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	Commenti a: Scrittori e Battisti. La censura non è mai una buona idea.	</title>
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		Di: Blog		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Blog]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Mar 2011 12:49:28 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[[...] che va in giro tranquillamente con un ciondolo a forma di croce celtica?  Oggi consiglio l&#8217;Articolo di Evelina Santangelo&#160;&#034;Scrittori e Battisti. La censura non &#232; mai stata una buona idea&#034; e il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>[&#8230;] che va in giro tranquillamente con un ciondolo a forma di croce celtica?  Oggi consiglio l&#8217;Articolo di Evelina Santangelo&nbsp;&quot;Scrittori e Battisti. La censura non &egrave; mai stata una buona idea&quot; e il [&#8230;]</p>
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		<title>
		Di: Fabio Montermini		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Fabio Montermini]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 27 Jan 2011 20:22:11 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@lorenzo galbiati
dico che boicottaggio mantiene una connotazione positiva, rispetto - si badi bene - ad altri termini come &quot;censura&quot;, &quot;messa all&#039;indice&quot;, &quot;ostracismo&quot;, perché oggi si è disposti a dire che si &quot;boicotta&quot;, ma non si è disposti a dire che si &quot;censura&quot;, &quot;mette all&#039;indice&quot; o &quot;ostracizza&quot;. I &quot;boicottatori civili&quot; vogliono certo offendere i &quot;boicottati&quot; con la loro azione, ma dicendo che &quot;boicottano&quot; non offendono se stessi, come farebbero se chiamassero quello che fanno col suo nome, cioè &quot;censurarli&quot;. La mia era solo un&#039;osservazione semantico-lessicale, e non dava alcun giudizio, ovviamente, sul fatto in sé. Per essere ancora più chiaro, per tutti - di destra o di sinistra, servi di SB o nemici di SB, è legittimo dirsi &quot;boicottatori&quot;, non lo è dirsi &quot;censori&quot; o &quot;ostracisti&quot;, anche se in realtà è quello che si fa.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@lorenzo galbiati<br />
dico che boicottaggio mantiene una connotazione positiva, rispetto &#8211; si badi bene &#8211; ad altri termini come &#8220;censura&#8221;, &#8220;messa all&#8217;indice&#8221;, &#8220;ostracismo&#8221;, perché oggi si è disposti a dire che si &#8220;boicotta&#8221;, ma non si è disposti a dire che si &#8220;censura&#8221;, &#8220;mette all&#8217;indice&#8221; o &#8220;ostracizza&#8221;. I &#8220;boicottatori civili&#8221; vogliono certo offendere i &#8220;boicottati&#8221; con la loro azione, ma dicendo che &#8220;boicottano&#8221; non offendono se stessi, come farebbero se chiamassero quello che fanno col suo nome, cioè &#8220;censurarli&#8221;. La mia era solo un&#8217;osservazione semantico-lessicale, e non dava alcun giudizio, ovviamente, sul fatto in sé. Per essere ancora più chiaro, per tutti &#8211; di destra o di sinistra, servi di SB o nemici di SB, è legittimo dirsi &#8220;boicottatori&#8221;, non lo è dirsi &#8220;censori&#8221; o &#8220;ostracisti&#8221;, anche se in realtà è quello che si fa.</p>
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		<title>
		Di: lorenzo galbiati		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[lorenzo galbiati]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 27 Jan 2011 17:59:55 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@Montermini, 
da che cosa lo deduce che &quot;boicottaggio&quot; come termine mantiene una &quot;connotazione positiva&quot;? 

