GRANDI PRESSIONI SULLA GRANDE CAMERA

2 luglio 2010
Pubblicato da

di Uaar.it

Dunque la Grande Chambre della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo è stata chiamata a dibattere sul ricorso presentato dal governo italiano contro la sentenza con cui lo scorso novembre la Corte ha sancito che la presenza dei crocifissi nelle aule scolastiche costituisce una violazione dei diritti umani. Come noto, la sentenza della Corte di Strasburgo fu emanata in seguito all’azione legale promossa da una socia Uaar e appoggiata dall’associazione.
La Chiesa cattolica ha posto in essere enormi pressioni. Il ricorso del Governo alla Grande Chambre, infatti, oltre che dalle Acli, è stato sostenuto anche da dieci stati: Armenia, Bulgaria, Cipro, Grecia, Lituania, Malta, Principato di Monaco, Romania, Russia e San Marino: il sito cattolico Zenit ha annunciato con soddisfazione che si tratta «di un’alleanza tra cattolici e ortodossi». È stata invece respinta la richiesta della Federazione umanista europea (di cui l’Uaar fa parte) di costituirsi come terza parte a favore dei ricorrenti. In pratica, i ricorrenti si trovano contro al Presidente della Repubblica, al Governo, all’opposizione (il Partito democratico si è così espresso tre mesi fa), alla Chiesa cattolica, a quella ortodossa e ad altri dieci stati europei. Il 29 giugno è scesa in campo anche la Padania, organo ufficiale della Lega Nord, accusando in pratica l’Uaar di fare il gioco dell’islam. Ciononostante non è il caso di scoraggiarsi, perché si tratta di un ricorso presentato in nome delle buone ragioni laiche, contro un paese che ha nella laicità dello Stato un supremo principio costituzionale. Ma solo a parole.
I mezzi di informazione di tutta Europa stanno seguendo il caso, ritenuto di fondamentale importanza per il futuro della laicità di tutti gli stati che hanno sottoscritto la Convenzione europea sui diritti dell’uomo. La sentenza non sarà comunque pronunciata prima di almeno tre mesi.


CONTINUA LA CAMPAGNA DI SBATTEZZO
Dopo il successo delle edizioni 2008 e 2009, a cui hanno complessivamente aderito quasi duemila cittadini, l’Uaar ha deciso di organizzare il 25 ottobre 2010 la terza giornata nazionale dello sbattezzo. ‘Sbattezzo’ significa cancellazione degli effetti civili del battesimo, ossia l’elementare diritto, sancito dalla Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo e riconosciuto da un provvedimento del Garante per la privacy, di poter 
abbandonare una confessione religiosa: nel caso specifico, di non essere più considerati dallo Stato come “sudditi” della Chiesa, “obbedienti” e “sottomessi” alle gerarchie ecclesiastiche, come recita il Catechismo.
Ricordiamo che la data dell’iniziativa è stata scelta in ricordo di quanto accadde il 25 ottobre 1958, giorno in cui la Corte d’appello di Firenze assolse il vescovo di Prato, che aveva denigrato pubblicamente due giovani che vollero sposarsi civilmente. E lo assolse non perché non li aveva diffamati, ma perché i coniugi erano “suoi sudditi, perché battezzati”: e dunque liberamente denigrabili da parte dell’autorità ecclesiastica. Tutte le informazioni utili per aderire sono pubblicate alla pagina http://www.uaar.it/news/2010/06/02/ottobre-2010-terza-giornata-nazionale-dello-sbattezzo.
Nel frattempo l’UAAR ha lanciato il sito “Sbattezzo counter” (http://sbattezzati.it/), che offre la possibilità di condividere con altri la soddisfazione per aver definitivamente abbandonato la Chiesa cattolica. Il sito consente di pubblicare il proprio sbattezzo su una bacheca virtuale (http://sbattezzati.it/sbattezzi/nuovo) e incrementare così il contatore degli sbattezzati d’Italia.
Nonostante molti italiani si siano già sbattezzati (l’UAAR li stima in quasi ventimila), il fenomeno non accenna affatto a ridimensionarsi. In aprile si è toccato il record assoluto nel numero di download del modulo: 5.500 in un solo mese, e si sono intensificate anche le telefonate e le e-mail. La novità significativa è l’aumento di cittadini che contattano l’UAAR per sbattezzarsi pur continuando a dichiararsi credenti, per quanto delusi dalla Chiesa: sembra dunque abbastanza probabile che lo scandalo-pedofilia stia provocando effetti significativi sulla fede degli italiani.

