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	Commenti a: Il fascismo al Premio Strega	</title>
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		<title>
		Di: Francesca C.		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2010/09/20/il-fascismo-al-premio-strega/#comment-140937</link>

		<dc:creator><![CDATA[Francesca C.]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 26 Sep 2010 16:38:17 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Secondo me, che non sono se non una lettrice sia di questo che del loro blog,  l&#039;Anonima scrittori è la vera realtà emergente e nuova della scena letteraria di sinistra non fighetta in Italia. Per la sinistra radical chic ci basta Nazione Indiana. 
Ma si potrebbe anche collaborare, perchè no?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Secondo me, che non sono se non una lettrice sia di questo che del loro blog,  l&#8217;Anonima scrittori è la vera realtà emergente e nuova della scena letteraria di sinistra non fighetta in Italia. Per la sinistra radical chic ci basta Nazione Indiana.<br />
Ma si potrebbe anche collaborare, perchè no?</p>
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		<title>
		Di: zaphod		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2010/09/20/il-fascismo-al-premio-strega/#comment-140936</link>

		<dc:creator><![CDATA[zaphod]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 26 Sep 2010 11:53:36 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Giusto per precisare, il sottoscritto fervente discepolo, ha contribuito a organizzare e dare vita a una serata di sottoscrizione al manifesto proprio all&#039;inizio della carriera dell&#039;anonimascrittori, è l&#039;unico quotidiano che legge regolarmente  fin da quando (1991) prendeva l&#039;autobus tutti i giorni per il servizio civile fino a Genzano di Roma, è iscritto al Partito della Rifondazione Comunista sezione di Latina e con Pennacchi ci è andato più volte in piazza a inveire contro le amministrazioni di destra di Latina.
Ieri sera proprio a cena - offertaci dall&#039;organizzazione di Lib(e)ri sulla carta, fiera dell&#039;editoria indipendente, (non la festa del Popolo della libertà, quindi) una realtà giovanissima e vitale che in Sabina sta facendo miracoli e a cui Pennacchi e l&#039;Anonima scrittori hanno voluto partecipare nonostante un disguido avesse accavallato due impegni - discutendo di tutto l&#039;ambaradan suscitato dal Canale, si notava come fosse proprio di certa sinistra un &quot;atteggiamento fascista&quot; di negazione delle opinioni altrui. Mentalità fascista con cui l&#039;Anonima Scrittori si è trovata a scontrarsi ogni volta che ha provato a scrollare le coscienze addormentate di persone arroccate su posizioni di conservazione delle mentalità dominanti. Per cui ogni tentativo di maneggiare una realtà a cui per molti è comodo pensare in termini di &quot;noi buoni/gli altri cattivi&quot; ha portato all&#039;accusa di revisionismo e all&#039;effettivo ostracismo.
In questo percorso l&#039;Anonima Scrittori (e Antonio Pennacchi) si imbattono in realtà che a questa dicotomia cercano di sfuggire, l&#039;organizzazione di Liberi sulla carta è una di queste, e con difficoltà si cerca di creare occasioni di crescita e confronto.

