Mettiamoci la testa e la faccia: Donne del presente I

3 febbraio 2011
Pubblicato da

di Mila Spicola

Migliaia di firme, testimonianze, indignazioni, il tappeto sterminato delle foto cambiate sui profili di facebook, la ritrovata voglia di alzare la testa. A onor del vero va riconosciuto a Ruby e al premier che erano anni che non si sollevava un simile dibattito sulla dignità delle donne. Segno che la misura è colma? Mi sono inorgoglita per tutte le testimonianze, per le prese di posizione e le dichiarazioni ben argomentate di tante donne. Una rivoluzione rosa.

Però… non tutto torna. Cosa voglio dire? Mi pare che in queste settimane si sia sentito un gran trambusto di pentole, di stoviglie, e meno male, visto il silenzio decennale e imbarazzante delle donne sulle donne, ma nulla di nuovo dal fronte occidentale: quello dei maschi.

Il problema è sempre quello ( oggi come qualche anno fa, quando venni crocifissa per le mie parole che, visti gli sviluppi, si sono rivelate profetiche): che in Italia un bel fondoschiena val più di due lauree e che il problema non sono le donne (che allora erano mute) e nemmeno più di tanto Berlusconi, ma gli uomini. Le donne oggi parlano. Ma il silenzio degli uomini sugli uomini non è preoccupante?

Quanti uomini dichiarano che il comportamento del premier ha offeso la loro dignità? Che loro sono diversi? Il sospetto è che un loro appello si esaurirebbe in pochissime firme.

Incrociamo alcuni dati, apparentemente distanti ,come fa la finanza per scovare gli evasori. Dati significativi e drammatici che riportano la discussione dal rosa e dall’indignazione, al nero e alla preoccupazione.. Al di là delle discriminazioni di genere in ogni campo, l’Italia è uno dei primi paesi al mondo per consumo di pornografia e per traffico della prostituzione. Circa il 60% delle prostitute sono ormai straniere, segno che la domanda (più che l’offerta) è enorme e crescente. Non so fino a che punto valga l’assunto “ciascuno è libero di far quel che vuole” perché questi dati rasentano più che il costume la patologia. Esiste una patologia sessuale nella testa della maggior parte degli uomini italiani? Il sospetto non è peregrino.E la diagnosi viene dagli osservatori esteri.

Quando gli amici stranieri ci chiedono “ come potete tollerare tale premier?” lo sanno che l’Italia si è trasformata silenziosamente in una grande casa di tolleranza? O continuiamo a millantarla come “capacità amatoria”? Dignità offesa? Ma stai scherzando? Io sono maschio.

L’orgoglio del pene ormai fa pena e ha l’immagine impietosa del fondoschiena flaccido del premier dato in pasto alla pubblica gogna come vendetta di mille altri fondoschiena, persino di quelli su cui siedono le splendide signorine di cui si è circondato. Doveva accadere prima o poi, dico io. Che gli eccessi del nostro Tiberio comincassero a mangiarselo vivo.

Ma, più in generale, cosa rimane della dignità e dell’integrità della “persona” in Italia?

Il 13 febbraio, giorno previsto per ”la mobilitazione delle donne” ,dovrebbe essere piuttosto “la mobilitazione degli uomini e delle donne che la difendono quell’integrità”.O si apre un baratro se li interroghiamo al riguardo? In cosa consiste oggi la religione laica dei rapporti tra uomo e donna del nostro popolo?

Quali norme morali, come anche dell’umana reciproca pari considerazione, ci siamo lasciati alle spalle tacciandole sbrigativamente come moraliste? E chi dovrebbe trasmetterle?

La scuola come ascensore sociale e come luogo formativo è stata distrutta e con essa la meritocrazia, la famiglia pure, il senso dello Stato e del dovere anche (triplicati i reati contro la pubblica amministrazione), annullata ogni responsabilità personale (perchè qualcuno a cui dar la colpa lo si trova sempre), la solidarietà sociale..tutto distrutto. E l’impegno comune in prima persona? Persino a sinistra si va avanti per “leader”, a cui delegare tutte le nostre mancate responsabilità in tal senso e i nostri valori…Figurarsi a destra.

La verità è che il contegno del premier è condannabile nella misura in cui riusciamo a far fronte comune contro un comportamento senza norma che è ormai collettivo e che nella mercificazione dei corpi ha solo il suo aspetto visibile.

Non solo B, ma la maggioranza delle donne e degli uomini agiscono contro se stessi e la propria dignità nel sottovalutare taluni mutamenti del comune senso della vergogna perché sottende l’assenza di altre norme, più importanti e onnicomprensive. Le donne lo stanno riconoscendo. Gli uomini?

Un collega spagnolo mi ha scritto “più che un paese di puttane siete un paese di papponi e puttanieri”. A quanti uomini italiani questa definizione fa indignare veramente come ha fatto indignare me? Quanti , in fondo, si inorgogliscono? Quanti? Quanti sono? Quanta, dell’indignazione contro Berlusconi , non è strumentalizzazione politica? Perché mi pare che i comportamenti sessuali da “addicted” (ebbene sì, altrove è una malattia , quando supera certi limiti, e non un vanto) siano diffusissimi in ambienti di potere e non e trapassano ogni schieramento politico. E’ solo il “reato”, nel caso del premier , a farci indignare? O piuttosto il reato e l’assenza di un’ adeguata e condivisa reazione ad esso si sviluppano in un contesto e in costume sociale completamente mutati negli anni?

Pesano di più i propri privilegi di classe, o di ceto, o di religione, o di ragion economica (quelli che berlusconi promette di mantenere) della propria dignità e di quella che si vuol dare alla propria nazione? Quale nazione?

In una realtà che ha quei numeri riportati sopra non sono più calate dal cielo certe tragedie: la prima causa di morte in Italia per le donne è la violenza. Non ditemi esagerata. Non ditemi: cosa c’entra. Ricordiamoci dei finanzieri per favore: mettiamo in relazione i dati. Quelle morti non nascono da follie individuali, ma da un comportamento sociale CONDIVISO riguardo al tema del rispetto verso la donna: esattamente QUESTO comportamento sociale che vede la persona , la donna in particolare, risolversi nella sua apparenza fisica. Tanto da convincerne le donne stesse: perchè non hanno via di scampo. Tanto da poter affermare che non esiste tragedia peggiore per una donna dell’essere brutta. E le battute su Rosy Bindi si moltiplicano e fanno ridere gente di destra come di sinistra.

“Che male c’è, suvvia, su tutto si può ridere”. L’Olocausto nacqua da una battuta. E lo stiamo vivendo l’Olocausto delle donne in Italia. I numeri delle morti recano il segno di una carneficina. Sempre sottaciuta.

Segno dell’assenza totale di una elementare educazione sentimentale e sessuale che metta al primo piano l’essere, la persona e non il suo apparire, anzi il suo apparire come oggetto. Che si sovrappone a un’ overdose di stimoli sessuali, considerati normali, che arrivano da ogni parte: pubblicità, televisioni, giornali (guarda caso in maggioranza concentrate nelle mani della stessa persona che ha traghettato l’immaginario collettivo dal drive in al bunga bunga). Il segnale più allarmante è l’aumento delle violenze sessuali tra i ragazzi. Tra l’altro non riconosciute come tali da loro stessi. E’ davvero il baratro: il “che male c’è” di fronte al reato (nel caso d Ruby), di fronte alla violenza (nel caso dei ragazzi).

Da coloro che guidano il Paese “tutti attendono esemplarità, nel pubblico e nel privato.” Il problema sta nel ridefinire il concetto di comportamento esemplare e di condividerlo con tutti.

Perchè il carrozziere che evade tranquillamente le tasse (e che ovviamente ha il suo bel calendario di donne nude appeso in vista..che male c’è? Tutta grazia di Dio e ritiene il buon Presidente uno che la vita se la sa godere) ha un suo concetto di comportamento esemplare che evidentemente risulta milioni di anni luce da quello di un altro “esemplare” servitore dello Stato che paga le tasse e che come senso della vita ha uno sguardo ben più ampio, e magari non si limita a un senso solo, il vedere, ma anche agli altri quattro e magari ci aggiunge pure la testa e i pensieri e la cultura, e, a volte, udite udite, persino il cuore.

A quanti fa comodo questo stato di cose? Le donne stanno parlando, ma a quale parte degli uomini italiani fa più comodo il silenzio? Al bistrattato uomo “medio italiano” che può permettersi di dare un ceffone alla moglie e a lei di accettarlo? Ai mille che usano senza problemi ogni tipo di discriminazione senza paura e ritegno? O a chi tuona contro il comportamento becero del premier salvo poi imporre nomi di donne nelle liste bloccate, non tanto per meriti, quanto per “quote parte” correntizie …di maschio? Il caso delle liste del PD nelle politiche del 2008 è indicativo in tal senso.

Sarà in grado il PD, questo PD, di impedirlo alle prossime?

Quanti uomini in Italia, nei luoghi del potere, delle professioni, degli incarichi cruciali, di fronte a una donna competente che scalpita per entrare , hanno il coraggio o la convinzione di dirle “rimani”? Non perché figlia, moglie o amante e dunque in grado di dar continuità al proprio potere , ma una normale donna con un’ autonoma voglia di affermare il suo valore? Che armi ha quella donna oggi in Italia? Se poi è brutta..peggio mi sento. E quanti altri non dichiarano “si, ma deve essere un minimo carina perché sennò come fai a “portarla” in giro?” persino della propria moglie eventuale? “Portarla in giro”????? Mi è capitato di sentirlo dire a un insospettabile magistrato. Quanti (donne e uomini) di quelli che criticheranno quello che scrivo non sono anche loro “colpiti dal virus” senza nemmeno rendersene conto, ammantati dal pregiudizio della propria assoluzione?

E quanti altri si rendono conto che, nel loro essere diversi, non fanno testo, perchè il sistema è un altro? Il sistema si avvicina pericolosamente a quei dati e non a piccole isole felici.

Dunque non ha ceto, colore, cultura, latitudine, ma solo genere, questo disastro. Però ha un nome: si chiama arretratezza culturale e sociale questo predominio dell’apparire a scapito dell’essere che reca con se tutto il resto. Prendiamone atto per migliorare.

La prima via di guarigione è l’ammettere di essere malati.

Ad ogni modo, mi rifiuto di accettare l’assunto che se non appari non sei. Per Berlusconi poi,per molti, se non appari bella non esisti. Anzi, sei da vituperare, da discriminare, da escludere, da eliminare. Solo per lui?

La bruttezza è diventato l’ ultimo tabù morale in una società fondamentalmente amorale.

Sono riflessioni amare che abbiamo fatto più volte noi donne. Gli uomini mai. Le abbiamo messe tutte in fila prima di svegliarci adesso all’improvviso sommamente indignati? Uomini. Quanti siete?

Ho chiesto a un amico: se una donna di potere ti offrisse 10 mila euro per un rapporto sessuale e poi ti offrisse una carica politica importante tu ci staresti? Ci troveresti qualcosa di male? Risposta: “E me lo chiedi? Ma persino se fossi gay”. Esiste il maschile di zoccola?

Le parole sono importanti, gli aggettivi sono importanti. Mi sa che lessico e sintassi del popolo italiano abbiano bisogno di essere riscritti, come anche l’etica comune. Sarebbe la vera rivoluzione. Un proverbio dice: ogni uomo è ciò che mangia e il clima in cui vive. La rivoluzione forse si sta facendo in cucina, la stanno facendo le donne, ma poi la devono mangiare tutti, fuori, alla luce del sole.

In aggiunta alle diverse iniziative che si susseguono in questi giorni, vorremmo proprorrvi delle riflessioni che ci sembrano capaci di una prospettiva di maggiore profondità e durata.  Mila Spicola insegna in una scuola media di periferia a Palermo, ha collaborato con Emma Dante, ed è stata responsabile scuola del Pd nel capoluogo siciliano. Il suo blog si trova qui (h.j)  

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163 Responses to Mettiamoci la testa e la faccia: Donne del presente I

  1. Milena il 3 febbraio 2011 alle 11:28

    Io non riesco a vedere l’orgine di questo disastro e me ne avvilisco.

    Condivido che i riflettori devono spostarsi sul diffuso Cazzocentrismo italico che continua a bearsi nelle piazze, nei bar, sui socialnetworks della libertà sessuale spacciata per “apertura mentale” salvo poi puntare l’indice al Bifolco Premier … e chiederne la forca.

    Lavoro in un mondo di maschi, dei peggiori perchè capitalisti, finanzieri e businessman spregiudicati e sono “discriminata” ed osservo dinamiche imbarazzanti per l’intelligenza umana che si perpetuano in un flusso quotidiano inattaccabile per me, per posizione lavorativa e sesso.

    Ma mi chiedo provocatoriamente: quanta responsabilità nostra c’è nel dare ossigeno malato a questo sistema? E’ evidente che la colpa è di chi ci “compra” ma forse l’accondiscendere ad esser “merce” non ci aiuta. La straficazione degli atteggiamenti e comportamenti del Cazzocentrismo italico negli anni è diventata consuetudine e quindi norma. C’è da riscrivere i codici e subito.

    Apprezzo moltissimo questo intervento e ringrazio l’autrice per averlo fatto.

  2. robertobugliani il 3 febbraio 2011 alle 11:34

    D’accordo con queste riflessioni, d’accordo che il problema principale sono gli uomini e il machismo, ma, a proposito di responsabilità, vogliamo metterci anche quella della Chiesa in tema di repressione e dis-educazione sessuale?

  3. Milena il 3 febbraio 2011 alle 11:41

    Roberto, io mi fermerei ancora un attimino su di noi – intesi come uomini e donne – e sulla nostra essenza al grado zero prima di cercare in fattori esterni concause o aggravanti.

    Ma poi mi chiedo ancora e lo chiedo ad uomini e donne, ma tutto questo puttanaio perchè piace?

  4. Larry Massino il 3 febbraio 2011 alle 12:40

    Far descrivere le cose in questo modo, è ciò che vuole B dai pensatori, che non a caso copiosamente edita. Infatti, se le colpe, per la sinistra CIVILE, ricadono su quasi tutti gli italiani votanti, essi finiranno per dirsi che gli conviene stare dalla parte di B, piuttosto che dalla parte dei giudici e dei comunisti, che gli italiani votanti li vogliono o in galera o in campo di rieducazione (o in convento, data la radice cattolica perfino OPUS DEI del PD). Non foss’altro che per questo l’analisi dell’articolista è sbagliata. Se fosse giusta ci direbbe cosa fare, almeno un po’, per vincere le vicine elezioni vista la situazione data, cioè che a votare ci vanno quelli che ènno a questa maniera.

  5. domenico il 3 febbraio 2011 alle 13:41

    Non sono d’accordo con gran parte dei ragionamenti su riportati: credo che siano pensieri apparantemente condivisibili ma che sotto uno strato di verosomiglianza nascondano la loro capziosità e, in fin dei conti, fallacia.

    Nell’ordine:

    1. Sul fatto che gli uomini in Italia siano affetti da chissà quale turba psichica a genesi sessuale: potrei rispondere, perché le donne sono troppo “fredde” rispetto alle donne del nordeuropeo e gravate da un cultura che le ha obbligate, sin da piccine, a far “la cocca di papà”, in altri termini a stemperare i bollori di una sessualità in boccio a vantaggio delle prestazioni sociali (educazione, belle pagelle, riconoscimento genitoriale ecc.), o meglio “socialmente corrette e permesse”.

    2. L’ascensore sociale è un altro idoletto che andrebbe meglio oscultato, niccianamente parlando: andate a vedere quanti figli di operai e simili frequentano studi universitari, e ne troverete pochi, pochissimi. Ma questo perché? Non perché, come vuole la vulgata revascista della sinistra (che qui cade nel populismo) sinistrata, che non c’è “mobilità sociale” e bla bla e via dicendo, perché qualche mostro occulto o leviatan abbia imposto questo stato di cose, ma perché, semplicemente: a) non c’è mai stato, se non in misura infinitesima nel secondo post-dopoguerra; b) perché i veri motivi per cui figlio di operaio e simili non frequenta un corso universitario è perché i suoi modelli erano quelli, non ha visto mai un libro a casa dei suoi, e se l’ha visto non l’ha aperto, se non distrattamente.

    3.Sul fatto che le donne si pieghino a offrire il proprio tafanario al potente di turno, non è né una novita né un prodotto del berlusconismo (ci mancherebbe), ma il suo essere magari un poco accentuato in questo paese è il frutto di un adattamento darwiniano che le donne applicano in condizioni di rarificazione delle risorse disponibili: non hanno altre armi se non sé stesse. Nulla di scandaloso o moralmente discutibili: è un’arma in più al VOSTRO arco. (Potete liberamente scegliere di riporre la faretra e tutto il resto)

  6. domenico il 3 febbraio 2011 alle 13:42

    verosomiglianza :verosimiglianza

  7. véronique vergé il 3 febbraio 2011 alle 13:55

    L’articolo di Mila mi dà una satisfazione, non dalla situazione analizzata, ma dalla riflessione ricca offerta.
    L’Italia è una destinazione privilegiata come la Spagna per la prostituzione impostata a ragazze molte giovane. E’ il fatto di potere mafioso in paese dell’Est al passato sovietico (Rumenia, Albania, Ucraina..), mafiosi che hanno contatti con gli italiani. Ragazze spaventate, torturate, minacciate di morte. Credo che il silenzio degli uomini sia molto colpevole.
    In Francia anche c’è una prostituzione forzata. Ma si puo dire che in Italia, quando un presidente del consiglia è convoilto in un caso di prostituzione , non è vergogna per il paese, ma dà un esempio cattivo: possibilità di pagare una ragazza, in questo caso non sono forzate, sono attrate dal denaro.
    L’ultima volte ero in rabbia, perché pensevo appunto che il caso delle ragazze di Africa o dell’Est sia passato sotto silenzio.
    Non dimenticare: dietro champagne, gioielli… Ci sono altre ragazze in pericolo di morte, con la giovinezza strappata.

