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	Commenti a: X ES	</title>
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		<title>
		Di: gaudio malaguzzi		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[gaudio malaguzzi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 22 May 2010 19:30:12 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[QUEL  PARALONGILINEO MICROMORFO PATAFISICO
di V.S. Gaudio

Nell’Enciclopedia delle Scienze Anomale[FORSE QUENEAU, Bologna 1999], Sanguineti viene ricordato, più che per la cattedra di epigonologia all’Accademia degli Informi, per la “teoria del brancolamento” di cui al suo Giornalino 1973-1975,Torino, Einaudi 1976, che si può riassumere in un mondo in cui i Brancolanti si ritagliano sfilatini,pregustando il companatico delle lapidi future, che, se vogliamo,è patafisico anche questo, un po’ come vuole Jean Baudrillard, insomma non mi va di tirare dentro  Laborintus né tantomeno andare a ripescare la mia Lebenswelt[da inviare a Edoardo Sanguineti,datata Pantano di Villapiana 1976, su S/Zdi Roland Barthes, Il Seminario su “La lettera rubata” di Jacques Lacan per averne indicazioni anche fisiologiche sul priapismo, che ebbe un’apparizione in rivista in “Fermenti”, credo(non me ne vorrà Carratoni se non cito il numero,visto che non riesco a trovarne copia)], che faceva parte del lotto, insieme a quella da inviare a Giuseppe Guglielmi,il “novissimo occluso”[Su L’amore dei sessi di Karl Jaspers, il Tantra Asana di Ajir Mookerjee, Ravi Kumar 1971, Roberta di Klossowsky per averne Décuplages], Andrea Zanzotto[sul giubilo trionfale delle oche leggendo Van Hout, O.Ducrot, Erik Stenius; è apparsa, mi pare, in “Lettera” la rivista che negli anni Settanta Spartaco Gamberini faceva a Cardiff], Giorgio Barberi Squarotti[sui miti Winnebago di cui a Paul Radin, i componenti semantici della deissi, “La coperta perduta” del volume XLII della Biblioteca delle Silerchie, 1960 Il Saggiatore],  che non uscì nella plaquette de L’ARZANÀ, Torino 1981; mi tira invece questa collocazione nell’Enciclopedia Zanichelli citata, in cui, nella stessa pagina 75, dopo Breton, c’è la “teoria dei brevilinei e dei longilinei”, elaborata da Amintore Fanfani negli anni Trenta,che, sogghignate sogghignate, fa un tutt’uno, è patafisico,eh?, con la mia scheda riguardante Edoardo Sanguineti in “Bazar”[Alimentari, primizie,minuterie erotiche,surgelati, strumenti letterari, carni, bottiglieria, utensili, libri e corpi], Scaffale degli anni Settanta, pubblicato, di questo ho copia e la citazione è completa, Carratoni, nel numero 208 di “Fermenti”, Roma 1993: leggete un po’… 

