la resistenza al presente

3 novembre 2010
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di Chiara Valerio

Di Vendola mi piacciono l’intelligenza e le parole. Pure i suoi capelli brizzolati. Mi piace perché ha capito, con Deleuze e Guattari che non ci manca la comunicazione, ne abbiamo anche troppa, ci manca la creatività. Ci manca la resistenza al presente. Mi piace, di Vendola e dei suoi, la fiducia nella lingua italiana, nella sua possibilità di dire le cose con un gergo che non sia né calcistico, né da talk show, né d’appendice e che, al contempo, tenga insieme il gioco, la fossa alle grida, i bisogni, gli affetti. Appartengo a una generazione che ha dovuto ingoiare l’intuizione dalemiana per la quale la politica è una questione da tecnici e che ha quindi visto le sezioni ex Pci scolorire per essere rimpiazzate dalle sezioni di partiti di centrosinistra, di “ma anche”, o da quelle della destra, più o meno sociale, più o meno nera.

Ho visto perciò le aspirazioni e le intenzioni e quindi le parole della politica diventare evanescenti in un mondo di cemento. Siccome sono nata alla fine degli anni Settanta e mi piace la fantascienza ho visto anche cose che voi umani non potete neppure immaginare, le porte di Tannhäuser, le lacrime nella pioggia… Mi fido di Vendola e dei suoi perché parlano e pensano con le subordinate restituendo così al linguaggio politico la possibilità dell’analisi del periodo. Perciò quando ho visto l’annuncio dei Comizi dell’Amore ho messo da parte il mio intransigente scetticismo e ho letto la declinazione dell’amore di Sinistra e Libertà. Questa Italia invece continua a vivere e credere che ci sia la possibilità di una nuova narrazione. Un comizio d’amore è la somma delle parole su cui si vuole costruire il nuovo vocabolario. E ci sto. Perché ha diritto a raccontare solo chi, se racconta, racconta meglio di chi ascolta. E perciò penso che una parte della nostra sinistra debba lasciare spazio a Vendola e ai suoi.

[da l’Unità – 26 Ottobre 2010]

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85 Responses to la resistenza al presente

  1. francesco pecoraro il 3 novembre 2010 alle 10:37

    io pure pro-pendo per Vendola, questo però pare un temino letto in classe

  2. massimo il 3 novembre 2010 alle 11:20

    Parlare bene e avere un po’ più di cultura della media dei politici attuali (impresa niente affatto difficile) non basta.
    Ci spieghi della privatizzazione dell’acqua.
    Ci spieghi cosa vuole esattamente fare.
    Basta con le narrazioni, vecchie e nuove.
    Basta con l’illusione dell’uomo nuovo.
    Ci spieghi esattamente cosa vuole fare.E come intende farlo. Con chi. Con quali soldi.
    Non bisogna fidarsi. Basta fidarsi. Bisogn vedere con cento occhi. E non perdonare nulla.

  3. diamonds il 3 novembre 2010 alle 11:24

    pure quando si crede nel “potere taumaturgico della parola”(come nel caso del sottoscritto)viene da dirsi che in questo consesso dovrebbe esserci gente abbastanza grandetta da aver visto così tanti congressi politici da non essere più nelle condizioni di lasciarsi ammaliare dalle carole,anche quando sono suonate magnificamente(bertinotti non ci ha insegnato nulla?)

    http://www.goth-night-savannah.com/Myspace/Van%20Halen%20-%20%20Jump.mp3

  4. Larry Massino il 3 novembre 2010 alle 11:46

    Tutti i ” nuovi ” politici hanno puntato sulle nuove narrazioni, da Bossi a B: un politico intelligente di sinistra dovrebbe proporsi di smascherarle, non inventarne altre. Penso anche che la sinistra ” cinica ” e tecnica di D’Alema stia facendo spazio alla sinistra di Vendola, per ragioni di puro equilibrio politico. Avercela con la tecnica, del resto, non mi sembra una buona partenza nemmeno se si dà per buono il bisogno di nuove narrazioni (che nella società non c’è!)

    Vendola fa quello che fanno più o meno tutti in politica: far credere che la politica come la fa lui è buona e quella come la fanno gli altri fa schifo. Ma è un messaggio che gli si ritorcerà contro non appena andranno a fargli le pulci circa il suo modo di governare la Puglia. Un politico moderno e onesto dovrebbe comunicare al suo elettorato, soprattutto quando si tratta di povera gente, che lui si propone di dargli rappresentanza, che attraverso la rappresentanza si possono ottenere risultati, che in politica vuol dire diritti. Altro che far sognare con le nuove narrazioni.

    Detto questo, Vendola sta simpatico anche a me, ma non raggiungerà mai le vette narrative di un Bossi, che si è inventato davvero un mondo dal nulla del suo elettorato straccione.

  5. ng il 3 novembre 2010 alle 11:48

    È molto illuminante l’articolo di Chiara Valerio. Vendola non piace per le sue proposte politiche, ma per l’uso del linguaggio. Il trionfo della retorica. E – come si può evincere dal video – di una buona dose di demagogia e di un profluvio di luoghi comuni, nient’affatto dissimili da quelli del buonismo veltroniano. Contenuti politici? Zero assoluto.

    NeGa

  6. ng il 3 novembre 2010 alle 11:53

    Dimenticavo:

    la Valerio si fida “di Vendola e dei suoi” … Attenzione: erano “suoi” anche quelli dello scandalo della sanità in Puglia … E qui ha ragione Massino: visti i patti già stipulati (prima con Veltroni, che ne è diventato “sponsor”, quindi con lo stesso Bersani), Vendola non potrà “smarcarsi” dal solito gioco dei veti incrociati e delle imposizioni di partito, come per l’appunto successe in Puglia … Al di là delle parole, dov’è la novità?

    NeGa

  7. chi il 3 novembre 2010 alle 12:02

    @ng
    io penso che le parole portino un significato politico. ed è per questo che vendola piace. le parole significano cose, significano azioni.

  8. massimo il 3 novembre 2010 alle 11:10

    Le parole non significano cose, meno che mai azioni. Mina docet.
    Sbarazziamoci delle narrazioni, vecchie e nuove. non sono altro che infinite variazioni sul tema della terra promessa e dell’uomo che ci condurrà ad essa.
    Non ci sono terre promesse. C’è solo la fatica di quagliare qualcosa nella selva degli amici degli amici degli amici.

  9. effeffe il 3 novembre 2010 alle 11:14

    condivido per filo e per segno le considerazioni di Chiara,

    sul ponte Vendola e bandiera rossa
    effeffe

  10. matteo il 3 novembre 2010 alle 11:16

    a proposito di vendola
    alla voce “informazione” su nazione indiana trovo questo link:
    http://www.noisefromamerika.org/
    un altro linguaggio del nostro vendola ed una traduzione… semiseria?
    http://www.noisefromamerika.org/index.php/articles/L%27intervista_di_Vendola._Una_traduzione.#body
    niente di nuovo sul fronte occidentale

    matteo

  11. gherardo bortolotti il 3 novembre 2010 alle 11:33

    dal link segnalato:

    [vendola] Nel processo alle classi dirigenti non è Marchionne che può svolgere il ruolo della pubblica accusa. Il sistema d’impresa è stato complice di una gigantesca pigrizia culturale legata a un’idea leggera e di facili costumi della competitività da guadagnare per intero attraverso la compressione del costo del lavoro e della progressiva semplificazione delle relazioni industriali.

    [Traduzione] Marchionne deve solo star zitto. Prima i politici rimpinzano la Fiat di soldi e favori e adesso questo ingrato, quando ci son da restituire i favori, si tira indietro. Ha ragione Fini, ragiona più da canadese che da italiano. Non ha capito che qua da noi politici e industriali si aiutano e si sono sempre aiutati. Invece lui pensa che i soldi si facciano producendo buone auto al costo più basso possibile, questo ingenuo.

    fatta salva la satira, la traduzione francamente non mi sembra molto riuscita, a meno che non si creda che ridurre il costo del lavoro e neutralizzare il conflitto sia lo scopo virtuoso di un marchionne “eroe dell’industria”.
    e direi che tra l’altro una risposta così in parte contraddice anche la critica di nevio sulla vuotezza dei contenuti politici, no?

  12. la funambola il 3 novembre 2010 alle 11:50

    e i baci? ha dimenticato i baci!

    :)

    cordialmente vostra la fu

  13. Alcor il 3 novembre 2010 alle 12:01

    perché dovremmo “fidarci”? non sarebbe meglio aprire una linea di credito critica e verificarla quotidianamente, separando linguaggio e retorica dalle pratiche politiche?

  14. soldato blu il 3 novembre 2010 alle 12:30

    Sono d’accordo con Francesco Pecoraro: è bravo Vendola nei temi in classe.
    Ma niente nel suo intervento richiedeva che da lì si partisse per sottolineare una contrapposizione – basata sul linguaggio – tra Vendola e d’Alema. Anche perché, in questo caso, il linguaggio di Vendola, non si vede proprio quale novità – tale da giustificarne l’egemonia nella sinistra – esprima.
    Se i redattori di N.I. intendono utilizzare la loro posizione per partecipare
    a una battaglia legittima all’interno della sinistra, lo facciano almeno basandosi su conosciute e pubbliche prese di posizione politiche dei loro beniamini, ma non cerchino di trasformare l’iilustrazione di una precisa presa di posizione in merito a questioni di pura educazione civile, in fatti che dovrebbero sminuire chi, sempre all’interno della sinistra, non gode della loro simpatia.

  15. rotowash il 3 novembre 2010 alle 12:32

    secondo me vendola oltre a essere omosessuale è un grandissimo politico che può portare l’italia verso nuovi lidi. a me quando lui parla mi fa sognare facendomi ricordare obamas e kennedy e quel magnifico discorso i hav a dream, in cui poi alla fine si dice se io posso cambiare tutto il mondo può cambiare e forse vendola se lo dicesse vorrebbe dire che se lui riesce ad andare avanti essendo gay tutti ce la possiamo fare anche senza esserlo (anche se non ho mai capito in quel discorso perché si dice che uno è di berlino). almeno secondo me. poi è veramente uno scandalo quello che sta facendo berlusconi, e infatti io ho anche molta fiducia in futuro libertà che però purtroppo è di destra e quindi non so se li voterò, a meno che non si metteranno tutti insieme. comunque prima di votare sentirò tutti quelli della mia scuderia e chiaramente leggerò nazione indiana in modo che possiamo votare tutti assieme per dare più peso al nostro voto per sconfiggere berlusconi. grazie e scusate

  16. rispettarelosceno il 3 novembre 2010 alle 12:49

    Ma sì lasciamogli spazio, peggio di Veltroni e D’Alema non sarà.
    Però Vendola la deve smettere di fare letteratura.
    Uso il termine anche in senso provocatorio, data questa sede. La sua enfasi continua, il suo squadernare una nuova narrazione, sa molto di berlusconismo invertito. Non siamo tutti adolescenti. Non vogliamo necessariamente sognare. Non cerchiamo lo stordimento della bella citazione, l’affastellarsi dei nomi, l’emozione di un’Italia diversa.
    L’istrionismo delle sue metafore, dei suoi ossimori, delle sue subordinate, può anche eccitare chi è abituato a sentire gli slogan ed il semplicismo del potere, ma può stancare chi sa che la politica è fatta di compromessi, rinunce, sacrifici. Vendola non deve incantare nessuno.
    Quando parla di welfare vogliamo cifre e concretezza. Quando parla di ambiente vogliamo dati, nomi, casi singoli.

    Cosa vuole fare (con quali soldi ed in quanto tempo) del problema della disoccupazione giovanile, dell’evasione fiscale, delle pensioni, della scuola e dell’università.
    Poi può anche raccontarci di Cristo in croce e «Bella ciao», di Aldo Moro e del subcomandante Marcos, di Feuerbach e Vandana Shiva, di Marx e della Bibbia, della taranta pugliese e dei social network, dei Sud Sound System e del melodramma italiano. Ma prima faccia il politico.
    Altrimenti la sua resta politica-spettacolo, cioè:
    espansione della logica dei media nella politica;
    politainment;
    personalizzazione;
    estetizzazione della cittadinanza…
    Infine, se proprio vuole essere efficace sul piano retorico, sia meno involuto, altrimenti faremo fatica a distinguerlo dall’imitazione che ne ha fatto Checco Zalone.

  17. sparz il 3 novembre 2010 alle 13:56

    tutti quelli che trattano il termine narrazione come fosse la peggior cosa da non toccare senza appositi guanti non hanno letto bene le ultime frasi del post di Chiara. E non tengono conto che le parole sono l’unico strumento che abbiamo per comunicare, s’intende in questi contesti, e che vanno prese per quello che significano, così come le parole del presidente del consiglio ahinoi vanno prese per quello che significano.

    Aggiungo che, come sempre mi accade, non capisco le critiche di Cossu, che spiega ai redattori di Nazione Indiana quello che possono e non possono fare. Vorrei garantirgli che noi partecipiamo, sia singolarmente che ‒ quando lo riteniamo opportuno, tipicamente nei post firmati redazione ‒ come redazione, a tutte le battaglie che ci piacciono e nelle quali crediamo, e che ben ci guardiamo dal “trasformare l’illustrazione di una precisa presa di posizione in merito a questioni di pura educazione civile, in fatti che dovrebbero sminuire chi, sempre all’interno della sinistra, non gode della loro simpatia.” Frase che continua però a suonarmi leggermente misteriosa.