  8. Improduttivo il 3 febbraio 2011 alle 14:11

    Bene la manifestazione ma cosa si fa? Tutti in salotto a bere grappa Nonino!

  9. renatamorresi il 3 febbraio 2011 alle 14:23

    “si chiama arretratezza culturale e sociale questo predominio dell’apparire a scapito dell’essere che reca con se tutto il resto”

    PAROLE SANTE

    chissà perché in questi thread sui diritti civili i reazionari sono sempre la maggioranza? e ci vengono a proporre improbabili metafore sulla fica-faletra, a dire che tutto va bene così perché è sempre stato così, perché “siamo” così…
    e se non va bene – udite, udite – la colpa è delle donne?!?!

    ahah, ma svegliamoci da questo incubo, va, che è ora

  10. Larry Massino il 3 febbraio 2011 alle 14:34

    @renatamorresi

    di reazionario lo dà a sua sorella.

  11. renatamorresi il 3 febbraio 2011 alle 15:13

    lo dò a chi se lo merita, larry massino

  12. Larry Massino il 3 febbraio 2011 alle 15:36

    Signora Morresi, detto così, senza motivazione alcuna, senza nessun valido argomento a sostegno, fa sembrare che lei stia regolando un conto aperto in termini di antipatia personale. Vada pure, essere antipatico ai colti che non sanno valutare le cose che si scrivono e se la pigliano con chi le scrive, mi rende orgoglioso. In ogni caso, chi ci legge saprà valutare. Invece, sul reazionario, non gliela faccio passare, perché ho trasmesso Brecht a tanti, il quale diceva che si è reazionari quando si descrivono i problemi senza indicare uno straccio di soluzione. Questo è ciò che mi oppone ai contenuti dell’articolo.

    A proposito di meriti: ha mai sentito parlare di squadracce e di picchiatori fascisti? Che faccio, resto in attesa dell’olio di ricino?

  13. renatamorresi il 3 febbraio 2011 alle 15:56

    Larry, ascolti, non voglio infestare questo thread con una inutile diatriba tra noi, mi creda, se lei legge bene il punto 3 del commento 5, capirà a cosa mi riferivo.
    Non condivido, comunque, da come l’ho capita, neanche la sua posizione. I problemi italiani sono molti, sono a livello politico E a livello culturale, riguardano questioni di diritto e di cultura delle pari opportunità e di giustizia sociale. E, infine, sono trasversali ai vari schieramenti. Alcuni problemi italiani vanno persino oltre il signor Berlusconi, che pure ne incarna tanti e ha fatto scempio di tanto. Io credo che non sia male auspicare una bella analisi di coscienza collettiva e proporre delle forme di vita umana, politica e sociale alternative, belle e sostenibili. Che è quello che questo articolo suggerisce, mi pare, oltre all’incitamento più provocatorio ad uscire fuori dal torpore. Un torpore intellettuale che, nel campo del pensiero sui generi, sulle sessualità e sulle relazioni, riguarda soprattutto, ahimé, gli uomini.

  14. Larry Massino il 3 febbraio 2011 alle 16:18

    Renata, ascolti: quello che dice egli al punte 3 o 5 a me non interessa, ma la sua, di lei Renata, imprecisione nella mira mi interessa assai, perché io non ci entravo nullanullanulla. Non si dà del reazionario a uno (intendendo offendere pesantemente!) non avendo nemmeno capito bene il suo testo, come lei stessa conferma; nemmeno a uno di cui non si condividono le idee, non fosse altro per educazione. Ciò, a mio modesto parere, la mette al di sotto di qualunque ingenuo commentatore, e non le permette di essere presa sul serio quando propone analisi di coscienza collettiva, mostrando di non aver ancora risolto con la propria coscienza individuale.

    Ribadisco, trovo che l’analisi dell’articolista è sbagliata perché sfacciatamente moralista.

  15. giorgio mascitelli il 3 febbraio 2011 alle 16:33

    Vorrei esortare Mila Spicola a essere un pochino più ottimista e nel contempo un po’ più pessimista. Ha ragione da vendere quando ci ricorda che la tv, berlusconiana in particolare, rimanda un’immagine degradante della donna e che l’uomo italiano è in buona parte quello che ci descrive, ma per fortuna nella società molte cose stanno cambiando ed è possibile vivere la propria maschilità secondo modelli più decenti, grazie anche ai movimenti delle donne. Certo probabilmente è una tendenza ancora minoritaria, ma è anche importante ogni tanto leggere le relazioni di minoranza, tanto per citare Spielberg. Culturalmente sarebbe molto significativo che si comunicasse tutti, donne e uomini, che un altro maschio è possibile.
    Su altre questioni invece le cose vanno molto peggio. Per esempio, la questione di usare la propria bellezza per fare carriera mi sembra tipica di alcune realtà professionali abbastanza protette e fortunate, per quanto al centro dell’attenzione mediatica, ma credo che il rischio maggiore oggi per le ragazze che entrano nel mondo del lavoro sia quello del precariato e dell’assenza di diritti (i diritti delle neomadri per esempio sono gravemente carenti oggi in Italia). Qualche tempo fa avevo letto sul Manifesto la storia di una donna nigeriana che si prostituiva, che era entrata in contatto con una cooperativa di recupero sociale che ne aveva aiutato il processo di liberazione dal racket e le aveva proposto un’uscita dall’attività della prostituzione con un lavoro nel ramo delle pulizie. Ma i guadagni di quel settore non soddisfacevano i bisogni che l’avevano spinta sulla strada e per questa era stata costretta a riprendere la sua precedente attività, per quanto libera da sfruttatori. Non so se il caso sia generalizzabile, ma temo che il lenocinio non sia l’unica forma di sfruttamento della condizione femminile.
    Quanto al caso Berlusconi confesso che in me la preoccupazione prevale sull’idnignazione perchè mi immagino che sia molto facile per qualsiasi gruppo di interesse italiano o estero infiltrare delle proprie incaricate nei bunga bunga e ricattare quello che è incredibilmente tuttora il nostro capo del governo. Inoltre la chiesa chiederà soddisfazione di cotal oltraggio, temo, sia in termini di vantaggi economici sia di leggi anti liberali che colpiranno i diritti magari di quelle donne a cui nessuno ha proposto scambi di favori sessuali e che magari non sono neanche bravissime sul lavoro, oppure alcune sì e altre no, ma che hanno diritto lo stesso a vivere la loro vita.

  16. diamonds il 3 febbraio 2011 alle 16:38

    il sultanato in effetti non pensavamo di trovarcelo in giardino(i dispacci giunti da Langley portavano su altre piste)

    http://broadcaster-radio.unimore.it/playlist/The%20Passenger/vinicio%20capossela%20Maraja.mp3

  17. renatamorresi il 3 febbraio 2011 alle 17:04

    ma perché se uno dice che il mercimonio sessuale è sbagliato è “moralista”? moralista è chi non vuole l’educazione sessuale nelle scuole, chi è contro i matrimoni gay, chi parla tanto della sacra famiglia e poi di nascosto si fa gli affarucci suoi.

    Il discorso sulla “libertà di scelta” è ipocrita e/o mal posto. Si dichiara che la società è libera, si chiama tutti liberi, si rende la libertà più nominale possibile, si grida “viva la libertà!” e nel frattempo…si sviluppano strategie per ignorare, ridicolizzare, sminuire chi a quella libertà aspira davvero. Ma non ce l’ha, è evidente che non ce l’ha.

    Ognuna con la sua vagina fa quel che vuole, si dice, siamo in un paese ‘libero’. Certo, “ci mancherebbe”. Ma le escluse, che sono troppo vecchie o troppo brutte per entrare nel mercato del sesso, quale libertà di scelta hanno? Una scelta “alla Marchionne”, se leggiamo i dati Istat: le donne hanno un tasso di disoccupazione più alto, più alto anche rispetto alla media europea, percepiscono uno stipendio in media più basso e la prima causa di morte per quelle sotto i 44 anni è la violenza domestica.

    Chi si compiace tanto della “libertà di scelta” sessuale, non dice che una donna italiana non è affatto libera, per esempio, di fare la fecondazione eterologa, né, se lesbica, di avere gli stessi diritti civili delle etero. Né, magari perché è vecchia o bambina, di NON AVERE VOGLIA di fare sesso e vedersi sempre paragonata all’oggetto sessuale che non è più o non è mai stata o ancora non è.

    Uomini e donne di destra (non tutti/e, credo, spero) hanno risolto il problema della minorità femminile in questo paese col “si salvi chi può”: chi ha un po’ di potere, fosse anche quello assai volatile della figa, salva la pelle, gli altri e le altre…schiattino.

    Concordo, con Giorgio Mascitelli, che esistono altri modi di vivere e di pensare, benché minoritari. Che chi li conduce ne parli, dunque, e li faccia moventi delle rappresentazioni (e rappresentanze) che verranno.

  18. harzie il 3 febbraio 2011 alle 17:20

    «Chi non vuole l’educazione sessuale nelle scuole, chi è contro i matrimoni gay, chi parla tanto della sacra famiglia e poi di nascosto si fa gli affarucci suoi» è bigotto e ipocrita, non moralista.
    Moralista è piuttosto chi innalza vessilli di morigeratezza come valori assoluti, opponendoli e opponendosi alla realtà, che è più complessa e contraddittoria, e perversa, di quanto il suo ideale non sia disposto ad ammettere.
    «Un altro maschio è possibile», certo, ma probabilmente è meno chiassoso e moralista, più emancipato e di buon senso di quanto il conformismo progressista non necessiti in questo momento per sopperire alla debolezza politica dei suoi papi e propalatori.

  19. viola il 3 febbraio 2011 alle 17:49

    niente di nuovo sul fronte occidentale, già.

  20. stalker il 3 febbraio 2011 alle 17:59

    Mila, condivido le tue considerazioni. Penso tu abbia toccato dei nodi spinosi, specialmente quando parli di arretratezza culturale, e mi spiace ti debba beccare della “moralista”.

    Mi veniva in mente, leggendoti, la vicenda della giornalista cinquantunenne della BBC rimossa dalla conduzione video perché troppo “vecchia”….urgeva una seduta di botox…pare le abbiano mandato a dire.
    O la vicenda della Ferrario, rimossa della conduzione del TG1 dal direttorissimo, perché voleva “ringiovanire” il tiggì, quindi volti nuovi e giovani, e penne facilmente addomesticabili!
    “Sono stati mesi di dolorosa umiliazione come giornalista, che si è vista all’improvviso estromessa senza una ragione professionale dal lavoro quotidiano, e umiliazione come donna, accusata pubblicamente sui giornali di essere vecchia”. Dichiarava la Ferrario.

    Si evince che anche le donne toste, di spessore, e preparate, non hanno vita facile, meglio sarebbe avere meno testa, più gioventù, e magari anche un bel culo. Altro che “faretre” e “cocche di papà”…
    Ultima facezia: sarebbe stato bello fossero stati gli uomini a mettere sui loro profili fb foto di grandi uomini del passato, per dire “noi non siamo così” e non le donne…sarebbe stato un gesto significativo.
    C’è davvero tanta strada da fare ancora. La vedo dura.

  21. mila spicola il 3 febbraio 2011 alle 20:52

    Qualcuno di voi ha scritto (intanto grazie a tutti per i commenti, tutti precisi, puntuali e interessanti)

    “C’è davvero tanta strada da fare ancora. La vedo dura.”
    E concordo. Anche se il dibattito smosso depone bene…

    Il rischio di “moralismo” di “bigottismo” è sempre dietro l’angolo.
    L’importante è mettere bene i puntini sulle “i”

    Se tutte queste vicende fossero il frutto di sesso libero, consapevole, derivante da un’opinione paritaria di uomini e donne, vivaddio, sarebbe fantastico.

    Il problema che da queste vicende ne viene fuori una visione del sesso ben più antica e bigotta di quella dei gerarchi fascisti.
    Antica, bigotta, nascosta e mercenaria.
    E soprattutto che vede l’uomo come “sacrosanto” cacciatore e procacciatore e la donna divisa tra santa e perduta. Ovviamente l’ultima , se perduta , lo fa solo a pagamento.

    Beh no.
    Una bella orgia con 30 uomini e due donne felici e contente e libere?
    Questo per dire: nessuna velata nostalgia delle sante e pure, come delle perdute o impure.
    Ma solo auspichiamoci che i rapporti tra i sessi, sentimentali, come sessuali, come di ogni genre siano impostati con la più limpida e libera libertà, consapevolezza e padronanza.
    Senza che si debba incorrere in nessun tipo di giudizio che non sia quello che discende dal giudizio della persona perchè persona.

  22. Larry Massino il 4 febbraio 2011 alle 00:26

    @mila spicola

    Tutto si può dire tranne che ci siano violenza e costrizione. A me fa abbastanza schifo lo spettacolo delle ragazzine bavose che circuiscono i vecchietti (im)potenti per ottenere scritture, spettacolo che ho conosciuto abbastanza da vicino nel magico mondo dello showbusiness, che pare da noi allargarsi ai ruoli della politica. Ma si tratta di libera scelta di ragazze senzartenéparte che doti professionali non hanno, e che magari, in seguito, si procurano in qualche modo, che tanto di tempo a disposizione ce ne hanno quanto ne vogliono… quello che fanno queste ragazze fa parte del gioco per farsi spazio nel poco onorevole mestiere di showgirl, parente di quello più vecchio del mondo, anche se spesso, va ammesso a favore dell’intelligenza di queste infelici, è il primo passo di una bella carriera che a volte sfocia in tutt’altra direzione, come ci sono tanti casi di brave attrici che non stiamo a elencare per via che non è carino, alcune anche tra le firmatarie e manifestanti del 13.

    D’altra parte, le domando en passant, occupare importanti spazi della tv pubblica per pressione di questo o quel politico, anche di sinistra, come lo dobbiamo considerare? Pressione, in questo contesto, è una parola troppo cruda?

    Si rassicuri, Mila, di sesso ce n’è poco, più che altro è propaganda, fatta da uomini abominevoli a ragione convinti, diffondendo notizie relative a certi gallismi tattici, di piacere ai loro sudditi, a loro volta abominevoli, uomini e donne. Quello che possiamo fare per resistere a questo schifo è comportarsi da persone libere, difendere gli spazi di libertà, magari crearne di nuovi. Però è sbagliato disegnare linee di demarcazione, perché non si fa che radicalizzare la separazione tra rispettive tifoserie. Noi dobbiamo comportarci da cittadini, non da tifosi, e siccome siamo minoranza politica dobbiamo trovare il modo di convincere una parte degli adoratori ad abbandonarlo, facendo loro capire che il problema non è che B. lo mette in quel posto alle showgirls, ma che lo mette in quel posto a tutti gli italiani, qui davvero anche a quelli non consenzienti.

  23. stalker il 4 febbraio 2011 alle 01:46

    sono una donna e ho lavorato nello “scintillante” mondo del cinema.
    ero un tecnico (montaggio), ero giovane, non ero bona ma neanche da buttare.
    mi sono ritrovata produttori sgangherati o meno che facevano apprezzamenti, mi toccavano i capelli, e mi alitavano sul collo…’na donna e sempre ‘na donna, magari ci scappa una serata…..
    ero abbastanza strutturata e poco interessata alle scorciatoie per mandarli ironicamente affff (mantenere le distanze).
    questo per dire che è sempre la domanda che crea l’offerta, e spiace leggere certi commenti. e ancora una volta si trona all’arretratezza culturale, all’uomo cacciatore e alla donna provacatrice. e secondo me su questo si chiedeva un passo avanti da parte degli uomini, che, ahimè, da quello che leggo da parte di alcuni commentatori, la risposta pare essere…ma se lei è troia io che ci posso fare?
    amen

  24. ops il 4 febbraio 2011 alle 08:25

    io ho lavorato anche per un’importante società di selezione del personale, operante per posizioni da dirigente in su:

    – viene detto esplicitamente che per ricoprire una posizione dirigenziale in una grossa società farmaceutica/alimentare/IT/, un uomo è più indicato; non lo scrivono nel contratto di ingaggio, ma lo dicono a suon di soldi e tranche d’anticipo;

    – se la persona più preparata per quella posizione è una donna e non si trova proprio un uomo, che sia almeno di “bella presenza”, “gradevole”. Con una donna brutta, dicono – e lo dicono! – è difficile lavorare.

    – per i gay, poi, c’è subito un NO, tranne nel mondo della moda, dove però viene chiesto anche di verificare la loro eventuale “disponibilità”; e anche qui,deve essere di bella presenza.

    – anche per un posto da segretaria interna alla nostra società e/o di ricercatrice, abbiamo ricevuto ordine di escludere dalla selezione le ragazze non magre (max taglia 42), quelle con accento meridionale, quelle mascoline e quelle “non curate” (guardare unghie, capelli, pelle). Scegliere preferibilmente ragazze provenienti da famiglie i cui genitori fanno lavori umili e sono poco istruiti: c’è una maggiore probabilità che queste ragazze scendano a compromessi e che ti ringrazino pure.

    per me è stata un’esperienza terribile.
    non oso immaginare cosa accade nel mondo dello spettacolo.
    la strada è lunghissima.

