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	Commenti a: FILOLOGIA, FILOLOGIA&#8230;	</title>
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		<title>
		Di: Daniele Ventre		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2010/12/23/filologia-filologia/#comment-145288</link>

		<dc:creator><![CDATA[Daniele Ventre]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 01 Jan 2011 17:18:34 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[P. p. s.

Strano è comunque che i primi cristiani cercavano di convertire i politeisti additando le concomitanze fra cultura greco-latina e Weltanschauung cristiana. L&#039;uomo tardo-antico e medievale (più vicino al cristianesimo originario) sarebbe stato interessato dalle concomitanze qui evidenziate. Oggi il cristiano medio sembra molto più preoccupato di tracciare un confine...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>P. p. s.</p>
<p>Strano è comunque che i primi cristiani cercavano di convertire i politeisti additando le concomitanze fra cultura greco-latina e Weltanschauung cristiana. L&#8217;uomo tardo-antico e medievale (più vicino al cristianesimo originario) sarebbe stato interessato dalle concomitanze qui evidenziate. Oggi il cristiano medio sembra molto più preoccupato di tracciare un confine&#8230;</p>
]]></content:encoded>
		
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		<title>
		Di: Daniele Ventre		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2010/12/23/filologia-filologia/#comment-145287</link>

		<dc:creator><![CDATA[Daniele Ventre]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 01 Jan 2011 17:02:52 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[P.s. @ giuliomozzi

Io ho scritto, propriamente:

Come è noto, il dio indoiranico precristiano Mitra nasce da una roccia (petroghenès), ma se è famosa l’immagine del dio stante sulla roccia, sovente questa roccia ha anche la forma della volta di una caverna, di una grotta (vi ricorda qualcosa?)...

La stessa roccia-caverna, altro non è che immagine della madre ancestrale (la Terra) che partorisce “senza amabile amplesso” sin dai tempi di Esiodo -o meglio, dai tempi delle veneri paleolitiche, immagini della dea madre che è l’ipostasi della fecondità al punto di non aver bisogno di controparte maschile per generare.

... Cumont connette la roccia da cui nasce Mitra con la dea madre Agdus da cui nasce Agdisti, di area frigia. M. Schwartz (Mithraic studies proceedings, ed by J. R Hinnel, Manchester 1975, p. 416) contesta l’identificazione fra Agdisti, (pathetical hermaphrodite, una specie di Attis) e il possente Mitra. Tuttavia il tratto significativo, nella teoria di Cumont, non è tanto la comparazione fra i figli, quanto piuttosto fra le madri, cioè l’associazione (in area anatolica) roccia-montagna, dea madre: una connessione simbolica che ritroviamo spesso, anche nelle tradizioni assunte dai Greci a partire da sostrati preellenici, come nel caso di Rhea e di Cybele, più tardi fuse per sincretismo, e associate alle grandi montagne e alle loro caverne (l’Ida di Creta, così come l’Ida in Troade). Nel contesto indoeuropeo (non in quello semitico), ricorre del resto un’espressione enigmatica, “quercia e roccia” (sulla cui diffusione vedi Watkins, how to kill a dragon, 1995), che è riferita enigmaticamente ai momenti di fondazione, e implica la fusione fra l’axis mundi, simbolo fallico, principio maschile, quercia, senhal del dio del fulmine, e la roccia, la terra, dea madre. Tutti questi dati di fatto, attestati in varie forme nei miti e nelle poesie epiche del mondo egeo-anatolico e medio-orientale (non sto a citare le innumeri fonti, che non c’è spazio né tempo per farlo qui) definiscono un’archetipo di dea madre vergine strettamente associata con l’immagine della roccia e della caverna (potrei citare i libri di Marguerite Rigoglioso come ultime fonti in merito ma qualcuno potrebbe considerarli unilaterali prodotti del filone della storia delle donne; meglio ancora potrei citare la venerabile opera di Marija Gimbutas, che di linguaggi della dea se ne intendeva). Questo archetipo viene declinato in mille forme sin dal tardo mesolitico in tutta l’Europa Orientale e nell’oriente mediterraneo in genere (e non solo). A questo archetipo si associano pàredri (dei maschili figli e sposi) variamente indipendenti, risorgenti, virili, ermafroditi etc. Il materiale per il delinearsi precristiano di una nascita virginale di Mitra diffusa per tradizione orale è ampiamente presente e attestato. Altro che miti inventati dai Romani tanto per dare una nascita al dio, altro che scopiazzamenti di v secolo d.C.!