  18. Andrea Cortellessa il 3 novembre 2010 alle 15:23

    @ Francesco Pecoraro
    A me questo messaggio non pare così inerte e vuoto di contenuti. C’è in particolare una frase tutt’altro che innocua, quando cioè Vendola avverte Berlusconi che se ***per caso*** tra i suoi figli, tra i suoi amici o tra i suoi ministri ci fosse un omosessuale “velato” ieri lui l’avrebbe irrimediabilmente offeso. Ora, si dà il caso che sia ben nota la circostanza per cui tanto fra gli amici che fra i ministri che fra i figli di SB… Ha ragione Paolo Guzzanti (purtroppo) oggi sul sito del «Corriere»: la battuta di ieri non è estemporanea. È frutto invece di una scelta meditata: una scelta pagante, purtroppo, nonché – appunto – personalmente costosa. Ma se davvero la prossima campagna elettorale vedrà Vendola – non a caso così reattivo oggi – competitor di Berlusconi, in questo modo, sappiamo fin d’ora cosa ci attende.

  19. la funambola il 3 novembre 2010 alle 15:25

    in sintesi
    educatamente vendola esorta berlusconi a farsi da parte
    ora io mi chiedo

    vendola è un ingenuo?
    a chi è rivolta questa lettera?
    a berlusconi ,ai suoi elettori, ai sodali di berlusconi, ai “dissidenti” berlusconiani, ai cattolici berlusconiani, ai dalemiani berlusconizzati, ai cacciari finiani , alla confindustria, a chi?
    a me no
    il tono è pacato gentile educato come si conviene a un politico di professione che si rivolge alla seconda più alta carica dello stato
    come dire:
    sei un pappone, un pedofilo, un massone, un mafioso, un Delinquente, un danno per la nostra bella patria e per la decenza umana, ma sei il presidente del consiglio, e il senso dello stato e dei suoi rappresentanti non deve venir meno, si sa mai in un indomani cosa potrebbe succedere a noi, ora però fatti da parte, facci il piacere di toglierti dai coglioni, fallo per noi, il tuo tempo è finito, e se fai il “bravo” puoi cavartela alla grande, come se la sono sempre cavata le “canaglie ” istituzionali.
    magari ti facciamo senatore a vita
    io,che sono “nessuno” , ho sempre avuto un’avversione preconcetta nei confronti di questo figuro e per spiegare il motivo di questa mia avversione basterebbe leggere viki, accessibile a tutti, perchè la rete è un non luogo libero :)
    cosa significa questa lettera grondante di retorica?
    a che serve?
    molti baci
    la fu

    p.s. “Perché ha diritto a raccontare solo chi, se racconta, racconta meglio di chi ascolta”
    cosa significa?

    p.s. io anche “spero” in vendola

  20. massimiliano manganelli il 3 novembre 2010 alle 15:56

    @ Andrea Cortellessa
    Io sono convinto che Berlusconi non faccia gaffe, ma che ciò che dice sia premeditato. Oltre a rappresentare un colpo preventivo a Vendola, la “battuta” dell’altro giorno è l’ennesimo segnale che serve ad attivare l’identificazione. Purtroppo è così, in questo paese una larga fetta di maschi (non spreco la parola uomini) la pensa esattamente come lui.
    Credo di averlo già detto e lo ripeto: Berlusconi lo si capisce bene se si rileggono le pagine di Brecht su Hitler considerato come attore. Mutatis mutandis, naturalmente.

  21. Larry Massino il 3 novembre 2010 alle 16:18

    B è da mesi che cerca di accreditare Vendola come suo avversario per le elezioni politiche, perché lo ritiene battibile, forse dati alla mano. L’elettorato di sinistra, emotivo più di quello di destra, ci cascherebbe, votando Vendola alle primarie e facendo diventare problematica qualunque alleanza con il centro e con la neodestra dal volto umano di Fini. C’è solo da sperare che non si voti, perché Vendola, aiutato anche da tanto fuoco mediatico, nemico e amico, diverrebbe un problema grosso, di fatto il maggior alleato di B.

    Quanto alle affermazioni sui gay, ha ragione Cortellessa, sono mesi che la stampa allude alle avventure del piergay. Ma la domanda è: la stampa, soprattutto quella leggera, non appartiene a loro?

  22. baccarini gustavo il 3 novembre 2010 alle 16:25

    Da Vendola si può ripartire, quello che conta veramente, però, è con quale schieramento. Se il centro-sinistra imbarca cani e porci, finirà mangiando ghiande, come da quasi vent’anni a questa parte.

  23. natàlia castaldi il 3 novembre 2010 alle 16:26

    ragazzi miei, la politica galleggia in un mare di melma, e di personaggi politici come Enrico non ce ne sono più da almeno 25 anni; tuttavia, la minestra che abbiamo è questa, dunque ritengo infruttuoso oltre che un mero autocompiacimento sbrodolante, optare per l’atteggiamento dei capponi, badando bene che l’azzeccagarbugli ci tiene tutti ancora per le zampe a testa in giù.
    Vendola è l’unico ad avere una parvenza di carisma, si fa capire quando parla (il che oggi è tantissimo), e non è di primo pelo conoscendo bene dinamiche, strategie e collusioni politiche, dunque ben venga… intanto pensiamo a posare le zampe per terra… poi, un passo alla volta, proviamo ad uscire dalla merda.
    con pessimistica speranza, tuttavia.

  24. ng il 3 novembre 2010 alle 17:01

    @ Natàlia Castaldi
    entrare nel merito dei contenuti politici è sempre arricchimento. Con le dichiarazioni di principio non si va da nessuna parte.

    @ Massimiliano Manganelli
    ottimo il riferimento a Brecht (e pertinente). Come avrebbe giudicato, lo stesso Brecht, una comunicazione “empatica” com’è quella di Vendola? Male, molto male … Così come sempre andrebbe giudicata una comunicazione che non si basa tanto sull’esposizione di concetti, ma sul fascino del parlante e della capacità di attrarre il proprio interlocutore con frasi fatte. Mai come oggi andrebbe studiato lo “straniamento” …

    ***

    Proprio perché Vendola non è “di primo pelo”, non è difficile riconoscere il suo pensiero politico, che ben si riallaccia, anche nelle forme, a quello che è stato il suo mentore: Bertinotti. E allora qual è il “vocabolario” che propone?

    Provate a dare un’occhiata ai siti di riferimento di Vendola. Non troverete un’analisi che sia una, non uno straccio di programma bene articolato, né un discorso che vada oltre i luoghi comuni. E troverete, facendo attenzione alle dichiarazioni sparse, due cose essenziali:

    * La sua ricetta sulla crisi è l’interclassismo: un nuovo patto sociale tra Stato, lavoratori e imprenditoria. Cioè, il fulcro di ogni corporativismo.

    * Per l’immediato dello scontro politico, Vendola propone una alleanza anti-Berlusconi, riprendendo, né più né meno, il nucleo di quello che fu l’Ulivo di Prodi.

    Ovvero, troverete ripetute le basi di quella che è stata la precedente sconfitta.

    (Ma troverete anche un’idea della pace ben strana, basata su “un sistema di difesa su scala europea”; o troverete la rivendicazione del “diritto israeliano alla sicurezza”; o il solito dividere la lotta buona da quella cattiva, solidarizzando, a Terzigno, solo con chi “protesta pacificamente”; e molte altre cose molto trendy presso un sinistra che piace a Confindustria … ).

    In ogni caso, faccio mio il commento di Alcor:

    “perché dovremmo “fidarci”? non sarebbe meglio aprire una linea di credito critica e verificarla quotidianamente, separando linguaggio e retorica dalle pratiche politiche?”.

    NeGa

  25. Enrico Macioci il 3 novembre 2010 alle 17:10

    Stamani al bar ascoltavo un signore di mezza età dall’aspetto distinto (poteva essere un avvocato, o un commercialista, o un dentista eccetera) dare ragione all’uscita di Berlusconi sui gay e scandalizzarsi e sinceramente dispiacersi dello scandalizzarsi altrui. Era contrito, amareggiato. Insomma ci vuol ben altro perché B. perda voti. Figuriamoci dimettersi. E’ chiaro che quella di Vendola è una provocazione, non comprendo però rivolta a chi; è talmente sterile…
    Anch’io trovo Vendola a tratti stucchevole, ma la sua intuizione di restituire al linguaggio un minimo di senso e profondità, benché possa sembrare addirittura banale, in tempi come questi non lo è (a proposito di linguaggio segnalo un bellissimo articolo di Nicola Lagiogia su Minima et moralia). Infatti sono convinto che buona parte degli italiani non capisca letteralmente ciò che Vendola dice. Pensa che sia pazzo, o ciaralatano, o fuori dal mondo – che oggi come oggi pare diventata l’accusa peggiore, e invece per certi versi è un ciclopico complimento.

  26. massimiliano manganelli il 3 novembre 2010 alle 17:27

    @ ng
    Il “diritto israeliano alla sicurezza” è il classico ticket che pagano tutti per non farsi oscenamente accusare di antisemitismo solo perché si osa criticare la politica israeliana nei confronti dei palestinesi (questa sì oscena).
    Non c’è politico, in Italia come in Europa o negli Stati Uniti, che sia in grado, in maniera intelligente, di sottrarsi a questo mantra.

  27. marco rovelli il 3 novembre 2010 alle 17:42

    Sono d’accordo anch’io con Alcor. Personalmente può anche darmi fiducia come persona, ma questo non è un elemento su cui basare un’opzione politica. Non si tratta di fidarsi, di dare deleghe in bianco a chicchessia. Piuttosto di operare un’apertura critica e non ingenua, sapendo che Vendola ha dietro di sé un buon numero di apparati cui render conto,e apparati di cui non mi fido per niente, compromessi da fare e sostenere, già adesso, figuriamoci nel caso diventasse leader di una coalizione. E’ da escludersi una sua deriva politicista che scade nell’inettitudine? Assolutamente no, ahimé. E dovremmo dare per acquisito che Vendola non cambierà l’Italia. Potrebbe porre in atto dei miglioramenti, certo, se non dovesse portarsi troppo avanti con i compromessi. (Per questo non mi scandalizzano, NeGa, le contraddizioni – alcune retoriche, come quella su Israele, che trovo funzionale allo stabilimento dello Stato palestinese, altre meno. Non mi scandalizzano perché do per acquisito che dovrà operarne parecchi di questi compromessi).
    Si tratta allora – realisticamente e crudamente – di stabilire quale sia la linea del Piave (ovvero fin dove ci si può spingere nell’accettare i compromessi, e qual è il minimo sindacale da rivendicare), beh questo dipende esattamente da quanto forte è la massa d’urto critica che quotidianamente opera e fa pressione nel paese reale.

  28. la funambola il 3 novembre 2010 alle 17:45

    caro nega
    brecht è Letteratura
    quando mai la Letteratura si è fatta prassi quotidiana politica e sociale?
    Lei svolge una funzione catartica, consolatoria e “resistente” negli animi “realisti”
    e chi non è “realista”, s’attacca :)
    “qui” non si fa poesia :)
    un bacio
    la fu

  29. Larry Massino il 3 novembre 2010 alle 17:49

    @massimiliano manganelli

    Solo D’Alema ha il coraggio di passeggiare dimostrativamente e forse provocatoriamente coi leaders di Hezbollah. Sarà per questo che tutta la sinistra frufru lo odia, e invece ama tutti i filoisraeliani senza se e senza ma, a partire dallo scrittore de paura internazionale e dall’aspirante leader di sinistra Vendola?

  30. massimiliano manganelli il 3 novembre 2010 alle 18:01

    @ Larry Massino
    Concordo, anche se detesto D’Alema (però non credo di appartenere alla sinistra frufru). In ogni caso, ci sono altri motivi per odiare D’Alema.

  31. paolo pisacane il 3 novembre 2010 alle 18:31

    Vendola ha molto poco di nuovo. Nè la retorica, nè i contenuti, come bene ha detto NeGa. A meno che non ci accontentiamo di un volto nuovo, di un bravo oratore, per ottenere il minimo sindacale. Vista l’Italia di oggi, l’utopia del minimo sindacale.

  32. la funambola il 3 novembre 2010 alle 18:34

    quando esortiamo i nostri pargoli a documentarsi, a leggere della buona letteratura, a farsi di sublimi pensatori, cosa stiamo chiedendo loro?

    leggi ma non “comprendere” e se “comprendi” sappi che è Letteratura, che è una cosa bella ma “impraticabile” che se la prendi alla “lettera” sarai un povero mentecatto deriso da tutti se non ci hai il culo parato, perchè un conto è il “dire”, un conto è il “fare” e il fare in questo mondo contraddice tutto quello che io voglio che tu studi diligentemente per passare gli esami ed elevarti socialmente :)

    i nostri pargoli sono un po’ sconcertati, alcuni capiscono subito l’antifona, altri, più “tardi” faticano ad adeguarsi, ad omologarsi come si usa dire, sono bambocci e rimarranno bambocci frustrati e colpevolizzati a vita, altri si drogano, tanti, altri prendono centodieci e lode in economia e commercio e sono i nuovi cervelli pronti a studiare come spalmare i debiti, i capricci, i lussi, di pochi su tanti ignari “ignoranti” e portarli alla disperazione senza sporcarsi le mani, altri…una smiliardata di altri…

    crescere significa accettare questa ottica preparata dagli adulti, al massimo è permesso contestarla un tot, il giusto, quel che basta per non finire schiacciati dalla stessa ipocrita lezioncina di vita che abbiamo e che ci hanno confezionato, di generazione in generazione, per salvaguardare le apparenze di un’ educazione “politicamente corretta”
    mi mando a fare in culo da sola, tranquilli
    tanti baci
    la fu

  33. paolo pisacane il 3 novembre 2010 alle 18:48

    Non è vero che “la poesia è nei fatti”.
    I fatti sono brutali e non c’incantano: primato italiano nella disoccupazione giovanile, nel debito pubblico, nella ricchezza prodotta dalle mafie, nei soldi spesi nell’esercito e in quelli negati alla scuola e all’università, nella bassezza dei salari, nell’evasione fiscale, nella scarsa passione per il bene comune.