IL TRIBUNALE DI PADOVA NEGA IL DIRITTO ALL’ORA ALTERNATIVA
Un ricorso per discriminazione presentato da due genitori che avevano chiesto inutilmente l’attivazione delle attività alternative all’insegnamento della religione cattolica, sostenuto dall’UAAR, è stato respinto all’inizio 
di giugno dal tribunale di Padova. Secondo il giudice monocratico, dott. ssa Sacchetto, non esiste un diritto soggettivo ad avere l’ora alternativa (“sussiste discrezionalità nella scelta”), e la scuola può dunque organizzare liberamente il tempo dei non avvalentisi, compatibilmente con le risorse disponibili (la scelta, secondo la corte, “necessariamente risente della disponibilità dei mezzi economici”). Di qui, a suo dire, l’assenza di discriminazione a carico dello studente. Il giudice ha inoltre condannato al pagamento delle spese i ricorrenti. La sentenza si pone in diretta contrapposizione con quanto recentemente stabilito dal Consiglio di Stato, che ha esplicitamente evidenziato che “la mancata attivazione dell’insegnamento alternativo può incidere sulla libertà religiosa dello studente o delle famiglia”: il testo di quest’ultima sentenza è stato prodotto nel corso del procedimento, ma è stato ignorato dal giudice. Il provvedimento verrà comunque appellato.

NUOVA VESTE GRAFICA PER IL SITO UAAR
Dal 6 giugno il sito UAAR ha una nuova veste grafica. Nei giorni successivi è stata lanciata la nuova sezione “Opinioni”
(http://www.uaar.it/news/category/opinioni/) che ha già raccolto contributi di Carcano, Odifreddi, Orioli, Vallocchia, Buffoni. Nei prossimi mesi saranno progressivamente creati nuovi spazi.

VERSO IL IX CONGRESSO UAAR

Il IX congresso UAAR si svolgerà a Varese, presso l’Atahotel, domenica 31 ottobre e lunedì 1 novembre 2010. Sarà preceduto dall’assemblea dei circoli (riservata a coordinatori regionali e di circolo, cassieri di circolo e referenti) che si svolgerà sabato 30 ottobre. Il Congresso è aperto a tutte le socie e i soci iscrittisi all’UAAR per l’anno 2010 entro il 31 maggio. Le assemblee precongressuali si svolgeranno preso circoli e referenti tra venerdì 10 settembre e domenica 10 ottobre 2010.

FLASH: DUE MESI DI ATTIVITÀ UAAR

Oltre a quanto accennato qui sopra, segnaliamo altre iniziative che hanno visto come protagonista l’UAAR durante maggio e giugno:
- la pubblicazione del numero 3/2010 de “L’Ateo”, il bimestrale dell’UAAR (www.uaar.it/uaar/ateo);
- gli incontri che l’associazione ha organizzato ogni giovedì sera presso la sede di Roma, in via Ostiense 89, fino al 20 maggio. I video di tali incontri sono visionabili alla pagina www.uaar.it/uaar/incontrigiovedi. Per 
conoscere il programma dei prossimi incontri occorre invece consultare il calendario eventi UAAR (www.uaar.it/event);
- la partecipazione di Adele Orioli, responsabile delle iniziative giuridiche UAAR, alla puntata dell’1 giugno de “La vita in diretta”, su RaiUno, dedicata al tema dei crocifissi;
- i tanti momenti informativi sull’Otto per Mille organizzati dai circoli UAAR;
- le presentazioni della cosiddetta “seconda Sindone” a Brescia, Bergamo e Roma, e il dibattito sulla sindone co-organizzato all’università di Bari;
- l’attivazione di Liberi di scegliere, campagna UAAR dedicata al testamento biologico
(http://www.uaar.it/uaar/campagne/liberi-di-scegliere);
- la censura dei manifesti che il circolo UAAR di Pescara ha chiesto di affiggere a Sulmona per criticare lo spreco di fondi pubblici per la visita del papa; i manifesti saranno affissi soltanto dopo che la visita avrà avuto luogo;
- la solidarietà espressa dal circolo UAAR di Taranto al proprio sindaco, Ippazio Stefano, attaccato da un sacerdote per non aver partecipato ai festeggiamenti di san Cataldo e di aver ridotto gli spazi autorizzati per la processione del Corpus domini.
I tanti eventi organizzati dai circoli UAAR sono documentati alle pagine www.uaar.it/event/2010/05 (maggio) e www.uaar.it/event/2010/06 (giugno).

