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	Commenti a: SANTO DI TUTTI ?	</title>
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		<title>
		Di: SANTO DI TUTTI ? – Nazione Indiana : Made in India		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2011/04/30/santo-di-tutti/#comment-151507</link>

		<dc:creator><![CDATA[SANTO DI TUTTI ? – Nazione Indiana : Made in India]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 16 May 2011 18:58:13 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[[...] il link: SANTO DI TUTTI ? – Nazione Indiana   Share  var addthis_config = {&#034;data_track_clickback&#034;:true};   Categoria: [...]]]></description>
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		Di: Ares		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2011/04/30/santo-di-tutti/#comment-151499</link>

		<dc:creator><![CDATA[Ares]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 16 May 2011 17:32:03 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@Galbiati 

Era un augurio ovviamente, non poteva essere altro. 

Sparisco, torno ora dall&#039;omofoba Istambul e devo disfare le valige ^__-]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@Galbiati </p>
<p>Era un augurio ovviamente, non poteva essere altro. </p>
<p>Sparisco, torno ora dall&#8217;omofoba Istambul e devo disfare le valige ^__-</p>
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		<title>
		Di: lorenzo galbiati		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2011/04/30/santo-di-tutti/#comment-151406</link>

		<dc:creator><![CDATA[lorenzo galbiati]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 15 May 2011 15:58:15 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Per concludere con gli OT,
sperando che arduino legga:

Le stragi (appena iniziate) della Nato:
http://it.peacereporter.net/articolo/28480/
Il+vescovo+di+Tripoli%3A+%27La+Nato+sta+uccidendo+civili%27]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Per concludere con gli OT,<br />
sperando che arduino legga:</p>
<p>Le stragi (appena iniziate) della Nato:<br />
<a href="http://it.peacereporter.net/articolo/28480/" rel="nofollow ugc">http://it.peacereporter.net/articolo/28480/</a><br />
Il+vescovo+di+Tripoli%3A+%27La+Nato+sta+uccidendo+civili%27</p>
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		<title>
		Di: lorenzo galbiati		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2011/04/30/santo-di-tutti/#comment-151261</link>

		<dc:creator><![CDATA[lorenzo galbiati]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 12 May 2011 23:33:37 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Attacco Nato su Tripoli: si chiama terrorismo. Alla fine si conteranno i morti fatti dalla Nato, e ci son, purtroppo, come quasi sempre, molte probabilità che superino come numero quello presunto di morti che AVREBBE potuto fare Gheddafi prima dell&#039;intervento terroristico Nato-ONU.

&quot;Tg e agenzie continuano a chiedersi che fine abbia fatto Gheddafi, ma la notizia che più dovrebbe preoccupare è quella relativa al disastro provocato in Libia dai bombardamenti della Nato – italiani compresi. Presto a Tripoli arriverà una minidelegazione italiana composta di volontari e giornalisti. Per ora a squarciare il velo di silenzio e di omertà imposto sul teatro delle operazioni militari dai grandi media sono alcuni esponenti religiosi cattolici presenti nella capitale libica, ripresi dall’agenzia missionaria Misna. Secondo le testimonianze degli ultimi giorni la popolazione di Tripoli è sotto shock a causa dei continui e sempre più aggressivi bombardamenti della Nato che ieri pomeriggio hanno colpito anche alcune aree centrali della città, causando feriti e danni agli edifici civili e agli ospedali. “Abbiamo avuto notizie di bambini e di personale medico rimasti feriti” ha testimoniato alla MISNA una fonte missionaria nella capitale libica dove la vita quotidiana si fa sempre più difficile. Naturalmente, i bombardamenti della Nato che nelle ultime 48 ore hanno colpito la capitale libica miravano ufficialmente a obiettivi “militari”. Ieri sembra sia stata colpita la sede della televisione di stato e dell’agenzia stampa nazionale, la ‘Sana’, oltre agli edifici dei servizi di intelligence e al compound del colonnello Muammar Gheddafi.
“Fonti sanitarie dei reparti di maternità osservano nelle ultime settimane un elevato numero di aborti spontanei, probabilmente a causa del trauma legato alla situazione che stiamo vivendo. Oltre alla paura delle bombe e al clima di tensione e diffidenza che regna in città, è sempre più difficile rifornirsi di cibo e carburante. Per fare un pieno servono 10 ore di fila nelle stazioni di benzina. Del dramma psicologico vissuto dalla popolazione, nessuno parla” denuncia la fonte.
Oltre 746.000 persone sono fuggite dalla Libia dall’inizio della guerra civile tra le forze di Gheddafi e i ribelli e altre 5000 persone sarebbero attualmente bloccate ai confini con l’Egitto, la Tunisia e il Niger, secondo le ultime cifre ufficiali fornite dalle Nazioni Unite. “Il conflitto, il crollo delle infrastrutture e la penuria di denaro e di carburante stanno causando gravi problemi alla popolazione. Questa situazione avrà un impatto serio per i più vulnerabili per diversi mesi” ha detto Valerie Amos, vice segretaria generale dell’Onu per gli Affari umanitari. Forse l’ONU, prima di dare il via libera alla cosiddetta ‘No Fly Zone’, avrebbe potuto pensarci meglio...&quot;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Attacco Nato su Tripoli: si chiama terrorismo. Alla fine si conteranno i morti fatti dalla Nato, e ci son, purtroppo, come quasi sempre, molte probabilità che superino come numero quello presunto di morti che AVREBBE potuto fare Gheddafi prima dell&#8217;intervento terroristico Nato-ONU.</p>
<p>&#8220;Tg e agenzie continuano a chiedersi che fine abbia fatto Gheddafi, ma la notizia che più dovrebbe preoccupare è quella relativa al disastro provocato in Libia dai bombardamenti della Nato – italiani compresi. Presto a Tripoli arriverà una minidelegazione italiana composta di volontari e giornalisti. Per ora a squarciare il velo di silenzio e di omertà imposto sul teatro delle operazioni militari dai grandi media sono alcuni esponenti religiosi cattolici presenti nella capitale libica, ripresi dall’agenzia missionaria Misna. Secondo le testimonianze degli ultimi giorni la popolazione di Tripoli è sotto shock a causa dei continui e sempre più aggressivi bombardamenti della Nato che ieri pomeriggio hanno colpito anche alcune aree centrali della città, causando feriti e danni agli edifici civili e agli ospedali. “Abbiamo avuto notizie di bambini e di personale medico rimasti feriti” ha testimoniato alla MISNA una fonte missionaria nella capitale libica dove la vita quotidiana si fa sempre più difficile. Naturalmente, i bombardamenti della Nato che nelle ultime 48 ore hanno colpito la capitale libica miravano ufficialmente a obiettivi “militari”. Ieri sembra sia stata colpita la sede della televisione di stato e dell’agenzia stampa nazionale, la ‘Sana’, oltre agli edifici dei servizi di intelligence e al compound del colonnello Muammar Gheddafi.<br />
“Fonti sanitarie dei reparti di maternità osservano nelle ultime settimane un elevato numero di aborti spontanei, probabilmente a causa del trauma legato alla situazione che stiamo vivendo. Oltre alla paura delle bombe e al clima di tensione e diffidenza che regna in città, è sempre più difficile rifornirsi di cibo e carburante. Per fare un pieno servono 10 ore di fila nelle stazioni di benzina. Del dramma psicologico vissuto dalla popolazione, nessuno parla” denuncia la fonte.<br />
Oltre 746.000 persone sono fuggite dalla Libia dall’inizio della guerra civile tra le forze di Gheddafi e i ribelli e altre 5000 persone sarebbero attualmente bloccate ai confini con l’Egitto, la Tunisia e il Niger, secondo le ultime cifre ufficiali fornite dalle Nazioni Unite. “Il conflitto, il crollo delle infrastrutture e la penuria di denaro e di carburante stanno causando gravi problemi alla popolazione. Questa situazione avrà un impatto serio per i più vulnerabili per diversi mesi” ha detto Valerie Amos, vice segretaria generale dell’Onu per gli Affari umanitari. Forse l’ONU, prima di dare il via libera alla cosiddetta ‘No Fly Zone’, avrebbe potuto pensarci meglio&#8230;&#8221;</p>
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		<title>
		Di: lorenzo galbiati		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2011/04/30/santo-di-tutti/#comment-151252</link>

