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	Commenti a: Pubblico e poeti: una svolta civile?	</title>
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		<title>
		Di: Workshop &#8220;Pubblico e poeti: una svolta civile&#8221;. Voltana di Lugo (Ravenna), 27 Maggio 2011. &#171; La Ginestra		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2011/02/03/pubblico-e-poeti-una-svolta-civile/#comment-149532</link>

		<dc:creator><![CDATA[Workshop &#8220;Pubblico e poeti: una svolta civile&#8221;. Voltana di Lugo (Ravenna), 27 Maggio 2011. &#171; La Ginestra]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 29 Mar 2011 09:47:15 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[[...] https://www.nazioneindiana.com/2011/02/03/pubblico-e-poeti-una-svolta-civile/ https://www.nazioneindiana.com/2011/02/05/pubblico-e-poeti-una-svolta-civile-parte-seconda/ [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>[&#8230;] <a href="https://www.nazioneindiana.com/2011/02/03/pubblico-e-poeti-una-svolta-civile/" rel="nofollow ugc">https://www.nazioneindiana.com/2011/02/03/pubblico-e-poeti-una-svolta-civile/</a> <a href="https://www.nazioneindiana.com/2011/02/05/pubblico-e-poeti-una-svolta-civile-parte-seconda/" rel="nofollow ugc">https://www.nazioneindiana.com/2011/02/05/pubblico-e-poeti-una-svolta-civile-parte-seconda/</a> [&#8230;]</p>
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			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Vetrina dei poeti 6: Francesco Terzago, &#8220;&#8230;nell&#8217;ombra: della gente&#8230;&#8221; &#171; La Ginestra		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2011/02/03/pubblico-e-poeti-una-svolta-civile/#comment-148773</link>

		<dc:creator><![CDATA[Vetrina dei poeti 6: Francesco Terzago, &#8220;&#8230;nell&#8217;ombra: della gente&#8230;&#8221; &#171; La Ginestra]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 14 Mar 2011 17:12:16 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[[...] su Poetarum Silva; è tra i firmatari di una riflessione uscita su Nazione Indiana riguardante una Nuova poesia civile. Ha partecipato all&#8217;ultima edizione di &#8220;LuoghiDiVersi&#8221;; aderisce al progetto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>[&#8230;] su Poetarum Silva; è tra i firmatari di una riflessione uscita su Nazione Indiana riguardante una Nuova poesia civile. Ha partecipato all&#8217;ultima edizione di &#8220;LuoghiDiVersi&#8221;; aderisce al progetto [&#8230;]</p>
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			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Un esempio fuori dalla generazione: Fabio Franzin. &#124; Poesia 2.0		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2011/02/03/pubblico-e-poeti-una-svolta-civile/#comment-147165</link>

		<dc:creator><![CDATA[Un esempio fuori dalla generazione: Fabio Franzin. &#124; Poesia 2.0]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 10 Feb 2011 09:01:24 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[[...] da&#160; Pubblico e poeti: una svolta civile? [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>[&#8230;] da&nbsp; Pubblico e poeti: una svolta civile? [&#8230;]</p>
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			</item>
		<item>
		<title>
		Di: enrico dignani		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2011/02/03/pubblico-e-poeti-una-svolta-civile/#comment-147077</link>

		<dc:creator><![CDATA[enrico dignani]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 09 Feb 2011 08:08:41 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[no caro, io progredisco, spero sempre in un tabernacolo dove far mettere il mio spirito da una sacerdotessa teologa.Forse mi riesce di costruire una sociologia nuova pure per te. Ciao.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>no caro, io progredisco, spero sempre in un tabernacolo dove far mettere il mio spirito da una sacerdotessa teologa.Forse mi riesce di costruire una sociologia nuova pure per te. Ciao.</p>
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		<title>
		Di: enrico dignani		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2011/02/03/pubblico-e-poeti-una-svolta-civile/#comment-147040</link>