...nazione indiana... nazione... ma non era un concetto di destra? ... e La Russa non ha chiamato il figlio Geronimo? Porca troia, vuoi vedere che non ciò capito un cazzo e questi sono fasci per davvero...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Giusto per precisare, il sottoscritto fervente discepolo, ha contribuito a organizzare e dare vita a una serata di sottoscrizione al manifesto proprio all&#8217;inizio della carriera dell&#8217;anonimascrittori, è l&#8217;unico quotidiano che legge regolarmente  fin da quando (1991) prendeva l&#8217;autobus tutti i giorni per il servizio civile fino a Genzano di Roma, è iscritto al Partito della Rifondazione Comunista sezione di Latina e con Pennacchi ci è andato più volte in piazza a inveire contro le amministrazioni di destra di Latina.<br />
Ieri sera proprio a cena &#8211; offertaci dall&#8217;organizzazione di Lib(e)ri sulla carta, fiera dell&#8217;editoria indipendente, (non la festa del Popolo della libertà, quindi) una realtà giovanissima e vitale che in Sabina sta facendo miracoli e a cui Pennacchi e l&#8217;Anonima scrittori hanno voluto partecipare nonostante un disguido avesse accavallato due impegni &#8211; discutendo di tutto l&#8217;ambaradan suscitato dal Canale, si notava come fosse proprio di certa sinistra un &#8220;atteggiamento fascista&#8221; di negazione delle opinioni altrui. Mentalità fascista con cui l&#8217;Anonima Scrittori si è trovata a scontrarsi ogni volta che ha provato a scrollare le coscienze addormentate di persone arroccate su posizioni di conservazione delle mentalità dominanti. Per cui ogni tentativo di maneggiare una realtà a cui per molti è comodo pensare in termini di &#8220;noi buoni/gli altri cattivi&#8221; ha portato all&#8217;accusa di revisionismo e all&#8217;effettivo ostracismo.<br />
In questo percorso l&#8217;Anonima Scrittori (e Antonio Pennacchi) si imbattono in realtà che a questa dicotomia cercano di sfuggire, l&#8217;organizzazione di Liberi sulla carta è una di queste, e con difficoltà si cerca di creare occasioni di crescita e confronto.</p>
<p>&#8230;nazione indiana&#8230; nazione&#8230; ma non era un concetto di destra? &#8230; e La Russa non ha chiamato il figlio Geronimo? Porca troia, vuoi vedere che non ciò capito un cazzo e questi sono fasci per davvero&#8230;</p>
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		<title>
		Di: la funambola		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2010/09/20/il-fascismo-al-premio-strega/#comment-140920</link>

		<dc:creator><![CDATA[la funambola]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 25 Sep 2010 15:31:05 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Certe madri è meglio conoscerle, ma per aggiustare la mira degli sputi

questa me la sono segnata! :)

ho preso in mano canale mussolini e l&#039;ho mollato subito perchè nella vita bisogna fare delle scelte ed il tempo è poco
mia sorella l&#039;ha letto in due giorni e mi ha riferito di averlo apprezzato perchè è scorrevole , perchè ha imparato qualcosa che non conosceva e perchè nel frattempo il tempo le è passato velocemente
io e mia sorella ci vogliamo molto bene e spesso lei mi sgancia delle ricette facili e veloci
io l&#039;amo per questa sua capacità di passare da dostoieschi a pennacchi con una soavità e leggerezza che se non fosse mia sorella le toglierei il saluto :)
la critica non è il mio forte, in cucina me la cavo meglio a letto non parlamo :)
molti baci
la fu]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Certe madri è meglio conoscerle, ma per aggiustare la mira degli sputi</p>
<p>questa me la sono segnata! :)</p>
<p>ho preso in mano canale mussolini e l&#8217;ho mollato subito perchè nella vita bisogna fare delle scelte ed il tempo è poco<br />
mia sorella l&#8217;ha letto in due giorni e mi ha riferito di averlo apprezzato perchè è scorrevole , perchè ha imparato qualcosa che non conosceva e perchè nel frattempo il tempo le è passato velocemente<br />
io e mia sorella ci vogliamo molto bene e spesso lei mi sgancia delle ricette facili e veloci<br />
io l&#8217;amo per questa sua capacità di passare da dostoieschi a pennacchi con una soavità e leggerezza che se non fosse mia sorella le toglierei il saluto :)<br />
la critica non è il mio forte, in cucina me la cavo meglio a letto non parlamo :)<br />
molti baci<br />
la fu</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: Jack Mortimer		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2010/09/20/il-fascismo-al-premio-strega/#comment-140917</link>