    Vendola potrà anche dire “dobbiamo essere una lucerna che consente di illuminare gli angoli bui dell’organizazione della vita, noi perdiamo quando ci perdiamo, quando non abbiamo più un fascio di luce che illumina anche ciò che ci impedisce il cammino. Illuminare è costruire insieme l’etica del cammino”, ma di fronte a certi problemi la retorica vale zero. Bla, bla. Lui si chiede: “Perché la sinistra non è stata in grado di mettere in piedi un dispositivo di linguaggio, un codice, un’utopia?” Io mi chiedo cosa intende fare, tenendo conto dei tempi, dei soldi, degli alleati eventuali, per curare i problemi che ha l’Italia.

  34. natàlia castaldi il 3 novembre 2010 alle 19:07

    @ng: non l’ho invitata a non farlo, ho solo espresso il mio disincantato parere.

  35. marco rovelli il 3 novembre 2010 alle 19:11

    Purtroppo è così, Paolo. Vista l’Italia di oggi, l’utopia del minimo sindacale. Il punto in questione, adesso, è che a dare deleghe in bianco non si otterrà nemmeno quello.
    Quanto alla “retorica”, però, sbaglia chi ne sottovaluta la potenza. Non è questione di un buon retore, ma di creazione (poietica e non poetica, per così dire) di un orizzonte che manca, di una koiné senza la quale, la storia ci insegna, non si è mai stati in grado di produrre alcun cambiamento, neppure minimo. Se si crea un ordine del discorso condiviso, qualcosa può essere possibile. (Ma: Vendola può essere solo un sintomo di questo. Fondamentale è che ci siano dei movimenti tellurici alla base: nelle strade, nelle piazze, nei luoghi di lavoro, nelle reti di comunicazione).

  36. matteo il 3 novembre 2010 alle 19:15

    Sono un pugliese, sono maggiorenne e vaccinato, già da qualche decennio la mia scelta è stata quella di disertare le urne, senza per questo rinunciare a dire la mia, producente o meno che sia(fa anche rima).
    Ricordo le prime regionali in cui è stato eletto vendola, è stata una sfida, io, ed altri come me, abbiamo votato alle primarie, si pagava anche un euro per votare, e poi alle urne.
    Era dato per sconfitto, tutto l’establishment della politica gli era contro, in una regione democristiana per vocazione, ma le persone hanno risposto, una faccia pulita, una speranza, finalmente un voto col cuore, ad una persona che si pone col cuore prima che col cervello.
    Ed ha vinto.
    Non ci si aspettava grandi cose, grandi cambiamenti, solo un modo diverso di porsi, un qualche segnale di un altro modo di concepire il sociale, un piccolo atto di coraggio.
    Invece, mediazioni su mediazioni su mediazioni, finanziamenti sullo stile “comunità europea”, più stupidi sono i progetti, maggiori sono le possibilità di ottenerli, chiaramente conoscendo le persone giuste.
    E, come gli altri politici di professione, lui ed i suoi conoscono poco il territorio e le persone che lo vivono, né si sforzano di conoscerlo, conoscono bene i loro uffici, le auto di rappresentanza e discorrono nei luoghi istituzionali di urbanistica, di qualità della vita, di sviluppo sostenibile e intanto il cemento avanza, e le privatizzazioni pure (includo in questo molti comuni dell’area centrosinistra), però parlano e discutono “democraticamente”.
    Ah, la democrazzzia, ma quanto sono democratico, mi guardo allo specchio, proprio un bel pezzo di democratico.
    In quanto ad un progetto politico, “sotto il vestito niente”, a parte “libertà-equità-sanità-parità-ansietà-ubiquità-trallallà-orecchietteallecimedirape e tarantelle, dimenticavo cultura-arte.
    L’uso delle parole è sempre lo stesso, grandi scatole da riempire a discrezione, in cui pochi ci vanno a guardare dentro, e quando ci provano, non trovano niente di ciò che si aspettavano.
    Certo, forse vendola è migliore di tanti altri, ma sono vecchio, credo solo alla befana, aspetto che la notte del 5 gennaio mi riempia la calza, non sopporto i babbinatale.
    Ma il mio è solo un punto di vista.

    matteo

  37. natàlia castaldi il 3 novembre 2010 alle 19:29

    Matteo, lei ha ragione e come lei hanno ragione tantissime persone che condividono il suo pensiero, me inclusache non ho avuto il bene di credere alla befana nemmanco da bambina; solo che condividendo condvidendo a questo (o meglio, a “quelo”) ce lo terremo ancora per tanto, tanto, molto, troppo, assaj.
    Dunque, o prendiamo a piene mani una decisione di tout court e terra terra (come si dice da me), oppure facciamo salotto lamentandoci, ironizzando, ridacchiando, … ma di ché poi!?

  38. BALDRUS il 3 novembre 2010 alle 19:41

    Mi piace la freschezza dell’articolo di Chiara, la fiducia, e la sottoscrivo. E’ tutto abbastanza americano, ci sono similitudini con l’ascesa di Obama, c’era un presidente degenerato là, ne abbiamo uno qui. Ma come Obama non può ribaltare l’America, ma rischia di restarne imprigionato, e di esserne spezzato, così Vendola non potrà ribaltare il sistema italiano, come non potrebbe farlo nessun altro. Tolstoj ci ha raccontato – non spiegato ma raccontato – che non era Napoleone che vinceva perché un genio dell’arte militare, ma era la spinta che aveva alle spalle ad essere invincibile. E’ il sistema che detta le regole, e bada alla sua sopravvivenza. Vendola, o chi per lui, può fare da mediatore, da conduttore di una diligenza già lanciata lungo un percorso. Attualmente al potere – barbarie e bordelli a parte – c’è un blocco sociale che deve smantellare il servizio pubblico e spolpare fino all’osso il lavoro dipendente per trasferire le risorse verso i ceti più ricchi. Vendola non può smantellare tutto questo, come persona, come leader, ma cercare una transizione, parziale, limitata, e puntare al solito contenimento dei danni.

    Ma avrà il mio appoggio.

  39. Salvatore D'Angelo il 3 novembre 2010 alle 19:44

    “Sul ponte Vendola e bandiera rossa”. Ottimo Effeffe. Approvo.

  40. helena il 3 novembre 2010 alle 20:37

    Non è “utopia del male minore” riconoscere a Vendola qualche differenza sia di prassi politica (per esempio, la gestione del problema caporalato e neoschiavismo in Puglia), che di linguaggio, modo di porsi, orizzonte culturale. Per esempio, che sia omosessuale non è (malgrado Berlusconi) alcun “merito”, eppure è un elemento significativo – e come tale viene usato.
    Poi certo si può fare le pulci alla retorica (fin troppo facile), sottolineare scandali, ricordare che opera compromessi. Ma se il risultato è che siamo un branco di gonzi, noi che siamo disposti a dargli credito, senza aspettarci miracoli, palingenesi, rivoluzioni, e senza nemmeno voler abdicare a stare a guardare ciò che potrebbe combinare, non ci sto.
    La logica del “tanto sono tutti uguali” va soltanto a vantaggio dell’asse Berlusconi e Lega. Chiunque, sulla base del suo “disincanto” o della sua intransigenza radicalmente de sinistra si chiama fuori – anche con il voto – è corresponsabile di questo paese sempre più regredito, becero e razzista.
    Il male minore è in questo caso solo un tentativo minimo di un bene possibile. E si può benissimo “non credere più nella politica”, ma qualcuno la farà lo stesso sulla pelle di noi tutti.

  41. georgia il 3 novembre 2010 alle 20:41

    il tono è pacato gentile educato come si conviene a un politico di professione che si rivolge alla seconda più alta carica dello stato

    giusto per quando esorterà i suoi pargoli a documentarsi, le comunico che la seconda carica dello stato è il presidente del senato, e la terza quello della camera … il signor berlusconi è solo il primo ministro, primus inter pares, un coordinatore responsabile incaricato dalla più alta carica dello stato (il presidente della repubblica) e che può essere fatto cadere in qualsiasi momento dal Parlamento con una mozione di sfiducia (a differenza delle alte cariche dello stato). Cerchiamo di non fare il loro gioco chiamandolo premier, leader, capo del governo ecc. Per la nostra Costituzione è molto, ma molto meno, altro che seconda e più alta carica dello stato e a differenza di quello che blatera non è stato eletto dal popolo, ma incaricato dal Presidente delle Repubblica e che ha avuto la fiducia del Parlamento (che gli andrebbe levata al più presto perchè è una vergogna che continui a mantenere tale incarico).

  42. natàlia castaldi il 3 novembre 2010 alle 21:55

    che bel parlar chiaro. grazie Georgia.

  43. stalker il 3 novembre 2010 alle 21:56

    io ri-partirei da questo

    berlusconi dice: ‎”Meglio le belle donne che essere gay”

    vendola, gay dichiarato e carica istituzionale, risponde da persona non attaccabile e/o ricattabile da scandaletti e bulimia sessale e di potere, e lo invita a dimettersi, come del resto sarebbe successo in qualsiasi altro paese civile, dopo aver saputo che un presidente del consiglio ha chiamato i funzionari di una questura per far rilasciare una donna minorenne ed extracomunitaria, senza permesso di soggiorno, sospettata di furto, e facendosi un baffo delle leggi “pesanti” che il suo governo fascio-leghista aveva promulgato.
    un abuso di potere altrove intollerabile.

    io, per orta, mi fermo a questo.

    OT la fù, deve per forza continuare a spandere i suoi baci urbi et orbi?
    farei una raccolta di firme per amarla ugualmente.

  44. stalker il 3 novembre 2010 alle 21:58

    per ora

  45. massimo il 3 novembre 2010 alle 23:32

    Poveri noi. Ancora il male minore. Però, come parla bene.
    Proprio un profeta di una nuova narrazione.
    Lo appoggerei solo se propugnasse l’uscita dalla NATO.
    La nazionalizzazione delle banche.
    L’obbligo per il Vaticano di pagare le tasse sugli immobili.
    L’integrazione invece della fuffa multiculturalista.
    Il ritiro immediato di tutte le truppe italiane dalle “missioni di pace”
    La cessazione immediata di tutte le accise sulla benzina.
    La denuncia intransigente dei crimini del governo israeliano.
    Il minimo salariale portato a 1500 euro mensili (netti) per i full time e 900 per i part time.
    Allora ci farei un pensierino.

  46. la funambola il 3 novembre 2010 alle 23:35

    grazie georgia
    ti sono grata e te ne saranno grati i miei pargoli che a causa di questo mia imperdonabile “disinformazione” avrebbero potuto subire traumi irreparabili

    grazie stalker per la tua dichiarazione d’amore, spero di non deluderti mai

    baci
    la fu

  47. andrea inglese il 4 novembre 2010 alle 00:07

    Affinché si possa parlare di politica decentemente, bisognerà dissodare il terreno da anni di anti-politica berlusconiana e di inquinamento dello spazio pubblico. Qualsiasi personalità politica che abbia un programma decente da difendere, dovrà non tanto inventarsi una narrazione, ma ritrovare un vocabolario sufficientemente articolato, che dia spazio ad analisi ma anche a sentimenti, insomma a tante cose diverse. Quindi la questione del linguaggio, anche se non è certo la questione più importante, rimane ineludibile. Sopratutto in Italia, oggi.

    Sulla questione della fiducia. Certo, qualcuno può saperne abbastanza, per diretta esperienza di Vendola come politico regionale, e decidere di non votarlo. Per gli altri, vi è come in ogni voto un’apertura di credito, una presa di rischio. Non si vota sul mandato concluso, ma per dare un mandato.

    La sinistra, come qualsiasi partito o coalizione di partiti, deve darsi un leader. Questo non significa regredire al culto della personalità carismatica. Significa darsi un leader, che come tale deve avere anche carisma. Ora misurandolo, su questo intervento preciso, Vendola mi sembra nettamente preferibile a Bersani. Dice per altro una cosa assai precisa: Berlusconi fa tristezza. Che non è una considerazione politica, ma etica. Etica, non moralistica.

    Le critiche al programma fatte da Nevio ed altri mi sembrano, d’altra parte, sensate e non molto incoraggianti per un’alternativa possibile.

  48. georgia il 4 novembre 2010 alle 00:24

    perchè mai deve darsi un leader? semmai deve proporre un candidato alla presidenza del consiglio (poi deciderà il parlamento su proposta del presidente della repubblica), il leader se lo danno in inghilterra e in negli usa in base alla loro costituzione, a me non risulta che nella nostra costituzione ci sia la parola leader.
    Insomma vogliamo tornare ad usare le parole. Leader ha un contenuto semantico che nella nostra costituzione non è contemplato. Quando cade un leader si va ad elezioni, ma da noi quando viene sfiduciato un presidente se ne propongono altri e poi se nessuno ottiene la fiducia si va a votare.
    Incominciamo anche dalle parole per “dissodare il terreno da anni di anti-politica berlusconiana e di inquinamento dello spazio pubblico”

  49. andrea inglese il 4 novembre 2010 alle 01:10

    cara georgia c’è un sacco di cose che non trovi scritte nella costituzione e che non per questo sono meno reali; non solo i partiti si danno dei leader, in francia come in brasile, in venezuela come in Spagna, ma i leader sono esistiti nei movimenti politici extraparlamentari, nelle rivoluzioni, ecc.

    Ma forse credi che un candidato presidente del consiglio che quando compare getta le persone nello sconforto, nella catatonia, nella nausea, nel desiderio di morte violenta sia del tutto equivalente a una candidato a presidente del consiglio che invoglia se non altro a scendere in strada e a fare i quattro fatidici passi verso la cabina elettorale? (Ogni riferimento a eminenti politici della sinistra di questi anni è del tutto casuale.)

