Sakineh sì e Teresa no?

2 ottobre 2010
Pubblicato da

di Antonio Sparzani

Sulla legittimità e sulla giustezza della mobilitazione in favore della cittadina iraniana Sakineh Mohammadi Ashtiani non credo alcuno abbia dubbi, non solo per la particolare crudeltà della tecnica di assassinio di stato, la lapidazione, ancorché ora apparentemente cambiata in impiccagione, ma, e a mio parere soprattutto, per l’assurdità e la violenza della pratica e della teoria della pena di morte, nella quale uno stato si arroga un diritto che, sempre a mio parere, non ha mai e in nessun caso. Sakineh è stata condannata da un tribunale del suo paese – sul quale purtroppo solo scarne notizie abbiamo ‒ per avere commesso crimini per i quali il diritto del suo paese prevede la pena di morte, ma è questo diritto che vogliamo mettere in discussione.

La mobilitazione in questo senso è stata però largamente sottolineata dai mezzi di comunicazione di massa, con tanto più gusto e speranza di condivisione in occidente a causa della cattiveria intrinseca dello Stato Iraniano, che non si sottomette facilmente ai consigli e soprattutto alle pretese degli stati forti e che quindi automaticamente acquista il rango di stato canaglia. Stato che, poi, vuole anche la tecnologia nucleare, inaudito, figuriamoci, questa spetta solo ad alcuni stati ben scelti con appositi criteri che non staremo neanche qui a indicare tanto sono ovvi e oggettivi.

Come mai ho la sensazione che quello che commuove l’opinione pubblica occidentale sia soprattutto la particolare efferatezza del sistema scelto, appunto ‒ in un primo tempo ‒ la lapidazione, più ancora che la pratica della pena di morte?

Forse la ragione sta qui: se si facesse un analogo scandalo per la pena di morte in sé, perché non mobilitarsi con analoghi anatemi nei confronti di coloro che legalmente ‒ sempre secondo il diritto vigente nel loro paese ‒ hanno da pochi giorni, senza tanti clamori né complimenti, praticato una bella iniezione letale alla cittadina statunitense Teresa Lewis, nel ridente stato della Virginia, il Commonwealth of Virginia, old Dominion, culla degli Stati Uniti d’America, che si vanta di aver dato i natali ad almeno otto presidenti, tra cui Washington e Jefferson e Monroe, ecc. , perché?

Credete che l’iniezione letale sia più indolore dell’impiccagione? Non è così, o per lo meno non è sempre così, vi sono stati casi in passato nei quali il miscuglio di sostanze iniettate allo scopo nelle vene dell’assassinando ha provocato una morte dolorosa, lunga e complicata. Non a caso stavolta il portavoce del Greensville Correctional Center a Jarratt, nel sud della Virginia, si è affannato a dichiarare che “non si erano verificate complicazioni”, come potete sentire qui, sul sito del Corriere della Sera.
Notate come singolare sia il nome Correctional Center, la somministrazione della morte è la suprema correzione?

Teresa Lewis è stata la dodicesima donna vittima della pena di morte, da quando tale pena fu rimessa in vigore dalla Corte Suprema degli USA nel 1976, con un vero escamotage giuridico (che potete andarvi a leggere qua, se volete ricordarvi che al delirio non c’è limite), Gerald Ford (ma ve lo ricordate?) regnante, repubblicano, ex vice di Nixon, che salì inopinatamente al trono quando Nixon ne fu cacciato in malo modo. La dodicesima donna, dico, ma non dimentichiamo che, sempre dal 1976, 1200 sono state le esecuzioni capitali negli Stati Uniti, circa tre ogni mese, in media. Come non capire che il presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad, l’altro giorno in un suo discorso al clero islamico a New York, in occasione dell’assemblea delle Nazioni Unite, abbia fatto dell’ironia su tutte queste proteste per Sakineh, che non ha neppure l’alibi ‒ scusate la macabra ironia ‒ del ritardo mentale?
Teresa Lewis aveva infatti un coefficiente intellettuale di 72, appena due punti sopra il valore che segna il limite legale al disotto del quale un’esecuzione è negli Stati Uniti incostituzionale (70 o meno): perché tutto è previsto dalla Suprema Corte, se il coefficiente è meno di 70 allora proprio non ce la sentiamo di uccidere, ma Teresa, in base a misurazioni senz’altro oggettive ‒ come sappiamo essere tutte le misurazioni del coefficiente d’intelligenza ‒ era due punti sopra, e questo le è costato la vita.

Questa, per dire, è stata la valutazione di Amnesty International: A psychologist tested Teresa Lewis prior to her plea and found that she had an I.Q. (intelligence quotient) of 72, indicating that her intellectual function was in the “borderline mental retardation” range. Post-conviction investigations raised additional evidence of her mental disabilities. A second psychologist, selected by the state, assessed her I.Q. at 70. Medical experts have diagnosed her with Dependent Personality Disorder and an addiction to painkillers before the crimes, calling into further question the “mastermind” label attached to her. (citato qui, dove appunto si parla della protesta iraniana.)
Ma il governatore dello stato Robert F. McDonnell è inossidabile: “no medical professional has concluded that Teresa Lewis meets the medical or statutory definition of mentally retarded.”
Teresa Lewis (questa la cronaca del New York Times) aveva commesso crimini che aveva confessato: aveva fatto uccidere marito e figlio adottivo di questi da due sicari prezzolati. I quali sicari hanno preso, perché non furono così depravati (testualmente) come la Lewis, “soltanto” l’ergastolo ancorché uno di essi (l’altro si è suicidato in carcere) abbia esplicitamente ammesso di avere in realtà manipolato la Lewis ‒ mentalmente senz’altro più debole ‒ e convinta a portare a termine il suo progetto insensato.

L’unica protesta che si è levata in Europa, a parte piccoli comitati di minoranze già sensibili alla questione ma con scarsissima incidenza sulla pubblica opinione, è stata una lettera dell’Unione Europea al governatore McDonnell, ovviamente andata inascoltata. Qui da noi, qualche notizia, subito sparita. Ormai l’hanno ammazzata, via, via.

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107 Responses to Sakineh sì e Teresa no?

  1. Guy Montag il 2 ottobre 2010 alle 10:48

    Così va il mondo, amico mio.

  2. véronique vergé il 2 ottobre 2010 alle 10:49

    La morte come arma di giustizia è per me orribile.
    La solo differenza tra L’America e L’Irano è lo trattamento fatto alle donne, in particolare le bambine. Mi fa dolore pensare a bambine nascoste nel silenzio, nel terrore, pensare a mutilazioni sessuali, cosa che riguarda anche altri paesi nel mondo, ferocità del maschio svelando la sua vigliaccheria.
    Mi rammento un reportage sull’Afghanistano, tante volte di bambine bellissime, con occhi neri, verdi, di una chiarezza magnifica. Avevano ancora il volto nudo, ma nessuna sorrideva, guardavano.
    Guardavano quello che presto sarebbe notte, ignoranza, sottomissione.
    Tutti i libri, i film del mondo non arriverebbero a loro.
    Tutti i libri non bastano al dolore di tante donne, a alleviare il nostro silenzio.

  3. maria il 2 ottobre 2010 alle 11:53

    Chi solleva giustamente il problema di teresa lewis e della disparità di attenzione di cui è stata vittima prima di morire, dimentica, tuttavia, che senza l’iraniana la sua morte sarebbe passata, forse ,ancora più inosservata.

    Teresa Lewis è stata ricordata soltanto come contraltare all’Iran, in modo oggettivamente pretestuoso proprio come Sakineh è stata ricordata, in particolare, da coloro che hanno interesse a dipingere l’Iran come stato canaglia e a sostenere che esiste uno scontro di civiltà.

    Rimane lo scandalo della pena di morte.

  4. carmelo il 2 ottobre 2010 alle 12:09

    la vicenda Sakineh ci ricorda tre ordini di problemi:

    1) la pensa di morte, pratica orribile che non fa onore alla specie umana e che, come ormai dimostrato da numerosi studi di criminologi,. psicologi etc. non solo è orribile, ma alimenta la spirele di violenza e di omicidi: chi sa di rischiare la pena di morte, è indotto ad accentuare la violenza e a commettere omicidi senza lcun freno inibitorio.

    2) la violenza sulle donne che nei paesi musulmani viene ipocritamente e pretestuosamente legittimata (a torto) attraverso un uso distorto della religione (come d’altronde è avvenuto in occidente.
    la violenza sulle donne è perpetrata in ogni latitudine, con sistemi più o meno feroci, legittimati dal potere, o ipocritamente tollerati dalle società.
    (l’italia in questo campo spicca tra i paesi piu’ oscenamente ipocriti)

    3) la denuncia delle violazioni dei diritti umani è uno strumento di politica estera di cui si servono Gli Stati per isolare e colpire gli stati nemici o non alleati.
    trovo osceno e nauseante che gli stati occidentali (ma questo discorso vale per tutti gl istati) restino indifferenti di fronte alle gravissime violazioni dei diritti umani degli stati “amici” , ben piu’ gravi del caso sakineh, che coinvolgono tutta la società e perfino i bambini, salvo poi ergersi a paladini della giustizia quando si tratta di colpire uno stato nemico.

    4) trovo controproducente e pornografico l’uso che i media fanno di questi casi, utilizzati per scatenare le emozioni del pubblico il quale, comodamente seduto davanti alla TV, si potrà sentire migliore, e magari partecipando alla farsa dell’indignazione collettiva con tanto di appelli e di firma (che non costano niente e ci fanno apparire belli e buoni) sentirisi pure politicamente attivo e impegnato

  5. Larry Massino il 2 ottobre 2010 alle 12:49

    L’umanità fa abbastanza schifo. Che in occidente le donne sono trattate meglio che in oriente, è una novella ” francese ” assolutamente disgustosa.

  6. maria il 2 ottobre 2010 alle 13:26

    carmelo,
    penso che non si sentiranno migliori solo quelli seduti comodamente davanti alla tv ma anche quelli che digitano al computer, questo del sentirsi buoni e superiori per via di un effimero sentimento di sdegno, magari ben scritto, e che costa poco o nulla, sia di tutti, nessuno escluso.

