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	Commenti a: Alfa Zeta per Alfa Beta: f come frustrazioni	</title>
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		Di: Il fu GiusCo		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Il fu GiusCo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 21 Nov 2010 02:32:04 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ragazzi fate i bravi... questo e&#039; un sito d&#039;arte &#038; dintorni e le persone che stanno dietro -per quanto ci si possa discutere condividendo pochissimo- fanno parte di una associazione culturale... non di una associazione a delinquere.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ragazzi fate i bravi&#8230; questo e&#8217; un sito d&#8217;arte &amp; dintorni e le persone che stanno dietro -per quanto ci si possa discutere condividendo pochissimo- fanno parte di una associazione culturale&#8230; non di una associazione a delinquere.</p>
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		<title>
		Di: véronique vergé		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[véronique vergé]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 20 Nov 2010 11:51:09 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Questo fotoshopero è uno specchio dei fotoshoperi eterni.
Immagini veloci o lente. Nella retina oro le farfalle gialle
senza possibilità di alzarsi in volo, me in eterna bellezza,
i lenzuoli danza le nozze dell&#039;amore nel vento, napulitana
danza,  quello che trovo di più da voi in rosso (amore, libertà),
la linea agile gialla, non la supero mai, frustazione penso
a Freud (l&#039;uomo della mia vita).

Effeffe è un poeta, Salvatore d&#039;Angelo l&#039;ha scritto con poesia e sensibilità.
Chi conosce Effeffe sa della delicatezza, del sogno, della poesia.
E la sua opera assomiglia a lui.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Questo fotoshopero è uno specchio dei fotoshoperi eterni.<br />
Immagini veloci o lente. Nella retina oro le farfalle gialle<br />
senza possibilità di alzarsi in volo, me in eterna bellezza,<br />
i lenzuoli danza le nozze dell&#8217;amore nel vento, napulitana<br />
danza,  quello che trovo di più da voi in rosso (amore, libertà),<br />
la linea agile gialla, non la supero mai, frustazione penso<br />
a Freud (l&#8217;uomo della mia vita).</p>
<p>Effeffe è un poeta, Salvatore d&#8217;Angelo l&#8217;ha scritto con poesia e sensibilità.<br />
Chi conosce Effeffe sa della delicatezza, del sogno, della poesia.<br />
E la sua opera assomiglia a lui.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: effeffe		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2010/11/18/alfa-zeta-per-alfa-beta-f-come-frustrazioni/#comment-143317</link>

