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	Commenti a: Controparole	</title>
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		<title>
		Di: domenico pinto		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[domenico pinto]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Dec 2010 17:56:19 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Difatti era sbagliato. Correggo:

g.ladolfi_at_alice.it]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Difatti era sbagliato. Correggo:</p>
<p>g.ladolfi_at_alice.it</p>
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		<title>
		Di: simona		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[simona]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Dec 2010 14:03:57 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[la mail per l&#039;acquisto però pare non esistere...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>la mail per l&#8217;acquisto però pare non esistere&#8230;</p>
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		<title>
		Di: domenico pinto		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2010/11/09/controparole/#comment-142982</link>

		<dc:creator><![CDATA[domenico pinto]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Nov 2010 10:34:15 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Chi voglia acquistare il libro può scrivere a: ladolfi_at_alice.it]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Chi voglia acquistare il libro può scrivere a: ladolfi_at_alice.it</p>
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		<title>
		Di: Gabriele Biotti		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2010/11/09/controparole/#comment-142977</link>

		<dc:creator><![CDATA[Gabriele Biotti]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Nov 2010 21:48:33 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Un discorso in forma di frammento: l&#039;idea è e rimane positiva perché rende possibile l&#039;edificazione di un cantiere in cui sia percepibile un &quot;lavoro del senso&quot; che non può mai dirsi definitivo, ma inserito in un arco ermeneutico interminabile, che tuttavia non ci impedisce di esprimere criticamente, attraverso la scrittura, ciò che oggi non va e deve essere corretto.
L&#039;importante è che i contributi che vengono dalla scrittura non si adagino sul gioco di parole, sul glamour pervasivo, sulla via facile al riconoscimento pubblicitario... Il problema è che spesso le istituzioni culturali (editori, produttori di cultura, assessorati politici) non sembrano volere vedere i propri errori: vendersi sempre di più a una serie di regolamentazioni che, silenziosamente, provano a escludere il dissenso.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Un discorso in forma di frammento: l&#8217;idea è e rimane positiva perché rende possibile l&#8217;edificazione di un cantiere in cui sia percepibile un &#8220;lavoro del senso&#8221; che non può mai dirsi definitivo, ma inserito in un arco ermeneutico interminabile, che tuttavia non ci impedisce di esprimere criticamente, attraverso la scrittura, ciò che oggi non va e deve essere corretto.<br />
L&#8217;importante è che i contributi che vengono dalla scrittura non si adagino sul gioco di parole, sul glamour pervasivo, sulla via facile al riconoscimento pubblicitario&#8230; Il problema è che spesso le istituzioni culturali (editori, produttori di cultura, assessorati politici) non sembrano volere vedere i propri errori: vendersi sempre di più a una serie di regolamentazioni che, silenziosamente, provano a escludere il dissenso.</p>
]]></content:encoded>
		
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		<title>
		Di: domenico pinto		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2010/11/09/controparole/#comment-142956</link>

		<dc:creator><![CDATA[domenico pinto]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Nov 2010 08:45:27 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Indice

Speranza e frammenti
Céline e Artaud: per cominciare
La passione della realtà
La mimesis dello choc
Lucile e la poesia
Razvan e Hurbineck
Nel secolo dei genocidi
Il dolore degli altri
Dalla parte di Antigone
Balbettare il vero
Quel che resta di un uomo
Utopie del presente
Conclusioni (per non finire)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Indice</p>
<p>Speranza e frammenti<br />
Céline e Artaud: per cominciare<br />
La passione della realtà<br />
La mimesis dello choc<br />
Lucile e la poesia<br />
Razvan e Hurbineck<br />
Nel secolo dei genocidi<br />
Il dolore degli altri<br />
Dalla parte di Antigone<br />
Balbettare il vero<br />
Quel che resta di un uomo<br />
Utopie del presente<br />
Conclusioni (per non finire)</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Alcor		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2010/11/09/controparole/#comment-142951</link>

		<dc:creator><![CDATA[Alcor]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Nov 2010 08:24:55 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Beh, speriamo, dopo l&#039;irritata lettura di Un cerino nel buio di Brevini ho avuto la malinconica suggestione che discorsi come quello che inizia qui Baldacci, se vengono ancora fatti, corrano il rischio di assomigliare alle parole che avrebbe potuto dire sessant&#039;anni fa un giapponese disperso in un&#039;isola del Pacifico e ignaro che la guerra era già stata persa.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Beh, speriamo, dopo l&#8217;irritata lettura di Un cerino nel buio di Brevini ho avuto la malinconica suggestione che discorsi come quello che inizia qui Baldacci, se vengono ancora fatti, corrano il rischio di assomigliare alle parole che avrebbe potuto dire sessant&#8217;anni fa un giapponese disperso in un&#8217;isola del Pacifico e ignaro che la guerra era già stata persa.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: francesca matteoni		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2010/11/09/controparole/#comment-142946</link>

