“i miosotìs” premio di letteratura delle edizioni d’if

3 marzo 2011
Pubblicato da

“i miosotìs”
PREMIO DI LETTERATURA
INTITOLATO A GIANCARLO MAZZACURATI E A VITTORIO RUSSO

“i miosotìs” (poesia e prosa)
sesta edizione – febbraio / ottobre 2011
Interventi grafici – Studio Guida

Dedichiamo il premio a Giancarlo Mazzacurati e a Vittorio Russo, e alla loro fertile amicizia (da cui hanno tratto giovamento generazioni di studiosi napoletani), non solo per omaggiare due intellettuali che hanno con il loro lavoro dato lustro a questa città, ma anche per ricordare quell’opera comune, in uno appassionata e politica, con cui cercarono di contribuire, qui a Napoli, alla rinascita della società civile e allo svecchiamento della cultura.

Il premio è organizzato, gestito e finanziato – senza contributi pubblici – dalle Edizioni d’if di AntoNietta Caridei sas (www.edizionidif.it)
segreteria del premio e ufficio stampa: stefania@edizionidif.it
organizzazione eventi: Ass. Eurisco trova chi ricerca

BANDO DEL PREMIO

1. Opera di poesia o prosa (inedite)

Al Premio si concorre con un’opera di poesia o prosa inedite, il cui formato – obbligatorio – va riportato alla collana «i miosotìs» delle Edizioni d’if. Tale formato, ritenuto dalla Giuria requisito determinante per l’ammissione al premio, è il seguente, con l’avvertenza che tale impaginazione, a cura della d’if, non è richiesta ai partecipanti, che dovranno solamente tenerne conto all’incirca:

1. formato esterno cm. 10,5 x 17 – gabbia interna della pagina: cm 8 x 13,5 contenente al massimo 24 linee (comprese le bianche; ogni linea può contenere un massimo di 50 caratteri spazi inclusi);
2. pagine 32-36 (compresi apparati e soglie).

La collana «i miosotìs» ha attualmente 53 titoli e, nonostante le difficoltà di distribuzione della piccola editoria di qualità, ha una discreta circolazione nazionale ed è presente in molte biblioteche. Con essa si va costituendo uno specimen antologico della nuova letteratura italiana, particolarmente apprezzato da lettori, cultori e specialisti, come testimonia una lusinghiera rassegna-stampa e i giudizi di critici e poeti. A essa, da tre anni e con cadenza annuale, si affianca il Registro di poesia con i selezionati di ciascuna edizione del premio.
Fra i testi pervenuti, la Giuria del Premio sceglie tre o quattro operette finaliste (è previsto il «pari merito») che sono pubblicate nella collana «i miosotìs» delle Edizioni d’if, che ne acquisisce i diritti a titolo gratuito per cinque anni. Ogni autore pubblicato riceve dieci copie omaggio; altre copie potranno essere acquistate con lo sconto autore del 30%.

Oltre ai vincitori, tra i testi di questa edizione, la Giuria del Premio seleziona altri autori di cui pubblicare stralci antologici assieme ai profili dei vincitori nel Registro di poesia n#5 a cura di Gabriele Frasca (formato cm 13 x 25) con il disegno di copertina dono di un artista napoletano.

Giuria del premio

Nietta Caridei – editrice, scrittrice (presidente)
Giancarlo Alfano. – critico letterario
Gabriele Frasca – scrittore, critico e poeta

Le opere pubblicate sono inviate – a giudizio della segreteria del Premio – a critici, quotidiani e riviste, che ne fanno richiesta. Per la cerimonia di premiazione (ottobre-novembre 2011) rimane sede ufficiale del Premio il Museo per arti contemporanee Hermann Nitsch di Napoli (www.museonitsch.org).

Le decisioni della Giuria sono rese pubbliche entro settembre 2011. Ai vincitori e ai selezionati arriva una comunicazione, via e-mail, dalla segreteria del premio. Inoltre, i risultati sono comunicati, sempre via e-mail, a tutti i partecipanti al premio, oltre che pubblicati sul sito della d’if.