  25. renatamorresi il 4 febbraio 2011 alle 09:18

    pare che alcuni uomini di sinistra ancora non abbiano capito che vi è assoluto bisogno che essi dicano una parola ferma, che si tolgano l’armatura di ferro della teoria, che smettano per un attimino di occuparsi dei loro importantissimi massimi sistemi e si schierino, senza se e senza ma, senza decostruzionismi, senza involuti liberismi, CONTRO il narcisismo consumista (di uomini e donne) alimentato dal capitalismo liberista

    non si può essere contro il secondo e a favore del primo, no, non funziona

  26. helena il 4 febbraio 2011 alle 10:10

    Larry, ma chi l’ha detto, dove l’hai visto qui che “vecchio porco” sarebbe una prerogativa antropologica delimitata alla tifoseria berlusoniana? Purtroppo è un modello assai diffuso sia a destra che a sinistra, dove c’è di mezzo un potere anche molto più piccolo. Il problema per me è la prassi consolidata del “darla via” femminile in cambio di xy, è la punta dell’iceberg. L’altra faccia sono i deputati maschi che si vendono, i ragazzi che fanno un pochino di carriera a condizione di essere degli zerbini assoluti, dei mediocrissimi yes man, dei servi. “L’Italia è una Reppublica fondata sulla prosituzione”, recitava un cartellone della manifestazione di Milano, sabato scorso. Vale per uomini e donne, destra e sinistra. E mortifica entrambi. Non credo che sia un’esperienza splendida avere poco più o poco meno di vent’anni e farsi scopare da un vecchio. Non uno affascinante, ma un qualsiasi “culo flaccido” per citare la Minetti. Poi c’è una sovrastruttura pericolosamente simile a quella antica che farà dire alle ragazze “close your eyes and think of England” In questo caso non chiudono gli occhi, ma recitano, e non pensano all’Inghilterra come fece la puritanissima regina Vittoria, ma alla bustarella, particina, poltroncina, assunzione o promozione di vario tipo.
    Del resto, io vedo anche sempre più pallido il povero Ghedini, e emaciato il povero Sallusti con tutto lo sbattimento per farsi dare dei fascicoli che contengono gli ultimi sbacciucchiamenti della Ilda (1979-82). D’accordo, sono esempi presi da una sola parte, quella in questo senso un po’ più “avanzata”: ma l’abbruttimento riguarda tutti.
    Il problema è che il servilismo abbruttisce più della schiavtù. L’umiliazione che genera rancore nasce quando ti presti al gioco, non quando non può fare altro, costretto dalla forza bruta.
    Ma anche l’uomo con uno straccio di potere che lo usa per avere donne consenzienti o portaborse, umilia in suo ruolo. Anche lui rinuncia a sentirsi scelto per un suo merito. E’ di questo, di nuovo, lo scambio a suon di sesso è l’esempio più lampante, perché comprende la rinuncia al sentirsi desiderati. Per questo il povero Silvio, ha tanto bisogno di farsi chiamare Papi, farsi passare per benefattore, farsi cantare i patetici “menomale che Silvio c’è”. Altri non c’è l’hanno una simile, per certi versi ammirevole capacità di autoingannarsi e si rassegnano a un cinico “tanto sono tutte zoccole”. Non sono così stupida da non sapere che un uomo possa trovare soddifazione anche con una donna che simula o addirittura con una si mette lì per la serie “ma cerca di far presto”, ma oso ancora pensare che fare sesso con una che a sua volta ti desidera sia un’altra storia. Che dirlo oggi, sembra che tu stia raccontando le favole o addirttura facendo discorsi “moralisti”, mi mette tristezza…

  27. maria il 4 febbraio 2011 alle 10:14

    Incrociamo alcuni dati, apparentemente distanti ,come fa la finanza per scovare gli evasori. Dati significativi e drammatici che riportano la discussione dal rosa e dall’indignazione, al nero e alla preoccupazione.. Al di là delle discriminazioni di genere in ogni campo, l’Italia è uno dei primi paesi al mondo per consumo di pornografia e per traffico della prostituzione. Circa il 60% delle prostitute sono ormai straniere, segno che la domanda (più che l’offerta) è enorme e crescente.

    maria
    Il fatto che il 60% delle prostitute siano straniere non mi pare sia segno di un aumento della domanda ma casomai una conseguenza dell’immigrazione di giovani donne che non hanno per la maggior parte dei casi altra strada che quella di prostituirsi proprio come facevano le donne italiane nei decenni passati e adesso, in parte, con altri intenti. Si vedano le dichiarazioni delle ragazze di olgettina riferite al rifiuto di un lavoro di soli mille euro al mese.

    Mi piacerebbe conoscere anche le fonti in base alle quali si afferma che l’italia è uno dei primi paesi al mondo in fatto di prostituzione e di femminicidio al punto di evocare la nozione di olocausto.

    Sul concetto di meritocrazia che sarebbe andato distrutto insieme alla scuola vista come ascensore sociale, orrida definizione tra l’altro, mi chiedo , prima esisteva e quando? senza contare che , a mio parere, non può esistere meritocrazia finchè ci saranno condizioni di classe così profondamente differenti, non a caso è concetto molto caro alla destra che, in suo nome, getta sulle spalle dei più deboli tutto la responsabilità della loro condizione.

  28. Larry Massino il 4 febbraio 2011 alle 11:00

    helena il potere è una cosa miserabile, tutto qui. per il resto non capisco perché se la prende con me che considero ignobile ogni forma di maschilismo e di sopraffazione. solo che non sono così ipocrita da circoscrivere il fenomeno crescente dello scambio corpo danaro agli episodi delle recenti NARRAZIONI. nemmeno così ipocrita da non sapere che ci si vende al potere anche senza mettere in gioco direttamente il proprio corpo, offrendogli servizi di altro genere. d’altra parte le imperanti logiche dell’apparire hanno soppiantato da tempo quelle dell’essere, senza che nessuno nessuno muovesse un dito, almeno per spiegare con parole semplici che i pretendenti sono troppo rispetto ai posti disponibili al centro della scena, che si tratta solo di una spietata lotteria che produce soprattutto solitudine. indignarsi non basta. bisogna fare qualcosa. per esempio ricominciare a scioperare di brutto per ottenere diritti. scioperare magari anche come le donne della Lisistrata di Aristofane…

  29. helena il 4 febbraio 2011 alle 11:48

    Non me la sono mica presa.

  30. georgia il 4 febbraio 2011 alle 13:35

    già massino, ma il problema odierno non è tanto il vendersi (cosa vecchia come il mondo) ma fare della vendita (corpi, voto, fiducia) una vera e propria ideologia. Vendersi è bello e soprattutto rende, questa è la parola d’ordine che non suscita più indignazione se non fra quattro gatte (fra cui naturalmente mi metto pure io).
    interessante il pezzo di helena, ma soprattutto ottimo l’ultimo commento

  31. Larry Massino il 4 febbraio 2011 alle 14:09

    Georgia, qui l’unica ideologia è quella di chi predica contro la prostituzione, di qualunque tipo, facendo intendere che se fosse per lui introdurrebbe leggi a favore della pubblica morale (che del resto sarebbero inefficaci di fronte a certi innamoramenti). E poi c’è l’odiologia di chi mette sulla graticola un pugno di sciocche ragazze che non hanno altro modo per farsi valere che usare la loro giovanile avvenenza contro l’idiozia degli uomini, qualche volta anche contro la loro arteriosclerosi. Per la mia esperienza è sempre stato che questo tipo di ragazze si sono pigliate i meglio giochi per via che a loro si avvicinano i padroni, i capi in generale e i ragazzi ricchi. Non so, si potrebbe magari risolvere introducendo anche da noi il Burqa obbligatorio? O la cintura di castità, che sta più nella nostra cultura?

  32. georgia il 4 febbraio 2011 alle 17:02

    vedo che su di te l’ideologo stacquadanio ha fatto scuola ;-)
    però, a mio giudizio, fai un po’ di confusione, che io sappia la legge contro la prostituzione viene da tutt’altra parti … chissà magari le prostitute professioniste sono viste solo come volgari concorrenti dalle escort di papi (ormai nei piani alti) meglio fare adeguate leggi protezioniste ;-)

  33. Larry Massino il 4 febbraio 2011 alle 17:21

    Georgia, che le devo dire? A volte ho troppa fiducia nell’intelligenza.

  34. matteo il 4 febbraio 2011 alle 19:12

    D’accordo con il commento di domenico, che mi pare vada più a fondo di Helena. Da maschio, aggiungo che è molto difficile rimuovere il sottointeso sessuale, che è lo stesso che mi fa essere più gentile con una ragazza perchè tradizionalmente più fragile – anche se oggi girano certi caterpillar da far ricredere su qualunque minimo galateo, o per dirla con Terzani, è (ri)cominciata la guerra dei sessi.

    Quanto alla prostituzione, non so: certo la sessualità deve essere differente fra uomini e donne vista la differenza nella domanda, ma non credo sia uno specifico di B., o italiano: JFK aveva per sua stessa ammissione lo stesso vizietto, solo era di un’altra stazza politica: ma la sua considerazione della donna doveva essere, per quel che riguardava l’atto sessuale, in fondo la stessa se per sua ammissione non riusciva a trascorrere un giorno senza sc** a costo di avere il mal di testa. Per non parlare di Clinton, democratico, famoso nel mondo più per il suo sigaro che per il resto della sua attività politica. Che considerazione avrà avuto delle donne, Clinton? Forse distingue fra stagiste e senatrici, fra classe popolare – sessualmente sfruttabile, perchè giovane e quindi debole, e neo-aristocratica, più difficile da portare nello studio ovale. Non so.

    Qui si finisce per fare i moralisti, quando B. dovrebbe essere messo dentro per tutto tranne che per il fatto che non riesce a tenere le mani a posto – altrimenti, avanti i pedofili di nostra signora madre chiesa che hanno certamente responsabilità maggiori, avendo avuto a che fare con bambini e non con 17enni a cui passa per la testa di chiedere 4 milioni di euro di riscatto al poveraccio settantenne – e sì, l’atteggiamento maschile dovrebbe essere sì ridimensionato, ma anche sopportato per quello che semplicemente è: un atteggiamento infantile, imbecille, ma parte del carattere maschile come molti altri limiti del nostro e dell’altro sesso. Tutto qui.

    Quanto alla questione se ci si venda e per che cosa, non è difficile capire che con la crisi che c’è, “the times are a changing”..back!, quando appunto per un pò di quattrini e per campare un pò meglio si finiva per sacrificare tutto quanto, uomini e donne senza distinzione di sesso. Aspettiamo un pò e passerà anche la fase tanga della nostra Repubblica.

    Ultima considerazione: sì, mi sento offeso quando qualche straniero mi chiede che succede nel bordello d’Europa. Ma poi ripenso a Andreotti, o a Craxi in fuga a Hammamet con la sua corte e i miei soldi, e concludo che in fin dei conti, non è poi cambiato molto da allora: i problemi d’Italia da risolvere restano i problemi sociali, perchè i più deboli si vendono e si vendereanno sempre fino a quando li si metterà nelle condizioni di farlo come unica alternativa allo schiattare o al viver male.

  35. carmelo il 4 febbraio 2011 alle 19:40

    la situazione nella quale stiamo lentamente affondando quasi ci è paludosa e inafferrabile ed è difficile trovare il bandolo della matassa, tentare di ordire una trama che in qualche modo faccia chiarezza e ci consenta di trovare una via di uscita. Tutti gli episodi di cui è impudicamente protagonista il nostro premier hanno un comun denominatore credo:
    l’idea che tutto, ma proprio tutto è consentito, se fatto per il raggiungimento di un interesse (O ILSODDISFACIMENTO DI UN DESIDERIO FINO ALLA PERVERSIONE) personale, o della propria famiglia, del proprio gruppo, della propria clientela della propria corporazione;
    L’interesse personale giustifica ogni crimine e/o perversione e viene prima del bene comune e degli interessi collettivi. prima dell’etica, prima del merito, prima delle competenze.
    Questa idea radicata nel paese ancor prima dell’avvento dell’era berulsconi (non pago le tasse, commetto un abuso edilizio, chiedo uan raccomandazione per mio figlio, ottengo una pensione fasulla etc) veniva prima praticata con una certa discrezione e con un certo senso di vergogna e di colpa.
    Cosa cambia con Berlusconi?
    – la legittimazione di ogni comportamento sia esso criminale, perverso antisociale, parassitario, per il solo fatto che è finalizzato al soddisfacimento di un interess epersonale, non importa se a danno della collettività
    – la legittimazione del comportamento delle vittime il cui comportamento servile (prostituzione del proprio corpo e del proprio cervello) non suscita nessuna vergogna anzi viene rivendicato senza pudore.
    I genitori sono fieri se le figlie vendono il proprio corpo per ottenere una remunerazione, una carriera, un posto, anche se non ne hanno alcun merito.
    Gli intellettuali e i politici che in modo servile mettono il loro cervello al servizio del principe, non provano nessuna vergogna della loro condizione di prostituzione di cui sono ben coscienti.
    Vengono pagati per questo è cio’ legittima il loro comportamento.

    le donne

    Il maschilismo e la discriminazione sessuale è una condizione comune a tutti i paesi occidentali. In italia lo sfruttamento, le violenze la mercificazione del corpo femminile, il ricatto sessuale, sono piu’ drammatici per motivi storici e il ruolo della chiesa cattolica non è certo di poco conto.
    Il comportamento del premier (che è un uomo affetto da perversione oltre che folle, perchè solo un folle puo’ esibire pubblicamente le sue stupide perversioni senza provare nessuna vergogna)
    legittima la condizione di carnefice e vittima di questo sistema di scambio (il tuo corpo i ltuo cervello in cambio di un posto di una carriera di soldi).
    da uomo non solo mi vergogno come essere umano di fronte ai comportamenti abietti e criminali del premier, ma anche di fronte alle violeze che quotidianamente subiscono le donne, gli omosessuali, gli extra-comuniatri, alle discriminazione nei posti di lavoro etcetc
    Ma considero gravissimo che di fronte al comportamento di chi dovrebbe rappresentare il mio paese, non sale l’indignazione, la nausea, la rivolta.

  36. gina il 5 febbraio 2011 alle 09:33
  37. Larry Massino il 5 febbraio 2011 alle 11:17

    Pia Covre per sempre!

  38. véronique vergé il 5 febbraio 2011 alle 12:25

    Parco della disperazione
    Marianna
    16 anni
    nessuno mi guarda nella giornata, nessuno mi parla,
    conosco sole poche parole in italiano
    un’ora del mattino
    la stazione è vicina
    ho freddo,
    ho male,
    non ho più cuore
    il corpo non è il mio
    dov’è il mio paese,
    la casa, la fame,
    non faceva cosi freddo nel mio paese,
    non era bello il mio paese,
    ma conoscevo la mia lingua,
    il mio prato,
    verde, la mia anima, la mia neve,
    la mia madre,
    un uomo è venito a casa,
    mi ha proposto un lavoro li,
    in paese altro,
    mia madre sorrideva
    con rosa sul cuore,
    ero bella forse,
    con la mia giovinezza
    di rosa,
    sono partita senza uno sguardo
    di addio,
    poi mi hanno chiuso in una stanza
    dove il sole scompare, mi hanno preso il documento,
    ho perso il mio nome,
    mi hanno colpito,
    mi hanno bruciato
    qualcosa nel corpo,ero con altre ragazze,
    abbiamo pauro
    del uomo capo,
    mi hanno violentata
    e i gridi non si scappavano,
    mi hanno venduto
    li, un parco,
    con corpi di urto senza parola
    sesso, sesso da vomitare
    non ho più anni,
    sono una veccia o una bambina,
    non so più,
    un uomo perbene mi ha fatto sesso,
    ho visto dietro l’occhio sul mio seno,
    una casa perbene, una vita perbene
    una moglie perbene, una figlia perbene,
    sono all’abbandono, allo scoperto, nuda,
    sul ciglio, uno si ferma, è la notte cupa.
    Nessuno mi sente, nessuno non sa che ho paura
    di morire, che tra poco, l’uomo capo mi fara trasferire
    altrove in un altro paese con altri uomini in fretta
    di sesso.
    Un cane è venuto annusare
    sono in parco,
    ho freddo,
    ho male,
    mia madre
    l’ho persa,
    sogno il suo profumo,
    la sua dolcezza,
    non c’è dolcezza per me
    in questo mondo.

  39. véronique vergé il 5 febbraio 2011 alle 12:27

    Questo testo è dedicato a Helena e a Milano per il post,
    ho scritto il commento da uno slancio,
    è la mia manera di dire la mia indignazione.

  40. stalker il 5 febbraio 2011 alle 13:38

    io non credo che qui si stia facendo una crociata contro le sex worker, mi sembrava si stesse parlando d’altro, forse ho capito male io.