Sono di avviso totalmente opposto.
Gli stessi autori del presunto &quot;boicottaggio civile&quot; secondo me usano questa locuzione per indicare la volontà di isolare dalla società civile quegli scrittori amici, complici o quel che si vuole di un assassino.
Guardi che ovunque si parli di boicottaggio si storce il naso.
Sta addirittura passando l&#039;equazione boicottare=discriminare, come fosse una lesione a dei diritti personale.
Lo dicono per esempio le comunità ebraiche da vario tempo a proposito del boicottaggio di Israele (campagna BDS boicottare, disinvestire, sanzionare) e di quello proposto verso certi prodotti israeliani venduti nel ghetto di Roma. E questa tattica sta avendo un grande successo su tutti i media, che denunciano questa presunta discriminazione, tant&#039;è che il boicottaggio verso i prodotti venduti nel ghetto è stato accompagnato dal solito ricordo delle leggi fasciste ecc.
Ma al di là del caso ebraico-sionista, che ha sempre delle peculiarità personali, mi sembra che l&#039;idea della discriminazione applicata alla pratica del boicottaggio si stia facendo strada ovunque.
E ripeto mi pare che, con la solita mancanza di senso civico e di spirito democratico, insomma con il solito autoritarismo e razzismo la stiano propagandando i servi di B. e i suoi alleati verso chiunque non si omologhi.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@Montermini,<br />
da che cosa lo deduce che &#8220;boicottaggio&#8221; come termine mantiene una &#8220;connotazione positiva&#8221;? </p>
<p>Sono di avviso totalmente opposto.<br />
Gli stessi autori del presunto &#8220;boicottaggio civile&#8221; secondo me usano questa locuzione per indicare la volontà di isolare dalla società civile quegli scrittori amici, complici o quel che si vuole di un assassino.<br />
Guardi che ovunque si parli di boicottaggio si storce il naso.<br />
Sta addirittura passando l&#8217;equazione boicottare=discriminare, come fosse una lesione a dei diritti personale.<br />
Lo dicono per esempio le comunità ebraiche da vario tempo a proposito del boicottaggio di Israele (campagna BDS boicottare, disinvestire, sanzionare) e di quello proposto verso certi prodotti israeliani venduti nel ghetto di Roma. E questa tattica sta avendo un grande successo su tutti i media, che denunciano questa presunta discriminazione, tant&#8217;è che il boicottaggio verso i prodotti venduti nel ghetto è stato accompagnato dal solito ricordo delle leggi fasciste ecc.<br />
Ma al di là del caso ebraico-sionista, che ha sempre delle peculiarità personali, mi sembra che l&#8217;idea della discriminazione applicata alla pratica del boicottaggio si stia facendo strada ovunque.<br />
E ripeto mi pare che, con la solita mancanza di senso civico e di spirito democratico, insomma con il solito autoritarismo e razzismo la stiano propagandando i servi di B. e i suoi alleati verso chiunque non si omologhi.</p>
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		<title>
		Di: Fabio Montermini		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2011/01/27/scrittori-e-battisti-la-censura-non-e-mai-una-buona-idea/#comment-146411</link>