  50. Alcor il 4 novembre 2010 alle 01:42
  51. AMA il 4 novembre 2010 alle 02:23

    Non so se trovo piu’ squallido Berlusconi che in famiglia ha una lesbica ed un gay velati o Massimo D’Alema che vorrebbe ancora farsi passare per etero.
    Comunque Vendola mi annoia profondissimamente. Sembra uno scolaretto che legge una letterina al paparino che ha fatto piangere la mamma. Orrore.

    E poi, voglio dire, io non sono neanche convinto al 100% della eterosessualuta’ di Berlusconi.

    Ma soprattutto… Chi se ne frega di cosa dicano i signori benvestiti nei bar. Ma che si levino dal culo.

  52. Hank Henshaw il 4 novembre 2010 alle 07:42

    Sono generalmente d’accordo con Andrea Inglese e Helena. Anch’io, in questa situazione, mi sento di stare dalla parte di Vendola, anche per una questione di linguaggio e, sì, di narrazione, che in un regime mediatico come quello attuale e appena passato non è poco. Il problema non è l’uso del linguaggio in sé, ma il fatto che esso sia stato veicolo di disvalori, di concetti antidemocratici e parafascisti.
    Ai disillusi and damn proud of it che hanno risposto vorrei chiedere: ok, il PD e il dalemismo fanno schifo, Vendola è un retorico/noioso/Berlusconi di sinistra. Che alternative proponete? L’astensionismo? La lotta armata? (e se pure di quest’ultima qualcuno di potrebbe beare, vorrei vedere se avrebbe altrettanto sangue freddo di passare dalle parole ai fatti)

  53. francesco pecoraro il 4 novembre 2010 alle 09:38

    Il problema, si diceva, è che al di là delle parole (non solo di Vendola), tutte direi da sotto-scrivere, non si percepisce vera forza et convinzione.
    È come se da tempo le parole non bastassero da sole a fare da appiglio per ri-sollevarsi.
    È come se ci fosse bisogno di qualche altra cosa, qualcosa di pre-condiviso a monte della parole, qualcosa come un sentire, che non si può dire con chiarezza, ma che quando c’è si percepisce.
    Forse è la mancanza di un sistema di idee messo in comune che pre-esista a parole come queste, tutto sommato di circostanza, come lo sono quelle di Bersani e di altri come loro, a fare la differenza tra la sinistra com’era (e come non potrà più essere) e la sinistra di oggi, che non sa cosa dev’essere, perché nessuno di noi, cioè nessuna delle molecole individuali che la compongono/caldeggiano/sostengono/votano, lo sa.
    La condivisibilità che riconosco nelle parole lette da Vendola (poteva provare a mandarle a memoria, almeno: l’aggressività grezza di Di Pietro, per esempio, non ricorre a foglietti, non ne ha bisogno) non è politica, ma culturale ed è di natura borghese: riguarda l’ambito del politicamente corretto, su cui siamo d’accordo in molti.
    Ma oltre quelle parole (e ci metto anche le parole da lui dette al congresso, che ho ascoltato una per una), in fondo così ovvie, credo siano pochi quelli che, al di là di dargli il voto, vedono qualcosa per cui davvero darsi da fare.

  54. maria il 4 novembre 2010 alle 09:41

    Il presidente della repubblica , in caso di caduta del governo, prima di sciogliere il parlamento deve a norma di costituzione esplorare la possibilità di formare un nuovo governo, e su questo napolitano non ha lezioni da ricevere, il problema però è quale nuova maggioranza, se dovesse essere un governo tecnico di larghe intese che raccatta tutti non solo avrebbe poca vita ma costituirebbe una sorta di ribaltone e la sinistra pagherebbe pegno per molti anni a venire.

    Io sono per andare alle elezioni dopo aver magari cambiato con un governo a brevisssimo termine la legge elettorale di cui peraltro non ci è dato sapere nulla malgrado se ne parli fino alla nausea, la cosa che mi preoccupa è sentire che ci vuole un governo fare alcune cose, non la legge elettorale e basta, alcune cose, cosa significa?

    Riguardo all’utopia che la sinistra non ha saputo ricreare vorrei ricordare a vendola, che l’utopia non si crea a tavolino , a tavolino si creano soltanto bei discorsi che quando dovranno tradursi in atti politici svaniranno come neve al sole !

    Comunque penso di sostenerlo e anche di votarlo senza troppe illusioni e senza bandiera rossa perché se facesse sbandierare quella non vince di sicuro e aggiungo purtroppo!

  55. diamonds il 4 novembre 2010 alle 09:51
  56. ng il 4 novembre 2010 alle 09:54

    E se prendessimo Vendola alla lettera? Voglio dire, se abbracciassimo tutti, ognuno con le proprie potenzialità, l’idea di aprire dei tavoli sui contenuti?

    Pensateci: prepariamo delle analisi ben fatte sulla crisi, sulla situazione internazionale, sul modello di sviluppo, sulla condizione del lavoro, etc., e quindi le facciamo circolare e le discutiamo; successivamente, a partire dalle analisi e dalle discussioni, cominciamo a ipotizzare alcune proposte concrete, una sorta di “programma minimo”, e con questo andiamo nei luoghi di lavoro, a scuola, nei quartieri, a proporlo e discuterlo ulteriormente, creando consenso … Sì, questa è la necessità più impellente oggi. Bene, facciamolo, diventiamo veramente “fabbrica”.

    Però, però …

    Sì, ci sono dei “però” … Intanto, il più evidente: questo “prendere alla lettera” Vendola è, allo stesso tempo, un modo di tradirlo, giacché le sue “fabbriche”, oggi, sono dei comitati elettorali, più che dei centri di pensiero e di azione politica. Ci si chieda: di cosa abbiamo bisogno oggi?

    C’è un altro “però”, ben più sostanziale … Quel lavoro presuppone la “lunga durata”, ed è quindi incompatibile con l’agenda politica delle elezioni. E presuppone la consapevolezza che, nell’immediato, grandi spazi di manovra per un’idea alternativa di società non ci sono. È un lavoro culturale: di linguaggio, certo, ma anche di idee e di comportamenti.

    Lo svantaggio è evidente: per l’oggi non c’è trippa per gatti. Ma alla lunga?

    Bisogna scegliere: insistere in una strada che si è già dimostrata fallimentare (quella delle alleanze elettorali “a perdere”, quella delle mediazioni istituzionali a scapito della coerenza ai contenuti, quella di votare il “meno peggio”, quella della politica “delle frasi fatte”), oppure mettersi nell’ottica di costruire pazientemente l’alternativa.

    Le due cose insieme sono possibili? Per me NO: lo dimostra la storia degli ultimi vent’anni. La svendita dei contenuti ha abbassato il livello generale di attenzione ai diritti, alle libertà, alla decenza … Ma sarò ben felice se qualcuno mi dimostrerà il contrario.

    Un ultimo appunto. Per Helena (ma non solo).

    È inelegante accusare chi critica Vendola (ma in passato è stato fatto con chi criticava il PD) di essere “corresponsabile di questo paese sempre più regredito, becero e razzista”. È inelegante e anche scorretto, soprattutto se non si portano argomenti a favore di questa tesi. Prendiamo atto che non esiste un’idea unitaria di “sinistra”. Chi critica quella dominante è soltanto uno che la pensa diversamente da te, e non un complice di Berlusconi. Non è difficile arrivarci …

    Nevio Gàmbula

    PS (per Hank Henshaw): rileggi quanto è stato scritto sino ad ora e rileggiti. Magari scopriresti di essere veramente fuori-luogo con le tue sparate sulla lotta armata …

  57. Larry Massino il 4 novembre 2010 alle 10:12

    E se prendeste atto che gli italiani non sono di sinistra?

  58. maria il 4 novembre 2010 alle 10:29

    Bisogna scegliere: insistere in una strada che si è già dimostrata fallimentare (quella delle alleanze elettorali “a perdere”, quella delle mediazioni istituzionali a scapito della coerenza ai contenuti, quella di votare il “meno peggio”, quella della politica “delle frasi fatte”), oppure mettersi nell’ottica di costruire pazientemente l’alternativa

    maria
    nevio questa scelta è già stata fatta, esistono due schieramenti, centro destra e centro sinistra, la “sinistra” residua posto che sia davvero tale, è ampiamente minoritaria sia sul piano culturale che elettorale.

    La scelta la fece il pds quando arrivò a costituirsi partito democratico dopo il passaggio democratici di sinistra.Nello statuto non si leggeva nemmeno una volta la parola sinistra e non era soltanto una scelta di forma ma di sostanza, per questo Mussi e compagni lasciarono e dettero vita a un altro gruppo, l’ennesimo.

    L’acqua versata non può ritornare nella bottiglia da cui proviene e così chiunque intenda costruire riempirla ancora non può prescendere dall’esistente e l’esistente è anche il pd che raccoglie il 25 per centro dei suffragi elettorali e che è ancora percepito da molti come partito di sinistra e infatti vendola se vuole vincere deve rivolgersi anche ad esso perchè vincere in italia non è come vincere in puglia.

    L’alternativa di cui parli tu poteva essere tentata all’indomani della bolognina e invece si continuò a dissipare tutto quello che era esistito e ora ci ritroviamo così nella m. senza contare che l’alternativa anche parziale richiederebbe molto molto tempo e la rinuncia al Governo che in un assetto bipolare come il nostro forse non porterebbe molto lontano.

  59. georgia il 4 novembre 2010 alle 11:08

    ma i leader sono esistiti nei movimenti politici extraparlamentari, nelle rivoluzioni

    ah ecco, scusami, evidentement avevo capito male, mi sembrava che tu stessi parlando di vendola e di una eventuale coalizione di centrosinistra che indicava un proprio candidato alla presidenza del consiglio dei ministri in italia … ma se invece stai parlando di rivoluzione, beh, che ti devo dire? cerca di spiegarti meglio un’altra volta … in tal caso la leadership si conquista sul campo, spesso con la violenza, cambiando la Costituzione (altra via non c’è, altrimenti volente o nolente uno rimane Presidente del consiglio dei ministri della Repubblica italiana)
    Il leader (se vogliamo usare la brutta parola inglese per indicare i segretari, presidenti o portavoce che li vogliano chiamare, dei nostri partiti) del pd c’è già (con tanto di primarie) e pure quello di rifondazione, del sel, e dell’italia di valori, ecc. e dubito che qualcuno abbia intenzione di abolirli e di fare una coalizione di partiti così stretta da farli diventare un solo partito con tanto di LEADER ;-) … quindi non rimane che una Rivoluzione con indicazione …. democratica del leader (orrore di parola per un presidente ancora parlamentare se dio vuole;-)

    cara georgia c’è un sacco di cose che non trovi scritte nella costituzione e che non per questo sono meno reali;

    L’unico che ha interesse a sembrare un presidente, da presidenzialismo ed eletto dal popolo, è Berlusconi (che tra l’altro non è eletto neppure dal suo popolo visto che non ha mai fatto primarie) la Grande Menzogna ce la rifila ogni giorno dalle sue tv e da quelle publiche … però se permetti non basta questa infingardaggine virtuale perchè Al Porcone abbia un incarico altro da quello che ha. Almeno noi ogni tanto ricordiamegliolo che al massimo è un primus inter pares … Arrendersi prima ancora che la Costituzione (che, a rischio di sembrar retorici, è l’unica difesa rimastaci) venga cambiata è proprio da giullari coglioni … come ormai siamo tutti, anche se molti inconsapevolmente, con al porcone.

    Ma forse credi che un candidato presidente del consiglio …

    questa proprio non l’ho capita visto che io non ho parlato di persone (tra l’altro che io simpatizzo per vendola e non da oggi, anche se questo video non mi entusiasmata) ma solo di termini e parole. Non posso certo pensare che tu stia dicendomi che se uno viene chiamato leader invece che presidente del consiglio … possa diventare più appetitoso ;-)