  41. georgia il 5 febbraio 2011 alle 13:58

    mio dio una crociata contro le sex woerker? mi sembra proprio di no, ma in realtà contro chi, solo perchè ci scopa e le compra, le candida poi nelle istituzioni italiane. Che poi le sex worker (luso dell’inglese è sempre piu carino e soft della propria lingua) possano essere rappresentate nel Parlamento certo che sì, non sarebbe una novità (il partito dell’amore mica è una invenzione di berlusconi) ma da donne libere e non certo come donne cooptate nell’harem del kapo. Insomma se in passato abbiamo contestato le candidature di mogli e amanti (non per competenze ma solo perchè mogli e amanti) perchè mai oggi che addirittura sono trornati di moda gli harem, con tanto di coordinatrici e cacciatrici stipendiate di fica (“se hai una amica carina portala, che papi è generoso), non dovremmo protestare? ma siamo diventate matte o cosa? Quando Pannella candidò Cicciolina, fece un atto politico e mica se l’era levata direttamente dal proprio letto per scaricarne le spese private (di pannella) sulle spalle dei contribuenti ;-)

  42. stalker il 5 febbraio 2011 alle 15:44

    esatto georgia! comunque mi riferivo all’intervista a Pia Covre linkato da gina, avrei dovuto scrivere sex worker virgolettato. :)
    e se la posso proprio dire tutta, preferirei vedere seduta in parlamento una donna come la Covre, piuttosto di tante “miracolate” che quando le senti parlare…ti senti in imbarazzo per loro.

    il corpo delle donne come merce di scambio:
    http://www.youtube.com/watch?v=kMo0jWMldgw&NR=1

  43. georgia il 5 febbraio 2011 alle 15:58

    Si stalker avevo capito che avevi capito e a cosa ti riferivi :-)

    Potete seguire la diretta della manifestazione al palasharp su repubblica e su Libertà e giustizia

  44. gina il 5 febbraio 2011 alle 17:33

    forse vi sono sfuggiti i toni di degregorio, silvia avallonne (anche su questi schermi, con rincaro di dose, e sic, per polemica puramente letteraria, roba da matti), avallone che tra l’altro è la tra le prime tre o quattro firmatarie della petizione che ha dato il via alla manifestazione del 13. Forse vi sono sfuggite le “troie di arcore”, forse vi è sfuggito il testo della suddetta petizione del 13, Forse vi è sfuggito che ieri, se non ora quando, è stato aggiunto il vademecum tanto per limitare i danni, ma restano gli sloganm, ma che resta il richiamo alle mogli, alle nonne, alle figlie, alle nipoti per bene, alla dignità!nazionale!alla coscienza religiosa nazionale. E forse che vi è sfuggito anche il senso del discorso di pia covre in rapporto , anche in rapporto a quello fatto qui. ma non fa niente. Se riuscite a vincere lo schifo e l’indignazine, se ci riuscite vedetela come anche se non degn:a testa, come anche se non degna: faccia, come anche se non degna: donna del presente e non solo. Se no passate oltre. saluti

  45. georgia il 5 febbraio 2011 alle 18:13

    in effetti troie di arcore non è molto carino e soprattutto non del tutto esaustivo, io le definirei cavallone di troia che il nostro presidente fa senatori ;-)

  46. stalker il 5 febbraio 2011 alle 18:48

    gina, se rileggi tutti i miei commenti, credo di non essere mai stata offensiva verso queste donne, con commenti e facili battute, e credo che posso meritarmi di tutto, ma non di beccarmi della “moralizzatrice”. e neanche nelle parole dell’autrice dell’articolo, e di altre donne intervenute, ho letto questo, ma forse non so leggere. ciao

  47. la funambola il 5 febbraio 2011 alle 20:07

    cara gina :)
    baci
    la fu

    sono per un “ri torno” delle donne al focolare domestico

  48. Andrea il 5 febbraio 2011 alle 22:12

    la tv di Silvio copia e segue per filo e per segno i format americani ed ha successo..
    il perchè ha successo è il problema sveglia! !

  49. magda il 6 febbraio 2011 alle 10:25

    Che B. venga rimosso perchè va a puttane…è ridicolo. Questo vuol dire che non esiste un’opinione pubblica matura per destituirlo semplicemente perchè inadeguato.

  50. gina il 6 febbraio 2011 alle 10:49

    magda
    non è solo ridicolo, è pericoloso. e il sorriso restaurato è molto peggio di quello di pitanguy.

  51. georgia il 6 febbraio 2011 alle 11:23

    magda certo che sarebbe ridicolo, però secondo me si è perso di vista che l’indignazione (almeno dei più avvertiti) non nasce dal fatto che berlusconi vada a puttane (non sarebbe una novità e soprattutto non interesserebbe a nessuno) ma dal fatto che le abbia candidate (o le volesse candidare) nelle istituzioni e (anche questo è importante da sottolineare) NON le ha candidate come rappresentanza delle prostitute (anzi lo ha negato e lo nega) ma come ragazze intelligenti, politicizzate, iperlaureate, del tutto adeguate a ricoprire le cariche (quando persino la minetti si è resa conto, con dolore, della bufala da caduta degli dei), insomma come ragazze di un ambiente perbene, ergo sono loro l’attuale modello del perbenismo ;-). Ora sinceramente senza avere nulla contro le prostitute o di chi di se stessa fa quello che vuole, a me questo reclutamento delle candidate al parlamento (e ai vari governi) tramite metresse e lenoni (come lele mora e fede) sinceramente non garba punto e ci vedo pure un progetto di sputtanamento (e la parola ci sta) totale di tutto il sistema democratico, come richiede l’assalto criminate in atto alla varie istituzioni. Se perdiamo di vista questo, berlusconi (o anche peggio) ce lo teniamo a vita.
    No, non ci sto ad accettare senza indignarmi che la minetti (e altre) sia stata messa di forza nel listino perchè laureata, con 110 e lode, splendida persona e…. bilingue. Essere femmina libera sì, ma fessa due volte, e affogata in una insopportabile marmellata, no davvero ;-)

  52. gina il 6 febbraio 2011 alle 11:29

    georgia
    per esperienze egizie personali, sono d’accordo con te su lia e haramlik, e sull’inverecondo pezzo di cui sopra. Su questo però rigiri la frittata, e lo sai pure tu. e sai anche perché.

  53. georgia il 6 febbraio 2011 alle 11:52

    sinceramente non capisco :-)
    Perchè mai dovrei rigirare la frittata e che c’entra l’egitto?
    Io NON difendo mai le donne a prescindere (vorrebbe dire considerarle deboli cosa che non penso in generale).
    Io difendo invece la fragile intelaiatura democratica italiana e sinceramene il reclutamento che è venuto fuori con le intercettazioni ecc. è intollerabile e offenderei le prostitute se definissi le ragazze accalappiate con quel sistema delle libere prostitute.
    Tutto ‘sto sistema messo su dai berluscones è diventato una totalitaria offesa alla intelligenza delle donne.
    E indignarsi (io mi indigno raramente) non è affatto perbenismo, moralismo o altre cazzate del genere …. anzi indignarsi è sintomo di una parvenza di salute mentale, di una lucidità femminile, mentre porre tutti ‘sti distingui è sintomo di berlusconismo imperante che impedisce di capire che ‘sto sistema criminale (perchè è criminale il reclutamento che traspare dietro i passatempi del kapo) ha distrutto, al momento, le libertà conquistate prima, e che bisogna ricominciare quasi da zero.
    geo

  54. gina il 6 febbraio 2011 alle 12:00

    :) ecco, sai perché:) non é che puoi prendere gli altri per scemi, neh, ma questo non vale solo per te, qui dentro)

  55. la funambola il 6 febbraio 2011 alle 12:12

    In questo contesto, va anche ricordato e ripetuto che l’erotizzazione dei rapporti di potere non è un imbarazzante fenomeno laterale del suo esercizio, ma sua vera e propria fondazione rimossa e in quanto tale da tenere nascosta. La visibilità dello scambio sesso-potere non fa che indebolire il potere, come appare chiaramente da qualche mese a questa parte.

    La normalità di un’esistenza femminile fatta di “lavoro onesto, di famiglia e di maternità”, così spesso invocata in editoriali e prese di posizione di autorevoli figure femminili, nel contesto dell’Italia attuale non può essere letta che in termini esclusivi in quanto appannaggio di donne bianche appartenenti ad un ceto medio-alto

    in fondo lo scandalo sta proprio nell’”eccedenza”, nell’aver reso manifesta la pornografia di un sistema.

    senza questi distinguo non vai da nessuna parte, oh georgia, ti muovi sempre e soltanto nell’emergenza e parli alla pancia della gente, delle donne che si sentono rassicurate a posto e per benino nella facile indignazione che si ferma al dito, sempre al dito, nella fattispecie, il medio :)
    vi seguo dopo il pollo
    bacci
    la fu

  56. georgia il 6 febbraio 2011 alle 12:58

    ok la fu non merita risposta perchè deve avere suoi problemi che ignoro.
    Dico solo che sì io, di solito, preferisco guardare con attenzione il dito che indica, piuttosto che la luna indicata dai “saggi”, ma direi anche dalle “sagge” ;-), ma questo non c’entra al momento.

    Invece mi piacerebbe che gina fosse più esplicita perchè sinceramente io sono tera tera e non capisco mai le insinuazioni (è un mio limite), perchè dovrei prenderti per scema? e cosa dovrei sapere che io invece non so? e, ripeto, che cavolo c’entra l’egitto (nipote di mubarak a parte) con le candidature tirate a sorte fra le preferite di berlusca?
    Io è chiaro non critico le cavallone di berlusconi come singole persone (per carità ho anche scritto che la minetti mi aveva fatto tenerezza quando nelle intercettazioni ha dimostrato di capire, e di soffrirne, che non era stata scelta per le sue doti politiche), ma come mandria venduta al presidente, sì (gli esseri umani non sono mandria, ma se accettano, in quasi totale libertà, di esserlo perche mai non dovrei condannarle?). In quanto al presidente mi sembra chiaro che debba andarsene (almeno lo pensano tutte le persone che ancora connettono oltre a connettersi) e per quale motivo se ne andrà a me interessa poco. Il ridicolo non è che se ne vada per motivi di letto, ma che sia rimasto tutti questi anni :-(.
    E sinceramente non basta la corporazione delle prostitute (a cui va la mia solidarietà perchè tutto sommato in questa storia sono le più offese) per farmi pensare diversamente ;-)

  57. Larry Massino il 6 febbraio 2011 alle 13:02

    Georgia, si ricorda che qualche mese fa le dicevo che in quanto colti, informati, in gran parte benestanti non sopportate di perdere centralità nella società? Ecco, questo è il problema: il satrapo ha messo su un racconto nel quale la centralità sociale appartiene ai ceti popolari (è solo un racconto, intendiamoci!). Questo non vi va giù. Per capirsi meglio: l’onore di cui parla vergognosamente Umberto Eco, non descrive un mondo nel quale tutto è a posto, ma un mondo dove al centro c’è Umberto Eco stesso. Per fortuna il popolo non se la beve. D’altra parte ha ragione chi dice che combattere B. sul piano della moralità corrisponde ad attestare la sua capacità governativa, corrisponde a dire che se non fosse per le sue marachelle governerebbe bene. Invece governa male prima di tutto perché i suoi interessi personali sono pesantemente in gioco. Se si va a a fare i conti, la politica ha reso a B. almeno un miliardo di euro all’anno (e quanto gli renderà in futuro, visti certi accordi energetici?), considerato che quando vi è entrato stava al fallimento e ora è uno degli uomini più ricchi del mondo. Su questo va battuto. Su questo le procure dovrebbero lavorare. Su questo gli scrittori giornalisti civili dovrebbero scrivere, andandosi però a cercare fonti certe, non sparando fango alla cazzo di cane, che la mamma degli infangatori è sempre incinta… Se invece ci accontentiamo dell’onore e della dignità… che tra l’altro è roba di valori che una volta brandiva la destra contro la sinistra… se invece si fa diventare Scalfaro un’autorità morale, lo stesso che cominciò a farsi notare nel circo politico schiaffeggiando le ragazze in minigonna… SIAMO DA RICOVERARE! Difficile anche in questo caso dar torto a D’Alema, quando dice che i professori fanno solo danni alla sinistra.

  58. georgia il 6 febbraio 2011 alle 13:39

    lei caro massino parla paro paro come belpietro e sallusti … sarà solo un caso?
    Lasciamo perdere la cultura, per pietà, che non ne vedo granchè in giro, ergo se lei sentendo la parola cultura mette subito la mano alla pistola, padronissimo di farlo ma la prego si tranquillizzi rimetta la pistola nella fondina, non c’è alcun pericolo al momento … domani chissà.

    Io so che non può essere berlusconi a imporre modelli di vita alle donne, se dio vuole sappiamo benissimo cosa fare, e se lei o i suoi amici di merenda volgiono imporre la minigonna è giusto che la donna non si lasci imporre neppure quella ;-)
    Metterà la minigonna solo se le aggrada e non solo perchè ormai ci sono tante ditte che producono minigonne e sistemi che le pubblicizzano;-)
    lei pensi ai suoi pantaloni e se vuol far vedere i suoi polpacci faccia pure, non sarò io a proibirle o a imporle tacchi alti e hot pants ;-)
    Mssino, ma lei mica sarà il nick di ostellino, vero?

  59. la funambola il 6 febbraio 2011 alle 13:41

    i “colti” sono sensibili agli elenchi del circo fazio
    sei noisosa e saccentina georgia e il tuo dito francamente e definitivamente non mi ha mai stimolata :)

    la fu

    (sull’aborto però riconosco di essermi riconosciuta nei tuoi interventi, diamo a georgia quel che è di georgia) :) smuack

  60. gherardo bortolotti il 6 febbraio 2011 alle 13:44

    tornado al focus degli uomini che si devono pronunciare, io mi dichiaro pronto a denunciare lo svilimento del corpo femminile che implica lo svilimento anche del mio corpo (dicendo anche che, come altri uomini, cerco quotidianamente di praticare uno “stile di vita” che combatta questo svilimento). però mi domando anche che senso ha che sia io, uomo salariato, a denunciarlo. e me lo domando per un motivo molto semplice: nella gerarchia corrente, io sto sotto, molto sotto, minetti (per dirne una) e chi dei due sia più svilito mi sembra tutto da discutere.
    la mia impressione, ed è un punto che ritorna qui nel thread, è che si confondano questioni di genere e questioni etico-sessuali con questioni di classe, mettendo insieme metodi di cooptazione nei gruppi di potere con fenomeni sociali come la pornografia (non solo rivolta agli uomini) o la prostituzione (non solo esercitata dalle donne). ed è un punto di estrema debolezza del post, insieme ad alcune petizioni di principio, come per esempio quella della scuola come ascensore sociale.
    francamente, pur essendo del tutto pronto a mettere in questione il mio ruolo di genere, ho l’impressione che, ancor prima di interpellare gli uomini (a cui, nel ragionamento proposto, viene assegnata una parte più o meno cristallizzata) ci siano da fare alcuni chiarimenti da parte delle donne. cosa volete, quali priorità, in cosa siete complici del modello sociale ed economico corrente. quanto ne siate vittime è chiarissimo (penso alle cifre della violenza sulle donne o dell’occupazione femminile) e mi sembra un motivo di più per articolare ulteriormente l’analisi.

  61. Larry Massino il 6 febbraio 2011 alle 14:07

    Georgia, la sua impossibilità di discutere senza infangare la accomuna davvero ai Sallusti e Belpietro. E anche la sua incapacità di fare un’analisi, un ragionamentino qualunque sia se non appiattendosi sulle parole d’ordine di scuderia. Le pistole? Di quelle ci siamo liberati, ma ora bisogna liberarci dai pistolotti, ben più pericolosi. Quanto alla cultura, non ci provi, che la mia ignoranza ha purtroppo delle lacune enormi.

  62. maria il 6 febbraio 2011 alle 14:18

    Veramente l’ex presidente Scalfaro schiaffeggiò una signora a suo dire troppo scollata, ma ci siamo capiti lo stesso:-).

    Dei neo girotondini che si sono dati appuntamento a Milano colpisce, come in passato, il senso di superiorità morale, culturale e personale che si attribuiscono e che la signora Milva non padronaggiando il linguaggio retorico ha sintetizzato in “sono degli idioti” riferendosi agli elettori del centro destra.

    Insomma il ceto medio riflessivo, per riprendere la definizione dello stesso Ginzborg, non riesce ad includere quello meno riflessivo e non pare domandarsi mai il perché.

    Intanto stamani in una piazza della mia città il pd raccoglieva firme per mandare a casa berlusconi, 10 milioni da qui all’otto marzo, ho detto loro che i governi si mandano a casa in due modi, o con le elezioni o con manifestazioni di piazza a furor di popolo, come si è visto in questi giorni, e non certo con delle petizioni.

    Mi hanno detto , sì è vero, ma è un modo per dire che esistono persone che non sono d’accordo, un modo insomma per esserci, non ho avuto cuore di passare oltre e ho firmato anch’io.

  63. georgia il 6 febbraio 2011 alle 14:33

    il tuo dito francamente e definitivamente non mi ha mai stimolata

    @ fu il mio dito, mi dispiace per te, te lo sei solo sognato, visto che io la luna NON la indico mai. La luna è lì, se vogliamo la possiamo vedere tutte/i, ergo non sono così saccente, a differenza di molte/i, da indicarla.

    @ massimo, le scuderie sono cose sue (se ne ha), io non ne conosco nè frequento e neppure branchi. riguardo ai pistolotti spero che lei in futuro ci vorrà dare il buon esempio e ce ne risparmierà almeno qualcuno, idem per le pippionate che qui propina ogni giorno.

  64. georgia il 6 febbraio 2011 alle 14:37

    ho detto loro che i governi si mandano a casa in due modi,

    @ maria beata lei che sa come si manda via un “governo” come quello di berlusconi, io so solo che lo saprò quando lo avremo mandato via, nel frattempo … tutto è utile, non sarò certo io a sindare sempre cosa sia INutile.

  65. maria il 6 febbraio 2011 alle 14:52

    A mio parere Bortolotti pone una questione giusta, le donne vanno interpellate e proprio per la soggettività femminile che giustamente esigono ed hanno, qualsiasi cosa possano fare, come ricordava Covre a proposito delle olgettine.

    Per un lungo periodo la prostituzione è stata vista prevalentemente come una dolorosa necessità, come un’attività svolta per mancanza di alternative, come una modalità specifica imposta dal dominio maschile, come subalternità di genere; se adesso non è più così, se adesso si rivendica una possibilità di scelta anche per questa condizione, si deve poter individuare in essa la parte di complicità che vi può essere con un determinato contesto culturale e sociale.