		<dc:creator><![CDATA[Fabio Montermini]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 27 Jan 2011 16:05:40 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[La scelta della parola &quot;boicottaggio&quot; da parte dei promotori di questo ostracismo (io lo chiamerei così) non è casuale. Cioè, non deriva, secondo me, semplicemente da sciatteria o da scarsa abilità nell&#039;uso delle parole. Fa parte invece di quel processo di &quot;manomissione&quot; delle parole che ultimamente in molti (compresa NI - https://www.nazioneindiana.com/2011/01/13/la-dichiarazione-di-guerra-civile-di-berlusconi/) stanno mettendo in luce. Attenzione: sono sempre restio a sposare le dietrologie, quindi non è detto che dietro a questa manomissione vi sia necessariamente una volontà esplicita e dichiarata di distorcere il lessico per manipolare il consenso. La manomissione delle parole si insinua e sfrutta, invece, una proprietà della lingua che in sé, e in altri casi, può essere positiva, ossia la sua estrema plasticità semantica, il fatto che una parola non significhi sempre necessariamente la stessa cosa. Questo per dire che di questa manomissione possiamo essere tutti un po&#039; colpevoli, ed è per questo che è ancora più subdola. Quando, due o tre anni fa, alcuni intellettuali musulmani invitarono a boicottare la Fiera del libro di Torino (in questo caso, usando il verbo propriamente, perché boicottare significava &#039;non andare&#039;), il passo fu breve per parlare di &quot;boicottaggio&quot; dei libri e degli scrittori israeliani tout court.
&quot;Boicottaggio&quot; è una parola che mantiene una connotazione positiva. A differenza di &quot;censura&quot;, &quot;messa all&#039;indice&quot;, &quot;rogo&quot; (anche metaforico), o che so altro. Chi definisce &quot;boicottaggio&quot; un&#039;operazione censoria, come quella caldeggiata dagli amministratori veneti, per me, compie la medesima operazione di chi chiama &quot;rom&quot; gli zingari e &quot;gay&quot; i culattoni, continuando a considerarli zingari e culattoni. 
Mi interrogo poi sul significato da attribuire a quell&#039;aggettivo &quot;civile&quot; che accompagna la parola &quot;boicottaggio&quot;. Conscio o no che sia dell&#039;operazione che compie, chi parla di &quot;boicottaggio civile&quot;, in questo contesto, costruisce una terminologia per convincere se stesso e gli altri che l&#039;operazione in questione sia riconducibile ad una pratica riconoscibile e socialmente accettabile. In realtà, la pseudo-denominazione &quot;boicottaggio civile&quot;, che non corrisponde ad alcuna denominazione univoca di una pratica socialmente riconosciuta, sembra costruita ad arte per restare indeterminata, e quindi facilmente spendibile in un contesto di manomissione lessicale. &quot;Civile&quot; può stare infatti per &quot;non violento&quot;, mentre si tratta di un&#039;operazione massimamente incivile e violenta. O &quot;civile&quot; può contrapporsi a &quot;politico&quot;, quindi che emerge dalla società civile, una contrapposizione in cui sguazza il potere attuale. &quot;Civile&quot; è da mettere accanto a &quot;amore&quot; e &quot;Italia&quot; tra le parole violente che dividono &quot;noi&quot; da &quot;loro&quot;.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La scelta della parola &#8220;boicottaggio&#8221; da parte dei promotori di questo ostracismo (io lo chiamerei così) non è casuale. Cioè, non deriva, secondo me, semplicemente da sciatteria o da scarsa abilità nell&#8217;uso delle parole. Fa parte invece di quel processo di &#8220;manomissione&#8221; delle parole che ultimamente in molti (compresa NI &#8211; <a href="https://www.nazioneindiana.com/2011/01/13/la-dichiarazione-di-guerra-civile-di-berlusconi/" rel="nofollow ugc">https://www.nazioneindiana.com/2011/01/13/la-dichiarazione-di-guerra-civile-di-berlusconi/</a>) stanno mettendo in luce. Attenzione: sono sempre restio a sposare le dietrologie, quindi non è detto che dietro a questa manomissione vi sia necessariamente una volontà esplicita e dichiarata di distorcere il lessico per manipolare il consenso. La manomissione delle parole si insinua e sfrutta, invece, una proprietà della lingua che in sé, e in altri casi, può essere positiva, ossia la sua estrema plasticità semantica, il fatto che una parola non significhi sempre necessariamente la stessa cosa. Questo per dire che di questa manomissione possiamo essere tutti un po&#8217; colpevoli, ed è per questo che è ancora più subdola. Quando, due o tre anni fa, alcuni intellettuali musulmani invitarono a boicottare la Fiera del libro di Torino (in questo caso, usando il verbo propriamente, perché boicottare significava &#8216;non andare&#8217;), il passo fu breve per parlare di &#8220;boicottaggio&#8221; dei libri e degli scrittori israeliani tout court.<br />
&#8220;Boicottaggio&#8221; è una parola che mantiene una connotazione positiva. A differenza di &#8220;censura&#8221;, &#8220;messa all&#8217;indice&#8221;, &#8220;rogo&#8221; (anche metaforico), o che so altro. Chi definisce &#8220;boicottaggio&#8221; un&#8217;operazione censoria, come quella caldeggiata dagli amministratori veneti, per me, compie la medesima operazione di chi chiama &#8220;rom&#8221; gli zingari e &#8220;gay&#8221; i culattoni, continuando a considerarli zingari e culattoni.<br />
Mi interrogo poi sul significato da attribuire a quell&#8217;aggettivo &#8220;civile&#8221; che accompagna la parola &#8220;boicottaggio&#8221;. Conscio o no che sia dell&#8217;operazione che compie, chi parla di &#8220;boicottaggio civile&#8221;, in questo contesto, costruisce una terminologia per convincere se stesso e gli altri che l&#8217;operazione in questione sia riconducibile ad una pratica riconoscibile e socialmente accettabile. In realtà, la pseudo-denominazione &#8220;boicottaggio civile&#8221;, che non corrisponde ad alcuna denominazione univoca di una pratica socialmente riconosciuta, sembra costruita ad arte per restare indeterminata, e quindi facilmente spendibile in un contesto di manomissione lessicale. &#8220;Civile&#8221; può stare infatti per &#8220;non violento&#8221;, mentre si tratta di un&#8217;operazione massimamente incivile e violenta. O &#8220;civile&#8221; può contrapporsi a &#8220;politico&#8221;, quindi che emerge dalla società civile, una contrapposizione in cui sguazza il potere attuale. &#8220;Civile&#8221; è da mettere accanto a &#8220;amore&#8221; e &#8220;Italia&#8221; tra le parole violente che dividono &#8220;noi&#8221; da &#8220;loro&#8221;.</p>
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		<title>
		Di: Giuseppe		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2011/01/27/scrittori-e-battisti-la-censura-non-e-mai-una-buona-idea/#comment-146390</link>

