CREDENZE E AGGRESSIONI

1 gennaio 2011
Pubblicato da

di Franco Buffoni

Una grande città europea: uno studente ventiduenne molto carino e piuttosto effeminato conversa al tavolo di un bar con due ragazze. Il gruppetto non si avvede di essere diventato oggetto di attenzione da parte di tre coetanei “machi”. Cominciano a piovere insulti omofobi pesantissimi. Non reagiscono. I veri maschi si avvicinano facendosi più minacciosi. Il ragazzo si alza, seguito dalle amiche, e tenta di allontanarsi. Viene inseguito e di nuovo insultato. Si ferma, coraggiosamente cerca di reagire, e qui i veri maschi lo aggrediscono fisicamente, ferendolo al padiglione auricolare sinistro con un frammento di vetro. Se il taglio fosse stato inferto pochi centimetri più in basso, all’arteria, avrebbe rischiato la vita.
La città: Roma; il quartiere: Trastevere. La sera: il 28 dicembre scorso.
La stessa aggressione a Barcellona, Berlino o Parigi comporterebbe l’aggravante della motivazione omofoba. In Italia no. Perché il Parlamento italiano – sobillato da coloro che credono, o fingono di credere, nell’ordine del creato – nel 2009 ha bocciato la proposta di legge Concia.

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40 Responses to CREDENZE E AGGRESSIONI

  1. giovanni il 2 gennaio 2011 alle 00:21

    la signora Concia chi, quella che difende i fasci di Casa Pound? Con difensori dei generi, gli omosessuali italiani rischiano di finire nei lager, altro che…

  2. daniz il 2 gennaio 2011 alle 00:28

    Che il motivo sia il colore della giacca, quello della pelle, il gusto sessuale, cambia ben poco. Sta di fatto che un atto violento è stato compiuto. Davvero qualcuno pensa che inserendo questa distinzione cambierebbe qualcosa. L’omofobia, in certe sedi tutta da dimostrare, è comunque soltanto un pretesto per menare le mani. Alcuni vanno a bruciare i bancomat. Altri amano pestare i vecchi. Gli diamo l’aggravante Geriatrobia?… l’aggravante tra l’altro non sovvertirebbe nemmeno il fenomeno, in USA c’è la pena di morte ma non manca chi compie reati che SA sensibili di ghigliottinamento…. Questi discorsi servono solo per surriscaldare l’ambiente e le molteplici associazioni manichee…

  3. fm il 2 gennaio 2011 alle 00:42

    Questo tuo commento, invece, serve solo a friggere aria: già fritta e rifritta di suo nel gran pentolone qualunquista della cucina italiota di regime.

  4. carmelo il 2 gennaio 2011 alle 01:41

    il fenomeno della discriminazione degli omesessuali, che sonooggetto, di scherno, barzellette, isolamento, mobbing, e violenza psicologica ancor prima che fisica ESISTE, esiste in tutti i paesi europei, ma in modo particolare nei apesi di “cultura” cattolica, ed in modo particolarmente grave e vergognoiso in Italia, paese che vanta la piu’ grande arretratezza in tema di diritti civili.
    il fenomeno esiste e coinvolge tutti; nasce nell’educazione familiare, ed è radicato nelle istituzioni, nella santa madre chiesa, nei luoghi di lavoro.
    La legge cui accennava Buffoni è necessaria e urgente, ma non basta se non ci liberiamo tutti quanti (a cominciare da Daniz) dei pregiudizi e non la smettiamo di andare a caccia di capri espiatori (neri, extyracomuniatri, omosessuali…) per dare sfogo alle nostre frustrazioni.
    E soprattutto finchè la chiesa cattolica italiana avrà il potere di impedire che il parlamento possa legiferare in tema di diritti civile, e che la società possa sviluppare una cultura piu’ tollerante e inclusiva.

  5. natàlia castaldi il 2 gennaio 2011 alle 01:45

    un atto di violenza mosso da qualunque genere di -fobia, non può essere paragonato e declassato ad atto di violenza comune, perché in sé ha una spinta e motivazione scatemanteed aggregante, che contagia e crea “branco”; non si tratta quindi della deplorevolissima violenza di un signolo contro un suo simile, ma di una dietrologia del male, intollerante e deviata, da condannare, controllare, combattere.

  6. Mirfet il 2 gennaio 2011 alle 09:08

    L’Italia è indietro anni luce. E lo rimarrà se si pensa che l’omofobia sia un problema che riguarda solo gli omosessuali. Peggio ancora se si crede nella sua inesistenza di fondo, come matrice. Sarà dura, ma mi auguro di arrivare a vedere, un giorno, una generazione di italiani a cui il diverso orientamento sessuale del prossimo non sollevi isteriche urla allo scandalo e/o alzate di mani.