    Certo esistono sempre delle distinzioni da fare, perché la nigeriana che batte sui viali delle città italiane, scontando così anche la sua condizione di migrante, non è paragonabile come responsabilità a una Minetti che si lascia mettere nel borsino lombardo da un vecchio dotato di potere e di miliardi perchè si sta meglio che a fare l’igienista dentale!

  66. maria il 6 febbraio 2011 alle 14:58

    @georgia
    non è una sapienza particolare, non ho mai visto cadere un governo dietro richiesta per firme dell’opposizione.

  67. Larry Massino il 6 febbraio 2011 alle 15:13

    Signora Georlia, il suo invito a tacermi corrisponde alla sua concezione della dialogica e in definitiva della libertà: deve parlare solo chi è d’accordo con lei e i suoi incriccati. Non mi taciterò, se ne faccia una ragione. Del resto, come forma di riflessione e di crescita individuale, lei stessa dimostra che assentarsi dalla discussione non è efficace. Infatti, dopo tanta assenza, il suo ritorno non ha portato nessuna nuova linfa al dibattito: tanto silenzio per nulla…

    PS: Georgia non sarà mica il Nick di Marina Berlusconi, che abitualmente sfotto ritenendola di gran lunga meno bella di Rosy Bindi?

  68. georgia il 6 febbraio 2011 alle 15:18

    Se è per quello anche le elezioni non fanno cadere i governi (quelli si sono già dimessi) ma ne formano altri :-)
    e io non ho mai visto cadere un governo berlusconi neppure per manifestazioni di piazza o a furor di popolo, eppure ci sono stati momenti che c’erano milioni di persone in piazza a chiederlo … però tutto, alla lunga, serve: manifestazioni, furor di popolo, petizioni, campagne di stampa, azioni singole … ognuno come può.

  69. georgia il 6 febbraio 2011 alle 15:21

    massino non si incazzi, è lei che ha avanzato dei dubbi sull’utilità dei pistolotti, non io ;-)
    Io mi creda non la voglio tacitare, che lei faccia pistolotti o meno mi è del tutto indifferente, mi basta non leggerla e non è un gran problema, si metta dunque tranquillo.

  70. la funambola il 6 febbraio 2011 alle 15:47

    …a proposito di Troie

    esorterei le donne a scendere in piazza indossando una maglietta con su stampato:

    SONO UNA TROIA FELICE DI ESSERLO!

    Vi posto una cosa che scrissi e postai tempo addietro qui e affanculo l’autoreferenzialità e il peccato di “ingenuità”
    beccatevi questo pistolotto :)

    TROIA: femmina del maiale, spec, quella destinata alla riproduzione. Sin. Scrofa (fig. volg.) Puttana. (zingarelli)

    Riflettevo sugli interventi maschili.
    Ironici, giustificazionisti, sottilmente complici della “teoria”, del “pensiero” unico
    Che sì,va beh, non è stata una signora, non voleva dire proprio così, non voleva dire troia nel senso di troia che poi si è corretta e ha ripiegato sulle stronze, ecchessaramaiiiiiiiiiii…sù sù, che lo vediamo né come gira il mondo, che di troiette in giro ce ne sono né, che se poi ve lo dicono le stesse donne, cazzo, le stesse vostre sorelle allora significa che il nostro apostrofarvi ogni tanto troie non deve essere così stigmatizzato né.
    Che poi diciamocelo,
    a noi (maschi)
    sotto sotto, ci fa piacere, ci rassicura , che fra voi vi diate della troia, perché ci autorizza ad avercelo nel cervello questo sospetto, questa rabbia che ci prende a volte nei vostri confronti, questa potenza che ci avete su di noi che ci fa girare i coglioni e allora un bel TROIA liberatorio, ci fa sentire meno paura.

    Prima è arrivato il concetto di “troia” e poi è arrivata la lapidazione, l’infibulazione, la prevaricazione, la negazione dei diritti, il martirio, la sottomissione, la violenza psicologica, la prostituzione…
    arriva di tutto, se si lascia passare questo termine, se non lo si tiene “monitorato” può sempre arrivare di tutto, che non siamo mai fuori dalla barbarie né!

    guardiamoci un po’ intorno ed i campi di sterminio, e le torture, e le cose immonde fatte su esseri umani nel nostro secolo “moderno” nel nostro luminoso 2011, non si discosta dagli scempi dell’inquisizione.

    TROIA: sporca, immonda, porca che mi attrai, che mi fai schizzare dentro di te la mia paura, che sbeffeggi la mia solitudine, che mi costringi a guardare le mie paure, che mi costringi a pagare per illudermi di averti e di neutralizzare la paura e il bisogno che ho di te: donna.

    Perché gli uomini sono malati di misoginia, chi in maniera gravissima, chi grave, chi lieve, chi lievissima
    Misoginia giustificata , congenita, visto che noi partoriamo, siamo capaci di dare la vita.
    Un po’ di invidia suvvia.
    E se noi donne rinforziamo questa piccola infermità non possiamo che farci del male, non possiamo che uscirne sconfitte, non aiutiamo gli uomini ad avere fiducia in noi, a prenderci per mano per condividere un percorso, quello della vita che è assai faticoso e pauroso, ma in due ci si fa almeno compagnia.
    Siamo state anche invitate a non esagerare, a non coalizzarci, a non prendercela più di tanto, a non prenderci troppo sul serio, ad “interpretare” correttamente e nel contesto l’insulto più becero, più cattivo, più ottuso, col quale si possa apostrofare una donna.
    Siamo state anche invitate a piantarla qui, perché?
    C’è un scadenza all’indignazione?
    C’è una scadenza al senso di impotenza che ti prende quando senti la barbarie riaffiorare in un “innocente” post, in un virtuale posto, in un pensiero di donna?
    E dire “troia” è barbaro, non è un’ opinione.
    Essere compassionevoli non significa non prendere posizione di condanna assoluta verso un modo di intendere pericoloso, violento e mortificante sia per gli uomini che per le donne.
    Apostrofare qualcuna troia , e lo abbiamo fatto tutti/e almeno una volta nella nostra vita, non fa onore alla nostra dignità di uomini.
    e tentare di capire fa sempre bene e non è mai abbastanza, e non è mai per sempre, e non ci sono luoghi più o meno nobili, più o meno veri, più o meno deputati per tentare di capire la nostra immensa finitezza e prenderne atto, e anche questo è un luogo

    orbene

    dall’alto della mia troiaggine, sul mio piedistallo di troia consapevole tento un pensierino

    Io sono severa con le donne perché lo sono con me stessa, tento di esserlo con me stessa e il processo di analisi deve partire sempre da noi, da come sentiamo noi, dalle nostre paure, dalle nostre reazioni.
    Ed io anche ho pensato alle donne , alcune volte, in questi termini, io anche sono caduta in questo tranello.
    Perché di donne “inconsapevoli” che usano la loro sessualità, il potere che hanno in mezzo alle gambe, ce ne sono eccome; io non amo le donne a prescindere, come non amo gli uomini a prescindere.
    Io cerco di capire, cerco di essere compassionevole, ma essere compassionevole non significa non esercitare il dovere, e non uso il termine diritto, dico, dovere di denunciare condannare e osteggiare idee che poi si traducono in comportamenti, che poi si traducono in “sentire comune” che poi si traducono in complicità passiva, che poi si traducono in barbarie.
    Troia è un insulto “speciale”, non è una parolaccia qualunque; in questo termine, si nasconde la paura ancestrale che gli uomini hanno nei nostri confronti, che ha “giustificato” secoli di pregiudizi, ferocia, soprusi, discriminazione, nei confronti delle donne di tutto il mondo.
    E che noi donne siamo potenti lo sappiamo: noi possiamo dare la vita noi possiamo negare la vita.
    E gli attacchi alla nostra autodeterminazione per esempio, i continui attacchi a diritti che sembravano consolidati, ma non c’è mai nulla di scontato, di definitivo, gli attacchi dicevo al decidere se essere madre o non esserlo sono lì a dimostraci quanto sono arrabbiati gli uomini, il potere, con noi, e quanto ci confondono, quanto ci fanno paura e quanto saremmo tentate di prendere scorciatoie.
    E la complicità delle donne nel rinforzare questa visione che il maschio ha di noi è stata determinante nel faticoso cammino della nostra emancipazione, perché le donne han paura tanto quanto gli uomini e sono spesso le peggior nemiche di se stesse e delle donne tutte.

    Non ci si salva apostrofando le altre troie, non ci si conquista uno spazio garantito, un maschio, un privilegio, isolando le altre donne o considerandole antagoniste e troie perché possono soffiarci il maschio di turno.
    Ci si salva solo riconoscendo le nostre paure di donna, la troia che è in noi, perché lo sappiamo bene tutte su cosa ci sediamo, ma il saperlo non basta se non lo sai con consapevolezza, anzi il saperlo e basta è la causa della nostra “infermità”
    Io l’ho letta tua la troia che è dentro di me, sono consapevole del potere di ricatto che posso esercitare sul maschio, sono consapevole della forza dirompente che ho dentro in quanto femmina, ma il mio riconoscermela, il riconoscermi dignità di essere umano non mi permette di prendere scorciatoie, di usare questo potere per circuire, far carriera, appagare il narcisismo che ho dentro, giocare con i bisogni degli altri, usare in modo subdolo e quindi inconsapevole questa bellissima possibilità di essere FEMMINA.
    Perché usare la figa per avere un po’ di potere è mortificante, è perdente, è dichiarare la nostra sconfitta, è ammettere che in fondo sta bene se ci infibulano, lapidano, discriminano, se ci chiamano troie.

    FEMMINA e DONNA che si misura con l’uomo, che si confronta col maschio sulle idee, sui progetti, sulla visone del mondo, sulle paure.
    Femmina perché è bello giocare, sedurre, ammiccare, corteggiare, amare, esser troia dell’amore innocente, l’amore che non ha in sé il concetto di “bene” o di “male” , troia non per paura o per convenienza ma perché siamo nella stesa barca, perché siamo esseri umani prima di essere maschi e femmine, perché l’angoscia del vivere è mia in quanto donna ed è tua in quanto uomo, identica, precisa.
    Gli uomini sono malati di misoginia sì, e non sono io che lo dico, è la storia che ce lo dice, è lì da leggere, da vedere.
    E come ogni donna dovrebbe leggere la troia che ha dentro di sè, un uomo dovrebbe fare altrettanto e leggersi il misogino che ha dentro.
    Sono la faccia di una stessa medaglia.
    Io, se sono onesta e consapevole non potrò mai affermare di non essere razzista, perché razzismo significa paura di quello che non conosciamo, e c’è sempre qualcosa, qualcuno che non conosciamo.
    Non siamo mia definitivamente salvi, ma la nostra salvezza sta nell’accettare questo enunciato e lavorarci sopra.
    Secoli di prevaricazione nei confronti delle donne, prevaricazione (e sto usando un eufemismo per non ripetermi in continuazione) che ha disegnato il mondo al maschile, nella politica, nella religione (pensiamo allo sprezzo che la chiesa cattolica ha nei confronti delle donne) nella struttura del POTERE insomma, stanno a dimostrare la misoginia suvvia, suvviaaaaaa.
    E non mi pare che la sostanza, il POTERE insomma si sia colorato di rosa nel nostro bel secolo progressista.
    E non mi pare che le rivendicazioni di potere da parte delle donne siano “alternative” al potere di stampo maschile
    E noi donne siamo certo responsabili e complici delle nostre stesse catene e della violenza e della barbarie “agita” dagli uomini.
    Non sono femminista, sono una donna un po’ consapevole, ma ringrazio le donne che prima di me, con eccessi anche, perché si sa che in una rivoluzione ci entra di tutto, mi hanno dato la possibilità di riflettere e crescere ed esercitare diritti, diritti che non seguono la teoria dell’evoluzione, anzi sono sempre a rischio di involuzione.
    sempre baci
    la funambola

  71. gina il 6 febbraio 2011 alle 16:24

    la fu, a quel che mi risulta, lo spezzone con gli ombrellni rossi, facile che ci sarà.
    di seguito, la faccia e la testa delle figliefemmine, collettivo universitario di bologna

    SIAMO PUTTANE, SIAMO ANTIRAZZISTE E SIAMO ANTIFASCISTE!

    Il quotidiano fondato da Antonio Gramsci si appella a donne “silenti”, non alle prostitute, definite esplicitamente minoranza, perchè Concita afferma che è “a tutte le altre donne che mi rivolgo (…) Madri, nonne, figlie, nipoti, dove siete. Di destra o di sinistra che siate, povere o ricche”.

    Dunque dovrei riconoscermi nell’identità sociale donna in quanto appartenente a legami famigliari matrilineari? Ma che analisi è questa? Dobbiamo essere per forza figlie? O madri? o nonne? Dobbiamo essere per forza eteronormate? Dobbiamo essere per forza eterosessuali che vivono in una famiglia? Dobbiamo essere per forza angeli del focolare che… si indignano secondo una morale “figlia di un tempo”? Ecco l’appello alla sorellanza che si rivela sessista, eteronormativo, elitista (nessuna distinzione di classe se sei mamma, nonna, figlia) – destra&sinistra, madò che qualunquismo. E nemmeno è tanto radicale, l’appello, da nominarla, la “sorellanza”, poiché significherebbe dare visibilità a un concetto pericoloso per lo status quo e aprire un dibattito su cosa significa, e quali sono i suoi limiti teorici e pratici. Cara Concita, pare non ti renda conto che non stai parlando a una massa informe. L’Italia (per quel che può significare una “nazione”) è percorsa dai movimenti più attivi d’europa, femministi, lesbici, queer, precari, migranti, antifascisti, anticlericali, anarchici, vegani. Con una storia così intensa, che è un peccato non conoscerla. Come si può credere e reiterare l’idea del “silenzio”? Nessuna sta in silenzio da anni, decenni. Nessuna tace ogni giorno della propria vita, individualmente e collettivamente.

    Potresti, invece, Concita, dare visibilità, nella tua posizione di potere, a chi in silenzio non ci sta, perchè, Concita, te lo garantisco,

    NON RIUSCIAMO A STARE ZITTE MAI, E NEMMENO VOGLIAMO FARLO:

    Non tacciamo per/con Joy

    Non tacciamo per/con Mara(gridaforte)

    Non tacciamo per/con Marcella e la lotta trangender

    Non tacciamo per/con le/i/* migrant* chiusi nei campi di bio-concentramento chiamati CIE

    Non tacciamo il 1 Marzo-Non tacciamo l’8 Marzo

    Non tacciamo sulle GRU

    Non tacciamo nelle università

    Non tacciamo contro il Vaticano

    Non tacciamo contro la violenza fascista e di stato

    Non tacciamo per difendere le nostre terre, dalla val susa a terzigno

    Non tacciamo durante l’ora d’aria nei posti di lavoro (quando c’è)

    Non tacciamo nelle carceri

    Non tacciamo negli spazi concreti e virtuali che percorriamo

    Non tacciamo nelle nostre vite quotidiane

    Non tacciamo dall’estero

    Non tacciamo a noi stesse i pregiudizi che purtroppo performativamente ci abitano dentro.

    I nostri corpi non tacciono.

    SIAMO PUTTANE, SIAMO ANTIRAZZISTE E SIAMO ANTIFASCISTE!

    Ora la domanda: firmi?

  72. la funambola il 6 febbraio 2011 alle 17:11

    :)
    messa così cierto che firmo!
    ma in piazza ci sarò comunque anche se mi ero ritirata dal mondo ma il mondo, ahimè, non si ritira da me! :)
    e poi a me il filo di perle intorno al collo non mi si fa, non mi si fila:)
    bacio, bella figa!
    la fu

  73. stalker il 6 febbraio 2011 alle 17:26

    amen

  74. maria il 6 febbraio 2011 alle 18:24

    @ georgia
    perr manifestazioni a furor di popolo non intendevo le passeggiate romane al foro italico ma quello che è successo in tunisia e che, spero, succederà presto al cairo.

  75. viola il 6 febbraio 2011 alle 18:47

    ma per carità, ma questi sono fascisti e queste delle carrieriste..che c’entrano le puttane vere che tutti quei soldi in un botto non li vedranno mai..tutti questi distinguo dal transgender alle eteronormazioni serviranno a salvarsi l’anima ma non la pelle ..non “tacCiamolo”

  76. georgia il 6 febbraio 2011 alle 18:50

    in tunisia cara maria non è ancora finita e ci sono anche stati nuovi morti.
    io non credo che in italia si sia arrivati al punto, come in tunisia ed egitto, da rischiare la vita per mandare via berlusconi … tu lo faresti?
    Poi neppure mussolini fu mandato via a furor di popolo, ci volle una guerra e malgrado quella il referendum sulla repubblica, malgrado le vergogne di casa savoia, fu vinto per un soffio
    Allora oggi tanto vale cercare di farlo con gli strumenti democratici senza scatenare una guerra civile, se è possibile. Raccogliere firme è cosa molto utile e infatti tu hai firmato e hai fatto bene.
    Oggi c’è stata un’altra manifestazione contro berlusconi ad arcore, ci sono stati anche incidenti e … certi cartelli forse non sarebbero piaciuti a gina e alla fu ;-).

  77. maria il 6 febbraio 2011 alle 19:06

    ma georgia non ho detto di farlo, ho detto semplicemente che un governo non cade perchè i cittadini firmano, e ho aggiunto che una maggioranza o un governo si cambiano con le elezioni oppure come accade in questi giorni a furor di popolo, non intendendo certo indicare per l’italia quella modalità.

