile oggi che il pubblico più vasto si accosti alla poesia, pur avendo un grado di istruzione più alto che non in passato, perché da essa si aspetta dei bei versi, forse una consolazione, una maniera più ordinata e riconoscibile, epocale, di procedere. e invece le maniere sono molteplici, non tutte valide, non tutte &quot;poetiche&quot;: alcune inconsistenti, autoreferenziali, scioccamente elitarie nell&#039;estrema - e insensata - illeggibilità, non fruibilità dei testi. bisogna prestare ascolto anche alla poesia &quot;brutta&quot; per capire, se non altro per concepire la novità del novecento e di questo inizio di terzo millennio. il novecento è molto altro, anche se - cosa che reputo un valore - deve quasi tutto ai millenni che lo hanno preceduto.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>efficace e convincente, specie per la denuncia dell&#8217;insufficienza del modello romantico &#8211; momento letterario necessario, eppure &#8220;dannoso&#8221; &#8211; e dell&#8217;illusione ottica prodotta da d&#8217;annunzio in questa direzione. la poesia del novecento ha invece faticosamente cercato altre strade: a volte le ha trovate, altre ha fatto dietrofront. è un po&#8217; diffcile oggi che il pubblico più vasto si accosti alla poesia, pur avendo un grado di istruzione più alto che non in passato, perché da essa si aspetta dei bei versi, forse una consolazione, una maniera più ordinata e riconoscibile, epocale, di procedere. e invece le maniere sono molteplici, non tutte valide, non tutte &#8220;poetiche&#8221;: alcune inconsistenti, autoreferenziali, scioccamente elitarie nell&#8217;estrema &#8211; e insensata &#8211; illeggibilità, non fruibilità dei testi. bisogna prestare ascolto anche alla poesia &#8220;brutta&#8221; per capire, se non altro per concepire la novità del novecento e di questo inizio di terzo millennio. il novecento è molto altro, anche se &#8211; cosa che reputo un valore &#8211; deve quasi tutto ai millenni che lo hanno preceduto.</p>
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		<title>
		Di: Luciano Mazziotta		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2010/04/14/fenomenologia-di-un-atteggiamento-diffuso/#comment-132953</link>

		<dc:creator><![CDATA[Luciano Mazziotta]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 14 Apr 2010 07:26:04 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[gran bell&#039;articolo. Convincente in tutto. La penso decisamente allo stesso modo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>gran bell&#8217;articolo. Convincente in tutto. La penso decisamente allo stesso modo.</p>
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