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	Commenti a: I padri ingannevoli	</title>
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		<title>
		Di: rigodon		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2011/01/11/i-padri-ingannevoli/#comment-145699</link>

		<dc:creator><![CDATA[rigodon]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 12 Jan 2011 22:45:35 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Scusi Raimo,ma lei non era l&#039;uomo delle scelte? Leggendola diverse volte,e più in generale,mi era sembrato che ne criticasse proprio la mancanza da parte di molti.
A parte questo(e il capitalismo culturale che non è certo una novità d&#039;oggi e di Marchionne),questo suo interessante articolo bisognerebbe illustrarlo agli operai di Mirafiori,chissà che non si convincano...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Scusi Raimo,ma lei non era l&#8217;uomo delle scelte? Leggendola diverse volte,e più in generale,mi era sembrato che ne criticasse proprio la mancanza da parte di molti.<br />
A parte questo(e il capitalismo culturale che non è certo una novità d&#8217;oggi e di Marchionne),questo suo interessante articolo bisognerebbe illustrarlo agli operai di Mirafiori,chissà che non si convincano&#8230;</p>
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		Di: marco mantello		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2011/01/11/i-padri-ingannevoli/#comment-145695</link>

		<dc:creator><![CDATA[marco mantello]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 12 Jan 2011 21:47:52 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Errata corrige: nomi antichi come quello di Michele Lessona (Lissani non esiste...sono un po&#039; rintronato, scusatemi)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Errata corrige: nomi antichi come quello di Michele Lessona (Lissani non esiste&#8230;sono un po&#8217; rintronato, scusatemi)</p>
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		<title>
		Di: marco mantello		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2011/01/11/i-padri-ingannevoli/#comment-145694</link>

		<dc:creator><![CDATA[marco mantello]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 12 Jan 2011 21:38:47 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Quello del rapporto fra padre e figlio e dei &#039;passaggi di consegne&#039; è un tema letterario e umano a me caro, come Christian ben sa. Non credo affatto, come il pezzo in commento sembra invece intendere, che si tratti di recuperare un modello di padre-Dio, più che di padre Legge, e di figlio responsabile in quanto investito di &#039;missione&#039;,  come un &#039;meno peggio&#039; rispetto all&#039;antipaternalismo affatto ingannevole di un Marchionne.  A mio avviso non c&#039;è alcuna alterità in un passaggio di consegne, non c&#039;è alcun riconoscimento dell&#039;altro in un nodo di cravatta bene allacciato, stiamo parlando di clonazione sociale delle identità, di assenza di conflitto, di &#039;successione&#039; nella &#039;personalità&#039; di qualcuno e non solo nel suo patrimonio, o nelle sue posizioni sociali. E&#039; questo, ancora oggi, il modello dominante in Italia, presso la borghesia industriale (e non solo, è un modello comunissimo in tantissimi settori della società civile, modi di vestire e &#039;divise&#039; incluse). Si producono o cloni dei &#039;padri&#039; (talora anche degli zii) o pseudo-ribelli mai &#039;cacciati via&#039; dalla &#039;famiglia&#039;, che hanno fatto liberamente le loro scelte. I due Elkann, o il figlio dell&#039;Innominabile arruolato in Fininvest, sono molto più emblematici di Marchionne, a mio avviso, che è un funzionario ben pagato e a tutto assomiglia fuorché a un padre.  Marchionne non inganna affatto, dietro quel maglione, e dietro il suo potere, ci sono gli interessi della proprietà camuffati  in un principio di &#039;necessità&#039; indipendente dalla volontà di chi detiene il potere economico: in un dato momento certe scelte sono razionali e inevitabili e ragionandoci insieme ci accorgeremo che esse coincidono con l&#039;interesse non solo del &#039;padrone&#039;, ma anche dell&#039;operaio. C&#039;è un bel libro di Baglioni (non il cantante): L&#039;ideologia della borghesia industriale, edito da Einaudi. Nomi antichi come quello di Lissani, ad esempio,  e di tanti epigoni nostrani di Samuel Smiles (Samuele Sorriso), sono di una disarmante attualità, per capire come ragionano i novelli Samueli Maglioncino al di là della patina esteriore all&#039;americana e di tutta la psicanalisi del Super-Io.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Quello del rapporto fra padre e figlio e dei &#8216;passaggi di consegne&#8217; è un tema letterario e umano a me caro, come Christian ben sa. Non credo affatto, come il pezzo in commento sembra invece intendere, che si tratti di recuperare un modello di padre-Dio, più che di padre Legge, e di figlio responsabile in quanto investito di &#8216;missione&#8217;,  come un &#8216;meno peggio&#8217; rispetto all&#8217;antipaternalismo affatto ingannevole di un Marchionne.  A mio avviso non c&#8217;è alcuna alterità in un passaggio di consegne, non c&#8217;è alcun riconoscimento dell&#8217;altro in un nodo di cravatta bene allacciato, stiamo parlando di clonazione sociale delle identità, di assenza di conflitto, di &#8216;successione&#8217; nella &#8216;personalità&#8217; di qualcuno e non solo nel suo patrimonio, o nelle sue posizioni sociali. E&#8217; questo, ancora oggi, il modello dominante in Italia, presso la borghesia industriale (e non solo, è un modello comunissimo in tantissimi settori della società civile, modi di vestire e &#8216;divise&#8217; incluse). Si producono o cloni dei &#8216;padri&#8217; (talora anche degli zii) o pseudo-ribelli mai &#8216;cacciati via&#8217; dalla &#8216;famiglia&#8217;, che hanno fatto liberamente le loro scelte. I due Elkann, o il figlio dell&#8217;Innominabile arruolato in Fininvest, sono molto più emblematici di Marchionne, a mio avviso, che è un funzionario ben pagato e a tutto assomiglia fuorché a un padre.  Marchionne non inganna affatto, dietro quel maglione, e dietro il suo potere, ci sono gli interessi della proprietà camuffati  in un principio di &#8216;necessità&#8217; indipendente dalla volontà di chi detiene il potere economico: in un dato momento certe scelte sono razionali e inevitabili e ragionandoci insieme ci accorgeremo che esse coincidono con l&#8217;interesse non solo del &#8216;padrone&#8217;, ma anche dell&#8217;operaio. C&#8217;è un bel libro di Baglioni (non il cantante): L&#8217;ideologia della borghesia industriale, edito da Einaudi. Nomi antichi come quello di Lissani, ad esempio,  e di tanti epigoni nostrani di Samuel Smiles (Samuele Sorriso), sono di una disarmante attualità, per capire come ragionano i novelli Samueli Maglioncino al di là della patina esteriore all&#8217;americana e di tutta la psicanalisi del Super-Io.</p>
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		<title>
		Di: maria		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2011/01/11/i-padri-ingannevoli/#comment-145693</link>