		<dc:creator><![CDATA[enrico dignani]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 08 Feb 2011 17:44:25 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Grazie Serti è quello che volevo sentirmi dire, le superfighe le temo ma mi piacciono, vorrei pattinare felice sui tuoi argomenti e non essere prigioniero di un mattino che non ne vale la pena, forse esistono, nel tuo sorriso bello e fresco siccome il mattino.
Se fossi intelligente, intelligente, intelligente, fino a tre: sarei come tutto ciò che funziona , che è bello come te.Ciao]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Grazie Serti è quello che volevo sentirmi dire, le superfighe le temo ma mi piacciono, vorrei pattinare felice sui tuoi argomenti e non essere prigioniero di un mattino che non ne vale la pena, forse esistono, nel tuo sorriso bello e fresco siccome il mattino.<br />
Se fossi intelligente, intelligente, intelligente, fino a tre: sarei come tutto ciò che funziona , che è bello come te.Ciao</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: enrico dignani		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2011/02/03/pubblico-e-poeti-una-svolta-civile/#comment-146901</link>

		<dc:creator><![CDATA[enrico dignani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 06 Feb 2011 20:04:47 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Si dovrebbero vedere 
ricchi poeti = ricchi nel senso in grado di manifestarsi, con risorse a carico della ricerca scientifica.
sbilanciarsi con metodo, =  chiara sorprendente efficacia
alzare la testa antiproiettile = chiara sorprendente resistenza
e deliberare risate aggreganti, = empatia contagiosa
laccate, profumate, esplosive,= coinvolgenti, sconvolgenti
una forza maieutica sistematica
contrattuale, guerriera. = metodo dialettico socratico, attiva, potenzia le virtù proprie e altrui
Un birichino mercimonio di sé
irresistibile, goloso,
senza nessun millantato credito.= modello di forza contrattuale persuasiva tipica delle procaci  belle donne.
Sono i libri di grammatica 
che lo chiedono.= accennano vagamente al poeta, come ad una possibilità di innocente puro spirito autorevole frutto del patrimonio della lingua.
C’è bisogno di cuori
grandi come elicotteri, = nel cielo pulsa il rumore dell’elicottero
in un cielo da imparare a memoria = da poter contemplare, analizzare, abitare come il prete fa con il suo breviario.
di paracadutate canzoni,
baci, poesie, = modalità ricreative aggreganti leggibili per tutti.
da far esplodere dove 
la vitalità è offesa. = al servizio della ragione.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Si dovrebbero vedere<br />
ricchi poeti = ricchi nel senso in grado di manifestarsi, con risorse a carico della ricerca scientifica.<br />
sbilanciarsi con metodo, =  chiara sorprendente efficacia<br />
alzare la testa antiproiettile = chiara sorprendente resistenza<br />
e deliberare risate aggreganti, = empatia contagiosa<br />
laccate, profumate, esplosive,= coinvolgenti, sconvolgenti<br />
una forza maieutica sistematica<br />
contrattuale, guerriera. = metodo dialettico socratico, attiva, potenzia le virtù proprie e altrui<br />
Un birichino mercimonio di sé<br />
irresistibile, goloso,<br />
senza nessun millantato credito.= modello di forza contrattuale persuasiva tipica delle procaci  belle donne.<br />
Sono i libri di grammatica<br />
che lo chiedono.= accennano vagamente al poeta, come ad una possibilità di innocente puro spirito autorevole frutto del patrimonio della lingua.<br />
C’è bisogno di cuori<br />
grandi come elicotteri, = nel cielo pulsa il rumore dell’elicottero<br />
in un cielo da imparare a memoria = da poter contemplare, analizzare, abitare come il prete fa con il suo breviario.<br />
di paracadutate canzoni,<br />
baci, poesie, = modalità ricreative aggreganti leggibili per tutti.<br />
da far esplodere dove<br />
la vitalità è offesa. = al servizio della ragione.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: enrico dignani		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2011/02/03/pubblico-e-poeti-una-svolta-civile/#comment-146900</link>