FLASH: DUE MESI DI ATTIVITÀ ONLINE
Aggiornamento quotidiano delle Ultimissime (www.uaar.it/news);
- funzionamento quotidiano dei forum UAAR (http://forum.uaar.it);
- confronto quotidiano sulle mailing list [ateismo] (aperta a tutti); [uaar] (riservata ai soci UAAR); [circoliuaar] (riservata agli attivisti dei circoli UAAR);
- aggiornamento quotidiano del gruppo UAAR su Facebook (www.facebook.com/group.php?gid=49322830960);
- aggiornamento frequente del canale UaarIt su YouTube (www.youtube.com/user/uaarit);
- organizzazione di diversi sondaggi on-line (www.uaar.it/poll);
- aggiornamento della sezione “comunicati stampa” (www.uaar.it/uaar/comunicati_stampa);
- pubblicazione di una prima scheda informativa sulla pedofilia, curata da Francesco D’Alpa (http://www.uaar.it/ateismo/controinformazione/abusi-sessuali-Chiesa-cattolica);
- pubblicazione della versione italiana del “passaparola” basato sulla lettera scritta da Elisabeth Badinter “alle musulmane velate d’Occidente” (http://www.uaar.it/laicita/velo/burqa.ppt: applicazione Powerpoint, 676 
kb).

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18 Responses to GRANDI PRESSIONI SULLA GRANDE CAMERA

  1. AMA il 3 luglio 2010 alle 01:16

    Qualcuno saprebbe dirmi quanti anni ci vorranno perche’ la papessa e tutti i suoi attuali cardinali si estinguano per morte naturale?

  2. vito il 3 luglio 2010 alle 21:07

    mai vista una fede più forte e intollerante nei confronti di altri fedi di chi si sbattezza… complimenti

  3. jacopo galimberti il 4 luglio 2010 alle 11:32

    @vito

    non capisco la tua frase

  4. vito il 4 luglio 2010 alle 11:56

    secondo me le campagne di sbattezzo dimostrano esattamente quello che non vogliono esprimere le persone che si sbattezzano… cioè di una fede nell’ateismo (perché anche l’ateismo è una fede) che usa il linguaggio e i metodi dell’intolleranza nei confronti delle altre fedi

  5. lucia cossu il 4 luglio 2010 alle 14:45

    forse Vito invece è solo non voler appartenere a una comunità alla quale non si è scelto di aderire. Se non voglio essere battezzato cosa ne deduci? Potrei essere qualunque cosa, compreso un ateista, ma non solo un ateista.

  6. patty il 4 luglio 2010 alle 15:45

    Gesù si battezzò a trent’anni. E’ tutto detto. Se acquisto un pullover io cerco l’etichetta per vedere: la taglia, le percentuali di lino o cotone o materiali acrilici, vedo poi i consigli di lavaggio e dove è stato prodotto. E se ho sbagliato, al limite tiro fuori dalla lavatrice una maglia per neonato.

  7. vito il 4 luglio 2010 alle 17:12

    @lucia … credo che tu abbia ragione… a me sembra, infatti, che le intenzioni di chi si sbattezza simbolicamente (cioè aderendo alle campagne), e di chi si sbattezza realmente (cioè non facendo alcun conto di eventuali insegnamenti ricevuti contro la propria volontà), siano usate in modo forzatamente ideologico e ateista (ma non autenticamente laico) da parte di chi le organizza in modo da fare proselitismo di bassa lega… a me sembra, in definitiva, che anche in questo ambito qualunque gesto e affermazione possa diventare non un’occasione di riflessione autentica su un tema, ma debba, al contrario, ritornare nei ranghi di questa superficialità dei nostri tempi, di questa mediocrità imperante… ne è prova il confronto che fa Patty fra il Battesimo e l’acquisto di un prodotto… ma purtroppo questi sono i tempi che ci sono capitati in sorte di vivere e nella berlusconità diffusa tutto va bene con tutto e nessuno ritiene opportuno, prima ancora di credere, di essere credibile…
    ps. grazie per l’occasione di riflessione