#
EDOARDO SANGUINETI.
Poeta. Scrittore, anche e piuttosto nel senso di Roland Barthes. Bello. Stupendo corpo di fauno:lo proponiamo come “Poeta senza Vesti Indosso” per”Playboy”. Di lui(cioè del suo corpo) hanno detto:  “Sessualmente deciso e positivo. Bel fisico,organi genitali potenti”(Gilbert Oakley); “[Sanguineti è] un fauno [che],seduto, lascia dall’uno e dall’altro braccio sfuggire ninfe(Stéphane Mallarmé); “[Sanguineti] guidava la danza corale delle ninfe nella notte,precedendo il mattino e guardando in giro dalle cime dei monti. Diverse storie d’amore si raccontano sul suo conto, in cui egli inseguiva ninfe, spesso con lo stesso risultato che aveva ottenuto Apollo con Daphne”(C.Kerényi). Il corpo sanguinetiano è un testo metafisico, nella accezione di Max Bense, in cui l’assurdo delle figure ridonda sulla pertinenza della connotazione e della denotazione fino a convertirla in impertinenza. Il corpo sanguinetiano è paradigma dello scetticismo e del cinismo: in ciò, stando a Karl Jaspers(cfr. L’amore dei sessi in La mia filosofia, Einaudi 1948), è profondamente erotico: esso esalta l’ebbrezza con una sorta di ludus amoris, quello joy d’amour della cortezia che contrasta la soddisfazione amorosa e che nel trovatore mistico Henry Suso è insieme gaudium e dolor.
Il corpo del trovatore mistico Edoardo Sanguineti, come paradigma del dolor, ha un “indice di adiposità” magro, una faccia a trottola e un “indice di robustezza di Pignet” molto debole. E’ un longitipo deficiente in merito alla negatività della vita vegetativa: cioè un micromorfo paralongilineo con una sorta di oralità allampanata  che ribalta il paradigma del dolor in gaudium.
#]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>QUEL  PARALONGILINEO MICROMORFO PATAFISICO<br />
di V.S. Gaudio</p>
<p>Nell’Enciclopedia delle Scienze Anomale[FORSE QUENEAU, Bologna 1999], Sanguineti viene ricordato, più che per la cattedra di epigonologia all’Accademia degli Informi, per la “teoria del brancolamento” di cui al suo Giornalino 1973-1975,Torino, Einaudi 1976, che si può riassumere in un mondo in cui i Brancolanti si ritagliano sfilatini,pregustando il companatico delle lapidi future, che, se vogliamo,è patafisico anche questo, un po’ come vuole Jean Baudrillard, insomma non mi va di tirare dentro  Laborintus né tantomeno andare a ripescare la mia Lebenswelt[da inviare a Edoardo Sanguineti,datata Pantano di Villapiana 1976, su S/Zdi Roland Barthes, Il Seminario su “La lettera rubata” di Jacques Lacan per averne indicazioni anche fisiologiche sul priapismo, che ebbe un’apparizione in rivista in “Fermenti”, credo(non me ne vorrà Carratoni se non cito il numero,visto che non riesco a trovarne copia)], che faceva parte del lotto, insieme a quella da inviare a Giuseppe Guglielmi,il “novissimo occluso”[Su L’amore dei sessi di Karl Jaspers, il Tantra Asana di Ajir Mookerjee, Ravi Kumar 1971, Roberta di Klossowsky per averne Décuplages], Andrea Zanzotto[sul giubilo trionfale delle oche leggendo Van Hout, O.Ducrot, Erik Stenius; è apparsa, mi pare, in “Lettera” la rivista che negli anni Settanta Spartaco Gamberini faceva a Cardiff], Giorgio Barberi Squarotti[sui miti Winnebago di cui a Paul Radin, i componenti semantici della deissi, “La coperta perduta” del volume XLII della Biblioteca delle Silerchie, 1960 Il Saggiatore],  che non uscì nella plaquette de L’ARZANÀ, Torino 1981; mi tira invece questa collocazione nell’Enciclopedia Zanichelli citata, in cui, nella stessa pagina 75, dopo Breton, c’è la “teoria dei brevilinei e dei longilinei”, elaborata da Amintore Fanfani negli anni Trenta,che, sogghignate sogghignate, fa un tutt’uno, è patafisico,eh?, con la mia scheda riguardante Edoardo Sanguineti in “Bazar”[Alimentari, primizie,minuterie erotiche,surgelati, strumenti letterari, carni, bottiglieria, utensili, libri e corpi], Scaffale degli anni Settanta, pubblicato, di questo ho copia e la citazione è completa, Carratoni, nel numero 208 di “Fermenti”, Roma 1993: leggete un po’… </p>
<p>#<br />
EDOARDO SANGUINETI.<br />
Poeta. Scrittore, anche e piuttosto nel senso di Roland Barthes. Bello. Stupendo corpo di fauno:lo proponiamo come “Poeta senza Vesti Indosso” per”Playboy”. Di lui(cioè del suo corpo) hanno detto:  “Sessualmente deciso e positivo. Bel fisico,organi genitali potenti”(Gilbert Oakley); “[Sanguineti è] un fauno [che],seduto, lascia dall’uno e dall’altro braccio sfuggire ninfe(Stéphane Mallarmé); “[Sanguineti] guidava la danza corale delle ninfe nella notte,precedendo il mattino e guardando in giro dalle cime dei monti. Diverse storie d’amore si raccontano sul suo conto, in cui egli inseguiva ninfe, spesso con lo stesso risultato che aveva ottenuto Apollo con Daphne”(C.Kerényi). Il corpo sanguinetiano è un testo metafisico, nella accezione di Max Bense, in cui l’assurdo delle figure ridonda sulla pertinenza della connotazione e della denotazione fino a convertirla in impertinenza. Il corpo sanguinetiano è paradigma dello scetticismo e del cinismo: in ciò, stando a Karl Jaspers(cfr. L’amore dei sessi in La mia filosofia, Einaudi 1948), è profondamente erotico: esso esalta l’ebbrezza con una sorta di ludus amoris, quello joy d’amour della cortezia che contrasta la soddisfazione amorosa e che nel trovatore mistico Henry Suso è insieme gaudium e dolor.<br />
Il corpo del trovatore mistico Edoardo Sanguineti, come paradigma del dolor, ha un “indice di adiposità” magro, una faccia a trottola e un “indice di robustezza di Pignet” molto debole. E’ un longitipo deficiente in merito alla negatività della vita vegetativa: cioè un micromorfo paralongilineo con una sorta di oralità allampanata  che ribalta il paradigma del dolor in gaudium.<br />
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		Di: Alcor		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2010/05/21/x-es/#comment-134937</link>