  7. Giuseppe il 2 gennaio 2011 alle 09:53

    Non c’è bisogno di dire che un uomo è uguale ad un altro uomo, che è uguale a tutti gli uomini, indipendentemente dai suoi appetiti sessuali. In una società civile non è una questione di leggi o di norme che confermerebbero la diversità di quelli che proteggono dalla discriminazione, il problema riguarda la differenza tra ignoranza e informazione, tra libertà, costrizione e religione. Non è forse vero che qualcuno ritiene che:” è meglio essere appassionati delle belle ragazze che essere gay ?”.
    Questo discorso non s’aveva da fare, in una società civile non s’ha da fare.

  8. daniz il 2 gennaio 2011 alle 10:19

    Scusi Carmelo lei come fa a sapere che io ho dei pregiudizi? Da quali parole lo capisce?
    Ad Fm: sì sì sì… bravo.

    Ho detto semplicemente che chi è violento lo è a prescindere, che i moventi sono solo dei pretesti per tirar schiaffoni. Non credo che una persona tranquilla e pacifica si trasformi in violento soltanto se vede un gay passargli davanti. L’unica cosa da fare in campo teorico è condannare la violenza in toto, malmenarla… ma si rimane a discutere di universali e platonismi alla fine

  9. franco buffoni il 2 gennaio 2011 alle 11:49

    Grazie per tutti gli interventi. A Giovanni vorrei pacatamente rispondere: conosco Paola Concia da molto tempo, è una persona preparata e coraggiosa. La sua proposta di legge è ottima. Cerca sempre in ogni circostanza di dialogare, con tutti. Ti faccio un esempio: quando nel 2008 si insediò l’attuale governo e il nuovo ministro delle pari opportunità cancellò dal sito del ministero ogni riferimento al movimento glbtqi inserito dal precedente ministro Pollastrini, io l’attaccai pesantemente e da questo blog ne chiesi anche formalmente le dimissioni per “omissione di atti d’ufficio”. Paola Concia non si perse d’animo. Andò a parlare più volte con Carfagna, fino a convincerla della bontà delle sue argomentazioni: tanto è vero che Carfagna non ha più attaccato (come faceva nel primo anno di governo) il movimenti glbtqi; anzi è stata attaccata dai clericali per averlo difeso. Inoltre ha sostenuto la proposta di legge Concia e recentemente ha promosso la campagna di civiltà e progresso del suo ministero a favore delle persone omosessuali.
    Questo per dire che Paola fa benissimo il suo mestiere di unico parlamentare italiano dichiaratamente omosessuale.
    Nello specifico episodio a cui fai riferimento, si è esposta molto e con coraggio, può anche essere che abbia commesso qualche errore di valutazione, ma ti assicuro che lo ha fatto in buona fede, da persona visceralmente democratica quale è. E sempre con l’obiettivo di smussare le tensioni, di giungere a un compromesso, di cercare il pertugio attraverso il quale fare passare una parola di buon senso.

  10. Chiappanuvoli il 2 gennaio 2011 alle 12:39

    Il rispetto per i “gusti” sessuali andrebbe insegnato a scuola, assieme all’ora di religione magari. Se ne dovrebbe discutere tutti i giorni con i bambini affinché la tolleranza diventi un vero valore e non una pantomima, o una “concessione” cattolica.
    Inasprire le pene o mettere aggravanti è la solita toppa che l’italiano medio cerca di attaccare sui buchi del suo sistema culturale e politico fallace.

    Buon anno

  11. manuel cohen il 2 gennaio 2011 alle 13:08

    Si arriva al paradosso di attaccare i discriminati e chi è chiamato a rappresentarli in parlamento: molto facile prendersela con la Concia, è una, potremmo dire che lì dentro sia praticamente sola a rappresentare oltre 6 MILIONI DI NON TUTELATI.

