Napoli: una piazza per la poesia

A Napoli, nell’ambito della manifestazione Una piazza per la poesia

presso la Libreria Treves, Portici di San Francesco di Paola

Piazza del Plebiscito 11/12

Lunedì 3 maggio 2010 ore 18:00

Incontro con

Andrea Inglese (La distrazione, Luca Sossella Editore)

Marco Giovenale (La casa esposta, Le Lettere)

Dialoga con gli autori

Giancarlo Alfano

andrea inglese

Andrea Inglese (1967) originario di Milano, vive nei pressi di Parigi. È uno scrittore e traduttore. È stato docente di filosofia al liceo e ha insegnato per alcuni anni letteratura e lingua italiana all’Università di Paris III. Ha pubblicato uno studio di teoria del romanzo L’eroe segreto. Il personaggio nella modernità dalla confessione al solipsismo (2003) e la raccolta di saggi La confusione è ancella della menzogna per l’editore digitale Quintadicopertina (2012). Ha scritto saggi di teoria e critica letteraria, due libri di prose per La Camera Verde (Prati / Pelouses, 2007 e Quando Kubrick inventò la fantascienza, 2011) e sette libri di poesia, l’ultimo dei quali, Lettere alla Reinserzione Culturale del Disoccupato, è apparso in edizione italiana (Italic Pequod, 2013), francese (NOUS, 2013) e inglese (Patrician Press, 2017). Nel 2016, ha pubblicato per Ponte alle Grazie il suo primo romanzo, Parigi è un desiderio (Premio Bridge 2017). Nella collana “Autoriale”, curata da Biagio Cepollaro, è uscita Un’autoantologia Poesie e prose 1998-2016 (Dot.Com Press, 2017). Ha curato l’antologia del poeta francese Jean-Jacques Viton, Il commento definitivo. Poesie 1984-2008 (Metauro, 2009). È uno dei membri fondatori del blog letterario Nazione Indiana. È nel comitato di redazione di alfabeta2. È il curatore del progetto Descrizione del mondo (www.descrizionedelmondo.it), per un’installazione collettiva di testi, suoni & immagini. 

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  3 comments for “Napoli: una piazza per la poesia

  1. véronique vergé
    29 aprile 2010 at 12:05

    Iniziativa molto bella… Di più sulla piazza del Plebiscito…

  2. Fabio Teti
    1 maggio 2010 at 01:13

    La sequenza di termini come “lettura”, “casa”, “distrazione”, mi riporta a memorie inquietanti, per cui salutandovi vi dico: non sarà la stessa cosa senza l’ice bar!

    buona lettura,

    f.

  3. raos
    1 maggio 2010 at 17:33

    i tempi sono maturi perché si apra un ice bar anche a napoli. i poeti italiani seguirebbero, ne sono certo.

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