		<dc:creator><![CDATA[lorenzo galbiati]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 12 May 2011 18:59:38 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[maria, 
se non dico io quello che penso possa essere una vera riforma, come posso reclamare dei politici che mi rappresentano?
Io sostengo l&#039;uscita dell&#039;Italia dalla Nato e la sua smilitarizzazione a favore di una ONU che si faccia carico della difesa degli stati, una ONU senza più consiglio di sicurezza con 5 stati con potere di veto, una ONU cui ogni stato fornisca esercito armato e non armato volontario, una ONU ovviamente tutta da riprogettare perché non siam più nel 1948 ed è semplicemente folle continuare a pensare che 5 stati possano fare quel che vogliono impunemente solo perché hanno vinto una guerra 60 anni fa. Stati che, se applicassimo le leggi di Norimberga, avrebbero i loro presidenti tutti condannati per crimini contro l&#039;umanità (gli USA e la Russia senz&#039;altro). Che sia fattibile o meno, non è colpa mia: io farei così, e ai politici della sinistra chiedo questo. E di certo sono le persone che si fanno andare bene la realtà presente a impedire il cambiamento, il quale non è utopia, è fattibilissimo, se lo si vuole.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>maria,<br />
se non dico io quello che penso possa essere una vera riforma, come posso reclamare dei politici che mi rappresentano?<br />
Io sostengo l&#8217;uscita dell&#8217;Italia dalla Nato e la sua smilitarizzazione a favore di una ONU che si faccia carico della difesa degli stati, una ONU senza più consiglio di sicurezza con 5 stati con potere di veto, una ONU cui ogni stato fornisca esercito armato e non armato volontario, una ONU ovviamente tutta da riprogettare perché non siam più nel 1948 ed è semplicemente folle continuare a pensare che 5 stati possano fare quel che vogliono impunemente solo perché hanno vinto una guerra 60 anni fa. Stati che, se applicassimo le leggi di Norimberga, avrebbero i loro presidenti tutti condannati per crimini contro l&#8217;umanità (gli USA e la Russia senz&#8217;altro). Che sia fattibile o meno, non è colpa mia: io farei così, e ai politici della sinistra chiedo questo. E di certo sono le persone che si fanno andare bene la realtà presente a impedire il cambiamento, il quale non è utopia, è fattibilissimo, se lo si vuole.</p>
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		<title>
		Di: maria		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2011/04/30/santo-di-tutti/#comment-151220</link>

		<dc:creator><![CDATA[maria]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 12 May 2011 08:17:11 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Non solo non sono indifferente ma io sarei per un’ONU completamente riformata, con un esercito suo, e con un corpo di pace non-armato. Che agiscano però con un diritto che sia lo stesso per tutti: se gli Usa &#038; Co. bombardano l’Iraq e l’Afghanistan, l’ONU dovrebbe fermarli. Se Israele bombarda Libano e Gaza, l’ONU dovrebbe fermarlo; se la Nato bombarda Serbia e Libia, l’ONu dovrebbe fermarli


maria
lorenzo, l&#039;onu non è opera dello spirito santo ma frutto di rapporti politici e diplomatici tra le varie potenze del mondo.

Non vedo come una forza di pace come tu dici possa fermare i bombardamenti con il diritto, anch&#039;esso tutt&#039;altro che neutro,  e sempre molto aggirabile, e l&#039;esercito &quot;tutto suo&quot; che prefiguri dovrebbe essere armato per essere definito tale e cosa dovrebbe fare, levarsi in volo e scontrarsi con chi fa la guerra affinchè smetta?

