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	Commenti a: Radio Kapital: Sergio Bologna (come un&#8217;invettiva)	</title>
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		<title>
		Di: pasquale vilardo		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2010/06/20/radio-kapital-sergio-bologna-come-uninvettiva/#comment-136633</link>

		<dc:creator><![CDATA[pasquale vilardo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 26 Jun 2010 01:45:32 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Condivido l&#039;anakìlisi di Bologna.Sulla magistratura - esendo addetto ai lavori - bisogna dire che ci sono vari tipi di magistratura, tra cui una componente di intoccabili legata la potere capitalistico, che può fare e disfare anche con atti illegali, protetta anche dallo spirito di casta di certimagistrati c.d. di sinistra.
Più o meno come per certe caste dell&#039;avvocatura : insomma la giustizia borghese esiste ma non c&#039;è più un &#039;68 che contesti gli arcana imperi di questa giustizia ingiusta , di classe,di regime.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Condivido l&#8217;anakìlisi di Bologna.Sulla magistratura &#8211; esendo addetto ai lavori &#8211; bisogna dire che ci sono vari tipi di magistratura, tra cui una componente di intoccabili legata la potere capitalistico, che può fare e disfare anche con atti illegali, protetta anche dallo spirito di casta di certimagistrati c.d. di sinistra.<br />
Più o meno come per certe caste dell&#8217;avvocatura : insomma la giustizia borghese esiste ma non c&#8217;è più un &#8217;68 che contesti gli arcana imperi di questa giustizia ingiusta , di classe,di regime.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: Flavio Viriato		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2010/06/20/radio-kapital-sergio-bologna-come-uninvettiva/#comment-136591</link>

		<dc:creator><![CDATA[Flavio Viriato]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 Jun 2010 11:15:53 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Concordo con quanto detto da Abbate, la &quot;sinistra&quot;, in tutte le sue sfaccettature, è morta, partiamo da questo, ed &quot;Esaminiamo allora tutte le lucine e non spegniamone subito quelle che ci paiono “strane” o “estraneee”.

www.comunismoecomunita.org]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Concordo con quanto detto da Abbate, la &#8220;sinistra&#8221;, in tutte le sue sfaccettature, è morta, partiamo da questo, ed &#8220;Esaminiamo allora tutte le lucine e non spegniamone subito quelle che ci paiono “strane” o “estraneee”.</p>
<p><a href="http://www.comunismoecomunita.org" rel="nofollow ugc">http://www.comunismoecomunita.org</a></p>
]]></content:encoded>
		
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		<title>
		Di: Ennio Abate		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2010/06/20/radio-kapital-sergio-bologna-come-uninvettiva/#comment-136585</link>

		<dc:creator><![CDATA[Ennio Abate]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 Jun 2010 07:28:56 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@ genseki,
Anche se il pensiero di La Grassa fosse “completamente fuoriuscito non solo dal comunismo ma anche dalla sinistra piú riformista” e quello di Preve si potesse ridurre a “ un comunitarismo organicista rispettabile ma alieno al quadro della sinistra”, come tu scrivi troppo sinteticamente , resterebbe  un problema: capire come mai studiosi non superficiali  di Marx siano giunti oggi a tali posizioni. In più: perché non  chiedersi se non colgano aspetti della trasformazione in corso  su cui altri tacciano o sorvolano?  Se poi certe idee (di La Grassa, di Preve) gioveranno più all&#039;”emancipazione dei lavoratori” (termine oggi davvero genericissimo) o agli interessi di “una frazione della classe dominante” lo si vedrà col tempo. Di certo quelle della “sinistra più riformista” hanno spompato li lavoratori. E lo si vede. Infine, anche S. Bologna, pur muovendosi da altre premesse teoriche rispetto a La Grassa e Preve, non mi pare ben accolto dalla “sinistra” (riformista o meno) e neppure lui può essere certo che le sue idee serviranno all&#039;”emancipazione dei lavoratori”. Siamo in una nottata troppo buia. Esaminiamo allora tutte le lucine e non spegniamone subito quelle che ci paiono “strane” o “estraneee”.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@ genseki,<br />
Anche se il pensiero di La Grassa fosse “completamente fuoriuscito non solo dal comunismo ma anche dalla sinistra piú riformista” e quello di Preve si potesse ridurre a “ un comunitarismo organicista rispettabile ma alieno al quadro della sinistra”, come tu scrivi troppo sinteticamente , resterebbe  un problema: capire come mai studiosi non superficiali  di Marx siano giunti oggi a tali posizioni. In più: perché non  chiedersi se non colgano aspetti della trasformazione in corso  su cui altri tacciano o sorvolano?  Se poi certe idee (di La Grassa, di Preve) gioveranno più all&#8217;”emancipazione dei lavoratori” (termine oggi davvero genericissimo) o agli interessi di “una frazione della classe dominante” lo si vedrà col tempo. Di certo quelle della “sinistra più riformista” hanno spompato li lavoratori. E lo si vede. Infine, anche S. Bologna, pur muovendosi da altre premesse teoriche rispetto a La Grassa e Preve, non mi pare ben accolto dalla “sinistra” (riformista o meno) e neppure lui può essere certo che le sue idee serviranno all&#8217;”emancipazione dei lavoratori”. Siamo in una nottata troppo buia. Esaminiamo allora tutte le lucine e non spegniamone subito quelle che ci paiono “strane” o “estraneee”.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: Flavio Viriato		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2010/06/20/radio-kapital-sergio-bologna-come-uninvettiva/#comment-136574</link>

