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	Commenti a: A chi è Rivolta?	</title>
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		<title>
		Di: rigodon		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2010/12/20/a-chi-e-rivolta/#comment-144920</link>

		<dc:creator><![CDATA[rigodon]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Dec 2010 20:59:21 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Non se la prenda Belpoliti,ma sembra una recensione di un romanzo ...senza un finale.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non se la prenda Belpoliti,ma sembra una recensione di un romanzo &#8230;senza un finale.</p>
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		Di: marco mancassola		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[marco mancassola]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Dec 2010 15:56:36 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Bel dibattito. Solo una cosa - robertobugliani scrive che il movimento no global genovese è imploso intorno a questioni di violenza vs non violenza. si trattò senz&#039;altro anche di questo, ma mi era sembrato che quel movimento fosse scomparso anzitutto nella polvere planetaria del crollo delle Torri. Il che conferma la lettura, che mi pare di trovare nel pezzo di Belpoliti, di rivolta come variante dello shock, dell&#039;happening-catastrofe: sepolta appena scoppia uno shock più grande.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Bel dibattito. Solo una cosa &#8211; robertobugliani scrive che il movimento no global genovese è imploso intorno a questioni di violenza vs non violenza. si trattò senz&#8217;altro anche di questo, ma mi era sembrato che quel movimento fosse scomparso anzitutto nella polvere planetaria del crollo delle Torri. Il che conferma la lettura, che mi pare di trovare nel pezzo di Belpoliti, di rivolta come variante dello shock, dell&#8217;happening-catastrofe: sepolta appena scoppia uno shock più grande.</p>
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		Di: georgia		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2010/12/20/a-chi-e-rivolta/#comment-144897</link>

		<dc:creator><![CDATA[georgia]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Dec 2010 15:07:32 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[BELPOLITI
Rivoluzione addio? Sì, il suo posto è stato preso dalla rivolta.

GEO
Boh, sembra quasi le due cose non possano essere contemporanee e che una escluda l’altra. Le rivolte ci sono sempre state, da spartaco alle jacquerie della fine del &#039;300, alla rivolta dei ciompi (che fu già cosa più complessa perché fu una vera e propria rivendicazione salariale, un primo tentativo di creare a Firenze una Arte [corporazione delle arti e dei mestieri], non come pura corporazione, ma  come sindacato per salariati) dalla rivolta dei contadini ai tempi di Lutero e giù fino a quelle moderne.
Le rivoluzioni invece si possono addirittura contare sulle dita di una mano, anzi c’è chi addirittura dice ce ne sia stata una sola, al massimo due. Ogni rivoluzione piccola o grande è stata costellata e accompagnata  da grappoli di rivolte precedenti contemporanea e conseguenti.

BEL
Se le rivoluzioni coltivavano il sogno dell’assalto al Palazzo d’Inverno, conquista del centro simbolico del potere, la rivolta avviene in modo molecolare con l’intento di condizionare materialmente l’andamento normale delle cose.

GEO
Bhe cercare di condizionare materialmente l’ordine delle cose (soprattutto se ci si riesce) mica è cosa da poco :-). Poi l’assalto alla bastiglia e al palazzo d’inverno sono atti simbolici, non rappresentano certo la grandezza della rivoluzione in atto. Del resto la presa dei luoghi del potere avviene anche in ogni colpo di stato che sarebbe difficile definire rivoluzione.

BEL
Quello che in definitiva la rivolta destruttura è l’idea stessa dell’identità politica

GEO
Su questo avrei da discutere, al massimo destruttura una particolare (e non eterna) identità politica.

BEL
Dobbiamo prepararci a vivere in un tempo diverso da quello che ha segnato le vite dei nostri padri e nonni, un tempo che non ha un’unica direzione, o una destinazione prefissata, ma che accade e insieme collassa, che si mostra e si sottrae. 

GEO
Beh mica è una scoperta nostra, nonni e bisnonni già lo avevano appreso da Eistein che il tempo non esiste unidirezionale;-)

BEL
L’Homo seditiosus è il campione di una umanità che scende in piazza oggi, ma anche domani e dopodomani, per realizzare «un’arte senza opera».