Mi sembra uno scenario improponibile .]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non solo non sono indifferente ma io sarei per un’ONU completamente riformata, con un esercito suo, e con un corpo di pace non-armato. Che agiscano però con un diritto che sia lo stesso per tutti: se gli Usa &amp; Co. bombardano l’Iraq e l’Afghanistan, l’ONU dovrebbe fermarli. Se Israele bombarda Libano e Gaza, l’ONU dovrebbe fermarlo; se la Nato bombarda Serbia e Libia, l’ONu dovrebbe fermarli</p>
<p>maria<br />
lorenzo, l&#8217;onu non è opera dello spirito santo ma frutto di rapporti politici e diplomatici tra le varie potenze del mondo.</p>
<p>Non vedo come una forza di pace come tu dici possa fermare i bombardamenti con il diritto, anch&#8217;esso tutt&#8217;altro che neutro,  e sempre molto aggirabile, e l&#8217;esercito &#8220;tutto suo&#8221; che prefiguri dovrebbe essere armato per essere definito tale e cosa dovrebbe fare, levarsi in volo e scontrarsi con chi fa la guerra affinchè smetta?</p>
<p>Mi sembra uno scenario improponibile .</p>
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		<title>
		Di: maria		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2011/04/30/santo-di-tutti/#comment-151216</link>

		<dc:creator><![CDATA[maria]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 12 May 2011 07:47:38 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Non solo non sono indifferente ma io sarei per un’ONU completamente riformata, con un esercito suo, e con un corpo di pace non-armato. Che agiscano però con un diritto che sia lo stesso per tutti: se gli Usa &#038; Co. bombardano l’Iraq e l’Afghanistan, l’ONU dovrebbe fermarli. Se Israele bombarda Libano e Gaza, l’ONU dovrebbe fermarlo; se la Nato bombarda Serbia e Libia, l’ONu dovrebbe fermarli

maria
l&#039;onu non è opera dello spirito santo ma  frutto di rapporti di forza politici e diplomatici a livello internazionale.

Detto questo che non è poco, mi  chiedo come  un&#039;organizzazione di pace senza armi potrebbe fermare bombardamenti decisi  via via dalle grandi potenze del mondo. O spetterebbe all&#039;esercito &quot;tutto suo&quot; di cui parli? E come in tal caso? Come potrebbe impedire questo esercito che altri eserciti smettano di invadere e bombardare?
Mi sembra un&#039;ipotesi improponibile perchè irrealizzabile.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non solo non sono indifferente ma io sarei per un’ONU completamente riformata, con un esercito suo, e con un corpo di pace non-armato. Che agiscano però con un diritto che sia lo stesso per tutti: se gli Usa &amp; Co. bombardano l’Iraq e l’Afghanistan, l’ONU dovrebbe fermarli. Se Israele bombarda Libano e Gaza, l’ONU dovrebbe fermarlo; se la Nato bombarda Serbia e Libia, l’ONu dovrebbe fermarli</p>
<p>maria<br />
l&#8217;onu non è opera dello spirito santo ma  frutto di rapporti di forza politici e diplomatici a livello internazionale.</p>
<p>Detto questo che non è poco, mi  chiedo come  un&#8217;organizzazione di pace senza armi potrebbe fermare bombardamenti decisi  via via dalle grandi potenze del mondo. O spetterebbe all&#8217;esercito &#8220;tutto suo&#8221; di cui parli? E come in tal caso? Come potrebbe impedire questo esercito che altri eserciti smettano di invadere e bombardare?<br />
Mi sembra un&#8217;ipotesi improponibile perchè irrealizzabile.</p>
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		<title>
		Di: lorenzo galbiati		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2011/04/30/santo-di-tutti/#comment-151210</link>

		<dc:creator><![CDATA[lorenzo galbiati]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 12 May 2011 00:32:26 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Caro arduino (preferirei nome e cognome: me li ricorda?)
le rispondo brevemente.
Innanzi tutto, nel suo commento non finito, lei non ha risposto in modo chiaro a quasi nessuna delle mie, molto concrete, domande. E questo complica il dialogo, perché se uno usa le domande come spunto dare mille informazioni senza però entrare nel merito, nello stretto mero merito, della domanda, si fa informazione più che dibattito sulle opinioni - che pure si formano sulle informazioni, ma non si fermano sulle informazioni.

Quindi:
1 Lei dice che l&#039;ONU è passato dalla non ingerenza dei caschi blu all&#039;ingerenza bella e buona con eserciti nazionali perché i caschi blu sono stati scannati. E questa è una lettura, che io non condivido granché, ma che si pone sempre al di sopra, o al di sotto, delle mie domande: ma ha/aveva il diritto di farlo? E non dico tanto in teoria, quanto nella verie fattispecie?
Lei per es. dice: &quot;Intanto gli eventi bellici e i massacri continuano, nonostante continui sforzi diplomatici.&quot;, come se gli eventi bellici e i massacri li facessero sempre stati non della Nato, o stati che agiscono per conto delle risoluzioni ONU. 
&quot;Credo che i guai dei caschi blu e la sostanziale inefficia delle iniziative internazionali la lascino indifferente, visto che dal suo punto di vista si tratta di picciotti che vanno incontro alla fine che meritano mentre eseguono le criminali disposizioni dei loro capicosca mafiosi,&quot;
Non solo non sono indifferente ma io sarei per un&#039;ONU completamente riformata, con un esercito suo, e con un corpo di pace non-armato.  Che agiscano però con un diritto che sia lo stesso per tutti: se gli Usa &#038; Co. bombardano l&#039;Iraq e l&#039;Afghanistan, l&#039;ONU dovrebbe fermarli. Se Israele bombarda Libano e Gaza, l&#039;ONU dovrebbe fermarlo; se la Nato bombarda Serbia e Libia, l&#039;ONu dovrebbe fermarli. Bombardamenti, tutti questi, che hanno causato stragi di civili e che sono avvenuti senza che gli stati bombardati minacciassero altri stati.  Per quanto riguarda Srebrenica e il Ruanda, credo che trattandosi di genocidio o quasi-genocidio, si possa pensare a un diritto (diritto= legge uguale per tutti, non legge arbitraria ossia uguale per tutti tranne per i 5 membri del consiglio di sicurezza + loro alleati).