Questo per precisare il contesto: roccia-montagna-caverna = dea madre ancestrale che partorisce per partenogenesi = archetipi della grande dea calati sulla figura della Vergine. 

Questo a scanso di capziosità da domenicani nel confortorio...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>P.s. @ giuliomozzi</p>
<p>Io ho scritto, propriamente:</p>
<p>Come è noto, il dio indoiranico precristiano Mitra nasce da una roccia (petroghenès), ma se è famosa l’immagine del dio stante sulla roccia, sovente questa roccia ha anche la forma della volta di una caverna, di una grotta (vi ricorda qualcosa?)&#8230;</p>
<p>La stessa roccia-caverna, altro non è che immagine della madre ancestrale (la Terra) che partorisce “senza amabile amplesso” sin dai tempi di Esiodo -o meglio, dai tempi delle veneri paleolitiche, immagini della dea madre che è l’ipostasi della fecondità al punto di non aver bisogno di controparte maschile per generare.</p>
<p>&#8230; Cumont connette la roccia da cui nasce Mitra con la dea madre Agdus da cui nasce Agdisti, di area frigia. M. Schwartz (Mithraic studies proceedings, ed by J. R Hinnel, Manchester 1975, p. 416) contesta l’identificazione fra Agdisti, (pathetical hermaphrodite, una specie di Attis) e il possente Mitra. Tuttavia il tratto significativo, nella teoria di Cumont, non è tanto la comparazione fra i figli, quanto piuttosto fra le madri, cioè l’associazione (in area anatolica) roccia-montagna, dea madre: una connessione simbolica che ritroviamo spesso, anche nelle tradizioni assunte dai Greci a partire da sostrati preellenici, come nel caso di Rhea e di Cybele, più tardi fuse per sincretismo, e associate alle grandi montagne e alle loro caverne (l’Ida di Creta, così come l’Ida in Troade). Nel contesto indoeuropeo (non in quello semitico), ricorre del resto un’espressione enigmatica, “quercia e roccia” (sulla cui diffusione vedi Watkins, how to kill a dragon, 1995), che è riferita enigmaticamente ai momenti di fondazione, e implica la fusione fra l’axis mundi, simbolo fallico, principio maschile, quercia, senhal del dio del fulmine, e la roccia, la terra, dea madre. Tutti questi dati di fatto, attestati in varie forme nei miti e nelle poesie epiche del mondo egeo-anatolico e medio-orientale (non sto a citare le innumeri fonti, che non c’è spazio né tempo per farlo qui) definiscono un’archetipo di dea madre vergine strettamente associata con l’immagine della roccia e della caverna (potrei citare i libri di Marguerite Rigoglioso come ultime fonti in merito ma qualcuno potrebbe considerarli unilaterali prodotti del filone della storia delle donne; meglio ancora potrei citare la venerabile opera di Marija Gimbutas, che di linguaggi della dea se ne intendeva). Questo archetipo viene declinato in mille forme sin dal tardo mesolitico in tutta l’Europa Orientale e nell’oriente mediterraneo in genere (e non solo). A questo archetipo si associano pàredri (dei maschili figli e sposi) variamente indipendenti, risorgenti, virili, ermafroditi etc. Il materiale per il delinearsi precristiano di una nascita virginale di Mitra diffusa per tradizione orale è ampiamente presente e attestato. Altro che miti inventati dai Romani tanto per dare una nascita al dio, altro che scopiazzamenti di v secolo d.C.!</p>
<p>Questo per precisare il contesto: roccia-montagna-caverna = dea madre ancestrale che partorisce per partenogenesi = archetipi della grande dea calati sulla figura della Vergine. </p>
<p>Questo a scanso di capziosità da domenicani nel confortorio&#8230;</p>
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		<title>
		Di: Daniele Ventre		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2010/12/23/filologia-filologia/#comment-145286</link>

		<dc:creator><![CDATA[Daniele Ventre]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 01 Jan 2011 16:56:11 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@ mario pandiani

Credo che chi parlasse di immaginario cristiano non intendesse contestare l&#039;esistenza di fonti scritte, né depotenziare il mythos con la qualifica di immaginario. La Constantini donatio (documento falso altomedievale di cui Lorenzo Valla denunciò a suo tempo, quasi sei secoli fa, l&#039;inanutenticità) non ha nulla a che fare con l&#039;editto di tolleranza promulgato a Milano da Costantino e Licinio nel 313 d. C. e da lei ricordato qui. Dal suo intervento mi sembra di dedurre una piccola confusione terminologica. Mi corregga se sbaglio.
Per quanto riguarda i rapporti fra Dioniso, Krishna etc. e Cristo, si è voluto semplicemente sottolineare la presenza precristiana di archetipi mitologici di re sacro calati sulla figura storica di Cristo. Esattamente come l&#039;archetipo mitologico di Achille fu calato, in altra atmosfera e per altri fini (di carattere politico più che religioso) su Alessandro il Macedone.