		<dc:creator><![CDATA[enrico dignani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 06 Feb 2011 20:03:12 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Si dovrebbero vedere 
ricchi poeti
sbilanciarsi con metodo,
alzare la testa antiproiettile
e deliberare risate aggreganti,
laccate, profumate, esplosive,
una forza maieutica sistematica
contrattuale, guerriera.
Un birichino mercimonio di sé
irresistibile, goloso,
senza nessun millantato credito.
Sono i libri di grammatica 
che lo chiedono.
C’è bisogno di cuori
grandi come elicotteri,
in un cielo da imparare a memoria
di paracadutate canzoni,
baci, poesie,
da far esplodere dove 
la vitalità è offesa.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Si dovrebbero vedere<br />
ricchi poeti<br />
sbilanciarsi con metodo,<br />
alzare la testa antiproiettile<br />
e deliberare risate aggreganti,<br />
laccate, profumate, esplosive,<br />
una forza maieutica sistematica<br />
contrattuale, guerriera.<br />
Un birichino mercimonio di sé<br />
irresistibile, goloso,<br />
senza nessun millantato credito.<br />
Sono i libri di grammatica<br />
che lo chiedono.<br />
C’è bisogno di cuori<br />
grandi come elicotteri,<br />
in un cielo da imparare a memoria<br />
di paracadutate canzoni,<br />
baci, poesie,<br />
da far esplodere dove<br />
la vitalità è offesa.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Luigi B.		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2011/02/03/pubblico-e-poeti-una-svolta-civile/#comment-146819</link>

		<dc:creator><![CDATA[Luigi B.]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 05 Feb 2011 18:28:56 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@ Matteo Fantuzzi: io non ho parlato di &quot;slam&quot; ma di &quot;slang&quot;, ovvero di un &quot;abbassamento del tono&quot; (vi prego, notate le virgolette!) del linguaggio poetico per arrivare a più persone. Ebbene: il lavoro che fa Franzin mi pare ecomiabile, ma questa è la SUA poetica, la SUA voce. E, a mio avviso, dire che tutti i poeti dovrebbero condividere lo stesso modo di fare poesia mi pare un approccio limitativo che riduce la poesia ad uno sforzo comunicativo più prossimo allo slogan pubblicitario che altro. Cosa che, se è uno sforzo e non una poetica come nel caso di Franzin o Bordini, rischia di diventare retorica moralista e bassissima dove tutti sono d&#039;accordo su tutto, si riconoscono e però continuano per la loro strada. Dov&#039;è qui il cambiamento? la reinvenzione? la definizione dell&#039;ogetto del discorso - e dunque del sogetto? come dice Bortolotti. Altrimenti a che serve la letteratura?
Io sono di quelli che pensano che se hai qualcosa da dire, un messaggio da dare e vuoi che lo riceva e ti comprenda il maggior numero di persone, bè: non scrivere una poesia, scrivi un saggio.
La poesia è evocativa, è evocazione pura. E l&#039;evocare è ben diverso che il descrivere.

@ Renata: chapeau!

@ Francesco et tutti: vorrei sottolineare l&#039;importanza di ciò che dice Renata nel suo primo commento. Se ho esplicitamente chiesto gli autori di successo, le nazioni preoccupate di poesia, le società più poetiche della nostra non era per rompere le palle ma per avere dei termini di paragnoe precisi. Affrontare una problematica così concreta solo sotto un punto di vista teorico non fa arrivare da nessuna parte. Bisogna considerare infiniti fattori che fanno di una società un popolo più vicino alla poesia o alla fisica quantistica.
Per quanto riguarda il sud america, per esempio, potrei dire che la facilità di penetrazione sociale della poesia in quella cultura è dovuto probabilmente ad una certa simbologia, ad una certa ritualità e ad una certa sottovalutazione dell&#039;ogettività cartesiana che quel popolo tuttavia possiede a differenza nostra e dell&#039;europa occidentale più sviluppata. Se ci mettiamo seriamente ad investigare le ragioni che favoriscono o ostacolano la permeabilità di una società alla poesia potremmo stare qui anni. Anche le condizioni metereologiche hanno la loro influenza. Quindi, tornando al mio primo commento, dico: va benissimo l&#039;approccio critico agli autori che avete proposto, ma per risolvere la questione del pubblico e della poesia mi pare sia necessario qualcosa in più di un linguaggio più semplice e più &quot;vicino&quot; alla gente.