2) Libia. Mi dica, a questo punto, che si fa? 
Innanzi tutto, si doveva mettere sanzioni al regime di Gheddafi già da tempo. Poi, alla Francia e alla GB conviene la guerra per motivi politici ed economici. Gheddafi inoltre è un non allineato, e gli USA da 25 anni lo vorrebbero morto (ricorda i bombardamenti del 1986?). Quindi, siamo di fronte al solito atto di prepotenza mistificato con una risoluzione ad hoc, che peraltro è oramai del tutto disattesa. Come noi pacifisti diciamo sin dall&#039;inizio, la guerra sarà lunga, viene fatta per uccidere o ribaltare il regime, e farà come sta facendo molte vittime civili, probably molte più di quelle che avrebbe fatto il rais da solo. Ma lei le conta le vittime della Nato? Pare di NO. Intanto la Russia denuncia che uccidere Gheddafi va oltre la risoluzione ONU e magari anche bombardare Tripoli e fare stragi di civili. 
&quot;Si aspetta per vedere come va a finire, ci si impegna in uno studio di erudita filologia sull’uso della retorica nel discorso politico arabo per verificare se alla prolusione fluviale delle minacce corrisponda a posteriori un successivo mantenimento delle medesime, ci si impegna in una trattativa a oltranza i cui rischi sono tutti a degli abitanti di Bengasi e nessuno a carico dei negoziatori? O si impone un ultimatum secco all’aggressore bloccandolo con la forza se non si ferma da solo? Mi dia un suo parere in proposito.&quot;
Lei parla sempre come se da una parte ci sia un lupo e dall&#039;altra agnelli da salvare, ma non è così. C&#039;è un dittatore, ci sono insorti armati, c&#039;è una guerra civile e c&#039;è un diritto/dovere di non ingerenza, che io terrei ben saldo tranne in caso di genocidio. C&#039;è un arbitrio dell&#039;ingerenza che dovrebbe avvenire per evitare stragi di civili, ma che avviene per uccidere il rais o farlo fuggire e ribaltare il regime, un chiaro esempio di abuso del diritto. Ci sono gli insorti, che non vogliono trattare, non vogliono tregue. E che sono rappresentati da un criminale come Gheddafi, fino all&#039;altro ieri suo ministro. C&#039;è poi che stiamo parlando della Libia, e non della Costa d&#039;Avorio, della Siria, dell&#039;assedio di Gaza e delle centinaia di bambini uccisi da Israele ogni anno perché questo conviene a Francia e GB e Italia (per i profughi) e America, e tutto sommato frega poco a Russia e Cina. Questo non è diritto, è fare la guerra per gli interessi di una parte. Quindi, di nuovo, che farei io? Inizierei con l&#039;essere pacifista: basta armi e accordi militari con stati guerrafondai, basta Nato, basta ONU in mano a 5 stati. Riforma dell&#039;ONU, esercito ONU armato e non armato, e basta eserciti nazionali. Basta crimini contro l&#039;umanità, come uccisioni mirate (Gheddafi e suoi familiari) fatte con la scusa di una risoluzione che dal salvare i civili viene usata per ribaltare regimi quando alcuni stati lo vogliono.Circa la Cina, famelica di energia, essa importa l’11% del petrolio libico e in Libia lavoravano migliaia di lavoratori cinesi, non immigrati semiclandestini in stile di laboratorio tessili nascosto nei dintorni di Prato, ma lavoratori impiegati in commesse energetiche e di infrastrutture, evacuati ai primi scontri E la Cina può permettersi di fare i fatti suoi in Tibet e nelle repressione di altre minoranze etniche, senza proporre immaginari baratti con i moscerini francesi e italiani per le faccende libiche, oltre ad avere un formidabile potere di contrattazione con gli USA, visto che detiene una quota elevata del gigantesco debito pubblico americano.

