PAZZA IKEA

8 maggio 2011
Pubblicato da

di Bijoy M. Trentin

È noto ormai a tutti che in Italia discutere di diritti civili
significa dibattere di temi cosiddetti “eticamente sensibili”: anche
se, in realtà, bisognerebbe parlare di problemi eticamente
“suscettibili”, sia perché questi sono ancora suscettibili di
influenze tradizionali prevalentemente di marca religiosa sia perché,
metonimicamente, i vessilli della difesa di questi valori
“tradizionali” sono di particolare suscettibilità se si parla di
ampliamento dei diritti. E cosí, puntuale, si risveglia Giovanardi,
che parte all’attacco delle pubblicità dell’Ikea e di Eataly, che
presentano rispettivamente due uomini e due donne di spalle che si
tengono per mano (il testo della prima «Siamo aperti a tutte le
famiglie», della  seconda «Anche noi siamo aperti a tutte le famiglie»
con altre espressioni dai modi piú burocratici), della campagna 2011
Arcigay per la giornata contro l’omofobia, in cui vi sono due donne o
due uomini che si baciano (lo slogan è «Civiltà Prodotto tipico
italiano) e di una rappresentazione teatrale che reinterpreta Romeo e
Giulietta in chiave lgbt (si prevede l’epurazione o la distruzione
anche di tutte le altre opere prodotte dall’antichità a oggi?).
L’anima clericale e autoritaria emerge ancora una volta proprio
nell’ultima occasione, cosí il Sottosegretario alla Presidenza del
Consiglio con delega alle politiche per la famiglia, al contrasto
delle tossicodipendenze e al servizio civile afferma: «Io esprimo la
piena solidarietà a tutte le persone insultate o aggredite per il loro
orientamento sessuale e sono in prima linea contro l’omofobia, ma
lottare contro le discriminazioni non vuol dire sostenere un modello
di famiglia contrario a quello stabilito nella nostra Costituzione,
formata da un uomo e da una donna. Solidarizzo con il mondo gay,
formato da persone che eccellono in tanti campi, ma sono contro certe
sguaiataggini da gay pride, come quando si insulta il Papa offendendo
la sensibilità della maggior parte degli italiani». Insomma, c’è la
lista dei piú frequenti refrain del Sottosegretario, che ormai
quotidianamente interviene per ribadire che non vi può essere parità
di trattamento per tutti gli orientamenti sessuali: le persone glbt
non devono tenersi per mano liberamente, non possono baciarsi
apertamente, non possono sposarsi e adottare figli (vengono anche
invocati articoli costituzionali che risultano inesistenti). Ma, in
questa strenua lotta contro il tempo, Giovanardi non rimane solo,
perché vi è sempre qualche religioso compare (di ogni partito) che gli
fa eco: è la rincorsa a una fantomatica maggioranza elettorale che
sarebbe idealmente intransigente in tema di diritti civili, ma che in
realtà non esiste piú: l’ampliamento dei diritti civili alle persone
lgbt è stato riconosciuto anche in paesi cattolicissimi (per esempio,
già da tempo in Spagna e recentemente in Brasile), a dimostrazione del
fatto che quelle società hanno raggiunto un maggiore grado di civiltà,
piú degno dei princípi della laicità e della democrazia. I difensori
della presunta ortodossia etica non si muovono e non faticano per
nulla: l’obiettivo sono non solo le prossime elezioni ma anche le
norme che potrebbero prevedere aggravanti per i reati commessi per
motivi d’odio verso le persone glbt (una prima volta già affossate nel
2009). Ecco allora che le bombe a orologeria scoppiano: alla fine
alcune si rivelano solo bombe carta, altre ambiscono – con scarsi
risultati – a divenire bombe intelligenti.

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2 Responses to PAZZA IKEA

  1. A. il 8 maggio 2011 alle 11:11

    Se si tratta di coppie gay si svegliano tutto dal torpore. Nessuno ha detto nulla difronte allo spot che IKEA ha ideato pa la TV italiana, quello in cui i personaggi sono un boss mafioso e i suoi scagnozzi. L’avranno considerato folclore italiano?

  2. franco buffoni il 8 maggio 2011 alle 15:32

    Anch’io ho trovato fastidioso, stereotipato, insulso lo spot con i mafiosi. E quello sulle coppie omo sarebbe passato inosservato se non fosse intervenuto Giovanardi. Quindi, car* A, non è che “si svegliano tutt* dal torpore”. Si è svegliato Giovanardi, che in vista delle elezioni crede con tali argomenti di stuzzicare il suo elettorato catto-fascista di riferimento. La comunità gay ha reagito agli insulti di Giovanardi, come reagisce sempre alle violenze e agli insulti di chiunque, non allo spot dellll’Ikea.



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