ANSA DI LIBERTA’

31 marzo 2011
Pubblicato da

di Franco Buffoni
Gay, lesbiche e transessuali sono da ieri piu’ tutelati in Liguria: potranno, in particolare, designare una persona anche non consanguinea (ad esempio il compagno) quale referente da informare sulle condizioni di salute e sulle terapie mediche in caso di ricovero o malattie.
Lo ha stabilito una sentenza della Consulta (94/2011) che, informa Arcigay, ha dichiarato legittima una legge regionale ligure in tema di discriminazione determinata dall’ orientamento sessuale e dall’ identita’ di genere che era stata, invece, impugnata dal governo.
Arcigay, Arcilesbica e Verdi, parlano di ‘sentenza epocale’. Il Governo aveva addotto la incostituzionalita’ della legge regionale 52/2009, sostenendo che essa invadeva la sfera legislativa statale.
Lilia Mulas (Arcigay Genova) spiega che ”la legge impegna la Regione, nell’ambito delle proprie competenze, a garantire piena parita’ di accesso nelle prestazioni di servizi pubblici e privati senza discriminazioni. Inoltre, da’ facolta’ al paziente di far informare persone da lui designate sulle proprie condizioni e sulle terapie mediche”. Cristina Morelli (Verdi), porto’ la legge in Consiglio: ”E’ una sentenza importante, il primo passo verso il riconoscimento delle coppie di fatto”.
Sergio Rovasio (Associazione Radicale Certi Diritti): “L’assurda decisione del Governo italiano di opporsi alla Legge Regionale n.52 del 2009 “Norme contro le discriminazioni determinate dall’ orientamento sessuale o dall’ identità di genere”, approvata il 29 ottobre 2009 dalla Regione Liguria “perché la legge eccede dalle competenze regionali in quanto solo lo Stato può decidere in materia di diritto civile” è stata oggi giustamente respinta dalla Corte Costituzionale. Ciò dimostra, se ancora ve ne fosse bisogno, come le azioni del Governo, in tema di diritti civili e umani, ignorano le gravi difficoltà in cui si trovano in Italia centinaia di migliaia di persone, vittime di violenze, atti di bullismo e gravi discriminazioni. Il Governo italiano ha fatto anche su questo una pessima figura. Per fortuna, grazie alla Consulta, la politica ispirata dal fondamentalismo politico e religioso è uscita sconfitta”.

Leggo e riporto con piacere questo comunicato ANSA perché nel mio libro “Laico Alfabeto” apparso nel 2010 da Transeuropa, scrivevo testualmente: “Su proposta del ministro agli affari regionali Raffaele Fitto, il Governo ha impugnato la legge 52/09 della Regione Liguria contro l’omofobia: “Norme contro le discriminazioni determinate dall’orientamento sessuale o dall’identità di genere”. Motivazione: la legge “eccede dalle competenze regionali perché solo lo stato può decidere in materia di diritti civili”.
Ma quando lo stato non decide – anzi palesemente disattende l’art. 13 del Trattato di Amsterdam – e un consiglio regionale, per contro, mostra dignità e autonomia decisionale, non sarebbe il caso almeno di parlarne, facendo circolare la notizia? Invece, silenzio assordante di tv e radio generaliste”.
Per una volta – e me ne compiaccio – il lamento non è stato inutile.

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8 Responses to ANSA DI LIBERTA’

  1. rossana il 31 marzo 2011 alle 22:47

    stanno progredendo in cultura certo sono lontani da capire come le tribu “americane” ke consideravano un gay come simile xkè diciamolo quello ke faceva sotto la tenda non erano affari loro :))

  2. Mirfet il 1 aprile 2011 alle 07:09

    Bene. Una parte di me è contenta. Un’altra è arrabbiata, e un po’ stufa, come di una cosa durata fin troppo e di cui non si vede la fine, e dice, “ma come, siamo veramente ancora così lontani”?
    (In questi giorni sto leggendo doc vaticani: agghiaccianti, considerazioni quasi filonaziste, direi).

  3. franco buffoni il 1 aprile 2011 alle 08:07

    Mirfet hai perfettamente ragione: la deriva vaticana è sotto gli occhi di tutti:

    https://www.nazioneindiana.com/2011/03/26/diritti-fondamentali/#comments

    Il mondo civile da tempo gli ha voltato le spalle. In mezzo al guado restiamo noi, con i politicanti che ci ritroviamo…

  4. Mirfet il 1 aprile 2011 alle 08:32

    Sì, avevo seguito anche lì. (ti seguo sempre :-))
    Questi documenti sono accessibili a tutti, possibile che così poca gente si prenda la briga di leggerli? Sono scritti anche in maniera molto semplice, chiara: la scusa dell’incomprensibilità linguistica non regge.
    Il mondo civile ha voltato le spalle a se stesso.

  5. franco buffoni il 1 aprile 2011 alle 11:16

    Hold on! Teniamo duro, almeno noi…

  6. Ares il 1 aprile 2011 alle 12:46

    Effettivamente doveva essere di competenza dello stato Italiano provvedere ad una legge paragonabile alla 52/09 e non di una regione; adesso che si deve fare, andiamo a farci ricoverare in Liguria ?

  7. franco buffoni il 1 aprile 2011 alle 15:58

    Certo Ares, difatti nel 2009 scrivevo: “Ma quando lo stato non decide – anzi palesemente disattende l’art. 13 del Trattato di Amsterdam – e un consiglio regionale, per contro, mostra dignità e autonomia decisionale, non sarebbe il caso almeno di parlarne, facendo circolare la notizia? ” Bene, ci ha pensato la Corte costituzionale accogliendo il ricorso della regione Liguria. Questo pronunciamento – d’ora in poi – potrà essere impugnato anche in altre regioni. Per aspera… fb

  8. gianluca garrapa il 5 aprile 2011 alle 09:53

    sembra quasi che l’omo-sensibilità faccia paura ad alcuni, un po’ come faceva paura l’idea che le donne si potessero ‘riappropriare’ del loro utero. si spera solo che poi l’omo-sensibilità resti tale e non si ‘maschilizzi’ come è successo e succede a molte donne che hanno indossato e indossano il burka del maschilismo per essere considerate alla pari degli uomini.



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