    Riparto dall’attacco del pezzo di Franco Buffoni: ‘Una grande città europea’. C’è voluto molto poco, d’avvero, perchè questa grande città riprecipitasse nei secoli bui e nelle atmosfere del ventennio. Tutti sappiamo che nelle 24 ore successive alla vittoria elettorale dell’ex manganellatore Alemanno, neo-squadristi e teppistelli dichiaratamente di destra hanno sistematicamente attuato una violenta strategia del terrore: gli agguati squadristi a gay isolati, i tentativi reiterati di appiccare incendi nella piccola gay-street della capitale, l’irruzione al circolo Mario Mieli. E, con sistematico crescendo: pestaggi, appostamenti e raid nell’area dell’Eur destinata al gay-village: insomma, mentre il signor primo cittadino si affrettava a ricevere in campidoglio e a patrocinare gli adepti di Casa Pound, non concedendo, al contrario (ma qui non si tratta solo di fascismo, dal momento che in precedenza il sindaco Rutelli, folgorato sulla via per Damasco, si era comportato allo stesso modo) il patrocinio e ponendo molti ostacoli al gay-pride. Ecco dunque, mentre il primo cittadino avviava il suo percorso capitolino, nella capitale ormai poco europea si consumavano e si consumano quotidianamente violenze omofobe.

    Una legge contro l’omofobia è il primo atto morale di un paese che ancora si dice europeo: stigmatizzare comportamenti violenti nei confronti di una parte della pololazione vittima di discriminazioni razziste,sessuali, fisiche, legislative.

    Un paese che voglia dirsi ancora europeo dovrà colmare quanto prima un gap legislativo: riconoscere il reato di omofobia è il primo tangibile, laicissimo e democratico passo(non tutti sono credenti, non tutti sono cattolici, e oggi, in Italia, le nature sessuali sono circa SESSANTAMILIONI, ossia quanti sono coloro che vivono nella penisola) contro le discriminazioni e per la tutela e il riconoscimento di naturali diritti accordati in occidente e in Sud America.

    Sono cose ovvie e sono cose risapute, certamente. Ma occorre ripeterle e occorre difendere principi di democrazia, di laicità dello stato, di diritti per tutti, di superamento delle discriminazioni.

    Sarebbe molto bello se una qualche domenica del nuovo anno, Benedetto XI, che puntualmente grida il suo dolore per le discriminazioni che i cristiani ricevono nel mondo, pronunziasse, oltre alla formula di rito:

    ‘ NON POSSIAMO NON DIRCI CRISTIANI’

    una meno rituale e più civile:

    ‘NON POSSIAMO NON DIRCI OMOSESSUALI’

    Buon anno.

  12. fm il 2 gennaio 2011 alle 13:12

    @ Daniz

    L’Italia è uno dei paesi a più alto tasso di omofobia in Europa. La macchina dell’odio contro il diverso è quotidianamente oliata e tenuta in perfetta efficienza dal più fascista dei governi della storia repubblicana e dai suoi apparati mediatici e propagandistici; la più parte del propellente è fornita dalle gerarchie cattoliche, che con tale banda hanno stretto un patto di ferro in funzione di controllo sociale e di riduzione al silenzio di ogni diversità. La scuola ha, purtroppo, un ruolo non secondario in questo scenario, grazie a tanti servi di regime, devoti o meno che siano, che vi operano e vi spacciano, tra tanti altri “stupefacenti”, la droga devastante della “omosessualità come malattia”. Nessun comparto sociale è escluso dalla “dipendenza” e dalla manifestazione in mille forme del “rifiuto” e della “caccia al diverso”.

    A fronte di tutto questo, a fronte delle crescenti aggressioni omofobiche che si susseguono in tutto il paese, derubricare queste violenze, come fai tu, a “voglia di menare le mani”, o, peggio, equipararle agli effetti di manifestazioni di protesta di piazza anti-regime, è quanto meno puerile, ridicolo, quando non è, scientemente, un tentativo in malafede di confondere i piani e i discorsi. E, in ogni caso, fa il gioco di chi, anche da questi “perversi intrecci”, trae linfa per alimentare e rafforzare il suo radicamento, la sua pervasiva e distruttiva visione dell’esistente.

    http://www.zeroviolenzadonne.it/index.php?option=com_content&view=article&id=2196:omofobia-e-emergenza-nellunione-europea-rapporto-dellagenzia-per-i-diritti-fondamentalinfra

    http://www.genovagay.com/notizie-gay/158-leuropa-fa-luce-sullomofobia-in-italia.html

    http://inlungoeinlargo.wordpress.com/dossier-sull-omofobia-in-italia/

    http://spaghettibcn.com/20101229_omofobia-in-italia-e-diritti-civili-in-europa.html

  13. Larry Massino il 2 gennaio 2011 alle 13:59

    Problemuccio: se le soluzioni ai pur schifosi comportamenti violenti sono secondo voi da ricercare nell’applicazione di pene più severe, come farete quando ” loro ” invocheranno pene più severe per i reati di violenza estrema, intendo dire quando vorranno in tutti i modi introdurre la pena di morte, o quando non vorranno eliminarla?