    Quelli del banchetto hanno capito subito.

  78. stalker il 6 febbraio 2011 alle 19:18

    sinceramente i *lunghissimi* distinguo della gina e della fu non li capisco, o forse li capisco fin troppo bene…larry massino per fortuna è più breve, almeno quello…mi riesce più facile capire quello che dice georgia, saro tera tera?
    http://www.youtube.com/watch?v=yaiH2lGIvVw&feature=related

  79. gina il 6 febbraio 2011 alle 20:05

    georgia:)
    vedo con piacere dalla gonfiobambola che i viola sono riusciti a varcare la temibilissima soglia, probabilmente virtuale, di un sexyshop da due ena cicca senza che il buon dio dell’identità nazionale li fulminasse, probabilmente devono la loro salvezza alla buona causa.
    Per il resto vedo un sacco di perizomi a simboleggiare la mignottocrazia e la repubblica fondata sulla prostituzione. Il messaggio viola mi sembra passi bene.

  80. gina il 6 febbraio 2011 alle 20:10

    (dimenticavo, perizomi femminili. probabilmente li indossa pure scilipoti)

  81. georgia il 6 febbraio 2011 alle 20:14

    gina … come dice Eco sembra faccia più rumore un reggiseno che cade di mille discorsi ;-)

  82. georgia il 6 febbraio 2011 alle 20:15

    beh scilipoti è anche lui una cavallona di troia …

  83. gina il 6 febbraio 2011 alle 20:28

    (georgia: il reggiseno ce lo siamo tolte un tot di anni fa,ma visto l’ampio sfoggio di gerontoimmaginario misogino e perbenista, per il 13 confido nel gusto delle mie sister in porn, nei loro armadi, e nella loro creatività:)

  84. georgia il 6 febbraio 2011 alle 20:51

    ma veramente non so se ti sei accorta che i reggiseni sono tornati in auge :-) anche perchè con le misure che ha la minetti e tante che si sono rifatte il seno è un serio problema farne senza ;-), sono tornati eccome … e sono quelli che fanno rumore quando cadono non quelli che hai bruciato tu ;-)
    geo

  85. Larry Massino il 6 febbraio 2011 alle 22:37

    Vantarsi di essere tera tera per prevalere in una discussione, cara stalker, non è tanto avanzato, anzi, lo dice sempre Barbara D’Urso… I problemi sono complicati, non è colpa mia. Ma noi non siamo i primi esseri umani, ce ne sono stati altri ai quali possiamo riferirci per affrontarli, questi cazzo di problemi che sembrano irrisolvibili. Per esempio un secolo fa tutti sapevano che battersi per valori spirituali invece che per valori materiali era reazionario,voleva dire fare il gioco del nemico. In questo senso dico che è pietoso battersi per la dignità e l’onore, valori spirituali, anziché per i diritti come il salario, la casa, la salute ecc, cioè per valori materiali. Anche battersi per il merito è suicida, perché il merito è il cavallo di battaglia delle peggiori destre che si dicono liberali: chi merita va avanti e gli altri si arrangino. Ci piaccia o no, l’elaborazione politica non è andata troppo oltre fraternità, uguaglianza e legalità. Fuori da queste cornici c’è solo il delirio neoliberista, che ci vuole in competizione continua a favore dei loro profitti. Basta così, il tera tera mi fa schifo.

  86. stalker il 6 febbraio 2011 alle 23:45

    non so chi è barbara d’urso, mi spiace.
    questa discussione sta volando troppo alto ormai per me.
    buona continuazione.

  87. stalker il 6 febbraio 2011 alle 23:47

    poi di fronte al benaltrismo proprio non je la fò

  88. Larry Massino il 7 febbraio 2011 alle 14:09

    Cara Stalker, se nun sa chi è Barbara D’Urso, de che stamo a parla’?

  89. stalker il 7 febbraio 2011 alle 23:15

    non avevo capito che la d’urso fosse al centro del diBBBAttito, sara mia premura informarmi quanto prima, su gOgol.
    porgo distinti saluti.

  90. Eglantina il 8 febbraio 2011 alle 00:43

    Una stretta di mano virtuale a Stalker. Per me ne sa più di tutti.

  91. la funambola il 8 febbraio 2011 alle 10:44

    mi spiace che una “stalker” non capisca una funambola o una gina
    intendo benissimo quello che vuoi significarmi e colgo quello che ci unisce
    se il mio sguardo spazia oltre la tua misura oltre il tuo orizzonte ti rammento che:

    “Quando l’uomo nasce è debole e duttile, quando muore è forte e rigido. Così come l’albero, mentre cresce è tenero e flessibile e quando è duro e secco muore. Rigidità e forza sono compagni della morte, debolezza e flessibilità esprimono la freschezza dell’esistenza, ciò che si è irrigidito non vincerà ”

    ma

    “Amo gli occhi tuoi, amica mia, il loro gioco, splendido di fiamme, quando li alzi all’improvviso e, con un fulmine celeste, guardi di luce tutt’intorno. Ma c’è un fascino più forte: gli occhi tuoi rivolti in basso negli attimi di un bacio appassionato e fra le ciglia semichiuse del desiderio il cupo e fosco fuoco”

    baci
    la fu

  92. helena il 8 febbraio 2011 alle 13:42

    Gina, ma per esempio, non ti sembrerebbe un’idea possibile andare in piazza il 13 e spiegare alle donne (e se ti/vi andasse anche agli uomini) perché non bisogna dividere le donne in puttane e perbene?

  93. lucia cossu il 8 febbraio 2011 alle 14:35

    ho letto il post e una parte dei commenti e su facebook non ho cambiato la mia foto e sinceramente trovo scandaloso nella questione di Ruby l’uso impropriamente politico e lo sconfinamento inaccettabile per una democrazia di usi e gusti privati, poi se c’è un normale reato penale quello verrà giustamente valutato, ma tutto questo impeto femminile nella sua definizione tra troie e donne e fondoschiena e reggiseni lo trovo moralista e anche razzista verso le donne stesse e mi diverto a vedere come dei tacchi alti vengano nelle ultime settimane guardati in modo diverso, così come verso i gusti sessuali di chiunque. Ma abbiamo ancora il dubbio di essere meno autorevoli, persone intere e degne di rispetto se ci piacciono le giarrettiere o non ci piacciono e se mettiamo lo smalto o meno? Davvero le donne sono ancora così misogine o stupide? Quando diventeremo persone senza doverci giustificare o scusare di avere gusti anche lievi e futili che nulla hanno a che vedere con il giudizio su altri aspetti?

  94. la funambola il 8 febbraio 2011 alle 14:38

    se col “vi” mi includi, cara helena
    io, in piazza, giustappunto, mi porterò un cadreghino ed un megafonino e pontificherò su quanto sia idilliaco e bello il pompino metafisico!
    gina non so :)
    bacio
    la fu

  95. gina il 8 febbraio 2011 alle 21:18

    cara helena
    come saprai. e come era del rest intuibile dall’intervista di pia che vi ho attaccato, lucciole, graziose e bocca di rosa il 13 saranno in piazza, con la consueta…. capacità narrativa (cara la fu, offro l’indicibile per il racconto consapevole di un ingoio metafisico. cara cossu, che inattesa, piacevole sorellanza)

  96. la funambola il 8 febbraio 2011 alle 22:07

    …solo se mi fai a pezzi l’appello qui sotto :)
    senza pietà, senza se e senza ma :)
    bacio
    la fu

    Mobilitazione nazionale! Se non ora, quando?

    INVITO ALLE DONNE ITALIANE A PARTECIPARE AD UNA GIORNATA NAZIONALE DI MOBILITAZIONE DOMENICA 13 FEBBRAIO 2011

    Se non ora, quando?
    In Italia la maggioranza delle donne lavora fuori o dentro casa, crea ricchezza, cerca un lavoro (e una su due non ci riesce), studia, si sacrifica per affermarsi nella professione che si è scelta, si prende cura delle relazioni affettive e familiari, occupandosi di figli, mariti, genitori anziani.
    Tante sono impegnate nella vita pubblica, in tutti i partiti, nei sindacati, nelle imprese, nelle associazioni e nel volontariato allo scopo di rendere più civile, più ricca e accogliente la società in cui vivono. Hanno considerazione e rispetto di sé, della libertà e della dignità femminile ottenute con il contributo di tante generazioni di donne che – va ricordato nel 150esimo dell’unità d’Italia – hanno costruito la nazione democratica.
    Questa ricca e varia esperienza di vita è cancellata dalla ripetuta, indecente, ostentata rappresentazione delle donne come nudo oggetto di scambio sessuale, offerta da giornali, televisioni, pubblicità. E ciò non è più tollerabile.
    Una cultura diffusa propone alle giovani generazioni di raggiungere mete scintillanti e facili guadagni offrendo bellezza e intelligenza al potente di turno, disposto a sua volta a scambiarle con risorse e ruoli pubblici.
    Questa mentalità e i comportamenti che ne derivano stanno inquinando la convivenza sociale e l’immagine in cui dovrebbe rispecchiarsi la coscienza civile, etica e religiosa della nazione.
    Così, senza quasi rendercene conto, abbiamo superato la soglia della decenza.
    Il modello di relazione tra donne e uomini, ostentato da una delle massime cariche dello Stato, incide profondamente negli stili di vita e nella cultura nazionale, legittimando comportamenti lesivi della dignità delle donne e delle istituzioni.
    Chi vuole continuare a tacere, sostenere, giustificare, ridurre a vicende private il presente stato di cose, lo faccia assumendosene la pesante responsabilità, anche di fronte alla comunità internazionale.
    Noi chiediamo a tutte le donne, senza alcuna distinzione, di difendere il valore della loro, della nostra dignità e diciamo agli uomini: se non ora, quando? è il tempo di dimostrare amicizia verso le donne.

  97. harzie il 8 febbraio 2011 alle 22:28

    quoto bortolotti e cossu, ma di brutto.

  98. Larry Massino il 8 febbraio 2011 alle 22:40

    Quoto anche io di brutto Lucia Cossu, che pure saluto.

  99. stalker il 8 febbraio 2011 alle 23:16

    quindi se si è schifati da un presidente del consiglio, che complice la sua ex igienista dentale minetti assunta a più alte cariche per non si capisce quali capacità, il suo più fido gironalista FEDEle che gli procurava ragazzine, insieme ad un laido come lele mora (ebbene sì larry, so perfino chi è mora, ho sgOgolato) si è messo in grave imbarazzo politico ed istituzionale (ricattabile perfino dalla camorra?)……quindi, se si parla di tutta queta mignottocrazia senza per altro offendere le prostitute (che sono più sfigate e guadagnano meno), ma solo dicendo che di questo sistema e di questo andazzo ne se ne può più, si passa per untrici verso le altre donne?
    vabbè…povera itaglia!

  100. stalker il 8 febbraio 2011 alle 23:23

    e come già detto, ma lo ridico, preferirei una pia covre ad una santnchè in parlamento, però dando come reso le varie carfagne, e non perchè sono troie, solo perchè sono incompetenti, e la loro incompetenza è davvero imbarazzante, e non fa bene a tante donne in gamba, anche su un tacco dodici, o con i mocassini da suora!!!!

  101. daniz il 9 febbraio 2011 alle 00:07

    l’immagine questo l’immagine quello… scalfaro, conchita… le spose e i matriarcati d’una vorta. i girotondi. ce fermamo ar barre che ce sta na camerera coll’ombelico de fori? lo sai che l’omini so fascisti e ce vonno mette assede? l’aborto. il ciupaciupa. il divorzio. le conquiste. gli anni bui. la donna sotto. e sotto sopra. il marito peloso. la figa a cespuglio. 69 modi per piacergli. li tacchi de mmetro e mezzo. ce umiliiiii tuttteeeeeee se fai la sgualdrina! i rappresentanti delle donne. le donne che lavorano. i padri a casa cor bambinello. il cammello. ‘o presepe.
    ve piace ‘o presepe?

  102. carmelo il 9 febbraio 2011 alle 00:23

    che il sesso venga usato come mezzo di scambioa danno della sfera pubblica (cariche politiche, assunzioni nelel aziende pubbliche etc) lo considero un fatto ripugnante, cosi’ come trovo criminale chi utilizza il proprio potere per questo tipo di attività predatoria. Lo trovo umiliante per le donne che si prestano a questo scambio, e lo trovo offensivo e ingiusto per tutte quelle donne che aspirano a cariche pubbliche a un lavoro a un riconoscimento chiedendo di essere giudicate per le loro competenze.
    Lo stesso docasi per gli uomini che utilizzano il proprio cervello e la propria dignità come analogo mezzo di scambio.
    Se una donna decide di elargire prestazioni sessuali in cambio di un corrispettivo, sono affari suoi, ma se una donna in cambio di sesso pretende di diventare ministro assessore impegato comunale, mi dispiace non sono affari suoi. E mi meraviglio che la signora Cossu che immagino non condivide questo scambio da 8° mondo non si senta offesa come cittadina e come donna e faccia pure dell’ironia scambiando un normale reato penale (immagino lo sfruttamento della prostituzione) con l’abuso e lo spregio della cosa pubblica.

  103. stalker il 9 febbraio 2011 alle 00:53

    ohhhh carmelo! sei una boccata di aria sana.

  104. lucia cossu il 9 febbraio 2011 alle 03:28

    @ stalker
    se mi leggi bene dico sull’ingerenza di questo sistema per avere cariche cose non tanto diverse da quello che sostieni tu, ma non sopporto il moralismo (che hai di nuovo subito dopo parlando delle prostitute) retorico e pieno di giudizio di cui parlavo prima.

  105. lucia cossu il 9 febbraio 2011 alle 03:36

    e io quoto Massino del 6 febbraio alle 13:02. (e lo saluto)

  106. Mirfet il 9 febbraio 2011 alle 08:14

    leggendo alcuni di questi commenti ho scoperto di essere una moralista. Non si finisce mai d’imparare.
    Quoto Caramelo.

    Ma aggiungo anche che, secondo me, ai corsi di avviamento professionale dovrebbero aggiungere quello di “escort”perchè sì, care figlie e sorelle nostre, il tempo di una moralità è finito. no?

    E’ veramente questa la direzione che vogliamo prendere – la libertà di vendere (vendere, sottolineo), a chiunque purchè paghi bene, il proprio corpo per soddisfare altrui fantasie sessuali – noi donne? La libertà di essere sfruttate, usate come ricambi di bambole gonfiabili?
    [nb: sto parlando dell’atto di vendersi, non di chi si vende]

  107. georgia il 9 febbraio 2011 alle 10:48

    La cosa che non finirà mai di sorprendermi è la capacita di berlusconi e del berlusconismo di presentarsi come autobiografia nazionale, qualsiasi cosa succeda prima o poi il boss trova sempre, anche tra i migliori, qualcuno che interviene ad accusare di moralismo chi lo contrasta.
    Ora tocca alle donne. E’ venuto fuori uno spaccato da romanzo criminale, un qualcosa che in qualsiasi paese sarebbe da condannare meno che da noi (dove ogni piccolo borghese ha paura di apparire moralista). Stiamo tornando al feudalesimo con i potenti che possono tutti e i sudditi che non possono nulla e che vengono usati e abusati per ogni cosa, e che si prendono poi anche carico delle accuse di sola pertinenza dei potenti.

    Uno attacca la santanchè e ti salta fuori la signora che porta i tacchi altissimi e teme che tu un domani glieli volgia levare ;-) (ma la santanchè portasse le ballerine sarebbe lo stesso scandalo di quando barcolla sugli spilli, è il cervello e la sua phronesis che ha subito danni ed è collassata da tempo)
    Uno attacca la minetti che viene fatta consigliera regionale (a 10.000 euro al mese) solo perchè procaccia un po’ di fica al capo, e si risentono alcune intelligenti e belle signore che magari hanno un amico (un amico vero non un amante, che però sarebbe lo stesso) che potrebbe aiutarle a candidarsi dopo anni di gavetta … e sentono messa in pericolo la loro arma di seduzione naturale e quindi insorgono a difendere anche Al Porcone e accusano di moralismo quelli che lo attaccano.
    Si è palesato un gigantesco sistema di corruzione e sfruttamento di donne, sfruttamento con naturali legami con la criminalità organizzata, anzi la criminalità organizzata è lo sfondo naturale di tutto quello che sta succedendo (è di li che nasce e inizia tutto) e c’è subito chi accusa di moralismo chi si sta sanamente indignando. Accusano di moralismo perchè accusare il megasfruttameno feudale di queste donne magari potrebbe, chissà, sfiorare anche il movimento per i diritti delle prostitute (come se la minetti, ruby e la sara tomasi si leggessero i libri della corso e della crovi ;-). Addirittura c’è chi, come la zanicchi, giustifica il mattatoio privato di carne fresca e dà di … vegetariani a chi si indigna:-)
    Girano chili di droga ovunque, (qualcuno la mette pure di nascosto nei bicchieri di ragazze e ragazzine) 10 chili vengono pure trovati nella macchina della consigliera minetti mentre è in vacanza (e lascia la macchina alla cara vicina di olgettina) e berlusconi (ricordiamoci che è il presidente del consiglio) le fa dire di denunciare subito il furto della sua macchina, per prudenza, mentre l’altra signora dell’olgettina resta nell’appartamento di proprietà di berlusconi (non avesse a raccontare retroscena imbarazzanti). Ma se qualcuno si indigna per la droga in cantina e nella macchina, ecco che c’è lo sfigato che la sera magari si fa uno spinello che subito insorge e accusa di moralismo borghese gli indignati … insomma è lo stesso meccanismo che vediamo scattare per i condoni edilizi (ma anche fiscali), fatti dal potere per chi ha fatto grattacieli orridi sulle coste (quasi sulla battima), ma appoggiati a furor di popolo anche da chi deve condonare solo un proprio cesso in più ;-) . Berlusconi il suo sesto senso criminale e immorale, il suo uso volgare e predatorio, da macelleria, delle donne (sante e prostitute comprese) il suo sesto senso corruttorio del gusto e della cultura millenaria di un paese distrutto in una ventina di anni di culi tette e bocche rifatte, tutto questo gli italiani sembrano volerlo, sembra piacergli assai (è come la loro sfigata autobiografia non confessata) ecco perchè insorgono sempre ad accusare di giustizialismo e di moralismo (e di chissà cos’altro) chiunque per un attimo riesca a vedere chii veramente sia Al Porcone (quel ditone indegno che nessuno osserva più perchè troppo occupato a guardare la luna) . Sono i milioni di distinguo, che inquinano la penisola, che stanno tenendo in vita il berlusconismo da quasi vent’anni … è la phronesis atrofizzata degli italiani che ci sta distruggendo quello straccio di democrazia conquistato con lacrime e sangue
    bleah.

