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	Commenti a: Maîtresmorphoses	</title>
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		Di: véronique vergé		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2010/04/18/maitresmorphoses/#comment-133870</link>

		<dc:creator><![CDATA[véronique vergé]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 30 Apr 2010 08:13:34 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ignoro se internet fa circolare una voce falsa, ma sembra che Roberto Saviano abbia cancellato la sua venuta in Francia per la promozione del suo libro L&#039;enfer et la beauté per ragioni personali. Un giornale francese dice che non è senza relazione con le parole molto ingiuste  di Berlusconi su Roberto Saviano. In quasto caso è una vergogna e come cittadina francese vorrei che il presidente de la republica francese o una personalità francese faccia sentire la voce del lettorato francese. 
Esprimo tutta la mia tristezza e il mio disappunto.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ignoro se internet fa circolare una voce falsa, ma sembra che Roberto Saviano abbia cancellato la sua venuta in Francia per la promozione del suo libro L&#8217;enfer et la beauté per ragioni personali. Un giornale francese dice che non è senza relazione con le parole molto ingiuste  di Berlusconi su Roberto Saviano. In quasto caso è una vergogna e come cittadina francese vorrei che il presidente de la republica francese o una personalità francese faccia sentire la voce del lettorato francese.<br />
Esprimo tutta la mia tristezza e il mio disappunto.</p>
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		Di: georgia		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2010/04/18/maitresmorphoses/#comment-133602</link>

		<dc:creator><![CDATA[georgia]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 Apr 2010 07:55:46 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Itzik: &lt;i&gt;La cifra del nostro paese è infatti autoritaria&lt;/i&gt;

Concordo in pieno, anche dare sempre direttive agli altri, approfittando della propria posizione, piccola o grande che sia, è un atto autoritario. 
Io ho vissuto come atto autoritario anche la presa di posizione di Cortellessa (e altri) nei confronti di Nori. 

&lt;i&gt;Qualunque considerazione circa l’eventuale vantaggio in termini di legittimazione dell’una per l’altra delle due parti mi appare irrilevante, quando si sia capace di discutere dei contenuti. Perché allora sarà dei contenuti che si discuterà, non di altro&lt;/i&gt;

Concordo anche qui, quello che conta sono i contenuti. Non può essere solo il contenitore prova di coerenza o meno. Considerato poi che un contenuto giusto, anche pubblicato in contenuto &quot;sbagliato&quot; ha oggi la possibilità di girare in rete, indipendentemente da dove sia stato pubblicato originariamente. 
Ma, come dici tu, la cifra del nostro paese, e non da oggi, è autoritaria.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Itzik: <i>La cifra del nostro paese è infatti autoritaria</i></p>
<p>Concordo in pieno, anche dare sempre direttive agli altri, approfittando della propria posizione, piccola o grande che sia, è un atto autoritario.<br />
Io ho vissuto come atto autoritario anche la presa di posizione di Cortellessa (e altri) nei confronti di Nori. </p>
<p><i>Qualunque considerazione circa l’eventuale vantaggio in termini di legittimazione dell’una per l’altra delle due parti mi appare irrilevante, quando si sia capace di discutere dei contenuti. Perché allora sarà dei contenuti che si discuterà, non di altro</i></p>
<p>Concordo anche qui, quello che conta sono i contenuti. Non può essere solo il contenitore prova di coerenza o meno. Considerato poi che un contenuto giusto, anche pubblicato in contenuto &#8220;sbagliato&#8221; ha oggi la possibilità di girare in rete, indipendentemente da dove sia stato pubblicato originariamente.<br />
Ma, come dici tu, la cifra del nostro paese, e non da oggi, è autoritaria.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: Amy		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2010/04/18/maitresmorphoses/#comment-133598</link>