  7. véronique vergé il 2 ottobre 2010 alle 13:48

    Larry,

    Non ho voluto offendere nessuno. Ma preferisco e, non ho vergogna a confessarlo, vivere libera come donna. Non ho paura di scrivere, insegnare, parlare, amare. Non tutto è rosa in occidente, perché il stupro è una ferita senza rimedio., per esempio.
    Ho scritto questo, perché so benissimo che se fosse nata in un paese dove le donne sono schiave del maschio in nomine della religione, avrei trovato la prigione o la morte.
    Larry, hai visto già film sull’Iran? Su un CD che ho avuto in prestito era un reportage sono le donne insegnanti costrette a una parola mutilata, lottando per illuminare la vita delle studente. Mi rammento oggi se sono arrivate a salvarsi.
    Per le mie parole non sono di fronte alla mia morte. Per il mio sguardo non sono costretta da dimenticare che ho occhi.
    Con il mio desiderio, non sono accusata di essere una donna
    senza pudore.
    La mia colera non va al popolo iranien, ho molto pena vedere che un paese dove i talenti ( in particolare la poesia, la musica)
    sono richi del passato sia sottomesso al silenzio e alla ditattura.
    La poesia persana era molto bella. E le parole del desiderio aveva una carne, un profumo.
    Niente non mi toglierà la mia colera di fronte al dolore delle donne. E’ forse una colera venuta da lontano.

  8. Larry Massino il 2 ottobre 2010 alle 14:10

    Aggiungo: che in occidente le donne subiscono meno violenza che in oriente, è un’appendice della novella ” francese ” assolutamente disgustosa. Spero, cara Veronique, che la sua materia di insegnamento non sia la STORIA. Perché in Iran non c’è nessuna dittatura, anzi, la Repubblica Islamica è stata il frutto di una rivoluzione che ha rovesciato una dittatura monarchica, assolutamente repressiva, orientata dagli interessi economici occidentali. La rivoluzione, peraltro, è stata preparata da esuli patriottici proprio a Parigi.

    Dico questo perché non mi piace la falsificazione, nonostante niente sia più lontano dal mio pensiero politico della Repubblica a sfondo religioso. Ma non credo sia peggio della nostra falsa democrazia rappresentativa (a proposito, vorrei farle sapere che in Italia c’è un solo operaio in parlamento, su 630 deputati, mentre il rapporto donne uomini è di 2 a 8).

  9. winston il 2 ottobre 2010 alle 14:16
  10. anna maria papi il 2 ottobre 2010 alle 14:56

    A difesa del bel intervento di Veronique Vergè,io direi che
    la STORIA,Larry, va letta anche e sopratutto tra le righe!!

    Iran ed Italia sono alla pari come situazione secondo lei?
    MA MI FACCIA IL PIACERE!!! come diceva Totò…..

    Qui non si tratta di falsificazione ma di elasticità interpretativa direi ( e senza offesa ).

  11. Larry Massino il 2 ottobre 2010 alle 15:50

    Signora Anna Maria Papi, io tento solo di dire che la questione Iran, messa al centro dell’attenzione dalle anime belle, potrebbe essere solo una mossa propagandistica, a favore della superiorità antropologica degli occidentali, secondo me e secondo Totò, solamente SUPPOSTA. Non le sarà estraneo il fatto che l’Iran è al centro dell’attenzione delle maggiori potenze militari, che vorrebbero annientarne l’indipendenza politica, magari con una guerra SANTA. Non le sarà estraneo che gli americani, anche con il nostro sostegno, hanno instaurando nel precedentemente laico e sunnita Irak – la cui precedente dittatura fu sostenuta e usata militarmente contro la rivoluzione islamica iraniana – un regime ” democratico ” di minoranza a sfondo religioso curdo-sciita, la cui costituzione non è indenne dall’influenza coranica. Come dire, con una ignobile guerra, priva di fondamenti giuridici, che ha fatto centinaia di migliaia di morti civili, è stato tolto un regime sunnita sostanzialmente favorevole ai valori occidentali di laicità, per instaurarne uno sostanzialmente contrario. Al massacro ha partecipato anche il suo meraviglioso popolo italiano, adesso occupato lì vicino… Invece, se proprio dobbiamo fare paragoni, non mi risulta che in epoca moderna il popolo iraniano abbia mai partecipato a massacri di civili in un paese occidentale.

    Si legga il bell’articolo linkato da Winston, dove apprenderà pure che in Iran vige lo stato di diritto, che i poteri sono separati, al contrario che in Francia, dove il potere giudiziario inquirente dipende direttamente dal governo. La saluto lasciandola alla sua elasticità interpretativa, che starebbe più o meno a dire che quello che pensa lei è sacro, a prescindere dall’elasticità documentativa. E la lascio a pascersi con la sua bella Italia, nella quale, non ci sono dubbi, prevale la sua opinione che si sta bene, naturalmente per merito del governo, lo dice sempre anche Minzolini.

    Totò: ” Cavaliere, nessuno vuole farla fesso….non c’e’ bisogno “.

  12. Carlo Cannella il 2 ottobre 2010 alle 16:59

    A proposito del barbaro Iran (che non fa guerre d’aggressione da 1400 anni) mi preme ricordare che e’ un paese dove si può abortire fino al 45° giorno, l’operazione per cambiare sesso è pagata dalla mutua, la prostituzione è legale, il numero dei laureati è superiore al nostro, il 65% degli studenti e’ donna, le donne votano e, benché portino il velo (il gran chiodo fisso dell’Occidente), possono accedere a tutti i mestieri. E a proposito di dittatori, magari democraticamente eletti come Ahmedinejad, sara’ meglio ascoltarli prima di farsene un’opinione:
    http://www.youtube.com/watch?v=qTt5VRqt8ZY&feature=player_embedded
    http://www.youtube.com/watch?v=HEQ7OQ1lm1A&feature=player_embedded

  13. viola il 2 ottobre 2010 alle 16:59

    La pena di morte è stupida oltre a essere, come statisticamente dimostrato, inutile come deterrente. Ciò detto, personalmente come d o n n a, femmina, non ritengo esaltante, anzi la definirei “costrittiva” la condizione femminile nei paesi di tradizione islamica, siano o meno “canaglia” . Ciò non assolve nessun paese occidentale né la sua cultura dove si tenta di riportare il corpo delle donne negli stessi stereotipi “fallocentrici” di un secolo fa. Ma preferirei, davvero, che su questi temi gli uomini non giocassero alle consuete visioni geopolitiche, strumentalizzandoci. Purtroppo per tutte le donne iraniane, yemenite, indonesiane, arabe e quant’altre qui – anche per le battaglie delle mie nonne, delle mie madri e mie – ho una libertà d’azione maggiore della loro, persino scontando le Carfagna e le Gelmini.
    Circa lo stato di diritto esistente in Iran, abbiate pazienza, ma c’è un limite oltre il quale si è realmente al bar sport.

  14. Larry Massino il 2 ottobre 2010 alle 17:17

    Signora Viola, di grazia, ci vuole spiegare il perché la discussione sullo stato di diritto in Iran sarebbe da bar sport? Per favore ci illumini tutti con la sua sapienza.

    La sua libertà d’azione, poi, la confronti con i dati sulla violenza alle donne in Italia, soprattutto violenze non denunciate, con la violenza subita in silenzio da donne non lavoratrici (più del 50% della forza lavoro femminile), con la violenza subita da donne che spesso debbono concedersi per ottenere un posto di lavoro, subita da adolescenti che si trovano poi a dover combattere anche coi pregiudizi dei paesani. Senza dire che le donne, in Italia, pare, negli ultimi anni debbono concedersi agli uomini anche per fare politica…

  15. maria il 2 ottobre 2010 alle 17:58
  16. anna maria papi il 2 ottobre 2010 alle 18:44

    Ma lei Larry, l’ha mai fatta–sia pure en travesti–la donna in Iran? Vede, ci sono posti,come il suo complimentato Iran, che non riescono ad essere fotografati con un grandangolo o con un teleobbiettivo….
    Le disgustose leggende francesi appaiono sempre a chi a pochi decimi…
    Sempre in riferimento alla questione donne,che è poi il polso che fa emergere nefandi orizzonti più vasti. Petrolio a parte.A prescindere…come diceva Totò

  17. Larry Massino il 2 ottobre 2010 alle 18:59

    Signora Anna Maria Papi, mi sembra pregiudizialmente orientata a considerare l’occidente il migliore dei mondi possibili. La lascio alle sue sicurezze antropocentriche, sempre con Totò, che degli antropocentrici forse direbbe così: ” Ti voglio ammazzare perché così ti insegno a vivere “.

  18. anna maria papi il 2 ottobre 2010 alle 19:49

    Larry

    Certo che no,l’occidente come il migliore dei mondi….Certo che si essere antropocentrici in senso planetario…Mi preoccupano le condizioni ldelle donne nel mondo,e quando si parla di Iran questo è uno dei mondi peggiori per le donne. Tutto qui.A mio avviso.
    Piuttosto, il post di Sparzani pone un problema diverso.e con questi bisticcetti ce lo scordiamo.
    L’atrocità americana di soppesare al millimetro con fredde indagini analtiche psicofisiche l’idoneità di un essere umano AD ESSERE SOPPRESSO OPPURE NO,
    nella gelida cornice di regole,comma e leggi, è ben più crudele–ai nostri occhi di Occidentali evoluti–,delle lapidazioni o siamo li?

  19. georgia il 2 ottobre 2010 alle 19:58

    il fatto scandaloso semmai è che teresa è stata uccisa (come del resto vengono uccisi anche gli uomini negli stati degli Usa dove c’è la vergognosa pena di morte) … probabilmente anche Sakineh sarà uccisa (come vengono uccisi anche gli uomini in iran dove vige vergognosamente la pena di morte) quindi la grande differenza non è la MORTE di STATO, ma è la lapidazione (che è un po’ il cavallo di battaglia dell’occidente come lo è il Terrorismo), però sembra che in iran siano anni che la lapidazione non viene più effettuta … ora non voglio certo negare che già il fatto che esista potenzialmente sia di per se cosa orrida, però è anche inquietante che da noi si parli spessissimo di lapidazione come se lì ogni giorno venisse giustiziata una donna con quella pratica. E ci scommetto che sono molti a pensare che davvero avvenga e quindi giustamente si indignano a tal punto dall’essersi persino dimenticati stavolta di fare la battaglia contro la pena di morte per teresa.
    Ricordo che in passato ogni volte l’opinione pubblica si mobilitava parecchio… perchè stavolta non è successo? Perchè Sakineh era più consona al conformismo marziale che ormai ha contagiato la maggioranza e quindi non potevamo essere distratti da altro :-(

  20. anna maria papi il 2 ottobre 2010 alle 20:01

    …e perchè dall’Europa le proteste su queste ripetute atrocità USA sulle loro pene di morte sono sempre flebili e teoriche? Nessuno Tocchi Caino è l’unica voce. Il Vaticano chiude tutte e due gli occhi e si sa che fa schifo. Ma gli altri che si pensa che fanno un po meno schifo,che fanno?

  21. stalker il 2 ottobre 2010 alle 21:16

    véronique, non mi risulta che in iran si pratichi la mutilazione sessuale (infibulazione).
    credo che le donne iraniane abbiano già abbastanza guai senza volergliene “accollare” anche altri che per fortuna non fanno parte della loro “tradizione”. la lapidazione è già un bel peso.

    poi che dire….che certe battaglie siano più “fighe” di altre e scaldino di più i polpastrelli?
    temo di si.

