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	Commenti a: Le poesie di Isidore Ducasse. I	</title>
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		<title>
		Di: gherardo bortolotti		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2011/01/25/le-poesie-di-isidore-ducasse-i/#comment-146316</link>

		<dc:creator><![CDATA[gherardo bortolotti]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 25 Jan 2011 20:49:11 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[nei prossimi giorni posterò le due traduzioni di zaffarano di poesie I e II.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>nei prossimi giorni posterò le due traduzioni di zaffarano di poesie I e II.</p>
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		<title>
		Di: Larry Massino		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Larry Massino]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 25 Jan 2011 16:48:44 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[I gemiti poetici di questo secolo non sono altro che sofismi. 

La vostra mente è perpetuamente trascinata fuori dai suoi cardini, e sorpresa nella trappola di tenebre costruita con arte grossolana dall&#039;egoismo e dall&#039;amor proprio. 

Trasmettete a chi vi legge soltanto l&#039;esperienza che nasce dal dolore, e che non è più il dolore stesso. Non piangete in pubblico. 

Se siete infelici, non bisogna dirlo al lettore. Tenetelo per voi. 

Bisogna che la critica attacchi la forma, mai il contenuto delle vostre idee, delle vostre frasi. Arrangiatevi. 

_____________________________________________________

Fin qui citazioni da poesie I, cattivissimo, che ben rappresenta la poetica di Ducasse, in linea coi Canti di Maldoror. Poesie II, mi pare di ricordare, è una sorta di abiura completa, un testo buonista, quasi veltroniano, che aveva forse il fine pratico di rappacificarsi con il suo benpensante tutore. Un&#039;abiura spassosa. Che però finisce così, molto elegantemente secondo me:  

&quot; I tre puntini finali mi fanno alzare le spalle di pietà. Si ha bisogno di questo per provare che si è un uomo di spirito, cioè un imbecille? Come se la chiarezza non valesse il vago, a proposito di puntini! &quot;

Comunque il testo tuttora stupefacente è i canti di Maldoror.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>I gemiti poetici di questo secolo non sono altro che sofismi. </p>
<p>La vostra mente è perpetuamente trascinata fuori dai suoi cardini, e sorpresa nella trappola di tenebre costruita con arte grossolana dall&#8217;egoismo e dall&#8217;amor proprio. </p>
<p>Trasmettete a chi vi legge soltanto l&#8217;esperienza che nasce dal dolore, e che non è più il dolore stesso. Non piangete in pubblico. </p>
<p>Se siete infelici, non bisogna dirlo al lettore. Tenetelo per voi. </p>
<p>Bisogna che la critica attacchi la forma, mai il contenuto delle vostre idee, delle vostre frasi. Arrangiatevi. </p>
<p>_____________________________________________________</p>
<p>Fin qui citazioni da poesie I, cattivissimo, che ben rappresenta la poetica di Ducasse, in linea coi Canti di Maldoror. Poesie II, mi pare di ricordare, è una sorta di abiura completa, un testo buonista, quasi veltroniano, che aveva forse il fine pratico di rappacificarsi con il suo benpensante tutore. Un&#8217;abiura spassosa. Che però finisce così, molto elegantemente secondo me:  </p>
<p>&#8221; I tre puntini finali mi fanno alzare le spalle di pietà. Si ha bisogno di questo per provare che si è un uomo di spirito, cioè un imbecille? Come se la chiarezza non valesse il vago, a proposito di puntini! &#8221;</p>
<p>Comunque il testo tuttora stupefacente è i canti di Maldoror.</p>
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		<title>
		Di: sparz		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2011/01/25/le-poesie-di-isidore-ducasse-i/#comment-146310</link>

