Les nouveaux anarchistes

di Francesca Fiorletta

…Prima di accadere, una catastrofe sembra impossibile, ma dal momento in cui accade diventa agli occhi di tutti necessaria e inevitabile.

Reportage di un’ apocalisse annunciata, dunque, l’ acre e non conciliante romanzo di Piero Pieri, docente di Letteratura italiana contemporanea per il corso D.A.M.S. di Bologna, edito nel 2010 da Transeuropa Edizioni.

In tre fitti, stringenti Quaderni di cruda indagine sociale, l’ io narrante, inevitabilmente Capriccio, cerca di assemblare i cocci dell’ ormai esploso vaso di Pandora del senso comune, palpando senza patetismi “una sofferenza all’ avanguardia, contemplativa e inutile, tipica di quel ceto confuso che neanche ha il buon gusto di farsi borghesia”.

Brandelli di una generazione disgregata dall’ insensatezza panica, pungolata da un ripiegamento ciecamente intimista, che per sbarcare il lunario si scopre impegnata in annoiati Tentativi abortiti di ribellione, fallimentari già nell’ intenzione, inequivocabili nelle loro velleità antieroiche.

Così un nugolo di universitari, variamente stereotipato per procura critica, offre il braccio disarmato a quella nausea civile “che ti pianta a terra  mentre nell’ orecchio ascolti il trapestio nevrotico di mille insetti dritti nel cervello… “

In un circolare rincorrersi di appartamenti claustrofobici, nel tipico caos delle stanze in affitto per fuorisede, la malinconia del più classico degli amori feroci è condensata in un educato aborto spontaneo, contraltare di un parto ideologico che stenta a concretizzarsi nell’ assopita irriverenza politica degli ormai consueti abusi di corridoio, salvo proprompere, di quando in quando, con subdola maestria da rabdomante, in sfoghi orgasmici malfermi e strenue violazioni d’ amicizie private.

L’ oblio decadente è sempre a portata di mano, a Bologna.

Una Bologna efficiente per spudorato dileggio, che fagocita gli spiriti presunti liberi dei giovani autoctoni, umiliandone i corpi ingabbiati, giustamente perseguiti – non da ultimo, dalle forze del cosiddetto ordine costituito – per ingiuste, ingiuriose cause.

Se una ruggente sassaiola resta, fuor di metafora, l’ unica possibilità di scampare all’ acrimonia millenaria delle caste corrotte, è con un linguaggio sincopato, tranciato di netto, mai affabulatorio, che il Capriccio della ribellione odierna coglie nel segno del placido imborghesimento tout court:

Poi succede che i sassi diventano coltelli che li sgozzano, li evirano, ma loro stanno ancora lì a pensare a quella volta che non c’hanno portato al circo a vedere gli elefanti .

Quanto è autentica, dunque, la rabbia oppressa dei giovani emiliani, italiani, dei giovani del mondo? Quanta insoddisfazione, invece, intimamente personale, si cela dietro le barricate di cartapesta di questa lotta senza quartiere che chiamiamo vita?

Qual è, dunque, la nuova anarchia?

Se gli insperati Tentativi di riconversione di un quotidiano ormai in frantumi scimmiottano inabili sketch d’ inesatta comicità commerciale, altrettanto Drastiche vie di fuga sembrano fenomenologicamente prospettare gli spietati rigurgiti infantili di una ex generazione del sè, alla spasmodica, discendente, lenta ricerca di un se…

marco rovelli

Marco Rovelli nasce nel 1969 a Massa. Scrive e canta. Come scrittore, dopo il libro di poesie Corpo esposto, pubblicato nel 2004, ha pubblicato Lager italiani, un "reportage narrativo" interamente dedicato ai centri di permanenza temporanea (CPT), raccontati attraverso le storie di coloro che vi sono stati reclusi e analizzati dal punto di vista politico e filosofico. Nel 2008 ha pubblicato Lavorare uccide, un nuovo reportage narrativo dedicato ad un'analisi critica del fenomeno delle morti sul lavoro in Italia. Nel 2009 ha pubblicato Servi, il racconto di un viaggio nei luoghi e nelle storie dei clandestini al lavoro. Sempre nel 2009 ha pubblicato il secondo libro di poesie, L'inappartenenza. Suoi racconti e reportage sono apparsi su diverse riviste, tra cui Nuovi Argomenti. Collabora con il manifesto e l'Unità, sulla quale tiene una rubrica settimanale. Fa parte della redazione della rivista online Nazione Indiana. Collabora con Transeuropa Edizioni, per cui cura la collana "Margini a fuoco" insieme a Marco Revelli. Come musicista, dopo l'esperienza col gruppo degli Swan Crash, dal 2001 al 2006 fa parte (come cantante e autore di canzoni) dei Les Anarchistes, gruppo vincitore, fra le altre cose, del premio Ciampi 2002 per il miglior album d'esordio, gruppo che spesso ha rivisitato antichi canti della tradizione anarchica e popolare italiana. Nel 2007 ha lasciato il vecchio gruppo e ha iniziato un percorso come solista. Nel 2009 ha pubblicato il primo cd, libertAria, nel quale ci sono canzoni scritte insieme a Erri De Luca, Maurizio Maggiani e Wu Ming 2, e al quale hanno collaborato Yo Yo Mundi e Daniele Sepe. A Rovelli è stato assegnato il Premio Fuori dal controllo 2009 nell'ambito del Meeting Etichette Indipendenti. In campo teatrale, dal libro Servi Marco Rovelli ha tratto, nel 2009, un omonimo "racconto teatrale e musicale" che lo ha visto in scena insieme a Mohamed Ba, per la regia di Renato Sarti del Teatro della Cooperativa. Nel 2011 ha scritto un nuovo racconto teatrale e musicale, Homo Migrans, diretto ancora da Renato Sarti: in scena, insieme a Rovelli, Moni Ovadia, Mohamed Ba, il maestro di fisarmonica cromatica rom serbo Jovica Jovic e Camilla Barone. 

Tags:

  3 comments for “Les nouveaux anarchistes

  1. Salvatore
    28 gennaio 2011 at 21:27

    Mica si capisce ‘sta recensione,eh!

Comments are closed.