  22. georgia il 2 ottobre 2010 alle 21:29

    si … ma perchè stavolta TUTTI addirittura hanno fatto più schifo del solito?
    si erano forse già lavati la coscienza con l’iran?
    Tra l’altro la cosa che andrebbe sottolineata, ma nessuno l’ha fatto (troppo preso dalla sembra inesistente lapidazione?) che teresa, affetta da disabiltà mentale, era stata strumento di un un uomo che l’aveva convinta (per interesse) ad uccidere. LEI è stata uccisa dallo stato, LUI ha l’ergastolo. Come mai? Io ho visto in molti comuni enormi manifesti per Sakineh, ma nessuno per Teresa. Come mai? Forse che la guerra (anzi le guerre, le due stupide guerre in afganistan e in iraq) ci ha già trasformato? I delitti del “nemico” sono sempre e comunque peggio di quelli dell’amico?

  23. georgia il 2 ottobre 2010 alle 21:46

    VERONIQUE: mi fa dolore pensare a bambine nascoste nel silenzio, nel terrore, pensare a mutilazioni sessuali, cosa che riguarda anche altri paesi nel mondo

    ma per carità, véronique, non facciamo le esagerate tragiche e restiamo ai fatti :-) l’infibulazione è pratica unicamente nordafricana e risale a tempi molto, ma molto, antichi che nulla hanno a che fare con l’islam (anche se alcune popolazioni nordafricane, che sono anche di religione musulaman, la praticano ancora oggi, ma certo non è benvista dalla religione islamica e cristiana di quei luoghi ) … in Iran come nel medioriente asiatico NON è praticata infibulazione (magari la circoncisione sì, ma quella è pratica comune di musulmani ebrei e anche molti americani). Quindi atteniamoci ai fatti e non facciamo del terrorismo psicologico e lacrimevole … che sinceramente NON se ne può più ;-)

  24. itzik il 2 ottobre 2010 alle 21:50

    “La mobilitazione in questo senso è stata però largamente sottolineata dai mezzi di comunicazione di massa, con tanto più gusto e speranza di condivisione in occidente a causa della cattiveria intrinseca dello Stato Iraniano, che non si sottomette facilmente ai consigli e soprattutto alle pretese degli stati forti e che quindi automaticamente acquista il rango di stato canaglia. Stato che, poi, vuole anche la tecnologia nucleare, inaudito, figuriamoci, questa spetta solo ad alcuni stati ben scelti con appositi criteri che non staremo neanche qui a indicare tanto sono ovvi e oggettivi.”

    Queste sono ipotesi e interpretazioni. Esiste una Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo; l’Iran fa parte dell’ONU, quindi l’Iran ne è vincolato perché l’ha sottoscritta, al pari di tutti gli altri. Il fatto che altri violino quei principi non giustifica l’Iran. Il fatto che l’Iran violi quei principi non giustifica gli altri.

  25. Carlo Cannella il 2 ottobre 2010 alle 22:17

    Ma quale infibulazione. In Iran le ragazze suonano nei gruppi punk rock, heavy metal e roba cosi’, si colorano i capelli di viola e vanno in giro col piercing. Ci sono piu’ di 3000 bands in attivita’, il 10% dei giovani sotto i 30 anni e’ tossicodipendente, fatevi un giretto e venitemi a dire.

  26. carmelo il 2 ottobre 2010 alle 22:29

    E’ vero, l’infibulazione è una pratica non prevista nel corano.

    Viene praticata non solo nei paesi nordafricani (Egitto, Somalia, Sudan,) ma anche nei paesi asiatici:
    “Arabia Saudita, Djibuti, Indonesia, Pakistan, ed è praticata da musulmani, cattolici, protestanti, copti, animisti, non credenti”
    “È una pratica barbara che nessuna religione al mondo potrebbe mai prescrivere ma, per ignoranza, è diffusissima: si stima che circa due milioni di bambine ogni anno siano sottoposte a questo crudele rito (130 milioni nel mondo, in ventotto paesi africani, secondo le stime ONU).”””

    ——
    denunciare l’uso strumentale dei diritti umani per fini di politicva estera è un fatto che va denunciato. E ciò non vale solo per la pena di morte.

    altra cosa è negare la condizione di discriminazione della donna che in alcuni paesi, e segnatamente molti paesi musulmani (arabia saudita, yemen, iran, pakistan afganistan etc) e assimilabile alla negazione dei diritti, al servilismo e alla schiavitù è frutto sol odella disinformazione.
    Ho già avuto modo di dire che la violenza contro le donne è diffusa anche nel notro paese e le cifre son ospaventose.
    ma per tornare all’iran basta solo citare le parole di khamenei l’autorità suprema di un paese teocratico (in Iran “il potere reale è detenuto dal Consiglio dei Guardiani, i guardiani del Corano che hanno il compito di controllare che le leggi non siano in contrasto con la dottrinasciita”):

    `L’uomo è edotto nei campi economico e finanziario, le donne hanno difficoltà. Le donne devono partorire, allattare, sono fragili fisicamente, moralmente e sentimentalmente, non possono entrare in ogni campo perchè non reggono gli scontri. Tutto questo crea dei limiti alle donne che gli uomini non hanno, perciò in questi campi gli uomini sono superiori”.
    In Iran ci sono forse progressiste organizzate che lottano contro il regime e le donne sono in prima file e le loro lotte sono represse nel sangue

    non vorrei che la strumentalizzazione fosse simmetrica!

  27. georgia il 2 ottobre 2010 alle 22:41

    ora cannella esagera, non credo siano tutti drogati, certo fanno tutti un grande uso di chirurgia estetica … avete notato che le donne hanno quasi tutte le stesso naso? :-)
    Però la cosa che quasi nessuno conosce è che l’iran ha un’ottima costituzione … va beh non ridete, è in parte verissimo … solo che poi tale costituzione è stata neutralizzata dalla creazione della guida suprema (carica a vita) che inizialmente doveva essere del solo komeini ma che poi invece è rimasta.
    Ecco perchè i giovani sono vivacissimi anche se vivono una situazione schizofrenica … vivacissime sono le donne anche se dietro lo shador (che però ogni anno accorciano come protesta), altissimo il numero di donne all’università, possono fare moltissime professioni. Però una che è a loro del tutto vietata è quella di giudice come ci ha raccontato Shiran Ebadi (che era giudice e che ha dovuto abbandonare e diventare avvocato). Chiaro non è una democrazia, anzi al momento ahmedinajad sta cercando di instaurare (con il consenso della guida suprema) una vera e propria dittatura, cosa che ha suscitato enormi e moderne manifestazioni e proteste … cosa impensabile in una società medioevale e arcaica (cosa che l’iran non è) come quella che sembrate vedere voi. Considerate l’iran il vostro vero nemico? bene nulla da ridire, ma almeno alzate il culo e cercate di conoscerlo e non riempitene il nome solo di luoghi comuni e conformismi di comodo … potrebbe anche risultare ancora peggio, come nemico, di uno stato arcaico africano con riti tribali come l’infibulazione.

  28. carmelo il 2 ottobre 2010 alle 22:45

    @georgia
    conosco molte donne iraniane vittime delle violenze del regime e delle discriminazioni. La tua posizione assomiglia molto a quella degli integralisti e dei guardiani della rivoluzione.

  29. georgia il 2 ottobre 2010 alle 22:46

    non mi risulta che in Arabia Saudita e neppure nel Pakista sia praticata l’infibulazione (può essere che la pratichino immigrati che sono numerosissimi, ma allora andrebbe aggiunta anche l’Italia).

  30. georgia il 2 ottobre 2010 alle 22:51

    conosco molte donne iraniane vittime delle violenze del regime e delle discriminazioni

    ma non ho mai sostenuto il contrario, certo che sono discriminate (basterebbe l’obbligo dell’uso del chador per discriminarle, ma purtroppo non c’è solo quello) e al momento ancora di più, anzi al momento sono discriminati anche molti uomini, non è certo una situazione allegra. Il mio discorso era più complesso … visto che si parla solo di lapidazione e infibulazione ;-)

  31. carmelo il 2 ottobre 2010 alle 22:56

    @ georgia
    certo, non solo l’italia ma molti paesi europei.

    In Arabia Saudita la condizione di schiavitù e la negazione dei diritti delle donne è altrettanto feroce che in Afganistan.
    se tu fosii una donna saudita
    Non potresti guidare l’automobile, non potresti votare, non potresti partecipare alla vita pubblica del Paese, dovresti rispettare severe regole di abbigliamento, per viaggiare dovresti avere il permesso scritto di un parente maschio (padre, fratello,marito), non avresti diritto ad avere una carta d’identità personale.
    Se fossi una donna saudita sposata, e venissi picchiata o stuprata nessuno accorrerebbe in tuo aiuto

  32. georgia il 2 ottobre 2010 alle 23:03

    che fai carmelo mi erudisci?
    ad ogni modo ora stanno levando il divieto di guidare, per quanto riguarda il voto … suvvia caro carmelo a me risulta che non possano farlo neppure gli uomini :-)))) … ad ogni modo ammetterai che dall’infibulazione e lapidazione allla guida della macchina abbiamo fatto un bel salto di qualità nella discussione ;-)
    geo

  33. georgia il 2 ottobre 2010 alle 23:04

    invece in iran votano uomini e donne … ma poi … poi gli stravolgono il voto, ma non capita solo lì purtroppo … sbaglio o ci siamo tenuti bush e due guerre proprio per dei brogli e micidiali macchinette?
    geo

  34. carmelo il 2 ottobre 2010 alle 23:09

    nessuno ha mai detto che in iran esiste l’infibulazione.

    Dal 2005 in arabia i maschi votano alle elezioni municipali.
    Il fatto che il regime stia promuovendo delle timide riforme nel XXI secolo, dovrebbe essere sintomo di tristezza più che di giubilo.
    Mi meraviglia che una donna cerchi di giustificare (come farebbe qualsiasi maschio di quei paesi) regimi che negano e calpestano la dignità della donna. E, aggiungo, molto ben al di là delle leggi.

