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	Commenti a: Saint-Séverin e dintorni	</title>
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		<title>
		Di: maria(v)		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2010/08/13/saint-severin-e-dintorni/#comment-138770</link>

		<dc:creator><![CDATA[maria(v)]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 22 Aug 2010 10:25:33 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ah e dimenticavo: Il Pompidou mi ha tolto il fiato: avrò trascorso 7 ore lì dentro e sono dovuta uscire la limite del collasso senza riuscire a veder tutto...più bello dei miei sogni! e trovare il dipinto amato inondato di luce, davanti alla vetrata panoramica, con i colori come suonano dal vivo come nessuna foto o stampa riesce a riprodurre, non ha prezzo ;-)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ah e dimenticavo: Il Pompidou mi ha tolto il fiato: avrò trascorso 7 ore lì dentro e sono dovuta uscire la limite del collasso senza riuscire a veder tutto&#8230;più bello dei miei sogni! e trovare il dipinto amato inondato di luce, davanti alla vetrata panoramica, con i colori come suonano dal vivo come nessuna foto o stampa riesce a riprodurre, non ha prezzo ;-)</p>
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		Di: maria(v)		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2010/08/13/saint-severin-e-dintorni/#comment-138768</link>

		<dc:creator><![CDATA[maria(v)]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 22 Aug 2010 10:18:23 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Grazie a tutti per i consigli. Ho visitato Saint-Séverin, impressionante, davvero.  però al quartiere latino mi ci sono ritrovata per caso e con sorpresa, perdendomi ;-) e poi  sì, confermo, il Pont des Arts è il mio preferito tra quelli attraversati, ho i polpacci indolenziti, alloggiavo a Pigalle tra un sexy shop e localini vari, di fronte al pub dirty dick  proprio da ridere, ;-)))) e preferivo andare a piedi, qualcosa come 12 ore di cammino al giorno ;-) ma sostavo ora sui seggiolini che hanno sostituito le panchine di qualche giardinetto  ;-) ora sulla &quot;spiaggia&quot; di una Parigi africana anche per il solleone e per i ritmi tribali di gruppo all&#039;ora dell&#039;aperitivo ;-) le stradine più belle, per quel poco che ho visto in una vacanza così breve, mi sono sembrate quelle silenziose e contorte per salire a Montmartre e Véronique, devo proprio contraddirti: Parigi è la prima città in cui mi sono sentita in forte imbarazzo a chiedere indicazioni, perchè più di una vola è capitato che invece di rispondere semplicemnete alla domanda, mi accompagnassero  per mano...(!!!) ti fanno sentire  in colpa. quasi quasi preferivo perdermi ;-) la cosa che mi ha più stupita, invece, è stato trovare i venditori urlanti di sigarette di contrabbando, fuori dalla metro a barbès, come non se ne vedono più a napoli da anni- tutto il mondo è paese- ho pensato ;-)
E&#039; stata una bella vacanza, peccato la solita solitudine, anche ci ho  il callo ;-) Se però potessi scegliere dove vivere, preferirei sinceramente Londra, per via dei parchi, che qui, devo dire, mi sono proprio  mancati. A Parigi c&#039;è troppo asfalto. I giardinetti recintati con l&#039;erba che puoi, quasi sempre,  vedere e non toccare sporgendoti dal tuo seggiolino mi hanno fatto un po&#039; tristezza. Non so bene il bois de boulogne, ho provato ad andarci ma disavventure varie  mi hanno fatto desistere ;-) ma sicuramente da quel poco che ho visto, non posso essere sicura di quanto dico. In conclusione, è stata una bella vacanza e grazie a tutti dei suggerimenti. Abbracci]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Grazie a tutti per i consigli. Ho visitato Saint-Séverin, impressionante, davvero.  però al quartiere latino mi ci sono ritrovata per caso e con sorpresa, perdendomi ;-) e poi  sì, confermo, il Pont des Arts è il mio preferito tra quelli attraversati, ho i polpacci indolenziti, alloggiavo a Pigalle tra un sexy shop e localini vari, di fronte al pub dirty dick  proprio da ridere, ;-)))) e preferivo andare a piedi, qualcosa come 12 ore di cammino al giorno ;-) ma sostavo ora sui seggiolini che hanno sostituito le panchine di qualche giardinetto  ;-) ora sulla &#8220;spiaggia&#8221; di una Parigi africana anche per il solleone e per i ritmi tribali di gruppo all&#8217;ora dell&#8217;aperitivo ;-) le stradine più belle, per quel poco che ho visto in una vacanza così breve, mi sono sembrate quelle silenziose e contorte per salire a Montmartre e Véronique, devo proprio contraddirti: Parigi è la prima città in cui mi sono sentita in forte imbarazzo a chiedere indicazioni, perchè più di una vola è capitato che invece di rispondere semplicemnete alla domanda, mi accompagnassero  per mano&#8230;(!!!) ti fanno sentire  in colpa. quasi quasi preferivo perdermi ;-) la cosa che mi ha più stupita, invece, è stato trovare i venditori urlanti di sigarette di contrabbando, fuori dalla metro a barbès, come non se ne vedono più a napoli da anni- tutto il mondo è paese- ho pensato ;-)<br />
E&#8217; stata una bella vacanza, peccato la solita solitudine, anche ci ho  il callo ;-) Se però potessi scegliere dove vivere, preferirei sinceramente Londra, per via dei parchi, che qui, devo dire, mi sono proprio  mancati. A Parigi c&#8217;è troppo asfalto. I giardinetti recintati con l&#8217;erba che puoi, quasi sempre,  vedere e non toccare sporgendoti dal tuo seggiolino mi hanno fatto un po&#8217; tristezza. Non so bene il bois de boulogne, ho provato ad andarci ma disavventure varie  mi hanno fatto desistere ;-) ma sicuramente da quel poco che ho visto, non posso essere sicura di quanto dico. In conclusione, è stata una bella vacanza e grazie a tutti dei suggerimenti. Abbracci</p>
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		<title>
		Di: lucia cossu		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2010/08/13/saint-severin-e-dintorni/#comment-138408</link>

