carta st[r]ampa[la]ta n.40

9 marzo 2011
Pubblicato da

di Fabrizio Tonello

Mercoledi 2 marzo, commentando un articolo delle pagine culturali di Repubblica in cui si parlava di Giuda, la trasmissione Pagina Tre ha definito l’apostolo rinnegato “una figura controversa”. Proprio così: “controversa”.

Giuda Iscariota.

Secondo il mio dizionario “Devoto-Oli, una cosa è “controversa” quando esistono in merito opinioni differenti. Dal che devo dedurre che ci sono dei fanatici di Giuda, dei sostenitori di Giuda, dei critici moderati di Giuda e dei “cerchiobottisti” su Giuda, questi ultimi guidati da Pigi Battista: aspettiamo un editoriale del Corriere in merito.

Per dare voce ai sostenitori di Giuda si potrebbe organizzare una bella puntata di Porta a porta, in cui Sgarbi e la Santanchè difenderebbero Giuda, mentre il compito di illustrare le ormai screditate tesi dei Vangeli sul suo presunto tradimento sarebbe affidato a Nicole Minetti (se costei fosse trattenuta dalle sue vicende giudiziarie, anche Alba Parietti potrebbe andare bene).

L’idea di definire Guda “una figura controversa” apre la strada a interessanti sviluppi sulle cosiddette pagine culturali: a quando una serie sui meriti di Hitler, una “figura complessa”? E possiamo fare a meno di un’approfondita inchiesta sull’umanesimo di Pol Pot, sicuramente una “figura da rivalutare”? Non vi piacerebbe un reportage sulla “dubbia figura” di Tamerlano, visto dal punto di vista di una delle sue guardie del corpo?

Una “figura controversa” è stata probabilmente anche Stalin, quanto meno fino al 1956, quando Krusciov fornì alcuni particolari sui processi di Mosca e i gulag. Sono passati 55 anni (cifra tonda) è il momento per rimettere in discussione le semplificazioni opera della propaganda imperialista.

Sono sicuro che Giuliano Ferrara non si farebbe pregare per pubblicare un ritratto di Torquemada visto dal suo fornitore di legna da ardere e fiammiferi (una “figura dubbia”) e Vittorio Feltri, tornato a scrivere dopo la fine della sospensione di tre mesi inflittagli da quei feroci giacobini dell’Ordine dei giornalisti, potrebbe recuperare in chiave positiva una “figura affascinante” come il Dr. Josef Mengele. Quanto ad Alessandro Sallusti, pare sia già in produzione un canotto gonfiabileda allegare al numero del 1° luglio del suo Giornale: avrà le fattezze di un’altra ” figura tragica”: Benito Mussolini.

L’ingiustamente calunniato Jack lo Squartatore non era forse una “figura controversa” anche lui? E Jeffrey Dahmer (quello che si mangiava gli ex morosi tenuti qualche tempo nel freezer) non potrebbe essere definito una “figura discussa”?

Tra gli intellettuali italiani c’è ormai un consenso generalizzato sul carattere violento e totalitario delle “verità precostituite” della sinistra, quindi Piero Ostellino potrebbe intervenire su Giuda per difendere il principio liberale “meglio 30 denari che un pugno sui denti” mentre il ministro Biondi scriverebbe su: “Il caso Iscariota: la verità 2000 anni dopo” e Susanna Tamaro potrebbe tornare ai fasti degli anni Ottanta con il nuovo libro: “Va’ dove ti porta Giuda”.

A proposito: Ratzinger ha appena scritto un nuovo libro. Dice che Giuda era innocente.

(No, non è uno scherzo, dice proprio così. Io vi scrivo da Salt Lake City dove ho trovato asilo politico-intellettuale fra i mormoni).

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19 Responses to carta st[r]ampa[la]ta n.40

  1. francesco pecoraro il 9 marzo 2011 alle 09:09

    beh, raramente un post è stato più inutile di questo…

  2. elio il 9 marzo 2011 alle 09:50

    Ohibò, evidentemente l’autore ritiene che Giuda sia un personaggio storico del quale siano assodate non soltanto l’esistenza ma anche le presunte malefatte. Si diverta con le “tre versioni di Giuda” di Borges, o “l’ultima tentazione di Cristo” di Scorsese, dato che ha la fortuna di non esserci ancora passato.

  3. cacioman il 9 marzo 2011 alle 09:53

    Giuda è una figura controversa, proprio secondo la definizione delDevoto-Oli. Se non lo fosse perderebbe tutto il suo interesse (sarebbe un cattivo e basta).
    Senza scomodare BennyXVI (che almeno su questi argomenti ha tutti i titoli per parlare), c’è tutta una letteratura di base che lo dice: dalle barzellette di oratorio a “Jesus Christ Superstar”, tanto per dire.