		<dc:creator><![CDATA[maria]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 12 Jan 2011 21:16:52 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Non concordo affatto quando scrive: «lotta,combattere, giustizia sociale; oggi questa stessa terminologia è praticamente tabù». Dove? Quando? Su Raiuno? Forse. In rete sono i termini più usati e abusati.

maria
io invece concordo e molto; prendiamo giustizia sociale, nella rete che conosciamo o frequentiamo forse , ma nella  cultura politica di sinistra, salvo frange minoritarie , certamente non è  più parola egemone come nel Novecento, oggi si parla molto di merito,di uguali condizioni di partenza, cosa c&#039;e prima sparisce misteriosamente, si parla molto di libertà senza mai accostarla , appunto, alla giustizia sociale che gli darebbe sostanza piena e concreta. Ci può essere libertà anche  senza giustizia sociale, ma senza questa ultima la libertà per molti sarebbe solo una bella parola.

Lo spiegarono quelli del movimento azionista di giustizia e libertà che a proposito del loro nome  dissero  che erano due parole  fondamentali ma che la  prima  doveva precedere, appunto, la  seconda.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non concordo affatto quando scrive: «lotta,combattere, giustizia sociale; oggi questa stessa terminologia è praticamente tabù». Dove? Quando? Su Raiuno? Forse. In rete sono i termini più usati e abusati.</p>
<p>maria<br />
io invece concordo e molto; prendiamo giustizia sociale, nella rete che conosciamo o frequentiamo forse , ma nella  cultura politica di sinistra, salvo frange minoritarie , certamente non è  più parola egemone come nel Novecento, oggi si parla molto di merito,di uguali condizioni di partenza, cosa c&#8217;e prima sparisce misteriosamente, si parla molto di libertà senza mai accostarla , appunto, alla giustizia sociale che gli darebbe sostanza piena e concreta. Ci può essere libertà anche  senza giustizia sociale, ma senza questa ultima la libertà per molti sarebbe solo una bella parola.</p>
<p>Lo spiegarono quelli del movimento azionista di giustizia e libertà che a proposito del loro nome  dissero  che erano due parole  fondamentali ma che la  prima  doveva precedere, appunto, la  seconda.</p>
]]></content:encoded>
		