  14. fm il 2 gennaio 2011 alle 14:16

    In Italia la pena di morte c’è già, Larry, e lo sai bene: vogliamo fare la lista, anche solo soffermandoci sugli ultimi dieci anni, delle persone *diverse* giustiziate dalle istituzioni? La conosci meglio di me. Il problema è che, in questo paese, anche l’omofobia sta diventando una “istituzione totale” e la lista degli omosessuali ammazzati, purtroppo, considerando gli stessi anni, non è certamente una pagina bianca.

    Forse bisognerebbe iniziare a ragionare a partire dalla considerazione di questi fatti come manifestazioni di uno stesso “fenomeno”.

  15. Larry Massino il 2 gennaio 2011 alle 14:48

    @fm

    la pena di morte che io so bene che c’è, è vero che c’è, ma è un reato perseguibile nei tribunali, non una legge dello Stato. del resto è un reato orribile ma abbastanza circoscritto. quello che non è circoscritto, invece, è la pratica del pestaggio sui fermati, sugli arrestati e sui detenuti, anche negli incivili CIE (lasciamo perdere il rimosso circa il trattamento degli anziani non autosufficienti, nonché quello dei malati mentali in certe case di incuria): di questo dovremmo occuparci, TUTTI, ma, non so perché, non lo facciamo, mostrandosi tuttosommato tolleranti verso i pestaggi, sivedeche li riteniamo peccati veniali… il fenomeno di cui parli è l’idiozia, della quale non ci si libera, temo, attraverso leggi più punitive, ma attraverso pratiche di inclusione sociale. parliamone, dell’inclusione sociale.

  16. fm il 2 gennaio 2011 alle 15:24

    Larry, richiedere una legge che punisca il reato di tortura, così come quello di omofobia (è una tortura anche quella, e ti assicuro che fa *vittime*), non è, per quel che mi riguarda, appellarsi a norme “più punitive” e restrittive (sono ben lontano da una logica del genere, parimenti aberrante), ma è solo sancire, se vuoi, un “principio di civiltà democratica”, mettere dei paletti al di là dei quali, almeno formalmente, non si va (fermo restando che, come dici tu, sono le “pratiche di inclusione sociale” a dare sostanza alla forma).

    Che poi una legge del genere possa fare la fine della “legge Mancino”, è più che un’eventualità, visto il quadro socio-politico-antropologico all’interno del quale ci si muove. Ma può essere un importante punto di partenza per definire, una volta per tutte, sostanza e limiti della questione: i.e., porre sul tappeto un problema *reale* (come tutti gli altri che richiami).

  17. Chiappanuvoli il 2 gennaio 2011 alle 16:53

    Pene più severe per i matricidi!
    Per i patricidi!
    Per i nonnicidi!
    Per le violenze domestiche!
    Per chi rapisce le giovani atlete!
    Per gli zii che coprono le figlie o le figlie che uccidono gli zii mentre strozzano la cugina!
    Pene severissime per i politicidi!
    Per gli italianicidi e per coloro che da razzisti uccidono gli stranieri!
    Pene più severe per tutti!
    Soprattutto per i perbenisti!
    Pene più severe per i perbenisticidi!

    Se fossi omosessuale mi offenderei se picchiare me fosse più grave che picchiare un altro uomo qualsiasi etero. Mi sentire non più tutelato, ma discriminato a mia volta.

    Partire dall’educazione al rispetto. Il resto sono toppe per tappare buchi culturali.

  18. maria il 2 gennaio 2011 alle 16:55

    Sono abbastanza d’accordo con fm, un’eventuale legge metterebbe dei paletti simbolici che potrebbero contribuire a un cambiamento di cultura e di mentalità segnalando appunto qualcosa da respingere, e del resto questo le leggi fanno oltre che punire, mostrare ciò che è illecito.

    Casomai il problema è come articolare la legge, come riuscire a definire la persecuzione omofobica e come distinguerla da cose analoghe lo stesso perseguibili. Voglio dire , picchiare una persona è reato da punire in ogni caso, penso che sia difficile al di là di casi molto concreti, individuare il sentimento antiomofobo da un atteggiamento magari becero ma non estremo tipo la frase sulle belle ragazze da preferire ai gay

    Le leggi anti qualcosa sono sempre molto complicate. Io penso che il terreno da privilegiare sia sempre quello della cultura che deve tendere a ridurre sempre di più la distanza tra coloro che in quanto maggioranza si ritengono deputati a dettare idee, comportamenti e giudizi di dis-valore per tutti. E’ il concetto dell’uguaglianza nella diversità che deve passare.