No, Francesco, non c&#039;è bisogno di una laurea in astronomia per apprezzare il cielo stellato. Ma se tutti guardano sul blackberry, sfogliano twitter e viaggiano prevalentemente sottoterra potrebbero sorprendersi un giorno che sulla loro testa ci sono delle cose che brillano. Un po&#039; come la società astronauta di Wall-e (scusate ma non posso fare a meno di semplificare le cose con i primi esempi che mi vengono in mente).

Lo stesso vale per la musica. è una questione di esercizio, di pratica. L&#039;atteggiamento dell&#039;ascolto è una questione fin troppo sottovalutata. Tanto che Giovanni Allevi è considerato uno dei migliori giovani compositori, fa le colonne sonore dellla pubblicità della fiat e va a suonare a Londra. Certo non è Ennio Morricone, ma tu pensi che ci sia molta gente capace di accorgersene in autonomia? per di più con l&#039;I-pod nelle orecchie in metropolitana con il tipo che suona la fisarmonica mentre contemporaneamente leggi un libro? insomma, i fattori da considerare sono tanti...

Luigi B.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@ Matteo Fantuzzi: io non ho parlato di &#8220;slam&#8221; ma di &#8220;slang&#8221;, ovvero di un &#8220;abbassamento del tono&#8221; (vi prego, notate le virgolette!) del linguaggio poetico per arrivare a più persone. Ebbene: il lavoro che fa Franzin mi pare ecomiabile, ma questa è la SUA poetica, la SUA voce. E, a mio avviso, dire che tutti i poeti dovrebbero condividere lo stesso modo di fare poesia mi pare un approccio limitativo che riduce la poesia ad uno sforzo comunicativo più prossimo allo slogan pubblicitario che altro. Cosa che, se è uno sforzo e non una poetica come nel caso di Franzin o Bordini, rischia di diventare retorica moralista e bassissima dove tutti sono d&#8217;accordo su tutto, si riconoscono e però continuano per la loro strada. Dov&#8217;è qui il cambiamento? la reinvenzione? la definizione dell&#8217;ogetto del discorso &#8211; e dunque del sogetto? come dice Bortolotti. Altrimenti a che serve la letteratura?<br />
Io sono di quelli che pensano che se hai qualcosa da dire, un messaggio da dare e vuoi che lo riceva e ti comprenda il maggior numero di persone, bè: non scrivere una poesia, scrivi un saggio.<br />
La poesia è evocativa, è evocazione pura. E l&#8217;evocare è ben diverso che il descrivere.</p>
<p>@ Renata: chapeau!</p>
<p>@ Francesco et tutti: vorrei sottolineare l&#8217;importanza di ciò che dice Renata nel suo primo commento. Se ho esplicitamente chiesto gli autori di successo, le nazioni preoccupate di poesia, le società più poetiche della nostra non era per rompere le palle ma per avere dei termini di paragnoe precisi. Affrontare una problematica così concreta solo sotto un punto di vista teorico non fa arrivare da nessuna parte. Bisogna considerare infiniti fattori che fanno di una società un popolo più vicino alla poesia o alla fisica quantistica.<br />
Per quanto riguarda il sud america, per esempio, potrei dire che la facilità di penetrazione sociale della poesia in quella cultura è dovuto probabilmente ad una certa simbologia, ad una certa ritualità e ad una certa sottovalutazione dell&#8217;ogettività cartesiana che quel popolo tuttavia possiede a differenza nostra e dell&#8217;europa occidentale più sviluppata. Se ci mettiamo seriamente ad investigare le ragioni che favoriscono o ostacolano la permeabilità di una società alla poesia potremmo stare qui anni. Anche le condizioni metereologiche hanno la loro influenza. Quindi, tornando al mio primo commento, dico: va benissimo l&#8217;approccio critico agli autori che avete proposto, ma per risolvere la questione del pubblico e della poesia mi pare sia necessario qualcosa in più di un linguaggio più semplice e più &#8220;vicino&#8221; alla gente.</p>
<p>No, Francesco, non c&#8217;è bisogno di una laurea in astronomia per apprezzare il cielo stellato. Ma se tutti guardano sul blackberry, sfogliano twitter e viaggiano prevalentemente sottoterra potrebbero sorprendersi un giorno che sulla loro testa ci sono delle cose che brillano. Un po&#8217; come la società astronauta di Wall-e (scusate ma non posso fare a meno di semplificare le cose con i primi esempi che mi vengono in mente).</p>
<p>Lo stesso vale per la musica. è una questione di esercizio, di pratica. L&#8217;atteggiamento dell&#8217;ascolto è una questione fin troppo sottovalutata. Tanto che Giovanni Allevi è considerato uno dei migliori giovani compositori, fa le colonne sonore dellla pubblicità della fiat e va a suonare a Londra. Certo non è Ennio Morricone, ma tu pensi che ci sia molta gente capace di accorgersene in autonomia? per di più con l&#8217;I-pod nelle orecchie in metropolitana con il tipo che suona la fisarmonica mentre contemporaneamente leggi un libro? insomma, i fattori da considerare sono tanti&#8230;</p>
<p>Luigi B.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>
		Di: lorenzo mari		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2011/02/03/pubblico-e-poeti-una-svolta-civile/#comment-146811</link>