		<dc:creator><![CDATA[francesca matteoni]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Nov 2010 00:14:18 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Mi sembra che &quot;un&#039;etica di radicale laicità&quot;, sia già di per sè un&#039;indicazione di quale etica si persegue in questo saggio qui anticipato. Un&#039;etica che tenga conto delle scelte autonome, e in questo del rapporto delicato che sussiste tra l&#039;idea di singolo (l&#039;essere umano in sè) e individuo (l&#039;essere umano quale unità di un sistema sociale). Un rapporto dove gli equilibri sono sempre a rischio. Così come sul secolo: l&#039;indicazione è precisa - il passato prossimo o l&#039;infinito presente del Novecento da cui il Ventunesimo secolo ancora non sa svegliarsi, non sa tracciare una memoria che diventi pure sintomo di identità in divenire, futura. Personalmente sento del passaggio solo un futuro in perdita e l&#039;aspettativa per qualcosa che non vedo. Forse è in quella verità che si rovescia in domande, nel concepire la bellezza non quale alto ideale scorporato, ma a volte per paradosso come il suo apparente opposto - la nudità di cui siamo fatti, di cui è fatta la lingua, con tutto il suo bagaglio fragile e la sua scarsa capacità di tradurci.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mi sembra che &#8220;un&#8217;etica di radicale laicità&#8221;, sia già di per sè un&#8217;indicazione di quale etica si persegue in questo saggio qui anticipato. Un&#8217;etica che tenga conto delle scelte autonome, e in questo del rapporto delicato che sussiste tra l&#8217;idea di singolo (l&#8217;essere umano in sè) e individuo (l&#8217;essere umano quale unità di un sistema sociale). Un rapporto dove gli equilibri sono sempre a rischio. Così come sul secolo: l&#8217;indicazione è precisa &#8211; il passato prossimo o l&#8217;infinito presente del Novecento da cui il Ventunesimo secolo ancora non sa svegliarsi, non sa tracciare una memoria che diventi pure sintomo di identità in divenire, futura. Personalmente sento del passaggio solo un futuro in perdita e l&#8217;aspettativa per qualcosa che non vedo. Forse è in quella verità che si rovescia in domande, nel concepire la bellezza non quale alto ideale scorporato, ma a volte per paradosso come il suo apparente opposto &#8211; la nudità di cui siamo fatti, di cui è fatta la lingua, con tutto il suo bagaglio fragile e la sua scarsa capacità di tradurci.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>
		Di: r.r.		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2010/11/09/controparole/#comment-142943</link>

		<dc:creator><![CDATA[r.r.]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 09 Nov 2010 19:37:23 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[a me questa ouverture, certo frammentaria e in progress (mai sia), mi dà di un seducente patchwork tra saviano - bellezza, letteratura, verità; e celan - controparola, meridiani. sarà anche questo, tra le righe, un modo possibile di ricercare un nuovo vocabolario della critica, condiviso e all&#039;altezza dei tempi. cionondimeno, si ha la voglia di continuare a leggere gli sviluppi e i movimenti frammentari del discorso. magari, per una volta, senza incorrere nei logori e logoranti schemi binari e oppositivi, sapere di quali autori o autrici si occupa un saggio, da quello che si capisce, per frammenti, impegnato a mappare territori o confini tra etica e letteratura. di quali secoli? di quali latitudini?  quali nomi? e, quindi, quale idea di etica, quale idea di letteratura, quale idea di critica?...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>a me questa ouverture, certo frammentaria e in progress (mai sia), mi dà di un seducente patchwork tra saviano &#8211; bellezza, letteratura, verità; e celan &#8211; controparola, meridiani. sarà anche questo, tra le righe, un modo possibile di ricercare un nuovo vocabolario della critica, condiviso e all&#8217;altezza dei tempi. cionondimeno, si ha la voglia di continuare a leggere gli sviluppi e i movimenti frammentari del discorso. magari, per una volta, senza incorrere nei logori e logoranti schemi binari e oppositivi, sapere di quali autori o autrici si occupa un saggio, da quello che si capisce, per frammenti, impegnato a mappare territori o confini tra etica e letteratura. di quali secoli? di quali latitudini?  quali nomi? e, quindi, quale idea di etica, quale idea di letteratura, quale idea di critica?&#8230;</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: Enrico Macioci		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2010/11/09/controparole/#comment-142940</link>

		<dc:creator><![CDATA[Enrico Macioci]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 09 Nov 2010 17:00:29 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Così, immersa nella tragedia della speranza, la letteratura può proseguire il suo «appello totale / tra i segni passeggeri della fine»
Parole sante. In un&#039;epoca apocalittica come questa, e quindi rivelativa, mancano opere profetiche (ma in America qualcosa c&#039;è o c&#039;è stato, Wallace, Vollmann, Pynchon, DeLillo; e Wallace denunciò assai per tempo il nichilismo glamour oggi tanto di moda). 
Ciò indica uno scollamento fra tempi e immaginario, e quindi una certa debolezza spirituale. Le parole &quot;a nord del futuro&quot; di Celan, dove sono?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Così, immersa nella tragedia della speranza, la letteratura può proseguire il suo «appello totale / tra i segni passeggeri della fine»<br />
Parole sante. In un&#8217;epoca apocalittica come questa, e quindi rivelativa, mancano opere profetiche (ma in America qualcosa c&#8217;è o c&#8217;è stato, Wallace, Vollmann, Pynchon, DeLillo; e Wallace denunciò assai per tempo il nichilismo glamour oggi tanto di moda).<br />
Ciò indica uno scollamento fra tempi e immaginario, e quindi una certa debolezza spirituale. Le parole &#8220;a nord del futuro&#8221; di Celan, dove sono?</p>
]]></content:encoded>
		
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