  8. vito il 4 luglio 2010 alle 17:16

    prima di “debba” c’è un “non”

  9. francesco pecoraro il 4 luglio 2010 alle 22:48

    la battaglia contro l’imposizione del crocefisso nelle scuole e nei luoghi pubblici è fondamentale, ma la vedo dura. anche napolitano si è sentito in dovere di dire la sua a favore…

  10. franco buffoni il 5 luglio 2010 alle 17:34

    Sono quasi trent’anni che il cattolicesimo non è più religione di stato in Italia. Si tratta di prenderne atto. Punto.

  11. Salvatore D'Angelo il 6 luglio 2010 alle 12:01

    …magari tra quelli che fanno pressione sulla Grande Camera della Corte Europea ci sono anche i personaggi autori dell’emendamento n.1707 compreso nella legge bavaglio. Leggete qui sotto :

    SESSUALE “LIEVE” AI MINORI: ECCO I NOMI DEI SENATORI!

    Si erano inventati un emendamento proprio carino.

    Zitti zitti, nel disegno di legge sulle intercettazioni avevano infilato l’emendamento 1.707, quello che introduceva il termine di “Violenza sessuale di lieve entità” nei confronti di minori.

    Firmatari, alcuni senatori di Pdl e Lega che proponevano l’abolizione dell’obbligo di arresto in flagranza nei casi di violenza sessuale nei confronti di minori, se – appunto – di “minore entità”.

    Senza peraltro specificare come si svolgesse, in pratica, una violenza sessuale “di lieve entità” nei confronti di un bambino.

    Dopo la denuncia del Partito Democratico, nel Centrodestra c’è stato il fuggi-fuggi, il “ma non lo sapevo”, il “non avevo capito”, il “non pensavo che fosse proprio così” uniti all’inevitabile berlusconiano “ci avete frainteso”.

    Poi, finalmente, un deputato del Pd ha scoperto i firmatari dell’emendamento 1707.

    Annotateli bene:

    sen. Maurizio Gasparri (Pdl),
    sen. Federico Bricolo (Lega Nord Padania),
    sen. Gaetano Quagliariello (Pdl),
    sen. Roberto Centaro (Pdl),
    sen. Filippo Berselli (Pdl),
    sen. Sandro Mazzatorta (Lega Nord Padania) e il
    sen. Sergio Divina (Lega Nord Padania).

    Per la cronaca, il sen. Bricolo era colui che proponeva il “carcere per chi rimuove un crocifisso da un edificio pubblico” (ma non per chi palpeggia una bambina);

    il sen. Berselli è colui che ha dichiarato “di essere stato iniziato al sesso da una prostituta” (e da qui si capisce molto…);

    il sen. Mazzatorta ha cercato di introdurre nel nostro ordinamento vari “emendamenti per impedire i matrimoni misti”;

    mentre il sen Divina è divenuto celebre per aver pubblicamente detto che “i trentini sono come cani ringhiosi e che capiscono solo la logica del bastone” (citazione di una frase di Mussolini).

    (Da una e mail che circola in rete)

  12. johnny doe il 6 luglio 2010 alle 22:34

    Spiegatemi,ardenti sbattezzatori,perche vi mettete sempre a novanta gradi con l’Islam,religione conquistatrice com’era una volta il cristianesimo,e ne appoggiate ogni ragione,con tanti saluti ai diritti delle donne e altri ammenicoli,come li considerate?
    Se mettessero la mezzaluna a scuola,che fareste? Ovvio,il rispetto dei diversi! Giusto le moschee ed i predicatori,ma poi quando ammazzano qualche cristiano per la stessa ragione,avete mai visto UAAR?
    La paura fa novanta,nevvero,intrepidi capitani coraggiosi!
    A me del crocifisso nelle scuole poco m’interessa,e men che meno di tutti sti garbugli legislativi da avvocaticchi,ma l’ipocrisia di queste truppe cammellate dell’ateismo a senso unico è peggio d’ogni religione.
    E il calendario,è pieno di santi!