		<dc:creator><![CDATA[Flavio Viriato]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Jun 2010 16:47:07 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=35911#comment-136574</guid>

					<description><![CDATA[caro genseki, mi piacerebbe sapere dove hai riscontrato questo Comunitarismo organicista di Preve, ti sarei grato se postassi la fonte, che naturalmente non esiste, a mio parere, su La Grassa sono d&#039;accordo con te, e ti/vi invito a visitare il nostro sito, così da poter leggere cosa diciamo realmente, grazie.

http://www.comunismoecomunita.org/

Flavio]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>caro genseki, mi piacerebbe sapere dove hai riscontrato questo Comunitarismo organicista di Preve, ti sarei grato se postassi la fonte, che naturalmente non esiste, a mio parere, su La Grassa sono d&#8217;accordo con te, e ti/vi invito a visitare il nostro sito, così da poter leggere cosa diciamo realmente, grazie.</p>
<p><a href="http://www.comunismoecomunita.org/" rel="nofollow ugc">http://www.comunismoecomunita.org/</a></p>
<p>Flavio</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Doriana Goracci		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2010/06/20/radio-kapital-sergio-bologna-come-uninvettiva/#comment-136550</link>

		<dc:creator><![CDATA[Doriana Goracci]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Jun 2010 06:15:54 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[per cause tecniche...non ho potuto dare spazio sul blog partecipativo Reset-Italia, dove sono solita scrivere a questo intervento di Sergio Bologna,appena possibile sarà mia cura inserirlo; l&#039;ho fatto e lo farò in seguito, ieri e oggi su Facebook. Vi ringrazio molto per lo spazio che avete dato, indispensabile libero necessario urgente.Un abbraccio sincero e di stima a Sergio.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>per cause tecniche&#8230;non ho potuto dare spazio sul blog partecipativo Reset-Italia, dove sono solita scrivere a questo intervento di Sergio Bologna,appena possibile sarà mia cura inserirlo; l&#8217;ho fatto e lo farò in seguito, ieri e oggi su Facebook. Vi ringrazio molto per lo spazio che avete dato, indispensabile libero necessario urgente.Un abbraccio sincero e di stima a Sergio.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: véronique vergé		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2010/06/20/radio-kapital-sergio-bologna-come-uninvettiva/#comment-136533</link>

		<dc:creator><![CDATA[véronique vergé]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 Jun 2010 10:34:28 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ho letto il commento di Sergio Bologna postato da effeffe:

Ecco un brano nobile che dovrebbe essere stampato...
Fa bene all&#039;anima di una francese disgustata di quello accade nella sua squadra nazionale- giocatori animati dal denaro solo-
Il loro sciopero è una vergogna di fronte a quelli che lottano per avere condizioni degni di lavoro. Fanno scioperi, soli che non hanno paura di perdere il lavoro, è il caso degli impiegati statali come io. Ultimo bastione di libertà.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ho letto il commento di Sergio Bologna postato da effeffe:</p>
<p>Ecco un brano nobile che dovrebbe essere stampato&#8230;<br />
Fa bene all&#8217;anima di una francese disgustata di quello accade nella sua squadra nazionale- giocatori animati dal denaro solo-<br />
Il loro sciopero è una vergogna di fronte a quelli che lottano per avere condizioni degni di lavoro. Fanno scioperi, soli che non hanno paura di perdere il lavoro, è il caso degli impiegati statali come io. Ultimo bastione di libertà.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: mb		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2010/06/20/radio-kapital-sergio-bologna-come-uninvettiva/#comment-136527</link>

		<dc:creator><![CDATA[mb]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 21 Jun 2010 23:18:40 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[[tu parli con 1.
poi parli con 2.
contando sul fatto che 1 e 2 non si parleranno mai]
3,4,5,6...

Questo pezzo che riporto segue più l&#039;ultimo di Pecoraro, la delocalizzazione, che non quello centrale di Bologna.
Sulla rappresentanza dei precari, sul riconoscersi corpo unito, classe, non so veramente cosa dire. Ma è sicuramente la domanda centrale da porre oggi. 

Dalla Polonia, una lettera ai lavoratori FIAT

La FIAT gioca molto sporco coi lavoratori. Quando trasferirono la produzione qui in Polonia ci dissero che se avessimo lavorato durissimo e superato tutti i limiti di produzione avremmo mantenuto il nostro posto di lavoro e ne avrebbero creati degli altri. E a Tychy lo abbiamo fatto. La fabbrica oggi è la più grande e produttiva d’Europa e non sono ammesse rimostranze all’amministrazione (fatta eccezione per quando i sindacati chiedono qualche bonus per i lavoratori più produttivi, o contrattano i turni del weekend).
A un certo punto verso la fine dell’anno scorso è iniziata a girare la voce che la FIAT aveva intenzione di spostare la produzione di nuovo in Italia. Da quel momento su Tychy è calato il terrore. Fiat Polonia pensa di poter fare di noi quello che vuole. L’anno scorso per esempio ha pagato solo il 40% dei bonus, benché noi avessimo superato ogni record di produzione.
Loro pensano che la gente non lotterà per la paura di perdere il lavoro. Ma noi siamo davvero arrabbiati. Il terzo “Giorno di Protesta” dei lavoratori di Tychy in programma per il 17 giugno non sarà educato come l’anno scorso. Che cosa abbiamo ormai da perdere?
Adesso stanno chiedendo ai lavoratori italiani di accettare condizioni peggiori, come fanno ogni volta. A chi lavora per loro fanno capire che se non accettano di lavorare come schiavi qualcun altro è disposto a farlo al posto loro. Danno per scontate le schiene spezzate dei nostri colleghi italiani, proprio come facevano con le nostre.
In questi giorni noi abbiamo sperato che i sindacati in Italia lottassero. Non per mantenere noi il nostro lavoro a Tychy, ma per mostrare alla FIAT che ci sono lavoratori disposti a resistere alle loro condizioni. I nostri sindacati, i nostri lavoratori, sono stati deboli. Avevamo la sensazione di non essere in condizione di lottare, di essere troppo poveri. Abbiamo implorato per ogni posto di lavoro. Abbiamo lasciato soli i lavoratori italiani prendendoci i loro posti di lavoro, e adesso ci troviamo nella loro stessa situazione.
E’ chiaro però che tutto questo non può durare a lungo. Non possiamo continuare a contenderci tra di noi i posti di lavoro. Dobbiamo unirci e lottare per i nostri interessi internazionalmente.
Per noi non c’è altro da fare a Tychy che smettere di inginocchiarci e iniziare a combattere. Noi chiediamo ai nostri colleghi di resistere e sabotare l’azienda che ci ha dissanguati per anni e ora ci sputa addosso.
Lavoratori, è ora di cambiare.
Tychy, June 13, 2010 19-06-2010 16:52 - sharing