  60. Alcor il 4 novembre 2010 alle 11:10

    E’ vero, purtroppo, non c’è un’idea unitaria di sinistra, anche noi qui sembriamo sempre l’uno contro l’altro armati, non che in passato ci sia stata, ma ce n’era una egemone, e ricordiamocelo, sempre all’opposizione, checché ne dicano quelli che parlano di una passata egemonia culturale. Il paese ha la storia che ha.
    Ieri ho visto un pezzo di una sconcertante trasmissione di Vespa su una certa Natuzza, non è mica impossibile dimenticare queste realtà, se la metto assieme all’Italia del GF non mi pare che non dico un paese di sinistra, ma neppure un paese laico possa in qualche modo configurarsi, in futuro.
    Non siamo d’accordo sulle analisi, figuriamoci se siamo d’accordo sulle scelte da fare.
    Questo dato non è colpa né di Vendola, né di Bersani, né di Bertinotti, siamo noi.
    Quello che che mi chiedo è se ne siamo davvero consapevoli e, nel caso improbabile che lo siamo, dove pensiamo di piazzare il confine tra la nostra personale utopia e un terreno che possiamo condividere nonostante le nostre differenze.
    Perché è forte la sensazione che ancora adesso riteniamo più personalmente utile, – e dico “utile” non per caso – utile alla nostra precisa idea di noi, alla nostra coerenza intellettuale, alla nostra amareggiata torre – non d’avorio, tra l’altro, anzi, scalcinata, e però isolata, individualistica, malmostosa, più acuta, più intelligente, meno compromissoria – lo star qui a tracciare scenari, piuttosto che la prospettiva di sporcarci le idee.
    La costruzione paziente dell’alternativa di cui parla NeGa piacerebbe anche a me, se non temessi che in un dominio incontrastato di una destra che ha tutte le leve in mano, economiche, dell’informazione, del controllo burocratico del paese, eccetera, gli spazi dove costruirla sarebbero così limitati da far sì che questa pazienza diventasse lei stessa un futuro utopico.
    Non so se sapete che oltre a luoghi di discussioni della destra come quello dei finiani, che sono di DESTRA, ricordiamocelo, ci sono altri luoghi di CENTRO, come Vedrò, mi pare che si scriva così, dove la gente che ha meno fisime di noi si incontra e in qualche modo pensa e non in una bolla isolata, ma mettendo insieme gente di varie tendenze.
    Li abbiamo noi, questi posti?
    Non mi pare, noi non andiamo a sentire quello che non la pensa come noi, del resto non leggiamo neppure il Sole24, tanto lo sappiamo come pensa il padronato, non abbiamo bisogno che dei “nostri” classici, dei “nostri” teorici, dei “nostri” analisti, magari morti da un pezzo, benché eccelsi, e che certamente, come diceva il deluso da Vendola “non conoscono il territorio”.
    E non conoscere il territorio vuol dire, cosa banalissima, non sapere come vive la gente, a parte i nostri stretti familiari e conoscenti, come pensa la gente, perché tanto c’è la televisione che ce lo dice, e se siamo molto sofisticati, i giornali e qualche libro.
    Siamo disposti e essere meno arroganti, meno supponenti, più dialoganti, meno apocalittici e a sporcarci le mani e le idee e creare un luogo simile e magari addirittura migliore di Vedrò, o a individuare quelli che eventualmente ci fossero e andare ad ascoltare?
    Io non credo.
    E allora, se è così, anche Vendola o persino il futuro Messia di un mondo perfetto potrà poco, perché quel movimento tellurico di cui parlava sopra non ricordo chi, non ci sarà.
    Prepariamoci a ritrovarci regolarmente qui con le nostre analisi apocalittiche, i nostri stracciamenti di vesti, i nostri disgusti nei prossimi decenni, io sarò morta, e quelli che adesso hanno venti, trenta o quarant’anni avranno i capelli bianchi e il bastone, ma avranno maturato un’analisi sempre più perfetta da consegnare al futuro.
    Quello che vorrei sapere da voi tutti, qui, è, fino a che punto siete disposti a fare analisi oneste e subito dopo tuttavia a dire, fino a qui, anche se lo spostamento politico e sociale è minimo e non mi soddisfa, posso impegnarmi e fare COMPROMESSI.
    Se non siete disposti a nessun compromesso vuol dire che state abbastanza bene così, che avete comunque un tetto sopra la testa, che mangiate, che la vita dopotutto non è poi così male, che potete permettevi il lusso di sedervi sulla riva del vostro privatissimo fiume e aspettare che tra cinquant’anni passi galleggiando il cadavere della destra.
    Io non mi “fido” di nessuno, non “credo” in nessuno, e mi chiedo anche chi me lo fa fare di scrivere il pistolotto che ho scritto, mentre potrei fare altro e con maggiore soddisfazione, penso però che un po’ meglio potrebbe andare, che questo “un po’ meglio” potrebbe convivere con la paziente costruzione di una alternativa futura.

  61. georgia il 4 novembre 2010 alle 11:23

    leader vuol soprattutto dire capo, condottiero e Mussolini amava definirsi capo del governo o duce (parola italiana per dux condottiero) … ma la nostra Costituzione è stata fatta proprio perchè nessuno si potesse definire capo del governo o condottiero … al massimo può essere usata per un partito (associazione privata riconosciuta dalla Costituzione), anche se noi per la precisione usiamo segretario (o portavoce), e non è un caso. Le parole non possono essere violentate con leggerezza imitando (o anche solo per fare un piacere) l’avversario ;-)

  62. francesco pecoraro il 4 novembre 2010 alle 11:27

    io non ho una personale utopia, Alcor, rispetto alla quale accettare compromessi: vorrei solo parole chiare sui problemi veri, vorrei che si dicesse, per esempio (è solo uno dei temi e forse nemmeno quello prioritario), COME si intende re-distribuire il reddito di questo paese nell’immediato futuro (e non limitarsi a segnalare il problema…).
    di domande come questa ne avrei una decina, forse una ventina o più.
    insomma: se ti dobbiamo/vogliamo votare, dicci almeno cosa intendi fare su questi punti…

  63. Alcor il 4 novembre 2010 alle 11:43

    magari non ce l’ha nessuno, qui una personale utopia, @tash, ma il punto non è questo, il punto è che se tu vuoi sapere davvero come un Vendola o chiunque altro intenda re-distribuire il reddito lui non potrà risponderti, a meno di non usare la retorica e prenderti per il naso, perché non dipende solo da lui, siamo disposti a dircelo che nessuno è attualmente in grado di re-distribuire il reddito, ma solo a mettere in campo manovre che possano portare alla possibilità di farlo?

    questo paese è da rivoltare come un calzino, ma se un calzino si rivolta con una mossa della mano, il paese no, ci vogliono infinite mosse e su ogni mossa ci sarà una defatigante trattativa, abbiamo abbastanza capacità di controllo per stargli sul collo e al tempo stesso la pazienza di aspettare che il lavoro venga fatto?
    E abbiamo i voti per metterlo in condizione di avere una forza tale da cominciare a farlo?

    queste domande potrebbero risalire e infilarsi nel pistolotto che ho scritto sopra

  64. Alcor il 4 novembre 2010 alle 11:46

    scusate, non voglio dire che queste domande non vadano fatte, al contrario, vanno fatte, e devono darci le risposte, ma anche noi che le facciamo dobbiamo essere consapevoli e vedere il confine tra la risposta onesta e la risposta fumosa e retorica per forza maggiore

    non c’è grasso che cola, mi spiace

  65. sergio soda star il 4 novembre 2010 alle 12:50

    @larry

    caro larry, mi meraviglio che un personaggio come te non ha ancora capito totalmente come sono fatti gl’italiani. gl’italiani si dividono in tre categorie fondamentali: fascisti, democristiani e comunisti. al governo si alternano i fascisti e i democristiani. i comunisti invece non devono mai governare e hanno il ruolo di criticare dicendo che quegl’altri due sbagliano. in pratica i comunisti sono il super-io, cioè un’istanza ideale che non ha mai veramente a che fare con la realtà. i fascisti sono l’es, e i democristiani l’io. e infatti io e te che viviamo nella realtà e nella consapevolezza siamo democristiani. un caro saluto
    p.s.: ora è chiaro che l’istanza veritativo pulsionale berlusconiana (cioè l’es) ha attualmente rotto il ca**o, e dunque si prepara un nuovo periodo democristiano. non c’è via d’uscita in questo circolo mancando totalmente l’elemento progressista, cioè l’elemento liberale. insomma riassumendo viva margaret, viva i duran duran

  66. maria il 4 novembre 2010 alle 13:19

    Se non siete disposti a nessun compromesso vuol dire che state abbastanza bene così, che avete comunque un tetto sopra la testa, che mangiate, che la vita dopotutto non è poi così male, che potete permettevi il lusso di sedervi sulla riva del vostro privatissimo fiume e aspettare che tra cinquant’anni passi galleggiando il cadavere della destra.

    maria
    mah alcor del tuo pistolotto come tu stessa lo hai chiamato:-) questo passo è il più veritiero e vale per tutti malgrado le differenze, la sinistra è in realtà essenzialmente ceto medio tanto è vero che proprio gli operai nel nord est l’hanno abbandonata.

    Riguardo ai compromessi sono d’accordo con te vanno pur fatti, si tratta solo di farsi dire quali, in altre parole io credo che un discorso come quello di firenze vendola potrà rifarlo in caso di primarie forse, ma in caso di corsa per diventare presidente del consiglio dovrà essere più scarno, dovrà indicare chiaramente come intende muoversi in materia di fisco, stato sociale, sistema pensionistico, precariato, immigrazione,ambiente e nel farlo per forza dovrà scendere a “compromessi”, e quindi per governare dovrà allearsi con qualcuno.
    Infatti nei due poli non esiste forza che possa fare da sola, si tratta proprio di numeri

    L’aveva già capito il comunista berlinguer , quando parlava dell’impossibile 51% , e chiedo scusa per la citazione a sergio soda star.

    In questo momento storico fuori da questa prospettiva non resta che l’opposizione come è successo nel secolo scorso per la sinistra storica, appunto, e in particolare per la sua componente comunista allora culturalmente egemone, ma oggi l’ opposizione sarebbe ridotta a poco più del 5 o 6 per cento, perdente sul piano culturale e non avrebbe nessuna voce in capitolo almeno nell’immediato danneggiando proprio chi non ha.

  67. francesco pecoraro il 4 novembre 2010 alle 13:27

    non capisco questo discorso del “compromesso”.
    un compromesso è una parziale rinuncia alla totalità dei propri obbiettivi, per riuscire a perseguirne solo alcuni, considerati importanti et prioritari.
    ma se qui manca il quadro complessivo degli obbiettivi rispetto a cosa si farebbero compromessi? e con chi?
    se si ritiene prioritaria la sconfitta politica di Berlusconi, e io credo che lo sia, allora il problema saranno le alleanze provvisorie più opportune e non, metti, l’introduzione di “elementi di socialismo” nel paese.

  68. Carlo Cannella il 4 novembre 2010 alle 14:01

    A proposito: domani dovrebbe essere posta la prima pietra del San Raffaele del Mediterraneo: http://www.italiaterranostra.it/?p=5944

  69. Valter Binaghi il 4 novembre 2010 alle 14:06

    Quoto Alcor.
    In una realtà convertita al settanta per cento forse non alla politica ma alla retorica e alle pratiche del berlusconismo, io interpreto i discorsi attuali di Vendola come una sonda: pensare altrimenti si può. Agire altrimenti anche, ma previa conquista di un minimo di consenso. La fede (leggasi fiducia) e il rischio sono ineliminabili da qualsiasi impegno che si prende nella politica e nella vita. Se si vuole qualcosa da un leader bisogna prima tuffarsi insieme a lui, certo nella misura in cui la designazione dell’obiettivo appare verosimile e convincente.
    Io ci sto.

  70. Larry Massino il 4 novembre 2010 alle 14:12

    @ pecoraro

    il quadro complessivo degli obiettivi si limita al desiderio di mandare a casa B perché gli obiettivi politici veri sono presi da organismi sovranazionali, i quali, tra debito pubblico e guerra persa, ci tengono da sempre per le palle? Secondo me c’è solo da sperare che organismi sovranazionali decidano di investire nel welfare e nel lavoro, altrimenti gli elementi di socialismo ce li scordiamo, e ci dobbiamo invece accontentare di qualche dirittuccio civile come i pacs, parola peraltro assai prendiperilculista.

    @ sergio soda star

    la tua attenzione, e quella di tutti i componenti della vostra scuderia (per curiosità: Veronique pure è dei vostri?) come sai mi lusinga, anche se è forse derisoria. Concordo con l’analisi dei comunisti fuori. Infatti penso che a parte la marmaglia imbecille priapico fascista e nazista, una esigua e trascurabile maggioranza assoluta dell’elettorato, nel panorama politico e sociale che conta ci sono rimasti solo democristiani, Vendola compreso, noi compresi. D’altra parte ci fossero in giro ancora i comunisti, a noi sarebbe impedito di esprimersi.

  71. Alcor il 4 novembre 2010 alle 14:58

    @ tash

    i compromessi potrebbero essere, anzi, certamente saranno, le alleanze, e altri anche interni al quadro della sinistra di cui non ho idea ma che potrebbero toccare parecchi campi

  72. paolo pisacane il 4 novembre 2010 alle 15:04

    @Helena e
    La disponibilità a dargli credito non implica l’indulgenza nei confronti della sua riluttanza a separarsi dalla politica-spettacolo.
    Possiamo discutere per ore riguardo alla necessità odierna di costruire un epos che immagini l’uomo di sinistra che, tra mille ostacoli e disastri, riesca, pian piano, a perseguire quella che sopra ho chiamato l’utopia del minimo sindacale. Va bene.

    Ma questo serve più a prendere i voti che ad affrontare i problemi.

    Non si tratta di fare le pulci alla retorica; certo che è facile sfotterlo se Vendola parla di “efficientamento energetico”. Non è questo. Va bene il carisma, la mitopoiesi, l’antiberlusconismo vissuto … Ma qui bisogna discutere sulla concretezza dei temi politici; sulla riforma del welfare, delle pensioni, della scuola, dell’università, degli ordini professionali etc

  73. Alcor il 4 novembre 2010 alle 15:13

    @pisacane

    se si clicca sul tuo nome esce un avviso che dice “sito sospetto di phishing” e poi apre scenari minacciosi

  74. paolo pisacane il 4 novembre 2010 alle 16:22

    Urka! Cos’è il phishing?

  75. la funambola il 4 novembre 2010 alle 19:00

    sintonizzandomi su radio 24 il giorno 22 luglio 2010 (la zanzara di cruciani ) ascoltai un’intervista a gioele magaldi leader del grande oriente democratico
    incuriosita e basita cercai notizie sul tipo in questione e nel suo sito lessi la sua lettera aperta alla tessera 1816
    eccola

    Lettera Aperta n.1 al Fratello Silvio Berlusconi del 26 luglio 2010
    (Ed Esortazioni a Bersani, D’Alema, Veltroni, Di Pietro, Casini, Rutelli)
    di Gioele Magaldi

    Caro Fratello Silvio,

    mettiamola in questi termini: con questa Lettera Aperta n.1 (ne seguiranno altre, perche la “posta in gioco” è piuttosto complessa e importante) cercherò di aiutare Te a recuperare memoria e consapevolezza degne di un’aspirante statista (sono quasi 20 anni che “aspiri”…) e tenterò di ispirare nei (talora distratti e negligenti) media nazionali qualche nozione più precisa sul tuo percorso esistenziale e politico.
    Un’opera utile, spero, a beneficio di storici e cronisti; valida sia per l’”illuminazione” dei contemporanei che per le ricerche/analisi dei posteri, che altrimenti sarebbero irrimediabilmente falsate e mistificate ad Arte.