		<dc:creator><![CDATA[Amy]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 Apr 2010 03:47:17 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Un sacco di parole per una questione tutto sommato molto semplice.
Un anti berlusconiano dovrebbe trovare quanto meno contraddittorio pubblicare per una casa editrice di proprietà dell’azienda-partito del premier.
Ma ogni fuoriuscita individuale dalla Mondadori o dall’Einaudi, pur soddisfacendo un eventuale bisogno di coerenza del singolo, avrebbe ben poco significato politico.
Altra cosa sarebbe un movimento organizzato che tagli i ponti, con precise e ben motivate argomentazioni, con le suddette case editrici, portandosi appresso un certo numero di autori.
Andrebbe pure chiarito che non si tratterebbe di un atto contro le case editrici in sé, ma semplicemente del rifiuto di restare coinvolti sia pure indirettamente e marginalmente con l’anomalia costituita dall’azienda-partito del premier e dalla figura etico-politica del premier stesso.
Eccetera.
Insomma, sarebbe interessante se si riuscisse ad uscire dalla logica dell’atto individuale, sia pure di un autore di grande spicco, per entrare nella logica oppositiva dell’atto politico condiviso, programmato, motivato.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Un sacco di parole per una questione tutto sommato molto semplice.<br />
Un anti berlusconiano dovrebbe trovare quanto meno contraddittorio pubblicare per una casa editrice di proprietà dell’azienda-partito del premier.<br />
Ma ogni fuoriuscita individuale dalla Mondadori o dall’Einaudi, pur soddisfacendo un eventuale bisogno di coerenza del singolo, avrebbe ben poco significato politico.<br />
Altra cosa sarebbe un movimento organizzato che tagli i ponti, con precise e ben motivate argomentazioni, con le suddette case editrici, portandosi appresso un certo numero di autori.<br />
Andrebbe pure chiarito che non si tratterebbe di un atto contro le case editrici in sé, ma semplicemente del rifiuto di restare coinvolti sia pure indirettamente e marginalmente con l’anomalia costituita dall’azienda-partito del premier e dalla figura etico-politica del premier stesso.<br />
Eccetera.<br />
Insomma, sarebbe interessante se si riuscisse ad uscire dalla logica dell’atto individuale, sia pure di un autore di grande spicco, per entrare nella logica oppositiva dell’atto politico condiviso, programmato, motivato.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: itzik		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2010/04/18/maitresmorphoses/#comment-133597</link>

		<dc:creator><![CDATA[itzik]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 22 Apr 2010 23:53:46 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Uh, quanti errori. Scusatemi tutti.

* &quot;che aprono porte su riflessioni a mio avviso opportune sui posizioni e pensieri ad essi soggiacenti. Posizioni e pensieri che a mio avviso vale la pena esplicitare.&quot;

C&#039;è un &quot;a mio avviso&quot; di troppo; e poi &quot;sulle pisizioni e i pensieri&quot;

* &quot;qualcuno impedirebbe mai ad altri di esprimere le sue opinioni difformi, avendone il potere?&quot; -&#062; &quot;ad un altro&quot;

* &quot;l’idea che ha ispirato il dibattito, per la quale B. farebbe questo piuttosto che per certi motivi&quot;: ovviamente era &quot;farebbe questo piuttosto che quello&quot;

tralascio le ulteriori sbavature. Scusatemi ancora.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Uh, quanti errori. Scusatemi tutti.</p>
<p>* &#8220;che aprono porte su riflessioni a mio avviso opportune sui posizioni e pensieri ad essi soggiacenti. Posizioni e pensieri che a mio avviso vale la pena esplicitare.&#8221;</p>
<p>C&#8217;è un &#8220;a mio avviso&#8221; di troppo; e poi &#8220;sulle pisizioni e i pensieri&#8221;</p>
<p>* &#8220;qualcuno impedirebbe mai ad altri di esprimere le sue opinioni difformi, avendone il potere?&#8221; -&gt; &#8220;ad un altro&#8221;</p>
<p>* &#8220;l’idea che ha ispirato il dibattito, per la quale B. farebbe questo piuttosto che per certi motivi&#8221;: ovviamente era &#8220;farebbe questo piuttosto che quello&#8221;</p>
<p>tralascio le ulteriori sbavature. Scusatemi ancora.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: itzik		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2010/04/18/maitresmorphoses/#comment-133596</link>

		<dc:creator><![CDATA[itzik]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 22 Apr 2010 23:43:45 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ho letto non tutti, ma molti degli interventi a commento di questo articolo, come anche dell&#039;altro che riguarda quanto pubblicato in Wu Ming. Preciso, ma si sarà già capito, non solo di non essere uno scrittore, ma anche di essere del tutto al di fuori del mondo dell&#039;editoria, e quindi in fondo non toccato da molte delle questioni sollevate qui (Mondadori piuttosto che Einaudi si o no, Mondadori vs. Einaudi, Mondadori &#038; Einaudi vs. tutti gli altri ecc. ecc.). Non entrerò duinque in un dibattito dai contorni precisi, e che mi vede incompetente a trattarlo.