3) ONU organizzazione mafiosa
Grazie dei link ma nei suoi link cita azioni ONU che vorrebbe far passare come pregio ma che per me sono manifestazioni della sua faziosità (mafiosità) nascosta dietro alle formule del diritto: 
-Iraq: l&#039;ONU si è impegnata nell&#039;occupazione: doveva impegnarsi nel fermare e poi sanzionare USA e altri stati aggressori.
- Afghanistan: idem
-Israele/Libano: l&#039;ONU si è impegnata in una interposizione che avviene in territorio libanese: ma è stato Israele a invadere! E&#039; Israele che dovrebbe essere controllato, non il Libano! 
E si potrebbe continuare.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Caro arduino (preferirei nome e cognome: me li ricorda?)<br />
le rispondo brevemente.<br />
Innanzi tutto, nel suo commento non finito, lei non ha risposto in modo chiaro a quasi nessuna delle mie, molto concrete, domande. E questo complica il dialogo, perché se uno usa le domande come spunto dare mille informazioni senza però entrare nel merito, nello stretto mero merito, della domanda, si fa informazione più che dibattito sulle opinioni &#8211; che pure si formano sulle informazioni, ma non si fermano sulle informazioni.</p>
<p>Quindi:<br />
1 Lei dice che l&#8217;ONU è passato dalla non ingerenza dei caschi blu all&#8217;ingerenza bella e buona con eserciti nazionali perché i caschi blu sono stati scannati. E questa è una lettura, che io non condivido granché, ma che si pone sempre al di sopra, o al di sotto, delle mie domande: ma ha/aveva il diritto di farlo? E non dico tanto in teoria, quanto nella verie fattispecie?<br />
Lei per es. dice: &#8220;Intanto gli eventi bellici e i massacri continuano, nonostante continui sforzi diplomatici.&#8221;, come se gli eventi bellici e i massacri li facessero sempre stati non della Nato, o stati che agiscono per conto delle risoluzioni ONU.<br />
&#8220;Credo che i guai dei caschi blu e la sostanziale inefficia delle iniziative internazionali la lascino indifferente, visto che dal suo punto di vista si tratta di picciotti che vanno incontro alla fine che meritano mentre eseguono le criminali disposizioni dei loro capicosca mafiosi,&#8221;<br />
Non solo non sono indifferente ma io sarei per un&#8217;ONU completamente riformata, con un esercito suo, e con un corpo di pace non-armato.  Che agiscano però con un diritto che sia lo stesso per tutti: se gli Usa &amp; Co. bombardano l&#8217;Iraq e l&#8217;Afghanistan, l&#8217;ONU dovrebbe fermarli. Se Israele bombarda Libano e Gaza, l&#8217;ONU dovrebbe fermarlo; se la Nato bombarda Serbia e Libia, l&#8217;ONu dovrebbe fermarli. Bombardamenti, tutti questi, che hanno causato stragi di civili e che sono avvenuti senza che gli stati bombardati minacciassero altri stati.  Per quanto riguarda Srebrenica e il Ruanda, credo che trattandosi di genocidio o quasi-genocidio, si possa pensare a un diritto (diritto= legge uguale per tutti, non legge arbitraria ossia uguale per tutti tranne per i 5 membri del consiglio di sicurezza + loro alleati).</p>
<p>2) Libia. Mi dica, a questo punto, che si fa?<br />
Innanzi tutto, si doveva mettere sanzioni al regime di Gheddafi già da tempo. Poi, alla Francia e alla GB conviene la guerra per motivi politici ed economici. Gheddafi inoltre è un non allineato, e gli USA da 25 anni lo vorrebbero morto (ricorda i bombardamenti del 1986?). Quindi, siamo di fronte al solito atto di prepotenza mistificato con una risoluzione ad hoc, che peraltro è oramai del tutto disattesa. Come noi pacifisti diciamo sin dall&#8217;inizio, la guerra sarà lunga, viene fatta per uccidere o ribaltare il regime, e farà come sta facendo molte vittime civili, probably molte più di quelle che avrebbe fatto il rais da solo. Ma lei le conta le vittime della Nato? Pare di NO. Intanto la Russia denuncia che uccidere Gheddafi va oltre la risoluzione ONU e magari anche bombardare Tripoli e fare stragi di civili.<br />
&#8220;Si aspetta per vedere come va a finire, ci si impegna in uno studio di erudita filologia sull’uso della retorica nel discorso politico arabo per verificare se alla prolusione fluviale delle minacce corrisponda a posteriori un successivo mantenimento delle medesime, ci si impegna in una trattativa a oltranza i cui rischi sono tutti a degli abitanti di Bengasi e nessuno a carico dei negoziatori? O si impone un ultimatum secco all’aggressore bloccandolo con la forza se non si ferma da solo? Mi dia un suo parere in proposito.&#8221;<br />
Lei parla sempre come se da una parte ci sia un lupo e dall&#8217;altra agnelli da salvare, ma non è così. C&#8217;è un dittatore, ci sono insorti armati, c&#8217;è una guerra civile e c&#8217;è un diritto/dovere di non ingerenza, che io terrei ben saldo tranne in caso di genocidio. C&#8217;è un arbitrio dell&#8217;ingerenza che dovrebbe avvenire per evitare stragi di civili, ma che avviene per uccidere il rais o farlo fuggire e ribaltare il regime, un chiaro esempio di abuso del diritto. Ci sono gli insorti, che non vogliono trattare, non vogliono tregue. E che sono rappresentati da un criminale come Gheddafi, fino all&#8217;altro ieri suo ministro. C&#8217;è poi che stiamo parlando della Libia, e non della Costa d&#8217;Avorio, della Siria, dell&#8217;assedio di Gaza e delle centinaia di bambini uccisi da Israele ogni anno perché questo conviene a Francia e GB e Italia (per i profughi) e America, e tutto sommato frega poco a Russia e Cina. Questo non è diritto, è fare la guerra per gli interessi di una parte. Quindi, di nuovo, che farei io? Inizierei con l&#8217;essere pacifista: basta armi e accordi militari con stati guerrafondai, basta Nato, basta ONU in mano a 5 stati. Riforma dell&#8217;ONU, esercito ONU armato e non armato, e basta eserciti nazionali. Basta crimini contro l&#8217;umanità, come uccisioni mirate (Gheddafi e suoi familiari) fatte con la scusa di una risoluzione che dal salvare i civili viene usata per ribaltare regimi quando alcuni stati lo vogliono.Circa la Cina, famelica di energia, essa importa l’11% del petrolio libico e in Libia lavoravano migliaia di lavoratori cinesi, non immigrati semiclandestini in stile di laboratorio tessili nascosto nei dintorni di Prato, ma lavoratori impiegati in commesse energetiche e di infrastrutture, evacuati ai primi scontri E la Cina può permettersi di fare i fatti suoi in Tibet e nelle repressione di altre minoranze etniche, senza proporre immaginari baratti con i moscerini francesi e italiani per le faccende libiche, oltre ad avere un formidabile potere di contrattazione con gli USA, visto che detiene una quota elevata del gigantesco debito pubblico americano.</p>
<p>3) ONU organizzazione mafiosa<br />
Grazie dei link ma nei suoi link cita azioni ONU che vorrebbe far passare come pregio ma che per me sono manifestazioni della sua faziosità (mafiosità) nascosta dietro alle formule del diritto:<br />
-Iraq: l&#8217;ONU si è impegnata nell&#8217;occupazione: doveva impegnarsi nel fermare e poi sanzionare USA e altri stati aggressori.<br />
&#8211; Afghanistan: idem<br />
-Israele/Libano: l&#8217;ONU si è impegnata in una interposizione che avviene in territorio libanese: ma è stato Israele a invadere! E&#8217; Israele che dovrebbe essere controllato, non il Libano!<br />
E si potrebbe continuare.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: lorenzo galbiati		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2011/04/30/santo-di-tutti/#comment-151091</link>

		<dc:creator><![CDATA[lorenzo galbiati]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 May 2011 00:19:58 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=38892#comment-151091</guid>

