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	Commenti a: l&#8217;appello	</title>
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		Di: L&#8217;appello - ScrittInediti		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[L&#8217;appello - ScrittInediti]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 25 Sep 2010 14:59:51 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[[...] de i mulini a vento Fonte Nazione Indiana (link all&#8217;articolo) [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>[&#8230;] de i mulini a vento Fonte Nazione Indiana (link all&#8217;articolo) [&#8230;]</p>
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		Di: matteo ciucci		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2010/09/20/lappello/#comment-140683</link>

		<dc:creator><![CDATA[matteo ciucci]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Sep 2010 07:43:51 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Avendo un pò di tempo, ecco la mia opinione:

A mio parere non esiste nulla che non coinvolga l&#039;interesse di qualcuno: il conflitto di interesse esiste sempre. Ogni tentativo di eliminarlo è in realtà un tentativo di minimizzarlo (vedi la soluzione sulla divisione dei poteri di Montesquieu: una soluzione di distribuzione e di pesi e contrappesi, di riduzione ai suoi minimi del conflitto). 

Nel caso in questione del prezzo del libro la scelta è politica: si vuole che esistano le piccole librerie? Bene. Se sì, è inutile farle combattere ad armi pari con le grandi in condizioni di perfetto equilibrio economico e quindi di totale iniquità fattuale: il pesce grande mangerà sempre il pesce piccolo, ad armi pari a meno che non si voglia altrimenti. O per citare: &quot;Non c&#039;è cosa più ingiusta che fare parti uguali fra disuguali&quot; (Lettere a una professoressa). 

Con buona pace del mercato, visto che il punto, in questo caso, è che tutta la teoria - l&#039;ideologia - del mercato moderna è una teoria di mercato di equilibrio, mentre la maggior parte delle situazioni a cui si applica sono situazioni di disequilibrio. Altrimenti, sarebbe sufficiente che l&#039;Africa aspettasse un po&#039; per raggiungere da sola, per effetto della mano invisibile, l&#039;equilibrio economico desiderato. Controesempio che si commenta da solo.

Per prendere l&#039;esempio degli sconti al discount, i prodotti costerebbero meno anche se si sottopagassero gli impiegati, con tutto vantaggio dei clienti. E poichè i clienti devono essere in numero molto maggiore degli impiegati - altrimenti l&#039;attività economica fallisce - il vantaggio collettivo sarà sempre superiore a quello individuale. Quindi, perchè non farlo? In
fin dei conti, a me, cliente, converrebbe. Già, ma un giorno - la vita è davvero bizzarra - potrei trovare lavoro proprio in un discount. E quindi, il calcolo della mia convenienza includerebbe adesso anche questa possibilità.

L&#039;argomento, astratto, dimostra come al solito che non sempre fare l&#039;interesse diretto della maggioranza porti a vantaggi, o meglio, che la maggioranza va calcolata tenendo conto di tutto il sistema, tutto quanto.

Nel caso delle librerie, che tipo di mercato si vuole? (scelta politica). Se si preferisce un mercato in cui sopravviva la piccola proprietà, la piccola libreria, necessariamente meno efficiente in termi di capacità, allora che si approvi una legge in questo senso. Se invece si preferisce che l&#039;intera catena di distribuzione del libro sia affidata a quattro, cinque giganti, bene, allora via libera alla guerra del libro e dei prezzi. I librai in linea teorica potrebbero lavorare come impiegati presso gli stessi giganti. E&#039; ovvio però chi abbia interesse per questo tipo di scelte.

D&#039;altronde, che l&#039;efficienza di un sistema qualuque di capacità N sia superiore a quella di N singoli elementi sta scritto nei libri di testo (di teoria delle code, per esempio), ed è il motivo per cui oggi, alle poste, la coda allo sportello è unica. E&#039; più efficiente, più rapida e favorisce la concentrazione e la specializzazione delle capacità.

In realtà poi, a guardar meglio, i diversi livelli di volumi di vendite segmentano l&#039;offerta, che quindi diventa un universo chiuso per segmenti o &quot;classi&quot; economiche. Ovvero: più efficienza nelle librerie, più sconti, potrebbe significare soltanto poter comprare l&#039;ultimo best-seller con uno sconto del 35% invece che del 25% in meno. Senza nessuna variazione per i libri con volumi piccoli, che forse, addirittura, sparirebbero - il sistema distributivo rimane più efficiente se i piccoli volumi spariscono, no?.