  35. georgia il 2 ottobre 2010 alle 23:36

    Da quando sono scoppiate le guerre a me sembra che la difesa dei diritti delle donne sia diventata quasi un’arma da guerra contro altre popolazioni quindi caro carmelo NON permetterò mai che ciò avvenga in mio nome ;-).
    I tempi non sono uguali ovunque e le donne in Italia votano solo dal 46., negli anni cinquanta molte donne nel sud portavano fazzoletti neri in testa, c’era il delitto d’onore che, ti ricordo, è stato levato solo nel 1981. E nel film zorba il greco si assiste ad una lapidazione fatta da cristianissimi greci.
    La dignità della donna si calpesta in mille modi anche portandosele a letto promettendogli in cambio una candidatura elettorale ;-) o reificandola a tal punto che viene ormai usata per pubblicizzare tutto quello che si mette in commercio … dai non parlare della dignità della donna … ora anche quello dovete difenderla per noi? …soprattutto in un paese dove c’è, in Parlamento, il minor numero di donne e dove gli uomini sono dei maschilisti volgari e supponenti che …va bhe, dai, lasciamo perdere non parliamo di berlusconi ;-)

  36. georgia il 2 ottobre 2010 alle 23:38

    nessuno ha mai detto che in iran esiste l’infibulazione

    come no? ma se la mia intrusione nella discussione è nata solo da lì … va beh se mi assicuri che nessuno ha parlato di mutilazioni sessuali, posso anche andarmene … passa una notte serena
    geo

  37. johnny doe il 2 ottobre 2010 alle 23:38

    Ci sono circa sessanta paesi che adottano la pena di morte,e quasi tutti siedono all’ONU e parlano di diritti umani.con migliaia di giustiziati,solo in Cina circa 5000 lo scorso anno e 400 in Iran,più di 50 in Usa.
    La materia per manifestare non manca,diventerebbe quasi un lavoro.
    E allora? Vien da pensare che ogni scelta singola,specifica del mazzo sia solo strumentale,e che ognuno scelga quella che fa più comodo.

    @cannella

    Prendiamo atto del paradiso iraniano,tanto se ne senton di tutti i colori!
    Anche Hitler è stato democraticamente eletto….

  38. anna maria papi il 3 ottobre 2010 alle 00:51

    @jhonny doe
    Grande! m’hai rubato la frase!! ( quella per cannella).

  39. stalker il 3 ottobre 2010 alle 01:23

    @georgia

    “…..vivacissime sono le donne anche se dietro lo shador (che però ogni anno accorciano come protesta)”

    georgia, ero presente alle ultime svilate autunno/inverno irachene e non trovo conferma a quanto dici: le graziose modelle svilavano ancora in lungo.

    purtroppo l’impegno in iran non mi ha permesso di presenziare alle ultime collezioni americane, quindi non so se il prossimo trend sia la sedia elettrica o l’iniezione letale.

    (era tanto per restare in tema con certi commenti)

  40. stalker il 3 ottobre 2010 alle 01:30

    *sarà

  41. giovanni il 3 ottobre 2010 alle 02:44

    purtroppo siamo un paese psicologicamente, oltre che materialmente, servo…

  42. Carlo Cannella il 3 ottobre 2010 alle 09:19

    Una volta il nuovo Hitler era Saddam, ora e’ Ahmadinejad. Ogni volta che per fare una bella guerra di pace serve un belzebu’ ce lo andiamo a cercare sulla carta geografica, sempre dove brilla qualcosa. L’Iran non fa guerre da 1400 anni, le buone democrazie occidentali non riescono a posare il fucile nemmeno a colazione. Poi certo, la democrazia e’ bella quando a vincere e’ chi ci piace, altrimenti le elezioni sono truccate. Allora suvvia, siamo usciti dall’Iraq, e’ stato un gran bel lavoro, una buona democrazia senz’altro adesso, no? Mica staremo li’ ad aspettare che il popolo iraniano conquisti da solo la sua emancipazione e la sua liberta’, del resto sono degli smidollati per natura, eterni minorenni, aiutamioli.

  43. georgia il 3 ottobre 2010 alle 11:29

    STALKER: georgia, ero presente alle ultime svilate autunno/inverno irachene e non trovo conferma a quanto dici

    stalker il tuo spirito non è granchè, anzi è così puerile che fa sorridere ;-).
    L’abbigliamento dei popoli non nasce mai nelle sfilate (ma questo credo lo sappia bene anche tu) :-) nasce nelle strade fra i giovani … vedi i jeans, la minigonna (mary quant non ha fatto altro che copiare l’usanza delle ragazzine di arrotolarsi sempre di più la gonna appena uscite da casa … intelligentemente mary quant capterà il cambiamento in atto e dando alla lunghezza, o meglio cortezza, della gonna giusta armonia e taglio).
    Al momento in iran (non certo alle sfilate) le ragazze tendono per protesta, ad accorciare lo chador (e fai attenzione che nella storia quando la donna accorcia la gonna vuol dire che sta cambiando qualcosa ;-), accorciano e stringono lo chador sfidando le ire della milizie del buoncostume (o come diavolo si chiamano), le ragazzine sanno bene dove sono situate le milizie di pattugliamento e cercano di evitare simili luoghi (se le beccano infatti sono guai).
    Il Manifesto durante le proteste mise in prima pagina una foto molto significativa che valeva più di 10 articoli per capire cosa stava succedendo. Due ragazze si abbracciano: una ha il chador accorciato con orlo, l’altra tutto sfrangiato a riprova che era stato appena strappato per accorciarlo.
    Puoi vedere QUI la copertina del manifesto del 25 giugno 2009, anche se la foto è troppo piccola per vedere la sfrangiatura, che invece si vedeva bene nel cartaceo.
    Stammi bene e cerca di essere davvero ironico quando vuoi fare lo spiritoso ;-).
    Soprattutto per capire (sempre che tu ci tenga) concentrati sempre nei particolari, lì c’è la soluzione delle cose, mentre i conformismi (soprattutto quelli marziali) albergano e prosperano bene (galleggiando nel niente) negli assoluti e nel generale.
    geo

  44. Larry Massino il 3 ottobre 2010 alle 12:28

    @Caro Cannella,

    in Iran c’è stata una rivoluzione popolare, altro che elezioni… i risultati della rivoluzione popolare furono sicuramente manipolati da satanici ingegneri del consenso… Questo non è tollerabile per le rigorose anime belle democratico-papaline-nazional-indiane, che sanno quanto siano sacrissime le elezioni in occidente, dove non c’è notizia di brogli tanto sono fatti bene… In Iran, cazzarola, fu rovesciata una avanzatissima ed elegantissima dittatura monarchica filo occidentale che noi invece dovremmo prendere a esempio, perché le dittature, come ci viene ogni tanto a insegnare l’amico fraterno Gheddafi, fanno sicurissimamente il bene del popolo, altro che rivoluzioni…

    Del resto l’Iran è un paese dove adesso ha grande potere un’autorità religiosa, cosa inimmaginabilissima in Italia, dove la religione è indubbiosamente esclusa dagli affari dello Stato. A proposito di religione: della pedofilia, Cannella, vogliamo parlare della pedofilia, di come si amano i bambini in occidente?

    Cannella se lo infili bene nella zucca, nella nostra supermirabilspiritosissima democrazia funziona tutto alla perfezione, dalla scuola agli ospedali alle industrie, non c’è confronto con la democrazia stracciona iraniana. In Italia c’è libertà, mica cazzi: si può liberamente protestare, magari contro gli inceneritori, ma da lontano, perché vengono appena appena militarizzati, o si può liberamente protestare contro l’allargamento di discariche che ci uccidono, come succede proprio in questi giorni nel napoletano: al massimo i gentili poliziotti ti manganellano a sangue e viene direttamente il presidente del consiglio a rassicurarti. Se poi ci scappa il morto, pazienza, anzi, la sera, si fa un pestaggio indiscriminato per rafforzare le istituzioni, come ci insegnò Genova, magari ordinato da uno che ora dovrebbe esser diventato salvatore della Patria. Se poi si uccide gente che sta in carcere, vuol dire che se lo sono andati a cercare: ha presente il pestaggio di Cucchi?

    Insomma, Cannella, vuol mettere come funziona bene la nostra, di democrazia, dove siamo tutti in balia di un debito che come minimo ci espone a vendita di dignità e diritti per i prossimi 100 anni, perché i nostri iperamabili genitori si sono evoluti, e in tanti casi arricchiti, indebitando noi, i loro figli e i loro nipoti, per generazioni, mettendoci in mano di veri e propri strozzini, nazionali e internazionali, che in quanto acquirenti del nostro inesigibile debito possono abusare di noi e delle nostre libertà condizionate, impedendoci di fatto di vivere del nostro lavoro, del resto diventato un miraggio, con il frutto del quale non si riesce neanche a pagare l’affitto d casa; portandoci a combattere in fronti di guerra macellai che non ci appartengono, dalla Serbia all’Irak all’Afghanistan (all’Iran?). En passant: sarà l’obbligatoria partecipazione a guerre giuridicamente immotivate, il motivo per cui in Italia non ci può essere una vera sinistra al governo?

    Ancora, Cannella, la storia, la fantastica storia che lo Stato ci tiene tanto alla scuola dove si insegna. Le crociate… L’epopea americana, una terra invasa da europei che con le buone o con le cattive si pigliarono ciò che era di altri popoli per portare il progresso di Gesù… E lo schiavismo, il razzismo? Chi li ha inventati? Mica quei pezzenti di iraniani! E a proposito dei meriti di noi italiani, non per essere sciovinista: il fascismo classico in camicia nera glamour chi l’ha inventato? E il nuovo fascismo mediatico in doppiopetto? L’ha visto come si veste Ahmadinejad? Suvvia, in Iran si e no avranno la televisione. E la mignottocrazia? E la mafia, la camorra, la ‘ndrangheta? E la dolce lega nord?

    Cannella si ravveda: cosa ci hanno da insegnare a noi quei fottuti rivoluzionari degli iraniani? Si facessero insegnare la democrazia come si deve, o tacessero per sempre. Vedrà che prima o poi qualche armetta di distruzione di massa la troviamo anche a loro, così la smettono pure di fare la voce grossa con il democraticissimo Stato di Israele, che appena appena uccide i civili, donne e bambini palestinesi; ma, bisogna ammetterlo, succede solo ogni tanto, quando i palestinesi, olivastri come gli iraniani, li fanno proprio esasperare per la loro intollerabile condizione di indifesi; perché gli israeliani sono come noi di livello di civililtà, completissimamente contrarissimi alla barbara pena capitale. Israeliani che sono stati sì terroristi per far valere la loro indubbia identità di popolo a cui appartengono le terre perché lo dicono le sacre scritture, ma chiaramente terroristi a fin di bene, poiché è sotto gli occhi di tutti hanno messo su in quarantotto e quarantotto uno Stato che più perbene non si può e che non può essere in nessuna maniera suscettibile di terrorismo a sua volta. Mi capirà, ne fanno una questione di principio, di valori fondanti: come si dice, di vita o di morte.

    La saluto, Cannella, con le chiare parole del grande statista restaurator-moderato-occidentale Giovanni Trapattoni: “ Credo che già precedentemente ebbi modo di dire, tante volte il tocco delle campane è bene sentirli tutti. In genere c’è il din don dan nelle campane, no? Sentire magari il solito rintocco din din din va a finire che non si sente il don dan, quindi c’è un’altra musica. Io ho voluto chiarire alcuni concetti “.