GEO
Non è proprio che si scenda in piazza per realizzare arte :-). E poi per hannah arend fra le varie cose della vita attiva la più importante (più sconvolgente e meno prevedibile nell’atto e nelle conseguenze) è sicuramente l’azione che da origine al cominciamento e non certo il lavoro e l’opera (arte compresa) senza nulla togliere a queste.
Ad ogni modo una cosa mi sembra NON sia stata detta (qui naturalmente) che quello che è successo il 14 è veramente nuovo per l’Italia, non tanto perché sia stata una rivolta invece di una rivoluzione (ma figuriamoci), ma perché è azione mossa (in tutti i suoi aspetti dinamiche comprese) da una cultura che prima non c’era. Le rivolte del passato nascevano da veri e propri blocchi, impedimenti, politici (per la maggioranza delle persone), da mancanza di informazione, erano solo locali perché la voce e il manoscritto certo non volano molto veloci. Le rivoluzioni iniziano a formarsi e svilupparsi con l’invenzione della stampa per poi esplodere nell’epoca dei giornali (sapere di un giorno al massimo un mese) e delle enciclopedie (sapere destinato alla durata lunga).
Oggi obbiettivamente è in corso da tempo (ma oggi il tempo è accelerato) una nuova rivoluzione della diffusione di informazioni e questi quindicenni ventenni sono proprio quelli nati sotto tale “rivoluzione” tecnologica e culturale. Voi vedete inconsistenza e superficialità nel loro comporsi per subito sciogliersi e cambiare … forse … ma non è superficialità come mancanza di qualcosa o minor profondità semmai è ampliamento di superficie, di spazi, non è “superficialità” ma solo meccanismo naturale della nuova cultura che porta le persone ad unirsi in enormi sciami per appoggiarsi (uno per tutti, tutti per uno) nel viaggio verso qualcosa che, una volta raggiunto, richiede di sciogliersi per poi ricomporsi per altri fini. Può piacerci o meno ma questo è.
geo]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>BELPOLITI<br />
Rivoluzione addio? Sì, il suo posto è stato preso dalla rivolta.</p>
<p>GEO<br />
Boh, sembra quasi le due cose non possano essere contemporanee e che una escluda l’altra. Le rivolte ci sono sempre state, da spartaco alle jacquerie della fine del &#8216;300, alla rivolta dei ciompi (che fu già cosa più complessa perché fu una vera e propria rivendicazione salariale, un primo tentativo di creare a Firenze una Arte [corporazione delle arti e dei mestieri], non come pura corporazione, ma  come sindacato per salariati) dalla rivolta dei contadini ai tempi di Lutero e giù fino a quelle moderne.<br />
Le rivoluzioni invece si possono addirittura contare sulle dita di una mano, anzi c’è chi addirittura dice ce ne sia stata una sola, al massimo due. Ogni rivoluzione piccola o grande è stata costellata e accompagnata  da grappoli di rivolte precedenti contemporanea e conseguenti.</p>
<p>BEL<br />
Se le rivoluzioni coltivavano il sogno dell’assalto al Palazzo d’Inverno, conquista del centro simbolico del potere, la rivolta avviene in modo molecolare con l’intento di condizionare materialmente l’andamento normale delle cose.</p>
<p>GEO<br />
Bhe cercare di condizionare materialmente l’ordine delle cose (soprattutto se ci si riesce) mica è cosa da poco :-). Poi l’assalto alla bastiglia e al palazzo d’inverno sono atti simbolici, non rappresentano certo la grandezza della rivoluzione in atto. Del resto la presa dei luoghi del potere avviene anche in ogni colpo di stato che sarebbe difficile definire rivoluzione.</p>
<p>BEL<br />
Quello che in definitiva la rivolta destruttura è l’idea stessa dell’identità politica</p>
<p>GEO<br />
Su questo avrei da discutere, al massimo destruttura una particolare (e non eterna) identità politica.</p>
<p>BEL<br />
Dobbiamo prepararci a vivere in un tempo diverso da quello che ha segnato le vite dei nostri padri e nonni, un tempo che non ha un’unica direzione, o una destinazione prefissata, ma che accade e insieme collassa, che si mostra e si sottrae. </p>
<p>GEO<br />
Beh mica è una scoperta nostra, nonni e bisnonni già lo avevano appreso da Eistein che il tempo non esiste unidirezionale;-)</p>
<p>BEL<br />
L’Homo seditiosus è il campione di una umanità che scende in piazza oggi, ma anche domani e dopodomani, per realizzare «un’arte senza opera».</p>
<p>GEO<br />
Non è proprio che si scenda in piazza per realizzare arte :-). E poi per hannah arend fra le varie cose della vita attiva la più importante (più sconvolgente e meno prevedibile nell’atto e nelle conseguenze) è sicuramente l’azione che da origine al cominciamento e non certo il lavoro e l’opera (arte compresa) senza nulla togliere a queste.<br />
Ad ogni modo una cosa mi sembra NON sia stata detta (qui naturalmente) che quello che è successo il 14 è veramente nuovo per l’Italia, non tanto perché sia stata una rivolta invece di una rivoluzione (ma figuriamoci), ma perché è azione mossa (in tutti i suoi aspetti dinamiche comprese) da una cultura che prima non c’era. Le rivolte del passato nascevano da veri e propri blocchi, impedimenti, politici (per la maggioranza delle persone), da mancanza di informazione, erano solo locali perché la voce e il manoscritto certo non volano molto veloci. Le rivoluzioni iniziano a formarsi e svilupparsi con l’invenzione della stampa per poi esplodere nell’epoca dei giornali (sapere di un giorno al massimo un mese) e delle enciclopedie (sapere destinato alla durata lunga).<br />
Oggi obbiettivamente è in corso da tempo (ma oggi il tempo è accelerato) una nuova rivoluzione della diffusione di informazioni e questi quindicenni ventenni sono proprio quelli nati sotto tale “rivoluzione” tecnologica e culturale. Voi vedete inconsistenza e superficialità nel loro comporsi per subito sciogliersi e cambiare … forse … ma non è superficialità come mancanza di qualcosa o minor profondità semmai è ampliamento di superficie, di spazi, non è “superficialità” ma solo meccanismo naturale della nuova cultura che porta le persone ad unirsi in enormi sciami per appoggiarsi (uno per tutti, tutti per uno) nel viaggio verso qualcosa che, una volta raggiunto, richiede di sciogliersi per poi ricomporsi per altri fini. Può piacerci o meno ma questo è.<br />
geo</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: due colonne taglio basso &#187; Blog Archive &#187; la parola, il contesto e l&#8217;ascolto		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2010/12/20/a-chi-e-rivolta/#comment-144891</link>