    Non starò a ricordarTi che l’iniziazione massonica – quale tu avesti il privilegio di ottenere direttamente dal Gran Maestro “Emerito” Giordano Gamberini alla fine degli anni settanta, a Roma, alla presenza del Fratello Licio Gelli e di diversi tuoi amici già Fratelli Piduisti – è indelebile, una volta conferita.
    Indelebile come ogni ordinazione sacerdotale e misterica.
    Non starò a ricordartelo perché tu lo sai bene e lo hai sempre saputo, a partire dalle illuminanti parole usate, durante il rito iniziatico da Lui officiato, da Gamberini in persona.
    A partire dai “ripassi” in materia che ebbe a regalarti generosamente il Gran Maestro Armando Corona (1982-1990), durante tutti gli amabili incontri e colloqui che avesti con lui nel corso di molti anni, alla presenza di altri “estimatori” della Via Iniziatica Massonica, come il Presidente Emerito della Repubblica Francesco Cossiga e i tuoi amici Flavio Carboni e Giuseppe Pisanu, per tacere di tanti altri…
    Soprattutto, a partire dalle relazioni ancora più significative con certi ambienti del milieu massonico internazionale, maturate dal 1992-93 in poi e di anno in anno sempre più rafforzatesi e perfezionatesi.
    Per non parlare delle tue letture e dei tuoi “studi”, sapientemente dissimulati, su tanti aspetti dell’Esoterismo in generale e della Massoneria in particolare. Su questo punto, bisogna dare atto al Presidente Cossiga che egli ha sempre saputo aiutarti e sostenerti nella tua opera dissimulatrice…
    In molte famose interviste (su quotidiani o libri), il Presidente Emerito della Repubblica ha sempre minimizzato la tua esperienza libero-muratoria, esprimendosi pressappoco così: “Ma Berlusconi bada al potere e ai soldi…che volete che gliene importa di riti esoterici, dei miti antico-egizi di Iside e Osiride…”.
    Eh, no Presidente Cossiga! Al Fratello Silvio importa parecchio dei “riti, dei miti, della magia e delle sette esoteriche”, per non parlare delle componenti “filo-egizie ed ermetiche” della sua Weltanschauung.
    Ma su questo ritornerò fra breve.
    Caro Fratello Silvio, i miei complimenti per la tua straordinaria capacità da vero “Mago Ermetico” (quasi un novello Prospero shakeasperiano…)…
    Il “Velo di Maya” con cui- da anni- hai saputo occultare tanti aspetti della tua personalità è davvero molto ben tessuto; con una “trama“ spessa e resistente…
    Ci sono cascati in tanti, soprattutto i più sprovveduti antagonisti del centro-sinistra (politici, opinionisti, editorialisti, giornalisti, vignettisti, autori di satira, etc.), ma anche diversi personaggi “ritenuti indegni di superiori rivelazioni”, all’interno della tua variopinta Corte di satrapi, maggiordomi, camerieri, nani e ballerine… Tutti però-anche se non messi a parte dei segreti della schiera più intima di adepti-innalzati a ruoli istituzionali, in virtù delle tue ben coltivate “doti taumaturgiche”, in grado di innalzare “i poveri di spirito” e di trasformare “la feccia e il piombo in oro”.
    Però, adesso che si avvicina il redde rationem con la Storia e con l’Ultima Grande Iniziazione (quella che passa per gli Inferi e per mondi ultra-terreni), mi permetterai di rendere giustizia a taluni tratti alti e nobili del Tuo percorso umano ed esistenziale, liberandoti una volta per tutte da quella sapiente “maschera dissimulatrice”,che pure ti è stata tanto utile nel consolidamento del tuo Potere terreno.
    Insomma caro Fratello Silvio, gliele vogliamo svelare o no un po’ di cosucce sul “Berlusconi Occulto” a tutti quei politici, servitori dello Stato, faccendieri e giornalisti che, da qualche tempo, consultano quotidianamente (e persino di ora in ora) il sito http://www.grandeoriente-democratico.com , in attesa (o nell’aspettativa terrorizzata…) di rivelazioni gustose sul back-office del Potere italiota?
    Certo, alcuni politici e uomini di Stato italiani (di destra e di sinistra) plaudono all’ “Operazione Democrazia, Verità e Trasparenza” del mio Gruppo (Grande Oriente Democratico) e i più liberi e indipendenti tra i giornalisti non si sono risparmiati nel raccogliere puntualmente le notizie e le analisi che da Parte Nostra venivano offerte all’opinione pubblica.
    Ma da parte della maggioranza degli operatori mediatici, regna ancora, nei riguardi della nostra Operazione, un “silenzio assordante”…
    Come mai, persino dopo l’intervista concessa dal sottoscritto al prestigioso settimanale “VANITY FAIR” (per leggerla sul nostro Sito, clicca su: 21 luglio 2010. Intervista del settimanale “VANITY FAIR” a Gioele Magaldi, by Francesco Esposito ) o dopo l’intervista concessa al seguitissimo programma “LA ZANZARA” di Giuseppe Cruciani su Radio 24 (per sentire l’audio dell’intervista su nostro Sito, clicca su 22 luglio 2010. INTERVISTA AUDIO di Gioele Magaldi su RADIO 24 (Radio del SOLE 24 ORE), nessuna agenzia di stampa ha ripreso i contenuti più che meritevoli di approfondimento, trattati in quelle sedi?
    Nessuna agenzia di stampa ufficiale e nessun quotidiano, almeno finora.
    Solo la preziosissima e insostituibile (se non ci fosse, bisognerebbe inventarla: lode al genio di Roberto D’Agostino) DAGOSPIA ha ripreso l’intervista su VANITY FAIR.
    E l’ANSA o l’ADN-KRONOS? Sempre così sollecite nel “notiziare” persino gli starnuti del Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia Gustavo Raffi o qualunque inezia sul conto di Silvio Berlusconi, come mai stavolta non hanno “lanciato” nemmeno una riga di commento?
    E’ così aggravato lo stato censorio o auto-censorio del giornalismo italiano?
    In questi giorni, fiumi di parole inutili, ridondanti e inconcludenti (sui TG come sulla carta stampata) su comparse, comparsine, aneddoti e cronache tautologiche sui presunti misteri della P3, e quando forse Vi si offre l’occasione di fare “vera luce” e “vera informazione” su quanto è accaduto e sta accadendo a monte di questa ormai famigerata inchiesta, tutti “sordi, ciechi e muti” come le tre scimmiette della tradizione?
    No, Caro Fratello Silvio, mi concederai che così proprio non va…
    Cerchiamo perciò di squarciare il “Velo di Maya” e di offrire al torpore degli organi di informazione di massa italioti qualche occasione di risveglio dalle mollezze estive (anche all’epoca di Tangentopoli, la “macchina informativa” fu lentissima a mettersi in marcia a pieno ritmo… e lo fece solo quando direttori, redattori, inviati e cronisti si resero conto che i loro Padrini della Prima Repubblica erano ormai prossimi al crollo definitivo… Che bell’esempio di giornalismo libero, coraggioso e indipendente…!!!).
    Allora, come promesso, regaliamo qualche “chicca” sul “Berlusconi Occulto”.
    Vedrai, Fratello Silvio, che alla fine ci sarai grato per averti “riabilitato” rispetto all’immagine “macchiettistica” che viene offerta di te da certa stampa “filo-kommunista”.
    Questa immagine da “pragmatico uomo di potere, super-piazzista fortunato, gaffeur un po’ grossier, uomo ignorante e un tantino volgare, benché vincente ed efficace, è stata una MASCHERA eccellente con cui dissimulare la tua autentica cifra come Uomo, come Iniziato, come Massone.
    Una Maschera che ti è servita fino ad oggi, ma che sarebbe un peccato rimanesse intatta per coloro che dovranno in futuro raccontare la non comune storia della tua vita.
    La Storia di un Grande Manipolatore di energie materiali, ma soprattutto spirituali, almeno secondo ciò di cui tu stesso sei convinto e di cui sono convinti gli adepti più intimi del tuo entourage…
    Perciò, prima di dedicarci alla parte “ammonitoria” e “diffidante” di questa Lettera Aperta, consentimi di offrire al pubblico qualche onesta visione del Silvio Segreto…

    1. Fanno persino sorridere le modalità approssimative e incerte con le quali alcuni giornalisti e/o studiosi hanno infine messo in luce la natura “iniziatica” e “massonica” del complesso di Villa Certosa in Sardegna (Residenza da Te personalmente curata, nella realizzazione, sin nei minimi dettagli) o del Tuo Mausoleo funebre ad Arcore, all’interno di Villa San Martino. Persino l’autorevole Prof. Marcello Fagiolo – che meglio di altri ha spiegato la natura esoterico-massonica del Mausoleo funebre voluto per sé e i suoi più fidi adepti dal Fratello Silvio Berlusconi – non ha dato una lettura ermeneutica esaustiva e completa di questo e di altri complessi architettonici fatti realizzare con convinto piglio da Libero Muratore dall’attuale Presidente del Consiglio italiano. Di una esplicazione compiuta e filologicamente rigorosa delle realizzazioni paesaggistico-architettoniche di significato massonico-iniziatico del Fratello Silvio, ci occuperemo ben presto Noi di Grande Oriente Democratico. Per rendere effettivo omaggio al genio latomistico di questo Fratello, se non altro.
    2. Caro Fratello Silvio, vogliamo “rivelare” alla pubblica opinione i tuoi robusti interessi in fatto di Astrologia? Vogliamo dire che non soltanto hai sempre avuto attorno a te (sedicenti) esperti di questa antica Scienza Iniziatica – consultati ad ogni piè sospinto – ma tu stesso ne sei un appassionato cultore? E diciamolo, via! Mica ti vorrai portare tutti questi segreti nel Mausoleo Massonico…
    3. Vogliamo rivelare che la tua idea di come usare il “mondo delle immagini” (Maya=Magia) per formare, guidare, trasformare, manipolare pulsioni, sentimenti, convinzioni delle masse di “spettatori”, lungi dall’essere una casuale idea di un pragmatico imprenditore si fonda su ben radicate convinzioni di manipolazione spirituale delle energie “lunari” del “popolo”. Magari, in seguito, faremo il nome di qualcuno dei fraterni consulenti che, nel tempo, ti hanno aiutato a diventare forse il più significativo “Grande Fratello” (in senso orwelliano-massonico) nel mondo dei Media… E citeremo le letture e gli studi cui Tu e qualche tuo Fraterno Amico e Adepto vi siete ispirati e continuate ad ispirarvi…
    4. Anticipiamo, una volta per tutte, Caro Fratello Silvio, che la natura reale della tua strategie e delle tue tattiche verso la Presa, la Ri-Presa e la Conservazione del Potere imprenditoriale, mediatico e politico in Italia (dagli anni settanta e fino ad oggi) è stata scandita da rapporti e relazioni con precisi personaggi, cenacoli e logge dell’establishment massonico mondiale. Non sempre ciò è avvenuto come mi sembra sarebbe dovuto avvenire in una Democrazia liberale occidentale e certo non con quella “trasparenza e pubblicità” che si addice ad un aspirante uomo di governo e statista. Qualora si rendesse necessario, su questa vicenda il Gruppo di “Grande Oriente Democratico” si riserva di fare ampia e graduale luce, a beneficio dei cittadini italiani e dell’opinione pubblica europea e mondiale.

    Dopo aver cominciato a ristabilire la Tua autentica “cifra” di “Grande Fratello” con un invidiabile percorso spirituale e filosofico di schietta natura iniziatica e massonica (altro che “ragazzo coccodè”, come ingenuamente ebbe a chiamarti Eugenio Scalfari e come talora sei riuscito a dissimularti volontariamente, assumendo i connotati innocui e bonari del “barzellettiere brianzolo”) e dopo averTi restituito alla natura più autentica della Tua straordinaria esperienza esistenziale, non mi negherai certo il (Fraterno) Diritto di rivolgerti-anche a nome del Gruppo “Grande Oriente Democratico” che indegnamente mi pregio di servire- alcune precise “DIFFIDE” e “AMMONIZIONI”.