per continuare


http://www.ilmanifesto.it/archivi/fuoripagina/anno/2010/mese/06/articolo/2940/]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>[tu parli con 1.<br />
poi parli con 2.<br />
contando sul fatto che 1 e 2 non si parleranno mai]<br />
3,4,5,6&#8230;</p>
<p>Questo pezzo che riporto segue più l&#8217;ultimo di Pecoraro, la delocalizzazione, che non quello centrale di Bologna.<br />
Sulla rappresentanza dei precari, sul riconoscersi corpo unito, classe, non so veramente cosa dire. Ma è sicuramente la domanda centrale da porre oggi. </p>
<p>Dalla Polonia, una lettera ai lavoratori FIAT</p>
<p>La FIAT gioca molto sporco coi lavoratori. Quando trasferirono la produzione qui in Polonia ci dissero che se avessimo lavorato durissimo e superato tutti i limiti di produzione avremmo mantenuto il nostro posto di lavoro e ne avrebbero creati degli altri. E a Tychy lo abbiamo fatto. La fabbrica oggi è la più grande e produttiva d’Europa e non sono ammesse rimostranze all’amministrazione (fatta eccezione per quando i sindacati chiedono qualche bonus per i lavoratori più produttivi, o contrattano i turni del weekend).<br />
A un certo punto verso la fine dell’anno scorso è iniziata a girare la voce che la FIAT aveva intenzione di spostare la produzione di nuovo in Italia. Da quel momento su Tychy è calato il terrore. Fiat Polonia pensa di poter fare di noi quello che vuole. L’anno scorso per esempio ha pagato solo il 40% dei bonus, benché noi avessimo superato ogni record di produzione.<br />
Loro pensano che la gente non lotterà per la paura di perdere il lavoro. Ma noi siamo davvero arrabbiati. Il terzo “Giorno di Protesta” dei lavoratori di Tychy in programma per il 17 giugno non sarà educato come l’anno scorso. Che cosa abbiamo ormai da perdere?<br />
Adesso stanno chiedendo ai lavoratori italiani di accettare condizioni peggiori, come fanno ogni volta. A chi lavora per loro fanno capire che se non accettano di lavorare come schiavi qualcun altro è disposto a farlo al posto loro. Danno per scontate le schiene spezzate dei nostri colleghi italiani, proprio come facevano con le nostre.<br />
In questi giorni noi abbiamo sperato che i sindacati in Italia lottassero. Non per mantenere noi il nostro lavoro a Tychy, ma per mostrare alla FIAT che ci sono lavoratori disposti a resistere alle loro condizioni. I nostri sindacati, i nostri lavoratori, sono stati deboli. Avevamo la sensazione di non essere in condizione di lottare, di essere troppo poveri. Abbiamo implorato per ogni posto di lavoro. Abbiamo lasciato soli i lavoratori italiani prendendoci i loro posti di lavoro, e adesso ci troviamo nella loro stessa situazione.<br />
E’ chiaro però che tutto questo non può durare a lungo. Non possiamo continuare a contenderci tra di noi i posti di lavoro. Dobbiamo unirci e lottare per i nostri interessi internazionalmente.<br />
Per noi non c’è altro da fare a Tychy che smettere di inginocchiarci e iniziare a combattere. Noi chiediamo ai nostri colleghi di resistere e sabotare l’azienda che ci ha dissanguati per anni e ora ci sputa addosso.<br />
Lavoratori, è ora di cambiare.<br />
Tychy, June 13, 2010 19-06-2010 16:52 &#8211; sharing</p>
<p>per continuare</p>
<p><a href="http://www.ilmanifesto.it/archivi/fuoripagina/anno/2010/mese/06/articolo/2940/" rel="nofollow ugc">http://www.ilmanifesto.it/archivi/fuoripagina/anno/2010/mese/06/articolo/2940/</a></p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: robugliani		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2010/06/20/radio-kapital-sergio-bologna-come-uninvettiva/#comment-136526</link>

