Beckett for dummies

19 luglio 2010
Pubblicato da

uno stralcio di articolo di Vittorino Andreoli ricopiato da Piero Sorrentino

Nella celebre commedia Aspettando Godot di Samuel Beckett attorno a un tavolo preparato per una cena ci sono delle persone che aspettano l’ultimo commensale, Godot, un personaggio che nessuno conosce e che nemmeno è sicuro arrivi: un mistero che però tiene tutti in sospeso. Il tempo viene consumato in questa attesa e nelle ipotesi più strane su chi egli sia e se effettivamente stia per giungere. E talvolta si sente un rumore che sembra annunciarlo. E non si consuma il pasto, si digiuna tra ansie e impazienza e alcuni si seccano poiché si tratta di uno stile al limite della maleducazione e allora bisognerebbe reagire, e incominciare senza di lui. Ma se poi arriva ed è un personaggio importante?

(Vittorino Andreoli, “Paura e un’eterna attesa: se la società è al minimo”, Corriere della sera, 19/7/2010)

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12 Responses to Beckett for dummies

  1. franz krauspenhaar il 19 luglio 2010 alle 12:54

    fantastico!

  2. Tiziano Scarpa il 19 luglio 2010 alle 13:09

    E sì che Vittorino Andreoli è anche autore teatrale. Nel 2005 la BUR Rizzoli gli ha pubblicato “Un posto in platea. Trame teatrali”, un volume di 795 pagine con pièce in italiano e in dialetto. Ciao Piero, buona estate!

  3. Fabrizio il 19 luglio 2010 alle 13:39

    ah ah comicissimo grazie! Indovina chi viene a cena dal convitato di pietra, aspettando Beckett! ma andreoli è l’alberoni della psichiatria o alberoni è l’andreoli della sociologia? Uno che ha impostato il suo look sullo scienziato pazzo dei fumetti, dai…

  4. gianni biondillo il 19 luglio 2010 alle 14:48

    Ignoranti! E’ la trama di “Aspettando l’angelo sterminatore che viene a cena”, un capolavoro del ‘900, di Samuel L. Jackson Beckett.

  5. dario il 19 luglio 2010 alle 16:21

    andreoli è un mito che si autoguistifica…ma al corriere nessuno di coloro che hanno avuto per le mani l’articolo l’ha letto prima di pubblicarlo?

  6. Ares il 19 luglio 2010 alle 18:20

    I miei ragazzi hanno messo in scena “Aspettando Godot” dove Vladimiro ed Estragone erano alla fermata del bus; la fermata a un certo punto si anima di altre figure, ciascuna viveva l’atesa a modo suo; qualcuno discute, fa un gran caldo e qualcuno si sente male; a un certo punto arriva il bus, e tutti si accalcano per salire, una volta entrati tutti, li vediamo pigiati ai finestrini; l’autista chiude le porte quando un uomo in doppio petto blu arriva; tutti a quel punto cercano di scendere, l’uomo con un gesto elegante della mano, invita l’autista a riprendere la corsa.

  7. fabio teti il 19 luglio 2010 alle 18:50

    uno stile al limite della maleducazione. questa è da tatuaggio.

  8. enrico de lea il 19 luglio 2010 alle 22:40

    mah, Andreoli ha pubblicato anche libri di poesia: non ci facciamo mancare nulla in Italia…

    ma fare solo ‘o psichiatra, no, è?

  9. lucio c. il 20 luglio 2010 alle 11:53

    tristezza infinita

  10. Paolo S il 20 luglio 2010 alle 14:29

    Questa è la versione di Waiting for Gordot scritta dal Samuel Beckett protagonista di Quantum leap nell’episodio A momentary lapse of treason

  11. Larry Massino il 20 luglio 2010 alle 16:58

    Per come stano le cose, essere un’autorità culturale riconosciuta nel circo editoriale, è una aggravante di colpa, non certo una qualità.

  12. Teresa D'Anna il 5 agosto 2010 alle 13:31

    Ma i commensali non sono presenti in “Aspettando Godot”!!!



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