		<dc:creator><![CDATA[effeffe]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 20 Nov 2010 00:16:42 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[comunque non desideravo la levata di scudi né di lettere. mittente sconosciuto destinatario anche. Le cose espresse però finora mi sembrano utili per il work in progress, conservatore, innanzitutto, anarchico conservatore.e di questo vi ringrazio davvero tutti
effeffe]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>comunque non desideravo la levata di scudi né di lettere. mittente sconosciuto destinatario anche. Le cose espresse però finora mi sembrano utili per il work in progress, conservatore, innanzitutto, anarchico conservatore.e di questo vi ringrazio davvero tutti<br />
effeffe</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Salvatore D'Angelo		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Salvatore D'Angelo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 Nov 2010 23:13:15 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Bella poesia multimediale. Effeffe ha una vena romantica, asciutta, dall&#039;occhio vigile, l&#039;accento ironico. Scrive con una semplice camerina a mano, monta dapprima con la sensibilità dell&#039;occhio interno e poi con  i mezzi poveri dell&#039;handmade&#038;homemade, in/consapevole erede - o pronipote- di ciò che lucidamente profetizzata Zavattini ormai sessanta e più anni fa &quot;cinema, arte, poesia, sarà una faccenda fatta in casa, la pellicola sarà acquistabile all&#039;edicola dietro l&#039;angolo e potremo svilppare in casa tutti i film costruiti a mano, frutto dei pedinamenti della realtà quiotidiana&quot; o giù di lì. Ecco, Effeffe in/consapevole agente di quella estetica zavattiniana: sì un po&#039; Zavattini, un po&#039; Beckett.Che parte dal &quot;reale&quot; per evidenziare &quot;altro&quot;, che ha a che fare coi territori del simbolico. E allora dài con le zoomatine e i brevi travelling  destra-sinistra fatti con mano  tremolante, l&#039;inquadratura/occhio tesa a &quot;catturare&quot; il materiale dal &quot;reale&quot; ( qui l&#039;incessante fluire della città monstre, emblema d&#039;un &quot;sistema&quot; che detta regole e proibizioni, sensi vietati e indicazioni, scansioni, ammonizioni, perturbazioni...frustrazioni, appunto, che impediscono di gridare/godere fino in fondo del ritmo/respiro metropolitano, emblema del mondo futuro che è già nell&#039;oggi  e nell&#039;oggi si confonde e si dissolve ...e dunque via a seguire &quot;la linea gialla&quot;, nel pedinamento/sconfinamento da una stazione all&#039;altra, come a ritrovare il &quot;bandolo&quot; di quell&#039;essenza dell&#039;essere/non esserci in quel futuro che è già nell&#039; oggi, passo a passo, come a carpirne finalmente il senso); ed ecco dunque le &quot;povere&quot;- elementari- dissolvenze, in giustapposizione  di senso :ora il balletto dei  tronchi di manichini incellofanati e subito dopo il brevissimo e &quot;annebbiato&quot; traveling a mano dell&#039;uomo in trench, quasi sfuocato, che si muove al di fuori di una stazione, nel flusso urbano di un giorno qualunque di &quot;questa&quot; realtà&quot;; e l&#039;edicola/colonnina della stampa quotidiana contrapposta alla &quot;pop art&quot; monumentale della carta a macero, monumento urbano nel flusso urbano d&#039;una mostra d&#039;arte; e il quasi fermo immagine della conferenza d&#039;arte con alle spalle il &quot;muro&quot; di carta da macero, come se quegli intellettuali/artisti fossero gli &quot;alieni&quot; che da un&#039;astronave dall&#039;outer space sbarcano in &quot;questo reale urbano&quot;; e il suono caotico in presa diretta del quotidiano contrapposto al cadenzato e melanconico commento musicale. E il &quot;blog&quot; delle scritte e indicazioni e prescrizioni, come un puzzling del meta/senso, nel gioco dei rimandi e delle citazioni, e c&#039;è Kounellis, Koons, la conceptual art e il postmosaico. E via di giustapposizione in giustapposizione, fino a che non imploda/esploda la grande &quot;ellissi&quot; del significato di questo film/poesia, che sta tutta nella reiterazione del testo di presentazione con  le immagini dell&#039;inizio ( il blob delle indicazioni, dei cartelli dei divieti e prescrizioni, le tabelle dei turni e delle file dei post-office o di un qualunque altro pubblico servizio), che costituiscono la premessa, &quot;l&#039;indicazione&quot; di sviluppo della trama del significato che si va a costruire, e il gioco di ellissi e montaggi alternati ricavati  dalle semplici zoomate e fuori fuoco, che portano a intraprendere &quot;il percorso di guerra&quot; quoitidiano contro/nel sistema della città/mondo che tende a spersonalizzare, a inquadrare, inglobare, tritare, distruggere, macerare, ottundere