Non so, a me pare che sia mio interesse - da piccolo - disporre di un mercato del libro il più vario possibile, pagando per questo un po&#039; di inefficienza del sistema di grande distribuzione - meno sconti -, ma che mi garantisca che un giorno, se volessi, potrei trovare un libro raro in qualche libreria o che io stesso - piccolo - potrei fare il libraio da qualche parte e non lavorare come impiegato presso una catena qualunque.

Nel conflitto di interessi, questo è il mio.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Avendo un pò di tempo, ecco la mia opinione:</p>
<p>A mio parere non esiste nulla che non coinvolga l&#8217;interesse di qualcuno: il conflitto di interesse esiste sempre. Ogni tentativo di eliminarlo è in realtà un tentativo di minimizzarlo (vedi la soluzione sulla divisione dei poteri di Montesquieu: una soluzione di distribuzione e di pesi e contrappesi, di riduzione ai suoi minimi del conflitto). </p>
<p>Nel caso in questione del prezzo del libro la scelta è politica: si vuole che esistano le piccole librerie? Bene. Se sì, è inutile farle combattere ad armi pari con le grandi in condizioni di perfetto equilibrio economico e quindi di totale iniquità fattuale: il pesce grande mangerà sempre il pesce piccolo, ad armi pari a meno che non si voglia altrimenti. O per citare: &#8220;Non c&#8217;è cosa più ingiusta che fare parti uguali fra disuguali&#8221; (Lettere a una professoressa). </p>
<p>Con buona pace del mercato, visto che il punto, in questo caso, è che tutta la teoria &#8211; l&#8217;ideologia &#8211; del mercato moderna è una teoria di mercato di equilibrio, mentre la maggior parte delle situazioni a cui si applica sono situazioni di disequilibrio. Altrimenti, sarebbe sufficiente che l&#8217;Africa aspettasse un po&#8217; per raggiungere da sola, per effetto della mano invisibile, l&#8217;equilibrio economico desiderato. Controesempio che si commenta da solo.</p>
<p>Per prendere l&#8217;esempio degli sconti al discount, i prodotti costerebbero meno anche se si sottopagassero gli impiegati, con tutto vantaggio dei clienti. E poichè i clienti devono essere in numero molto maggiore degli impiegati &#8211; altrimenti l&#8217;attività economica fallisce &#8211; il vantaggio collettivo sarà sempre superiore a quello individuale. Quindi, perchè non farlo? In<br />
fin dei conti, a me, cliente, converrebbe. Già, ma un giorno &#8211; la vita è davvero bizzarra &#8211; potrei trovare lavoro proprio in un discount. E quindi, il calcolo della mia convenienza includerebbe adesso anche questa possibilità.</p>
<p>L&#8217;argomento, astratto, dimostra come al solito che non sempre fare l&#8217;interesse diretto della maggioranza porti a vantaggi, o meglio, che la maggioranza va calcolata tenendo conto di tutto il sistema, tutto quanto.</p>
<p>Nel caso delle librerie, che tipo di mercato si vuole? (scelta politica). Se si preferisce un mercato in cui sopravviva la piccola proprietà, la piccola libreria, necessariamente meno efficiente in termi di capacità, allora che si approvi una legge in questo senso. Se invece si preferisce che l&#8217;intera catena di distribuzione del libro sia affidata a quattro, cinque giganti, bene, allora via libera alla guerra del libro e dei prezzi. I librai in linea teorica potrebbero lavorare come impiegati presso gli stessi giganti. E&#8217; ovvio però chi abbia interesse per questo tipo di scelte.</p>
<p>D&#8217;altronde, che l&#8217;efficienza di un sistema qualuque di capacità N sia superiore a quella di N singoli elementi sta scritto nei libri di testo (di teoria delle code, per esempio), ed è il motivo per cui oggi, alle poste, la coda allo sportello è unica. E&#8217; più efficiente, più rapida e favorisce la concentrazione e la specializzazione delle capacità.</p>
<p>In realtà poi, a guardar meglio, i diversi livelli di volumi di vendite segmentano l&#8217;offerta, che quindi diventa un universo chiuso per segmenti o &#8220;classi&#8221; economiche. Ovvero: più efficienza nelle librerie, più sconti, potrebbe significare soltanto poter comprare l&#8217;ultimo best-seller con uno sconto del 35% invece che del 25% in meno. Senza nessuna variazione per i libri con volumi piccoli, che forse, addirittura, sparirebbero &#8211; il sistema distributivo rimane più efficiente se i piccoli volumi spariscono, no?.</p>
<p>Non so, a me pare che sia mio interesse &#8211; da piccolo &#8211; disporre di un mercato del libro il più vario possibile, pagando per questo un po&#8217; di inefficienza del sistema di grande distribuzione &#8211; meno sconti -, ma che mi garantisca che un giorno, se volessi, potrei trovare un libro raro in qualche libreria o che io stesso &#8211; piccolo &#8211; potrei fare il libraio da qualche parte e non lavorare come impiegato presso una catena qualunque.</p>
<p>Nel conflitto di interessi, questo è il mio.</p>
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			</item>
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		<title>
		Di: niky lismo		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2010/09/20/lappello/#comment-140677</link>

