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	Commenti a: &#8220;Il mal di Montano&#8221; di Enrique Vila-Matas	</title>
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		<title>
		Di: véronique vergé		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[véronique vergé]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 27 Jan 2011 08:56:47 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Mi sono chiesto, leggendo l&#039;articolo magnifico del fratello gemello di Enrique Vila Matas, in quale situazione ero di fronte alla letteratura, se sono un topo bloccato in un buco nella carta del male di Montano.

 L&#039;ossessione della lettura, del personaggio autore invade la mente del lettore. Beve il sangue di una parola bellissima, la nutre, la vive nel sogno, il sangue diventa oceano. 
Il problema è il passaggio dal lettore al scrittore, un lettore talentuoso non è necessariamente uno scrittore fecondo. Il lettore stregato da una bellezza straniera non puo fuggire a pagine già conosciute, vorrebbe creare, inventare
un paese mai scoperto e si ritrove davanti a un&#039;isola, una città abitata da un altro talento. Il scrittore autentico ha superato l&#039;incertezza tra vivere con protezione ( la lettura) e vivere di scrittura in pericolo, vivere con la certezza
che la vita reale è in una dimensione di assenza, invece il lettore è nella vita reale, in assenza intermittente, dopo la lettura, raggiunge la realtà.
La situazione peggiore è di oscillare tra lettura e impossibilità di scrivere,
sapere che cosa è la scrittura e non avere talento, non valicare mai la frontiera, diventare il fantasma dello scrittore senza avere l&#039;abito.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mi sono chiesto, leggendo l&#8217;articolo magnifico del fratello gemello di Enrique Vila Matas, in quale situazione ero di fronte alla letteratura, se sono un topo bloccato in un buco nella carta del male di Montano.</p>
<p> L&#8217;ossessione della lettura, del personaggio autore invade la mente del lettore. Beve il sangue di una parola bellissima, la nutre, la vive nel sogno, il sangue diventa oceano.<br />
Il problema è il passaggio dal lettore al scrittore, un lettore talentuoso non è necessariamente uno scrittore fecondo. Il lettore stregato da una bellezza straniera non puo fuggire a pagine già conosciute, vorrebbe creare, inventare<br />
un paese mai scoperto e si ritrove davanti a un&#8217;isola, una città abitata da un altro talento. Il scrittore autentico ha superato l&#8217;incertezza tra vivere con protezione ( la lettura) e vivere di scrittura in pericolo, vivere con la certezza<br />
che la vita reale è in una dimensione di assenza, invece il lettore è nella vita reale, in assenza intermittente, dopo la lettura, raggiunge la realtà.<br />
La situazione peggiore è di oscillare tra lettura e impossibilità di scrivere,<br />
sapere che cosa è la scrittura e non avere talento, non valicare mai la frontiera, diventare il fantasma dello scrittore senza avere l&#8217;abito.</p>
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		<title>
		Di: maurizio		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2011/01/26/il-mal-di-montano-di-enrique-vila-matas/#comment-146351</link>

		<dc:creator><![CDATA[maurizio]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 26 Jan 2011 18:29:48 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Se leggo Vila-Matas mi chiedo: è questo un magistrale, guizzante e sovrabbondante discorso di profondità oppure, talvolta, un cazzeggio iperprofessionale fatuo e ampiamente premeditato. Simile interrogativo non verrebbe certo leggendo, per esempio, Gadda.

Una nota che finisce con l&#039;orientare negativamente è la reiterata ostentazione con la quale questo autore rimarca la propria confidenziale e assodata intimità non solo con le pagine, le paginette, gli appunti, ma anche coi saloni, i salotti e persino coi più sperduti bugigattoli della letteratura franco/ispano/irlandese e mondiale. Non trascura i newyorkesi, gli scaldi misconosciuti, Dante e neppure le opere minori dello stesso Gadda. Lasciando intendere che nulla gli sfugge, che nessun autore ignora. E via! Tutti sanno il trucco: basta sempre nominare quelli che si conoscono, quanto agli altri... si diano per intesi.  
Con tutto questo, il suo sofisticato gioco resta, se non utile, tuttavia abbastanza attraente, o meglio, e qui fa gioco un termine davvero detestabile, intrigante.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Se leggo Vila-Matas mi chiedo: è questo un magistrale, guizzante e sovrabbondante discorso di profondità oppure, talvolta, un cazzeggio iperprofessionale fatuo e ampiamente premeditato. Simile interrogativo non verrebbe certo leggendo, per esempio, Gadda.</p>
<p>Una nota che finisce con l&#8217;orientare negativamente è la reiterata ostentazione con la quale questo autore rimarca la propria confidenziale e assodata intimità non solo con le pagine, le paginette, gli appunti, ma anche coi saloni, i salotti e persino coi più sperduti bugigattoli della letteratura franco/ispano/irlandese e mondiale. Non trascura i newyorkesi, gli scaldi misconosciuti, Dante e neppure le opere minori dello stesso Gadda. Lasciando intendere che nulla gli sfugge, che nessun autore ignora. E via! Tutti sanno il trucco: basta sempre nominare quelli che si conoscono, quanto agli altri&#8230; si diano per intesi.<br />
Con tutto questo, il suo sofisticato gioco resta, se non utile, tuttavia abbastanza attraente, o meglio, e qui fa gioco un termine davvero detestabile, intrigante.</p>
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		Di: maurizio		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[maurizio]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 26 Jan 2011 17:22:05 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[La letteratura sarebbe dunque un incerto risentimento, cura a sè stesso e incurabile, aristocrazia plebea, affezione sana e perversa, superiore debolezza, sentimento e oggetto, consolazione degli sconsolati?
Tutto quì? Non è nuova questa spiegazione e potremmo applicarla anche alle parole incrociate.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La letteratura sarebbe dunque un incerto risentimento, cura a sè stesso e incurabile, aristocrazia plebea, affezione sana e perversa, superiore debolezza, sentimento e oggetto, consolazione degli sconsolati?<br />
Tutto quì? Non è nuova questa spiegazione e potremmo applicarla anche alle parole incrociate.</p>
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		Di: Larry Massino		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2011/01/26/il-mal-di-montano-di-enrique-vila-matas/#comment-146329</link>

		<dc:creator><![CDATA[Larry Massino]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 26 Jan 2011 11:21:04 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Magari all&#039;esimio Magris questa cosa l&#039;aveva detta un infimo scopino danubiese invitandolo a spostarsi mentre puliva le strade del parco imperiale in una mattina di vento autunnale. E chissà chi l&#039;aveva detta allo scopino! E chissà chi...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Magari all&#8217;esimio Magris questa cosa l&#8217;aveva detta un infimo scopino danubiese invitandolo a spostarsi mentre puliva le strade del parco imperiale in una mattina di vento autunnale. E chissà chi l&#8217;aveva detta allo scopino! E chissà chi&#8230;</p>
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