carta st[r]ampa[la]ta n.34 – Good bye Ruby Tuesday

3 novembre 2010
Pubblicato da

di Fabrizio Tonello

Il problema di Silvio non sono i nemici, ahimé spesso confusi e pasticcioni, bensì gli amici: l’avvocato Ghedinescu giova alla sua immagine pubblica? E, quando si presenta in tribunale con una goccia di sangue all’angolo della bocca, risolve i guai giudiziari del presidente del consiglio? C’è chi ne dubita (lo stesso Berlusconi, ultimamente).

Tuttavia Ghedinescu appare come un fiero paladino, Orlando a Roncisvalle, se messo a confronto con quelli di Libero che, nella loro difesa del Satiro-in-Chief, rischiano di farlo finire a presto presto a Rebibbia, con la chiave della cella buttata nel Tevere… Inizia Maria Giovanna Maglie, che domenica 31 ottobre si esercitava in svariate colonne di contorsionismi sotto il titolo: “Da moralista incallita vi dico: la sinistra sfrutta le donne del Cav”. E cosa diceva la Maglie? Il presidente del Consiglio “ascolta i problemi personali delle signorine che gli portano a casa e in villa, le sfama, spende quattrini, fa regali, spesso senza favori sessuali in cambio…”

“Spesso”. C’è scritto proprio così: “spesso senza favori sessuali in cambio”. Ora, se c’è uno “spesso” c’è anche un “qualche volta”, giusto? Se Ghedinescu va dal procuratore di Milano a dirgli “il mio cliente invita a cena (ecc. ecc.) delle signorine spesso senza favori sessuali in cambio” la domanda seguente è: “Scusi, avvocato, e le altre volte?”. Forse Ghedinescu dovrebbe spiegare alla Maglie che “favori sessuali in cambio di denaro o di altra utilità economica” (per esempio gioielli, auto e regalie varie) ricadono precisamente nell’ipotesi di reato di cui all’ art. 600 bis del Codice Penale, intitolato “Prostituzione minorile”.

Forse Ghedinescu dovrebbe mandare un motociclista della Presidenza del Consiglio alla redazione di Libero (viale Majno 42 – 20129 Milano) con una copia del Codice e un segnalibro alla pagina dell’articolo 600 bis, dove si legge: “Salvo che il fatto costituisca più grave reato, chiunque compie atti sessuali con un minore di età compresa tra i quattordici e i diciotto anni, in cambio di denaro o di altra utilità economica, è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni”.

A quanto pare, il grande cuore di Silvio, potrebbe costargli da sei mesi a tre anni, salvo che il fatto costituisca più grave reato. Ora, si sa che non solo l’ormai celeberrima Ruby ma anche Noemi Letizia era minorenne all’epoca delle affettuose telefonate con Papi. E la Maglie come lo difende? “A Casoria arrivarono le truppe cammellate a raccontare storie di una poco più che ragazzina, a interrogare compagni di scuola..”. Ecco, Ghedinescu, stenda un paio di memorie difensive basate su questi concetti: Noemi, all’epoca dei fatti, era “poco più che ragazzina”. Per quanto riguarda Ruby, “E’ grave pensare a un reato del premier”. Poi ci risentiamo da Guantanamo.

Lasciamo da parte Maria Giovanna Maglie e voltiamo pagina: Gianluigi Nuzzi intervista Lele Mora, sempre a proposito di Ruby, e il famoso procacciatore di carne fresca si difende così: “Mai e poi mai si poteva pensare che fosse minorenne. E mica gliene davo 19 o 20, ma non meno di 22-23 anni…”. A beneficio dei paladini di Silvio che scrivono su Libero, Ghedinescu potrebbe citare un precedente giuridico interessante: le dichiarazioni di Roman Polanski al giudice californiano che lo interrogava sui suoi rapporti sessuali con una minorenne.

Polanski ammise i fatti ma disse appunto che pensava che la ragazza avesse 18 anni. Risultato: prima della sentenza, per non correre il rischio di passare 50 anni dietro le sbarre, fu costretto a fuggire dagli Stati Uniti, dove non è più rientrato dal 1978 in poi. E nel 2009, come si sa, la giustizia americana ha chiesto il suo arresto e la sua estradizione alla Svizzera. Polanski è stato liberato dopo tanticchia settimane in carcere, e poi agli arresti domiciliari, ma la minaccia di finire su un volo diretto ad Alcatraz non è ancora del tutto scongiurata.

La Maglie e Nuzzi, appare chiaro, lavorano per il re di Prussia ma il direttore di Libero, Maurizio Belpietro, che fa? Scrive nel suo editoriale: “La storia è piena di capi di Stato puttanieri. Il più noto è John Fitzgerald Kennedy, il presidente americano ucciso a Dallas. Sulle sue avventure galanti sono stati scritti molti libri e in uno di questi Jed Mercurio, scrittore e sceneggiatore inglese, descrive l’uomo che più incarna il mito americano con le seguenti frasi: «Egli ha sempre avuto donne – abbondantemente, in successione, contemporaneamente, sotto forma di amiche di famiglia o di società, ereditiere, modelle, attrici, conoscenze professionali, mogli di colleghi, ragazze incontrate ai ricevimenti, commesse, prostitute – fin da quando scoprì da ragazzo che le donne gli piacevano, e che lui piaceva alle donne». L’attivismo sotto le lenzuola di Kennedy è difficile da contestare, salvo che Belpietro sceglie una fonte non proprio impeccabile: Mercurio, infatti, di mestiere fa lo sceneggiatore televisivo, non lo storico o il biografo, e quello che cita Belpietro è un romanzo intitolato “American Adulterer”, come si può verificare qui.