		<dc:creator><![CDATA[due colonne taglio basso &#187; Blog Archive &#187; la parola, il contesto e l&#8217;ascolto]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Dec 2010 14:37:05 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[[...] un certo punto, replicando ai commenti, Belpoliti scrive: Chiedo scusa se intervengo solo di striscio, ma tenete conto che è scritto per La Stampa, un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>[&#8230;] un certo punto, replicando ai commenti, Belpoliti scrive: Chiedo scusa se intervengo solo di striscio, ma tenete conto che è scritto per La Stampa, un [&#8230;]</p>
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		<title>
		Di: Massimo		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2010/12/20/a-chi-e-rivolta/#comment-144865</link>

		<dc:creator><![CDATA[Massimo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Dec 2010 11:11:40 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Quoto Genseki.]]></description>
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		Di: arminio		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2010/12/20/a-chi-e-rivolta/#comment-144830</link>

		<dc:creator><![CDATA[arminio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Dec 2010 04:26:28 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[trovo indecente una trasmissione televisiva che mette la gente in curva
e dedica la tribuna d&#039;onore ai pagliacci della politica.
la gente guarda quei programmi per lo stesso motivo per cui si guardava il processo del lunedì di biscardi.
penso che la rivolta sia sacra e santa. il guaio è che minima e sporadica.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>trovo indecente una trasmissione televisiva che mette la gente in curva<br />
e dedica la tribuna d&#8217;onore ai pagliacci della politica.<br />
la gente guarda quei programmi per lo stesso motivo per cui si guardava il processo del lunedì di biscardi.<br />
penso che la rivolta sia sacra e santa. il guaio è che minima e sporadica.</p>
]]></content:encoded>
		
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		<title>
		Di: robertobugliani		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2010/12/20/a-chi-e-rivolta/#comment-144829</link>