		<dc:creator><![CDATA[Giuseppe]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 27 Jan 2011 13:40:50 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[La violazione dell&#039;emerito assessore riguarda, ma non solo, due semplicissimi principi di diritto naturale ripresi dalla nostra Costituzione negli artt. 3 e 21,  il principio di uguaglianza e quello di libertà di pensiero. 
Un caposaldo del diritto d&#039;informazione è il pluralismo, cioè il diritto del cittadino di conoscere idee e opinioni diverse, che includono anche quelle non gradite all&#039;assessore.
Il fatto che Battisti sia tecnicamente latitante non sospende, salvo i limiti previsti dalla legge penale, i diritti che la Costituzione gli attribuisce. 
Dal punto di vista penale è da valutare l&#039;ipotesi prevista dall&#039;art.323 c.p..]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La violazione dell&#8217;emerito assessore riguarda, ma non solo, due semplicissimi principi di diritto naturale ripresi dalla nostra Costituzione negli artt. 3 e 21,  il principio di uguaglianza e quello di libertà di pensiero.<br />
Un caposaldo del diritto d&#8217;informazione è il pluralismo, cioè il diritto del cittadino di conoscere idee e opinioni diverse, che includono anche quelle non gradite all&#8217;assessore.<br />
Il fatto che Battisti sia tecnicamente latitante non sospende, salvo i limiti previsti dalla legge penale, i diritti che la Costituzione gli attribuisce.<br />
Dal punto di vista penale è da valutare l&#8217;ipotesi prevista dall&#8217;art.323 c.p..</p>
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		<title>
		Di: La censura non è mai una buona idea &#171; slowforward		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2011/01/27/scrittori-e-battisti-la-censura-non-e-mai-una-buona-idea/#comment-146389</link>

		<dc:creator><![CDATA[La censura non è mai una buona idea &#171; slowforward]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 27 Jan 2011 13:38:12 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[[...] Scrittori e Battisti. La censura non è mai una buona idea [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>[&#8230;] Scrittori e Battisti. La censura non è mai una buona idea [&#8230;]</p>
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		<title>
		Di: lorenzo galbiati		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2011/01/27/scrittori-e-battisti-la-censura-non-e-mai-una-buona-idea/#comment-146383</link>

		<dc:creator><![CDATA[lorenzo galbiati]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 27 Jan 2011 11:53:26 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ecco, infatti, grazie mantello che ha scritto quanto stavo per scrivere io. Il boicottaggio non è certo quello che può fare un ente pubblico per decisione di un assessore. Non so neanche se censura sia la parola più appropriata ma certo un assessore che dispone la rimozione dei libri da una biblioteca sta facendo qualcosa di profondamente diverso dal boicottare.

Mi chiedo come mai qui su NI, un sito di letteratura, si ponga così poca attenzione al significato della parola boicottaggio, e alla sua storia, e si continui a scrivere post parlando di boicottaggio in modo del tutto improprio.