					<description><![CDATA[aspettavo il seguito, 
arduino, 
ma visto che non arriva, risponderò io domani.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>aspettavo il seguito,<br />
arduino,<br />
ma visto che non arriva, risponderò io domani.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: arduino		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2011/04/30/santo-di-tutti/#comment-150911</link>

		<dc:creator><![CDATA[arduino]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 05 May 2011 21:58:23 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=38892#comment-150911</guid>

					<description><![CDATA[@lorenzo galbiati
mi scuso per il ritardo della mia replica, questo è il primo pezzo, il resto tra domani e sabato, sono piuttosto preso in questi giorni, comunque vediamo un punto alla volta:
1) peace enforcing / imposizione della pace / azioni di guerra su mandato ONU
Prendiamola alla lontana, succede che nel 1989 cade l&#039;Unione Sovietica, vengono meno lo schema bipolare e i legami di vassallagio politico che legavano le nazioni minori alle superpotenze. Ecco un bel po&#039; di cani sciolti in giro senza nessuno cui rendere conto e obbedienza, mentre le tensioni congelate dal 1945 in poi esplodono un po&#039; ovunque. In questa situazione le forze di interposizione ONU, prima dislocate solo con l&#039;accordo delle superpotenze dominanti e per questo pressoché intangibili, perdono di autorità e non ci si fa scrupolo di ignorarne le disposizioni e anche di attaccarle. Così in Ruanda sono ammazzati i caschi blu belgi, in Somalia prima i pachistani che dovevano disarmare i signori della guerra, poi gli americani che cercavano di arrestare il responsabile del massacro dei pachistani, in Bosnia i caschi blu buffi sono presi in ostaggio e incatenati come scudi umani a obiettivi sensibili, i caschi blu olandesi sono malamente scacciati da Vladic a Srebrenica, una cinquantina (mi pare) di caschi blu francesi muoiono facendo da bersaglio ai cecchini a Sarajevo. Intanto gli eventi bellici e i massacri continuano, nonostante continui sforzi diplomatici. Credo che i guai dei caschi blu e la sostanziale inefficia delle iniziative internazionali la lascino indifferente, visto che dal suo punto di vista si tratta di picciotti che vanno incontro alla fine che meritano mentre eseguono le criminali disposizioni dei loro capicosca mafiosi, ma la cosa piace poco ai governi che mettono i loro soldati a disposizione dell&#039;ONU e ancora meno a quelle fumose e manipolabili entità che sono le opinioni pubbliche, per cui ai caschi blu vengono garantite regole d&#039;ingaggio che concedono più spazio all&#039;autodifesa e, in certi casi, anche l&#039;autorità di imporre con la forza il rispetto delle risoluzioni. Inoltre si arriva alla scontata considerazione che intervenendo dal cielo sia molto meno rischioso che mandare truppe sul terreno, e così, a partire dalla no fly zone imposte sulle aree sotto protezione ONU in Bosnia (1995), molta dell&#039;operatività si sposta sugli interventi attachi aerei. 
E qualcosa succede. Se a Srebrenica Mladic può sloggiare gli olandesi in virtù della sua supremazia militare e della sicurezza dell&#039;impunità e ha le mani libere per il massacro (luglio 1995), nel febbraio 1996 le cose sono cambiate. Così quando gli assedianti di Sarajevo dichiarano di garantire l&#039;annientamento per chi tentasse di riaprire la strada verso la costa e di rompere gli assedio dopo sei anni, le autorità ONU di Sarajevo, forti di risoluzioni che consentono l&#039;uso della forza contro chi agisse le città protette e avendo ai loro ordini un paio di agguerrite cosche mafiose, cioè la forza di intervento rapida franco-inglese e l&#039;aviazione NATO, sono nelle condizioni di ignorare le minnacce e di porre fine all&#039;assedio. Scelga lei lo scenario che preferisce.

2) Libia
Rispetto le opinioni di Lucio Caracciolo, sono d&#039;accordo con lui sul fatto che per gli americani, in crisi nera di cassa, la guerra libica sia una inutile seccatura, che non si tratti di una battaglia nascosta tra ENI e Total, che dal punto di vista operativo il problema sia del tutto in mano a Gran Bretagna/Francia/Italia (presa per la collottola da Obama e sbattuta in prima linea), che Al Jazeera abbia esagerato il numero iniziale delle vittime ma credo che la guerra civile libica in corso sia qualcosa di più rispetto a una routinaria ribellione della Cirenaica contro Tripoli, e questo ben prima dell&#039;intervento ONU. Durante le rivolte precedenti non era mai accaduto che tutti i lavoratori stranieri fossero evacuati(ivi compresi qualche migliaia di cinesi), che la repressione richiedesse il dispiegamento dell&#039;esercito, con mezzi corazzati e con interventi aerei, che ambasciatori libici in mezzo mondo disertassero, che si formasse un sia pur maldestro un governo provvisorio contro Gheddafi, in grado di cogliere qualche iniziale successo sul terreno, che la Lega Araba richiedesse all&#039;unanimità un intervento prima diplomatico (risoluzione 1970) e poi militare (risoluzione 1973). Inoltre nell&#039;analisi di Caracciolo manca l&#039;indicazione del cui prodest per un rivolgimento in Libia, visto che ribadisce il disinteresse se non la contrarietà USA e l&#039;assenza di una competizione per gli appalti libici. Ripeto poi che la Libia di Gheddafi non è (più) un nido di terroristi o una economia in qualche modo alternativa alle grandi potenze (che so, l&#039;Iran di Mossedeq che nazionalizza le imprese petrolifere straniere), anzi è pienamente organica e inserita nell&#039;economia capitalistica mondiale con le sue concessioni e esportazioni energetiche e con le sue partecipazioni finanziarie in molte imprese occidentali. Insomma un rispettabilissimo e conteso socio d&#039;affari, non un bersaglio per le bombe.