  19. daniz il 2 gennaio 2011 alle 17:08

    @Fm

    Caro Fm, la cultura non è innestabile, specie se per concime vuole usare la LEGGE.
    L’aggravio non cambierebbe nulla, anzi creerebbe concorrenza. Si rassegni che la violenza è connaturata all’uomo e non sarà certamente una virgola sulla tavola della legge a far crinare le cose, tutto sommato si uccide meno che nel passato, statisticamente parlando, siamo anche di più, non s’immagini.
    Eppoi volevo dirle che se considero la violenza colla V maiuscola e la metto nel gran sacco è perché penso che davanti ad un braccio tumefatto o un ventre o una testa mozzicata non ci sia un motivo, ma UN uomo e L’UOMO. salù

  20. fm il 2 gennaio 2011 alle 17:21

    Daniz, per me la cultura non è innestabile per legge; e, da quando sono nato, davanti a me ci sono stati sempre uomini, esseri umani, coi quali, unicamente, mi rapporto. Se nei miei due commenti hai letto, anche sotto traccia, qualcosa di diverso, ciò vuol dire che uno di noi due non ha ancora digerito il cenone di capodanno. Saluti a te.

    p.s.

    Il trentuno dicembre, per cena, ho mangiato un piatto di verdure lessate, cento grammi di petto di tacchino alla piastra e due mele “annurche”: il tutto innaffiato da una bottiglia di “rosso”.

  21. AMA il 2 gennaio 2011 alle 21:42

    Qualcuno di voi sa quanti anni restano a quella bertuccia di Ratzinger? Dovrebbe avere ormai una certa eta’, come tutti i suoi affiliati cardinalizi. Lo so, in Italia si vive in attesa che muoiano i vecchi. Per ereditare le loro macerie.

    Roma e’ solo Roma, non ho mai pensato che fosse una citta’ europea.

  22. daniz il 2 gennaio 2011 alle 21:48

    @fm
    salutista eh?
    io per la cronaca ho un buon metabolismo, pur non avendo inserito lenticchie nel mio comprensorio.
    lenticchie vaporizzate.

    @AMA
    Morto un papa se ne fa un altro
    e Roma è una città bellissima a prescindere dall’europa.

  23. Andrea Breda Minello il 3 gennaio 2011 alle 01:20

    Quello che Franco constata è lo status quo, oggi presente in Italia, di quello che è il grado di civiltà e di civilizzazione di un popolo e ancor di più tale atto diventa l’espressione in cui si manifesta una non cultura. Che si tratti di omofobia o di “prostituzione” dell’immagine e del corpo delle donne (ricordo l’anno scorso il caso della ragazza picchiata in quanto amica di un ragazzo gay) o delle violenze e degli abusi di qualsiasi grado e genere, oggi manca una coscienza civile e la legge, nello stato di diritto, dovrebbe proteggere e tutelare. Si deve RESISTERE per (ri)educare, per mostrare, senza paura, che un cambiamento è possibile ed auspicabile. Ci si deve sempre schierare. Ogni nostro atto, è un atto politico, ha scritto Wislawa Szymborska. Tramite la parola, tramite il linguaggio, si può e si deve denunciare.

  24. AMA il 3 gennaio 2011 alle 01:40

    Anche Istanbul resta una citta’ bellissima a prescindere dallEuropa. Quindi? Boh!

    Dici che il prossimo papa sara’ eterosessuale e piu’ giovane? Speriamo!

  25. daniz il 3 gennaio 2011 alle 16:51

    @ama
    dico che i papi sono tutti uguali. compresi quelli buoni, che se fossero veramente buoni non sarebbero al soglio, ma altrove.