Il teleonnipresente Belpietro continua poi scrivendo che “Kennedy è il politico americano che più piace alla sinistra italiana” e che “Di questo atteggiamento è prova vivente Walter Veltroni, che è innamorato perso dell’uomo della Nuova Frontiera, al punto da avergli addirittura dedicato una biografia”. Forse che sì, forse che no. Veltroni ha effettivamente scritto un libro su uno dei fratelli Kennedy ma non si trattava di John Fitzgerald bensì di Robert, il che era intuibile dal titolo Il sogno spezzato. Le idee di Robert Kennedy (i San Tommaso che volessero vedere la copertina possono trovarla qui).

E se vogliamo tornare alla tesi centrale dell’articolo, sarà anche vero che la storia è piena di capi di Stato puttanieri ma nessuno di loro pensava che il popolo sarebbe stato entusiasta di scoprire le loro performance: Luigi XIV esibiva volentieri le sue favorite ma –occorre ricordarlo?- all’epoca il suffragio universale non era ancora stato inventato. In tempi più recenti, Kennedy aveva bisogno della complicità di mezza Washington per nascondere le sue trasgressioni e Mitterrand non frequentava minorenni: semplicemente di famiglie ne aveva due, una delle quali tenuta ben nascosta fino alla morte. Era di grande cuore anche lui ma non telefonava alla Gendarmerie per far liberare le ninfette arrestate per furto da poliziotti crudeli.

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5 Responses to carta st[r]ampa[la]ta n.34 – Good bye Ruby Tuesday

  1. Baldrus il 3 novembre 2010 alle 13:51

    Fabrizio, hai evocato personaggi, con tanto di nomi – i nomi, sono carichi di vibrazioni – pericolosi, perché sprigionano radiazioni così negative da rappresentare un pericolo anche per la salute. Quando appaiono in tv è meglio cambiare subito canale, perché inquinano gravemente l’ambiente, e il suono delle loro voci contiene frequenze aggressive, distruttive. Spero che tu ti sia schermato, quantomeno preparato con un valido training per reggere l’urto del loro karma negativo.

  2. véronique vergé il 3 novembre 2010 alle 18:22

    In questa vicenda, quello che mi fa male è l’immagine che vuole darsi il presidente del consiglio come simbolo dell’uomo italiano. Sono venuta spesso in Italia e ho trovato negli uomini molta eleganza, seduzione intelligente, amore per la donna. E in Italia mi sento più femminile, più apprezzata. Penso che tutta questa vicenda non merita tanto scandolo, Finalmente chi rimprova di Nabokov o Gainsbourg?

    Il problema non è che Berlusconi sia sensibile al sesso, ma che la sua politica sia una catastrofe di fronte al rispetto delle legge, per esempio, la sua volontà di controllare la TV, la cultura, la magistratura.

    Quello che mi fa male è la fretta dei giornalisti stranieri a dilungarsi sulla volgarità del personaggio e sorvolare il disastro ambientale in Campania. Finalmente il mondo ride della bunga bunga : associa l’Italie a un paese della “gaudriole”.
    Come straniera, chiedo al mio propio paese che i giornalisti siano più all’ ascolto del pericolo mafioso, e non delle storie sessuali.

  3. paolod il 3 novembre 2010 alle 19:53

    Berlusconi è riuscito a fare quello che nessuno aveva potuto in cinquant’anni di democrazia cristiana: toglierci ogni illusione sul nostro paese. Ora non possiamo più nasconderci la realtà: viviamo in un contesto in cui la maggioranza assoluta condivide la mentalità del premier quanto a donne, gay, giustizia. Scoprirsi gay negli anni ’80, com’era avvenuto a me, non poteva essere altrettanto traumatico quanto oggi. Allora era possibile intravedere un futuro, una strada che si stava lentamente spianando. Compiango i ventenni attuali, a cui è stata tolta, così presto, ogni speranza. E’ il mondo in cui viviamo, bellezza.

  4. paolod il 3 novembre 2010 alle 19:58

    berlusconi è riuscito a fare quello che non avevano potuto cinquant’anni di democrazia cristiana: toglierci ogni illusione sul nostro paese. Non possiamo più nasconderci, infatti, che la maggioranza degli italiani condivide la mentalità del premier quanto a donne, gay, giustizia. Scoprirsi gay negli anni ’80, com’è capitato a me, era meno drammatico di oggi: allora esisteva ancora un’idea di futuro, si poteva intravedere una strada che andava lentamente aprendosi. Compiango i ventenni di oggi, a cui è stata tolta, così presto, ogni speranza. E’ il nostro mondo, bellezza.

  5. Andrea il 5 novembre 2010 alle 00:36

    Delinei Silvio come soggetto storico ma non è ancora morto e tanto meno il suo governo finito quindi chissà se si riscatterà nel tempo che gli rimane e magari in un futuro non tanto prossimo i puttanieri si giustificheranno dicendo che anche Silvio andava a puttane però ha salvato l’Italia.. Si credo nelle utopie

    E questo articolo non dice nulla di nuovo ne sprona riflessioni se non già fatte! !



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