L’innaturale maniera di sopravvivere

di Evelina De Signoribus

Ci siamo trovati nel cratere di un tempo rarefatto
e il nero immoderato dell’intorno ha disperso il gruppo

È tanto che non mi fermo e ora che lo faccio
d’improvviso mi sovviene il movimento delle bocche,
il giallo di alcune mani…
ma già penso al coperchio che non trovo, all’acqua che bolle vicino.
Il moscerino affogato non mi porta all’acquitrino dove è nato.
Reggono bene, così, i miei occhi, il caduto.
Intanto il calore spira, preme, soffia, brama lo spiraglio.
Delle parole, ora mi sovviene il suono, non il senso.
Allora metto una mano sul petto
e premo a cercare un più vasto dolore
ma il ventre è molle, non ascolta, non percepisce lo sforzo.
Anche il corpo ha assorbito l’innaturale maniera di sopravvivere.

***

I lampioni, le auto, il terreno asfaltato, gli stop.
Le voci, il tumulto, a sprazzi l’olfatto.
Cercare qui in mezzo il potere del decollo
o la scaduta forma della passione.
Resta la piazza del dopo festa, dell’incondizionato rincasare.
Ma è vano orientarsi nella mischia…
Sento che, non più a stento, comprendo il tuo disamore.

***

Chiudo la porta, accendo la luce e vedo di fronte
invecchiato il mio viso.
Mi chiedo se sia successo ora, all’improvviso.
Apro le tende per vedere se qualcuno passa
se mi riconosce e mi chiama
se scavalca l’inferriata puntuta.
Entrata nella stanza finalmente
m’accorgo di essere la parte di un tutto
che non decolla.

***

Penso che questa sera, seduto al mio fianco,
ci sia, come uno sconosciuto, mio nonno.
Io lo riconoscerei da un profumo misto a tabacco,
sillaberei il suo nome
prima della presentazione,
quantificherei il suo avvenire,
la sua voglia di vivere
o la sua noia.
Lo chiamerei figlio
come una madre a cui non appartiene la prole.

***

Fanno le cinque del mattino gli uomini che non dormono
scortati da sonniferi ormai blandi.
Si ergono già affranti
si stirano come corde sgualcite.
Respirano i rumori mattutini,
i cigolii delle impalcature nei vicini palazzi.
Danno una mano alle idee degli architetti
come ai titoli dei quotidiani.
Sfidano il giorno in lunghe sedute
vaganti in spazi stretti o lontani.
Offrono così a chi dorme
il vano mestiere di resistere.

Poesie tratte da Pronuncia d’inverno (Canalini e Santoni, 2009)

francesca matteoni

Sono nata a Pistoia il 25 gennaio 1975. Ho pubblicato questi libri di poesia Artico (Crocetti, 2005), la plaquette Appunti dal parco (Wizarts, 2008) e la silloge Higgiugiuk la lappone nel Decimo Quaderno Italiano di Poesia Contemporanea (Marcos y Marcos, 2010). Mi interesso di varie cose tra cui storia dei processi per stregoneria, storia del corpo e della medicina moderna, le fiabe popolari, sciamanesimo artico-siberiano, tradizioni sugli animali e tutto quello che è nord. 

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  9 comments for “L’innaturale maniera di sopravvivere

  1. francesca genti
    28 ottobre 2010 at 11:16

    Mi piacciono molto. Brava.

  2. 28 ottobre 2010 at 13:00

    piaciute :-)

  3. Fabrizio
    28 ottobre 2010 at 13:22

    Ma è figlia d’arte? o moglie d’arte? Comunque davvero non male, una sorta di crepuscolarismo aggiornato, direi, con un bel verso lungo che occhieggia la prosa ma mantiene un suo ritmo preciso, quasi da metrica ‘barbara’. Grazie.

  4. corrado
    28 ottobre 2010 at 13:42

    Una poesia splendida di vita, di silenzio e attesa. Una parola presa in pieno.

  5. luigisocci
    28 ottobre 2010 at 14:49

    ma corrado è parente di roberto?

  6. 28 ottobre 2010 at 15:05
  7. renatamorresi
    28 ottobre 2010 at 22:07

    questa prosodia mi piace e mi interessa molto, questa intonazione piana, pulita, questa voce che sembra affiorare dalle profondità, ma che resta senza accento, che rimane interiore; non sembra esservi concessione al compiacimento, ma reale studio, reale descrizione del guardarsi – complimenti, molto piaciute
    un saluto caro,
    r

  8. Evelina
    29 ottobre 2010 at 21:54

    Vi ringranzio sinceramente dei commenti, utili e incoraggianti, Evelina

  9. Alessandra
    6 novembre 2010 at 14:29

    Non mi stanco mai di leggere le tue poesie….di coglierne il senso profondo…..

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