  45. Larry Massino il 3 ottobre 2010 alle 13:00

    Naturalmente il miserabile sarcasmo d’accatto di cui solo sono capace, non è assolutissimissimamente rivolto all’articolo di Antonio Sparzani, del quale condivido tutto, ma al prevalere di commenti secondo me poco obiettivi.

  46. Carlo Cannella il 3 ottobre 2010 alle 13:28

    Cazzo dici, Larry, in Italia per democrazia e Costituzione garantisce Marchionne.

  47. johnny doe il 3 ottobre 2010 alle 17:30

    Accatto per accatto,andiamo tutti all’accatto più o meno miserabilmente ,caro larry,io sto con Pol Pot ,un vero rivoluzionario…mica i pretoni iraniani!

  48. paolod il 3 ottobre 2010 alle 18:55

    Va bene, ho capito. E’ meglio emigrare in iran. Laggiù si vive meglio. Vuoi mettere?

  49. Carlo Cannella il 3 ottobre 2010 alle 20:38

    La mia amica Teresa c’e’ andata in vacanza a quarant’anni. Ha visto molti film porno, si e’ divertita molto. Medita di lasciare l’insegnamento e trasferircisi per davvero.

  50. maria(v) il 3 ottobre 2010 alle 20:54

    Ecco un’altra icona, che se utile ad una più ampia riflessione e personale esame di coscienza, esercizi di autocritica, ben venga, (e certo che la pena di morte nei 2 paesi è allo stesso modo da condannare) però si arriva veramente al paradosso di far passare come più civile un paese che calpesta comunque i diritti delle donne e certo che L’Italia fa schifo e però anche L’Iran, voglio dire, prima di essere condannata per omicidio, Sakineh è stata condannata per “adulterio” e sì per me è incivile un paese cattolico, come un paese musulmano dove si esigono certificati di verginità, (anche se poi si risolve tutto con una “civilissima” imenoplastica) dove l’intimità della donna (non dell’uomo) è una faccenda pubblica e tutti, a partire dalla legge, si sentono autorizzati a metterci il naso….sì finché un paese sarà ostaggio di una fede, per lo meno nei confronti delle donne, non potrò fare a meno di considerarlo incivile, e difficilmente qualcuno mi farà cambiare idea su questo punto.

  51. johnny doe il 3 ottobre 2010 alle 21:07

    @cannella

    scusa,non prendertala,ma lavori forse in un ufficio dell’Iran Air?
    Nel qual caso sarebbe tutto molto più chiaro.

  52. anna maria papi il 3 ottobre 2010 alle 21:29

    @ Cannella

    @ Larry

    Ma dico, avete in team un pornoshop a Teheran?

  53. Larry Massino il 3 ottobre 2010 alle 22:09

    @anna maria papi

    l’idea mi sembra buona, ci rifletto: pornoshop sotto la copertura di blog politico svagativo letterario filogovernativo. Lo propongo a Cannella, ci ho anche il nome: negazione indiana. Se poi ci sgamano, no problems: facciamo appello a Frattini e chiediamo asilo politico all’Italia, chiedendo contestualmente un impiego alla protezione civile come bravi toglitori di preservativi di Stato, perché noi, le sarà chiaro, la pensiamo come lo stratista realista idealista avanzista giochista Giovanni Trapattoni: ” Noi non abbiamo vie di mezzo: o stiamo sulla luna o andiamo nel pozzo “. .

  54. stalker il 3 ottobre 2010 alle 23:09

    @georgia
    “stalker il tuo spirito non è granchè, anzi è così puerile che fa sorridere”
    felice di farla sorridere.
    e poi mi dia almeno un merito: al contrario di lei ho il “dono” delle sintesi.
    diciamo che le mie cazzate ammorbano meno e la chiudiamo qui?
    buona continuazione.

  55. anna maria papi il 3 ottobre 2010 alle 23:44

    @Larry

    Se proprio insiste a darmi del lei mi dia almeno del voi….
    Si curi la trapattonite,Larry. e torniamo a bomba.
    A parlare del problema proposto da Sparzani. Che è cosa importante ed urgente e che viene svilito da tutte queste ( comprese le mie ) nostre chiacchere protagonistiche e trapattonicamente esibizioprotagoegocentristiche inutli.
    P.S Lo sa che G.T. bagnava dil campo con l’acqua santa?

  56. sparz il 4 ottobre 2010 alle 00:11

    ho visto con molto piacere le interviste ad Ahmadinejad proposte da Cannella, che ringrazio per la segnalazione, mi pare che valga proprio la pena di sentire con le proprie orecchie, ancorché in traduzione, cosa davvero dice costui. Più volte mi pare che dia dei vistosi punti al suo intervistatore, presentando le cose da un punto di vista per noi inusuale ma di cui sarà bene prender coscienza.
    L’ultima inutile ma sanguinosa guerra combattuta dall?Iran non risale a millenni fa ma fu combattuta tra Iran e Iraq tra 1980 al 1988.

  57. AMA il 4 ottobre 2010 alle 03:16

    Carini, la civilta’ sta anche nel MODO in cui ci si fa giustizia. Tutto il resto vira vorticosamente verso la fuffa.

  58. véronique vergé il 4 ottobre 2010 alle 09:08

    Scopro stamattina i commenti e riconsco che non so tutto della situazione delle donne in Irano.
    Ma continuo a credere che la manera come sono tratatte le donne in paesi islamici mi dà uno pugno nelle stomaco.

    Comme donna non sono la propietà di mio padre, di mio fratello,
    del mio marito. Rivendico la mia libertà di andare nel mondo, di
    leggere, di amare. Il mio corpo femminile non è l’ombra del corpo maschile, non è la proprietà di nessuno. Chi amo, lo scelgo.

    Non ho mai sopportato la mancanzza di libertà. E ho nella mia mente il destino fatto alle donne che non hanno la possibilità di parlare, di vivere,
    il destino fatto alle donne che hanno sfidato il potere del maschio.
    Per quello che scrivo in questo commento, nessuno farà della mia vita un inferno, nessuno chiuderà la mia bocca e il grido non sarà di dolore, ma di rivolta.
    Chiedo a Larry e altri maschi che pretendono che le donne in occidente
    sono della stessa manera maltratte di pensare a questo: Vero le donne in occidente sono a volte considerate come oggetti, ma sono libere di amare, di creare, di viaggiare, di criticare, di dire NON. Ho una nipotine che è il tesoro della mia vita, e sono felice che sia nata in Francia e abbia la possibilità di creare la sua vita. Aggiungo che in molti paesi le donne sono infelici eche il lembo di terra dove le donne non sono imprigionate è piccolo. Il mio sogno è che questo lembo sia più grande.

    Opprimere le donne in nomine della cultura o della religione non è un argomento per me.

  59. véronique vergé il 4 ottobre 2010 alle 09:14

    Riconosco. Mi scuso per gli errori, ma sono molto emozionata dal argomento in questo post.
    trattate/ nello stomaco/ Maltrattate

  60. georgia il 4 ottobre 2010 alle 10:12

    MARIA però si arriva veramente al paradosso di far passare come più civile un paese che calpesta comunque i diritti delle donne

    maria nessuno (almeno mi sembra) ha fatto una gara di civiltà. Io almeno ormai sono anni che non faccio più quel tipo di gare. Che il rispetto dei diritti della donna sia una delle grandi conquiste (che va difesa a tutti i costi) del novecento è indiscutibile (anche se ricordo, perchè magari qui qualcuno non lo sa, che in Svizzera il voto alle donne lo hanno dato solo nel 1971).
    Detto questo mi domando: è possibile, nel terzo millennio, considerare civile un paese occidentale (che per molti è sinonimo di civiltà) che si arroga il diritto di andare a bombardare INDISCRIMINATAMENTE uomini donne e bambini? E civile un paese che teorizza che esistano paesi di serie B che si possono rapinare di petrolio, acqua ecc. e su cui si possono sperimentare nuove armi, nuove bombe che spiaccicano i bambini contro i muri come decalcomanie (come è successo in Iran)?. Si può considerare civile un popolo che non fa (o finge di non fare) discriminazioni di genere ma poi si diverte ad uccidere civili afghani solo perchè pieno di droga e di noia? E’ una cosa che mi domando ormai da quando sono tornate le guerre e una cosa la so per certa: In mio nome (come donna) le guerre NON le permetterò MAI.
    Veronique (che è persona buona e sensibile ma mi sembra affetta dal conformismo marziale) si scusa per l’infibulazione (attribuita con candida naturalezza al “nemico”) e continua a dire: “Ma continuo a credere che la manera come sono tratatte le donne in paesi islamici mi dà uno pugno nelle stomaco”. Ora i paesi islamici (o meglio paesi di religione musulmana) sono tanti e diversissimi come fa dire una frase del genere? Quanti paesi del genere Veronique conosce, ha girato, ha studiato? Quanti uomini o donne (non francesi incattiviti) di religione musulmana ha conosciuto? Io temo che il cosidetto occidente sia ammalato di presunzione e di arroganza. E’ affetto da quello che il grande Edward Said chiamava orientalismo … l’orientalismo era in auge quando l’occidente era forte e in espansione … e poteva permettersi una bontà pelosa e armata dall’alto, oggi succede il contrario e l’orientalismo d’accatto sembra solo incattivito, sofferente, infingardo, sta a difendere (a parole) le donne degli altri paesi, ma rimuove che in certi posti andiamo armati per ucciderli e …. senza fare alcuna discriminazione di genere ;-). Io, al momento, non dormo per questo ed è questo che mi da il pugno VERO nello stomaco.
    E poi mi incazzo cpme una iena che vogliono giustificare quello che stanno facendo in nome dei diritti delle donne ….mmmmmm …. insomma, tutto sommato, le strumentalizzate siamo sempre NOI ;-)

  61. georgia il 4 ottobre 2010 alle 10:13

    (come è successo in Iran

    scusate ho sbagliato. Naturalmente è IRAQ

  62. viola il 4 ottobre 2010 alle 10:29

    concordo pienamente che in tali discorsi vi sia una continua “strumentalizzazione” dei NOSTRI corpi e, aggiungo, non mi piacciono; non concordo sul senso di colpa occidentale, è un retaggio cattolico, scusate, non è “colpa” mia se sono occidentale; per il resto il post “giusto” è stato quello di Sorrentino, occorre combattere le battaglie nel qui e ora come le donne iraniane:
    http://2photo.org/wp-content/images/pietro_masturzo_teheran_roof.jpg

  63. véronique vergé il 4 ottobre 2010 alle 10:34

    Georgia,

    Non ho tempo per scrivere un commento, ma lo faccio.
    Non mi piace obbedire agli uomini e considerare che le donne sono inferiore agli uomini. Non mi piace pensare che il sesso femminile
    sia l’incarnazione del male; deve essere dominato ect…
    Il problema è quando una società ritene come pericoloso il corpo e la mente delle donne.
    Ma leggo i commenti e mi fa riflettere anche.