  26. franco buffoni il 3 gennaio 2011 alle 17:11

    Violenza fisica e violenza morale sono strettamente connesse: non si può pensare di condannare la prima solo quando l’omofobia degenera in fatto di cronaca, giustificando nello stesso tempo la seconda. Ricordo la direttiva approvata dal Parlamento europeo il 26 aprile 2007 che – riprendendo l’art. 13 del trattato di Amsterdam, sempre disatteso dall’Italia – ribadisce l’invito agli stati membri “a proporre leggi che superino le discriminazioni subite da coppie dello stesso sesso” e condanna “i commenti discriminatori formulati da dirigenti politici e religiosi nei confronti degli omosessuali”.
    Alcuni nostri deputati – nel bocciare la proposta di legge Concia contro l’omofobia nell’ottobre 2009 – hanno fatto riferimento a “discriminazioni” rispetto ad altre categorie di cittadini; “privilegi” che si sarebbero “concessi” agli omosessuali e “attentato alla libertà di pensiero” (ovviamente dei clericali). Spingendo sempre più ai margini della cittadinanza il 10% dei cittadini.
    E’ importante fare chiarezza almeno su un punto della proposta di legge respinta, concernente l’orientamento sessuale. Una legge che preveda aggravanti sulla base di questa motivazione non introdurrebbe elementi di discriminazione in base al soggetto che subisce violenza, ma in base al movente di chi commette il reato.
È scandaloso che alcuni parlamentari e giornalisti (tra gli altri Buttiglione, Volontè, Storace, Renato Farina del Giornale) abbiano cercato di fare bieca speculazione su questo punto.
    Nessuna discriminazione verrebbe introdotta ma una norma di responsabilità che, come già accade da anni per violenze motivate da odio razziale o religioso (legge Mancino, 1993), riconosca la realtà della violenza motivata da odio omofobo e transofobo. Una norma di civiltà elementare presente ormai nella legislazione di tutti gli stati moderni e avanzati.

  27. AMA il 3 gennaio 2011 alle 17:35

    In Inghilterra, dove vivo, la legge contro l’omofobia ha una clausola che protegge il diritto, evidentemente dei capi religiosi, fra l’altro sobri e spesso silenti, di dibattere e criticare le condotte e le pratiche sessuali. Degli omosessuali ovviamente… In Italia mi pare tutto molto piu difficile e complesso. Anche perche’ il papa ed i suoi cardinali sono spesso ossessivi e deliranti. Perfino patetici. Ma non li si puo’ zittire.

  28. franco buffoni il 3 gennaio 2011 alle 20:48

    Noi non solo non li zittiamo, ma – grazie all’imbroglio dell’8 per mille – elargiamo loro ingenti somme di denaro che ignari contribuenti mai si sognerebbero di versare direttamente alle casse della Cei. Denari coi quali vengono sovvenzionate organizzazioni criminali quali Militia Christi.

  29. AMA il 3 gennaio 2011 alle 22:32

    Assolutamente. Criminali.

  30. carmelo il 4 gennaio 2011 alle 01:36

    La violenza del branco che vigliaccamente viene perpretata vigliaccamente, senza motivo nè giustificazione (semmai c’e’ giustificazione per qualsivoglia violenza) ai danni di persone e isolate indifese è comunque esecrabile, senza distinzione alcuna ci mancherebbe. Ma la violenza contro gli omosessuali è:
    preceduta da una violenza psicologica e morale, da una cultura discriminatoria che investe tutta la società
    ma soprattutto viene commessa con la perversa convinzione di avere il tacito consenso della comunità

    vorrei ricordare che fino a qualche decennio fa chi uccideva la propria moglie per “motivi d’onore” aveva la benevola comprensione della legge e della comunità
    il marito poteva picchiare lamoglie a scopo educativo secondo una sentenza della cassazione.

    la promulgazione di una legge che sancisse il reato di omofobia sarebbe un chiaro e importante segnale una presa di posizione delle istituzioni (ivi compresa la chiesa) di fronte a un reato che non puo’ essere in alcun modo sottovalutato.
    E alla legge dovrebbe seguire alttrettanto impegno delle istituzioni (la scuola l’oratorio, la famiglia i l uoghi di lavoro) nella formazione di una coscienza civile basata sulla tolleranza e il riconoscimento delle diversità.
    fare una battuta sugli omosessuali (o le lesbiche o i neri o gli ebrei) è altrettanto idota e incivile che picchiare un omosessuale.
    concordo in pieno con buffoni nel denunciare la colossale e vergognosa truffa dell’8 per mille che in pratica consente alla chiesa di incassare i soldi di chi non sceglie la destinazione della quota. E non capisco perchè in questo paese la sinistra non è capace di denunciare un meccanismo cosi’ vergognoso e ingiusto (per la verità lo capisco ma lo considero la causa prima di tutti i mali della sinistra medesima