		<dc:creator><![CDATA[lucia cossu]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 15 Aug 2010 09:29:11 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[grazie orsola, buon ferragosto a tutti]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>grazie orsola, buon ferragosto a tutti</p>
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			</item>
		<item>
		<title>
		Di: sic		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2010/08/13/saint-severin-e-dintorni/#comment-138402</link>

		<dc:creator><![CDATA[sic]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 15 Aug 2010 07:45:51 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[buon ferragosto

http://orsola-puecher.tumblr.com/post/956399338

,\\&#039;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>buon ferragosto</p>
<p><a href="http://orsola-puecher.tumblr.com/post/956399338" rel="nofollow ugc">http://orsola-puecher.tumblr.com/post/956399338</a></p>
<p>,\\&#8217;</p>
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		<title>
		Di: robertobugliani		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2010/08/13/saint-severin-e-dintorni/#comment-138376</link>

		<dc:creator><![CDATA[robertobugliani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 14 Aug 2010 16:00:34 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[grazie, sparz, per il van gogh, vorrei metterlo sulla parete del desktop, ma ho paura degli incubi. il volto della prima bambina è davvero sconvolgente.
@ maria(v),
anche &quot;componibile 62&quot;, con quel jeu de mots all&#039;inizio al restaurant polidor che apre alla memoria e al ricordo come la madeleine proustiana, è un ottimo introibo alla ville de paris
però che ingrata, la mairie de paris, a dedicare a cortazar solo un asfittico slargo sull&#039;ile de la cité (e con colpevole ritardo), e che io sappia nemmeno una targa sulla facciata delle case dove ha abitato
speriamo che il recente sito web &quot;rutas cervantes&quot; si decida a mettere in lista cortazar]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>grazie, sparz, per il van gogh, vorrei metterlo sulla parete del desktop, ma ho paura degli incubi. il volto della prima bambina è davvero sconvolgente.<br />
@ maria(v),<br />
anche &#8220;componibile 62&#8221;, con quel jeu de mots all&#8217;inizio al restaurant polidor che apre alla memoria e al ricordo come la madeleine proustiana, è un ottimo introibo alla ville de paris<br />
però che ingrata, la mairie de paris, a dedicare a cortazar solo un asfittico slargo sull&#8217;ile de la cité (e con colpevole ritardo), e che io sappia nemmeno una targa sulla facciata delle case dove ha abitato<br />
speriamo che il recente sito web &#8220;rutas cervantes&#8221; si decida a mettere in lista cortazar</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: maria(v)		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2010/08/13/saint-severin-e-dintorni/#comment-138370</link>