  108. stalker il 9 febbraio 2011 alle 11:10

    “L’amore è gratis, si può fare in quanti e come si vuole. Anche vendersi è lecito. E’ l’acquisto all’ingrosso, della società intera, che fa schifo.”

    Concita De Gregorio, la moralista ;-)

    http://concita.blog.unita.it/suore-e-puttane-1.270899

  109. la funambola il 9 febbraio 2011 alle 11:35

    ma che stai a pontificare georgia?
    ci dai lezioni di indignazione?
    a che titolo?
    ma sai leggere quello che scrivono gli altri?
    i fatti che racconti sono lì da vedere e solo un corrotto/a potrebbe non vederli e accampare cavillumi per giustificarli
    bona!
    fino qui siamo tutti d’accordo
    anche perchè è facile esserlo non ti pare
    dopodichè l’appello che ho riportato sopra è pieno di retorica a buon mercato e se questi sono i presupposti per la presa di coscienza delle donne, se questo appello è il punto di arrivo delle donne io francamente sono costernata e rispondo con un vaffanculo non ci sto e dopodichè l’uso strumentale che si fa delle donne da parte dell’opposizione per far cadere berlusconi mi fa pena e mi pone delle serie domande, dopodichè che le donne si facciano usare da un potere fallocratico destro o sinistro mi fa venire il sangue agli occhi, dopodichè sono la prima a dire alle donne di smetterla di fare le vittime e di piangersi addosso e di spacciare per libertà ed emancipazione la vendita del proprio corpo……………………………………………………. dopodichè georgia mi hai veramente rotto i coglioni
    la fu

  110. Alan Fard il 9 febbraio 2011 alle 11:38

    thanks, georgia

  111. georgia il 9 febbraio 2011 alle 12:11

    fino qui siamo tutti d’accordo
    anche perchè è facile esserlo non ti pare

    No, non è facile, non sono per niente daccordo che sia facile, anzi direi impossibile visto che:
    – manifestare davanti ad Arcore è da cretini (per alcuni da terroristi violenti) come era da cretini fare i girotondi e simili
    – al palasharp c’era il culturame con la fuffa e la fifa di perdere centralità nella società
    – raccogliere firme è inutile perchè i governi non cadono per questi motivi. Io più che altro in italia non ho mai visto cadere un governo di destra perchè a sinistra sono specializzati SOLO nel far cadere quelli di centrosinistra ;-)
    – andare alla manifestazione del 13 non è consigliato, perchè là c’è un branco di moraliste oscurantiste e forse pure con famiglia e pargoli … ergo una “cattiva” ragazza che si rispetti deve andare ovunque, ma NON lì, e che diamine …. siamo donne-donne mica caporalesse;-)

  112. maria il 9 febbraio 2011 alle 12:35

    raccogliere firme è inutile perchè i governi non cadono per questi motivi georgia

    Scrivo perchè sono io che ho sollevato questa questione, sì lo ripeto chiedere le dimissioni di un governo attraverso 10 milioni di firme è mossa disperata che denota debolezza politica e mancanza di strategia, e del resto è fin troppo facile dirlo se a ridosso di possibili eventuali elezioni il centro sinistra non ha ancora deciso quali saranno le sue alleanze e i punti fondanti del suo programma di governo.

  113. la funambola il 9 febbraio 2011 alle 12:53

    ti dà fastidio che le persone accendano il cervello?
    ti dà fastidio che alcune persone leggano la storia da una prospettiva diversa dalla tua e si facciano due domande su pratiche che hanno lasciato immutata la sostanza del potere?
    ti stizzisce che si osi approfondire, criticare, analizzare, proporre dopo aver fatto decantare l’indignazione?
    ci vuoi fare un decalogo tu delle cose che si devono o non si devono pensare?
    ma che cazzo stai dicendo? :)

  114. Larry Massino il 9 febbraio 2011 alle 13:10

    Lottare per la dignità invece che per la libertà è un brutto segno, mettetela come volete, in linea con i disegni oscurantisti del papa tedesco, politicamente suicida. Era meglio manifestare con lo slogan: BERLUSCONI QUANTO CI STAI SUL CAZZO!

  115. lucia cossu il 9 febbraio 2011 alle 13:14

    Ci riprovo perché evidentemente proprio non son stata chiara per alcuni: ho solo detto di non confondere il piano privato da lasciarsi completamente libero anche da pensieri di giudizio (e se non si verrà accusati di moralismo o altro e andrà bene così) salvo reati secondo la nostra legge e il piano della politica e del modo di ottenere incarichi e poteri. Solo di non confondere, mentre il minetsrone fa bene a chi le regole democratiche non le rispetta. (poi mi urta chi pontifica sul senso del vendersi etc.)

  116. georgia il 9 febbraio 2011 alle 13:31

    a ridosso di elezioni?
    dubito, dubito fortemente ;-)
    è più facile che cada berlusconi (ma non ora) perchè ormai impresentabile anche per loro, e che poi la maggioranza si ricompatti intorno ad un altro (magari la lega proporrà Lele Mora come lo ha proposto per il lido di venezia)…
    alleanze? ma … l’alleanza a sinistra sembra una chimera al momento, del resto hai visto che a sinistra-sinistra, addirittura dopo poco che avevano festeggiato una unione (tutto l’abarandan per unire rifondazione, diliberto e salvi), siamo di nuovo di fronte ad una scissione … 1000 escono da rifondazione per compattarsi intorno a diliberto (ma forse poi rientreranno e bla bla) … A me la sinistra che un tempo era chiamata radicale mi sembra ormai diventato il criceto in cammino che gira a vuoto nella ruota
    Non so quindi se sarebbe possibile fare ora un programma e una alleanza seria … i distinguo sarebbero un catalogo kilometrico ;-)

  117. georgia il 9 febbraio 2011 alle 13:34

    Era meglio manifestare con lo slogan: BERLUSCONI QUANTO CI STAI SUL CAZZO

    certo … per te che sei cazzocentrico ma per noi sinceramente la vedo più complicata … rischiava di assumere tutt’altro significato;-)

  118. georgia il 9 febbraio 2011 alle 13:38

    ho solo detto di non confondere il piano privato

    non so di quale piano privato parli …ma se è quello di berlusconi, beh NON esiste alcun piano privato, è tutto terribilmente pertinente alla sfera pubblica e ai suoi ruoli istituzionali (compreso il controllo e l’uso della rai).
    I suoi palazzi poi sono usati per ricevere capi di stato stranieri e pure i sindaci italiani, ergo NON hanno più nulla di sfera privata.

  119. maria il 9 febbraio 2011 alle 13:54

    georgia,
    ho scritto:

    “a ridosso di possibili eventuali elezioni” visto che nessuno potrebbe scommettere sulla fine naturale della legislatura e comunque sia la mia osservazione non era di tipo temporale ma di sostanza politica.

    La mancata scelta delle alleanze poi non si spiega solo con le turbolenze della cosiddetta sinistra radicale ma anche con quelle all’interno del pd diviso tra ipotesi centriste (casini) e sinistra (vendola) .

  120. georgia il 9 febbraio 2011 alle 14:00

    ti dà fastidio che le persone accendano il cervello?

    accendere i cervelli? poffarbacco! … ma è il mio sogno da sempre che tutti accendano il cervello, ma … non basta pigiare sull’interruttore a comando e quando fa comodo.
    … pigia pure sull’interruttore … ma non gasarti …. mica si può pensare di avere la visuale di un’aquila se si vola all’altezza del padulo;-)
    … io ad ogni modo sono tera tera e mi basta la luce di una lucciola, quindi evita di farmi troppa luce dalle tue altezze ;-)…

  121. georgia il 9 febbraio 2011 alle 14:05

    maria, poi la finisco qui perchè siamo OT, il pd, per coma la vedo io, prenderebbe tutti (del resto ormai è chiaro: o tutti o berlusconi) ma casini non vuole vendola e di pietro, vendola non vuole casini e fini (che ormai è nel terzo polo di casini), la sinistra radicale non vuole nessuno …. parlare di alleanze e programmi a me sembra come credere a babbo natale.

  122. la funambola il 9 febbraio 2011 alle 16:34

    accendere i cervelli? poffarbacco! … ma è il mio sogno da sempre che tutti accendano il cervello, ma … non basta pigiare sull’interruttore a comando e quando fa comodo.
    … pigia pure sull’interruttore … ma non gasarti …. mica si può pensare di avere la visuale di un’aquila se si vola all’altezza del padulo;-)
    … io ad ogni modo sono tera tera e mi basta la luce di una lucciola, quindi evita di farmi troppa luce dalle tue altezze ;-)…

    fai la maestrina dalla penna rossa, polemizzi alla cazzo, fai del sarcasmo gratuito e dell’umorismo da oratorio, non leggi i pensieri degli altri distribuisci i tuoi patetici patentini…
    sei volgare e sgradevole
    :)
    la fu

  123. helena il 9 febbraio 2011 alle 18:59

    Bene, sono contenta che Covre e altre vadano in piazza…Con tutti i possibili limiti: è un’occasione.

  124. georgia il 9 febbraio 2011 alle 20:06
  125. georgia il 9 febbraio 2011 alle 20:07

    scusate non ho chiuso il link e quindi ho fatto un macello
    eccolo

  126. gina il 9 febbraio 2011 alle 20:29

    helena
    sono stata ben attenta( è il mio mestiere) e sin dall’inizio, e pure pia mica è una novizia e pure le sodali universitarie. mica novizie. Limiti de che?

  127. la funambola il 9 febbraio 2011 alle 21:23

    gina ed helena volete condividere le vostre esternazioni :)
    che sono? messaggi cifrati? :)
    georgia,non ti incaponire a provocare, orsù!
    baci
    la fu

  128. carmelo il 9 febbraio 2011 alle 22:57

    «I comportamenti di Berlusconi non hanno niente a che vedere con la liberazione sessuale. Usa il potere e i soldi per rimediare a un erotismo povero e per convincere gli italiani della sua presunta forza»
    Erica Jong – http://espresso.repubblica.it/dettaglio/jong-%C2%ABquesto-e-stupro-sociale%C2%BB/2143993

    Davvero tutto da ridere: l’italia paese all’avanguardia in tema di liberta sessuale e diritti civili grazie all’esemplare comportamento del premier purtroppo ostacolato da una sinistra e da una magistratura che oltre ad essere ovviamente bolsceviche son oanche puritane e moraliste.
    si potrebbe proporre di adattare una parte di montecitorio, con tanto di dirette televive, a luogo di incontro di donne (che aspirano a ricoprire incarichi pubblic, i politici ) che offrono le loro grazie (in nome della libertà e contro ogni moralismo e a seconda della qualità delle loro prestazioni (se sono minorenni meglio ancora) ovviamente verranno loro offerti a furor di popolo ruoli di responsabilità nella pubblica amministrazione o nel parlamento e perfino nel governo.
    Il mondo ci guarda e ci invidia !!!

  129. helena il 10 febbraio 2011 alle 08:30

    Limiti della focalizzazione su Berlusconi. Della strumentalizzazione inevitabile, perché andare in piazza è un atto politico. Noi abbiamo dei partiti d’opposizione così deboli che si attaccano a tutto che possa far loro da stampella o cinghia di trasmissione. E purtroppo, per venire fuori, non c’è che da votare o uno o l’altro. Ma spero che questa mobilitazione possa servire alle donne di questi partiti, più marginali persino di quelli di destra (mi pare), a farsi valere con più forza. E spero soprattutto che sia un’occasione perché molte donne che in piazza non sono mai andate o ci sono state l’ultima volta trent’anni fa, possano lì trovare o rafforzare la consapevolezza che esiste un problema collettivo che le riguarda. Un problema di diritti negati che accomuna la madre e casalinga alla prostituta e tutte le altre.

  130. lucia cossu il 10 febbraio 2011 alle 16:21

    Helena, scusami, ma ci voleva Berlusconi e Ruby e la Minetti per rendersi conto dei diritti negati?
    Il piano privato e io trovo razzista è questo confondere il discorso politico dai propri personali gusti e lasciarsi andare a elogi del non reggiseno del quale non si può fare a meno se si è abbondantemente rifornite e vari giudizi sul vendersi rifarsi, mostrarsi e arrivare al pettinarsi basterebbe poco. Di cosa parliamo? Di sociologia e del perché gli umani ancora desiderino prostituzione e pornografia o sesso vario in vario modo oppure del nostro capo del governo e dei suoi ministri e dei metodi di ottenere cariche politiche? E se discutiamo di questi metodi si deve inveire e far battute sulle belle e procaci e sulle donne che ancora si mercificano e la società che lo permette? Abbiamo bisogno delle prostitute per sperare che cada Berlusconi? Un’opposizione che si basa su questo mi pare poca e pigra cosa e non tanto più interessante del Berlusconi stesso e non mi fa gioire se cade il governo motivi di questo tipo. E si potrebbe capire che son le donne che con queste battute sulle tette rifatte a ridursi da sole a carne da giudicare invece che assumere quello che sono lasciandolo nel margine che una discussione su altro prevede, invece che avere questa debolezza di richiamarsi sempre al loro genere. Credo di avere detto in ogni modo a me possibile, sarò ermetica e incomprensibile, ma vorrei sapere dove ho detto che approvavo il metodo attuale di governo e definizione dei criteri per ottenere incarichi: dove?

  131. georgia il 10 febbraio 2011 alle 17:14

    cara lucia ma …è berlusconi che ha fatto una gran marmellata di tutto questo … difficile parlare di lui limitandosi alla sola politica (ma dov’è l politica da un decennio a questa parte?) … abbi pazienza, una volta caduto vedremo di disintossicarci, ma prima … leviamocelo di torno e non andiamo tanto per il sottile ;-)

  132. enrico dignani il 10 febbraio 2011 alle 17:26

    2007 correva l’anno
    Le quote rosa

    In giro si pensa
    che le signore in Parlamento,
    superfighe escluse,
    abbiano lasciato i linguaggi
    impegnativi e concreti
    del loro utile
    mediocre margine di scolarizzazione,
    per i linguaggi oscuri e furbetti
    o addirittura disonesti
    della politica, si dice in giro .
    Qualsiasi cosa
    dicano le femmine
    io la intendo
    autorizzata al qualsiasi,
    le forzature al buonsenso
    a credito
    per loro
    vanno intese infinite.
    Lampo giallo bianco!

  133. lucia cossu il 10 febbraio 2011 alle 17:37

    e invece è proprio il rifare il sottile e tenere i piani separati e civilmente e costituzionalmente separati a farci forse ritrovare democratici e civili.

  134. helena il 10 febbraio 2011 alle 17:41

    Lucia, non c’è l’avevo con te e con nessuna/o. Condivido il tuo senso di fastidio per certi discorsi, anche per i modi in cui le ragazze di Arcore sono sbattute in prima pagina e per come giornalisti perloppiù maschi (ma non solo) ne parlano. So bene che tutto questo è utile per ridurre tutto a una questione un po’ oscena e un po’ ridicola, come fa comodo a chi si sfruttare lo stato delle cose o ci si accomoda. Però. Se il governo cadrà perché il suo capo è accusato di aver fatto sesso a pagamento con una minorenne e aver cercato di trarsi dai casini tirandola fuori dalla questura con la palla di Mubarak, va bene. Non solo perché va bene qualsiasi cosa, ma perché in qualsiasi democrazia normale un premier si sarebbe già dimesso alla prima ipotesi di questo genere che fosse diventata di dominio pubblico (e pure questo non sarebbe nulla di eccezionale).
    Ma non è questo il punto. La mobilitazione di domani è per me, come ho già scritto, un occasione in cui le donne possono trovarsi, contarsi, contarsela. Donne diverse e del fatto che ci siano pure Covre e Corso, con gli ombrelli rossi, sono felice. Non ci voleva questo per capire come siamo messe, a quali diritti ci è negato o ostacolato sempre più l’accesso. Ma siamo fin troppo capaci di sopportare e spesso l’arrabbattarsi ciascuna nel suo quotidiano, fa il resto. Non credo che la manifestazione di domani possa essere uno strumento per far cadere il governo, né lo vorrei. Io vado in piazza per le donne, per noi, non contro Berlusconi (e tantomeno contro Ruby e le altre).