il respiro dell&#039;imprevisto/imprevedibile, che tende a ignorare la variabile poesia, il sogno di una libertà/espressione/arte sempre cercata sull&#039;orlo della gabbia /follia (&quot;un uomo nero siede sul mio letto...tutta la notte..un uomo nero..nero..nero. non mi fa dormire&quot; recita l&#039;ectoplasma televisivo di Carmelo Bene, e subito dopo il commento ironico dell&#039;&quot;uomo nero&quot; sorridente e reale della stazione, che ha magari da trovare dove dormire quella notte); e le belle accensioni di poesia pura, come il dolcissimo &quot;balletto&quot; dei mappamondi contrapposti; o il vento che scuote le lenzuola stese alle finestre del casermone popolare, fantasmi di una libertà senza ali, che riportano subito dopo al &quot;motivo&quot; della linea gialla, con l&#039;occhio di camera piegato in traveling a pedinare forse quel &quot;sentiero&quot; che  condurrà a &quot;forare la pellicola del paesaggio&quot;, come è detto nell&#039;intro/citazione da Biagio Cepollaro, cui questo video/film/poesia non è che l&#039;illustrazione/dimostrazione, a mo&#039; di didascalia per immagini.Reiterazione di tutto questo fino all&#039;acme tronca della poesia di Hirschman, che raddoppia e riassume il senso di &quot;forare la pellicola del paesaggio&quot; urbano, nell&#039;emblema della Metropoli per eccellenza, New York. Forare la pellicola delle frustrazioni per riconciliare la sola e povare vita con il senso di vero e di libertà che pure in essa v&#039;è nascosto; questa la  &quot;mission&quot;, sarei tentato di dire, utilizzando quest&#039;orrendo lemma. Fino all&#039;urlo reiterato di Jack Hirschmann, confuso, eppure vitale e disperato
&quot;Talk to me
Tell me
What I should do
Anything
It’s marvellous
I’ll never stop
Loving it
Never never
Never never
Never&quot;
(Parlami
Dimmi
Cos’è che devo fare
Qualunque cosa
E’ meravigliosa
Non smetterò mai
Di amarla
Mai mai
Mai mai
Mai&quot;
Sì, con effeffe , non si smetterà mai di amare questa città/mondo che è la vita che ci è data, e continueremo ad ammirare Effeffe che tenta di &quot;forarla (sempre)la pellicola&quot; del paesaggio del reale, alla ricerca delle stille di poesia nascoste.
Sì, credo proprio che questa sia poesia. In forma semplice, da &quot;terza elementare&quot;,che sotto l&#039;abito dimesso, ha &quot;garments&quot; di raffinata cifra stilistica, &quot;pasoliniana&quot; nella confezione, nella &quot;scrittura&quot;, ma bella e di grande dignità. Un Effeffe qui forse &quot;at its own best&quot;. Prima o poi bisognerà rendergli omaggio con una &quot;personale&quot; dei suoi miglori Photoshoperò&quot;. Amen.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Bella poesia multimediale. Effeffe ha una vena romantica, asciutta, dall&#8217;occhio vigile, l&#8217;accento ironico. Scrive con una semplice camerina a mano, monta dapprima con la sensibilità dell&#8217;occhio interno e poi con  i mezzi poveri dell&#8217;handmade&amp;homemade, in/consapevole erede &#8211; o pronipote- di ciò che lucidamente profetizzata Zavattini ormai sessanta e più anni fa &#8220;cinema, arte, poesia, sarà una faccenda fatta in casa, la pellicola sarà acquistabile all&#8217;edicola dietro l&#8217;angolo e potremo svilppare in casa tutti i film costruiti a mano, frutto dei pedinamenti della realtà quiotidiana&#8221; o giù di lì. Ecco, Effeffe in/consapevole agente di quella estetica zavattiniana: sì un po&#8217; Zavattini, un po&#8217; Beckett.Che parte dal &#8220;reale&#8221; per evidenziare &#8220;altro&#8221;, che ha a che fare coi territori del simbolico. E allora dài con le zoomatine e i brevi travelling  destra-sinistra fatti con mano  tremolante, l&#8217;inquadratura/occhio tesa a &#8220;catturare&#8221; il materiale dal &#8220;reale&#8221; ( qui l&#8217;incessante fluire della città monstre, emblema d&#8217;un &#8220;sistema&#8221; che detta regole e proibizioni, sensi vietati e indicazioni, scansioni, ammonizioni, perturbazioni&#8230;frustrazioni, appunto, che impediscono di gridare/godere fino in fondo del ritmo/respiro metropolitano, emblema del mondo futuro che è già nell&#8217;oggi  e nell&#8217;oggi si confonde e si dissolve &#8230;e dunque via a seguire &#8220;la linea gialla&#8221;, nel pedinamento/sconfinamento da una stazione all&#8217;altra, come a ritrovare il &#8220;bandolo&#8221; di quell&#8217;essenza dell&#8217;essere/non esserci in quel futuro che è già nell&#8217; oggi, passo a passo, come a carpirne finalmente il senso); ed ecco dunque le &#8220;povere&#8221;- elementari- dissolvenze, in giustapposizione  di senso :ora il balletto dei  tronchi di manichini incellofanati e subito dopo il brevissimo e &#8220;annebbiato&#8221; traveling a mano dell&#8217;uomo in trench, quasi sfuocato, che