		<dc:creator><![CDATA[maria(v)]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 14 Aug 2010 13:39:30 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[sto annoto tutto sul mio taccuino...grazie grazie
e Véronique, ricorda, non sei nata sotto una brutta stella, sei solo anche tu una piccola Maga ;-)
abbracci]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>sto annoto tutto sul mio taccuino&#8230;grazie grazie<br />
e Véronique, ricorda, non sei nata sotto una brutta stella, sei solo anche tu una piccola Maga ;-)<br />
abbracci</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: lucia cossu		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2010/08/13/saint-severin-e-dintorni/#comment-138364</link>

		<dc:creator><![CDATA[lucia cossu]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 14 Aug 2010 11:24:21 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[&quot;I Parigini non sono cortesi , preferisco dirlo. Non aspettare la stessa gentilezza dei Napoletani. Hanno dimenticato il sorriso&quot;
Io devo essere molto fortunata perché con me son sempre stati e continuano ad essere gentilissimi (ma non mi prendono per italiana), trovo lo abbiano solo nascosto dietro una patina di spocchia da nuovi newyorchesi un po&#039; autocompiaciuti, ma basta un nulla e li ritrovo quelli di sempre curiosi e accoglienti]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;I Parigini non sono cortesi , preferisco dirlo. Non aspettare la stessa gentilezza dei Napoletani. Hanno dimenticato il sorriso&#8221;<br />
Io devo essere molto fortunata perché con me son sempre stati e continuano ad essere gentilissimi (ma non mi prendono per italiana), trovo lo abbiano solo nascosto dietro una patina di spocchia da nuovi newyorchesi un po&#8217; autocompiaciuti, ma basta un nulla e li ritrovo quelli di sempre curiosi e accoglienti</p>
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		<title>
		Di: véronique vergé		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2010/08/13/saint-severin-e-dintorni/#comment-138359</link>

		<dc:creator><![CDATA[véronique vergé]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 14 Aug 2010 10:45:17 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Bellissimo il testo di Cortàzar nella sua danza maga del mondo. Anche in una città razionale come Parigi, l&#039;incanto sorge da un lembo di cielo, in una &quot;gargouille&quot;, su un ponte. Per una provinciale come sono, la gente anche puo avere una stranezza di romanzo. Credo che Fellini avrebbe raccolto molte figure del bizzarro.
 I Parigini non sono cortesi , preferisco dirlo. Non aspettare la stessa gentilezza dei Napoletani. Hanno dimenticato il sorriso. Mi fa vergogna.
Ma a Parigi, soprattutto in agosto, ci sono molti stranieri che danno vita e civiltà alla città. 
Maria, fa&#039; un giro sul Quai Jemmapes. Le chiuse del canale sono bellissime.
Per il ponte, il mio preferito è quello di Alexandre III, molto adornato. e qualche lo trova di un gusto discutibile.
Forse per una romantica come te ( nel senso letterario) la tua preferenza andrà verso Le pont neuf ou le pont des Arts.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Bellissimo il testo di Cortàzar nella sua danza maga del mondo. Anche in una città razionale come Parigi, l&#8217;incanto sorge da un lembo di cielo, in una &#8220;gargouille&#8221;, su un ponte. Per una provinciale come sono, la gente anche puo avere una stranezza di romanzo. Credo che Fellini avrebbe raccolto molte figure del bizzarro.<br />
 I Parigini non sono cortesi , preferisco dirlo. Non aspettare la stessa gentilezza dei Napoletani. Hanno dimenticato il sorriso. Mi fa vergogna.<br />
Ma a Parigi, soprattutto in agosto, ci sono molti stranieri che danno vita e civiltà alla città.<br />
Maria, fa&#8217; un giro sul Quai Jemmapes. Le chiuse del canale sono bellissime.<br />
Per il ponte, il mio preferito è quello di Alexandre III, molto adornato. e qualche lo trova di un gusto discutibile.<br />
Forse per una romantica come te ( nel senso letterario) la tua preferenza andrà verso Le pont neuf ou le pont des Arts.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: véronique vergé		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2010/08/13/saint-severin-e-dintorni/#comment-138357</link>