		<dc:creator><![CDATA[Jack Mortimer]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 25 Sep 2010 14:30:01 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Quoto Larry Massino, Pennacchi crede magari ingenuamente di muoversi contro il sistema, ma in realtà è forse funzionale ad esso, sembra simile a una specie di nonnetto un po&#039; alticcio o di trickster, tollerato ma anche incoraggiato, perché si può strumentalizzarlo molto facilmente . Andate a vedere la ricezione esaltata del suo romanzo sui giornali destrorsi. In Germania hanno avuto il coraggio di fare i conti con le colpe dei padri e l&#039;eredità nazi, hanno avuto Lenz, Sebald, Uwe Timm, per fare solamente qualche nome, in Italia c&#039;è Pennacchi. Ognuno ha quello che si è meritato. I tedeschi hanno saputo ammettere la necessità della vergogna. Hanno sentito il bisogno di analizzare &lt;i&gt;seriamente&lt;/i&gt; il passato e gli effetti sul presente. Ha ragione l&#039;autore della recensione, il &#039;Canale mussolini&#039; è la riprova che l&#039;Italia non sa ancora fare i conti con il fascismo: capisco lo sdegno dei ferventi discepoli, ma riflettete, ma vi rendete conto di cosa significa accusare Il Manifesto di complottare contro Pennacchi, in combutta con Cordelli (!) perché &#039;non conforme&#039;? Quale sarebbe l&#039;anticonformismo di Pennacchi, quando dice che Pasolini era di destra o difende a spada tratta le centrali nucleari? Quando manda a quel paese don Gallo, reo di rifiutarsi di pubblicare ancora con Mondadori? Ripeto, non credo che lo scrittore sia in malafede, magari ci crede pure a quello che dice, a certe sparate, ma restano delle ambiguità non risolte.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Quoto Larry Massino, Pennacchi crede magari ingenuamente di muoversi contro il sistema, ma in realtà è forse funzionale ad esso, sembra simile a una specie di nonnetto un po&#8217; alticcio o di trickster, tollerato ma anche incoraggiato, perché si può strumentalizzarlo molto facilmente . Andate a vedere la ricezione esaltata del suo romanzo sui giornali destrorsi. In Germania hanno avuto il coraggio di fare i conti con le colpe dei padri e l&#8217;eredità nazi, hanno avuto Lenz, Sebald, Uwe Timm, per fare solamente qualche nome, in Italia c&#8217;è Pennacchi. Ognuno ha quello che si è meritato. I tedeschi hanno saputo ammettere la necessità della vergogna. Hanno sentito il bisogno di analizzare <i>seriamente</i> il passato e gli effetti sul presente. Ha ragione l&#8217;autore della recensione, il &#8216;Canale mussolini&#8217; è la riprova che l&#8217;Italia non sa ancora fare i conti con il fascismo: capisco lo sdegno dei ferventi discepoli, ma riflettete, ma vi rendete conto di cosa significa accusare Il Manifesto di complottare contro Pennacchi, in combutta con Cordelli (!) perché &#8216;non conforme&#8217;? Quale sarebbe l&#8217;anticonformismo di Pennacchi, quando dice che Pasolini era di destra o difende a spada tratta le centrali nucleari? Quando manda a quel paese don Gallo, reo di rifiutarsi di pubblicare ancora con Mondadori? Ripeto, non credo che lo scrittore sia in malafede, magari ci crede pure a quello che dice, a certe sparate, ma restano delle ambiguità non risolte.</p>
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		Di: Francesca C.		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2010/09/20/il-fascismo-al-premio-strega/#comment-140877</link>

		<dc:creator><![CDATA[Francesca C.]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Sep 2010 12:01:08 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ecco, ora che vi ha risposto il fondatore dell&#039;Anonima Scrittori, (con cui da anni Pennacchi lavora), dovreste farne tesoro.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ecco, ora che vi ha risposto il fondatore dell&#8217;Anonima Scrittori, (con cui da anni Pennacchi lavora), dovreste farne tesoro.</p>
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		<title>
		Di: zaphod		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2010/09/20/il-fascismo-al-premio-strega/#comment-140865</link>

		<dc:creator><![CDATA[zaphod]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Sep 2010 23:58:25 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[riferimento:http://www.anonimascrittori.it/modica/nere/chedovevamo.php]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>riferimento:<a href="http://www.anonimascrittori.it/modica/nere/chedovevamo.php" rel="nofollow ugc">http://www.anonimascrittori.it/modica/nere/chedovevamo.php</a></p>
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		<title>
		Di: zaphod		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2010/09/20/il-fascismo-al-premio-strega/#comment-140864</link>

		<dc:creator><![CDATA[zaphod]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Sep 2010 23:55:25 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[...pensi alla sua di madre, signor Oscar.

