La verità, vi prego, sulle stragi!

1 dicembre 2010
Pubblicato da

  

Benedetta Tobagi, figlia di Walter, è stata la prima a mettermi al corrente di questo appello. Aveva tre anni quando uccisero suo padre sotto casa, ne ha scritto un libro con cui muove già oltre la propria memoria e il proprio dolore, e oggi dedica una parte cospicua della sua vita a una ricerca che mira a restituire verità e giustizia a tutte le vittime di quegli anni. In primo luogo quelle delle stragi. Le stragi nere e “di Stato” che restano un buco nero come trauma collettivo e come lascito oscuro che ha potuto continuare a agire sotto, ma che rischiano di rimanere per sempre senza colpevoli. L’ultima sentenza per Piazza della Loggia a Brescia è un’assoluzione per mancanza di prove (quelle stesse prove manipolate e fatte sparire dai servizi deviati). Lo stesso è accaduto per Piazza Fontana.

Questo appello è meno “visibile” di altri, visto che non è indirizzato al presente o al futuro prossimo, ma, per una volta, potrebbe diventare uno strumento di pressione politica reale. L’accesso agli archivi è forse l’unica carta per cambiare il corso della giustizia. Sicuramente sarebbe un contributo decisivo per ottenere quella verità che ci spetterebbe per bisogno e per diritto. (hj)

Tag: , , , , , , ,

8 Responses to La verità, vi prego, sulle stragi!

  1. mariasole ariot il 1 dicembre 2010 alle 13:30

    Firmo e faccio girare.

  2. A. il 1 dicembre 2010 alle 16:02

    Probabilmente è solo un sogno, ed essendo – sempre che esista – documentazione cartacea servirebbe prima uno scan,
    il che lo renderebbe un gesto non ovvio, ma sarebbe bello veder finire i materiali d´archivio sulle stragi
    in quella benedetta dropbox crittata di Wikileaks.

  3. A. il 1 dicembre 2010 alle 16:04

    Che imbarazzo, però, a margine di un´iniziativa del genere, leggere questo:

    Ai sensi degli articoli 13 e 23 del Codice Privacy, letta l’informativa, acconsento al successivo trattamento dei miei dati personali (compreso l’indirizzo e-mail) da parte di Gruppo Editoriale L’Espresso S.p.A. e delle società controllate, per essere informato sulle iniziative editoriali della “Community di Repubblica”

  4. gianni montieri il 1 dicembre 2010 alle 19:59

    fatto

  5. Antonella il 1 dicembre 2010 alle 22:33

    Fatto

  6. natàlia castaldi il 1 dicembre 2010 alle 22:36

    come sopra

  7. véronique vergé il 2 dicembre 2010 alle 10:26

    In Francia questi stragi sono bel mal conosciuti e solo inglobati sotto: années de plomb. Questo silenzio vuole molto dire su una storia ancora avvolta di interrogazioni. Per me si pone sempre il problema: devo firmare anche se non è la storia del mio paese. Ma forse devo firmare in nomine della mia passione per l’Italia.

  8. Giorgio il 6 dicembre 2010 alle 21:44

    Sottoscrivo….Fatto.



indiani