		<dc:creator><![CDATA[véronique vergé]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 14 Aug 2010 10:17:55 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Maria,

Buone vacanze in Francia. Purtroppo ho promesso a mia sorella di venire trovarla. Non l&#039;ho vista da mesi. Se avevo saputo più in anticipo avrei tutto spostato. Spero che il sole sarà li per te. Fa&#039; provvista di musei. 

Un abbraccio. 

véronique
Commincio a credere che sono nata sotto una brutta stella. Perdo sempre l&#039;occasione di vedere gli amici. 

Roberto, non mi rammento il quadro di Van Gogh. Invece ho ancora negli occhi i quadri di Renoir che parlano talmente della felicità.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Maria,</p>
<p>Buone vacanze in Francia. Purtroppo ho promesso a mia sorella di venire trovarla. Non l&#8217;ho vista da mesi. Se avevo saputo più in anticipo avrei tutto spostato. Spero che il sole sarà li per te. Fa&#8217; provvista di musei. </p>
<p>Un abbraccio. </p>
<p>véronique<br />
Commincio a credere che sono nata sotto una brutta stella. Perdo sempre l&#8217;occasione di vedere gli amici. </p>
<p>Roberto, non mi rammento il quadro di Van Gogh. Invece ho ancora negli occhi i quadri di Renoir che parlano talmente della felicità.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: maria(v)		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2010/08/13/saint-severin-e-dintorni/#comment-138356</link>

		<dc:creator><![CDATA[maria(v)]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 14 Aug 2010 10:17:45 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[splendidi organi e volte e colonne,  le mie tentazioni però sono proprio i PONTI, al punto che raccolgo lo spunto di farne itinerario, come accompagnamento musicale mi porto dietro (in testa:-) la solita operetta che a forza di rileggere, conosco quasi a memoria e so già che mi terrà compagnia... :-)

&lt;i&gt; [...] appena la luce di cenere e olivo sospesa sul fiume mi lasciava distinguere le forme, subito la sua figurina sottile si disegnava sul Pont des Arts, qualche volta muovendosi da una parte all&#039;altra, qualche altra ferma contro la ringhiera di ferro, china sull&#039;acqua. Ed era così naturale attraversare la strada, salire i gradini del ponte, penetrare nella sua sottile vita ed avvicinarmi alla Maga, che sorrideva senza sorpresa, convinta quanto me che incontrarsi per caso non era un caso nelle nostre vite, e che la gente che si dà appuntamenti precisi è la medesima che ha bisogno del foglio a righe per scriversi o che preme dal basso il tubetto del dentifricio.[...] Preferivamo incontrarci sul ponte[..] Camminavamo senza cercarci, pur sapendo che camminavamo per incontrarci[...] 