...riguardo al testo che - concordo con Sartori - deve essere sovrano rispetto a una discussione di questo tipo (che mi dispiace non poter seguire in maniera più serrata e, soprattutto, argomentata, ma purtroppo il mio lavoro non è quello di difensore di Pennacchi né tantomeno, di fine intellettuale come voialtri) volevo sottoporre alla vostra attenzione un paio di esempi.
Il primo è il grido di dolore di questa terra - l&#039;Agro Pontino - nella descrizione della distruzione seguita alla guerra. Un grido di dolore che addossa tutta la colpa a quel regime che - pur avendolo creato - ha poi gettato la rovina su quel &quot;paradiso terrestre&quot;. 
Il secondo l&#039;ho letto in lungo e in largo in giro per l&#039;Italia come Pillola Horror dell&#039;Anonima Scrittori: è l&#039;atroce discorso di zio Adelchi (&quot;Che dovevamo fare?&quot; si intitolava) sugli eccidi seguiti all&#039;attentato a Graziani in Africa. Dovunque l&#039;ho letto - dai pub fighetti ai circoli partigiani - alla fine si sono levati applausi liberatori e catartici. Nel romanzo c&#039;è un aggiunta: il protagonista degli episodi &quot;prende coscienza&quot; del male fatto. Si pente. Si autogiustifica. Ma la pena è entrata dentro di lui. E nel lettore.
Questo è testo -Sartori - e va letto, e ogni lettura è un&#039;interpretazione, lo sappiamo bene, con empatia. Non col bilancino.
Per quello c&#039;è la par condicio. Ed è faccenda televisiva.
Non ho mai letto niente di suo. Spero di provvedere.
Spero però che scriva diversamente da come legge.

un saluto.
a tutti]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8230;pensi alla sua di madre, signor Oscar.</p>
<p>&#8230;riguardo al testo che &#8211; concordo con Sartori &#8211; deve essere sovrano rispetto a una discussione di questo tipo (che mi dispiace non poter seguire in maniera più serrata e, soprattutto, argomentata, ma purtroppo il mio lavoro non è quello di difensore di Pennacchi né tantomeno, di fine intellettuale come voialtri) volevo sottoporre alla vostra attenzione un paio di esempi.<br />
Il primo è il grido di dolore di questa terra &#8211; l&#8217;Agro Pontino &#8211; nella descrizione della distruzione seguita alla guerra. Un grido di dolore che addossa tutta la colpa a quel regime che &#8211; pur avendolo creato &#8211; ha poi gettato la rovina su quel &#8220;paradiso terrestre&#8221;.<br />
Il secondo l&#8217;ho letto in lungo e in largo in giro per l&#8217;Italia come Pillola Horror dell&#8217;Anonima Scrittori: è l&#8217;atroce discorso di zio Adelchi (&#8220;Che dovevamo fare?&#8221; si intitolava) sugli eccidi seguiti all&#8217;attentato a Graziani in Africa. Dovunque l&#8217;ho letto &#8211; dai pub fighetti ai circoli partigiani &#8211; alla fine si sono levati applausi liberatori e catartici. Nel romanzo c&#8217;è un aggiunta: il protagonista degli episodi &#8220;prende coscienza&#8221; del male fatto. Si pente. Si autogiustifica. Ma la pena è entrata dentro di lui. E nel lettore.<br />
Questo è testo -Sartori &#8211; e va letto, e ogni lettura è un&#8217;interpretazione, lo sappiamo bene, con empatia. Non col bilancino.<br />
Per quello c&#8217;è la par condicio. Ed è faccenda televisiva.<br />
Non ho mai letto niente di suo. Spero di provvedere.<br />
Spero però che scriva diversamente da come legge.</p>
<p>un saluto.<br />
a tutti</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Oscar		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2010/09/20/il-fascismo-al-premio-strega/#comment-140826</link>