		<dc:creator><![CDATA[niky lismo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Sep 2010 05:53:52 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[E&#039; fantastico. Telefoniamo con la compagnia più economica, per risparmiare chiediamo concorrenza tra le banche, tra le assicurazioni, facciamo la spesa al discount... e poi ci indignano gli sconti sui libri! E&#039; un cortocircuito ideologico: o le regole del mercato ci convengono (e convincono) in quanto consumatori, oppure dal liberismo ci chiamiamo fuori a rischio di eresia comunista. E&#039; la solita zona grigia all&#039;italiana, in cui si cerca di salvarsi l&#039;anima e il portafogli al contempo...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; fantastico. Telefoniamo con la compagnia più economica, per risparmiare chiediamo concorrenza tra le banche, tra le assicurazioni, facciamo la spesa al discount&#8230; e poi ci indignano gli sconti sui libri! E&#8217; un cortocircuito ideologico: o le regole del mercato ci convengono (e convincono) in quanto consumatori, oppure dal liberismo ci chiamiamo fuori a rischio di eresia comunista. E&#8217; la solita zona grigia all&#8217;italiana, in cui si cerca di salvarsi l&#8217;anima e il portafogli al contempo&#8230;</p>
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		<title>
		Di: Alessandro Ansuini		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2010/09/20/lappello/#comment-140674</link>

		<dc:creator><![CDATA[Alessandro Ansuini]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Sep 2010 23:20:39 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ecco un&#039;altra vicenda dove il conflitto d&#039;interessi fa capolino. L&#039;articoletto che rende i libri scontabili tutto l&#039;anno va a favorire i grossi gruppi che oltre a stampare i libri li vendono anche nelle proprie catene. In soldoni: il libraio sotto casa gli sconti che ti fa un supermercato o una feltrinelli o una mondadori non può farteli. Il libro sta andando verso la morte e questi vogliono svuotare i magazzini. Che uno potrebbe anche dire, che ci vuoi fare, è il progresso, ma c&#039;è questo piccolo dettaglio che questa maledetta legge Levi (proposta dal governo prodi e più famosa come legge bavaglio per internet) ha lo zampino di questo governo, in quell&#039;articoletto. E chi c&#039;è a capo di questo governo? Ma sono io che magari vado sempre a pensar male. Lorsignori ci diranno: di che vi lamentate, non volete pagare i libri di meno?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ecco un&#8217;altra vicenda dove il conflitto d&#8217;interessi fa capolino. L&#8217;articoletto che rende i libri scontabili tutto l&#8217;anno va a favorire i grossi gruppi che oltre a stampare i libri li vendono anche nelle proprie catene. In soldoni: il libraio sotto casa gli sconti che ti fa un supermercato o una feltrinelli o una mondadori non può farteli. Il libro sta andando verso la morte e questi vogliono svuotare i magazzini. Che uno potrebbe anche dire, che ci vuoi fare, è il progresso, ma c&#8217;è questo piccolo dettaglio che questa maledetta legge Levi (proposta dal governo prodi e più famosa come legge bavaglio per internet) ha lo zampino di questo governo, in quell&#8217;articoletto. E chi c&#8217;è a capo di questo governo? Ma sono io che magari vado sempre a pensar male. Lorsignori ci diranno: di che vi lamentate, non volete pagare i libri di meno?</p>
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		<title>
		Di: matteo ciucci		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2010/09/20/lappello/#comment-140659</link>

		<dc:creator><![CDATA[matteo ciucci]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Sep 2010 16:48:47 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Vivo in Germania, e nella mia ricerca di lavoro ho anche provato a chiedere presso una delle grandi catene di distribuzione tedesche - Thalia. Così ho appreso della legge che regola gli sconti che le grandi catene possono praticare sui libri, che ovviamente dipendono dai volumi, e che impedisce ai grandi distributori di praticare sconti che i piccoli non si possono e non si potranno mai permettere (e te lo insegnano anche: &quot;Size, matters&quot;).