		<dc:creator><![CDATA[robertobugliani]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Dec 2010 01:19:51 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Spero,  mi auguro che gli studenti dell&#039;attuale movimento si identifichino nella ribellione più che nella rivolta. La rivolta dura l&#039;espace d&#039;un matin, non ha - e qui condivido Belpoliti - progetto, ma si esaurisce nella provvisorietà e nell&#039;istantaneo, anche se può durare due mesi, come la grandiosa Comune di Parigi, ma poi arriva il Mac Mahon di turno con l&#039;esercito di  Versailles ed è carneficina. Mi pare che lo spirito del nostro tempo sia più incline, nel nostro occidente europeo, alla rivolta che alla ribellione. A Genova durante il G8 c&#039;è stata rivolta, poi tutto è naufragato non perché il movimento si è ritirato a leccarsi le ferite, ma perché è scoppiata la querelle, sempre puntuale e precisa come il solito orologio svizzero, tra violenza VS non violenza, peraltro già latente nei mesi precedenti Genova in rete e tra gli scazzi dei gruppi, e il tormentone dei mesi successivi ha mandato tutto a ramengo. Quindi non è la rivolta a mettere il granellino di sabbia nei macchinari o apparati del sistema, semmai è la ribellione. Se in Italia o in Europa esempi di ribellione se ne vedono pochini, anche a mettersi gli occhiali rosa, basta fare un salto in quell&#039;emisfero &quot;sottosviluppato&quot; che nessun guru o media si fila, ed esempi se ne trovano di interessanti. Le comunità indigene zapatiste del Chiapas, poniamo, sono in ribellione e in resistenza da 17 anni (e altri dieci ne hanno impiegato a prepararla), e mi pare questo un arco di tempo rispettabile, quanto meno in relazione alle nostre rivolte che durano nel migliore dei casi nemmeno un anno. Ma gli zapatisti del Chiapas sanno sulla propria pelle che il Potere non scherza con la loro ribellione, e manda esercito e paramilitari a tentare di reprimerla. Qui mi pare invece che la rivolta non sia poi così pericolosa per il Potere, al massimo può essere oggetto di qualche &quot;sovversivo&quot; seminario universitario.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Spero,  mi auguro che gli studenti dell&#8217;attuale movimento si identifichino nella ribellione più che nella rivolta. La rivolta dura l&#8217;espace d&#8217;un matin, non ha &#8211; e qui condivido Belpoliti &#8211; progetto, ma si esaurisce nella provvisorietà e nell&#8217;istantaneo, anche se può durare due mesi, come la grandiosa Comune di Parigi, ma poi arriva il Mac Mahon di turno con l&#8217;esercito di  Versailles ed è carneficina. Mi pare che lo spirito del nostro tempo sia più incline, nel nostro occidente europeo, alla rivolta che alla ribellione. A Genova durante il G8 c&#8217;è stata rivolta, poi tutto è naufragato non perché il movimento si è ritirato a leccarsi le ferite, ma perché è scoppiata la querelle, sempre puntuale e precisa come il solito orologio svizzero, tra violenza VS non violenza, peraltro già latente nei mesi precedenti Genova in rete e tra gli scazzi dei gruppi, e il tormentone dei mesi successivi ha mandato tutto a ramengo. Quindi non è la rivolta a mettere il granellino di sabbia nei macchinari o apparati del sistema, semmai è la ribellione. Se in Italia o in Europa esempi di ribellione se ne vedono pochini, anche a mettersi gli occhiali rosa, basta fare un salto in quell&#8217;emisfero &#8220;sottosviluppato&#8221; che nessun guru o media si fila, ed esempi se ne trovano di interessanti. Le comunità indigene zapatiste del Chiapas, poniamo, sono in ribellione e in resistenza da 17 anni (e altri dieci ne hanno impiegato a prepararla), e mi pare questo un arco di tempo rispettabile, quanto meno in relazione alle nostre rivolte che durano nel migliore dei casi nemmeno un anno. Ma gli zapatisti del Chiapas sanno sulla propria pelle che il Potere non scherza con la loro ribellione, e manda esercito e paramilitari a tentare di reprimerla. Qui mi pare invece che la rivolta non sia poi così pericolosa per il Potere, al massimo può essere oggetto di qualche &#8220;sovversivo&#8221; seminario universitario.</p>
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		<title>
		Di: luigi mazza		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2010/12/20/a-chi-e-rivolta/#comment-144827</link>