		<dc:creator><![CDATA[Oscar]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Sep 2010 08:58:33 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[L&#039;ho letto e non mi piace. In un documentario, parlando del rapporto fra la sua città e il Fascismo, un Pennacchi più giovane disse all&#039;incirca, con fine metafora, che &quot;anche i figli di mignotta vogliono conoscere la madre&quot;. Il nodo è tutto qui, se si considera il microcosmo affatto singolare da cui viene l&#039;autore e che lo ha formato e deformato. La recensione (attenta, onesta e fin troppo indulgente) ha il merito di porre in vista moduli retorici e frame discorsivi che rendono Canale Mussolini un fumettone largamente assolutorio, purtroppo tendente al farsesco. Si ride, sì, ma con un imbarazzo da complici o una fatuità da pubblico circense. Il rischio della farsa è implicito se mancano gli strumenti letterari e la distanza di sguardo per provarsi nell&#039; &quot;epica corale&quot;. E giù a far collezione di figurine piatte, burattini ammiccanti, e a ridurre crimini e ammazzamenti a questioncelle da dirimere ermeneuticamente con un vaffanculo. Ne derivano grossolanità e semplicismo. Altro che epica: è il familistico mito privato di una mai vissuta gioventù, che si pretende imporre su un piano universale. 
Ma è un&#039;opera di fantasia, si dirà. Menomale. Che &quot;ognuno gà le sò razon&quot; è massima buona a funzionare solo in uno scannatoio anarchico o in un cosmo religioso dove è Dio a detenere le chiavi del senso  (non è che Pennacchi è uno scrittore criptoreligioso?) E poi la lingua: il tanto decantato &quot;parlato&quot; dell&#039;autore sembra piuttosto chiacchiera da osteria intensificata, priva di linfa, per non dire *petite musique*, con un brutto effetto di gesticolazione, gonfio e ripetitivo: un simulacro di vitalità tutta esteriore e *matter-of-fact* che risulta invece mortifero, becero, ricattatorio in quanto sospinge il lettore a tuffarsi nella sua pseudoautenticità: &quot;io sono il popolo, per questo dico le cose come stanno, per questo mi devi credere: il mondo è così e gli uomini così&quot;. Ecco, tornando ai summenzionati figli di mignotta il modulo retorico con cui si inganna il lettore è proprio quello del &quot;riscatto&quot;: dei coloni, di Latina buco nero d&#039;Italia, di Pennacchi personaggio-scrittore &quot;proletario&quot;, come ama narrarsi nelle interviste. Ma dal riscatto al ricatto non c&#039;è che un passo, che lo stile sia o no l&#039;uomo il romanzo non può nascondere la propria natura, per quanto abilmente (pre)parato/elaborato. Cordelli l&#039;ha notato con prontezza e Sartori ha com&#039;è giusto rilanciato criticamente i dubbi. Argomentandoli con umiltà, come pare evidente.  

