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	Commenti a: Tutti devono sapere (che facebook è una trappola)	</title>
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		<title>
		Di: TUTTI DEVONO SAPERE (CHE FACEBOOK E&#8217; UNA TRAPPOLA) di Franco Berardi Bifo &#171; Doctor Blue and Sister Robinia		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2010/11/02/tutti-devono-sapere-che-facebook-e-una-trappola/#comment-142720</link>

		<dc:creator><![CDATA[TUTTI DEVONO SAPERE (CHE FACEBOOK E&#8217; UNA TRAPPOLA) di Franco Berardi Bifo &#171; Doctor Blue and Sister Robinia]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 04 Nov 2010 15:49:15 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[[...] &#8220;Tutto ha l&#8217;aria di esistere, niente esiste sul serio&#8221;, scriveva lo gnostico Cioran. Io, che sono irrimediabilmente votato al realismo filosofico aristotelico, sono propenso ad attribuire le ombre della caverna platonica non alla malignità di un Arconte ma a quel misto di ignoranza e inganno che è proprio dell&#8217;opinione, specialmente quando essa si traveste della presunzione di realtà sbarluccicante indotta dai mass media. Ma non il mass media, bensì la realtà è il vero oggetto della preoccupazione filosofica e morale dell&#8217;uomo del nostro tempo. Con questo di oggi vorrei iniziare a proporre una serie di riflessioni mie e non mie che partono da qualche forma di comunicazione per porre però non tanto il problema dell&#8217;analisi del &#8220;mezzo&#8221;, ma proprio la questione di ciò che è il &#8220;reale&#8221;. L&#8217;articolo che segue è apparso in settimana su Nazione Indiana [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>[&#8230;] &#8220;Tutto ha l&#8217;aria di esistere, niente esiste sul serio&#8221;, scriveva lo gnostico Cioran. Io, che sono irrimediabilmente votato al realismo filosofico aristotelico, sono propenso ad attribuire le ombre della caverna platonica non alla malignità di un Arconte ma a quel misto di ignoranza e inganno che è proprio dell&#8217;opinione, specialmente quando essa si traveste della presunzione di realtà sbarluccicante indotta dai mass media. Ma non il mass media, bensì la realtà è il vero oggetto della preoccupazione filosofica e morale dell&#8217;uomo del nostro tempo. Con questo di oggi vorrei iniziare a proporre una serie di riflessioni mie e non mie che partono da qualche forma di comunicazione per porre però non tanto il problema dell&#8217;analisi del &#8220;mezzo&#8221;, ma proprio la questione di ciò che è il &#8220;reale&#8221;. L&#8217;articolo che segue è apparso in settimana su Nazione Indiana [&#8230;]</p>
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		<title>
		Di: matteo ciucci		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2010/11/02/tutti-devono-sapere-che-facebook-e-una-trappola/#comment-142697</link>

		<dc:creator><![CDATA[matteo ciucci]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 04 Nov 2010 09:40:18 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[FB è innanzitutto un potente amplificatore di relazioni sociali basato sul piacere provocato dall&#039;osservazione di immagini della vita di altri. Alla base di FB sta a mio avviso l&#039;atto del guardare, e il piacere che se ne trae. In questo senso, FB permette l&#039;incarnazione di tutte le forme deboli, ovvero astrutturate di osservazione, provvedendo a dare struttura a ciò che normalmente non ne avrebbe: l&#039;osservazione di una mostra fotografica, della serata trascorsa da un amico con le fotografie di un viaggio, di un momento di riflessione passato di fronte all&#039;immagine della propria foto da piccoli. FB ha poi successivamente esteso il proprio dominio alla tradizionale comunicazione verbale, che è sempre esistita in rete. Affiancato dalla potenza del Web, è poi esploso in maniera capillare, caratteristica propria del moderno paradigma culturale: il network, la rete, i famosi sei gradi di relazione caratteristici di una struttura relazionale allo stato critico fra me e il presidente degli USA. La realtà è ovviamente opposta: io non entrerò mai in relazione con il presidente degli USA, i sei gradi di relazione essendo più simili a sei nuove classi sociali che a un sistema di prossimità relazionali. Sei può sembrare poco, ma la fluidità sociale classica insegna che a risalire di un gradino della famosa scala ci si mette una generazione intera. 