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		<title>
		Di: Maurizio Leonardi		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2011/01/11/i-padri-ingannevoli/#comment-145671</link>

		<dc:creator><![CDATA[Maurizio Leonardi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 12 Jan 2011 14:37:02 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Purtroppo il cattivo uso dei concetti lacaniani tradisce la fretta degli Indiani di allinearsi alle mode intellettuali estere per avvalorare la distopia statalista che condividono con quasi tutti gli italiani a sinistra del PD.
Basta leggere qualsiasi Bignami su Lacan per capire come nell&#039;articolo si banalizzi strumentalmente la figura del Padre Simbolico e la complessità del &quot;discorso del capitalista&quot;.
Suggerirei piuttosto di considerare lo Stato ideale che la Nazione Indiana sogna (quello che, magistratura in testa, promette alla classe dominata che &quot;punirà&quot; l&#039;avidità del capitalista) come il vero &quot;padre ingannevole&quot;.
Molto meglio Wu Ming.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Purtroppo il cattivo uso dei concetti lacaniani tradisce la fretta degli Indiani di allinearsi alle mode intellettuali estere per avvalorare la distopia statalista che condividono con quasi tutti gli italiani a sinistra del PD.<br />
Basta leggere qualsiasi Bignami su Lacan per capire come nell&#8217;articolo si banalizzi strumentalmente la figura del Padre Simbolico e la complessità del &#8220;discorso del capitalista&#8221;.<br />
Suggerirei piuttosto di considerare lo Stato ideale che la Nazione Indiana sogna (quello che, magistratura in testa, promette alla classe dominata che &#8220;punirà&#8221; l&#8217;avidità del capitalista) come il vero &#8220;padre ingannevole&#8221;.<br />
Molto meglio Wu Ming.</p>
]]></content:encoded>
		
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		<title>
		Di: Fernando Bassoli		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2011/01/11/i-padri-ingannevoli/#comment-145669</link>

		<dc:creator><![CDATA[Fernando Bassoli]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 12 Jan 2011 14:00:34 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Marchionne mi pare della stessa specie di Biagi.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Marchionne mi pare della stessa specie di Biagi.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: jan		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2011/01/11/i-padri-ingannevoli/#comment-145667</link>

		<dc:creator><![CDATA[jan]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 12 Jan 2011 13:16:20 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[A quel che so la FIOM spinge per la partecipazione al referendum con il no. 

Comunque lo stabilimento Nissan di Barcelona in Spagna si trova in una situazione simile e diversa: referendum per congelare gli stipendi e aumentare le ore di lavoro ed i turni, sindacato maggioritario per il no, trattativa del ministero dell&#039;industria spagnolo insieme ai sindacati minoritari con la direzione Nissan, concorrenza con le fabbriche Nissan in Marocco e Sudafrica perché in Giappone decidano a chi assegnare la produzione di un nuovo modello.

&lt;a href=&quot;http://www.lavanguardia.es/economia/20110112/54100692012/los-trabajadores-de-nissan-en-barcelona-deciden-hoy-si-cobran-menos-por-fabricar-la-nueva-camioneta.html&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;Los trabajadores de Nissan en Barcelona deciden hoy si cobran menos por fabricar la nueva camioneta&lt;/a&gt;, La Vanguardia 12/01/2011

&lt;a href=&quot;http://www.elpais.com/articulo/economia/trabajadores/Nissan/votan/futuro/laboral/elpepueco/20110112elpepueco_1/Tes&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;Los trabajadores de Nissan votan su futuro laboral&lt;/a&gt;, El Pais, 12/01/2011]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>A quel che so la FIOM spinge per la partecipazione al referendum con il no. </p>
<p>Comunque lo stabilimento Nissan di Barcelona in Spagna si trova in una situazione simile e diversa: referendum per congelare gli stipendi e aumentare le ore di lavoro ed i turni, sindacato maggioritario per il no, trattativa del ministero dell&#8217;industria spagnolo insieme ai sindacati minoritari con la direzione Nissan, concorrenza con le fabbriche Nissan in Marocco e Sudafrica perché in Giappone decidano a chi assegnare la produzione di un nuovo modello.</p>
<p><a href="http://www.lavanguardia.es/economia/20110112/54100692012/los-trabajadores-de-nissan-en-barcelona-deciden-hoy-si-cobran-menos-por-fabricar-la-nueva-camioneta.html" rel="nofollow">Los trabajadores de Nissan en Barcelona deciden hoy si cobran menos por fabricar la nueva camioneta</a>, La Vanguardia 12/01/2011</p>
<p><a href="http://www.elpais.com/articulo/economia/trabajadores/Nissan/votan/futuro/laboral/elpepueco/20110112elpepueco_1/Tes" rel="nofollow">Los trabajadores de Nissan votan su futuro laboral</a>, El Pais, 12/01/2011</p>
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			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Paolo Mossetti		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2011/01/11/i-padri-ingannevoli/#comment-145663</link>