		<dc:creator><![CDATA[robugliani]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 21 Jun 2010 22:02:08 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[http://conflittiestrategie.splinder.com/post/22903199#more-22903199]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://conflittiestrategie.splinder.com/post/22903199#more-22903199" rel="nofollow ugc">http://conflittiestrategie.splinder.com/post/22903199#more-22903199</a></p>
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			</item>
		<item>
		<title>
		Di: francesco pecoraro		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2010/06/20/radio-kapital-sergio-bologna-come-uninvettiva/#comment-136525</link>

		<dc:creator><![CDATA[francesco pecoraro]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 21 Jun 2010 20:16:24 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[&quot;Ci sono riusciti operaie e operai analfabeti, che vivevano in condizioni miserabili, ci hanno messo mezzo secolo (dalle prime società di mutuo soccorso ai primi sindacati industriali). Perché non dovrebbero riuscirci milioni di giovani scolarizzati, overeducated?&quot;.
forse perché si è consentito il compiersi di una vera rivoluzione culturale di destra, dove il deprezzamento dei valori di eguaglianza e solidariet e la liquidazione di ogni progetto di trasformazione della società, è stato il vero centro della penetrazione delle menti...
molte con-cause, tra cui non sotto-valuterei da un lato l&#039;implosione delle società comuniste da un lato (l&#039;insorgere della dis-appartenenza è stato cruciale) e l&#039;egemonizzazione dei mezzi di comunicazione da parte del capitale, dall&#039;altro.
per fare politica ci vuole uno straccio di progetto complessivo, in pratica serve una lettura ideologica e condivisa, la promessa di un paese diverso e migliore, serve un obbiettivo fuori dei propri interessi immediati e che tuttavia sia abbastanza forte da includerli, serve il senso di appartenenza, serve la ragione dell&#039;antagonismo.
se ci si appiattisce sull&#039;economicismo vuol dire che si acconsente al mondo com&#039;è.
insomma quello che mi sembra di poter dire è che per darsi la forza per una rivendicazione anche locale &#038; marginale occorre costruire un quadro molto più ampio energico convincente di opposizione allo status quo e al disegno del capitale.
chi lo sa fare oggi?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Ci sono riusciti operaie e operai analfabeti, che vivevano in condizioni miserabili, ci hanno messo mezzo secolo (dalle prime società di mutuo soccorso ai primi sindacati industriali). Perché non dovrebbero riuscirci milioni di giovani scolarizzati, overeducated?&#8221;.<br />
forse perché si è consentito il compiersi di una vera rivoluzione culturale di destra, dove il deprezzamento dei valori di eguaglianza e solidariet e la liquidazione di ogni progetto di trasformazione della società, è stato il vero centro della penetrazione delle menti&#8230;<br />
molte con-cause, tra cui non sotto-valuterei da un lato l&#8217;implosione delle società comuniste da un lato (l&#8217;insorgere della dis-appartenenza è stato cruciale) e l&#8217;egemonizzazione dei mezzi di comunicazione da parte del capitale, dall&#8217;altro.<br />
per fare politica ci vuole uno straccio di progetto complessivo, in pratica serve una lettura ideologica e condivisa, la promessa di un paese diverso e migliore, serve un obbiettivo fuori dei propri interessi immediati e che tuttavia sia abbastanza forte da includerli, serve il senso di appartenenza, serve la ragione dell&#8217;antagonismo.<br />
se ci si appiattisce sull&#8217;economicismo vuol dire che si acconsente al mondo com&#8217;è.<br />
insomma quello che mi sembra di poter dire è che per darsi la forza per una rivendicazione anche locale &amp; marginale occorre costruire un quadro molto più ampio energico convincente di opposizione allo status quo e al disegno del capitale.<br />
chi lo sa fare oggi?</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: jacopo galimberti		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2010/06/20/radio-kapital-sergio-bologna-come-uninvettiva/#comment-136524</link>

		<dc:creator><![CDATA[jacopo galimberti]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 21 Jun 2010 19:57:24 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=35911#comment-136524</guid>

					<description><![CDATA[@ Furlen

Concordo con mascitelli sulla necessita&#039; di postare il secondo pezzo di Bologna.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@ Furlen</p>
<p>Concordo con mascitelli sulla necessita&#8217; di postare il secondo pezzo di Bologna.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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