    1. Intanto, come ben sai (o ti hanno tenuto all’oscuro?), proprio a partire d’oltre Atlantico, dalla Prima Repubblica Democratico-Massonica al mondo, è in atto un ambizioso progetto di rigenerazione e rivoluzione delle dinamiche (invero poco commendevoli) politiche e culturali dominanti nell’era del Figlio del Fratello Bush Senior (2000-2008). Basta con certi intrallazzi profittevoli ma vergognosi e basta con il supporto a regimi politici occidentali che tendano a trasformarsi in “Democrature” stile repubblica delle banane…
    2. Difficilmente potrai apostrofare il sottoscritto Fratello Gioele Magaldi come un tuo “critico-oppositore” di ascendenza/derivazione “comunista”. A differenza di tanti neofiti democratici dell’odierna sinistra italiana (post-comunisti a tutti gli effetti), chi Ti scrive, pur avendo all’epoca un Padre iscritto al PCI (ora approdato a posizioni ben più liberali), sin dai suoi 14 anni e per tutti gli anni di frequentazione al Liceo Tasso di Roma (anni ’80) se davanti alla scuola vedeva i comunisti della FGCI, gli autonomi di Autonomia Operaia e i fascistelli del Fronte della Gioventù solidarizzare insieme indossando la kefiah e berciando contro Israele, volentieri li prendeva tutti a calci nel c… Questo perché il sottoscritto era allora, è adesso e morirà quando sarà l’ora come un convinto socialista liberale e libertario, un democratico, insofferente di tutti i dispotismi e tutti gli autoritarismi, sia quelli di marca fascista che quelli di ispirazione stalinista. Chi Ti scrive questa Lettera Aperta era ed è filo-israeliano senza essere ebreo (il nome “Gioele” sta a testimoniare l’amore disinteressato per la cultura ebraica dei miei genitori, il cognome “Magaldi” ha antiche origini fiorentine, essendo proprio di una famiglia patrizia toscana di Priori del Comune di Firenze e Costruttori di chiese cattoliche, peraltro imparentata con Dante Alighieri, la cui nipote sposò appunto un Magaldi). Chi Ti scrive è “cattolico” senza essere clericale, baciapile e senza puzzare di sacrestia o piegarsi davanti alle ingerenze illiberali e confessionali della Curia e della CEI. Chi ti scrive è filo-amerikano (con il “K”) senza essere indulgente con quei politici o Fratelli statunitensi che hanno tradito gli ideali dei Fratelli Massoni Padri Costituenti diverse volte nel corso del XX e agli inizi del XXI secolo… Come nel caso dei supporti alle dittature di Pinochet o Videla o alle diverse porcherie sciamannate combinate dal Tuo amico George Bush Junior… Chi Ti scrive è filo-israeliano, senza rinunciare all’idea che, quando la Palestina non sarà più governata dai terroristi di Hamas, sarà auspicabile procedere alla creazione di uno stato palestinese democratico e laico che possa essere indipendente da Israele, mantenendo con esso buone relazioni economiche, diplomatiche e politiche; nella convinzione, anzi, che Turchia (magari non più governata-male-dal Tuo amico Erdogan), Israele e Palestina possano un giorno far parte ufficialmente dell’Unione Europea. Chi Ti scrive, in conclusione, è un Tuo Fratello Massone che non potrai liquidare facilmente come un contestatore prevenuto, animato da odio irragionevole e incapacità di comprendere le tante e belle realizzazioni (ma quali?) che avresti (ma quando e dove?) compiuto da quando sei in Politica (troppi anni, scarsi risultati: gli italiani stanno meglio o peggio di prima, da quando tu sei sceso in campo prima con Forza Italia e poi col PDL? La risposta sincera a questa domanda la conosci benissimo… e al Tuo Fratello Gioele puoi dare solo risposte sincere… ne va del tuo ONORE di INIZIATO…). Fai inoltre sapere al tuo fido collaboratore ALFAN0 di smetterla di raccontare la “frottola” che Tu saresti l’unico politico che non si è arricchito con la politica. Vogliamo fare un Seminario dove spiegare qual’era la situazione economico-finanziaria e debitoria della Fininvest nei primi anni ’90 e come è adesso? Tu, Caro Fratello Silvio, sai benissimo che la tua “discesa in politica” è stato anche un grande affare economico (per TE e NON PER GLI ITALIANI, purtroppo): spiegalo tu al giovanotto che hai reso Ministro della Giustizia, altrimenti glielo spieghiamo Noi pubblicamente e a suon di numeri, fatti e circostanze…
    3. Alla luce di tutto quanto precede, poiché ho saputo che vorresti trascorrere il periodo di agosto in qualche Castello con altri “Cavalieri”, a discutere “fraternamente” di come ri-organizzare il PDL e rilanciare l’azione di governo, non voglio farTi mancare anche il mio CONSIGLIO FRATERNO, in forma di virili diffide e ammonimenti. Ti DIFFIDO dal reiterare, con la nuova stagione, tentativi di approvazione e/o promulgazione di liberticidi e anti-costituzionali atti legislativi. Atti concepiti a personale uso e consumo Tuo e dei Tuoi Cortigiani, atti IPOCRITAMENTE presentati come tutori della libertà dei cittadini, in realtà inconcepibili e impresentabili in qualunque Democrazia dell’Occidente liberale. Mi riferisco ad atti legislativi come il Lodo Alfano, il cosiddetto DDL sulle Intercettazioni e altre “robe simili”… E comunque, sulle tante leggi discutibili (già promulgate durante il tuo malgoverno del Paese, in questi ultimi 16 anni) avrò e avremo modo di parlare in seguito. Peraltro, Ti AVVISO che, come ben presto scoprirai anche a partire dalle Comunicazioni dei lettori/visitatori che andranno on-line fra un paio di giorni sul Sito http://www.grandeoriente-democratico.com , ci sono ormai alcuni Fratelli Parlamentari PDL ex-Forza Italia pronti a seguire le indicazioni di “Grande Oriente Democratico” e a comportarsi come i “franchi tiratori” della Prima Repubblica. A buon intenditor…
    4. Ti DIFFIDO dal fare affermazioni illiberali e anti-democratiche in merito alla legittimità dell’ esistenza di “correnti” all’interno dei partiti in generale e del PDL in particolare. Come ti permetti di chiamare la tua organizzazione “Popolo delle Libertà” e poi di essere così dispotico, tirannico e liberticida? All’interno di uno Stato Liberale e di diritto i partiti politici sono il sale della DEMOCRAZIA; analogamente, all’interno dei Movimenti o dei Partiti le “correnti” sono la garanzia del pluralismo e della dialettica tra diverse opinioni. O sei in grado di tollerare solo il PENSIERO UNICO, il TUO, per la precisione? Bè, in questo sei perfettamente identico al tuo CARO FRATELLO GUSTAVO RAFFI (illegittimo) GRAN MAESTRO DEL GRANDE ORIENTE D’ITALIA. Non sopportate alcun dissenso o libero pensiero critico, perché il nucleo della vostra natura è profondamente autoritario e illiberale.
    5. Ti DIFFIDO dal non prenderti le tue responsabilità in relazione alla cosiddetta vicenda “P3”. Invece di scaricare le responsabilità sui “Fratelli/Sodali” che hanno agito nel tuo diretto interesse, chiamandoli “4 pensionati sfigati”,mostra un po’ di coraggio e lealtà verso coloro che per Te si sono esposti. Nessuna giustificazione per loro, che sono grandi e vaccinati e ben sapevano (laddove lo abbiano fatto) di violare le leggi dello stato nel loro e nel Tuo interesse, ma appare riprovevole che la gente (da anni) si becchi galera e condanne per servire e proteggere un “CESARE” che non ha il coraggio di prendersi le sue responsabilità davanti alla Legge e alla pubblica opinione.
    6. Ti DIFFIDO dal continuare a tenere sciolti “i tuoi cani-cortigiani” contro il leale, legittimo ma fermo dissenso, all’interno del PDL, portato aventi (doverosamente) dagli Onorevoli Fini, Bocchino, Granata, Buongiorno, Della Vedova, Urso e da tutti gli altri parlamentari che ovviamente non ritengono il centro-destra come COSA TUA, bensì come la rappresentanza democratica e liberale di tanta parte dell’elettorato italiano. TI INVITO, anzi, a promuovere una strutturazione del PDL come un vero partito/movimento democratico: con partecipazione di iscritti ed elettori della base che scelgano i rappresentanti di tutti gli organi interni. O vuoi continuare ad operare come un Faraone o un Imperatore asiatico dell’antichità? E fai presente al MINISTRO LA RUSSA che le “scuse e le auto-critiche” sono cosa che pretendevano soprattutto i Tribunali fascisti e comunisti: se ne vada via lui dal PDL, insieme a Cosentino, Verdini, Dell’Utri, Mantovano, etc., piuttosto che tentare di intimidire i dissidenti come Granata, che hanno solo avuto il coraggio di pensare e parlare liberamente. TI CONSIGLIO anche di smetterla di parlare di “politica politicante”, “teatrino della politica”, “abbasso i professionisti della politica”… Da circa 16 anni, prima in Forza Italia e poi nel PDL i principali “politicanti” sono quelli che hai voluto e scelto direttamente Tu, senza alcuna designazione da parte della base degli elettori. Il “teatrino” lo fai soprattutto Tu, sia in Italia che all’estero, in innumerevoli performances di dubbio gusto, ampiamente irrise dai media internazionali. Anche in questo caso si tratta di “cospiratori kommunisti”? Quanto al “professionismo in politica”, si tratta di un discorso complesso (che riprenderò in seguito), ma forse è venuto il momento di DIRTI che, invece, il massiccio afflusso di persone che fanno altri mestieri (rispetto alla politica) in Parlamento ha creato una serie sterminata di micro-conflitti di interessi. Se uno fa il medico, l’avvocato, il commercialista, il costruttore, il prof. universitario etc., spesso, una volta diventato Onorevole, invece di curare gli interessi della collettività, si occupa di favorire la corporazione cui appartiene se non addirittura il proprio particulare professionale…
    7. Ti DIFFIDO dal perseverare nei tentativi spudorati e ignobili di defenestrare uno dei pochi spazi di libera inchiesta giornalistica italiana: il TEAM di “ANNOZERO” di MICHELE SANTORO, Marco Travaglio incluso (altro che velenose profferte e “distinguo” del Tuo FRATERNO AMICO CONFALONIERI…).A questo proposito, stia in campana anche il Direttore Generale della RAI Mauro Masi e la smetta di fare “mobbing” su Santoro per compiacere TE, GRANDE FRATELLO SILVIO. UN GRANDE FRATELLO dal conflitto di interessi sempre più grave e irrisolto e che ha persino regalato agli italiani – forse per la prima volta nella storia – una perfetta equiparazione in termini di “equilibrio dell’informazione”, tra il prestigioso TG 1 e l’assai meno prestigioso TG 4…
    8. TI INVITO ad occuparti da subito di intelligenti ricette per il rilancio economico del “Sistema Italia”: prima che la crisi non dia vita ad asprissime ripercussioni sociali. Le manovre “lacrime e sangue” e i “tagli” sono buoni a farli tutti. Dal “geniale imprenditore privato” Berlusconi ci si attendeva e attende qualcosa di più… Comunque, anche su questo punto, Noi di Grande Oriente Democratico cercheremo di darti qualche buon suggerimento concreto e preciso se tu e il Ministro Tremonti non sapete “cavare un ragno dal buco”… E poi, per continuare a tenerti in sella nonostante il tuo MAL-GOVERNO, non confidare troppo nell’insipienza, nell’inettitudine, nelle laceranti divisioni e nell’”afasia stitica” attuale del Centro-Sinistra… Tanto più che, come sai benissimo, da provetto ASTROLOGO quale sei, il pianeta SATURNO sta per transitare di nuovo in BILANCIA, al tuo ASCENDENTE, in congiunzione con i tuoi SOLE E MERCURIO natali… Mentre URANO di transito in ARIETE si sta per mettere in opposizione ad essi… Per tacere di altri importanti aspetti planetari incalzanti e disarmonici… Chi lo sa…? Magari, all’improvviso, dalle donne e dagli uomini della sinistra democratica italiana potrebbe venire qualche benefico “colpo di reni”… e qualche rinnovata volontà unitaria.

    A questo proposito, terminata la LETTERA APERTA n.1 AL FRATELLO SILVIO BERLUSCONI, vorrei rivolgere un’umilissima ESORTAZIONE agli ONOREVOLI BERSANI, D’ALEMA, VELTRONI, DI PIETRO, CASINI e RUTELLI.

    A tutti costoro (compreso CASINI, se ha risolto i suoi dubbi amletici) vorrei suggerire, a nome mio e di tanti altri cittadini italiani (massoni e non), di costituire da subito una COALIZIONE che si candidi a governare il Paese nel giorno (vicino o lontano) in cui l’attuale governo Berlusconi fosse sfiduciato in Parlamento o terminasse naturalmente la legislatura. Una COALIZIONE di cui decidere subito, con delle democratiche elezioni primarie capaci di appassionare l’opinione pubblica, sia il LEADER che sarà candidato a Palazzo Chigi tra sei mesi, un anno o nel 2013, sia gli organi direttivi. Questa ESORTAZIONE e questo INVITO valgono anche per Rutelli e per Casini, soprattutto qualora quest’ultimo abbia deciso di fare del suo U.D.C. un partito erede della migliore tradizione laica e non confessionale della Democrazia Cristiana, abbandonando genuflessioni e ammiccamenti anacronistici (che non portano molti voti, a conti fatti) con la Curia Vaticana e la CEI e promuovendo piuttosto i valori tradizionalmente cristiani di solidarietà sociale, moderazione, capacità di mediazione politica tra gli estremismi e senso delle istituzioni.
    Se invece Rutelli e soprattutto Casini ritengono di continuare a fare ad vitam i “pesci in barile” e si crogiolano nel sogno impossibile di un “governo istituzionale di grandi intese” oppure nella fallace speranza che il “problema Berlusconi” si risolva da sé o grazie alla coraggiosa ma impari lotta condotta dai “finiani”, allora “vadano con Dio e buona fortuna”.
    In questa seconda ipotesi, siano i principali leaders del Centro-Sinistra citati (Bersani, D’Alema, Veltroni, Di Pietro), di concerto con gli altri dirigenti della stessa area e dei rispettivi partiti, a formare al più presto una COALIZIONE UNITARIA E COMPATTA candidata a battere Berlusconi.
    A BERSANI, non in quanto massone, ma come semplice cittadino ed elettore “di sinistra”, vorrei dire che, come Segretario del PD, può esercitare un ruolo organizzativo e di mediazione molto importante e gratificante, anche se lo sconsiglio dal candidarsi come leader della NUOVA COALIZIONE.
    A D’ALEMA e VELTRONI (compresi i vari veltroniani-franceschiniani e i vari d’alemiani), vorrei far osservare che quando smetteranno di farsi la “guerra civile” sarà sempre troppo tardi… Abbiate uno scatto d’orgoglio, ciascuno di Voi rinunci a proporsi come leader maximo del PD o della COALIZIONE e aiutate armoniosamente Bersani ad organizzare ed espandere nella società civile il partito e, conseguentemente, il Centro-Sinistra. Preparatevi a fare i ministri o a ricoprire qualche altro importante ruolo istituzionale, ma lasciate che ad affrontare Berlusconi come “punta di diamante” della NUOVA COALIZIONE di CENTRO-SINISTRA sia qualcun altro, più adeguato alla specificità dell’antagonista e più in grado di entusiasmare la maggioranza degli elettori italiani.
    A DI PIETRO vorrei fare i complimenti per aver posto con chiarezza il problema di individuare un leader della COALIZIONE da subito, per dargli tempo e modo di essere conosciuto e apprezzato da tutti gli elettori.
    A TUTTI i dirigenti del centro-sinistra, come cittadino italiano ed elettore, vorrei raccomandare di abbandonare personalismi, narcisismi ed egoismi. Disuniti si perde e il Paese va in malora, mentre Berlusconi e la sua Corte continuano ad “ingrassare”. Anzi, ci si preoccupi di risarcire e di ri-aggregare anche quel personale politico di sinistra ingiustamente (e stupidamente) escluso dall’accesso al Parlamento nelle ultime (sciagurate) elezioni del 2008.
    Personalmente, se debbo dire la mia su quale candidato proporrei/voterei alle eventuali primarie: parlerei di un ticket NICHI VENDOLA e IGNAZIO MARINO. Come candidati PREMIER (VENDOLA) e VICE-PREMIER (MARINO). Sgombriamo subito il campo dagli equivoci: non si tratta di Fratelli Massoni, ma semplicemente di un “ticket” ben assortito, dotato di adeguato carisma e di una immagine di freschezza e novità unita a solidità intellettuale e politica.
    Tornerò/torneremo su questa proposta: ne faremo un “tormentone”, sappiatelo.
    E se, in qualità di Massoni di “Grande Oriente Democratico” non esprimeremo mai preferenze partitiche per il centro-sinistra o per il centro-destra, qualcuno di Noi, come cittadino italiano simpatizzante di sinistra, sarà ben lieto di mettersi al servizio di una NUOVA COALIZIONE DI CENTRO-SINISTRA, arrecando il valore aggiunto delle proprie relazioni (non trascurabili) e delle proprie risorse comunicative, organizzative ed intellettuali (ancora meno trascurabili).
    Relazioni e risorse che, in tutta Italia, potrebbero fare la differenza in moltissime situazioni locali… e determinare clamorosi capovolgimenti nelle elezioni per il prossimo Parlamento.