  31. Larry Massino il 4 gennaio 2011 alle 12:16

    @franco buffoni e AMA

    ecco, era lì che si voleva arrivare, alla criminalità della chiesa cattolica. in un certo senso sono d’accordo con voi e coi valori massonici che si contrappongono ai valori vaticani. ma non posso fare a meno di osservare che di questo si tratta, dell’ormai secolare guerra tra massoneria e vaticano, nella quale, dovessi per forza schierarmi, sarei in seria difficoltà. perché in termini di valori sarei portato a stare dalla parte della massoneria, come Roberto Saviano, che ultimamente fa pure gli appelli all’Italia risorgimentale e alla GIOVINEZZA, come la sua amica francese qui sul blog. ma poi, così è sempre stato nella mia vita reale, dovrei guardarmi dal fuoco amico, che, come tutti sapete, è vigliacco, perché proviene VOLONTARIAMENTE dalle spalle. cinicamente dovrei scegliere di stare dalla parte del Vaticano, magari difendendo il sacro valore della vita, come faceva Pasolini nei suoi comizi contro l’aborto. mi metterei a battermi contro quarsiasi dico quarsiasi forma di violenza, come san Francesco. ma anche lì mi troverei male, perché incontrerei tanti tradizionalisti nemmeno pasoliniani, più o meno fascisti, che non mi garbano in nessuna maniera, a partire dall’odore. non so, forse proverei a turermi il naso, e mi consolerei sapendo che Militia Christi, che in genere si batte in maniera idiota per valori idioti, sta dalla parte dei palestinesi, al contrario di Roberto Saviano, che notoriamente sta dalla parte dello Stato di Israele, e quanto a battaglie poco intelligenti non scherza nemmeno lui. vabbè, esco dall’incubo, nessuno mi costringerà a fare quest’orribile scelta.

    però volevo dire un’altra cosa e poi mi sono perso. in Italia, loro, i cattolici vaticanisti, sono maggioranza: per quanto ci faccia rabbia, è normale che vogliano difendere i loro valori, direi anche che è normale vogliano imporli. oppure i valori, secondo il vostro modo di vedere, debbono essere imposti da minoranze qualificate alle maggioranze straccione? a me sembra che allafineallafine loro si mostrano tuttosommato più laici di certi laici, accettando più di quanto necessario la secolarizzazione, che però è ballerina: che direste se in base al loro essere maggioranza sociale e politica tentassero di introdurre nel codice penale leggi contro la degenerazione dei costumi? vi dice nulla il tea party americano?

    mah, penso che un giorno o l’altro bisognerà pure fare i conti con il fatto che siamo minoranza, per certi versi minoranza assoluta.

  32. lorenzo galbiati il 4 gennaio 2011 alle 12:39

    Credo che conti molto come la proposta di legge sia formulata.
    Da quel che ho capito, l’aggressione per odio razziale è un’aggravante a prescindere dai soggetti verso cui è rivolto l’odio. Quindi può valere per un gruppo di “bianchi” che aggredisce un “nero” ma anche per un gruppo di “neri” che aggredisce un “bianco”.
    Nel caso della legge che si vorrebbe promulgare, quella che considera come aggravante l’omofobia o la transfobia, credo si potrebbe formularla in modo tale che non lasci adito a contrarietà dovute a suoi presunti tratti discriminatori. Si potrebbe scrivere semplicemente “orientamento sessuale” o qualcosa del genere, in modo tale che valga per tutti, valga cioè anche nel caso, finora molto ipotetico (ma in futuro non è detto) dell’aggressione di un gruppo di omosessuali verso un eterosessuale.

  33. franco buffoni il 4 gennaio 2011 alle 14:32

    Caro Lorenzo, in via del tutto ipotetica sono d’accordo. La legge è per sua natura generale e astratta. In ogni caso, è importante fare chiarezza almeno su un punto della proposta di legge respinta, concernente l’orientamento sessuale. Una legge che preveda aggravanti sulla base di questa motivazione non introdurrebbe elementi di discriminazione in base al soggetto che subisce violenza, ma in base al movente di chi commette il reato.

  34. AMA il 4 gennaio 2011 alle 15:26

    Lasciamo stare la Massoneria. In fondo credo che nelle Democrazie autenticamente compiute le Minoranze debbano essere riconosciute e tutelate dalla legge. L’Italia a volte sembra una teocrazia grottescamente secolarizzata. Con numerose perdite. Sprazzi. Confidiamo allora negli interstizi di luce.