  64. georgia il 4 ottobre 2010 alle 10:57

    non è “colpa” mia se sono occidentale

    certo NON è colpa mia, ma neppure merito. E soprattutto non mi da alcun diritto di sentirmi superiore a tal punto dall’usare gli eserciti decidendo della vita degli altri mentre distraggo, con i media, i miei cittadini sugli orrori (amplificati e spesso falsi) del nemico e del suo abbigliamento … questa è tecnica vecchia come il mondo, ma di civile ha veramente poco … se poi sia retaggio cattolico delle crociate lo ignoro ma so ad esempio che siamo dovuti arrivare al terzo millennio per sapere che l’attentato, a Roncisvalle (778 d.C), ai paladini di carlo magno non fu fatto dai terribili musulmani (chiamati maomettani) con cui i paladini si erano già accordati, ma dai “cristianisti” baschi … eppure in tutti questi secoli centinaia di chanson, di poemi cavallereschi (+ il teatro dei pupi), ci hanno raccontato ossessivamente la storia del perfido maomettano :-).
    Ecco cara viola qual’è il vero infingardo retaggio cattolico, e non quello del senso della colpa per solidarietà di specie e responsabilità politica (che accomuna tutta l’umanità “sana” moderna) che è teorizzata dal grande Jasper dopo la guerra.

  65. Carlo Cannella il 4 ottobre 2010 alle 11:00

    @ sparz
    nel 1980 ci furono frizioni e scambi d’accusa reciproci fra Iran e Iraq, ma di fatto furono gli iracheni ad attaccare, senza una formale dichiarazione di guerra. Intendevo cioe’ dire che l’Iran non fa guerre d’aggressione da 1400 anni. Mi sembra che Ahmadinejad facesse riferimento a questo, quando controbatteva al suo intervistatore che le armi atomiche erano in mano a gente fragile di nervi e abituata a fare strage di bambini.

  66. viola il 4 ottobre 2010 alle 11:18

    georgia

    se ti va di espiare la Chanson de Roland..:-)); ma, a parte gli scherzi Crociate e Jihad per me pari son e, pur rispettando la tua ottica, ti rinvio alla Arendt:
    .”Arendt, attenta lettrice e grande amica di Jaspers, intende la sua nozione di “colpa metafisica” equivalente a quella di “colpa collettiva” e obietta al filosofo tedesco che dire che tutti sono colpevoli è, in fin dei conti, come dire che nessuno lo è, quasi come se, dalla colpevolezza generalizzata, risultasse una altrettanto generalizzata assoluzione. Si tratta invece – prosegue Arendt – di accertare i singoli gradi di responsabilità nei singoli casi. “

  67. Larry Massino il 4 ottobre 2010 alle 11:31

    @Gentile anna maria papi

    Scusatemi, come funziona? Se Voi denigrate, senza validi argomenti, il mio pensiero, poggiandoVi sull’autorevole pensiero di Totò, riportato anche in maiuscolo ” MA MI FACCIA IL PIACERE!!! come diceva Totò….. ” va bene. Se invece io cito il postdadaista apotropaico Giovanni Trapattoni, magari con lo stesso intento denigratorio nei Vostri confronti, ma dopo aver almeno un po’ argomentato, sono esibizionista? Non mi torna.

    Per il resto, ho già detto che sono completamente d’accordo con le tesi dell’articolo di Sparzani, sulle quali c’è davvero poco da aggiungere. Se non che, argomentare a favore della civiltà cristiana occidentale contro la inciviltà islamica orientale, come alcuni stanno facendo qui, significa esattamente fare ciò che non andrebbe fatto: minimizzare i crimini nostri ingigantendo quelli degli altri. Nemmeno la peggiore destra americana farebbe meglio.

  68. georgia il 4 ottobre 2010 alle 11:39

    beh certo viola, mica mi sento colpevole come bush e i neocon e berlusconi e blair ecc. ;-),
    neppure mi sento colpevole delle cavolate marziali che dice berlusconi ogni giorno, però che ognuno di noi abbia una responsabilità politica singola (ma nel mondo) e che sia tenuto ad agire e a far circolare quello che ritiene giusto (e smontare le fole del conformismo marziale) è indiscutibile.
    Ecco perchè sono intervenuta in questa discussione che poi mi interessa fino ad un certo punto (anche se quando si parla di lapidazione mi suona subito un campanellino d’allarme) … sono intervenuta, perchè veronique piangeva accoratamente sulle mutilazioni sessuali in iran alle bambine … volevo rassicurarla e impedirle di contribuire emotivamente alla propaganda marziale;-), e visto che mi sembrava nessuno dicesse nulla ho sentito, nel mio piccolo, il dovere di ricordare che la bufala iran/infibulazione (che poi a seconda della comodità del caso si allarga a tutta la religione musulmana) è una colossale balla dei media marziali ;-).
    Poi le colpe collettive esistono eccome altrimenti non ci sarebbero i risarcimenti di uno stato verso l’altro stato, risarcimenti che paghiamo sempre tutti noi (di solito sono due o tre generazioni dopo che pagano) e che spesso lo facciamo anche pagare a popoli che colpa NON ebbero. Siamo singoli ma, da singolo a singolo, ogni nostro lavoro, opera e azione (per rimanere alla arendt) si allarga al mondo.

  69. AMA il 4 ottobre 2010 alle 11:39

    Ma tu senti la Georgia…

    Potrebbe addirittura sostenere che non c’e’ alcuna differenza fra essere gay in Inghilterra e gay in Iran. In alcuni paesi del mondo ci sono delle leggi che tutelano le minoranze, qualunque sia il grado di civilta’ delle singole comunita’ che lo abitano.

    Senza contare che dove lavoro c’e’ una donna originaria dell’Iran. Una delle manager. Ha due figli adolescenti. Londinesi. Divorziata. Con un compagno non fisso. E nessun integralista oserebbe torcerle un capello. Non e’ sotto la loro giurisdizione.

  70. AMA il 4 ottobre 2010 alle 11:48

    Bisognerebbe imparare ad avere maggiore rispetto per quello che siamo stati. Penso alle suffragette. Ma anche a Stonewall.

    Certo, poi in giro, dovunque nel mondo, c’e’ la stessa gentucola, ma sotto diverse giurisdizioni.

  71. georgia il 4 ottobre 2010 alle 11:50

    Ama mai detto una cosa del genere (ho ben presente la situazione arretrata sui diritti civili nella maggior parte del pianeta) in Iran non se la passano allegramente (prima di tutti le minoranze fragili e, come sempre, le donne) lo so bene … però guarda caso tutto ‘sto interesse per donne e gay iraniani (iraniani oggi, prima iracheni e afgani, e prima ancora palestinesi ecc.) arriva sempre sui media come il cacio sui maccheroni ;-). Io come donna NON posso tollerare di essere strumentalizzata in questa maniera per simili campagne e so che anche molti gay non accettano di essere usati in questa maniera … insomma quando è troppo è troppo ;-).

  72. AMA il 4 ottobre 2010 alle 12:20

    Georgia cara, delle strumentalizzazioni mediatiche ne abbiamo piene le scatole. Soprattutto quando l’occhio piu’ consapevole ed attento le disvela. Perfino annoiato. Questo nostro occidente non sempre ci piace. Spesso ci disgusta. Ma almeno possiamo ancora fare quello che ci pare, all’interno del recinto. Sotto assedio. Penso ai diritti civili. Non a quello dell’informazione.

  73. carmelo il 4 ottobre 2010 alle 12:24

    sull’uso strumentale e ipocrita dei “diritti umani” che viene fatto dall’occidente credo di avere gia’ espresso la mia opinione:
    https://www.nazioneindiana.com/2010/10/02/sakineh-si-e-teresa-no/#comment-141122

    sulla violazione dei diritti umani perpretata dall’occidente attraverso, le guerre, lo sfruttamento e la spoliazione ai danni dei paesi del terzo mondo non credo sia il caso di aggiungere qui altro.

    Ma c’e’ un problema relativo alla condizione delle donne e delle minoranze sessuali, ovvero alla violazione dei diritti delle donne e dei non eterosessuali, che riguarda tutto il mondo anche il nostro paese, dove le statistiche sulla violenza domestica e gli stupri, le discriminazioni delle donne e degli omosessuali fanno rabbrividire.

    Quasta violenza e questa discriminazione è ancora più accentuata in alcuni paesi africani e dell’asia (non tutti: come lo yemen, il sudan la somalia, l’arabia saudita, l’iran il pakistan, l’india l’afganistan) ed ha poco a che vedere sulla natura dei regimi politici. In questi paesi, cosi’ come è sempre avvenuto in occidente, la religione è una giustificazione ideologica per mantenere le discriminazioni e le violenze.
    Penso che tutti possiamo essere d’accordo sul fatto che il deliutto d’onore, la possibilitàdiun uomodi picchiare la moglie e non viceversas, la possibilità di un uomo di tradire la moglie e non viceversa, pratiche tutelate dalla legge italiana fin oagli anni sessanta, fossero una barbarie.
    In Italia se un uomo rapiva e stuprava una donna, se la sposava, secondo la legge non commetteva nessun reato. Questo diceva la legge italiana fino al 1958 se ricordo bene.

    Queste pratiche di violenza, di negazione della sessualità e della liberta0 delle donne, sono ancora vigenti e in forme ancora piu’ barbare nei paesi che ho sopra citato.
    Allora mi chiedo, ma chiedo soprattutto alle donne, in nome di cosa,cercare di mitigare o peggi ogiustificare questa barbarie ?

  74. maria il 4 ottobre 2010 alle 12:30

    Ma rilevare la diversa condizione giuridica e di costume cui sono sottoposti i gay nei diversi paesi significa strumentalizzare? e cosa?

    Sono dati di fatto, negarli o minimizzarli non serve a nulla, a nessuna causa.

    La lapidazione, anche se fatto minoritario e non ascrivibile direttamente alla religione è cosa oscena e parlarne, quando si presenta, non significa giustificare il fu delitto d’onore o le guerre ingiuste che l’occidente ha fatto e continua a fare.

    E poi, una cosa sono i costumi e una cosa le leggi. Mi pare che nei paesi di cultura islamica, in linea di massima ,le leggi discriminino le donne e in alcuni casi pesantemente. La cosa può essere pareggiata con l’immagine orrenda e oscena con cui in italia e in occidente viene presentata la donna? Fino a un certo punto penso, perchè al costume imperante ci possiamo sia pure con fatica ribellare, alla forza della legge no.