Istruzioni per la partecipazione e l’invio dei testi

Per partecipare e inviare i testi, basta allegarli a un messaggio di posta elettronica per dif@edizionidif.it (formato word o rtf + pdf), accompagnati da una breve nota biobibliografica (dati personali con codice fiscale; recapiti postali, telefonici, e mail; attività svolta, eventuali pubblicazioni, premi, ecc.) e da una liberatoria con firma autografa per l’eventuale pubblicazione e il trattamento dati (segue modello).
La segreteria del premio ne darà riscontro sempre via e-mail. Per evitare il rincorrersi di numerose e-mail si ritengono valide e accettate solo le documentazioni complete (compreso l’elenco dei libri omaggio – segue).

Per maggiori informazioni sulle collane e l’attività della d’if consultare il sito www.edizionidif.it.

Segreteria del premio:

Stefania Mite – tel. 0810380724 / cell. 3801727673
e-mail: stefania@edizionidif.it

È indispensabile inviare la documentazione completa entro il termine improrogabile del 30 giugno 2011, versando un contributo di € 40,00 come sostegno alle attività della d’if, (tramite bollettino postale o bonifico) sul c.c. BancoPosta n° 97562300 intestato a Edizioni d’if di Antonietta Caridei sas
IBAN IT18P0760103400000097562300

Nel caso d’invio di più testi da parte dello stesso autore il contributo è ridotto a € 20,00 per quello/i successivi al primo.
I versamenti danno diritto a una scelta di libri omaggio di pari importo da scegliere nel catalogo generale della d’if (consultabile nel sito www.edizionidif.it).

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15 Responses to “i miosotìs” premio di letteratura delle edizioni d’if

  1. caruso pascoski il 4 marzo 2011 alle 13:31

    e poi ci chiediamo perchè l’editoria è marcia, finita.
    40 euro come se piovessero da raccogliere come una questua per le file di giovani ingenuamente ambiziosi a cui servirebbe ben altro che l’ennesimo illusorio attracco per l’arrivismo trasmessoli dai media.
    e poi la casa editrice si vanta anche di pubblicare a titolo gratuito.
    la schizofrenia che umberto eco diagnosticò a berlusconi, non è affatto lontana da certe logiche editoriali.
    con una mano mi mostro santo, con l’altra faccio l’elemosina. il tutto sotto la chiesa dei virtuosi, noi che non siamo come loro, i capitalisti, i neoliberisti, brrr!
    mi sorprende che un sito come naziona indiana dia spazio a concorsi di questo tipo.
    operazioni del genere danno ragione a quelle case editrici che chiedono contributi esosi senza farsi troppi problemi, a cui voi vi opponete con li sofismi ma non con i fatti, che sono i medesimi.
    vuoi pubblicare un libro? bonifico di 1000 euro.
    vuoi partecipare ad un concorso? bonifico di 40 euro.
    ormai la letteratura si fa con i bonifici, non con i versi.
    grazie per ricordarcelo ogni volta.

  2. domenico il 4 marzo 2011 alle 15:49

    non vedo come non essere d’accordo con il precedente commentatore…

  3. véronique vergé il 4 marzo 2011 alle 16:22

    Ho già avuto nelle mani, questi libri rossi con la copertina dolce, un garafano. Ho portato in giro un piccolo libri di poesia, di aspetto dimesso.
    E ho provato bellissimi momenti. Da una pagina bianca luccicante al sole
    ho respirato meglio, mi sono accordata con le parole, le ho sentito dentro e hanno visto il chiarore mescolato con la luce.
    Libri preziosi perché offerti da un’amica, libri preziosi perché non fanno grande rumore, ma quando ascolto davvero sento il rumore diverso del mondo.
    Ecco la mia risposta a Caruso: in poesia non c’è ambizione.