A causa della sua capillarità eccezionale, FB ha generato la sensazione condivisa di poter riassumere in sé una proiezione distorta del mondo occidentale computer-letterato, come se in realtà questo avesse una forma propria, quando invece non è che un potente amplificatore di relazioni sociali: l&#039;equivalente del microscopio per i biologi e del telescopio per gli astronomi, in grado, come tale, di potenziare il raggio d&#039;azione relazionale di chiunque. Come fanno notare sempre tutti, è sì uno strumento e dipende tutto da come lo si usi (ma questa osservazione vale per tutto: dalla pasta all&#039;amatriciana alla bomba all&#039;idrogeno), ma è soprattutto e questo lo differenzia dall&#039;amatriciana, dalla bomba e persino dalla famigerata televisione, uno strumento moltiplicatore di relazioni sociali deboli.

Così, relazioni sociali troppo fragili, ora amplificate, possono oltrepassare la soglia dell&#039;esistenza e incarnarsi in post, chat, OT, sms, e dio sa cos&#039;altro, che in precedenza sarebbero stati categorizzati come comunicazioni estemporanee, relazioni effimere indegne di storia e di memoria. Ne sopravvivono molte altre: la chiacchiera con un passante, uno sguardo d&#039;intesa fra sconosciuti, una stretta di mano, di tipo ancora più debole, meno omologate perchè meno diffuse, ma altrettanto relazionalmente codificate come l&#039;interfaccia di FB.

Come amplificatore di relazion isociali, FB è in grado di potenziare la capacità di relazione sociale con chiunque, &lt;b&gt;inclusi noi stessi&lt;/b&gt;. In questo modo rischia di trasformarsi in un enorme specchio, di moltiplicare le invidie oltre misura, nell&#039;illusione che la realtà somigli alla rappresentazione del mondo che ci siamo dati molto più di quanto avremmo mai immaginato. 

Così ecco i soli diventare più soli, gli attivi moltiplicare le attività, i politici le discussioni; ma anche gli sfigati la propria sfiga, quelli con la scoliosi la curvatura della propria colonna vertebrale, gli onanisti le proprie sedute interrotte di fronte ai monitor.
  
Quanto al modello semantico di FB, che rischia di diventare totalitario: io credo che questo modello  - per me in parte illusorio - si sia già codificato, come accade per ogni sistema linguistico che voglia garantire comunicazione, introducendo convenzioni arbitrarie. L&#039;utilizzo eretico o onnipotente è ancora possibile: tecnicamente, si può usare FB alla Bunuel per raccontare come si è andati di corpo  - qualcuno dei vostri ci ha provato, ma non funziona: FB riassorbe tutto, la provocazione è digerita e rimane magma - o per criticare FB stesso: il punto non cambia.