si muove al di fuori di una stazione, nel flusso urbano di un giorno qualunque di &#8220;questa&#8221; realtà&#8221;; e l&#8217;edicola/colonnina della stampa quotidiana contrapposta alla &#8220;pop art&#8221; monumentale della carta a macero, monumento urbano nel flusso urbano d&#8217;una mostra d&#8217;arte; e il quasi fermo immagine della conferenza d&#8217;arte con alle spalle il &#8220;muro&#8221; di carta da macero, come se quegli intellettuali/artisti fossero gli &#8220;alieni&#8221; che da un&#8217;astronave dall&#8217;outer space sbarcano in &#8220;questo reale urbano&#8221;; e il suono caotico in presa diretta del quotidiano contrapposto al cadenzato e melanconico commento musicale. E il &#8220;blog&#8221; delle scritte e indicazioni e prescrizioni, come un puzzling del meta/senso, nel gioco dei rimandi e delle citazioni, e c&#8217;è Kounellis, Koons, la conceptual art e il postmosaico. E via di giustapposizione in giustapposizione, fino a che non imploda/esploda la grande &#8220;ellissi&#8221; del significato di questo film/poesia, che sta tutta nella reiterazione del testo di presentazione con  le immagini dell&#8217;inizio ( il blob delle indicazioni, dei cartelli dei divieti e prescrizioni, le tabelle dei turni e delle file dei post-office o di un qualunque altro pubblico servizio), che costituiscono la premessa, &#8220;l&#8217;indicazione&#8221; di sviluppo della trama del significato che si va a costruire, e il gioco di ellissi e montaggi alternati ricavati  dalle semplici zoomate e fuori fuoco, che portano a intraprendere &#8220;il percorso di guerra&#8221; quoitidiano contro/nel sistema della città/mondo che tende a spersonalizzare, a inquadrare, inglobare, tritare, distruggere, macerare, ottundere il respiro dell&#8217;imprevisto/imprevedibile, che tende a ignorare la variabile poesia, il sogno di una libertà/espressione/arte sempre cercata sull&#8217;orlo della gabbia /follia (&#8220;un uomo nero siede sul mio letto&#8230;tutta la notte..un uomo nero..nero..nero. non mi fa dormire&#8221; recita l&#8217;ectoplasma televisivo di Carmelo Bene, e subito dopo il commento ironico dell'&#8221;uomo nero&#8221; sorridente e reale della stazione, che ha magari da trovare dove dormire quella notte); e le belle accensioni di poesia pura, come il dolcissimo &#8220;balletto&#8221; dei mappamondi contrapposti; o il vento che scuote le lenzuola stese alle finestre del casermone popolare, fantasmi di una libertà senza ali, che riportano subito dopo al &#8220;motivo&#8221; della linea gialla, con l&#8217;occhio di camera piegato in traveling a pedinare forse quel &#8220;sentiero&#8221; che  condurrà a &#8220;forare la pellicola del paesaggio&#8221;, come è detto nell&#8217;intro/citazione da Biagio Cepollaro, cui questo video/film/poesia non è che l&#8217;illustrazione/dimostrazione, a mo&#8217; di didascalia per immagini.Reiterazione di tutto questo fino all&#8217;acme tronca della poesia di Hirschman, che raddoppia e riassume il senso di &#8220;forare la pellicola del paesaggio&#8221; urbano, nell&#8217;emblema della Metropoli per eccellenza, New York. Forare la pellicola delle frustrazioni per riconciliare la sola e povare vita con il senso di vero e di libertà che pure in essa v&#8217;è nascosto; questa la  &#8220;mission&#8221;, sarei tentato di dire, utilizzando quest&#8217;orrendo lemma. Fino all&#8217;urlo reiterato di Jack Hirschmann, confuso, eppure vitale e disperato<br />
&#8220;Talk to me<br />
Tell me<br />
What I should do<br />
Anything<br />
It’s marvellous<br />
I’ll never stop<br />
Loving it<br />
Never never<br />
Never never<br />
Never&#8221;<br />
(Parlami<br />
Dimmi<br />
Cos’è che devo fare<br />
Qualunque cosa<br />
E’ meravigliosa<br />
Non smetterò mai<br />
Di amarla<br />
Mai mai<br />
Mai mai<br />
Mai&#8221;<br />
Sì, con effeffe , non si smetterà mai di amare questa città/mondo che è la vita che ci è data, e continueremo ad ammirare Effeffe che tenta di &#8220;forarla (sempre)la pellicola&#8221; del paesaggio del reale, alla ricerca delle stille di poesia nascoste.<br />
Sì, credo proprio che questa sia poesia. In forma semplice, da &#8220;terza elementare&#8221;,che sotto l&#8217;abito dimesso, ha &#8220;garments&#8221; di raffinata cifra stilistica, &#8220;pasoliniana&#8221; nella confezione, nella &#8220;scrittura&#8221;, ma bella e di grande dignità. Un Effeffe qui forse &#8220;at its own best&#8221;. Prima o poi bisognerà rendergli omaggio con una &#8220;personale&#8221; dei suoi miglori Photoshoperò&#8221;. Amen.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Piergiorgio Pistelli		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2010/11/18/alfa-zeta-per-alfa-beta-f-come-frustrazioni/#comment-143315</link>