  4. véronique vergé il 4 marzo 2011 alle 16:23

    un piccolo libro

  5. luca vi giudica il 4 marzo 2011 alle 17:28

    adesso Nazione Indiana si mette a fare pubblicità a premi letterari a pagamento, con tassa d’iscrizione!!!!!

  6. Il fu GiusCo il 4 marzo 2011 alle 19:57

    C’e’ stata un’evoluzione nella piccola editoria e il contributo richiesto per provare a farsi leggere comincia a diventare consistente: il concorso medio di livello nazionale costa ormai 40 euro. E’ anche vero che tale contributo spesso corrisponde al gesto amicale di chi supporta un progetto, una tantum, una volta l’anno, e acquista dei libri, perche’ dei libri di pari valore verranno recapitati.

    A me pare che non si possa fare torto a chi di questo mestiere tenta di fare un lavoro, maturare un sostentamento per campare. Esistono diverse piccole realta’ (penso ad esempio Kolibris di Chiara De Luca, Fara di Alessandro Ramberti, fino ad Anterem di Flavio Ermini, passando per Poiein di Gianmario Lucini e piu’ in largo per LietoColle di Michelangelo Camilliti) che esprimono complessivamente valori letterari spesso dignitosi ed hanno anche utilita’ sociale.

    Cio’ detto, concordo con chi vorrebbe che la pratica venisse esercitata in altro modo, anche in rete, ma segnalo il rischio che da un lato si ricada nella trasmissione coatta -e coercitiva- di alcune “maniere” su base volontaria che si autoramificano compatte alla promozione di una ormai mitica simil-Padania poetica, e dall’altro che si finisca in giri eccessivamente periferici e tutto sommato piu’ vicini alla vanity press di quanto si pensi, col bonifico da 1000-1200 euro da sborsare dopo mesi di vittimismo provinciale o regionale.

    Sostanzialmente l’umile consiglio ai giovani e’ quello di mollare la presa, farsi una vita in questi tempi grami e lasciare che la poesia venga, se deve venire, come occasione, in parallelo all’esistenza invece che come ragione di vita. Altrimenti quelle sono le regole dell’arena, i comportamenti non proprio adamantini e la sgradevole sensazione di un abuso della buona fede sentimentale. Questo letterario e’ forse il solo ambiente nel quale, in ormai vent’anni, non ho incontrato nessuna persona realmente interessante; solo di volta in volta spinte progettuali, testi ben fatti e infine qualche libro notevole.

  7. francesca matteoni il 4 marzo 2011 alle 21:19

    la D’If è una piccola casa editrice che fa cose belle, che il bonifico (in cambio di cui si ricevono libri a differenza di altri concorsi) sia discutibile, può comportare la non adesione dell’eventuale poeta/prosatore al premio, ma non la mia decisione di postante di dare visibilità al lavoro che viene svolto. E su questo non ho altro da aggiungere.

    @GiusCo, sono in buona parte d’accordo con quello che dici e anche sulla necessità per chi scrive poesia di prendersi meno sul serio, o meglio di prendere molto sul serio la sua scrittura, in fase processuale/progettuale e poi ricordarsi come si fa in ogni altro mestiere retribuito o meno, che c’è molto altro intorno, compresa la possibilità dell’autoironia. Sulle persone interessanti: forse non si dovrebbe legare la qualità della persona al “lavoro” che fa, è un errore comune soprattutto nelle arti. A me è capitato di trovare personaggi splendidi che sono quasi certa con una penna in mano avrebbero squadernato il peggior diarismo, ma sono, sarebbero dei bei soggetti per la scrittura. E, non penso di essere un’eccezione, ho trovato anche scrittori/poeti notevoli come individui.

  8. stalker il 4 marzo 2011 alle 21:50

    ultimamnete ho la sensazione che NI da officina di sperimentazione e *divulgazione*, stia diventando fabbrichetta di *professionisti* della scrittura, spesso in cerca di un posticino al sole.
    infatti mai come ultimamente volano stracci.
    un vero peccato.
    (non sono riuscita a tenermela)

  9. stalker il 4 marzo 2011 alle 21:50

    *diventando

  10. francesca matteoni il 4 marzo 2011 alle 21:58

    stalker, sinceramente, non ti seguo. Cosa vuol dire professionisti della scrittura?