Ci sono invece molti spunti che mi incuriosiscono in quello che ho letto, e che aprono porte su riflessioni a mio avviso opportune sui posizioni e pensieri ad essi soggiacenti. Posizioni e pensieri che a mio avviso vale la pena esplicitare.

Innanzitutto vi è la questione dell&#039;ideologia politica dell&#039;autore a fronte di quella dell&#039;editore. Può un autore di sinistra scrivere per la stampa di destra? Io credo che chiunque abbia il diritto di scrivere quel che vuole dove vuole, se gli viene permesso. Qualunque considerazione circa l&#039;eventuale vantaggio in termini di legittimazione dell&#039;una per l&#039;altra delle due parti mi appare irrilevante, quando si sia capace di discutere dei contenuti. Perché allora sarà dei contenuti che si discuterà, non di altro. D&#039;altronde, a giocare ai reciproci, qualcuno impedirebbe mai ad altri di esprimere le sue opinioni difformi, avendone il potere? Certamente no. Se si accetta di potere e quindi di dovere dare la parola a tutti, allora si accetta che anche altri lo possano. E che chiunque possa approfittare di tale possibilità. Anche a noi, magari in piccolo, sarà capitato di scrivere in spazi web dei quali non condividevamo l&#039;ispirazione. Ci siamo posti il problema di legittimarli per il solo fatto di esprimerci? Ci sembra un problema?

Saviano è di sinistra? Io non lo so e non mi interessa, sinceramente. Magari è di destra e non lo disturba scrivere per la Mondadori, come non lo disturba scrivere per Repubblica. Essere di destra, vorrei ricordarlo da persona di sinistra quale sono, non vuol dire sottoscrivere a tutto quel che l&#039;attuale Presidente del Consiglio dice o fa. Come dice Travaglio, che è un liberale, dovunque in un paese normale egli verrebbe cosiderato come persona di destra. Però siccome siamo in un manicomio... Questo per dire che le categorie di destra e sinistra europee (orientate da considerazioni economiche), mal si attagliano ad un paese con una destra che affonda le sue radici in un sentito humus clericofascista e con una sinistra che per ampi settori non è stata indifferente al fascino dell&#039;autoritarismo d&#039;oltre cortina. La cifra del nostro paese è infatti autoritaria. Permettetemi di dire l&#039;ovvietà che Saviano ha la credibilità per porsi al di là del nostro asfittico panorama culturale (parere mio, ovviamente).

E poi: quel che cerca di fare Il Presidente del Consiglio e quello che cerca di fare il nostro. Saviano innanzitutto è in un programma di protezione contro la camorra, quindi quel che cerca di fare è immediatamente chiaro. Poi se gli rimane del tempo per promuovere una propria visione circa la responsabilità dell&#039;autore, così come di spendersi per battaglie letterarie di principio, ritengo di dover avere la moderazione di non starlo a sindacare.

E comunque, da un lato gli si è rimproverato di parlare troppo di mafia gettando sul nostro paese un&#039;immagine deleteria. Lui può in teoria, prendendo spunto da ciò, decidere di boicottare la Mondadori, come di continuare a scrivere per loro. A parte che continua a non convincermi l&#039;assunto stesso secondo il quale scrivere per Mondadori o per Einaudi rappresenterebbe di per sé un atto filogovernativo, vorrei far notare come entrambe le mosse possano essere in ultima analisi strumentalizzabili. Se se ne va, accompagnando l&#039;atto politico con prese di posizione pubbliche, sarà il solito denigratore di sinistra. Se resta ci sarà comunque sempre chi sarà pronto a sospettarlo organico. Cosa dovrebbe fare? Lui saggiamente mi sembra scriva impegnando più canali ideologicamente differenziati, dicendo le stesse cose, criticando quando sente di doverlo fare e non facendolo quando ritiene di poter condividere. Tutto ciò a prescindere dal canale, dal destinatario delle sue valutazioni e dai suoi lettori potenziali o presumibili (cosa quest&#039;ultima fondamentale).