Cerchiamo di non cedere all&#039;invenzione polemica.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@ mario pandiani</p>
<p>Credo che chi parlasse di immaginario cristiano non intendesse contestare l&#8217;esistenza di fonti scritte, né depotenziare il mythos con la qualifica di immaginario. La Constantini donatio (documento falso altomedievale di cui Lorenzo Valla denunciò a suo tempo, quasi sei secoli fa, l&#8217;inanutenticità) non ha nulla a che fare con l&#8217;editto di tolleranza promulgato a Milano da Costantino e Licinio nel 313 d. C. e da lei ricordato qui. Dal suo intervento mi sembra di dedurre una piccola confusione terminologica. Mi corregga se sbaglio.<br />
Per quanto riguarda i rapporti fra Dioniso, Krishna etc. e Cristo, si è voluto semplicemente sottolineare la presenza precristiana di archetipi mitologici di re sacro calati sulla figura storica di Cristo. Esattamente come l&#8217;archetipo mitologico di Achille fu calato, in altra atmosfera e per altri fini (di carattere politico più che religioso) su Alessandro il Macedone.</p>
<p>Cerchiamo di non cedere all&#8217;invenzione polemica.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: franco buffoni		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2010/12/23/filologia-filologia/#comment-145279</link>

		<dc:creator><![CDATA[franco buffoni]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 31 Dec 2010 19:17:42 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Giulio, sinceramente la tua insistenza nel fare finta di non voler capire:
a) quali sono le mie motivazioni alla scrittura del post;
b) qual è il senso profondo della risposta di Ventre
mi confermano in quanto già ti ho scritto:
la credenza purtroppo ti obnubila nel processi di comprensione e conoscenza.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Giulio, sinceramente la tua insistenza nel fare finta di non voler capire:<br />
a) quali sono le mie motivazioni alla scrittura del post;<br />
b) qual è il senso profondo della risposta di Ventre<br />
mi confermano in quanto già ti ho scritto:<br />
la credenza purtroppo ti obnubila nel processi di comprensione e conoscenza.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: giuliomozzi		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2010/12/23/filologia-filologia/#comment-145252</link>

		<dc:creator><![CDATA[giuliomozzi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Dec 2010 23:59:12 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Mauro Baldrati: io sto dicendo a Franco Buffoni che, secondo me, nel suo testo c&#039;è un errore di filologia. Cosa che mi dispiace, perché depotenzia la sua argomentazione.

Manuel Cohen: ti pare che io mi sia arrogato &quot;il primato della ‘verità’ sulle altre verità rivelate&quot;?

Daniz, scrivi: &quot;c’è bisogno di uno studio molto più approfondito, che molto probabilmente lei ha ma che la maggior parte dei credenti non possiede che a livello folkloristico&quot;. Come fai a sapere che &quot;la maggior parte dei credenti&quot; possiede solo &quot;a livello folkloristico&quot; questo &quot;studio molto più approfondito&quot;? Puoi citare qualche lavoro scientifico a sostegno di questa tua affermazione? 

Franco Buffoni: Daniele Ventre ha scritto (&lt;a href=&quot;https://www.nazioneindiana.com/2010/12/23/filologia-filologia/#comment-145057&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;qui&lt;/a&gt;: &quot;Come è noto, il dio indoiranico precristiano Mitra nasce da una roccia&quot;.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mauro Baldrati: io sto dicendo a Franco Buffoni che, secondo me, nel suo testo c&#8217;è un errore di filologia. Cosa che mi dispiace, perché depotenzia la sua argomentazione.</p>
<p>Manuel Cohen: ti pare che io mi sia arrogato &#8220;il primato della ‘verità’ sulle altre verità rivelate&#8221;?</p>
<p>Daniz, scrivi: &#8220;c’è bisogno di uno studio molto più approfondito, che molto probabilmente lei ha ma che la maggior parte dei credenti non possiede che a livello folkloristico&#8221;. Come fai a sapere che &#8220;la maggior parte dei credenti&#8221; possiede solo &#8220;a livello folkloristico&#8221; questo &#8220;studio molto più approfondito&#8221;? Puoi citare qualche lavoro scientifico a sostegno di questa tua affermazione? </p>
<p>Franco Buffoni: Daniele Ventre ha scritto (<a href="https://www.nazioneindiana.com/2010/12/23/filologia-filologia/#comment-145057" rel="nofollow">qui</a>: &#8220;Come è noto, il dio indoiranico precristiano Mitra nasce da una roccia&#8221;.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: carmelo		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2010/12/23/filologia-filologia/#comment-145187</link>