		<dc:creator><![CDATA[Piergiorgio Pistelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 Nov 2010 22:53:20 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Vorrei saltare nell&#039;arena anch&#039;io, se tutto non fosse stato già detto, e il BENE ed il MALE,su questo glimpse-video cosmopolitan style di Francesco Forlani,alias Effeffe on the road !! Fantastico!! Allora, pistelli e non pistelli ( mi scusi, mister ) allora quanto gli diamo al nostro vecchio FF per le sue video-frustations? Direi 8 e mezzo?Bè,diciamo 9 - (se ci promette,da bravo,di spiegare tutto ammodino alle classi differenziate da ora in avanti?)
Keep going ffff e linea allo studio.....]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Vorrei saltare nell&#8217;arena anch&#8217;io, se tutto non fosse stato già detto, e il BENE ed il MALE,su questo glimpse-video cosmopolitan style di Francesco Forlani,alias Effeffe on the road !! Fantastico!! Allora, pistelli e non pistelli ( mi scusi, mister ) allora quanto gli diamo al nostro vecchio FF per le sue video-frustations? Direi 8 e mezzo?Bè,diciamo 9 &#8211; (se ci promette,da bravo,di spiegare tutto ammodino alle classi differenziate da ora in avanti?)<br />
Keep going ffff e linea allo studio&#8230;..</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Larry Massino		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2010/11/18/alfa-zeta-per-alfa-beta-f-come-frustrazioni/#comment-143314</link>