E comunque vorrei contestare in nuce proprio l&#039;idea che ha ispirato il dibattito, per la quale B. farebbe questo piuttosto che per certi motivi, S. fa altro per altri motivi. Tale impostazione mi sembra non tenga conto fino in fondo della natura anche casuale e fuzzy della realtà, peccando piuttosto nel senso di vedere qualunque cosa come preordinata teleologicamente a dei fini sempre definiti. Certo, date le condizioni, ciascuno cerca di barcamenarsi secondo i propri interessi, ma non può sapere in che misura i suoi atti siano consoni al reale raggiungimento di quei fini. E soprattutto, non siamo noi a determinare le condizioni del contesto che a sua volta determinerà il nostro agire. Se Gomorra non si fosse rivelata un successo letterario, certo B. non avrebbe avuto modo di usarla come esempio dell&#039;antimafia che denigrerebbe il paese. E ciò non avrebbe messo S. in condizione di dover rispondere. E noi non sappiamo cosa abbia mosso l&#039;attacco: magari solo il bisogno da parte di B. di dire qualcosa di eclatante per farsi tenere i riflettori puntati addosso (B. ama egemonizzare lo spazio mediatico, e sa che ciò gli giova). E né noi né nessuno può sostenere seriamente di conoscere davvero quale sia la linea migliore da tenere. Tutto questo per dire che forse dovremmo porci anche domande, piuttosto che dare esclusivamente ricette.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ho letto non tutti, ma molti degli interventi a commento di questo articolo, come anche dell&#8217;altro che riguarda quanto pubblicato in Wu Ming. Preciso, ma si sarà già capito, non solo di non essere uno scrittore, ma anche di essere del tutto al di fuori del mondo dell&#8217;editoria, e quindi in fondo non toccato da molte delle questioni sollevate qui (Mondadori piuttosto che Einaudi si o no, Mondadori vs. Einaudi, Mondadori &amp; Einaudi vs. tutti gli altri ecc. ecc.). Non entrerò duinque in un dibattito dai contorni precisi, e che mi vede incompetente a trattarlo.</p>
<p>Ci sono invece molti spunti che mi incuriosiscono in quello che ho letto, e che aprono porte su riflessioni a mio avviso opportune sui posizioni e pensieri ad essi soggiacenti. Posizioni e pensieri che a mio avviso vale la pena esplicitare.</p>
<p>Innanzitutto vi è la questione dell&#8217;ideologia politica dell&#8217;autore a fronte di quella dell&#8217;editore. Può un autore di sinistra scrivere per la stampa di destra? Io credo che chiunque abbia il diritto di scrivere quel che vuole dove vuole, se gli viene permesso. Qualunque considerazione circa l&#8217;eventuale vantaggio in termini di legittimazione dell&#8217;una per l&#8217;altra delle due parti mi appare irrilevante, quando si sia capace di discutere dei contenuti. Perché allora sarà dei contenuti che si discuterà, non di altro. D&#8217;altronde, a giocare ai reciproci, qualcuno impedirebbe mai ad altri di esprimere le sue opinioni difformi, avendone il potere? Certamente no. Se si accetta di potere e quindi di dovere dare la parola a tutti, allora si accetta che anche altri lo possano. E che chiunque possa approfittare di tale possibilità. Anche a noi, magari in piccolo, sarà capitato di scrivere in spazi web dei quali non condividevamo l&#8217;ispirazione. Ci siamo posti il problema di legittimarli per il solo fatto di esprimerci? Ci sembra un problema?</p>