		<dc:creator><![CDATA[carmelo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Dec 2010 21:30:41 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[non ho letto se non velocemente (per mancanza di tempo) la discussione che si è sviluppata   con l&#039;articolo di buffoni.
Prafrasando la parte finale mi viene da dire:
&quot;Una maggiore consapevolezza circa la dimensione storica degli elementi della loro religione&quot;  dovrebbe indurre i &lt;b&gt;cattolici italiani professanti&lt;/b&gt; ad essere più umili, tolleranti e rispettosi delle idee, delle convinzioni e dei comportamenti non solo dei non cattolici italiani ma  anche dei cattolici che pur credendo nelle &quot;narrazioni indimostrabili&quot; e nei dogmi della chiesa, ritengono tuttavia di non dover ubbidire alla cazzate che ancora oggi la chiesa cattolica italiana pretende di imporre agli italiani del tipo:  non usare il preservativo quando scopi, non abortire non innamorararti di uno/a dello stesso sesso tuo bla bla bla. 
Di cazzate la chiesa ne ha fatte e dette di peggio. pensate bruciava le creatuire di dio e prima di bruciarle le torturava. 

Alla frase di buffoni vorrei aggiungere:
consapevolezza della &lt;b&gt;dimensione geografica&lt;/b&gt;
mi risulta che anche gli evangelici tedeschi o i  protestanti svedesi siano dei cristiani, eppure non pretendono di imporre alle società di cui fanno parte certe inenarrabili e idiote narrazioni che ancora in questo paese ci vengono propinate. ne pretendono di commentere quel colossale furto (non rubare dice il dogma) che è l&#039;8 per mille]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>non ho letto se non velocemente (per mancanza di tempo) la discussione che si è sviluppata   con l&#8217;articolo di buffoni.<br />
Prafrasando la parte finale mi viene da dire:<br />
&#8220;Una maggiore consapevolezza circa la dimensione storica degli elementi della loro religione&#8221;  dovrebbe indurre i <b>cattolici italiani professanti</b> ad essere più umili, tolleranti e rispettosi delle idee, delle convinzioni e dei comportamenti non solo dei non cattolici italiani ma  anche dei cattolici che pur credendo nelle &#8220;narrazioni indimostrabili&#8221; e nei dogmi della chiesa, ritengono tuttavia di non dover ubbidire alla cazzate che ancora oggi la chiesa cattolica italiana pretende di imporre agli italiani del tipo:  non usare il preservativo quando scopi, non abortire non innamorararti di uno/a dello stesso sesso tuo bla bla bla.<br />
Di cazzate la chiesa ne ha fatte e dette di peggio. pensate bruciava le creatuire di dio e prima di bruciarle le torturava. </p>
<p>Alla frase di buffoni vorrei aggiungere:<br />
consapevolezza della <b>dimensione geografica</b><br />
mi risulta che anche gli evangelici tedeschi o i  protestanti svedesi siano dei cristiani, eppure non pretendono di imporre alle società di cui fanno parte certe inenarrabili e idiote narrazioni che ancora in questo paese ci vengono propinate. ne pretendono di commentere quel colossale furto (non rubare dice il dogma) che è l&#8217;8 per mille</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: franco buffoni		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2010/12/23/filologia-filologia/#comment-145185</link>

		<dc:creator><![CDATA[franco buffoni]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Dec 2010 20:10:18 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Giulio, sul punto specifico mi sembra che Daniele Ventre ti abbia risposto in modo molto esauriente.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Giulio, sul punto specifico mi sembra che Daniele Ventre ti abbia risposto in modo molto esauriente.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: daniz		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2010/12/23/filologia-filologia/#comment-145182</link>