Comunque questa rituale insurrezione della Cirenaica, un po&#039; più rilevante delle altre, si evolve e ora i carri armati di Gheddafi, noto per aver avuto la mano molto pesante nelle respressioni finora con mezzi di polizia ora anche con mezzi militari, sono alle porte di Bengasi e delle altre città passate agli insorti, accompagnate dalle minacce di apocalisse del rais contro i ribelli. Mi dica, a questo punto, che si fa? Si aspetta per vedere come va a finire, ci si impegna in uno studio di erudita filologia sull&#039;uso della retorica nel discorso politico arabo per verificare se alla prolusione fluviale delle minacce corrisponda a posteriori un successivo mantenimento delle medesime, ci si impegna in una trattativa a oltranza i cui rischi sono tutti a degli abitanti di Bengasi e nessuno a carico dei negoziatori? O si impone un ultimatum secco all&#039;aggressore bloccandolo con la forza se non si ferma da solo? Mi dia un suo parere in proposito. 
Circa la Cina, famelica di energia, essa importa l&#039;11% del petrolio libico e in Libia lavoravano migliaia di lavoratori cinesi, non immigrati semiclandestini in stile di laboratorio tessili nascosto nei dintorni di Prato, ma lavoratori impiegati in commesse energetiche e di infrastrutture, evacuati ai primi scontri E la Cina può permettersi di fare i fatti suoi in Tibet e nelle repressione di altre minoranze etniche, senza proporre immaginari baratti con i moscerini francesi e italiani per le faccende libiche, oltre ad avere un formidabile potere di contrattazione con gli USA, visto che detiene una quota elevata del gigantesco debito pubblico americano. 