<p>Saviano è di sinistra? Io non lo so e non mi interessa, sinceramente. Magari è di destra e non lo disturba scrivere per la Mondadori, come non lo disturba scrivere per Repubblica. Essere di destra, vorrei ricordarlo da persona di sinistra quale sono, non vuol dire sottoscrivere a tutto quel che l&#8217;attuale Presidente del Consiglio dice o fa. Come dice Travaglio, che è un liberale, dovunque in un paese normale egli verrebbe cosiderato come persona di destra. Però siccome siamo in un manicomio&#8230; Questo per dire che le categorie di destra e sinistra europee (orientate da considerazioni economiche), mal si attagliano ad un paese con una destra che affonda le sue radici in un sentito humus clericofascista e con una sinistra che per ampi settori non è stata indifferente al fascino dell&#8217;autoritarismo d&#8217;oltre cortina. La cifra del nostro paese è infatti autoritaria. Permettetemi di dire l&#8217;ovvietà che Saviano ha la credibilità per porsi al di là del nostro asfittico panorama culturale (parere mio, ovviamente).</p>
<p>E poi: quel che cerca di fare Il Presidente del Consiglio e quello che cerca di fare il nostro. Saviano innanzitutto è in un programma di protezione contro la camorra, quindi quel che cerca di fare è immediatamente chiaro. Poi se gli rimane del tempo per promuovere una propria visione circa la responsabilità dell&#8217;autore, così come di spendersi per battaglie letterarie di principio, ritengo di dover avere la moderazione di non starlo a sindacare.</p>
<p>E comunque, da un lato gli si è rimproverato di parlare troppo di mafia gettando sul nostro paese un&#8217;immagine deleteria. Lui può in teoria, prendendo spunto da ciò, decidere di boicottare la Mondadori, come di continuare a scrivere per loro. A parte che continua a non convincermi l&#8217;assunto stesso secondo il quale scrivere per Mondadori o per Einaudi rappresenterebbe di per sé un atto filogovernativo, vorrei far notare come entrambe le mosse possano essere in ultima analisi strumentalizzabili. Se se ne va, accompagnando l&#8217;atto politico con prese di posizione pubbliche, sarà il solito denigratore di sinistra. Se resta ci sarà comunque sempre chi sarà pronto a sospettarlo organico. Cosa dovrebbe fare? Lui saggiamente mi sembra scriva impegnando più canali ideologicamente differenziati, dicendo le stesse cose, criticando quando sente di doverlo fare e non facendolo quando ritiene di poter condividere. Tutto ciò a prescindere dal canale, dal destinatario delle sue valutazioni e dai suoi lettori potenziali o presumibili (cosa quest&#8217;ultima fondamentale).</p>
<p>E comunque vorrei contestare in nuce proprio l&#8217;idea che ha ispirato il dibattito, per la quale B. farebbe questo piuttosto che per certi motivi, S. fa altro per altri motivi. Tale impostazione mi sembra non tenga conto fino in fondo della natura anche casuale e fuzzy della realtà, peccando piuttosto nel senso di vedere qualunque cosa come preordinata teleologicamente a dei fini sempre definiti. Certo, date le condizioni, ciascuno cerca di barcamenarsi secondo i propri interessi, ma non può sapere in che misura i suoi atti siano consoni al reale raggiungimento di quei fini. E soprattutto, non siamo noi a determinare le condizioni del contesto che a sua volta determinerà il nostro agire. Se Gomorra non si fosse rivelata un successo letterario, certo B. non avrebbe avuto modo di usarla come esempio dell&#8217;antimafia che denigrerebbe il paese. E ciò non avrebbe messo S. in condizione di dover rispondere. E noi non sappiamo cosa abbia mosso l&#8217;attacco: magari solo il bisogno da parte di B. di dire qualcosa di eclatante per farsi tenere i riflettori puntati addosso (B. ama egemonizzare lo spazio mediatico, e sa che ciò gli giova). E né noi né nessuno può sostenere seriamente di conoscere davvero quale sia la linea migliore da tenere. Tutto questo per dire che forse dovremmo porci anche domande, piuttosto che dare esclusivamente ricette.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>
		Di: francesco pecoraro		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2010/04/18/maitresmorphoses/#comment-133589</link>