Non è né la prima né la seconda volta che intervengo per sottolineare questo fatto (per es. decidere di lasciare Mondadori e pubblicare per un editore diverso è stato qualificato come boicottaggio tempo fa qui su NI).]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ecco, infatti, grazie mantello che ha scritto quanto stavo per scrivere io. Il boicottaggio non è certo quello che può fare un ente pubblico per decisione di un assessore. Non so neanche se censura sia la parola più appropriata ma certo un assessore che dispone la rimozione dei libri da una biblioteca sta facendo qualcosa di profondamente diverso dal boicottare.</p>
<p>Mi chiedo come mai qui su NI, un sito di letteratura, si ponga così poca attenzione al significato della parola boicottaggio, e alla sua storia, e si continui a scrivere post parlando di boicottaggio in modo del tutto improprio.</p>
<p>Non è né la prima né la seconda volta che intervengo per sottolineare questo fatto (per es. decidere di lasciare Mondadori e pubblicare per un editore diverso è stato qualificato come boicottaggio tempo fa qui su NI).</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: marco mantello		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2011/01/27/scrittori-e-battisti-la-censura-non-e-mai-una-buona-idea/#comment-146376</link>

		<dc:creator><![CDATA[marco mantello]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 27 Jan 2011 10:26:49 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[E hai fatto bene, secondo me]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E hai fatto bene, secondo me</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Evelina Santangelo		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2011/01/27/scrittori-e-battisti-la-censura-non-e-mai-una-buona-idea/#comment-146375</link>

		<dc:creator><![CDATA[Evelina Santangelo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 27 Jan 2011 10:24:17 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ho solo riportato l&#039;espressione di cui si servono proprio per avviare una riflessione sulla «natura» di questa vicenda, «natura» in cui parole e circostanze (il semplice cittadino che chiede ascolto all&#039;amministrazione «sensibile» alle sue richieste...) a mio avviso sono molto significative, più di quanto non sembri a prima vista.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ho solo riportato l&#8217;espressione di cui si servono proprio per avviare una riflessione sulla «natura» di questa vicenda, «natura» in cui parole e circostanze (il semplice cittadino che chiede ascolto all&#8217;amministrazione «sensibile» alle sue richieste&#8230;) a mio avviso sono molto significative, più di quanto non sembri a prima vista.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>
		Di: marco mantello		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2011/01/27/scrittori-e-battisti-la-censura-non-e-mai-una-buona-idea/#comment-146372</link>

		<dc:creator><![CDATA[marco mantello]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 27 Jan 2011 10:04:15 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Una precisazione sull&#039;incipit di questo pezzo: quello perpetrato ai danni dei firmatari del famoso appello (come al solito la stampa generalista ha focalizzato l&#039;attenzione sull&#039;eroe disceso in politica, dimenticando il resto), non è affatto un&#039;operazione di  boicottaggio, ma di censura. Quando parliamo di pubblici funzionari e di biblioteche pubbliche che non accettano o rimuovono certi libri per ragioni politiche, parliamo di pubblica censura. Sarebbe invece boicottaggio, se qualcuno, anche un pubblico funzionario, invitasse pubblicamente i lettori a non leggere certi libri, la cui presenza nelle biblioteche da lui gestite resti comunque garantita per tutti. 
Sono due cose molto diverse, la censura e il boicottaggio]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Una precisazione sull&#8217;incipit di questo pezzo: quello perpetrato ai danni dei firmatari del famoso appello (come al solito la stampa generalista ha focalizzato l&#8217;attenzione sull&#8217;eroe disceso in politica, dimenticando il resto), non è affatto un&#8217;operazione di  boicottaggio, ma di censura. Quando parliamo di pubblici funzionari e di biblioteche pubbliche che non accettano o rimuovono certi libri per ragioni politiche, parliamo di pubblica censura. Sarebbe invece boicottaggio, se qualcuno, anche un pubblico funzionario, invitasse pubblicamente i lettori a non leggere certi libri, la cui presenza nelle biblioteche da lui gestite resti comunque garantita per tutti.<br />
Sono due cose molto diverse, la censura e il boicottaggio</p>
]]></content:encoded>
		
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