		<dc:creator><![CDATA[daniz]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Dec 2010 16:12:44 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@giuliomozzi

Io può sembrare svolazzi superficialmente sulla preparazione storico-religiosa del credente tipo rimpinzato di cotolettamen, ma mi pare che nemmeno lei scherza. 
Anche io ho potuto frequentare un liceo e una parrocchia per prendere i sacramenti. Debbo dire che lì nessuno mi ha mai fatto passare dal piano del Mito a quello della Storia. La parrocchia smartellando sulle preghierine e le agiografie variegate nutellate, il liceo trascurando a pié sospinto la questione storico fondativa della religione cristiana, non è che si andasse molto a fondo in quei punti.
Per capire appieno certe trasmigrazioni di significato e piani categoriali c&#039;è bisogno di uno studio molto più approfondito, che molto probabilmente lei ha ma che la maggior parte dei credenti non possiede che a livello folkloristico. In questa congettura, tra l&#039;altro, penso che l&#039;autore del post abbia inteso calcare l&#039;argomento. Di fronte alla conoscenza della realtà, l&#039;alone mistico di molte enunciazioni cattoliche vengono a cadere, con esse la faciloneria con cui spesso il credente, già culturalmente sospinto, contrae sposalizio colla religione cristiana, od una religione tout court. Qui non si sta dibattendo la fede di un Cosciente, come lei, ma di un Incosciente. Tanto più che parliamo per puro piacere di parlare, visto che ormai oltre ad un livello teorico e aleatoriamente moraleggiante, la religione non ingenera veramente che al bordo, al fianco, la vita dei suoi proseliti, dato che la vittoria delle destre e delle signorie padronali hanno ridefinito, e non ci voleva poi molto, gli assetti valoriali della società, in fumo tutto il resto, d&#039;altronde la Chiesa, enorme potentato essa idem, non ha mai fatto altro che anticipare i tempi del marketing e del cannibalismo monetario, tranne che per quelle risibili minoranze provenienti da qualche ordine monastico che hanno fatto quello che era in loro potere fare. ecc ecc]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@giuliomozzi</p>
<p>Io può sembrare svolazzi superficialmente sulla preparazione storico-religiosa del credente tipo rimpinzato di cotolettamen, ma mi pare che nemmeno lei scherza.<br />
Anche io ho potuto frequentare un liceo e una parrocchia per prendere i sacramenti. Debbo dire che lì nessuno mi ha mai fatto passare dal piano del Mito a quello della Storia. La parrocchia smartellando sulle preghierine e le agiografie variegate nutellate, il liceo trascurando a pié sospinto la questione storico fondativa della religione cristiana, non è che si andasse molto a fondo in quei punti.<br />
Per capire appieno certe trasmigrazioni di significato e piani categoriali c&#8217;è bisogno di uno studio molto più approfondito, che molto probabilmente lei ha ma che la maggior parte dei credenti non possiede che a livello folkloristico. In questa congettura, tra l&#8217;altro, penso che l&#8217;autore del post abbia inteso calcare l&#8217;argomento. Di fronte alla conoscenza della realtà, l&#8217;alone mistico di molte enunciazioni cattoliche vengono a cadere, con esse la faciloneria con cui spesso il credente, già culturalmente sospinto, contrae sposalizio colla religione cristiana, od una religione tout court. Qui non si sta dibattendo la fede di un Cosciente, come lei, ma di un Incosciente. Tanto più che parliamo per puro piacere di parlare, visto che ormai oltre ad un livello teorico e aleatoriamente moraleggiante, la religione non ingenera veramente che al bordo, al fianco, la vita dei suoi proseliti, dato che la vittoria delle destre e delle signorie padronali hanno ridefinito, e non ci voleva poi molto, gli assetti valoriali della società, in fumo tutto il resto, d&#8217;altronde la Chiesa, enorme potentato essa idem, non ha mai fatto altro che anticipare i tempi del marketing e del cannibalismo monetario, tranne che per quelle risibili minoranze provenienti da qualche ordine monastico che hanno fatto quello che era in loro potere fare. ecc ecc</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: sandro dell'orco		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2010/12/23/filologia-filologia/#comment-145181</link>

		<dc:creator><![CDATA[sandro dell'orco]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Dec 2010 16:10:21 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Scusate c&#039;e un errore all&#039;ottava riga. Leggi: Chi lo proclama deve dunque proibire al pensiero razionale ecc.ecc.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Scusate c&#8217;e un errore all&#8217;ottava riga. Leggi: Chi lo proclama deve dunque proibire al pensiero razionale ecc.ecc.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: sandro dell'orco		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2010/12/23/filologia-filologia/#comment-145180</link>