    Il cerchiobottismo invece è un’altra cosa, è il contrario di analizzare e vedere tutti gli aspetti (quelli apunto che farebbero concludere che Giuda è un personaggio controverso).
    Il cerchiobottismo direbbe che “sono tutti come Giuda” o che “giudano tutti alla stessa maniera”.
    Su questi temi però neanche Pigi Battista si sbilancerebbe mai. Temo invece che Parietti, Sgarbi e Santanchè avrebbero sempre conclusioni frettolose da sbattere in faccia (ma lo farebbero anche sul 3-0 della Roma di ieri sera). Non facciamolo anche noi.

  4. gianni biondillo il 9 marzo 2011 alle 10:00

    Ho un’opinione controversa rispetto al commento di Pecoraro.

  5. alcor il 9 marzo 2011 alle 10:28

    quoto fortemente tash, e quoto anche elio, e quoto anche cacioman, su biondillo, reintervieni e fatti quotare anche tu

  6. gianni biondillo il 9 marzo 2011 alle 10:31

    vivo in modo controverso il commento di Alcor.

  7. Silvia il 9 marzo 2011 alle 10:49

    Qualche tempo fa ho visto a teatro Il vangelo secondo Pilato, di Eric Emmanuel Schmitt. Nel racconto di Gesù, della sua vita e della sua “scommessa” sul divino, Giuda era presentato come il suo prediletto. In virtù di questo affetto, proprio a lui Gesù chiedeva di tradire, perchè si compisse la volontà di dio. Giuda accettava con grande sofferenza, che lo avrebbe poi portato al suicidio.
    Non credo che Schmitt avesse pretese di verità storica, ma questa lettura mi sembra davvero interessante. Che si possa quindi considerare controversa la tradizionale versione di Giuda “traditore per scelta”, rispetto a un altro punto di vista, “traditore per devozione”?

  8. alcor il 9 marzo 2011 alle 10:53

    a questo punto è incontrovertibile

  9. marino il 9 marzo 2011 alle 11:22

    In La gloria, di Giuseppe Berto, Giuda avrebbe scelto di tradire Gesù perché si avverassero le profezie. Qualcuno doveva ben tradirlo, sostiene Berto. Del resto, secondo Berto, Giuda era l’unico degli Apostoli
    che non aveva problemi di denaro, era benestante di famiglia ed era il cassiere del gruppo. 30 denari pare fossero poco più di uno stipendio.
    Ne aveva bisogno? L’ho letto 20 anni fa e ci penso ancora adesso ogni tanto.

  10. Alan Fard il 9 marzo 2011 alle 11:31

    sono veramente costernato, non riesco a quotare alcor che quota fortemente tash e quota elio e anche cacioman e invita biondillo a reintervenire per poter quotare anche lui
    credo che a tutti sfugga l’importanza fondamentale di questo articolo, grazie al quale noi sappiamo con certezza assoluta dove si trova tonello in questo momento
    e scusate se è poco

  11. alcor il 9 marzo 2011 alle 11:45

    mannaggia a me, quoto alan fard

  12. chi il 9 marzo 2011 alle 13:00

    credo che l’argomento controversia su giuda sia stato discusso letterariamente, senza l’aggettivo controverso, da giuseppe berto ne a gloria. quindi quoto marino.

  13. Massimo il 9 marzo 2011 alle 13:12

    Avete fatto una figura controversa.

  14. enrico dignani il 9 marzo 2011 alle 13:58

    procedete pure a fatica con Socrate
    e Gesù(il sociologo)
    sono sicuramente meglio di niente.

  15. borsh il 9 marzo 2011 alle 14:36

    ANIME BELLE AL FERRARA

    Fate sciogliere abbondante burro in un tegame dove farete soffriggere una cipolla tritata. Aggiungete le anime belle (meglio se d’agnello), in precedenza ammorbidite in acqua e lessate a parte. Fate assumere alle anime belle un bel colorito rosato, toglietele, sgocciolatele e mettetele da parte. Nello stesso fondo di cottura versate il Ferrara e fate evaporare circa metà del liquido. A questo punto rimettete le anime belle, insaporite con sale e pepe, e servite ben caldo.

  16. alcor il 9 marzo 2011 alle 14:55

    Guardatevi dai cuochi dilettanti, le anime belle non vanno messe in acqua fredda per ammorbidirle, ma per dissanguarle.

  17. Giuseppe Paganelli il 9 marzo 2011 alle 21:42

    Ogni rivoluzionario ha il suo traditore di fiducia.

  18. Carlo Capone il 11 marzo 2011 alle 01:29

    Ma un po’ di Bulgàkov (come lo pronuncia Bellocchio) no eh?

  19. adriana il 13 marzo 2011 alle 16:16

    mi son un po’ persa tra i commenti, magari perché non ho la vostra saggezza.
    Da ascoltatrice di radio3 mi era dissuonato l’aggettivo utilizzato del conducente del programma quel giorno: Edoardo Camurri che sarà pur italiano, ma non intellettuale.



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