Ora: visto che la legge sul prezzo del libro non verrà mai approvata in Italia - prima di riuscire a spiegare che il mercato dei grandi volumi e quello dei piccoli sono due segmenti distinti passerebbero anni; poi c&#039;è il problema delle lobbies delle grandi distribuzioni; infine il cortocircuito italiano di B., poi il fatto che il mercato del libro è marginale e che quindi il dibattito interesserebbe pochi - l&#039;unica possibilità concreta sarebbe quella di far approvare una legge in sede EUROPEA, dove le coalizioni e gli interessi NON sono quelle a cui siamo abituati in Italia.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Vivo in Germania, e nella mia ricerca di lavoro ho anche provato a chiedere presso una delle grandi catene di distribuzione tedesche &#8211; Thalia. Così ho appreso della legge che regola gli sconti che le grandi catene possono praticare sui libri, che ovviamente dipendono dai volumi, e che impedisce ai grandi distributori di praticare sconti che i piccoli non si possono e non si potranno mai permettere (e te lo insegnano anche: &#8220;Size, matters&#8221;).</p>
<p>Ora: visto che la legge sul prezzo del libro non verrà mai approvata in Italia &#8211; prima di riuscire a spiegare che il mercato dei grandi volumi e quello dei piccoli sono due segmenti distinti passerebbero anni; poi c&#8217;è il problema delle lobbies delle grandi distribuzioni; infine il cortocircuito italiano di B., poi il fatto che il mercato del libro è marginale e che quindi il dibattito interesserebbe pochi &#8211; l&#8217;unica possibilità concreta sarebbe quella di far approvare una legge in sede EUROPEA, dove le coalizioni e gli interessi NON sono quelle a cui siamo abituati in Italia.</p>
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		<title>
		Di: il mercato del libro &#124; legge sul prezzo del libro		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2010/09/20/lappello/#comment-140655</link>

		<dc:creator><![CDATA[il mercato del libro &#124; legge sul prezzo del libro]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Sep 2010 15:53:45 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[[...] di Jan Reister [sul perché postare l&#039;appello de i mulini a vento su Nazione Indiana] [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>[&#8230;] di Jan Reister [sul perché postare l&#039;appello de i mulini a vento su Nazione Indiana] [&#8230;]</p>
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		<item>
		<title>
		Di: michelangelo cianciosi		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2010/09/20/lappello/#comment-140652</link>

		<dc:creator><![CDATA[michelangelo cianciosi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Sep 2010 15:07:03 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Boh. Così sembra una proposta che protegge le piccole case editrici a scapito delle grandi, ma che penalizza i lettori. Non mi sembra un granché.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Boh. Così sembra una proposta che protegge le piccole case editrici a scapito delle grandi, ma che penalizza i lettori. Non mi sembra un granché.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>
		Di: carmelo		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2010/09/20/lappello/#comment-140650</link>

		<dc:creator><![CDATA[carmelo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Sep 2010 14:42:07 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[scusa, non sono bene informato.
Ma non credi che la prima cosa da fare sarebbe quella di ababssare l&#039;IVA ?

il problema delle  piccole case editrici è la scarsa visibilità e la cattiva distribuzione. 

i lettori occasionali + lettori consumatori 
i lettori forti e consapevoli

la domanda della prima categoria è elastica al prezzo
la domanda dellas seconda no&#039; o molto poco; probabilmente in occasione degli sconti aumentano gli acquisti.  

Posto che molte piccole case editrici pubblicano libri di qualità e posto che le recensioni nei giornali e riviste a larga diffusione si dedican soprattutto alle pubblicazioni delle case editrici, Io mi aspetterei da parte dei critici una maggiore attenzione verso i libri che godono di poca visibilità pur essendo di qualità.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>scusa, non sono bene informato.<br />
Ma non credi che la prima cosa da fare sarebbe quella di ababssare l&#8217;IVA ?</p>
<p>il problema delle  piccole case editrici è la scarsa visibilità e la cattiva distribuzione. </p>
<p>i lettori occasionali + lettori consumatori<br />
i lettori forti e consapevoli</p>
<p>la domanda della prima categoria è elastica al prezzo<br />
la domanda dellas seconda no&#8217; o molto poco; probabilmente in occasione degli sconti aumentano gli acquisti.  </p>
<p>Posto che molte piccole case editrici pubblicano libri di qualità e posto che le recensioni nei giornali e riviste a larga diffusione si dedican soprattutto alle pubblicazioni delle case editrici, Io mi aspetterei da parte dei critici una maggiore attenzione verso i libri che godono di poca visibilità pur essendo di qualità.</p>
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