		<dc:creator><![CDATA[Alcor]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 22 May 2010 07:36:20 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Molto belle e &quot;fedeli&quot;, in questo senso anche le traduzioni da Goethe, concordo sulla vicinanza a Folena.]]></description>
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		Di: natàlia castaldi		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2010/05/21/x-es/#comment-134903</link>

		<dc:creator><![CDATA[natàlia castaldi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 21 May 2010 20:39:45 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[* le traduzioni teatrali sono sì traduzioni di poesia, ma anche e soprattutto “copioni” destinati ad essere gridati da un palco alle masse ogni sera. Dice bene lo stesso Sanguineti  “Anche questa mia nuova prova di traduzione nasce da una precisa occasione scenica”. Per concludere: “Nel corpo degli attori si misura così, secondo l’arco della peripezia, la transizione della parola al fiato”.*

Traduzione poetica, dunque, non come palinsesto nel senso genettiano, ma come risulta¬to di una interazione verbale con un modello classico recepito criticamente e attivamente modificato. In tale conce¬zione intertestuale, il rapporto originale-copia (che implica una gerarchia di pre¬cedenza, di maggiore importanza dell’origine rispetto alla copia) acquista un’altra dimensione: diviene dialogico, e non più di rango, ma di tempo. In quanto la traduzione poetica viene a configurarsi come genere letterario a sé, dotato di una propria autonoma dignità.


!!! grazie.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>* le traduzioni teatrali sono sì traduzioni di poesia, ma anche e soprattutto “copioni” destinati ad essere gridati da un palco alle masse ogni sera. Dice bene lo stesso Sanguineti  “Anche questa mia nuova prova di traduzione nasce da una precisa occasione scenica”. Per concludere: “Nel corpo degli attori si misura così, secondo l’arco della peripezia, la transizione della parola al fiato”.*</p>
<p>Traduzione poetica, dunque, non come palinsesto nel senso genettiano, ma come risulta¬to di una interazione verbale con un modello classico recepito criticamente e attivamente modificato. In tale conce¬zione intertestuale, il rapporto originale-copia (che implica una gerarchia di pre¬cedenza, di maggiore importanza dell’origine rispetto alla copia) acquista un’altra dimensione: diviene dialogico, e non più di rango, ma di tempo. In quanto la traduzione poetica viene a configurarsi come genere letterario a sé, dotato di una propria autonoma dignità.</p>
<p>!!! grazie.</p>
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		Di: enrico de lea		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[enrico de lea]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 21 May 2010 20:28:10 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[ci voleva proprio un intervento di tale spessore - grazie]]></description>
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		Di: lucia cossu		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[lucia cossu]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 21 May 2010 19:30:31 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[è per questo che vengo qui, sperando sempre in qualcosa così.]]></description>
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		Di: pasquale vitagliano		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2010/05/21/x-es/#comment-134892</link>

		<dc:creator><![CDATA[pasquale vitagliano]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 21 May 2010 19:00:11 +0000</pubDate>
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		Di: Luciano Mazziotta		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2010/05/21/x-es/#comment-134888</link>

		<dc:creator><![CDATA[Luciano Mazziotta]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 21 May 2010 17:30:23 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[1) Attendevo con ansia qualche parola su Sanguineti su NI...ero preoccupato dal silenzio generale.  
2)...non c&#039;era miglior modo di ricordarlo se non così. Un saggio al saggio. 

Inoltre: &quot;Va da sé che, sostituendo al termine “Leopardiano” il termine “Sanguinetia¬no”, tout se tient per chi volesse affron¬tare Catullo o Petronio nella versione del poeta di Bisbidis.&quot;...mi sembra una ottima proposta sullo studio dei classici... 

Luciano.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>1) Attendevo con ansia qualche parola su Sanguineti su NI&#8230;ero preoccupato dal silenzio generale.<br />
2)&#8230;non c&#8217;era miglior modo di ricordarlo se non così. Un saggio al saggio. </p>
<p>Inoltre: &#8220;Va da sé che, sostituendo al termine “Leopardiano” il termine “Sanguinetia¬no”, tout se tient per chi volesse affron¬tare Catullo o Petronio nella versione del poeta di Bisbidis.&#8221;&#8230;mi sembra una ottima proposta sullo studio dei classici&#8230; </p>
<p>Luciano.</p>
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