Un libro vi trasporterà: Rosaria Capacchione

6 febbraio 2011
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Nuova puntata di “un libro vi trasporterà” per gli amici di torno giovedì, dedicata all’importante libro di inchiesta, “L’oro della camorra” (ed. Rizzoli). Ne abbiamo discusso con l’autrice Rosaria Capacchione in pieno trasloco di mobili e montaggio del letto. Operazione che ha richiesto molte domande e soprattutto l’intervento di un altro romanziere casertano, Paolo Mastroianni che oltre ad aver scritto lo straordinario “Altrove” (ed. Effigie) ha conseguito una laurea in ingegneria. E poi, lo sapevate che la genovese si mangia solo a Napoli? effeffe

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11 Responses to Un libro vi trasporterà: Rosaria Capacchione

  1. Salvatore D'Angelo il 6 febbraio 2011 alle 02:26

    Bravissimi tutti, Mastroianni, la Rosaria Capacchione, il cuoco della genovese ,che mia madre preparava ogni domenica, e quella si che era una festa! (la cerimonia della preparazione e “irrorazione “della genovese sui rigatoni appena “scolati”..uhhhm che profumo! … e poi la verve di Forlani, sempre divertente, acuto. Il libro di Rosaria Capacchione L’ORO DELLA CAMORRA, lo consiglio vivamente, è una ricostruzione lucidissima, con la puntualità della cronista di razza, delle modalità di penetrazione del clan Schiavone & C. nell’economia nazionale e internazionale, a partire dal pervasivo controllo e dominio del territorio a loro più consono, l’agro aversano -casalese. Una lettura attenta dell’economia criminale attraverso le “capacità” strategiche di Sandokan Schiavone, la brutalità di Bidognetti e l’intelligenza imprenditoriale di Pasquale Zagaria. Un ottimo libro, scritto col piglio di chi ha maturato sul campo una grande capacità di “lettura” del fenomeno criminale. Vale davvero la pena leggerlo.

  2. Carlo Capone il 6 febbraio 2011 alle 20:08

    Il video si interrompe una continuazione, me so ‘ntussecat!

    la genovesa ‘napoletana’ a Genova non sanno manco dove sta. La loro genovese è il pesto.

    Il piatto napoletano ha origini antiche, quanto meno dal tempo della magnifica tavola Strozzi. La città dei Decumani e delle cento chiese – tra le più avanzate e serene di Europa- ospitava fondachi di notevole importanza. Ne avevano i veneziani, i fiorentini, forse i milanesi, di sicuro i genovesi.

    E’ probabile che nel fondaco di questi ultimi si cucinasse un piatto, tutto sommato semplice, che consisteva nel far morire lentamente la cipolla nell’olio che ricevevano dalla madre patria, spesso aggiungendovi un pezzo di carne magra. Il bello è che anche la carne era di importazione. Va capisce.
    La pietanza dovette attirare, per il suo profumo, l’attenzione dei napoleatni, tanto che iniziarono a chiamarla ‘a genuves’, alludendo al fatto che la cucinavano soltanto i liguri.
    Questa la versione più accreditata.

    Dell’intervista alla Capacchione, come detto, non posso dir niente, ma Rosaria non ne ha bisogno dei miei commenti.

  3. Andrea Raos il 7 febbraio 2011 alle 05:52

    Bellissima intervista, complimenti. Mi associo a D’Angelo nel consigliare “L’oro della camorra”, anche a me è piaciuto molto.

  4. véronique vergé il 7 febbraio 2011 alle 09:02

    Grazie mille, Francesco.
    Questo pomeriggio, non lavoro.
    Guardo la video.

    Rosaria Capacchione è una donna meravigliosa, coraggiosa,
    che dà molto al suo paese.
    L’oro della Camorra è un libro intelligente.
    Ho potuto scoprire di quella manera i Casalesi hanno rubato
    la ricchezza della Campania.
    Un buongiorno caloroso a Rosaria.

  5. maria il 7 febbraio 2011 alle 12:23

    Questi video di effe effe sono straordinari, in pochi minuti riescono a dare il senso dei libri e dei loro autori, spingono alla lettura e all’approfondimento, le musiche poi sono perfette!
    Un saluto particolare a Rosa Capacchione, il suo esserci ci ripaga di molte cose

  6. véronique vergé il 7 febbraio 2011 alle 16:11

    Le parole sono bellissime.Rosaria Capacchione emerge dalla chiarezza dei libri. Si sente una vita dedicata alla lettura, alla parola, alla libertà, una vita non separata degli altri, ma in pieno vita.
    Ha una bellezza nello sguardo, la parola tranquilla, saggia, sotto un cielo che chiede libertà. Si sente una lunga vicinanza con la sua terra, si puo indovinare l’infanzia. Rosaria come quelli che sono nati in una terra violentata sa con lucidità dove scovare l’umanità, dove inizia l’esperanza.

  7. francesco forlani il 7 febbraio 2011 alle 16:18

    grazie a tutti ( all’oltreoceanico Raos) ma soprattutto a Rosaria e Paolo che si sono prestati alla prova del “letto” effeffe

  8. rosaria il 8 febbraio 2011 alle 00:36

    La cosa straordinaria è che il letto non si è ancora rotto. Eppure io non sono dimagrita neppure di un grammo. Vuoi vedere che l’ingegnere sa fare pure l’ingegnere?

  9. véronique vergé il 8 febbraio 2011 alle 10:27

    Rosaria,

    Anch’io sono formosa: perché sono golosa.
    Ho visto nella video libri con ricette di paste,
    amo il buono cibo:-)

    La bellezza è anche la formosità.

  10. stalker il 8 febbraio 2011 alle 18:06

    ‘naggia, non riesco a vedere il video, come ci clicco su mi si inchioda tutto l’ambaradam, ma felice che si parli di rosaria capacchione, e l’oro della camorra l’ho amato e sottolineato.
    spero di riuscire a vederlo, prima o poi, non demordo…..

  11. carmine vitale il 8 febbraio 2011 alle 19:24

    grazie a francesco ho conosciuto cose e persone meravigliose
    tutto ciò che è anche qui ,ora
    abbracci felici a tutti ma prorpio tutti
    c.



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