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	Commenti a: (chi) Legge sul libro	</title>
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		<title>
		Di: la cultura del saldo &#124; legge sul prezzo del libro		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2010/07/15/chi-legge-sul-libro/#comment-137968</link>

		<dc:creator><![CDATA[la cultura del saldo &#124; legge sul prezzo del libro]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 30 Jul 2010 10:53:50 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[[...] di Alessandro Assiri [da Nazione Indiana] [...]]]></description>
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		<title>
		Di: alessandro assiri		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2010/07/15/chi-legge-sul-libro/#comment-137743</link>

		<dc:creator><![CDATA[alessandro assiri]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 26 Jul 2010 06:37:25 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[La piccola media libreria per essere esistita sin qui, gia da tempo è stata identificata attorno alle specializzazioni che si è saputa ritagliare. Proporre qualità e competenze è l&#039;unica salvezza e distinzione dalla cultura del saldo. Credo sia necessario puntare sulle opportunità di incontri, sulle possibilità di far ascoltare voci all&#039;interno dei propri spazi e far essere le nostre librerie punti di dibattito e confronto, spesso, diciamolo i primi a farsi irretire dal bollino rosso siamo stati noi, in qualunque veste, librai o consumatori.
La qualità della lettura è più soffocata dalla ridondanza delle uscite che non dalle promozioni
alessandro assiri
bocù libreria 
verona]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La piccola media libreria per essere esistita sin qui, gia da tempo è stata identificata attorno alle specializzazioni che si è saputa ritagliare. Proporre qualità e competenze è l&#8217;unica salvezza e distinzione dalla cultura del saldo. Credo sia necessario puntare sulle opportunità di incontri, sulle possibilità di far ascoltare voci all&#8217;interno dei propri spazi e far essere le nostre librerie punti di dibattito e confronto, spesso, diciamolo i primi a farsi irretire dal bollino rosso siamo stati noi, in qualunque veste, librai o consumatori.<br />
La qualità della lettura è più soffocata dalla ridondanza delle uscite che non dalle promozioni<br />
alessandro assiri<br />
bocù libreria<br />
verona</p>
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			</item>
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		<title>
		Di: INTERSCIENZE		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2010/07/15/chi-legge-sul-libro/#comment-137556</link>

		<dc:creator><![CDATA[INTERSCIENZE]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 Jul 2010 13:06:46 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Scenario ottimistico

+100) PREZZO DI COPERTINA 10,00 €

-4%) IVA pari a 0,40 €.

-8%) All&#039;autore è moralmente dovuto il riconoscimento di diritti economici: 0,70 €.
-13%) L&#039;editore si occupa di revisione (spesso consistente), controlli di bozza, progetto grafico, impaginazione, promozione e altro, fasi che implicano prestazioni professionali da remunerare, oltre ai costi fissi: 1,30 €.
-10%) Stampa: 1,00 €.
-50%) Al distributore vanno almeno 5,00 €.

100% -(4+8+13+10+50)% = 15% [1,50 €] lordi

PS: del 50% trattenuto dai distributori, circa il 30% va alle librerie le quali, a loro volta, hanno pesanti spese.

Come spesso capita, tranne nel caso di discreti successi editoriali o di ampiezza e diversificazione del catalogo, l&#039;unica ad arricchirsi è Gloria, colei che viene mantenuta dall&#039;esercito di lavoratori per passione.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Scenario ottimistico</p>
<p>+100) PREZZO DI COPERTINA 10,00 €</p>
<p>-4%) IVA pari a 0,40 €.</p>
<p>-8%) All&#8217;autore è moralmente dovuto il riconoscimento di diritti economici: 0,70 €.<br />
-13%) L&#8217;editore si occupa di revisione (spesso consistente), controlli di bozza, progetto grafico, impaginazione, promozione e altro, fasi che implicano prestazioni professionali da remunerare, oltre ai costi fissi: 1,30 €.<br />
-10%) Stampa: 1,00 €.<br />
-50%) Al distributore vanno almeno 5,00 €.</p>
<p>100% -(4+8+13+10+50)% = 15% [1,50 €] lordi</p>
<p>PS: del 50% trattenuto dai distributori, circa il 30% va alle librerie le quali, a loro volta, hanno pesanti spese.</p>
<p>Come spesso capita, tranne nel caso di discreti successi editoriali o di ampiezza e diversificazione del catalogo, l&#8217;unica ad arricchirsi è Gloria, colei che viene mantenuta dall&#8217;esercito di lavoratori per passione.</p>
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			</item>
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		<title>
		Di: ilse		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2010/07/15/chi-legge-sul-libro/#comment-137552</link>