		<dc:creator><![CDATA[luigi mazza]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Dec 2010 00:45:49 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Nella mia generalizzazione &quot;state sbagliando un po&#039; tutti&quot; forse mi sono espresso male: non mi riferivo all&#039;autore del post, né ai commentatori, né a nemici immaginari. Quanto a  Roberto Saviano ... spero di non passare per lo studente strafottente che spara a zero, lo apprezzo tantissimo, e ancor di più da meridionale. Ma credo si sia fatto prendere dalla cosiddetta &quot;sindrome dei topi&quot; un pò tuttologi di Badiou, commentando subito e a caldo e pubblicando la sua lettera agli studenti...«Topo è chi, tutto all’interno della temporalità dell’opinione, non può sopportare d’attendere [...] Topo è chi ha bisogno di precipitarsi nella temporalità che gli viene offerta, senza essere affatto in grado di stabilire una durata propria.» (ne hanno parlato molto bene i Wu Ming qui http://www.wumingfoundation.com/giap/?p=1533).  Discorso a parte per Telese: &quot;sfottere&quot; i book block con un articolo (http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/12/14/i-libri-dei-piccoli-guerriglieri-urbani/81922/anch&#039;esso a caldo, mezzora dopo la fine degli scontri) come il suo è tipico di chi cavalca le emozioni trasversali, di destra e sinistra, di un paese, qual è il nostro, che ha perso la capacità di analisi, di lucida percezione degli eventi... Che bada alla sintesi. Dico che è una rivoluzione a colori in un paese in bianco e nero perché questa è la realtà che mi appare. Restando ai Media, ed escludendo per mia censura &quot;preventiva&quot; (questa sì) Mediaset e i giornali della famiglia Berlusconi, basti guardare lo stesso Annozero: perché lo studente di scienze politiche stava ad elemonisare nel pubblico, nella folla, 2 minuti di spazio televisivo? Perché Casini, Di Pietro, e La russa a dire la loro, e lui a doversi difendere da un fascista che gli dava del &quot;vigliacco&quot;?Forse  perché o studente appartiene a una categoria di gente che non vota nessuno dei tre politici di cui sopra, è zona grigia e improduttiva... Perché si parla di scontri, di rivolte studentesche, e gli studenti sanno a margine per commentare e chiosare discorsi e insulti che li riguardano? Tutto ciò è sintomatico di quanto avviene: tutto preconfezionato, deciso, votato e approvato. Noi veniamo dopo,anche se saremmo in primo piano, o se in primo piano ci hanno costretti a stare per criminalizzarci o strumentalizzarci. Volendo citare anch&#039;io Benjamin per rispondere , rievoco, e forse un pò tradisco, l&#039;immagine dell&#039;Angelus Novus con lo sguardo sul cumulo di macerie del passato:  &quot;Questa tempesta lo spinge irresistibilmente nel futuro, a cui volge le spalle, mentre il cumulo delle rovine sale davanti a lui al cielo. Ciò che chiamiamo il progresso, è questa tempesta&quot;. Guardiamo al passato noi, la mia generazione precaria, non solo perché il futuro ci è ignoto, ma perché dal passato abbiamo da imparare una lezione: la storia ci dà ragione, l&#039;oppressione da cui ci vogliamo liberare è l&#039;oppressione di intere generazioni tradite. Ecco perché rievocavo i movimenti dello scorso secolo... E ricitando Benjamin &quot;solo a chi è senza speranza si dà la speranza&quot;. Siamo senza speranza, senza niente da perdere. Stiamo riconquistando spazi, stiamo rivendicando quanto ci è stato sottratto... Forse ci saremmo accontentati della metà di quanto hanno dato ai nostri padri, ma adesso non resta neanche quello. Per noi non c&#039;è nulla. Ecco perché ora rivendichiamo tutto.
Luigi Mazza, studente (ancora !)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nella mia generalizzazione &#8220;state sbagliando un po&#8217; tutti&#8221; forse mi sono espresso male: non mi riferivo all&#8217;autore del post, né ai commentatori, né a nemici immaginari. Quanto a  Roberto Saviano &#8230; spero di non passare per lo studente strafottente che spara a zero, lo apprezzo tantissimo, e ancor di più da meridionale. Ma credo si sia fatto prendere dalla cosiddetta &#8220;sindrome dei topi&#8221; un pò tuttologi di Badiou, commentando subito e a caldo e pubblicando la sua lettera agli studenti&#8230;«Topo è chi, tutto all’interno della temporalità dell’opinione, non può sopportare d’attendere [&#8230;] Topo è chi ha bisogno di precipitarsi nella temporalità che gli viene offerta, senza essere affatto in grado di stabilire una durata propria.» (ne hanno parlato molto bene i Wu Ming qui <a href="http://www.wumingfoundation.com/giap/?p=1533" rel="nofollow ugc">http://www.wumingfoundation.com/giap/?p=1533</a>).  