  135. georgia il 10 febbraio 2011 alle 17:56

    si non è bello parlare di donne come se ne parla in questo momento (magari neppure di uomini ergo dovremmo dire cose carine e soavi anche su stracquadanio, sacconi, sallisti e via dicendo), pensavo come voi, ho resistito nel caso della carfagna, ma poi … poi le gnocche candidate (e candidande) sono diventate così tante e in maniera talmente arrogante e offensiva che non ce la faccio più a fare la lady ;-) preferisco dire quello che penso. E preferisco tenere i miei apprezzamenti per chi se li merita e non solo perchè una è una donna ad ogni modo se davvero berlusconi stavoltà dovrà andarsene un piccolo grazie alla nipotina di mubarak lo formulerò pure io ;-)

  136. helena janeczek il 10 febbraio 2011 alle 17:59

    Sono del resto d’accordo con te e con tutti quelle/i che hanno fatto questo distinguo. Il punto critico è lo scambio di favori. Sesso per una parte nelle tv del premier o dello stato. O per cariche pubbliche. Che fa il paio con le pratiche di corruzione dei politici maschi. (Ma il prezzo richiesto alle ragazze è assai più sgradevole, per usare un eufemismo, e questo mi fa incazzare).

  137. stalker il 10 febbraio 2011 alle 18:21

    sinceramente sono anche rattristata che delle ragazze non troppo “strutturate” pare siano passate in un trita carne…la carne fresca, appunto [cit Iva Zanicchi].
    la Tommasi pare fuori come come un balcone, sembra uscita da un crash test, a furia di passare tra le mani di simili gentaglia.
    a me fa pena, non riesco a buttarle pietre addosso.
    http://www.youtube.com/watch?v=yWSrm4bUIbM

  138. stalker il 10 febbraio 2011 alle 18:25

    e proprio per questo sono incazzata con ominicchi come quelli di cui stiamo parlando, e della lotta politica non me ne frega niente in questo momento.
    già dargli uno status di uomini politici porta fuori strada.
    questi sono un’accolita di puttanieri, mafiosi, pidduisti, alquanto laidi e ripugnanti. il “potere” più biego e schifoso. una metastasi.

  139. lucia cossu il 10 febbraio 2011 alle 18:37

    che si debba dimettere se c’è il reato che gli viene ascritto per una minorenne è ovvio e normale in una democrazia, come avrebbe già dovuto fare per molti altri motivi, e anche il mai dimenticato conflitto di interessi che dovrebbe renderlo non possibile come politico, ma il mio fastidio è per questo tono che di novo stalker ha per le povere ragazze che non hanno strutture come se stalker stessa le avesse, è lo stesso tono che mi ha tenuta ben lontana dalla Casa delle donne di Roma dopo un’assemblea per lottare contro la riforma Tarzia: ovvero il senso di comprensione e sufficienza e giudizio che ci si pemette rispetto a comportamenti che non si approvano ma si crede di capire in toto, come la banalizzazione del povero uomo che va con le prostitute, o dello squallore del fruire di pornografia o dell’invalido che o è poveretto oppure lui si che sa quali sono i veri valori della vita e potrei continuare a lungo. E’ il tono di superiorità saccente rispetto a certe cose che mi urta, non ci trovo rispetto e uguaglianza civile.

  140. georgia il 10 febbraio 2011 alle 18:40

    si la tommasi sembra sbarellata in quel’intervista, però non dimenticare il consiglio che berlusconi ha dato a ruby (e sicuramente non solo a lei) cioè di fare la pazza, dire un sacco di cose e il contrario di tutto … un po’ come fa lui in politica così nella marmellata totalitaria nessuno è più colpevole, sono solo tutti banalmente matti … ecco perchè io mi rifiuto di difendere, non il genere femminile, ma bensì la corporazione delle donne … alle difese singole passeremo dopo se occorrerà (e occorrerà), oggi ognuno si assuma le proprie responsabilità donna o uomo che sia … poi ora vi fo innoridire, ma …come faccio a considerare la santanchè (faccio un nome a caso) una donna da difendere? …tutto ha un limite anche la solidarietà di specie ;-)

  141. stalker il 10 febbraio 2011 alle 18:56

    @giorgia, io a una come la santanchè, forse arriverei a prenderla a schiaffoni, come una vera vajassa! ;) è esattamente la donna che mi fa schifo, al di là del genere, proprio come essere umano.

    @lucia, per “stutturata” intendo avere un minimo di testa e di dignità, e un briciolo di intelligenza, (non ne serve tantissima), per non cedere a certe scorciatoie, e non cadere in simili trappole, come forse fare le pazze (è un’ipotesi georgia). se mi trovi saccente e retorica che ti devo dire? ma ne farò una ragione.

  142. georgia il 10 febbraio 2011 alle 18:56

    giudizio che ci si permette rispetto a comportamenti che non si approvano

    ma qui non si tratta di generici comportamenti che non si approvano :-))), ma dai …
    Qui si tratta di ben altro … il problema del berlusconismo dilagante è proprio la nostra indotta e ormai cronica incapacità di saper distinguere il limite tra libertà individuale (e anche privacy) e i doveri politici. Mettere sullo stesso piano il corruttore berlusconi che candida prepotentemente il suo harem nelle istituzioni e il pover’uomo a cui piace, o che è costretto, ad andare a prostitute, lucia è grossa davvero ;-). Per me sono cose diametralmente opposte. Poi non vorrei dire ma è anche un grosso problema politico perchè berlusconi usa (e fa usare ai suoi amici) le ragazze dello spettacolo (o aspiranti tali) a proprio uso e consumo … questa è corruzione e non comportamento non approvato da 4 moralisti ;-), anzi secondo me il vero moralismo passa proprio dalla difesa di simili metodi di potere. Poi chiaro che giudico anche le ragazze … anche se riconosco che entrate in un simile gorgo di soldi e potere la capacità di scegliere va a farsi friggere.

  143. Larry Massino il 10 febbraio 2011 alle 19:06

    Coniglie da pelare per @helena janeczek

    Con la solita franchezza dice di essere seccata per i modi in cui le ragazze di Arcore sono sbattute in prima pagina (purtroppo lo fa in particolar modo Conchita, della quale sono pure disciplinato suddito nel suo blog…). Dice anche che non scenderà in piazza per fa cadere B. Brava anche per questo. Dice di essere contenta che in piazza ci saranno anche le prostitute più impegnate d’Italia. Bene, tutto questo è bene. Ma la sua intelligenza, però, non spiega ancora l’ingenuità dei promotori della manifestazione, che non capiscono che è suicida appellarsi alla dignità dei cittadini, che non capiscono che siamo quasi nel tremila e non ci può proporre al popolo progressista brandendo i vergognosi contenuti moralistici del manifesto già citato. Sopraditutto la sua intelligenza, helena, non risolve i quesiti secondo me principali: quale spazio politico veramente progressista produrrà questa manifestazione? Quale plusvalore di libertà? Cioè, di quanto, da lunedì, lo schieramento avverso a questo governo aumenterà la propria capacità attrattiva verso elettori assenteisti o addirittura appartenenti allo schieramento contrario?

  144. stalker il 10 febbraio 2011 alle 19:10

    e poi, se passa che il privato è privato e il pubblico è pubblico, e la privacy e ognuno a casa sua…. e i suoi gusti sessuali….parlando di questa merda, continua il gorgo che ci sta risucchiando, e di questo passo, una vera opposizione che lo batta POLITICAMENTE, non l’avremo mai!
    intanto questo – secondo me – malato mentale, ci ha intossicati fin troppo.
    ormai siamo al delirio: sono un uomo ricco che avrebbe potuto costruire ospedali…
    non ho ancora capito se siamo ancora nella farsa o siamo già nella tragedia.

  145. georgia il 10 febbraio 2011 alle 19:12

    e io trovo razzista è questo confondere il discorso politico dai propri personali gusti e lasciarsi andare a elogi del non reggiseno del quale non si può fare a meno se si è abbondantemente rifornite

    chiariamo lucia, nessuno nè io, ne gina, nè eco si è lasciato andare ad elogi su reggiseno sì, reggiseno no (non cadiamo così in basso dai):-)))))
    E’ solo stata una serie di battute: Eco che dice che fa più rumore un reggiseno che cade che un articolo di fondo. Gina dice che i reggiseni sono stati bruciati svariati anni fa, io dico che sono ritornati (nessun elogio e nessuna critica) a cui aggiungo la battuta che chi si è rifatto il seno alcune misure sopra è costretto a portare il reggiseno (almeno penso) e qui sì c’è da parte mia un pizzico di moralismo e di autentica rabbia. Non ho nulla genericamente contro chi si rifà il seno, o altro, nuovo (e ha i soldi per farlo, vedi la sandrelli che è riuscita ad essere ancora più bella se era possibile) ma ho invece parecchio contro chi “obbliga” ragazze giovanissime a farlo, e pensavo a berlusconi che ha pagato interventi al seno, sedere e bocca a noemi (anni 19) beh secondo me qui siamo quasi nel reato di violenza (incitazione alla distruzione psichica): una bella ragazza di diciannove anni indotta farsi una volgare gigantesca boccona solo per essere la perfetta galatea sognata da Al Porcone …. beh, se è moralismo il mio … ne sono fiera ;-)

  146. maria il 10 febbraio 2011 alle 19:29

    un articolo di alfonso berardinelli sui maschi laici di sinistra

    http://www.ilfoglio.it/soloqui/7691

  147. georgia il 10 febbraio 2011 alle 20:01

    su AMISnet il commento audio di Maria Pia Covre

    da QUI

  148. helena il 10 febbraio 2011 alle 20:10

    Larry, chi sono io secondo te? La maga maghella? La prima ipotesi è che sul piano immediato della politica non cambi: niente. A smuovere il Pd , in primis, dal suo letargo autoreferenziale non so che cosa ci vorrebbe. Questi gongoleranno per un giorno e poi andranno avanti come prima, a non dare spazio ai giovani e solo alle solite quattro donne. Magari quelli di Sel, già più sensibili, ci saranno più attenti. Magari fra quelle/i che scenderanno in piazza o che vedranno in tv l’esistenza di una prostesta vasta, questo servirà a sentirsi un po’ più coinvolti e superare lo schifo quando si andrà a votare. Ma spero che a trascinarli al seggio sia soprattutto la consapevolezza che se Berlusconi e Lega vincono ancora una volta, noi tutti non usciremo più dalla merda. Però anche lì sarà tutto da vedere e dipenderà dal come e dal quando.
    Ma esitono processi culturali (in senso lato, e in questo senso anche politici) che agiscono senza risultati immediati. E dato che la nostra politica è tutta da rivedere profondamente, ma altre strutture partitiche finora non ci sono, spero che da queste aggregazioni di cittadine e cittadine prive di rappresentanza (studenti, donne, lavoratori, ecc), possa alla lunga venire fuori qualcosa che imponga dei cambiamenti. Cosa necessaria a prescindere da Berlusconi ecc.

  149. la funambola il 10 febbraio 2011 alle 20:12

    a margine@lucia

    donne o uomini che scelgono liberamente di vendere il proprio corpo per denaro o per favori o per privilegi o per far carriera per incarichi pubblici o per sa il cazzo:) cosa non si possono definire povere/i ragazze/i!
    non cadiamo, nella fattispecie, nell’autocommiserazione di genere lucia :) ( con affetto nè)
    queste sono scelte che attengono al personale e ognuno/a gestisce e usa la propria sessualità come crede
    non si spacci però la possibilità legittima di vendere il proprio corpo per una conquista di libertà e di emancipazione
    la donna che sceglie liberamente di erogare prestazioni sessuali a pagamento, avvalla e perpetua, nonostante sè e la sua presunta libertà, gli assetti di dominio maschile della società, dominio violento e “immorale”
    dissento in modo “rigoroso” riguardo la leggerezza con la quale si liquida la questione della prostituzione
    che poi la prostituzione delle menti sia pratica diffusa e trasversale e riguardi uomini e donne è anche quella una bella storia infinita e ricca di sfumature:) che però non posso affrontare perchè ho da far di cena:)
    baci
    la fu

  150. helena il 10 febbraio 2011 alle 20:19

    Maria, Berardinelli dice quattro banalità che magari avrebbero un qualche senso se le avesse pubblicate sull’Unità, Repubblica o da quelle parti. Fare le pulci o “l’ospite ingrato”. Lì, sul Foglio, fa una figura miserevole. Quello di chi si presta al gioco. Del venduto, se preferisci.

  151. Larry Massino il 10 febbraio 2011 alle 21:49

    Anche del prostituto. Però la sua argomentazione è intelligente assai, mica più banale di quella di chiunque altro… E utile, perché tende a smascherare i veri motivi del momentaneo risentimento antiberlusconiano. Vabbè, magari con Belardinello voi di NI ci avete il dante avvelenato per vecchie polemiche culturali… Saranno fatti vostri?!

    Ps: Lucia Annunziata ha appena detto da Santoro che le ragazze di Arcore sono dei miti. Diciamo che è squallida pure lei?

  152. gina il 11 febbraio 2011 alle 07:11
  153. helena il 11 febbraio 2011 alle 10:44

    Larry, l’ho riletto e in effetti qualche spunto interessante ci sarebbe. Per esempio il tirare in ballo il concetto di double-bind. Il problema è che quel pezzo mette insieme troppe cose, non le sviluppa, e per questo restano generiche e ambivalenti. Con tali caratteristiche poi, lì sul Foglio, il discorso si riduce al solito: anche quelli di sinistra sono uguali, solo più impotenti (nomen omen)e dunque ipocriti. Che oltre a rappresentare la linea Ferrara, è di nuovo puro moralismo opposto e speculare e quindi la cosa che manda in scacco qualsiasi pensiero politico.
    Se le avesse rivolte a sinistra, magari in modo più articolato, sarebbe stata un’altra cosa.
    Grazie, gina….belle teste e facce:-)

  154. helena il 11 febbraio 2011 alle 10:47

    Ah, e nessun problema da parte mia con Berardinelli…

  155. maria il 11 febbraio 2011 alle 12:33

    helena,

    vedo che hai postato un commento più meditato sulla presunta ovvietà di berardinelli che come tu stessa riconosci ha invece colto alcuni discutibili aspetti della politica di sinistra.

    Il fatto che certi spunti non risultino approfonditi non ti autorizza però a utilizzare l’antico e detestabile concetto politico di “venduto”.
    maria

  156. georgia il 11 febbraio 2011 alle 12:49

    più che altro il pezzo di berardinelli è molto confuso, sembra quasi che l’articolo originale abbia subito dei tagli … mancano connessioni, insomma tutto sommato io lo preferisco di gran lunga quando parla di letteratura in politica ha questo leitmotiv ossessivo di dover dire sempre “ma anche la sinistra” che non gli fa onore.
    A me farebbe piacere che quando si critica berlusconi e la destra NON ci si sentisse in dovere di tirare sempre in ballo la sinistra, persino la crove quando critica la legge berlusconiana contro la prostituzione aggiunge …. ma anche la sinistra… Qualcuno quando gli cade la frittata girandola, o gli sbava lo smalto sull’unghiona, esclama subito Ma anche la sinistra ….
    Che tormentone ragazzi … ha ragione saviano di questo sistema retorico (imposto da berlusconi) NON se ne può più. Vogliamo criticare la sinistra? benissimo, del tutto legittimo e pure doveroso, ma non solo come chiusa obbligatoria, come finale retorico di ogni discorso su berlusconi ;-)
    Tra l’altro quando si parla male di federalismo si tira sempre fuori la storia che PERO’ il titolo V fu cambiato dalla sinistra …. non si capisce cosa ci azzecchi, però certo che quando è venuto fuori che il diritto di decidere sul nucleare (grazia a quel piccolissimo cambiamento) è delle regioni e non dello stato … nessuno si è ricordato di dire che è solo grazie a quel piccolo cambimento che oggi la destra non ci metterà le centrali nucleari, per vendetta, nelle regioni che non votassero a maggioranza berlusconi ;-). Nessuno lo dice perchè a dirlo si potrebbe passare anche per sinistri e non mi sembra proprio il caso con l’aria che tira …. meglio continuare a dire come un mantra …. Ma anche la sinistra ;-)

  157. helena il 11 febbraio 2011 alle 14:38

    Maria, ero incazzata. Ma dimmi tu: che cosa fa Berardinelli quando dice quelle cose sullo stesso giornale in cui lo stesso giorno o il giorno dopo, Berlusconi parla di persecuzione in stile Stasi e dice che lui, il capo del governo, farà causa allo stato? Di chi sta facendo il gioco?

  158. maria il 11 febbraio 2011 alle 18:32

    helena,

    non posso risponderti perché ho molto a noia, proprio in senso politico culturale, la vecchia questione “del fare il gioco di qualcuno”, tale domanda , voglio dire, non aggiunge mai nulla al merito delle cose ,ovviamente esclusi i casi proprio manifesti tipo sallusti, santanchè ed altro vario ciarpame.

    Ma andiamo oltre:-), io domenica ci sarò come te e tante altre.

  159. gina il 11 febbraio 2011 alle 19:57
  160. helena janeczek il 11 febbraio 2011 alle 20:53

    Certo, maria. E’ giusto che si entri nel merito delle cose, sempre e comunque. E ho cercato di farlo. Poi per me il senso di un discorso cambia, a seconda degli interlocuturi ai quali lo rivolgo.
    Pace, sorelle. E speriamo che abbia ragione la Gina….che al prossimo che viene gli tiri l’alluce. Magari valvo.

  161. la funambola il 11 febbraio 2011 alle 22:42

    grazie ginetta :)
    avrei una smiliardata di cose da dire ma comincio a sviluppare una preoccupante insofferenza anche nei confronti delle mie sorelle di sangue
    mi faccio una cannetta :)
    baci
    la fu

  162. gina il 12 febbraio 2011 alle 08:52

    (helena: penserai mica che si limiterà a cercare di infilarlo in una scarpa, L’ASSE TERRESTRE:)



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