  13. franco buffoni il 6 luglio 2010 alle 23:57

    Johnny doe, vai per favore al mio ultimo post Pride, trovi che “L’obiettivo è l’affrancamento dal retaggio abramitico”. Quindi sono compresi anche musulmani ed ebrei, non ci sono solo i cristiani! E io non mi sono mai discostato da questa linea.

  14. johnny doe il 7 luglio 2010 alle 07:57

    Non è che facessi riferimento a lei Sig.Buffoni,ma ho dato un’occhiata al sito UAAR e lì si parla in pratica solo di crocefisso,nei pubblici edifici.
    Premetto che l’unica lotta vera e seria è quella di abolire il Concordato e non una guerra ai simboli,che non porta a nulla ed ha labili fondamenti.
    Che mai volete che importi ai frequentatori di tribunali ,siano pure di altre fedi ,se c’è o no il crocefisso (che poi si sentano discriminati è ridicolo.e la giustizia che ci sta a fare?)
    Forse sarebbe più indicato preoccuparsi di un altro simbolo e di qualche scritta,visto che far in modo che la bilancia sia in equilibrio è sempre un terno al lotto.
    Mai sentito scolari ebrei o tibetani,cinesi o indiani che si son sentiti offesi dal crocefisso in aula o per questo discriminati.Anche qui sarebbe forse meglio preoccuparsi della disastrosa situazione scolastica e d’imparar qualcosa.
    Idem,per gli ospedali.Sai che gli frega a uno che sta male o a uno che opera! Ma dove vivete?
    Volendo poi seguirvi su questa strada,ci son pure i musei.
    Perchè ignorarli?
    Uffizi,proprietà dello stato laico,edificio pubblico,pieno di santi e madonne e crocefissioni.Mi danno fastidio,mi offendono,toglieteli!
    Un simbolo è un simbolo,che sia un misero pezzo di legno o di Botticelli.
    Ma fa parte del patrimonio culturale…
    Eh,no,voi stessi avete contestato il parere del Consiglio di Stato in cui “l’esposizione viene motivata, tra l’altro, con l’assurda tesi che il crocifisso sia parte del patrimonio storico-culturale italiano..”
    Assurdi siete voi, il cristianesimo certamente ne fa parte integrante e massicciamente,lo sa anche il vostro gatto,o anche la storia è un optional?
    Una guerra ai simboli,in nome del più trito politically correct,non serve a nulla,solo polvere di facciata e spettacolo,altri son gli obiettivi veri per un agnostico,un laico,un ateo che non siano simili ai preti.
    Vedi Concordato,il resto non conta ed è solo controproducente.

  15. johnny doe il 7 luglio 2010 alle 08:09

    …e poi lo slogan “scrocefiggiamo”…cambiate art director …

  16. lucia cossu il 7 luglio 2010 alle 08:23

    johnny doe
    sono una non battezzata che alle scuole elementari non si alzava e non diceva la preghiera con gli altri mentre i miei fratelli per non sentirsi discriminati fingevano di essere anche loro cattolici. Non credo abbiamo avuto da questo problemi non superabili nella vita, ma forse senza simboli di religione di Stato non avrei dovuto rispondere a domande sul mio essere atea o cosa e costanti tentativi di farmi diventare cattolica. Forse oggi non è più così. Sono anche una assidua frequentatrice di ospedali con crocifisso e religiosi che quando ti vedono star male capita che vogliano convincerti che il conforto della fede ti sarebbe utile, ma anche certi volontari scampati a malattie brutte spesso non capiscono che si possa non volere il loro ottimismo inscalfibile e semplicemente possono essere utili per altre cose. E’ non un problema di crocifisso solo, ma di ciò che questo implicitamente comporta, come dare per scontato che il volontario ti farà del bene e non rendersi conto che si può non desiderarlo e e che le condizioni non mettono in condizione di dirlo sempre con un livello di parità adeguato.

