Frase al suolo

collage di effeffe

di
Livio Borriello

io sono un volume colmo di carne, ma un volume colmo di carne non sono io


potremmo essere meccanismi addestrati a eseguire un io

è strano: io sto fuori posto in un posto preciso


in un certo senso, dio comincia alla fine dell’orecchio

un uomo è l’oggetto a più alta densità d’ignoto

che significa sentirsi vicini all’anima di un altro?
noi siamo sempre vicini e compenetrati a ogni altra anima, quando ci baciamo o quando siamo imbarazzati dal salumiere

il corpo, fa spuma. vuoti d’aria, pneumi, bolle fra i filamenti, fra le bave sonore che protende, gonfiori, riflussi nelle posture, aloni e luminescenze delle carni che trasporta, fanno di noi corpi con un nome, un senso, un’identità. altri corpi, che vedo, ne sono irrimediabilmente privi, e perciò li amo
la letteratura è un dialogo fra cadaveri, alcuni effettivi, altri facenti funzione


nel mondo c’è un solo fiore, un solo cane, una sola camicia, un solo occhio, un solo secondo

sogno un mondo in cui buongiorno significhi veramente buongiorno, e in cui dunque sia perfettamente inutile dirlo
cavalcavia che racchiude un sole decombente – io sono stato questo, più di quanto sia stato la strada, prima e dopo

tutto aspira alla bellezza, perché solo alla bellezza è concessa l’inerzia
essere vivi è fuggire da un’inerzia all’altra, e in ciò produrre ignoto

doveva essere il 1970 circa quando ascoltai we shall dance di demis uscendo la mattina da un albergo a cefalù

la carne della nuvola: sfatta, acquea, parenchimatosa, come un midollo dello scenario

francesco forlani

Vive a Parigi. Fondatore delle riviste internazionali Paso Doble e Sud, collaboratore dell’Atelier du Roman e Il reportage, ha pubblicato diversi libri, in francese e in italiano. Traduttore dal francese, ma anche poeta, cabarettista e performer, è stato autore e interprete di spettacoli teatrali come Do you remember revolution, Patrioska, Cave canem, Zazà et tuti l’ati sturiellet. È redattore del blog letterario Nazione Indiana e gioca nella nazionale di calcio scrittori Osvaldo Soriano Football Club, con cui sono uscite le due antologie Era l’anno dei mondiali e Racconti in bottiglia (Rizzoli/Corriere della Sera). Corrispondente e reporter, ora è direttore artistico della rivista italo-francese Focus-in. Con Andrea Inglese, Giuseppe Schillaci e Giacomo Sartori, ha fondato Le Cartel, il cui manifesto è stato pubblicato su La Revue Littéraire (Léo Scheer, novembre 2016). Conduttore radiofonico insieme a Marco Fedele del programma Cocina Clandestina, su radio GRP, come autore si definisce prepostumo. Opere pubblicate Métromorphoses, Ed. Nicolas Philippe, Parigi 2002 (diritti disponibili per l’Italia) Autoreverse, L’Ancora del Mediterraneo, Napoli 2008 (due edizioni) Blu di Prussia, Edizioni La Camera Verde, Roma Chiunque cerca chiunque, pubblicato in proprio, 2011 Il peso del Ciao, L’Arcolaio, Forlì 2012 Parigi, senza passare dal via, Laterza, Roma-Bari 2013 (due edizioni) Note per un libretto delle assenze, Edizioni Quintadicopertina La classe, Edizioni Quintadicopertina Rosso maniero, Edizioni Quintadicopertina, 2014 Il manifesto del comunista dandy, Edizioni Miraggi, Torino 2015 (riedizione) Peli, nella collana diretta dal filosofo Lucio Saviani per Fefé Editore, Roma 2017 

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  3 comments for “Frase al suolo

  1. viola
    27 dicembre 2010 at 17:23

    affilati e splendenti

  2. 27 dicembre 2010 at 22:56

    una gran bella scrittura quella di livio borriello, stimolante.. “affilata e splendente”, come dice Viola quassù. una bella sfida all’intelligenza , per una nuova frontiera dell’epigramma/racconto o del racconto/epigramma. L’eco delle lingue di Alain Robbe Grillet di LES GOMMES e JC Ballard di The Atrocity Exhibition, ancor più asciutti, stringati, fratti, frattalizzati. Consiglio vivamente la lettura di MICA ME.

  3. véronique vergé
    28 dicembre 2010 at 12:20

    Lucentezza e silenzio del corpo, anima e mistero,
    siamo grumosa parola, carne di piccole briciole,
    lungo viaggio dal abbraccio alla morte,
    la parola è uno strascico di notte,
    e invece questa poesia dà parola al mistero,
    al mio murmuro, al mio desiderio di dire
    come mancano gli amici
    come l’amicizzia, l’amore sono voci
    di stelle allontanate, come la parola
    non è mai semplice come la sorgente
    o il vento, come la poesia è un viaggio
    lungo.

    Complimenti per la creazione a Effeffe
    e Livio Boriello.

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