La parte che a me pare più affascina e inquieta, è la modalità con cui FB tenta di dar forma alla massa informe a cui io, come tanti altri, di fatto appartengo, dandomi per la prima volta l&#039;illusiopne di disporre di un profilo pubblico (debole anch&#039;esso in realtà) Proprio come la tv prima, poi il pc, poi ancora il cellulare – prima esisteva la reperibilità, e veniva retribuita, spazzata via dai cellulari - e infine FB. Che dire? Per quanto si stia attenti al gradino, si finisce per inciampare comunque. Occhi aperti, e stiamo a vedere.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>FB è innanzitutto un potente amplificatore di relazioni sociali basato sul piacere provocato dall&#8217;osservazione di immagini della vita di altri. Alla base di FB sta a mio avviso l&#8217;atto del guardare, e il piacere che se ne trae. In questo senso, FB permette l&#8217;incarnazione di tutte le forme deboli, ovvero astrutturate di osservazione, provvedendo a dare struttura a ciò che normalmente non ne avrebbe: l&#8217;osservazione di una mostra fotografica, della serata trascorsa da un amico con le fotografie di un viaggio, di un momento di riflessione passato di fronte all&#8217;immagine della propria foto da piccoli. FB ha poi successivamente esteso il proprio dominio alla tradizionale comunicazione verbale, che è sempre esistita in rete. Affiancato dalla potenza del Web, è poi esploso in maniera capillare, caratteristica propria del moderno paradigma culturale: il network, la rete, i famosi sei gradi di relazione caratteristici di una struttura relazionale allo stato critico fra me e il presidente degli USA. La realtà è ovviamente opposta: io non entrerò mai in relazione con il presidente degli USA, i sei gradi di relazione essendo più simili a sei nuove classi sociali che a un sistema di prossimità relazionali. Sei può sembrare poco, ma la fluidità sociale classica insegna che a risalire di un gradino della famosa scala ci si mette una generazione intera. </p>
<p>A causa della sua capillarità eccezionale, FB ha generato la sensazione condivisa di poter riassumere in sé una proiezione distorta del mondo occidentale computer-letterato, come se in realtà questo avesse una forma propria, quando invece non è che un potente amplificatore di relazioni sociali: l&#8217;equivalente del microscopio per i biologi e del telescopio per gli astronomi, in grado, come tale, di potenziare il raggio d&#8217;azione relazionale di chiunque. Come fanno notare sempre tutti, è sì uno strumento e dipende tutto da come lo si usi (ma questa osservazione vale per tutto: dalla pasta all&#8217;amatriciana alla bomba all&#8217;idrogeno), ma è soprattutto e questo lo differenzia dall&#8217;amatriciana, dalla bomba e persino dalla famigerata televisione, uno strumento moltiplicatore di relazioni sociali deboli.</p>
<p>Così, relazioni sociali troppo fragili, ora amplificate, possono oltrepassare la soglia dell&#8217;esistenza e incarnarsi in post, chat, OT, sms, e dio sa cos&#8217;altro, che in precedenza sarebbero stati categorizzati come comunicazioni estemporanee, relazioni effimere indegne di storia e di memoria. Ne sopravvivono molte altre: la chiacchiera con un passante, uno sguardo d&#8217;intesa fra sconosciuti, una stretta di mano, di tipo ancora più debole, meno omologate perchè meno diffuse, ma altrettanto relazionalmente codificate come l&#8217;interfaccia di FB.</p>
<p>Come amplificatore di relazion isociali, FB è in grado di potenziare la capacità di relazione sociale con chiunque, <b>inclusi noi stessi</b>. In questo modo rischia di trasformarsi in un enorme specchio, di moltiplicare le invidie oltre misura, nell&#8217;illusione che la realtà somigli alla rappresentazione del mondo che ci siamo dati molto più di quanto avremmo mai immaginato. </p>
<p>Così ecco i soli diventare più soli, gli attivi moltiplicare le attività, i politici le discussioni; ma anche gli sfigati la propria sfiga, quelli con la scoliosi la curvatura della propria colonna vertebrale, gli onanisti le proprie sedute interrotte di fronte ai monitor.</p>
<p>Quanto al modello semantico di FB, che rischia di diventare totalitario: io credo che questo modello  &#8211; per me in parte illusorio &#8211; si sia già codificato, come accade per ogni sistema linguistico che voglia garantire comunicazione, introducendo convenzioni arbitrarie. L&#8217;utilizzo eretico o onnipotente è ancora possibile: tecnicamente, si può usare FB alla Bunuel per raccontare come si è andati di corpo  &#8211; qualcuno dei vostri ci ha provato, ma non funziona: FB riassorbe tutto, la provocazione è digerita e rimane magma &#8211; o per criticare FB stesso: il punto non cambia.</p>
<p>La parte che a me pare più affascina e inquieta, è la modalità con cui FB tenta di dar forma alla massa informe a cui io, come tanti altri, di fatto appartengo, dandomi per la prima volta l&#8217;illusiopne di disporre di un profilo pubblico (debole anch&#8217;esso in realtà) Proprio come la tv prima, poi il pc, poi ancora il cellulare – prima esisteva la reperibilità, e veniva retribuita, spazzata via dai cellulari &#8211; e infine FB. Che dire? Per quanto si stia attenti al gradino, si finisce per inciampare comunque. Occhi aperti, e stiamo a vedere.</p>
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		<title>
		Di: Alcor		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2010/11/02/tutti-devono-sapere-che-facebook-e-una-trappola/#comment-142663</link>