		<dc:creator><![CDATA[francesco pecoraro]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 22 Apr 2010 21:32:21 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Un sacco di parole per una questione tutto sommato molto semplice.
Un anti berlusconiano dovrebbe trovare quanto meno contraddittorio pubblicare per una casa editrice di proprietà dell’azienda-partito del premier.
Ma ogni fuoriuscita individuale dalla Mondadori o dall’Einaudi, pur soddisfacendo un eventuale bisogno di coerenza del singolo, avrebbe ben poco significato politico.
Altra cosa sarebbe un movimento organizzato che tagli i ponti, con precise e ben motivate argomentazioni, con le suddette case editrici, portandosi appresso un certo numero di autori.
Andrebbe pure chiarito che non si tratterebbe di un atto contro le case editrici in sé, ma semplicemente del rifiuto di restare coinvolti sia pure indirettamente e marginalmente con l’anomalia costituita dall’azienda-partito del premier e dalla figura etico-politica del premier stesso.
Eccetera.
Insomma, sarebbe interessante se si riuscisse ad uscire dalla logica dell’atto individuale, sia pure di un autore di grande spicco, per entrare nella logica oppositiva dell’atto politico condiviso, programmato, motivato.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Un sacco di parole per una questione tutto sommato molto semplice.<br />
Un anti berlusconiano dovrebbe trovare quanto meno contraddittorio pubblicare per una casa editrice di proprietà dell’azienda-partito del premier.<br />
Ma ogni fuoriuscita individuale dalla Mondadori o dall’Einaudi, pur soddisfacendo un eventuale bisogno di coerenza del singolo, avrebbe ben poco significato politico.<br />
Altra cosa sarebbe un movimento organizzato che tagli i ponti, con precise e ben motivate argomentazioni, con le suddette case editrici, portandosi appresso un certo numero di autori.<br />
Andrebbe pure chiarito che non si tratterebbe di un atto contro le case editrici in sé, ma semplicemente del rifiuto di restare coinvolti sia pure indirettamente e marginalmente con l’anomalia costituita dall’azienda-partito del premier e dalla figura etico-politica del premier stesso.<br />
Eccetera.<br />
Insomma, sarebbe interessante se si riuscisse ad uscire dalla logica dell’atto individuale, sia pure di un autore di grande spicco, per entrare nella logica oppositiva dell’atto politico condiviso, programmato, motivato.</p>
]]></content:encoded>
		