A quel punto mi ero accorto che cercare era il mio destino, l&#039;emblema di coloro che escono la notte senza alcuna precisa intenzione, lo scopo degli assassini di bussole. Con la Maga parlavamo di patafisica fino all&#039;esaurimento, perché anche a lei capitava (e il nostro incontro cconsisteva in questo e tante altre cose oscure comeil fosforo) di cadere continuamente nelle eccezioni, di trovarsi fino al collo in caselle che non erano di tutti, e questo senza disprezzare nessuno, senza sentirci dei Maldoror in liquidazione o dei Melmoth privilegiatamente erranti. Non mi pare che la lucciola si attribuisca maggiore importanza per il fatto incontrovertibile di essere una delle meraviglie più spettacolari di questo circo, e tuttavia è sufficiente supporre in essa una coscienza per capire che ogni volta che le si accende il pancino l&#039; insetto di luce deve sentire come un solletico di privilegio. Nello stesso modo la Maga amava tutti gli incontrovertibili guai in cui si trovava fino al collo per via del fallimento di ogni legge nella sua vita. ERA DI QUELLE CHE FANNO CROLLARE I PONTI QUANDO LI ATTRAVERSANO[...]

Perché non accettavo quanto stava accadendo senza pretendere di spiegarlo, senza fondare le nozioni di ordine disordine, di libertà...come colui che dispone i vasi di gerani in un cortile di via Cochabamba[..]
finisco sempre coll&#039;alludere al centro senza la minima garanzia di quel che dico, cedo al facile tranello della geometria con cui si pretende di fare ordine nella nostra vita di occidentali: Asse, centro, ragion d&#039;essere, Omphalos, nomi della nostalgia indoeuropea. Anche questa esistenza che qualche volta cerco di descrivere, questa Parigi in cui mi muovo come una foglia secca, non sarebbero visibili se dietro non palpitasse l&#039;angoscia assiale, il rincontro col fusto,
quante parole, quante nomenclature per uno stesso scompiglio.
A volte mi convinco che la stupidità si chiama triangolo, che otto per otto è la follia o un cane. Stringendo la Maga, questa concrezione di nebulosa, penso che fare un pupazzetto con la mollica di pane abbia ugual significato che scrivere il romanzo che non scriverò mai o difendere con la vita le idee che redimono i popoli.
Il pendolo compie il suo moto istantaneo e nuovamente mi trovo inserito nelle categorie tranquillizzanti: pupazzetto insignificante, romanzo trascendente, morte eroica. Li metto in fila, dal minore al maggiore: pupazzetto, romanzo, eroismo. Penso alle gerarchie di valori, così ben esplorate da Ortega, da Scheler: estetica, etica, religione. Religione, estetica, etica. Etica, religione, estetica. Il pupazzetto, il romanzo. La lingua della Maga mi fa il solletico. Rocamadour, l&#039;etica, il pupazzetto, la Maga. La-lingua, il solletico, l&#039;etica[...]

perché sei sempre stata un terribile specchio, una spaventosa macchina di ripetizioni, e ciò che chiamavamo amarci forse fu che io ero in piedi davanti a te, con un fiore giallo in mano, e tu reggevi 2 candele verdi e il tempo soffiava contro i nostri volti una lenta pioggia di rinunce e addii e biglietti di metrò[...]&lt;/i&gt;