		<dc:creator><![CDATA[Alcor]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 03 Nov 2010 18:03:24 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[http://www.corriere.it/scienze_e_tecnologie/10_novembre_03/perasso-pubblicita-internet_5ec990e8-e74f-11df-a903-00144f02aabc.shtml

il link è lungo, non so se funziona, solo per dire che le nostre piccole strategie per sfuggire al sistema sono commoventi, ricamiamo bordi]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.corriere.it/scienze_e_tecnologie/10_novembre_03/perasso-pubblicita-internet_5ec990e8-e74f-11df-a903-00144f02aabc.shtml" rel="nofollow ugc">http://www.corriere.it/scienze_e_tecnologie/10_novembre_03/perasso-pubblicita-internet_5ec990e8-e74f-11df-a903-00144f02aabc.shtml</a></p>
<p>il link è lungo, non so se funziona, solo per dire che le nostre piccole strategie per sfuggire al sistema sono commoventi, ricamiamo bordi</p>
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			</item>
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		<title>
		Di: Valerio		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2010/11/02/tutti-devono-sapere-che-facebook-e-una-trappola/#comment-142662</link>

		<dc:creator><![CDATA[Valerio]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 03 Nov 2010 17:52:45 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ho linkato questo articolo sulla pagina Facebook di Argo: FB riconosce chi lo critica? Bisognerebbe fare il backup delle pagine che si vogliono &quot;salvare&quot; dall&#039;attacco totalitario di FB e ricaricarle a oltranza, poi denunciare questo sistema di controllo agli altri media, far pressione come contro-sciame d&#039;opinione.

E su Twitter che si dice? Perché Nazione Indiana non c&#039;è? Una scelta consapevole?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ho linkato questo articolo sulla pagina Facebook di Argo: FB riconosce chi lo critica? Bisognerebbe fare il backup delle pagine che si vogliono &#8220;salvare&#8221; dall&#8217;attacco totalitario di FB e ricaricarle a oltranza, poi denunciare questo sistema di controllo agli altri media, far pressione come contro-sciame d&#8217;opinione.</p>
<p>E su Twitter che si dice? Perché Nazione Indiana non c&#8217;è? Una scelta consapevole?</p>
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			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Alessandro Ansuini		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2010/11/02/tutti-devono-sapere-che-facebook-e-una-trappola/#comment-142652</link>

		<dc:creator><![CDATA[Alessandro Ansuini]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 03 Nov 2010 16:34:39 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Io metto i like a cose che non mi piacciono. tipo nelle pagine che mi piacciono risultano amici di maria de filippi e forse il grande fratello. così quando quelli di studio aperto faranno un servizio su di me che ho strangolato la mia ragazza daranno informazioni false nei tg.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Io metto i like a cose che non mi piacciono. tipo nelle pagine che mi piacciono risultano amici di maria de filippi e forse il grande fratello. così quando quelli di studio aperto faranno un servizio su di me che ho strangolato la mia ragazza daranno informazioni false nei tg.</p>
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		<title>
		Di: Alcor		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2010/11/02/tutti-devono-sapere-che-facebook-e-una-trappola/#comment-142638</link>

		<dc:creator><![CDATA[Alcor]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 03 Nov 2010 12:05:10 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[vedi foto del post di tonello :D]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>vedi foto del post di tonello :D</p>
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			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Alcor		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2010/11/02/tutti-devono-sapere-che-facebook-e-una-trappola/#comment-142633</link>

		<dc:creator><![CDATA[Alcor]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 03 Nov 2010 11:03:55 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[io faccio come Georgia, soprattutto per quell&#039;orrendo pollice]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>io faccio come Georgia, soprattutto per quell&#8217;orrendo pollice</p>
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			</item>
		<item>
		<title>
		Di: jan reister		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2010/11/02/tutti-devono-sapere-che-facebook-e-una-trappola/#comment-142625</link>

		<dc:creator><![CDATA[jan reister]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 03 Nov 2010 10:04:25 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[In risposta a &lt;a href=&quot;https://www.nazioneindiana.com/2010/11/02/tutti-devono-sapere-che-facebook-e-una-trappola/#comment-142585&quot;&gt;Salvatore D&#039;Agostino&lt;/a&gt;.