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		<item>
		<title>
		Di: Massimo		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2010/04/18/maitresmorphoses/#comment-133587</link>

		<dc:creator><![CDATA[Massimo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 22 Apr 2010 20:39:49 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Tralasciando per un attimo (ma questa è una cosa che non andrebbe tralasciata) che Berlusconi non è un uomo qualcunque che fa una critica, ma è il presidente del Consiglio, e che quindi le sue parole sono pesanti, le sue parole hanno un potere esecutivo, e che quindi l&#039;isolamento che potrebbero creare intorno a Saviano è reale, pesante ed altrettanto esecutivo, tralasciando per un attimo tutto e prendendo Berlusconi per quello che è al di qua del potere, per quello che la sua storia
ha fatto di lui, beh, da questo punto di vista io non vedo niente di scandaloso nelle sue parole. E non ci vedo niente di scandaloso perchè Berlusconi è un pubblicitario (c&#039;è ampio spazio su questo tema ne &#039;il corpo del capo&#039; di Belpoliti e nella bibliografia a cui il testo rimanda) che ha passato gli anni &#039;80 a fare convention per convincere imprenditori e uomini di potere ad utilizzare lui stesso e le sue società come cassa di risonanza verso il mondo. Bene, ora da politico la pubblicità è 
lo spazio pubblico ed il prodotto da vendere lui stesso, le sue politiche, l&#039;Italia intera. Innumerevoli oramai i casi che possono essere letti secondo questa visione: dalle criiche ai giornali &#039;di sinistra&#039; perchè osavano diffondere i dati reali della crisi, alle vergognose critiche di Dell&#039;Utri alla giornalista del TG3 Maria Cuffaro perchè a suo dire portatrice di un volto ed uno stile deprimente perchè troppo dark, all&#039;idea dell&#039;insulso marchio Magic Italy (per promuovere il turismo nella penisola), al modo in cui i telegiornali-rotocalchi delle sue 
reti (+TG1) sono confezionati, a queste critiche alla Piovra ed a Saviano, Tutto torna. Ed è inutile spendere parole su quello che è l&#039;ideologia della pubblicità e raffrontarlo all&#039;ideologia che sta dietro alla realtà (o mancanza della stessa, ma questo nella pubblicità è uguale) che emerge dalle parole del premier, mi pare tutto abbastanza noto. 
Quello che non torna in questo caso è che Saviano sia pubblicato dalla MOndadori quindi una delle case editrici della famiglia dello stesso Premier. Come spiegarlo? Innanzitutto per un semplice principio letterario, che la letteratura (come la storia) nella maggior parte dei casi (o forse in modo connaturato) funziona grazie al &#039;dramma&#039;, grazie alla difficoltà, al tragico, alla rottura, alla lotta (in questo senso pubblicità e cinema sono due mondi antitetici ed in quest&#039;ottica è chiaro perchè i pubblicitari quando impugnano la macchina da presa nella maggior parte dei casi non riescano ad essere niente più che registi di videoclip), la pubblicità invece è fiction, è patina, quindi l&#039;antitesi del romanzo. 
E poi c&#039;è il fatto che Saviano vende, e vende perchè è un caso, vende perchè è bravo (perchè fa della buona letteratura, vedi punto precedente) e se vende porta soldi e se porta soldi beh allora tutto va bene e le critiche del premier non sono niente, sono solo parole al vento, sono tutto ed il contrario di tutto. 
E allora mi viene da ridere (amaramente) leggendo della libertà (di critica) di cui parla Marina Berlusconi. Perchè forse questa libertà di giudizio che si assegna al premier ha una qualche sostanza? Questa libertà senza volto, senza capo nè coda, senza etica, è questa la vera libertà? Questo è il vero dramma, questa mancanza di significato che hanno le parole del nostro presidente del Consiglio. Questo è il vero dramma, da cui però non nasce alcuna Storia.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Tralasciando per un attimo (ma questa è una cosa che non andrebbe tralasciata) che Berlusconi non è un uomo qualcunque che fa una critica, ma è il presidente del Consiglio, e che quindi le sue parole sono pesanti, le sue parole hanno un potere esecutivo, e che quindi l&#8217;isolamento che potrebbero creare intorno a Saviano è reale, pesante ed altrettanto esecutivo, tralasciando per un attimo tutto e prendendo Berlusconi per quello che è al di qua del potere, per quello che la sua storia<br />
ha fatto di lui, beh, da questo punto di vista io non vedo niente di scandaloso nelle sue parole. E non ci vedo niente di scandaloso perchè Berlusconi è un pubblicitario (c&#8217;è ampio spazio su questo tema ne &#8216;il corpo del capo&#8217; di Belpoliti e nella bibliografia a cui il testo rimanda) che ha passato gli anni &#8217;80 a fare convention per convincere imprenditori e uomini di potere ad utilizzare lui stesso e le sue società come cassa di risonanza verso il mondo. Bene, ora da politico la pubblicità è<br />
lo spazio pubblico ed il prodotto da vendere lui stesso, le sue politiche, l&#8217;Italia intera. Innumerevoli oramai i casi che possono essere letti secondo questa visione: dalle criiche ai giornali &#8216;di sinistra&#8217; perchè osavano diffondere i dati reali della crisi, alle vergognose critiche di Dell&#8217;Utri alla giornalista del TG3 Maria Cuffaro perchè a suo dire portatrice di un volto ed uno stile deprimente perchè troppo dark, all&#8217;idea dell&#8217;insulso marchio Magic Italy (per promuovere il turismo nella penisola), al modo in cui i telegiornali-rotocalchi delle sue<br />
reti (+TG1) sono confezionati, a queste critiche alla Piovra ed a Saviano, Tutto torna. Ed è inutile spendere parole su quello che è l&#8217;ideologia della pubblicità e raffrontarlo all&#8217;ideologia che sta dietro alla realtà (o mancanza della stessa, ma questo nella pubblicità è uguale) che emerge dalle parole del premier, mi pare tutto abbastanza noto.<br />
Quello che non torna in questo caso è che Saviano sia pubblicato dalla MOndadori quindi una delle case editrici della famiglia dello stesso Premier. Come spiegarlo? Innanzitutto per un semplice principio letterario, che la letteratura (come la storia) nella maggior parte dei casi (o forse in modo connaturato) funziona grazie al &#8216;dramma&#8217;, grazie alla difficoltà, al tragico, alla rottura, alla lotta (in questo senso pubblicità e cinema sono due mondi antitetici ed in quest&#8217;ottica è chiaro perchè i pubblicitari quando impugnano la macchina da presa nella maggior parte dei casi non riescano ad essere niente più che registi di videoclip), la pubblicità invece è fiction, è patina, quindi l&#8217;antitesi del romanzo.<br />
E poi c&#8217;è il fatto che Saviano vende, e vende perchè è un caso, vende perchè è bravo (perchè fa della buona letteratura, vedi punto precedente) e se vende porta soldi e se porta soldi beh allora tutto va bene e le critiche del premier non sono niente, sono solo parole al vento, sono tutto ed il contrario di tutto.<br />
E allora mi viene da ridere (amaramente) leggendo della libertà (di critica) di cui parla Marina Berlusconi. Perchè forse questa libertà di giudizio che si assegna al premier ha una qualche sostanza? Questa libertà senza volto, senza capo nè coda, senza etica, è questa la vera libertà? Questo è il vero dramma, questa mancanza di significato che hanno le parole del nostro presidente del Consiglio. Questo è il vero dramma, da cui però non nasce alcuna Storia.</p>
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		<title>
		Di: made in caina		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2010/04/18/maitresmorphoses/#comment-133566</link>