		<dc:creator><![CDATA[Larry Massino]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 Nov 2010 20:12:31 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Mi sembra che il comportamento di Piergiorgio Pistelli è stato corretto: ha detto, forse un po&#039; bruscamente, che il post non gli è piaciuto e ha spiegato il perché. In linea con le regole del blog Nazione Indiana espresse anche recentemente. O no?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mi sembra che il comportamento di Piergiorgio Pistelli è stato corretto: ha detto, forse un po&#8217; bruscamente, che il post non gli è piaciuto e ha spiegato il perché. In linea con le regole del blog Nazione Indiana espresse anche recentemente. O no?</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Piergiorgio Pistelli		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2010/11/18/alfa-zeta-per-alfa-beta-f-come-frustrazioni/#comment-143313</link>

		<dc:creator><![CDATA[Piergiorgio Pistelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 Nov 2010 19:56:03 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=37262#comment-143313</guid>

					<description><![CDATA[Vedo che lei cerca la rissa,signor Effeffe.
Mi chiama buffone.
Mi chiama ciambellano.
Mi butta fuori.
Mi emargina. 
Mi avevano detto che lei era un progressista.

Se vuole soddisfazione,a lei la scelta dele armi,signore.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Vedo che lei cerca la rissa,signor Effeffe.<br />
Mi chiama buffone.<br />
Mi chiama ciambellano.<br />
Mi butta fuori.<br />
Mi emargina.<br />
Mi avevano detto che lei era un progressista.</p>
<p>Se vuole soddisfazione,a lei la scelta dele armi,signore.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: carmine vitale		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2010/11/18/alfa-zeta-per-alfa-beta-f-come-frustrazioni/#comment-143311</link>

		<dc:creator><![CDATA[carmine vitale]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 Nov 2010 19:36:22 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=37262#comment-143311</guid>

					<description><![CDATA[se addirittura un lavoro che costruisce ora e nel tempo futuro ciò che di noi passa, fatto con l&#039;impegno che solo la passione sa dare viene anche qui criticato  mi vien voglia davvero di scivolare 
sarà dura svegliarsi dalla matrice.
intanto credo che questi brevi videoracconti siano una nuova frontiera per parlare ddi POESIA e della vita
due cose pure semplici elementari
e che sono grato ad effeffe per tutte le cose che mi ha fatto conoscere così!
bisognava vederla la passione quel giorno e quella notte e ascoltare i racconti  sui montaggi per capire la sua anima
felice cime sempre di vederti e sentirti
ce ne fossero
un caro saluto
c.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>se addirittura un lavoro che costruisce ora e nel tempo futuro ciò che di noi passa, fatto con l&#8217;impegno che solo la passione sa dare viene anche qui criticato  mi vien voglia davvero di scivolare<br />
sarà dura svegliarsi dalla matrice.<br />
intanto credo che questi brevi videoracconti siano una nuova frontiera per parlare ddi POESIA e della vita<br />
due cose pure semplici elementari<br />
e che sono grato ad effeffe per tutte le cose che mi ha fatto conoscere così!<br />
bisognava vederla la passione quel giorno e quella notte e ascoltare i racconti  sui montaggi per capire la sua anima<br />
felice cime sempre di vederti e sentirti<br />
ce ne fossero<br />
un caro saluto<br />
c.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: effeffe		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2010/11/18/alfa-zeta-per-alfa-beta-f-come-frustrazioni/#comment-143310</link>

		<dc:creator><![CDATA[effeffe]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 Nov 2010 19:17:03 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[caro lei, signor pistelli
non mi sembra che abbia cercato il dialogo o un confronto. Lei è un buffone, un commentatore da terza elementare, un ciambellano...
ecco, se io le dicessi così penserebbe che si stia cercando un dialogo ( come per esempio ha fatto invece Maria che delicatamente chiedeva lumi) o che si voglia entrare a gamba tesa su una cosa che forse una gita al parco proprio non è, anzi, diciamolo, una partitura di dolore elementare, forse. Comunque io il dialogo con quelli come lei non lo desidero anzi esca subito dall&#039;aula e non bighelloni per i corridoi
effeffe
ps
grazie Nat, dovevo scegliere tra i due testi da far scorrere insieme al reading e mi piaceva l&#039;idea di farli contaminare. bene poterlo avere qui nei commenti.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>caro lei, signor pistelli<br />
non mi sembra che abbia cercato il dialogo o un confronto. Lei è un buffone, un commentatore da terza elementare, un ciambellano&#8230;<br />
ecco, se io le dicessi così penserebbe che si stia cercando un dialogo ( come per esempio ha fatto invece Maria che delicatamente chiedeva lumi) o che si voglia entrare a gamba tesa su una cosa che forse una gita al parco proprio non è, anzi, diciamolo, una partitura di dolore elementare, forse. Comunque io il dialogo con quelli come lei non lo desidero anzi esca subito dall&#8217;aula e non bighelloni per i corridoi<br />
effeffe<br />
ps<br />
grazie Nat, dovevo scegliere tra i due testi da far scorrere insieme al reading e mi piaceva l&#8217;idea di farli contaminare. bene poterlo avere qui nei commenti.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Piergiorgio Pistelli		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2010/11/18/alfa-zeta-per-alfa-beta-f-come-frustrazioni/#comment-143306</link>

		<dc:creator><![CDATA[Piergiorgio Pistelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 Nov 2010 18:17:34 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=37262#comment-143306</guid>

					<description><![CDATA[Dal  maestro,il magister-redattore, ci si aspetterebbe il beneficio della discussione.
Dai redattori illuminati ci si aspetterebbe l&#039;intenzione congenita di aprirsi al dialogo.
E non che si stizziscano come zittelle.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dal  maestro,il magister-redattore, ci si aspetterebbe il beneficio della discussione.<br />
Dai redattori illuminati ci si aspetterebbe l&#8217;intenzione congenita di aprirsi al dialogo.<br />
E non che si stizziscano come zittelle.</p>
]]></content:encoded>
		
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