		<dc:creator><![CDATA[ilse]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 Jul 2010 12:26:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Interscienze, sarei disposta a spendere il doppio per l&#039;ennesima edizione de La luna e i falò o per una raccolta di racconti di Dick eccetera eccetera ma dopo averne spesi 24 o 25 (cinquantamila lire!!) per un bel cartonato di 100 pagine scarse di narrativa contemporanea di infima qualità un po&#039; mi girano.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Interscienze, sarei disposta a spendere il doppio per l&#8217;ennesima edizione de La luna e i falò o per una raccolta di racconti di Dick eccetera eccetera ma dopo averne spesi 24 o 25 (cinquantamila lire!!) per un bel cartonato di 100 pagine scarse di narrativa contemporanea di infima qualità un po&#8217; mi girano.</p>
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		<item>
		<title>
		Di: INTERSCIENZE		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2010/07/15/chi-legge-sul-libro/#comment-137541</link>

		<dc:creator><![CDATA[INTERSCIENZE]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 Jul 2010 07:00:33 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=36104#comment-137541</guid>

					<description><![CDATA[Parlando sia da editore che da lettore, solleverei qualche interrogativo.

Indipendentemente dalla questione sconti e relativa legge, c&#039;é chi dice che, per combattere l&#039;italiana &quot;non abitudine alla lettura&quot;, il prezzo dei libri andrebbe tendenzialmente abbassato, si parla di lettori forti, di lettori deboli.

In Italia viene evaso quasi il 50% dell&#039;imponibile, le strade sono piene di SUV, le botteghe di &quot;nero&quot;, gli abiti di griffe, le borse di cellulari, le case di televisori e computer, tutti i luoghi e tutti i laghi di oggetti di lusso e barche. La lista potrebbe allungarsi, ma è già sufficiente.

Quanto può costare un libro, bello o brutto che sia?
Costa troppo confrontandolo con qualsiasi altro &quot;bene&quot; che acquisteremmo senza pensarci un nanosecondo?
Non si acquistano libri perché costano troppo?

Forse gli unici a non poterseli realmente permettere sono quei 7/8 milioni di italiani poveri (quelli veri), resi tali anche dalla scarsa abitudine alla lettura di alcuni.

Il problema dello sconto sui libri è una questione indissolubilmente legata al concetto di concorrenza. L&#039;obiettivo di una legge che regolamenti un mercato è principalmente quello di garantire lo sviluppo del settore, assicurando pari opportunità di penetrazione del mercato a parità di valore e impegno, indipendentemente dal fattore &quot;dimensione&quot;.

Un &quot;piccolo&quot; che produce qualità ha diritto di accesso all&#039;utile in termini economici.