		<dc:creator><![CDATA[made in caina]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 22 Apr 2010 15:50:14 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[il Potere è schizofrenico. il Potere controlla già tutto da schierarsi contro se stesso.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>il Potere è schizofrenico. il Potere controlla già tutto da schierarsi contro se stesso.</p>
]]></content:encoded>
		
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		<title>
		Di: luciacossu		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2010/04/18/maitresmorphoses/#comment-133563</link>

		<dc:creator><![CDATA[luciacossu]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 22 Apr 2010 15:37:26 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@ Larry Massino
credo che il suscettibile sia lei, ho solo chiesto cose che non capivo lei mi risponde parlando di Saviano. Delle sue origini e attività e aristocraticità non sono toccata o turbata, solo le ho chiesto di farmi un esempio di lungimirante lavoro sul futuro da riempire di bellezza e di come (ma solo se desidera) lei si vede con lo sforzo di Valery che vorrebbe gli altri facessero. Ma son solo domande, a cui si può non rispondere, come quella sui gatti, che era solo un esempio per sapere come lei si poneva di fronte a una cosa semplice così e quindi a me dava indicazione della sua collocazione rispetto al discorso su maleducati ed educati e barbari che tanto bene ha esposto. Ma son solo domande. Felice sia un artista, avrà a che fare col bello spesso.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@ Larry Massino<br />
credo che il suscettibile sia lei, ho solo chiesto cose che non capivo lei mi risponde parlando di Saviano. Delle sue origini e attività e aristocraticità non sono toccata o turbata, solo le ho chiesto di farmi un esempio di lungimirante lavoro sul futuro da riempire di bellezza e di come (ma solo se desidera) lei si vede con lo sforzo di Valery che vorrebbe gli altri facessero. Ma son solo domande, a cui si può non rispondere, come quella sui gatti, che era solo un esempio per sapere come lei si poneva di fronte a una cosa semplice così e quindi a me dava indicazione della sua collocazione rispetto al discorso su maleducati ed educati e barbari che tanto bene ha esposto. Ma son solo domande. Felice sia un artista, avrà a che fare col bello spesso.</p>
]]></content:encoded>
		
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		<title>
		Di: Larry Massino		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2010/04/18/maitresmorphoses/#comment-133544</link>

		<dc:creator><![CDATA[Larry Massino]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 22 Apr 2010 12:12:58 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@Sascha  un pò di puzza non fa mica male. Per il resto niente di più lontano da quello che sto dicendo io, che sono un artista, e, come tale, una testa di cazzo completamente antipopulista, addirittura aristocratico, se vuole saperla tutta mi definisco addirittura imperator-faraone.  I gatti non sono stato io a tirarli in ballo, ma la blogghista Lucia Cossu nel suo post delle 09.54. Io ho usato l&#039;espressione come metafora per fare un ragionamento sui bambini di Gaza. Quanto alla sua provenienza proletaria, apprezzo la sincerità e me ne dispiaccio, davvero, deve averle procurato abbastanza infelicità a giudicare da come aggredisce chi non la pensa come lei. Sulla mia origine, però, si sbaglia:  è contadina, e anche quella di mia moglie.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@Sascha  un pò di puzza non fa mica male. Per il resto niente di più lontano da quello che sto dicendo io, che sono un artista, e, come tale, una testa di cazzo completamente antipopulista, addirittura aristocratico, se vuole saperla tutta mi definisco addirittura imperator-faraone.  I gatti non sono stato io a tirarli in ballo, ma la blogghista Lucia Cossu nel suo post delle 09.54. Io ho usato l&#8217;espressione come metafora per fare un ragionamento sui bambini di Gaza. Quanto alla sua provenienza proletaria, apprezzo la sincerità e me ne dispiaccio, davvero, deve averle procurato abbastanza infelicità a giudicare da come aggredisce chi non la pensa come lei. Sulla mia origine, però, si sbaglia:  è contadina, e anche quella di mia moglie.</p>
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