    Qui dentro siamo in un certo senso abbastanza affini e tuttavia si avverte l’eco del cosiddetto scontro di civiltà che certamente nei giorni prossimi si farà risentire pesantemente a causa del fatto terribile di Modena.

    Ci sarà nella pubblica opinione e nei media chi riterrà quell’omicidio frutto diretto della cultura islamica prendendo al balzo l’occasione e chi minimizzerà dicendo che si tratta soltanto dell’usuale delitto familiare , e così torneremo nel generico o nelle grandi questioni nel timore di essere strumentalizzati da una delle due sponde.

    Essere donne giuste e solidali con le altre donne è diventato davvero difficile.

  75. carmelo il 4 ottobre 2010 alle 12:36

    La violenza sulle donne è una barbarie, punto. Lo stesso dicasi per la violenza nei confronti dei non etrosessuali, e di ogni altra minoranza.

  76. georgia il 4 ottobre 2010 alle 12:37

    Allora mi chiedo, ma chiedo soprattutto alle donne, in nome di cosa,cercare di mitigare o peggi ogiustificare questa barbarie ?

    nessuno le mitiga nessuna, ma proprio nessuna, le giustifica, anzi.
    Ma quando queste cose cadono in mano alla propaganda marziale e vengono usate come bombe allora io NON ci sto. Non è piacevole essere strumentalizzate/i doppiamente.

  77. georgia il 4 ottobre 2010 alle 12:48

    hai ragione maria di modena se ne parlerà per mesi … la repubblica dice addirittura che la moglie (per aver difeso la figlia) è stata uccisa a sassate … addio sakineh, nessuno parlerà più di te.
    geo

    Essere donne giuste e solidali con le altre donne è diventato davvero difficile

    E’ sempre stato difficile, soprattutto in passato (dietro ci sono cose grosse: interessi economici, potere sulla vita ecc.). Ma oggi direi che sia più facile, basta che la nostra solidarietà non venga strumentalizzata per altre cose.

  78. maria il 4 ottobre 2010 alle 12:56

    La sinistra e le donne non possono lasciare nelle mani della destra le donne ammazzate dai familiari anche per motivi di fondamentalismo religioso o integralista per timore dell’accusa di essere contro la cultura dell’islam-

    Stamani a radio tre la solita esperta di tematiche femminili ha ritirato in ballo per l’ennesima volta il fu delitto d’onore, ma è mai possibile?

  79. Massimo il 4 ottobre 2010 alle 12:58

    Sospetto che se Sakineh o Teresa Lewis fossero state ricche, non sarebbero state condannate a morte. Avete mai sentito che in USA un uomo o una donna benestanti siano stati condannati a morte? IO no. Stessa cosa per l’Iran e per quasi tutti i paesi del mondo. La discriminazione vera non sta tra uomini e donne, tra gay e eterossessuali, o tra razze superiori o razze inferiori, ma tra ricchi e poveri. I ricchi se l’aggiustano sempre tra di loro, uomini o donne etero o omo che siano. Gli altri, a ramengo.
    Per dirla con rotowash, grazie e scusate.

  80. maria il 4 ottobre 2010 alle 12:59

    georgia,
    non avevo visto il tuo commento, certo non bisogna lasciarsi strumentalizzare ma nello stesso momento occorre trovare un giudizio politico, culturale e umano sulle vicende di quelle donne senza confondersi con femmine della risma di santanchè e le altre.
    Non è facile ma bisogna farlo.

  81. maria(v) il 4 ottobre 2010 alle 12:59

    A me, invece, la strumentalizzazione interessa fino a un certo punto . Non saranno le atrocità di casa nostra a rendermi più tollerante nei confronti della atrocità commesse dagli altri. Non sarò meno incazzata con un paese che le consente semplicemente perché non vivo là e allora la mia intromissione apparirà sospetta, immotivata, e addirittura inammissibile perché appartengo ad una civiltà altrettanto incivile.
    Non è perché nel mio paese le donne fanno una figura davvero meschina che sarò più tenera verso un paese in cui le donne vengono, in una diversa maniera, altrettanto sicuramente discriminate.
    Non sarà un sospetto di strumentalizzazione ad attenuare il mio sdegno nei confronti di una discriminazione.

  82. Massimo il 4 ottobre 2010 alle 13:00

    Tutto il resto – e non è poco – consiste in manovre politiche e geopolitiche.

  83. georgia il 4 ottobre 2010 alle 13:09

    beh sai il delitto d’onore (eliminato in italia negli anni 80) serve per far capire che l’atteggiamento verso le donne è eredità arcaica di tutti, e non di una sola religione in particolare, di un popolo in particolare, i tempi per cambiare gli uomini sono lunghi (lunghissimi) e passano attraverso molte cose … nessuno giustifica nulla, lo stronzo cosmico di modena NON LO GIUSTIFICA NESSUNO, deve essere arrestato insieme al figlio e sbattuto in galera, detto questo però siamo coscienti che purtroppo non sarà l’ultimo caso, ma che anzi dobbiamo riaffrontare, per lungo tempo, una cultura arcaica che pensavamo di esserci lasciati alle spalle, una cultura nella quale agli uomini saltano i nervi e danno di pazzo se le donne gli sfuggono.
    I diritti delle donne qui ci sono (non tutti ma gran parte si) e vanno difesi dalle nostre leggi … ma la cosa sicura è che la stessa cosa non possiamo farla altrove. I diritti si conquistano e poi si difendono ma non si esportano con la violenza questo è sicuro.
    Se dico che bombardo l’afganistan perchè le donne portano il burka …
    Se dico che gli iraniani sono incivili e intanto spiaccico i bambini contro i muri con le bombe …
    Insomma anche ad un orecchio ingenuo … direi che c’è un rumore che non mi torna.
    Poi’ l’uso delle proprie donne (nude o vestite che siano) come bandiera … è cosa anch’essa molto arcaica.
    geo

  84. Larry Massino il 4 ottobre 2010 alle 13:40

    Ho sentito dire di ragazzine italiane che hanno denunciato i loro violentatori, ma non sono state credute, magari perché andavano in giro per il paese con i jeans a vita bassa. Ho sentito del Sindaco di un piccolo comune credo del Lazio, del PD, che ha patrocinato coi soldi pubblici la difesa di diversi ragazzi di un branco, accusati dalla solita ” ragazzina provocatoria ” di averla violentata: la ragazzina, in attesa di processo, ha dovuto lasciare il paese… Ho sentito di madri accusare pesantemente qualunque ragazza si permettesse di mettere in dubbio l’integrità morale dei loro figli. Ho sentito dire di donne senza reddito (alcune le ho anche conosciute) violentate e picchiate dai loro mariti, che però pazientano non sapendo dove andare e come vivere fuori dalla feroce cornice familiare. A volerle ascoltare, se ne sentono di cose circa le libere donne italiane. Quelle vere, quelle che esistono magari in povertà… Ha ragione Massimo, ci sono diritti dei ricchi e diritti dei poveri… Saluto anche io Rotowash, a prescindere.

  85. georgia il 4 ottobre 2010 alle 13:51

    Ho sentito di madri accusare pesantemente qualunque ragazza si permettesse di mettere in dubbio l’integrità morale dei loro figli

    ci scommetto che quelle mamme quando sentono parlare di donne iraniane costrette a portare lo chador si scandalizzano con la bava alla bocca … tipico purtroppo.
    Ad agni modo anche le donne ricche in Iran se la passano malino e anche gli uomini, naturalmente, a meno che non siano servitori totali del regime.
    geo

  86. AMA il 4 ottobre 2010 alle 13:58

    In linea di massima quoterei Georgia, ma…
    Non mi piace vedere donne col burqa girare in Occidente. Qualcosa andrebbe fatto.
    Sono stufo di questa polemica sulla nudita’ delle donne occidentali. Non girano nude. E non c’e’ nessuna ragione per cui dovrebbero coprirsi di piu’. Se non forse quella del buon gusto.
    Il corpo della donna che vive in Occidente subisce una pressione sociale enorme, ma a questa pressione puo’ tranquillante fare marameo. Da singola, contro tutti, senza essere lapidata. O in gruppo. Ottenendo buoni risultati.

  87. Ares il 4 ottobre 2010 alle 14:21

    e si..

  88. johnny doe il 4 ottobre 2010 alle 16:04

    Son sempre interessanti le gare a è chi è più civile tra i diversi aguzzini in nome di una giustizia che non esiste da nessuna parte,diverton sopratutto loro che se ne impippano altamente del risultato.
    Pol Pot…fulgido esempio decoubertiano di nonchalance e indiffereza alle classifiche…basta partecipare,ci sarà sempre l’estenuata e infiocchettata ragion critica a dar comunque un premio a tutti.

  89. anna maria papi il 4 ottobre 2010 alle 16:56

    @ Larry
    grazie del voi……………..

    Io non denigro, ma obbietto,il che è diverso.

    Il protagonismo è di tutti,in questi commenti, intendo quando per amore delle proprie svirgolature bizantineggianti personali,si perde di vista il nocciolo della questione proposta dal post.

  90. véronique vergé il 4 ottobre 2010 alle 17:00

    Georgia, non parlavo solo di mutilazione,
    ma di libertà per le donne.
    Mi mette in colera tutta violenza fatta alle donne.
    Sono donne, dunque devono tacere il desiderio,
    la vitalità, l’intelligenza, la creazione…
    La condizione delle donne mi mette in colera
    contro quelli che torturano le donne, vale anche per l’occidente:
    la mafia albanese o russia che fanno di donne schiave
    di sesso. Non voglio inchiodare la mia bocca.
    Sono rivoltata.
    Georgia, se hai una figlia, preferisci che vive in Italia
    o in Iran? Lo chiedo anche a Larry.
    E’ un po’ facile criticare sempre l’occidente, dire che è osceno
    vedere donne nude sulla pubblicità ect… Nella mia vita, posso dire
    come lo penso senza avere paura, non sono costretta da condividere
    la vita con un uomo che non amo, posso leggere quello che voglio,
    posso parlare con gli uomini, ridere con loro.
    Altra domanda: perché le donne che hanno girato film in Iran, hanno scelto l’esilio
    in un paese tanto buono per le donne? Come si fa che nessuna francese o italiana non sia esiliata in Iran o in altro paese dove le donne sono infelici? Scivendo, non posso dimenticare che nello stesso momento c’è
    una ragazza che si chiede perché non ha il diritto di amare, perché deve obbedire al padre e al fratello, perché ha l’infortuna di essere nata di sesso femminile. Non è il problema di indossare la burqa o no, è un problema più profondo che fa di una donna un essere inferiore.
    Georgia, scuso se sono un po’ diretta. Ma è un problema che mi brulica dentro.