    Gioele Magaldi

    P.S. Che non venga in mente al Fratello Silvio Berlusconi e/o al Fratello Gustavo Raffi e/o a qualche loro scagnozzo o cortigiano di intraprendere azioni improprie e illegali nei riguardi di nessun membro di Grande Oriente Democratico… Primo: non siamo gente che “porge l’altra guancia”; secondo: per ogni “azione” simile c’è il rischio di una reazione dieci volte più incisiva e dolorosa; terzo: credeteci, non ci sono le condizioni internazionali perché vi possiate consentire “certe libertà”. Rischiereste di farvi molto, ma molto male e di screditarvi definitivamente dinanzi a chi vi osserva e vi giudica, con la piena autorità per farlo. E la forza necessaria a sanzionarvi pesantemente.

    inquietante no! :)
    molti baci
    la fu

  76. sergio soda star il 4 novembre 2010 alle 19:38

    @larry

    caro larry, per carità, nessuna derisione.
    no, purtroppo la grande veronique non è dei nostri, ma vorrei che lo fosse: è geniale. lei o chi la interpreta.
    io vorrei che ni indiana desse più spazio a quelli del mio sindacato, a veronique, a te. e poi spero in un recupero del grande massimo vaj. il suo uno contro tutti, la sua acribia, il suo mistero iniziatico.
    ni potrebbe essere un posto più divertente, ancora più aperto, ancora più ospitale. un’officina, un workshop.
    e l’ingresso di bortolotti dà molta speranza

  77. immondizie riunite il 4 novembre 2010 alle 19:53

    raga tra l’altro forse stanno per tornare altri troll eccezionali del passato, cioè rupert toy party e aldo primo. ma purtroppo vi devo dare la brutta notizia che italia roto party è morto e ruttoman non siamo riusciti a contattarlo forse è morto pure lui. comunque faremo il turn over chiaramente sempre con il nuovo accordo dell’educazione e di non dare mai fastidio e senza mai insultare. a presto con i nuovi (vecchi) troll che si stanno preparando per il loro atteso ritorno

  78. rotowash il 4 novembre 2010 alle 19:55

    il mister mi ha detto che ci dobbiamo alternare e anche se non sono daccordo darò spazio agli altri. poi un giorno dirò tutta la verità

  79. gianni biondillo il 5 novembre 2010 alle 00:01

    Essì, il caro vecchio ruttoman…

  80. helena il 5 novembre 2010 alle 01:03

    @ pisacane

    certo che vorrei anche vedere cosa dice e pensa di fare della scuola ecc…Anche se i gringos l’hanno appena legnato, Obama che è un altro leader carismatico-massmediatico, la riforma dell’assistenza sanitaria (un’enormità e probabilmente glie la smantellano) l’ha pur fatta.

    Per il resto quoto Alcor e vado a nanna.

  81. ng il 5 novembre 2010 alle 17:19

    @ Alcor (in ritardo, ma si lavora)

    intanto, perdonami, ma non scambiare per supponenza o arroganza chi, motivandolo, esprime un dissenso da Vendola o dalle forme costituite di “sinistra”. Il dialogo presuppone l’esistenza di un pensiero contrario; se è esposto con argomenti, dov’è il problema?

    A volte ho la sensazione che tu – e altri, qui – hai difficoltà a riconoscere questo come un luogo solo virtuale. Qui, e dico proprio qui su NI, possiamo fare qualcosa di diverso dal discutere? È normale che ognuno riversi le sue idee, apocalittiche o concilianti che siano. Non è questo il luogo della mediazione. Se una funzione positiva dobbiamo dargliela, allora diamogli proprio quella dell’esposizione di differenze.

    Dopodiché, mi auguro che tu e gli altri che storcono il naso (a volte anche con battute idiote, tipo quella della “complicità”) sulle negatività esposte troviate i modi giusti di partecipare al di fuori di questo spazio, là dove la politica disegna i suoi scenari: le occasioni non mancano. Spero di incontrarvi …

    I compromessi è gioco-forza farli, quando si fa politica. Non si fanno, però, mischiando acqua e vino, ma tenendo separati i bicchieri. Cos’è successo in questi anni? Il vino è stato annacquato sino a quando è diventato in tutto simile all’acqua. Piaccia o non piaccia è così. Sono questi i compromessi da fare? Li abbiamo già fatti, scandendo sempre più in basso. Perché insistere? Quand’è che impareremo dalle sconfitte?

    Parli di territorio … Bene, questo è un argomento importante, molto importante. Negli ultimi anni diversi territori si sono mobilitati: contro gli inceneritori, contro la TAV, contro la base di Vicenza, contro i centri di detenzione per stranieri; allo stesso modo, si mobilitano in continuazione le scuole, le università, le fabbriche … Chi ha organizzato queste mobilitazioni? Il centro-sinistra da che parte stava? È o non è vero che, in molti di questi casi, l’attuale centro-sinistra si è schierato apertamente CONTRO questi movimenti? Qui – e intendo proprio in queste occasioni di mobilitazione – i compromessi si cercano tra chi è dalla stessa parte; che compromesso vuoi cercare con chi ti invia i reparti anti-sommossa?

    Vedi, Alcor, io sono stufo di mitizzazioni. È ora di diventare grandi e di entrare nel merito delle proposte; così come sarebbe ora di uscire dalla presentazione giornalistica dei fatti e scavare, scavare, scavare in fondo, sino a fare emergere la loro essenza. Sì, il lavoro sul linguaggio è importante. Ma se vogliamo scavare nei fatti, non possiamo dirci contenti delle frasi fatte, anche se sono quelle che ci piace sentire.

    NeGa

  82. Alcor il 5 novembre 2010 alle 19:02

    @NeGa

    sono andata a rileggermi per capire questo tuo commento, credo che ci sia qualche equivoco, non attribuivo a te nessuna supponenza etc. come puoi vedere ho usato il noi, comprendendo anche me, e il mio riferimento era a molte discussioni fatte qui anche in anni passati.
    A te ho fatto un rapido accenno soltanto in riferimento alla costruzione della paziente alternativa, che certamente non contesto, anzi, ma che da sola mi sembra una strada lunghissima, tanto lunga da non vederne, almeno io, la fine.

    Non ho difficoltà a riconoscere questo luogo come un luogo virtuale, perché dovrei? E se mediazione ci deve essere non chiedo certo che sia nelle idee, il cui maggior valore è nella radicalità, ma eventualmente, se uno crede che possa portare a qualcosa, nel mantenere la radicalità della propria critica senza trasformarla in un Aventino permanente. Lo imputo a te? No, non ho idea di cosa tu faccia, se voti, se non voti, e anche al di là del mero voto in che misura tu faccia politica. Penso soltanto che sia qui in Italia una pratica molto diffusa e che alla fine lasci le cose come stanno. O almeno, così è stato finora.

    Non ho particolari obiezioni alle cose che dici. Salvo una, il territorio. Tu parli del “lavoro” dei movimenti sul territorio. Io parlo di una cosa diversa, di conoscenza del territorio “così com’è”, del tal quale, insomma, come per l’immondizia, del dato reale, senza il quale si rischia (e anche qui non mi riferisco a te perché so di te solo quello che ho letto in forse una decina di commenti sparsi nel tempo) di prendere posizioni in qualche modo aristocratiche. Come penso che la conoscenza del reale funzionamento dei meccanismi economici e finanziari globali, per quanto una cittadina qualsiasi come me possa indagarli, possa far capire quali sono i confini entro i quali le scelte politiche possono portare a qualche risultato e non solo a prese di posizioni di principio, ad auspici, o anche, se vogliamo, a prese per il naso.
    Voglio dire con questo che il realismo deve arrivare a negare un progetto? ma neppure per idea, penso solo che se i movimenti finiscono per muoversi a macchia di leopardo, conseguendo nel migliore dei casi vittorie isolate, nascendo e morendo in modo episodico, senza la forza di imporsi nella progettazione del paese ma emergendo solo nell’opposizione al frammento di un progetto diverso lì dove si manifesta in modo più aspro, si è fatto poco e male. Bisogna arrivare prima. Che modello di paese abbiamo? E questo modello fin dove è praticabile? Con quali strumenti?

    Anche l’accenno alla “mitizzazione”, se è rivolto al mio commento, non lo capisco, dove avrei mitizzato?

  83. matteo il 5 novembre 2010 alle 22:46

    ma Dio, con la maiuscola perchè sono ateo ma ho del rispetto per il diverso.
    scrivo di getto perchè sono incazzato, ancora sul vincere e perdere, non c’è niente da vincere nè da perdere, c’è solo uin’idea del vivere il sociale e il non sociale, un’idea del vicere, che non sia quella borghese.
    nel 1975 o 76 non ricordo, il pci era a un passo dalla maggioranza relativa, inaugurò il compromesso storico rincorrendo i voti del centro, i democristiani, lasciando fuori chi era portatore di valori alquanto diversi da quelli dei democristiani, nacquero i governi andreotti, il pci ebbe raitre e arrivò ai minimi storici, fino a prodi che col ministro berlinguer pose le basi di quella che è la scuola pubblica oggi.
    il caro vendo è stato eletto la prima volta (la seconda è pressocchè automatica, salvo imprevisti) perchè gente come me ha fatto la differenza, gente che non andava più a votare senza rinunciare al suo impegno nella vita di tutti i giorni.
    con questo voglio dire che, aritmeticamente parlando, un progetto politico sano, una dichiarazione d’intenti onesta e non strumentale, un parlare col cuore pagano, anche sul piano elettorale.
    ma bisogna tener fede alle dichiarazioni d’intenti, occorre prendere posizione, non parlare come un fraticello per prendere i voti dei timorati di dio, così perdi quelli che timorati di dio non lo sono, e sono quelli che ti hanno messo li dove sei, cribbio.
    chiedo venia, mi sono lasciato prendere la mano e la invio così senza rileggere e fare le opportune correzioni e vado a dormire.

    matteo

  84. Larry Massino il 6 novembre 2010 alle 11:33

    @matteo

    la sinistra sinistra in questo paese è minoranza storica: non c’è verso di vincere le elezioni con il 25-30% dell’elettorato, ammesso che si vogliano considerare di sinistra tutti i singoli elettori, perché io li ho conosciuti bene gli elettori del PCI, per esempio in Toscana, quelli della mitica base: a parte le parole d’ordine che venivano dai dirigenti, c’era tanto fascismo nei loro pensieri e nei loro comportamenti (lo stesso vale per i militanti dei movimenti extraparlamentari degli anni ’70 dei quali lei pare aver nostalgia).

    Quanto al nuovo narratore Vendola, che, non lo dimentichi nessuno, considera il vangelo uno dei punti più alti del suo nòvonarrare, ha vinto le elezioni solo perché i ” tecnici ” infami D’Alema e Casini si sono messi d’accordo per fare un esperimento elettorale. Infatti, se la Poli Bortone correva con il centrodestra, come sarebbe stato normalissimo, con il cavolo che Vendola vinceva, perché nel sistema bipolare con il 48% le elezioni si perdono… Mi dispiace dirlo, ma la vittoria di Vendola è il frutto di un inciucio, non della sua forza elettorale. E non escudo che egli stesso abbia fatto parte della cospirazione. Vedrà che quando sarà il momento buono, Vendola porterà l’acqua con le orecchie al PD… Al tecnocrate PD, meglio del quale nel panorama politico attuale non c’è nulla… Lo sa anche Vendola.



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