		<dc:creator><![CDATA[sparz]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 25 Jan 2011 15:40:32 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[«&lt;i&gt;O matematiche severe, non vi ho dimenticate da quando le vostre sapienti lezioni, più dolci del miele, filtrarono dentro il mio cuore come un’onda rinfrescante. Istintivamente aspiravo, fin dalla culla, a bere alla vostra fonte, più antica del sole, e ancora continuo a calcare il vestibolo sacro del vostro tempio solenne, io, il più fedele tra i vostri iniziati. C’era del vago nella mia mente, un non so che, spesso come il fumo; ma io seppi valicare religiosamente i gradini che portano al vostro altare, e voi avete dissipato questo velo oscuro, come il vento scaccia la procellaria. Al suo posto voi avete messo un’estrema freddezza, una prudenza consumata e una logica implacabile&lt;/i&gt;», Lautréamont, Comte de, Isidore Ducasse, &lt;i&gt;Opere complete, I canti di Maldoror, poesie, lettere&lt;/i&gt;, Feltrinelli, Milano 1978, pp. 101-03.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>«<i>O matematiche severe, non vi ho dimenticate da quando le vostre sapienti lezioni, più dolci del miele, filtrarono dentro il mio cuore come un’onda rinfrescante. Istintivamente aspiravo, fin dalla culla, a bere alla vostra fonte, più antica del sole, e ancora continuo a calcare il vestibolo sacro del vostro tempio solenne, io, il più fedele tra i vostri iniziati. C’era del vago nella mia mente, un non so che, spesso come il fumo; ma io seppi valicare religiosamente i gradini che portano al vostro altare, e voi avete dissipato questo velo oscuro, come il vento scaccia la procellaria. Al suo posto voi avete messo un’estrema freddezza, una prudenza consumata e una logica implacabile</i>», Lautréamont, Comte de, Isidore Ducasse, <i>Opere complete, I canti di Maldoror, poesie, lettere</i>, Feltrinelli, Milano 1978, pp. 101-03.</p>
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		<title>
		Di: véronique vergé		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2011/01/25/le-poesie-di-isidore-ducasse-i/#comment-146282</link>

		<dc:creator><![CDATA[véronique vergé]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 25 Jan 2011 09:03:44 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Il lavoro della Camera Verde è bellissimo, perché si dedica alla parte originale dell&#039;opera poetica. In contradizione la svolta di Isidore Ducasse nella sua scrittura. 

Il cognome del poeta possiede anche due aspetti: Isidore Ducasse, cognome vincolato alla terra natale, prosaïco, e &quot; comte de Lautréamont&quot; di malefico ispirazione (marquis de Sade), nobiltà misteriosa, con una parte straniera, un luogo notturno, mare e continente lontani, sognati.
Nome e luogo in regno fantastico, soprannaturale.
 
Les chants de Maldoror ( mal/ Horreur/ mal/ or/) sono spinti da una violenza magnifica: la parola si strappa, colore di sangue e d&#039;oro; nella notte brilla la follia della pulsione, il passaggio all&#039;atto con l&#039;esplosione poetica. Il verso dilania, sbrana, viola. 
Ceremonia, rituale del male in metamorfosi poetica, parola liberata di sotto terra. 
Infierno.
La svolta poetica del poeta è una metafora del  male estirpato. Ma non credo davvero a un cambiamento. Mi sembra sentire il ridere del poeta, la sua rivolta.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il lavoro della Camera Verde è bellissimo, perché si dedica alla parte originale dell&#8217;opera poetica. In contradizione la svolta di Isidore Ducasse nella sua scrittura. </p>
<p>Il cognome del poeta possiede anche due aspetti: Isidore Ducasse, cognome vincolato alla terra natale, prosaïco, e &#8221; comte de Lautréamont&#8221; di malefico ispirazione (marquis de Sade), nobiltà misteriosa, con una parte straniera, un luogo notturno, mare e continente lontani, sognati.<br />
Nome e luogo in regno fantastico, soprannaturale.</p>
<p>Les chants de Maldoror ( mal/ Horreur/ mal/ or/) sono spinti da una violenza magnifica: la parola si strappa, colore di sangue e d&#8217;oro; nella notte brilla la follia della pulsione, il passaggio all&#8217;atto con l&#8217;esplosione poetica. Il verso dilania, sbrana, viola.<br />
Ceremonia, rituale del male in metamorfosi poetica, parola liberata di sotto terra.<br />
Infierno.<br />
La svolta poetica del poeta è una metafora del  male estirpato. Ma non credo davvero a un cambiamento. Mi sembra sentire il ridere del poeta, la sua rivolta.</p>
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