3) ONU organizzazione mafiosa 
Trova qui http://www.un.org/en/members/index.shtml la lista delle nazioni che si riconoscono nell&#039;organizzazione mafiosa ONU e qui le missioni ONU attualmente in corso (http://www.un.org/wcm/content/site/undpa/field_operations http://www.un.org/en/peacekeeping/operations/current.shtml), a ciascuno decidere se la copertura rispetto alle crisi che attualmente piagano il pianeta sia sufficiente o meno. Osservo per inciso che le crisi in Sudan e in Costa d&#039;Avorio non sono ignorate, anzi credo per la Costa d&#039;Avorio ci si sia arrivato al game over. 
Intendiamoci poi sul perimetro del diritto definito dall&#039;ONU. I cittadini di una nazione delegano parte della loro autonomia allo Stato che, per conto di tutti e con un impegno di equità, regola le controversie tra i cittadini stessi e tra i cittadini e lo Stato. Nel caso ONU questa cessione di autorità da parte delle paesi membri e soprattutto dei paesi membri con diritto di veto, non c&#039;è e realisticamente non credo ci sarà per almeno un paio di secoli, per cui molto di più che nel diritto che riguarda i cittadini di una nazione conta il peso delle nazioni più forti, che di fatto riescono a ritagliarsi zone franche dall&#039;influenza internazionale. Allo stato attuale dell&#039;arte, non credo sia possibile imporre vincoli più stretti ai paesi con diritto vi veto e con maggior pero politico e militare]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@lorenzo galbiati<br />
mi scuso per il ritardo della mia replica, questo è il primo pezzo, il resto tra domani e sabato, sono piuttosto preso in questi giorni, comunque vediamo un punto alla volta:<br />
1) peace enforcing / imposizione della pace / azioni di guerra su mandato ONU<br />
Prendiamola alla lontana, succede che nel 1989 cade l&#8217;Unione Sovietica, vengono meno lo schema bipolare e i legami di vassallagio politico che legavano le nazioni minori alle superpotenze. Ecco un bel po&#8217; di cani sciolti in giro senza nessuno cui rendere conto e obbedienza, mentre le tensioni congelate dal 1945 in poi esplodono un po&#8217; ovunque. In questa situazione le forze di interposizione ONU, prima dislocate solo con l&#8217;accordo delle superpotenze dominanti e per questo pressoché intangibili, perdono di autorità e non ci si fa scrupolo di ignorarne le disposizioni e anche di attaccarle. Così in Ruanda sono ammazzati i caschi blu belgi, in Somalia prima i pachistani che dovevano disarmare i signori della guerra, poi gli americani che cercavano di arrestare il responsabile del massacro dei pachistani, in Bosnia i caschi blu buffi sono presi in ostaggio e incatenati come scudi umani a obiettivi sensibili, i caschi blu olandesi sono malamente scacciati da Vladic a Srebrenica, una cinquantina (mi pare) di caschi blu francesi muoiono facendo da bersaglio ai cecchini a Sarajevo. Intanto gli eventi bellici e i massacri continuano, nonostante continui sforzi diplomatici. Credo che i guai dei caschi blu e la sostanziale inefficia delle iniziative internazionali la lascino indifferente, visto che dal suo punto di vista si tratta di picciotti che vanno incontro alla fine che meritano mentre eseguono le criminali disposizioni dei loro capicosca mafiosi, ma la cosa piace poco ai governi che mettono i loro soldati a disposizione dell&#8217;ONU e ancora meno a quelle fumose e manipolabili entità che sono le opinioni pubbliche, per cui ai caschi blu vengono garantite regole d&#8217;ingaggio che concedono più spazio all&#8217;autodifesa e, in certi casi, anche l&#8217;autorità di imporre con la forza il rispetto delle risoluzioni. Inoltre si arriva alla scontata considerazione che intervenendo dal cielo sia molto meno rischioso che mandare truppe sul terreno, e così, a partire dalla no fly zone imposte sulle aree sotto protezione ONU in Bosnia (1995), molta dell&#8217;operatività si sposta sugli interventi attachi aerei.<br />
E qualcosa succede. Se a Srebrenica Mladic può sloggiare gli olandesi in virtù della sua supremazia militare e della sicurezza dell&#8217;impunità e ha le mani libere per il massacro (luglio 1995), nel febbraio 1996 le cose sono cambiate. Così quando gli assedianti di Sarajevo dichiarano di garantire l&#8217;annientamento per chi tentasse di riaprire la strada verso la costa e di rompere gli assedio dopo sei anni, le autorità ONU di Sarajevo, forti di risoluzioni che consentono l&#8217;uso della forza contro chi agisse le città protette e avendo ai loro ordini un paio di agguerrite cosche mafiose, cioè la forza di intervento rapida franco-inglese e l&#8217;aviazione NATO, sono nelle condizioni di ignorare le minnacce e di porre fine all&#8217;assedio. Scelga lei lo scenario che preferisce.</p>
<p>2) Libia<br />
Rispetto le opinioni di Lucio Caracciolo, sono d&#8217;accordo con lui sul fatto che per gli americani, in crisi nera di cassa, la guerra libica sia una inutile seccatura, che non si tratti di una battaglia nascosta tra ENI e Total, che dal punto di vista operativo il problema sia del tutto in mano a Gran Bretagna/Francia/Italia (presa per la collottola da Obama e sbattuta in prima linea), che Al Jazeera abbia esagerato il numero iniziale delle vittime ma credo che la guerra civile libica in corso sia qualcosa di più rispetto a una routinaria ribellione della Cirenaica contro Tripoli, e questo ben prima dell&#8217;intervento ONU. Durante le rivolte precedenti non era mai accaduto che tutti i lavoratori stranieri fossero evacuati(ivi compresi qualche migliaia di cinesi), che la repressione richiedesse il dispiegamento dell&#8217;esercito, con mezzi corazzati e con interventi aerei, che ambasciatori libici in mezzo mondo disertassero, che si formasse un sia pur maldestro un governo provvisorio contro Gheddafi, in grado di cogliere qualche iniziale successo sul terreno, che la Lega Araba richiedesse all&#8217;unanimità un intervento prima diplomatico (risoluzione 1970) e poi militare (risoluzione 1973). Inoltre nell&#8217;analisi di Caracciolo manca l&#8217;indicazione del cui prodest per un rivolgimento in Libia, visto che ribadisce il disinteresse se non la contrarietà USA e l&#8217;assenza di una competizione per gli appalti libici. Ripeto poi che la Libia di Gheddafi non è (più) un nido di terroristi o una economia in qualche modo alternativa alle grandi potenze (che so, l&#8217;Iran di Mossedeq che nazionalizza le imprese petrolifere straniere), anzi è pienamente organica e inserita nell&#8217;economia capitalistica mondiale con le sue concessioni e esportazioni energetiche e con le sue partecipazioni finanziarie in molte imprese occidentali. Insomma un rispettabilissimo e conteso socio d&#8217;affari, non un bersaglio per le bombe.</p>
<p>Comunque questa rituale insurrezione della Cirenaica, un po&#8217; più rilevante delle altre, si evolve e ora i carri armati di Gheddafi, noto per aver avuto la mano molto pesante nelle respressioni finora con mezzi di polizia ora anche con mezzi militari, sono alle porte di Bengasi e delle altre città passate agli insorti, accompagnate dalle minacce di apocalisse del rais contro i ribelli. Mi dica, a questo punto, che si fa? Si aspetta per vedere come va a finire, ci si impegna in uno studio di erudita filologia sull&#8217;uso della retorica nel discorso politico arabo per verificare se alla prolusione fluviale delle minacce corrisponda a posteriori un successivo mantenimento delle medesime, ci si impegna in una trattativa a oltranza i cui rischi sono tutti a degli abitanti di Bengasi e nessuno a carico dei negoziatori? O si impone un ultimatum secco all&#8217;aggressore bloccandolo con la forza se non si ferma da solo? Mi dia un suo parere in proposito.<br />
Circa la Cina, famelica di energia, essa importa l&#8217;11% del petrolio libico e in Libia lavoravano migliaia di lavoratori cinesi, non immigrati semiclandestini in stile di laboratorio tessili nascosto nei dintorni di Prato, ma lavoratori impiegati in commesse energetiche e di infrastrutture, evacuati ai primi scontri E la Cina può permettersi di fare i fatti suoi in Tibet e nelle repressione di altre minoranze etniche, senza proporre immaginari baratti con i moscerini francesi e italiani per le faccende libiche, oltre ad avere un formidabile potere di contrattazione con gli USA, visto che detiene una quota elevata del gigantesco debito pubblico americano. </p>
<p>3) ONU organizzazione mafiosa<br />
Trova qui <a href="http://www.un.org/en/members/index.shtml" rel="nofollow ugc">http://www.un.org/en/members/index.shtml</a> la lista delle nazioni che si riconoscono nell&#8217;organizzazione mafiosa ONU e qui le missioni ONU attualmente in corso (<a href="http://www.un.org/wcm/content/site/undpa/field_operations" rel="nofollow ugc">http://www.un.org/wcm/content/site/undpa/field_operations</a> <a href="http://www.un.org/en/peacekeeping/operations/current.shtml" rel="nofollow ugc">http://www.un.org/en/peacekeeping/operations/current.shtml</a>), a ciascuno decidere se la copertura rispetto alle crisi che attualmente piagano il pianeta sia sufficiente o meno. Osservo per inciso che le crisi in Sudan e in Costa d&#8217;Avorio non sono ignorate, anzi credo per la Costa d&#8217;Avorio ci si sia arrivato al game over.<br />
Intendiamoci poi sul perimetro del diritto definito dall&#8217;ONU. I cittadini di una nazione delegano parte della loro autonomia allo Stato che, per conto di tutti e con un impegno di equità, regola le controversie tra i cittadini stessi e tra i cittadini e lo Stato. Nel caso ONU questa cessione di autorità da parte delle paesi membri e soprattutto dei paesi membri con diritto di veto, non c&#8217;è e realisticamente non credo ci sarà per almeno un paio di secoli, per cui molto di più che nel diritto che riguarda i cittadini di una nazione conta il peso delle nazioni più forti, che di fatto riescono a ritagliarsi zone franche dall&#8217;influenza internazionale. Allo stato attuale dell&#8217;arte, non credo sia possibile imporre vincoli più stretti ai paesi con diritto vi veto e con maggior pero politico e militare</p>
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