  35. daniz il 4 gennaio 2011 alle 15:38

    @Larry
    Vale la legge dell’ubriaco simpatico, qui a NI. Nel senso che mi pare spesso che commenti assai laterali come hai fatto uno tu, siano tacciati di ebrezza del commentatore, nessuno risponde a questo povero vinicoltore, che mi pare invece beva meno vino veritas di altri, che nei commenti ballano e vavano abbastanza attorno al niente assoluto.
    Posso dire una cosa io? Allora ti dico che tra la massoneria liberativa e il vaticano autartico io sto con i bombaroli sperando che faccia saltare qualche chiorba dell’uno e qualche dell’altro. Se dall’imbuto non si esce se non fusiformi, dopo una vitina (perché sono giovane) dietro a parlar male della Chiesa, riformata o controriabilitata, ti dirò che mi sembra di capire che queste due sette contrapposte, che parlano tanto di spirto, valgono a spirito come il due di picche. Ciò non toglie però, che di massoni liberatori ne ho conosciuti qualcuno ed è tanto che non gli infilai un gomito nella pancia… di frati capaci se ne trovano invece e che aiutano pure, per quanto poi non resistano a qualche peccatuccio piuttosto transeunto, non solo di corpo s’intende.
    A valori poi, dall’una come dall’altra, sono una consorteria di fantocci fanatici e caciaroni… è tutto un predicare agli altri i limiti di sé stessi, zombies che vogliono insegnare a vivere… La carne morta, Larry, siamo sicuri che non si metta d’accordo, sottobanco, per campar felice e mortifera così noi crediamo che faida ci sia tra le combriccole invece non è tutto che baccanali e gozzoviglie?
    Nulla poi, come concludi, obbliga a dover stare nell’incubo, si sta bene anche a fare la minoranza, basta saperlo… e allora tanto vale cader da soli, senza ganci né cozzi, che tanto parliamo delle nuvole… ivi ci orientiamo, ma mangiamo da poco colle posate

  36. carmelo il 4 gennaio 2011 alle 19:52

    Quando si commette un crimine il movemente puo’ essere privato o ideologico. Credo che la legge debba in qualche modo riconoscere la diversa gravità nei due casi.
    Se io rompo la faccia a un omosessuale o a un nero o a un’ebreo o a un bianco perchè abbiamo litigato, in questo caso non c’e’ nessuna distinzione da fare e siam od’accordo.
    Ma se io picchio una persona che nemmeno conosco solo perchè ha la pelle nera o perchè è omossessuale, oppure interista, o lesbica, in questo caso la violenza commessa è di una gravità maggiore e intollerabile per un paese civile
    perchè frutto di un pregiudizio ideologico, frutto di intolleranza.
    In italia la violenza sulle donne è molto diffusa e la maggiorparte dei mariti/fidanzati/fratelli non solo commettono violenza confidando nell’impunità ma molti di loro sono convintissimi di non commettere reato ma di esercitare un loro diritto.
    Quando la violenza è il prodotto di pregiudizi culturali o ideologici, assume un gravità ancora maggiore e dovrebbe indurre le istituzioni ad intervenire sul piano legale e culturale.
    Un paese civile non puo’ tollerare l’intolleranza e non importa se sia frutto di un pregiudizio religioso (la chiesa) o ideologico (i fascisti o la versione aggiornata del razzismo cioè la lega).

  37. nishangainberlin il 4 gennaio 2011 alle 22:57

    un immagine quasi senza parole; magari solo una: legittimazione e forse anche un’altra: rispetto!
    saluti da Berlino dove l’apologia del fascismo è una cosa seria che non sarebbe tollerata ai ragazzotti di casa Pound

    http://www.flickr.com/photos/nishanga/3479306129/in/set-72157603596927411/

  38. lorenzo galbiati il 4 gennaio 2011 alle 23:42

    Non capisco Franco, da quel che scrivi pare che la legge Concia non sia una legge antiomofobia, ma una legge volta a considerare come aggravante ogni movente dovuto all’orientamento sessuale dell’aggredito. Che è quello che proporrei io. E’ così? Bisognerebbe poter leggere la legge. In ogni caso ogni medium ne parla come di legge anti-omofobia.

  39. franco buffoni il 5 gennaio 2011 alle 10:09

    E’ tutte e due le cose. In ogni caso puoi leggerla nel sito della camera, o in quello personale di Paola Concia.

  40. giovanni il 10 gennaio 2011 alle 01:01

    Buffoni, la buona fede si può usare con chi non sa di cosa parla, e quindi può dire scemenze per ignoranza piuttosto che per malafede, come poteva essere la Carfagna. Ma i signori di casa Pound avevano già all’attivo diverse aggressioni omofobiche quando la Concia è andata a parlare nel loro covo, concedendo loro un’arma propagandistica formidabile. QUesto è un insulto intollerabile alle vittime dell’omofobia di CP. Si può discutere con tutti, ma mai con chi fa dell’odio della tua parte una delle basi della propria ideologia. Quello è un nemico, e il nemico va messo in galera. Con la legge Concia vigente, i signori di Casa Pound starebbero al gabbio, non capisco perchè in assenza della legge, diventano degli interlocutori.



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