P.S. Certe madri è meglio conoscerle, ma per aggiustare la mira degli sputi.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;ho letto e non mi piace. In un documentario, parlando del rapporto fra la sua città e il Fascismo, un Pennacchi più giovane disse all&#8217;incirca, con fine metafora, che &#8220;anche i figli di mignotta vogliono conoscere la madre&#8221;. Il nodo è tutto qui, se si considera il microcosmo affatto singolare da cui viene l&#8217;autore e che lo ha formato e deformato. La recensione (attenta, onesta e fin troppo indulgente) ha il merito di porre in vista moduli retorici e frame discorsivi che rendono Canale Mussolini un fumettone largamente assolutorio, purtroppo tendente al farsesco. Si ride, sì, ma con un imbarazzo da complici o una fatuità da pubblico circense. Il rischio della farsa è implicito se mancano gli strumenti letterari e la distanza di sguardo per provarsi nell&#8217; &#8220;epica corale&#8221;. E giù a far collezione di figurine piatte, burattini ammiccanti, e a ridurre crimini e ammazzamenti a questioncelle da dirimere ermeneuticamente con un vaffanculo. Ne derivano grossolanità e semplicismo. Altro che epica: è il familistico mito privato di una mai vissuta gioventù, che si pretende imporre su un piano universale.<br />
Ma è un&#8217;opera di fantasia, si dirà. Menomale. Che &#8220;ognuno gà le sò razon&#8221; è massima buona a funzionare solo in uno scannatoio anarchico o in un cosmo religioso dove è Dio a detenere le chiavi del senso  (non è che Pennacchi è uno scrittore criptoreligioso?) E poi la lingua: il tanto decantato &#8220;parlato&#8221; dell&#8217;autore sembra piuttosto chiacchiera da osteria intensificata, priva di linfa, per non dire *petite musique*, con un brutto effetto di gesticolazione, gonfio e ripetitivo: un simulacro di vitalità tutta esteriore e *matter-of-fact* che risulta invece mortifero, becero, ricattatorio in quanto sospinge il lettore a tuffarsi nella sua pseudoautenticità: &#8220;io sono il popolo, per questo dico le cose come stanno, per questo mi devi credere: il mondo è così e gli uomini così&#8221;. Ecco, tornando ai summenzionati figli di mignotta il modulo retorico con cui si inganna il lettore è proprio quello del &#8220;riscatto&#8221;: dei coloni, di Latina buco nero d&#8217;Italia, di Pennacchi personaggio-scrittore &#8220;proletario&#8221;, come ama narrarsi nelle interviste. Ma dal riscatto al ricatto non c&#8217;è che un passo, che lo stile sia o no l&#8217;uomo il romanzo non può nascondere la propria natura, per quanto abilmente (pre)parato/elaborato. Cordelli l&#8217;ha notato con prontezza e Sartori ha com&#8217;è giusto rilanciato criticamente i dubbi. Argomentandoli con umiltà, come pare evidente.  </p>
<p>P.S. Certe madri è meglio conoscerle, ma per aggiustare la mira degli sputi.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: giacomo sartori		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2010/09/20/il-fascismo-al-premio-strega/#comment-140794</link>

		<dc:creator><![CDATA[giacomo sartori]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Sep 2010 16:45:07 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@ A:visto che lei sembra essere così informato, mi piacerebbe che mettesse giù qualche carta, che forse chiarirebbe un po&#039; il suo discorso, e ci porterebbe un po&#039; di luce (non sono ironico);