Sul tema della libertà di espressione e della censura legittima operata dai gestori di piattaforme, segnalo Marco De Rossi su Shannon/Oilproject:

http://www.shannon.it/blog/una-questione-di-democrazia/]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In risposta a <a href="https://www.nazioneindiana.com/2010/11/02/tutti-devono-sapere-che-facebook-e-una-trappola/#comment-142585">Salvatore D&#8217;Agostino</a>.</p>
<p>Sul tema della libertà di espressione e della censura legittima operata dai gestori di piattaforme, segnalo Marco De Rossi su Shannon/Oilproject:</p>
<p><a href="http://www.shannon.it/blog/una-questione-di-democrazia/" rel="nofollow ugc">http://www.shannon.it/blog/una-questione-di-democrazia/</a></p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Salvatore D'Agostino		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2010/11/02/tutti-devono-sapere-che-facebook-e-una-trappola/#comment-142617</link>

		<dc:creator><![CDATA[Salvatore D'Agostino]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 03 Nov 2010 09:14:41 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Condivido le analisi di Fancesco Pecoraro e l’estensione critica di ‘pessima’.
FB è uno delle tante protesi virtuali della nostra vita.
Anche il telefono ha cambiato il nostro modo di relazionarci.
Anche, se volete, la nostra privacy, basta pensare all’uso dell’intercettazioni.
Questi articoli allarmisti servono per fare confusione e creare le nuove ‘paure sociali’ ad uso e consumo dei media generalisti (i semplificatori sociali).

Mi piace la chiosa di Pessima/Fortini e la riprendo:

Non è il caso di disperarsene,
figlia mia, ma di saperlo]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Condivido le analisi di Fancesco Pecoraro e l’estensione critica di ‘pessima’.<br />
FB è uno delle tante protesi virtuali della nostra vita.<br />
Anche il telefono ha cambiato il nostro modo di relazionarci.<br />
Anche, se volete, la nostra privacy, basta pensare all’uso dell’intercettazioni.<br />
Questi articoli allarmisti servono per fare confusione e creare le nuove ‘paure sociali’ ad uso e consumo dei media generalisti (i semplificatori sociali).</p>
<p>Mi piace la chiosa di Pessima/Fortini e la riprendo:</p>
<p>Non è il caso di disperarsene,<br />
figlia mia, ma di saperlo</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: gherardo bortolotti		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2010/11/02/tutti-devono-sapere-che-facebook-e-una-trappola/#comment-142616</link>

		<dc:creator><![CDATA[gherardo bortolotti]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 03 Nov 2010 09:07:23 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=37079#comment-142616</guid>

					<description><![CDATA[la mia impressione, però, è che in questi discorsi si continui a proiettare su facebook o sulla rete in generale le criticità di vecchi modelli mediali o sociali.
la pulsione totalitaria è propria di mass-media come la radio e la televisione - non della rete dove il soggetto ha già difficoltà a decidere a quale comunità appartiene in un dato momento (essendo lui la fonte della comunità che vede, grazie alla sua connessione, e contemporaneamente facendo parte di tutte le comunità generate a loro volta dalle connessioni dei suoi &quot;amici&quot;), figurarsi ad essere cristallizzato nella massa totalitaria.
il controllo orizzontale è roba da quartiere / paese / cittadina, dove la vicina giudica anche lo smalto da unghie dell&#039;altra vicina mentre in rete funzioneranno le comunità anche molto settarie ma, di nuovo, è virtualmente impossibile partecipare in modo univoco ad una di essere e, per di più, ci sono comunità per ogni tipo di eresia/ortodossia. che sarà un depotenziamento degli atteggiamenti eretici, va bene, ma allo stesso modo anche dei canoni e del &quot;o con me o contro di me&quot;.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>la mia impressione, però, è che in questi discorsi si continui a proiettare su facebook o sulla rete in generale le criticità di vecchi modelli mediali o sociali.<br />
la pulsione totalitaria è propria di mass-media come la radio e la televisione &#8211; non della rete dove il soggetto ha già difficoltà a decidere a quale comunità appartiene in un dato momento (essendo lui la fonte della comunità che vede, grazie alla sua connessione, e contemporaneamente facendo parte di tutte le comunità generate a loro volta dalle connessioni dei suoi &#8220;amici&#8221;), figurarsi ad essere cristallizzato nella massa totalitaria.<br />
il controllo orizzontale è roba da quartiere / paese / cittadina, dove la vicina giudica anche lo smalto da unghie dell&#8217;altra vicina mentre in rete funzioneranno le comunità anche molto settarie ma, di nuovo, è virtualmente impossibile partecipare in modo univoco ad una di essere e, per di più, ci sono comunità per ogni tipo di eresia/ortodossia. che sarà un depotenziamento degli atteggiamenti eretici, va bene, ma allo stesso modo anche dei canoni e del &#8220;o con me o contro di me&#8221;.</p>
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			</item>
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