		<dc:creator><![CDATA[lorenzo mari]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 05 Feb 2011 15:33:44 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Sì, è vero, il commento di Gherardo è cruciale. L&#039;impresa di ripulire il canale della comunicazione dal rumore di fondo, che ormai è giunto ad essere la sostanza stessa del canale, pare anche a me un&#039;impresa titanica... Ma ogni volta che ci si dimentica della questione del canale, o ci si dice che la letteratura è definitivamente marginalizzata, e questo suona soltanto come un &quot;liberi tutti&quot;, a spese di noi stessi e della polis, non si fa che aggiungere rumore, non parole. 
E quindi neanche parole giuste.
Gli autori proposti non vanno ai festival stile Mantova ma neppure ragionano apertamente (almeno, non lo fanno con il lettore...) della redistribuzione di senso con le altre agenzie formative - espressione che non mi è chiarissima. 
Cercano, però, in modo assai esplicito il terreno discorsivo su cui stabilire un contatto.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sì, è vero, il commento di Gherardo è cruciale. L&#8217;impresa di ripulire il canale della comunicazione dal rumore di fondo, che ormai è giunto ad essere la sostanza stessa del canale, pare anche a me un&#8217;impresa titanica&#8230; Ma ogni volta che ci si dimentica della questione del canale, o ci si dice che la letteratura è definitivamente marginalizzata, e questo suona soltanto come un &#8220;liberi tutti&#8221;, a spese di noi stessi e della polis, non si fa che aggiungere rumore, non parole.<br />
E quindi neanche parole giuste.<br />
Gli autori proposti non vanno ai festival stile Mantova ma neppure ragionano apertamente (almeno, non lo fanno con il lettore&#8230;) della redistribuzione di senso con le altre agenzie formative &#8211; espressione che non mi è chiarissima.<br />
Cercano, però, in modo assai esplicito il terreno discorsivo su cui stabilire un contatto.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: renatamorresi		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2011/02/03/pubblico-e-poeti-una-svolta-civile/#comment-146810</link>

		<dc:creator><![CDATA[renatamorresi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 05 Feb 2011 15:12:12 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=37985#comment-146810</guid>

					<description><![CDATA[ciao francesco, grazie a te e a tutti voi; cruciale il commento di gherardo, direi - a questo punto vado a ordinare rancière e poi mi leggo la seconda parte : )]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>ciao francesco, grazie a te e a tutti voi; cruciale il commento di gherardo, direi &#8211; a questo punto vado a ordinare rancière e poi mi leggo la seconda parte : )</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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