la prego di credere, se non si è capito, che quello che mi interessa non è certo stroncare, perchè appunto non è il mio mestiere (e nemmeno, e sempre meno con l&#039;età, fa parte della mia indole; lasciamolo fare al commentatore Carmelo, con le sue giovanili sicurezze);
mi interessa piuttosto vedere - nel contesto della narrativa italiana, nel quale &quot;mi muovo&quot; anch&#039;io, e nella fattispecie in quella che ha che fare con il fascismo, al quale ho dedicato io stesso in passato un romanzo, e poi un altro che uscirà a gennaio - come un testo nasce, e come può portarsi dietro dei clichè della &quot;cultura dominante&quot;, o comunque pur sempre dei clichè di varia natura, anche se non propriamente dominanti;
io credo che moltissima narrativa italiana sia inficiata dai luoghi comuni di una nostra cultura molto asfittica e conformista; cosa appunto evidentissima quando si toccano certi temi delicati, come per esempio il fascismo;
nel caso di Pennacchi le cose stanno forse in modo un po&#039; diverso, visto il suo posizionamento &quot;atipico&quot;, e esplicitamente &quot;trasversale&quot;; ma appunto, vedo pur sempre in lui dei pesanti cliché, i quali secondo me si ritrovano nel (o si ripercuotono sul) testo, e in definitiva ne abbassano il valore; quindi la mia disanima, mi creda, vuole essere molto più &quot;stilistica/linguistica&quot;, che ideologica (ripeto: ho apprezzato dei romanzi scritti da fascisti puri e duri); per questo trovo poco appropriato che mi si appioppi l&#039;accusa di avere dei pregiudizi (tra il resto non ho letto i libri precedenti dell&#039;autore, quindi ero per così dire &quot;vergine&quot;)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@ A:visto che lei sembra essere così informato, mi piacerebbe che mettesse giù qualche carta, che forse chiarirebbe un po&#8217; il suo discorso, e ci porterebbe un po&#8217; di luce (non sono ironico);</p>
<p>la prego di credere, se non si è capito, che quello che mi interessa non è certo stroncare, perchè appunto non è il mio mestiere (e nemmeno, e sempre meno con l&#8217;età, fa parte della mia indole; lasciamolo fare al commentatore Carmelo, con le sue giovanili sicurezze);<br />
mi interessa piuttosto vedere &#8211; nel contesto della narrativa italiana, nel quale &#8220;mi muovo&#8221; anch&#8217;io, e nella fattispecie in quella che ha che fare con il fascismo, al quale ho dedicato io stesso in passato un romanzo, e poi un altro che uscirà a gennaio &#8211; come un testo nasce, e come può portarsi dietro dei clichè della &#8220;cultura dominante&#8221;, o comunque pur sempre dei clichè di varia natura, anche se non propriamente dominanti;<br />
io credo che moltissima narrativa italiana sia inficiata dai luoghi comuni di una nostra cultura molto asfittica e conformista; cosa appunto evidentissima quando si toccano certi temi delicati, come per esempio il fascismo;<br />
nel caso di Pennacchi le cose stanno forse in modo un po&#8217; diverso, visto il suo posizionamento &#8220;atipico&#8221;, e esplicitamente &#8220;trasversale&#8221;; ma appunto, vedo pur sempre in lui dei pesanti cliché, i quali secondo me si ritrovano nel (o si ripercuotono sul) testo, e in definitiva ne abbassano il valore; quindi la mia disanima, mi creda, vuole essere molto più &#8220;stilistica/linguistica&#8221;, che ideologica (ripeto: ho apprezzato dei romanzi scritti da fascisti puri e duri); per questo trovo poco appropriato che mi si appioppi l&#8217;accusa di avere dei pregiudizi (tra il resto non ho letto i libri precedenti dell&#8217;autore, quindi ero per così dire &#8220;vergine&#8221;)</p>
]]></content:encoded>
		
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		<title>
		Di: A		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2010/09/20/il-fascismo-al-premio-strega/#comment-140789</link>

		<dc:creator><![CDATA[A]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Sep 2010 16:07:45 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Forse non lo sa, ma tra i commentatori ci potrebbe essere chi il testo lo conosce molto bene. E anche il contesto. E persino il pretesto.
Non si deve avere fretta, tuttavia, di avere una risposta argomentata. C&#039;è tempo. La fretta è nemica del critico. Talvolta meno dello scrittore, ma questo è un altro problema.
Comunque anche un pregiudizio può essere argomentato, anzi lo è sempre. (E non sto parlando soltanto di ideologia. O forse sì.)

Dio ci guardi dai nazindiani :)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Forse non lo sa, ma tra i commentatori ci potrebbe essere chi il testo lo conosce molto bene. E anche il contesto. E persino il pretesto.<br />
Non si deve avere fretta, tuttavia, di avere una risposta argomentata. C&#8217;è tempo. La fretta è nemica del critico. Talvolta meno dello scrittore, ma questo è un altro problema.<br />
Comunque anche un pregiudizio può essere argomentato, anzi lo è sempre. (E non sto parlando soltanto di ideologia. O forse sì.)</p>
<p>Dio ci guardi dai nazindiani :)</p>
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