  17. franco buffoni il 7 luglio 2010 alle 10:07

    Porta Pia ha cancellato dalla storia una delle più ottuse monarchie assolute dei tempi moderni, che motivava la sua intolleranza e il suo dominio sulle coscienze e sui corpi non solo con il richiamo ad un generico diritto divino, ma con la pretesa che il sovrano fosse il vicario del figlio del dio unico degli abramitici. E con la consueta leggerezza abramitica – fino al 20 settembre 1870 – gli ebrei poterono vivere a Roma solo ghettizzati.
    Cancellando dall’Europa, come scrisse Gladstone, uno stato che “ha condannato la libertà di parola, la libertà di stampa, la tolleranza del non-conformismo, il libero studio di questioni civili e filosofiche”, quel giorno, l’Italia avrebbe dovuto cancellare per sempre anche i privilegi della chiesa cattolica. Invece diede subito inizio, con la legge delle Guarentigie e “l’assegno di congrua”, alla lunga serie di concessioni al Vaticano culminata in anni recenti nella vergognosa clausola dell’8 per mille.
    I clericali, dal canto loro, pensarono bene di mostrarsi sempre e solo offesi, proclamandosi vittime: L’unità cattolica, celebre periodico diretto da don Margotti, cominciò a uscire listato a lutto e lo fece per ben 28 anni. Come osservò Edmondo De Amicis, fogli di tal fatta ingenerarono nei cattolici di tutta Europa il timore che “gli italiani” (definiti “facinorosi” e “tigri assetate di sangue”) volessero “far man bassa sulle chiese e sui preti”.
    Occorre distinguere alcune fasi: malgrado le concessioni, fino al 1929 – se non altro – i matrimoni dovettero – tutti e comunque – essere celebrati in comune. Poi chi voleva celebrava anche i propri riti religiosi. (Già questo, oggi, sarebbe un bel passo avanti sulla via dei Pacs). Coi patti lateranensi il fascismo per autolegittimarsi riportò in gioco i clericali (obbligo, per esempio, di crocifisso come “arredo” in ogni aula scolastica e di tribunale). Ancor più fece la Realpolitik togliattiana nel 1947 con l’art 7 della Costituzione, che inglobò i patti lateranensi. (Va ricordato che – ancora negli anni Cinquanta – il 70% dei cittadini italiani si recava compattamente a messa la domenica; oggi tale percentuale si è ridotta al 20%, ma i nostri attuali politicanti si comportano legislativamente come se le percentuali fossero ancora quelle degli anni Cinquanta).
    Una svolta parve giungere nel 1984, con l’abolizione del concetto di religione di stato. Ma tale raggiungimento fu pagato con la mela avvelenata dell’8 per mille.
    In sintesi, quindi, Porta Pia ha sì cancellato dalla storia lo stato pontificio, portando a naturale conclusione il Risorgimento, ma ha anche aperto le porte dell’Italia tutta alle ingerenze vaticane. Perduto il potere temporale in un’area limitata del paese, i clericali lo hanno recuperato di fatto e con ben maggiore efficacia in tutto il Paese, spacciandolo per potere spirituale, grazie all’ignavia e all’opportunismo dei governanti italiani.
    La ricorrenza del XX settembre dovrebbe dunque diventare l’occasione per denunciare il concordato con la chiesa cattolica come un privilegio concesso ad un potere antidemocratico, parallelo e spesso alternativo a quello dello stato.

  18. johnny doe il 7 luglio 2010 alle 14:52

    @lucia cossu

    ognuno ha i suoi percorsi,la sua storia,ma che ci voglia un gran coraggio ad esser atei…beh,questa…
    I comunisti,almeno i maschietti nel Nord,eran tutti orgogliosi di esserlo e molti al posto del crocefisso portavano catenina con falce e martello,questo già dal primo dopoguerra.Non si sentivan certo discriminati,anzi!

    @ franco buffoni

    ok per l’excursus storico,ma il tema era un’altro,e continuo a ritenere un errore (ed anche ingiusto) accanirsi su un simbolo che,volenti o nolenti,rappresenta anche un innegabile retaggio storico culturale europeo,mentre i privilegi reali,concreti restano intatti.
    L’unica via resta l’abolizione del Concordato,il resto è solo uno show.



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