Non si vuole entrare nel merito della contingente legge sul libro, la quale richiederebbe maggiori approfondimenti per poterne comprendere i risvolti e le conseguenze, anche con dati alla mano.
Ciononostante, riteniamo che a una legge che male interpreta il mercato al quale e indirizzata sia preferibile di gran lunga un&#039;assenza di legge, assenza che, se non altro, consente al &quot;piccolo&quot; di trovare spazio grazie ai propri &quot;colpi di genio&quot;.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Parlando sia da editore che da lettore, solleverei qualche interrogativo.</p>
<p>Indipendentemente dalla questione sconti e relativa legge, c&#8217;é chi dice che, per combattere l&#8217;italiana &#8220;non abitudine alla lettura&#8221;, il prezzo dei libri andrebbe tendenzialmente abbassato, si parla di lettori forti, di lettori deboli.</p>
<p>In Italia viene evaso quasi il 50% dell&#8217;imponibile, le strade sono piene di SUV, le botteghe di &#8220;nero&#8221;, gli abiti di griffe, le borse di cellulari, le case di televisori e computer, tutti i luoghi e tutti i laghi di oggetti di lusso e barche. La lista potrebbe allungarsi, ma è già sufficiente.</p>
<p>Quanto può costare un libro, bello o brutto che sia?<br />
Costa troppo confrontandolo con qualsiasi altro &#8220;bene&#8221; che acquisteremmo senza pensarci un nanosecondo?<br />
Non si acquistano libri perché costano troppo?</p>
<p>Forse gli unici a non poterseli realmente permettere sono quei 7/8 milioni di italiani poveri (quelli veri), resi tali anche dalla scarsa abitudine alla lettura di alcuni.</p>
<p>Il problema dello sconto sui libri è una questione indissolubilmente legata al concetto di concorrenza. L&#8217;obiettivo di una legge che regolamenti un mercato è principalmente quello di garantire lo sviluppo del settore, assicurando pari opportunità di penetrazione del mercato a parità di valore e impegno, indipendentemente dal fattore &#8220;dimensione&#8221;.</p>
<p>Un &#8220;piccolo&#8221; che produce qualità ha diritto di accesso all&#8217;utile in termini economici.</p>
<p>Non si vuole entrare nel merito della contingente legge sul libro, la quale richiederebbe maggiori approfondimenti per poterne comprendere i risvolti e le conseguenze, anche con dati alla mano.<br />
Ciononostante, riteniamo che a una legge che male interpreta il mercato al quale e indirizzata sia preferibile di gran lunga un&#8217;assenza di legge, assenza che, se non altro, consente al &#8220;piccolo&#8221; di trovare spazio grazie ai propri &#8220;colpi di genio&#8221;.</p>
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		<title>
		Di: ilse		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2010/07/15/chi-legge-sul-libro/#comment-137468</link>

		<dc:creator><![CDATA[ilse]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 19 Jul 2010 10:59:25 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[molto interessante, grazie Giulio Mozzi; l&#039;impressione che uno ne trae candidamente, da esterno, è che nei maledetti 20 euro e passa che si pagano per un libro (spesso inutile più che brutto) ci sia soprattutto il sostentamento del baraccone commerciale, distributivo e di immagine come per qualunque altra merce, come per il pomodoro che costa pochi centesimi all&#039;agricoltore e diversi euro al consumatore; secondo me c&#039;è qualcosa che non quadra, cioè avevamo bisogno che anche per i libri si mettesse in piedi il solito circo, come se fossero scarpe sportive, pannoloni o spazzolini per denti?
io leggo circa 50 libri all&#039;anno; ho fatto il conto che arriverei a spendere 1000 euro all&#039;anno mediamente; per una persona che nella vita fa tutt&#039;altro è una spesa immensa...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>molto interessante, grazie Giulio Mozzi; l&#8217;impressione che uno ne trae candidamente, da esterno, è che nei maledetti 20 euro e passa che si pagano per un libro (spesso inutile più che brutto) ci sia soprattutto il sostentamento del baraccone commerciale, distributivo e di immagine come per qualunque altra merce, come per il pomodoro che costa pochi centesimi all&#8217;agricoltore e diversi euro al consumatore; secondo me c&#8217;è qualcosa che non quadra, cioè avevamo bisogno che anche per i libri si mettesse in piedi il solito circo, come se fossero scarpe sportive, pannoloni o spazzolini per denti?<br />
io leggo circa 50 libri all&#8217;anno; ho fatto il conto che arriverei a spendere 1000 euro all&#8217;anno mediamente; per una persona che nella vita fa tutt&#8217;altro è una spesa immensa&#8230;</p>
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			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Federico Gnech		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2010/07/15/chi-legge-sul-libro/#comment-137404</link>

		<dc:creator><![CDATA[Federico Gnech]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 17 Jul 2010 08:51:18 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@claudia: infatti i lettori forti non possono aumentare con i supersconti, ma soltanto attraverso le agenzie culturali di cui parlavo. Scusate l&#039;ovvietà: la SCUOLA prima di tutto.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@claudia: infatti i lettori forti non possono aumentare con i supersconti, ma soltanto attraverso le agenzie culturali di cui parlavo. Scusate l&#8217;ovvietà: la SCUOLA prima di tutto.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>
		Di: claudia		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2010/07/15/chi-legge-sul-libro/#comment-137386</link>