Discorso a parte per Telese: &#8220;sfottere&#8221; i book block con un articolo (<a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/12/14/i-libri-dei-piccoli-guerriglieri-urbani/81922/anch&#039;esso" rel="nofollow ugc">http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/12/14/i-libri-dei-piccoli-guerriglieri-urbani/81922/anch&#039;esso</a> a caldo, mezzora dopo la fine degli scontri) come il suo è tipico di chi cavalca le emozioni trasversali, di destra e sinistra, di un paese, qual è il nostro, che ha perso la capacità di analisi, di lucida percezione degli eventi&#8230; Che bada alla sintesi. Dico che è una rivoluzione a colori in un paese in bianco e nero perché questa è la realtà che mi appare. Restando ai Media, ed escludendo per mia censura &#8220;preventiva&#8221; (questa sì) Mediaset e i giornali della famiglia Berlusconi, basti guardare lo stesso Annozero: perché lo studente di scienze politiche stava ad elemonisare nel pubblico, nella folla, 2 minuti di spazio televisivo? Perché Casini, Di Pietro, e La russa a dire la loro, e lui a doversi difendere da un fascista che gli dava del &#8220;vigliacco&#8221;?Forse  perché o studente appartiene a una categoria di gente che non vota nessuno dei tre politici di cui sopra, è zona grigia e improduttiva&#8230; Perché si parla di scontri, di rivolte studentesche, e gli studenti sanno a margine per commentare e chiosare discorsi e insulti che li riguardano? Tutto ciò è sintomatico di quanto avviene: tutto preconfezionato, deciso, votato e approvato. Noi veniamo dopo,anche se saremmo in primo piano, o se in primo piano ci hanno costretti a stare per criminalizzarci o strumentalizzarci. Volendo citare anch&#8217;io Benjamin per rispondere , rievoco, e forse un pò tradisco, l&#8217;immagine dell&#8217;Angelus Novus con lo sguardo sul cumulo di macerie del passato:  &#8220;Questa tempesta lo spinge irresistibilmente nel futuro, a cui volge le spalle, mentre il cumulo delle rovine sale davanti a lui al cielo. Ciò che chiamiamo il progresso, è questa tempesta&#8221;. Guardiamo al passato noi, la mia generazione precaria, non solo perché il futuro ci è ignoto, ma perché dal passato abbiamo da imparare una lezione: la storia ci dà ragione, l&#8217;oppressione da cui ci vogliamo liberare è l&#8217;oppressione di intere generazioni tradite. Ecco perché rievocavo i movimenti dello scorso secolo&#8230; E ricitando Benjamin &#8220;solo a chi è senza speranza si dà la speranza&#8221;. Siamo senza speranza, senza niente da perdere. Stiamo riconquistando spazi, stiamo rivendicando quanto ci è stato sottratto&#8230; Forse ci saremmo accontentati della metà di quanto hanno dato ai nostri padri, ma adesso non resta neanche quello. Per noi non c&#8217;è nulla. Ecco perché ora rivendichiamo tutto.<br />
Luigi Mazza, studente (ancora !)</p>
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		<title>
		Di: humanitas		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2010/12/20/a-chi-e-rivolta/#comment-144825</link>

		<dc:creator><![CDATA[humanitas]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Dec 2010 00:44:08 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[negli ultiimi decenni gli abitanti dei paesi occidentali hanno toccato il momento di massima libertà vissuto dall&#039;umanità da quando esiste

ora devono liberamente decidere se soltanto perdere quella libertà o inventarsene una nuova]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>negli ultiimi decenni gli abitanti dei paesi occidentali hanno toccato il momento di massima libertà vissuto dall&#8217;umanità da quando esiste</p>
<p>ora devono liberamente decidere se soltanto perdere quella libertà o inventarsene una nuova</p>
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		Di: arminio		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[arminio]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Dec 2010 21:22:41 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[trovo molto interessante il pezzo di belpoliti. nell&#039;epoca dell&#039;autismo corale
non si può analizzare una rivolta con la stessa angolazione degli anni sessanta o settanta.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>trovo molto interessante il pezzo di belpoliti. nell&#8217;epoca dell&#8217;autismo corale<br />
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