  11. caruso pascoski il 5 marzo 2011 alle 02:57

    @ véronique vergé: col mio commento volevo dir tutto, fuorchè sminuire il valore della poesia. una rilettura più accurata del mio intervento e potrà senz’altro risultarle più chiaro il target della mia polemica.

    @francesco matteoni: non discuto il valore e il merito della casa editrice, discuto questa modalità, che non aiuta in nessun modo il panorama editoriale italiano ad uscire da certi cattivi usi del potere di pubblicazione.
    come lettore assiduo di nazione indiana mi aspettavo che, se proprio si deve far pubblicità ad un concorso, sia gratuito o a cifre di partecipazione decorose.
    vogliamo prenderci in giro oppure ci rendiamo conto che con 40 euro si va ben oltre la richiesta di partecipazione, ben oltre il rientrare nelle spese? e allora, se si va oltre, chiamiamo le cose con il loro nome.
    il nome corretto è business, non letteratura.
    così come quelle che vanno ad arcore sono puttane, non escort e così come ci battiamo se sentiamo scambiare una prescrizione per assoluzione dal minzolini di turno.
    vi battete molto per l’uso corretto delle parole.
    vi invito a continuare a farlo, come lettore affezionato.

    dico io: è così difficile fare il proprio mestiere onestamente, senza sbandierare etiche nobili per poi far come il vicino di casa che campa rubando borsette e pensioni? va bene, diciamo che ruba per mangiare, ma non è che diventato artigiano (non che fa letteratura, ergo)

    ai concorsi l’importante è partecipare (e pagare).
    se cercate la letteratura troverete un cartello: torno subito.

  12. caruso pascoski il 5 marzo 2011 alle 03:02

    *non è che è diventato artigiano (non è che fa letteratura, ergo)

  13. caruso pascoski il 5 marzo 2011 alle 03:16

    PS: al di là di ogni discussione sull’editoria, fatico a comprendere l’arricchimento, il margine di riflessione, gli spunti, che la segnalazione di tale concorso avrebbe dovuto portare al lettore. io ci leggo solo pubblicità, ma allora mi chiedo a che è dovuta la pubblicità di questo concorso e non di altri?
    gli amici, son sempre amici, non è vero?
    spero di sbagliarmi ma se si assume invece che l’arricchimento derivi dal concedere la possibilità di pubblicazione, mi aspetto che vengano pubblicizzati tutti i concorsi che offrono condizioni simili a questo (e non sono pochi).
    altrimenti, saremo costretti a interpretare le cose in modo equivoco.
    ovvero: anche su nazione indiana esistono i percorsi preferenziali per amici e colleghi.
    w l’italia.

  14. francesca matteoni il 5 marzo 2011 alle 10:27

    bene, e su questo plauso alla patria chiudo i commenti, perchè ci sono TAANTE ma taante cose di valore su NI che meriterebbero attenzione e si finisce sempre a commentare quello che ci torna bene smontare. Un po’ di sana autocritica, alcuni commentatori la fanno mai?
    Mi chiamo FrancescA, con la A. E’ il mio nome vero, I’m a woman, you know. Riguardo ai percorsi preferenziali – direi che, come risulta CHIARO dal fatto che io ho postato: questo concorso è stato mandato a me, per fargli pubblicità, SOLO A ME, non ad una fantomatica creatura pluricefala chiamata Nazione Indiana, e ho postato a mia discrezione. Come a mia discrezione dico che certe modalità nei commenti, per di più da nick anonimi, mi hanno divertito abbastanza.

  15. francesca matteoni il 7 marzo 2011 alle 11:49

    sono riaperti, per chi volesse disquisire ancora, i commenti.



indiani