		<dc:creator><![CDATA[claudia]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 16 Jul 2010 15:38:27 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Lavoro in una piccola libreria indipendente, aperta nel 1872, che oggi fa fatica a stare a galla (non dico librarsi in volo).
La legge sul libro, che in Francia limita lo sconto al pubblico al 5%, in Italia si rileva l&#039;ennesima gabola. Così come pare sia concepita, regolamenta anzi in via definitiva una prassi già a tutto vantaggio di ipermercati, grossi editori, librerie di catena, letale per le piccole librerie.
Il discorso è semplice: lo scorso Natale ci sarebbe convenuto fornirci di alcune strenne dall&#039;Ipercoop cittadino, che vendeva al pubblico al 40% di sconto ciò che noi acquistiamo da editori e distributori al 30%.
Posso capire che il potere contrattuale delle grandi catene sia ben diverso dal nostro, e che spuntino il 60% dove noi arriviamo a un 28% netto (bisogna aggiungere le spese di spedizione). Il prezzo al pubblico, però, è un&#039;altra cosa, e correrò il rischio di passare per snob affermando che dubito del fatto che chi infila oggi Vespa o Volo nel carrello insieme al prosciutto andrà domani ad ingrossare le file dei lettori forti, che badano al contenuto a prescindere dall&#039;offerta.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Lavoro in una piccola libreria indipendente, aperta nel 1872, che oggi fa fatica a stare a galla (non dico librarsi in volo).<br />
La legge sul libro, che in Francia limita lo sconto al pubblico al 5%, in Italia si rileva l&#8217;ennesima gabola. Così come pare sia concepita, regolamenta anzi in via definitiva una prassi già a tutto vantaggio di ipermercati, grossi editori, librerie di catena, letale per le piccole librerie.<br />
Il discorso è semplice: lo scorso Natale ci sarebbe convenuto fornirci di alcune strenne dall&#8217;Ipercoop cittadino, che vendeva al pubblico al 40% di sconto ciò che noi acquistiamo da editori e distributori al 30%.<br />
Posso capire che il potere contrattuale delle grandi catene sia ben diverso dal nostro, e che spuntino il 60% dove noi arriviamo a un 28% netto (bisogna aggiungere le spese di spedizione). Il prezzo al pubblico, però, è un&#8217;altra cosa, e correrò il rischio di passare per snob affermando che dubito del fatto che chi infila oggi Vespa o Volo nel carrello insieme al prosciutto andrà domani ad ingrossare le file dei lettori forti, che badano al contenuto a prescindere dall&#8217;offerta.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: giuliomozzi		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2010/07/15/chi-legge-sul-libro/#comment-137385</link>

		<dc:creator><![CDATA[giuliomozzi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 16 Jul 2010 15:33:38 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Federico, scrivi: &quot;Occorre però dimostrare, magari con dei dati, che i libri dell’editore indipendente si vendono meno durante i periodi in cui ET o Feltrinelli praticano i loro ’sconti selvaggi’.&quot; Sta agli editori indipendenti, se vogliono, fornire questi dati. Io (che non c&#039;entro con i firmatari della lettera) ho solo fatto un ragionamento sulla visibilità.

Noto che tra i gli editori indipendenti firmatari della lettera c&#039;è anche minimum fax, che ha appena sfornato il &quot;duetto&quot; Camilleri/Lucarelli, in questi giorni primo nella classifica delle vendite. Come dire: per raggiungere certe visibilità, l&#039;editore indipendente deve imitare l&#039;editore-massa.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Federico, scrivi: &#8220;Occorre però dimostrare, magari con dei dati, che i libri dell’editore indipendente si vendono meno durante i periodi in cui ET o Feltrinelli praticano i loro ’sconti selvaggi’.&#8221; Sta agli editori indipendenti, se vogliono, fornire questi dati. Io (che non c&#8217;entro con i firmatari della lettera) ho solo fatto un ragionamento sulla visibilità.</p>
<p>Noto che tra i gli editori indipendenti firmatari della lettera c&#8217;è anche minimum fax, che ha appena sfornato il &#8220;duetto&#8221; Camilleri/Lucarelli, in questi giorni primo nella classifica delle vendite. Come dire: per raggiungere certe visibilità, l&#8217;editore indipendente deve imitare l&#8217;editore-massa.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: ginevra bompiani		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2010/07/15/chi-legge-sul-libro/#comment-137377</link>

		<dc:creator><![CDATA[ginevra bompiani]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 16 Jul 2010 11:39:15 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=36104#comment-137377</guid>

					<description><![CDATA[Un’altra cattiva legge è passata. Con silenziosa arroganza, la legge sul prezzo del libro, deprecata dai suoi stessi difensori (secondo l’idea nata chissà dove che ‘una cattiva legge è meglio di nessuna legge’), è passata il 14 luglio in commissione alla Camera. 

