Pier Paolo’s dream

28 aprile 2010
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Domani partirò insieme ai compagni dell’Osvaldo Soriano Football Club alla volta di Unna, in Germania dove dal 29 Aprile al 1° Maggio si svolgerà la RUHR LIT CUP
Italia, Germania, Inghilterra, Turchia, Ungheria, Svezia e Austria si sfidano in tre giorni di competizioni calcistiche e confronti culturali. Per l’occasione ho pensato a questo piccolo omaggio, a Pier Paolo Pasolini, per le cose che ha detto, a Maradona per quello che ha fatto vedere in campo, e ad un amico che non c’è più, Bruno Tramontano che mi fece scoprire come e quando il campione argentino realizzò il sogno del poeta
. effeffe

L’articolo completo da cui sono stati estratti i brani riportati nel video, è consultabile sul sito dedicato a Pasolini

[…] Il football è un sistema di segni, cioè un linguaggio. Esso ha tutte le caratteristiche fondamentali del linguaggio per eccellenza, quello che noi ci poniamo subito come termine di confronto, ossia il linguaggio scritto-parlato.I «fonemi» sono dunque le «unità minime» della lingua scritto-parlata. I «podemi» sono ventidue (circa, dunque, come i fonemi): le «parole calcistiche» sono potenzialmente infinite, perché infinite sono le possibilità di combinazione dei «podemi» (ossia, in pratica, dei passaggi del pallone tra giocatore e giocatore); la sintassi si esprime nella «partita», che è un vero e proprio discorso drammatico.
I cifratori di questo linguaggio sono i giocatori, noi, sugli spalti, siamo i decifratori: in comune dunque possediamo un codice
Ebbene, anche per la lingua del calcio si possono fare distinzioni del genere: anche il calcio possiede dei sottocodici, dal momento in cui, da puramente strumentale, diventa espressivo.
Ci può essere un calcio come linguaggio fondamentalmente prosastico e un calcio come linguaggio fondamentalmente poetico.
Per spiegarmi, darò, anticipando le conclusioni“, alcuni esempi: Bulgarelli gioca un calcio in prosa: egli è un «prosatore realista»; Riva gioca un calcio in poesia: egli è un «poeta realista». 
Corso gioca un calcio in poesia, ma non è un «poeta realista»: è un poeta un pò maudit, extravagante.
Rivera gioca un calcio in prosa: ma la sua è una prosa poetica, da «elzeviro».
Anche Mazzola è un elzevirista, che potrebbe scrivere sul «Corriere della Sera»: ma è più poeta di Rivera; ogni tanto egli interrompe la prosa, e inventa lì per lì due versi folgoranti.
Ci sono nel calcio dei momenti che sono esclusivamente poetici: si tratta dei momenti del «goal». Ogni goal è sempre un’invenzione, è sempre una sovversione del codice: ogni goal è ineluttabilità, folgorazione, stupore, irreversibilità. Proprio come la parola poetica. Il capocannoniere di un campionato è sempre il miglior poeta dell’anno. (francesco Trento per esempio)
Anche il «dribbling» è di per sé poetico (anche se non «sempre» come l’azione del goal). Infatti il sogno di ogni giocatore (condiviso da ogni spettatore) è partire da metà campo, dribblare tutti e segnare. Se, entro i limiti consentiti, si può immaginare nel calcio una cosa sublime, è proprio questa. Ma non succede mai. E’ un sogno

Da Pier Paolo Pasolini, Saggi sulla letteratura e sull’arte, Vol. II, Meridiani Mondadori, Milano 1999

l’articolo completo in italiano è consultabile qui

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12 Responses to Pier Paolo’s dream

  1. made in caina il 29 aprile 2010 alle 00:10

    una delle migliori pagine di pedagogia scritte da Pasolini.

  2. pasquale vitagliano il 29 aprile 2010 alle 06:27

    Buon viaggio. E mi raccomando: palla a terra e pedalare.

  3. véronique vergé il 29 aprile 2010 alle 12:11

    Buon viaggio e bella partita cantata con i piedi, in poesia epica.
    Ho molto amato il brano, intelligente, sorprendente: un ‘altra manera di parlare del calcio.

  4. […] storia repubblicana italiana, si tenta la chiusa con svicolamento accomunante e pacificatorio sul calcio (si attende la risposta piccata di qualche appassionato di tennis) (magari Gianni Clerici) (Gianni […]

  5. MacchiaUmana il 29 aprile 2010 alle 15:43

    Gran pezzo. A riconferma che il genio è tale solo quando è lungimirante, anzi, profetico.

  6. Salvatore D'Angelo il 29 aprile 2010 alle 17:36

    Splendido pezzo. Ottimo video….e poi la figurina del GRANDE Bologna FC campione d’Italia 1963-64 “Negri Furlanis Pavinato-Tumburus Janich Fogli-Perani Bulgarelli Nielsen Haller Pascutti!”…le domeniche pomeriggio in collegio..i secondi tempi delle partite alla radio…la Stock di Trieste v’invita ad ascoltare Tutto il Calcio minute per minuto.-…e via sulle ali della fantasia…quarantacinque minuti di sogni ai gol di Pascutti e Haller, di Nielsen e Bulgarelli…alla faccia dell’Inter di HH1!…. Sì, tutti i grandi poeti e scrittori hanno amato e amano il calcio..Saba e Ungaretti, Osvaldo Soriano e Pasolini e Peter Hndke….un viatico e un augurio anche per te Furlèn…vai e vinci mitico Effeffe!

  7. pasquale vitagliano il 29 aprile 2010 alle 18:42

    Essi danzano. Sì, essi danzano…

  8. Salvatore D'Angelo il 29 aprile 2010 alle 18:56

    “Anche il «dribbling» è di per sé poetico (anche se non «sempre» come l’azione del goal). Infatti il sogno di ogni giocatore (condiviso da ogni spettatore) è partire da metà campo, dribblare tutti e segnare. Se, entro i limiti consentiti, si può immaginare nel calcio una cosa sublime, è proprio questa. Ma non succede mai. E’ un sogno.”….

    Il goal di Diego contro l’Inghilterra a Mexico ’86: A Pa’, che te sei perso!
    O forse no, forse no.. Forse eri lì, l’occhio vivo e sorridente, mentre gli soffiavi dietro, invisibile….

  9. Angela il 1 maggio 2010 alle 14:13

    Caro effeeffe, scusami anzitutto perché non mi sono fatta viva. Purtroppo ho passato qualche giorno in ospedale per un malanno respiratorio che non mi dà tregua… e grazie per la citazione e il link, e per avere ripreso questo stupefacente Pasolini (“Dopo la letteratura e l’eros, per me il football è uno dei più grandi piaceri”). Purtroppo non ho traccia di versione inglese del quasi “scientifico” – ed efficacissimo – saggio pasoliniano.
    Buon Primo Maggio da Angela

  10. mario schiavone il 2 maggio 2010 alle 16:18

    e come danzano…come danzano ;)

  11. effeffe il 3 maggio 2010 alle 01:47

    Angela una grande soddisfazione è stata di averne “provocato” la prima traduzione in inglese, seppure incompleta grazie ad Anna Costalonga
    effeffe

  12. franz krauspenhaar il 7 maggio 2010 alle 20:39

    brano bellissimo, bellissimo il filmato.



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