		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mossetti]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 12 Jan 2011 11:49:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Grandioso, Christian. 
Mettiamo voi chiediate a qualcuno di uscire per un appuntamento, e quella persona vi dica “No, non mi va”. Se siete un ottimista negazionista, voi replicherete: “Va bene, ma a parte no, ti va di uscire? Secondo me ti va”.
Quante volte ho utilizzato questa tristissima tecnica!
Il punto e&#039; che se viene usata da me, dallo sfigato, risulta appunto una tecnica disperata e perdente.
E&#039; la prospettiva del padrone, del potere che la rende invece una tecnica subdola e spesso persuadente, vincente.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Grandioso, Christian.<br />
Mettiamo voi chiediate a qualcuno di uscire per un appuntamento, e quella persona vi dica “No, non mi va”. Se siete un ottimista negazionista, voi replicherete: “Va bene, ma a parte no, ti va di uscire? Secondo me ti va”.<br />
Quante volte ho utilizzato questa tristissima tecnica!<br />
Il punto e&#8217; che se viene usata da me, dallo sfigato, risulta appunto una tecnica disperata e perdente.<br />
E&#8217; la prospettiva del padrone, del potere che la rende invece una tecnica subdola e spesso persuadente, vincente.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Valter Binaghi		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2011/01/11/i-padri-ingannevoli/#comment-145643</link>

		<dc:creator><![CDATA[Valter Binaghi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 11 Jan 2011 23:44:14 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Mah.
Secondo me bisognerebbe tirar giù Sacconi dal cadregone e costringerlo, &quot;in nome del popolo italiano&quot;, a fare quello che si è fatto in francia e in Germania rispetto a certe proposte oscene dell&#039;imprenditoria selvaggia.
Il punto debole di qualsiasi anti-retorica è che funziona solo se entrambi i soggetti in questione sono fisicamente autonomi e in grado di guadagnare posizioni di potere in modo strategico. Qui uno dei due soggetti è di fatto impossibilitato a scegliere. 
Demandare ad esso una possibilità strategica che non possiede significa aver già rinunciato alla politica, cioè ritornare alla lotta di classe nel momento in cui è il lavoratore stesso ad essere divenuto obsoleto per il sistema capitalistico.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mah.<br />
Secondo me bisognerebbe tirar giù Sacconi dal cadregone e costringerlo, &#8220;in nome del popolo italiano&#8221;, a fare quello che si è fatto in francia e in Germania rispetto a certe proposte oscene dell&#8217;imprenditoria selvaggia.<br />
Il punto debole di qualsiasi anti-retorica è che funziona solo se entrambi i soggetti in questione sono fisicamente autonomi e in grado di guadagnare posizioni di potere in modo strategico. Qui uno dei due soggetti è di fatto impossibilitato a scegliere.<br />
Demandare ad esso una possibilità strategica che non possiede significa aver già rinunciato alla politica, cioè ritornare alla lotta di classe nel momento in cui è il lavoratore stesso ad essere divenuto obsoleto per il sistema capitalistico.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Giorgio Cappozzo		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2011/01/11/i-padri-ingannevoli/#comment-145637</link>

		<dc:creator><![CDATA[Giorgio Cappozzo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 11 Jan 2011 22:08:42 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=37759#comment-145637</guid>

					<description><![CDATA[sono d&#039;accordo su Raimo sull&#039;opportunità di una (non) scelta alla Bartleby. Il &quot;preferirei di no&quot; farebbe impazzire John Elkann (di lui mi importa, assai meno di Marchionne).

Non concordo affatto quando scrive: «lotta,combattere, giustizia sociale; oggi questa stessa terminologia è praticamente tabù». Dove? Quando? Su Raiuno? Forse. In rete sono i termini più usati e abusati.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>sono d&#8217;accordo su Raimo sull&#8217;opportunità di una (non) scelta alla Bartleby. Il &#8220;preferirei di no&#8221; farebbe impazzire John Elkann (di lui mi importa, assai meno di Marchionne).</p>
<p>Non concordo affatto quando scrive: «lotta,combattere, giustizia sociale; oggi questa stessa terminologia è praticamente tabù». Dove? Quando? Su Raiuno? Forse. In rete sono i termini più usati e abusati.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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