Questa legge finge di arginare, ma in realtà ufficializza, la trasformazione del libro in merce d’occasione e delle librerie in spazi di promozioni commerciali.

Qualsiasi prodotto del mercato viene messo in saldo due volte l’anno, per permettere a negozi e produttori di liberarsi di merce deperibile. Il libro è stato sganciato dal mercato per poter essere svenduto undici mesi l’anno, e questo dal giorno in cui esce per tutta la sua breve esistenza. Vuol dire che il libro è considerato merce altamente deperibile, marcescibile, mai adeguata al suo valore. 

A detta degli autorevoli rappresentanti della cultura italiana che l’hanno elaborata, questa legge è il miglior compromesso che si poteva strappare al maggior gruppo editoriale italiano, Mondadori, e dunque al suo proprietario, presidente del consiglio. Ancora una volta i suoi interessi dettano legge.

Editori e librai indipendenti di tutta Italia hanno alzato la loro voce per denunciare una legge che minaccia la loro sopravvivenza e sono rimasti inascoltati. 

Ora che è troppo tardi, possiamo sperare solo nei lettori: carissimi lettori, dovete sapere che la pioggia di sconti che ha investito il libro come una tempesta, privilegia i libri più commerciali dei gruppi editoriali nelle librerie di catene, per proteggerli dalla grande distribuzione nei supermercati. Dovete sapere che questi sconti, né gli editori né i librai indipendenti se li possono permettere. E che la legge fa sì che entrando in libreria siate spinti a comprare il libro più scontato e non il più interessante: quello che vogliono loro, non quello che volete voi.
Perciò, cari lettori, quando entrate in una libreria, cercate i libri e non gli sconti, girate intorno alle pile delle promozioni e scoprite dietro di esse quei libri che espongono il loro modesto prezzo pieno alla vostra intelligenza prima che alle vostre tasche.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Un’altra cattiva legge è passata. Con silenziosa arroganza, la legge sul prezzo del libro, deprecata dai suoi stessi difensori (secondo l’idea nata chissà dove che ‘una cattiva legge è meglio di nessuna legge’), è passata il 14 luglio in commissione alla Camera. </p>
<p>Questa legge finge di arginare, ma in realtà ufficializza, la trasformazione del libro in merce d’occasione e delle librerie in spazi di promozioni commerciali.</p>
<p>Qualsiasi prodotto del mercato viene messo in saldo due volte l’anno, per permettere a negozi e produttori di liberarsi di merce deperibile. Il libro è stato sganciato dal mercato per poter essere svenduto undici mesi l’anno, e questo dal giorno in cui esce per tutta la sua breve esistenza. Vuol dire che il libro è considerato merce altamente deperibile, marcescibile, mai adeguata al suo valore. </p>
<p>A detta degli autorevoli rappresentanti della cultura italiana che l’hanno elaborata, questa legge è il miglior compromesso che si poteva strappare al maggior gruppo editoriale italiano, Mondadori, e dunque al suo proprietario, presidente del consiglio. Ancora una volta i suoi interessi dettano legge.</p>
<p>Editori e librai indipendenti di tutta Italia hanno alzato la loro voce per denunciare una legge che minaccia la loro sopravvivenza e sono rimasti inascoltati. </p>
<p>Ora che è troppo tardi, possiamo sperare solo nei lettori: carissimi lettori, dovete sapere che la pioggia di sconti che ha investito il libro come una tempesta, privilegia i libri più commerciali dei gruppi editoriali nelle librerie di catene, per proteggerli dalla grande distribuzione nei supermercati. Dovete sapere che questi sconti, né gli editori né i librai indipendenti se li possono permettere. E che la legge fa sì che entrando in libreria siate spinti a comprare il libro più scontato e non il più interessante: quello che vogliono loro, non quello che volete voi.<br />
Perciò, cari lettori, quando entrate in una libreria, cercate i libri e non gli sconti, girate intorno alle pile delle promozioni e scoprite dietro di esse quei libri che espongono il loro modesto prezzo pieno alla vostra intelligenza prima che alle vostre tasche.</p>
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