		<dc:creator><![CDATA[sandro dell'orco]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Dec 2010 16:02:49 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=37557#comment-145180</guid>

					<description><![CDATA[Caro Giulio, 
non c&#039;è nessuna contraddizione in quello che scrivo, ma qualcosa che continua a sfuggirti. Io dicevo:
“La semplice proposta di un’interpretazione dogmatica della realtà, è già violenza e potere, prima di ogni concreta compromissione con questi ultimi”.  E lo ribadisco, spiegandolo meglio. 
Al dogma è essenziale il fatto che sia indiscutibile. Se non è indiscutibile non è un dogma. Esso deve dunque proibire al pensiero razionale di discuterlo ed eventualmente metterne alla prova  la  verità. Ciò rivela la sua violenza, prima di ogni sua concreta compromissione con quella sancita socialmente. Violenza appunto contro una facoltà umana, la ragione, che non può essere limitata da niente, perché è a fondamento della libertà e dell’autonomia dell’uomo

Poi tu dici: 
&quot; “La differenza tra il dogma e le esperienze personali che citi, sta in ciò, che il dogma si presenta come verità assoluta”. Ma la presenza di Lucia, benché sia solo una presenza per me, è una verità assoluta. Non vedo come si possa metterla in discussione. Tu ipotizzi che io potrei “soffrire di allucinazioni”, e io ti dico che non soffro di allucinazioni. Sono certo della mia esperienza.&quot;
Qui citi a metà il mio pensiero distorcendolo. Ecco il testo intero: “La differenza tra il dogma e le esperienze personali che citi, sta in ciò, che il dogma si presenta come verità assoluta, garantita da Dio, valida erga omnes e quindi indiscutibile.” In ogni caso, anche se tu non sei disposto a negare la tua esperienza (a metterla in discussione) tuttavia sei pronto a parlarne, a ragionare con altri sulla sua eventuale natura, a discutere varie ipotesi sulla sua presenza ecc. Ciò che fa della tua esperienza non un dogma, ma qualcosa di discutibile dalla ragione tua e degli altri.
Di nuovo cari auguri. Non so se troverò il tempo di seguire ancora questa discussione.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Giulio,<br />
non c&#8217;è nessuna contraddizione in quello che scrivo, ma qualcosa che continua a sfuggirti. Io dicevo:<br />
“La semplice proposta di un’interpretazione dogmatica della realtà, è già violenza e potere, prima di ogni concreta compromissione con questi ultimi”.  E lo ribadisco, spiegandolo meglio.<br />
Al dogma è essenziale il fatto che sia indiscutibile. Se non è indiscutibile non è un dogma. Esso deve dunque proibire al pensiero razionale di discuterlo ed eventualmente metterne alla prova  la  verità. Ciò rivela la sua violenza, prima di ogni sua concreta compromissione con quella sancita socialmente. Violenza appunto contro una facoltà umana, la ragione, che non può essere limitata da niente, perché è a fondamento della libertà e dell’autonomia dell’uomo</p>
<p>Poi tu dici:<br />
&#8221; “La differenza tra il dogma e le esperienze personali che citi, sta in ciò, che il dogma si presenta come verità assoluta”. Ma la presenza di Lucia, benché sia solo una presenza per me, è una verità assoluta. Non vedo come si possa metterla in discussione. Tu ipotizzi che io potrei “soffrire di allucinazioni”, e io ti dico che non soffro di allucinazioni. Sono certo della mia esperienza.&#8221;<br />
Qui citi a metà il mio pensiero distorcendolo. Ecco il testo intero: “La differenza tra il dogma e le esperienze personali che citi, sta in ciò, che il dogma si presenta come verità assoluta, garantita da Dio, valida erga omnes e quindi indiscutibile.” In ogni caso, anche se tu non sei disposto a negare la tua esperienza (a metterla in discussione) tuttavia sei pronto a parlarne, a ragionare con altri sulla sua eventuale natura, a discutere varie ipotesi sulla sua presenza ecc. Ciò che fa della tua esperienza non un dogma, ma qualcosa di discutibile dalla ragione tua e degli altri.<br />
Di nuovo cari auguri. Non so se troverò il tempo di seguire ancora questa discussione.</p>
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