  91. véronique vergé il 4 ottobre 2010 alle 17:15

    Aggiungo anche che dobbiamo sostenere le donne in Iran che lottano per i diritti delle donne. E’ una lotta che riguarda tutte le donne. Penso che sono molte da non accettare il potere ingiusto degli uomini in nomine della religione. La religione è sempre stato un dolore per le donne considerate come sesso malefico. Solo un uomo debole puo credere che la violenza possia fare tacere una donna.

  92. Larry Massino il 4 ottobre 2010 alle 17:52

    Solo per dire che curiosamente le donne iraniane protestavano contro lo scià e l’occidentalizzazione obbligatoria indossando il velo, poco più di 30 anni fa. Per il resto, capisco le ragioni di tutti, ma non mi sento di aderire alla campagna di odio contro un paese che ci viene indicato come nemico da governi poco credibili sul piano della volontà di progresso, che anzi, stanno aiutando l’Iraq a diventare integralista, da laico che era.

    @Veronique,

    Figlie non ho, ma vorrei che vivessero ovunque fuorché nell’attuale Italia, peggio che fascista.

  93. georgia il 4 ottobre 2010 alle 18:14

    Georgia, se hai una figlia, preferisci che vive in Italia
    o in Iran?

    In italia veronique, ma anche se avessi un figlio … non farei discriminazioni io ;-)
    Però facendomi questa domanda dimostri di non aver capito cosa volessi dire io (o forse mi sono spiegata male)
    Ad ogni modo a mia figlia insegnerei soprattutto a non pensare di essere il centro del mondo … perchè NON lo è. Gli insegnerei a rispettare i tempi delle altre parti del mondo … chè non tutti arrivano al traguardo nello stesso istante, poi … poi mi sto facendo un’altra domanda: perchè vi scaldate tanto (giustamente) perchè le donne iraniane non hanno gli stessi diritti delle donne italiane (che poi ci sarebbe da discutere anche sulle povere donne italiane), vi scaldate al punto da ritenere quasi legittima intervento simile alla guerra-strappa-burka e… e NESSUNO, ma proprio NESSUNO dice mai che l’operaio cinese (per fare un esempio) ha meno diritti dell’operaio italiano (PER ORA) e che viene pagato una miseria per prodotti che poi vengono venduti in italia, negli usa ecc. ad alto prezzo, e comprati dalle libere donne che fanno sempre shopping per non deprimersi … beh che ne dici veronique vogliamo esportare a forza i diritti anche lì? …. (non è neppure escluso che lo faranno se la concorrenza sarà troppo alta :-))))), … un bel bombardamento ed è risolta anche la disoccupazione!

  94. maria il 4 ottobre 2010 alle 18:28

    ma scusa georgia qui stiamo parlando di donne e di diritti femminili, quando i soggetti della discussione saranno gli operai parleremo anche di operai cinesi.

  95. georgia il 4 ottobre 2010 alle 18:35

    no, NON stiamo parlando di diritti femminili (altrimenti sarei in accordo totale con voi senza problemi), stiamo parlando di diritti delle donne iraniane in un momento in cui l’iran (donne comprese) è considerato dall’occidente (donne comprese) il nemico numero uno …. quindi siccome tutto questo con i reali diritti delle donne c’entra come il culo con la 24 ore (la borsa nè) … possiamo parlare anche dei diritti sindacali dei cinesi o delle cinesi se preferite … perchè no?;-)

  96. maria il 4 ottobre 2010 alle 19:00

    Ma perché usi il VOI accumunando commentatori diversi tra di loro e riducendo tutto a una indistinta marmellata?

  97. georgia il 4 ottobre 2010 alle 19:11

    il voi si riferisce alle donne (come te) che hanno commentato … scusa se non l’ho specificato e … non farla troppo lunga dai … :-)
    Ok vi saluto, alla prossima
    geo

  98. transit il 5 ottobre 2010 alle 06:35

    Vita ‘e femmena

    T’hanno pigliate
    pe’ ‘na bambola ‘e pezze;

    ‘a sera ncopp’o cumò e
    ‘o juorno sistemata mmiezz’o lietto.

    è ‘o putere ‘e ll’uommene
    ca s’annasconneno addereto

    a sta parola ca chiammano dio.

    uommene ‘e putere, dio e tradizione,
    accussì vonno ca ‘a capa, ‘e capille e

    ‘a faccia toia
    te le annasconnere,

    comme si essere femmena
    è nu peccato, ‘na colpa

    comme si t’avissa mettere
    scuorno d’essere ‘na femmena:

    – ma chi aggio acciso? – ,
    t’addumanno ‘a ruimila anni.

    femmena so’ nata;
    femmena aggia campà e

    femmena aggia murì
    cu chello ca me dice ‘o cuorpo

    e ‘o sango

    ca me scorre dint’e vvene e
    mmiezzo ‘e ccosce.

    chisto nun è nè ‘nu sfregio
    nè ‘na sfida a dio:

    addereto a sti cancelle
    ce sta solo ‘a vita mia:

    vita
    ‘e femmena.

  99. véronique vergé il 5 ottobre 2010 alle 08:22

    GEORGIA, parlo dei diritti delle donne, non solo per l’Iran che non è il nemico uno per me. In nomine della tolleranza non firmo l’ingiustizia
    subita dalle donne.
    Per tutti e tutte vedere i film: Persépolis, le jour où je suis devenue femme ( non conosco il titolo in italiano).
    Sono d’accordo con te per pensare che la cultura e il tempo sono misure diverse nel mondo. Ma rispettare una cultura non significa dire di si per tutto, in particolare accettare che le donne siano costrette a abbassare gli occhi e avere la bocca cucita. E dire ( ma non l’hai fatto) che è la mia piccola vista di occidentale che mi fa dire quasto, è sbagliare di grosso. Se fosse nata in paesi dove le donne sono costrette al silenzio, mi sarei rivoltata e so benissimo che la morte mi avrei aspettata, una morte orribile per avere voluto dire la mia colera.

  100. anna maria papi il 5 ottobre 2010 alle 08:54

    @ veronique

    Cara Veronique, seguo da sempre i suoi commenti.

    Sono pieni di ardore,poesia,sensibilità e umanità nonchè hanno
    il dono di vedere le cose da un prisma di angolazioni.
    Non soltanto da una sola finestra!

    Soltanto questo io volevo dirle……….

  101. sparz il 5 ottobre 2010 alle 10:43

    mi associo volentieri all’ultimo commento di Anna Maria, aggiungo che il film citato da Véronique: le jour où je suis devenue femme non mi pare sia passato in Italia; e poi ringrazio tutti di questo dibattito che dal caso specifico è andato a finire, com’era forse prevedibile, sulla condizione della donna in generale; le posizioni espresse non sono state poi, a ben guardare, neppure così distanti, nessuno voleva sostenere né che l’Iran sia un paradiso per le donne, né che lo siano l’Italia o gli Stati Uniti o la Francia; credo che la lotta delle donne per acquistare una dignità umana piena sia ancora lunga ovunque. Episodi come quello qui vicino a noi, di Modena dell’altro giorno, ispirano un orrore senza confini, ma il problema di imporre ad altre culture i nostri modi rimane difficile e dai contorni sfumati; si va a finire sul problema di cosa sia universalmente umano e di cosa sia invece frutto di un indottrinamento culturale che torna comodo ad alcuni privilegiati. I soliti fiumi d’inchiostro, ecc. Ognuno di noi ha dei confini oltre i quali non è disponibile ad andare: propongo sommessamente di curarli bene e di conservare anche l’elasticità mentale sufficiente per modificarli, se qualcuno ci fa vedere delle nuove prospettive o delle cose cui non avevamo pensato.

  102. georgia il 5 ottobre 2010 alle 11:07

    il blogger kelebek fa una parodia gustosissima del malcostume dei media italiani quando parlano di crimini di immigrati:-).
    Io ricordo l’anno scorso un padre italianissimo massacrare di botte la figlia (che sarebbe morta se i vicini non gliela avessero strappata di mano) perchè voleva sposare uno del marocco ….beh mica la si fece tanto lunga ;-)

    Veronique: “Se fosse nata in paesi dove le donne sono costrette al silenzio, mi sarei rivoltata e so benissimo che la morte mi avrei aspettata, una morte orribile per avere voluto dire la mia colera

    Cara veronique con quella sicurezza che lei ostenta in questa occasione si sanno solo le cose che si vivono realmente …, la realtà è sempre molto più complicata dell’immaginazione, ma visto che lei si vede come l’eroina francese di Delacroix con la bandiera, che devo dirle? meno male che lei vive in francia così si evita una morte orribile e non ci priva dei suoi commenti. Tra l’altro temo che in iraq e afganistan molte donne siano andate incontro a morti orribili anche senza andare in collera, mentre Shirin Ebadi se dio vuole è viva e lotta con noi.
    Ahmedinajad è uno stronzo militare e come tutti i militari crea dittature. Questo naturalmente non giustifica il potere religioso (che lo appoggia) come non sono giustificabili altre religioni che appoggiano dittatori, militarismi e criminali dell’umanità.
    Chissà perchè quando entra in ballo la religione degli altri anche gli atei sentono il bisogno di immolarsi eroicamente? :-)

  103. véronique vergé il 5 ottobre 2010 alle 13:08

    Anna-Maria Papi, grazie per la dolcezza con laquale scrivi. Questo post mi ha fatto battire il cuore, come si avevo bevuto X caffè.

    Grazie anche a Sparz per la conclusione che calma un po’ il dibattito.

    Georgia, per l’ultimo parte del commento, condivido.

  104. maria il 5 ottobre 2010 alle 13:44

    Anche a me è piaciuto molto l’ultimo commento di sparz

  105. johnny doe il 5 ottobre 2010 alle 17:18

    @sparz

    ok al suo ultimo intervento e alla sua perplessità : “ma il problema di imporre ad altre culture i nostri modi rimane difficile e dai contorni sfumati…”

    Realisticamente, purtroppo se io vivo in Siria, Cina, Cuba, Usa, Gran Bretagna, Mozambico … devo uniformarmi e rispettare leggi e costumi di quei paesi, anche se non mi piacciono e son contrari alla mia cultura.

  106. anna maria papi il 5 ottobre 2010 alle 19:50

    @ jhonny doe

    Non ci irrigidiamo.Esiste la flessibilità -purtroppo oggi è un imperativo sovravvivenziale- in cui senza scendere a compromessi si deve nuotare nei passaggi difficili e nelle mediazioni faticose. Il ” progresso culturale ” ha un equilibrio su binari incrociati e spesso inversi a quelle realtà economiche che ne determinano spesso un regresso.

  107. Avanti il prossimo « Tarantula il 18 ottobre 2010 alle 00:08

    […] e per regalare l’illusione di poter dire la propria ad alta voce. Vedi la vicenda di Sakineh, che da noi si è guadagnata (oltre a quel vezzoso accento sulla “e” che le conferisce […]



indiani