(da J. Cortázar, Il gioco del mondo)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>splendidi organi e volte e colonne,  le mie tentazioni però sono proprio i PONTI, al punto che raccolgo lo spunto di farne itinerario, come accompagnamento musicale mi porto dietro (in testa:-) la solita operetta che a forza di rileggere, conosco quasi a memoria e so già che mi terrà compagnia&#8230; :-)</p>
<p><i> [&#8230;] appena la luce di cenere e olivo sospesa sul fiume mi lasciava distinguere le forme, subito la sua figurina sottile si disegnava sul Pont des Arts, qualche volta muovendosi da una parte all&#8217;altra, qualche altra ferma contro la ringhiera di ferro, china sull&#8217;acqua. Ed era così naturale attraversare la strada, salire i gradini del ponte, penetrare nella sua sottile vita ed avvicinarmi alla Maga, che sorrideva senza sorpresa, convinta quanto me che incontrarsi per caso non era un caso nelle nostre vite, e che la gente che si dà appuntamenti precisi è la medesima che ha bisogno del foglio a righe per scriversi o che preme dal basso il tubetto del dentifricio.[&#8230;] Preferivamo incontrarci sul ponte[..] Camminavamo senza cercarci, pur sapendo che camminavamo per incontrarci[&#8230;] </p>
<p>A quel punto mi ero accorto che cercare era il mio destino, l&#8217;emblema di coloro che escono la notte senza alcuna precisa intenzione, lo scopo degli assassini di bussole. Con la Maga parlavamo di patafisica fino all&#8217;esaurimento, perché anche a lei capitava (e il nostro incontro cconsisteva in questo e tante altre cose oscure comeil fosforo) di cadere continuamente nelle eccezioni, di trovarsi fino al collo in caselle che non erano di tutti, e questo senza disprezzare nessuno, senza sentirci dei Maldoror in liquidazione o dei Melmoth privilegiatamente erranti. Non mi pare che la lucciola si attribuisca maggiore importanza per il fatto incontrovertibile di essere una delle meraviglie più spettacolari di questo circo, e tuttavia è sufficiente supporre in essa una coscienza per capire che ogni volta che le si accende il pancino l&#8217; insetto di luce deve sentire come un solletico di privilegio. Nello stesso modo la Maga amava tutti gli incontrovertibili guai in cui si trovava fino al collo per via del fallimento di ogni legge nella sua vita. ERA DI QUELLE CHE FANNO CROLLARE I PONTI QUANDO LI ATTRAVERSANO[&#8230;]</p>
<p>Perché non accettavo quanto stava accadendo senza pretendere di spiegarlo, senza fondare le nozioni di ordine disordine, di libertà&#8230;come colui che dispone i vasi di gerani in un cortile di via Cochabamba[..]<br />
finisco sempre coll&#8217;alludere al centro senza la minima garanzia di quel che dico, cedo al facile tranello della geometria con cui si pretende di fare ordine nella nostra vita di occidentali: Asse, centro, ragion d&#8217;essere, Omphalos, nomi della nostalgia indoeuropea. Anche questa esistenza che qualche volta cerco di descrivere, questa Parigi in cui mi muovo come una foglia secca, non sarebbero visibili se dietro non palpitasse l&#8217;angoscia assiale, il rincontro col fusto,<br />
quante parole, quante nomenclature per uno stesso scompiglio.<br />
A volte mi convinco che la stupidità si chiama triangolo, che otto per otto è la follia o un cane. Stringendo la Maga, questa concrezione di nebulosa, penso che fare un pupazzetto con la mollica di pane abbia ugual significato che scrivere il romanzo che non scriverò mai o difendere con la vita le idee che redimono i popoli.<br />
Il pendolo compie il suo moto istantaneo e nuovamente mi trovo inserito nelle categorie tranquillizzanti: pupazzetto insignificante, romanzo trascendente, morte eroica. Li metto in fila, dal minore al maggiore: pupazzetto, romanzo, eroismo. Penso alle gerarchie di valori, così ben esplorate da Ortega, da Scheler: estetica, etica, religione. Religione, estetica, etica. Etica, religione, estetica. Il pupazzetto, il romanzo. La lingua della Maga mi fa il solletico. Rocamadour, l&#8217;etica, il pupazzetto, la Maga. La-lingua, il solletico, l&#8217;etica[&#8230;]</p>
<p>perché sei sempre stata un terribile specchio, una spaventosa macchina di ripetizioni, e ciò che chiamavamo amarci forse fu che io ero in piedi davanti a te, con un fiore giallo in mano, e tu reggevi 2 candele verdi e il tempo soffiava contro i nostri volti una lenta pioggia di rinunce e addii e biglietti di metrò[&#8230;]</i></p>
<p>(da J. Cortázar, Il gioco del mondo)</p>
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