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	Commenti a: Stranieri in patria	</title>
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		<title>
		Di: nino caianiello		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2011/05/10/stranieri-in-patria/#comment-152505</link>

		<dc:creator><![CDATA[nino caianiello]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 06 Jun 2011 16:16:20 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ma visto che la campagna elettorale è terminata,e ci prepariamo alla prossima,perchè non proviamo a conoscere e a criticare ancor più ferocemente&quot; l&#039;uomo politico più potente del varesotto&quot;....a disposizione e con serenità&quot; partenopea&quot; Vostro Nino Caianiello.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ma visto che la campagna elettorale è terminata,e ci prepariamo alla prossima,perchè non proviamo a conoscere e a criticare ancor più ferocemente&#8221; l&#8217;uomo politico più potente del varesotto&#8221;&#8230;.a disposizione e con serenità&#8221; partenopea&#8221; Vostro Nino Caianiello.</p>
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		Di: helena janeczek		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2011/05/10/stranieri-in-patria/#comment-151283</link>

		<dc:creator><![CDATA[helena janeczek]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 13 May 2011 12:52:23 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Sì, la decrescita è necessaria. Ma complicata. A volte mi sembra che gli inviti a un consumo consapevole che vada a sostintuire quello indotto, non tengono conto di quanta gente ormai va già a far la spesa nei discount perché non ce la fa più a arrivare a fine mese. E&#039; più facile rinunciare all&#039;acquisto della tal cosa nuova (paio di scarpe, telefonino o simili - che pure hano costi relativi) che a un minimo di vacanze dopo un anno di lavoro o a una serata in pizzeria. E sempre più persone non possono più permettersele.  
Poi, come voi (Salvatore e Giuseppe, in primis), sono convinta che la questione sia anche un fatto culturale. Oggi che siamo in molti a essere &quot;acculturati&quot; tanto quanto squattrinati, stiamo cominciando a sperimentare consumi diversi, nient&#039;affatto elitari, un po&#039; per scelta e un po&#039; per necessità. In altri paesi europei, però, ci sono investimenti che aiutano a divulgare un modo di vivere, produrre e consumare più qualificato. Per esempio, per riferirmi all&#039;esempio di sopra delle automobili, trasporti pubblici adeguati e piste ciclabili. Mi rendo conto che, detto così, suona vagamente ridicolo. Però se guardate proprio i grafici molto istruttivi linkati sopra da Gianni, potete avere un&#039;idea di come le regioni europee più &quot;verdi&quot; siano spesso anche quelle più ricche e in crescita.
In ultimo: non volevo opporre il &quot;vero proletario&quot; al contadino-operaio in senso valutativo. Credo che il discorso sulla cultura contadina in Italia sia ancora aperto e bisognerebbe farlo con molta attenzione e molta capacità di differenziare nell&#039;analisi.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sì, la decrescita è necessaria. Ma complicata. A volte mi sembra che gli inviti a un consumo consapevole che vada a sostintuire quello indotto, non tengono conto di quanta gente ormai va già a far la spesa nei discount perché non ce la fa più a arrivare a fine mese. E&#8217; più facile rinunciare all&#8217;acquisto della tal cosa nuova (paio di scarpe, telefonino o simili &#8211; che pure hano costi relativi) che a un minimo di vacanze dopo un anno di lavoro o a una serata in pizzeria. E sempre più persone non possono più permettersele.<br />
Poi, come voi (Salvatore e Giuseppe, in primis), sono convinta che la questione sia anche un fatto culturale. Oggi che siamo in molti a essere &#8220;acculturati&#8221; tanto quanto squattrinati, stiamo cominciando a sperimentare consumi diversi, nient&#8217;affatto elitari, un po&#8217; per scelta e un po&#8217; per necessità. In altri paesi europei, però, ci sono investimenti che aiutano a divulgare un modo di vivere, produrre e consumare più qualificato. Per esempio, per riferirmi all&#8217;esempio di sopra delle automobili, trasporti pubblici adeguati e piste ciclabili. Mi rendo conto che, detto così, suona vagamente ridicolo. Però se guardate proprio i grafici molto istruttivi linkati sopra da Gianni, potete avere un&#8217;idea di come le regioni europee più &#8220;verdi&#8221; siano spesso anche quelle più ricche e in crescita.<br />
In ultimo: non volevo opporre il &#8220;vero proletario&#8221; al contadino-operaio in senso valutativo. Credo che il discorso sulla cultura contadina in Italia sia ancora aperto e bisognerebbe farlo con molta attenzione e molta capacità di differenziare nell&#8217;analisi.</p>
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		<title>
		Di: Salvatore D'Angelo		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2011/05/10/stranieri-in-patria/#comment-151247</link>

		<dc:creator><![CDATA[Salvatore D'Angelo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 12 May 2011 17:39:45 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Mio padre,claase 1914, che ha fatto undici figli, è stato da sempre impiegato/contadino (affittuario), fino a che è andato in pensione. Poi, fino a che ha potuto, cioè qualche mese prima di morire a 83 anni, ha continuato a curare un appezzamento-orticello a casa di mia sorella. Ma non lo ha fatto per la cultura del &quot;laùra laùra&quot;. L&#039;ha fatto perchè era consustanziale al mondo della terra, alla sua cultura e  a quell&#039;epoca, entrata in lui come il circolo del sangue. Pur pensandola diversamente, mi chiedo se non sia il caso di &quot;piegare&quot; la tecnologia a quel mondo, se non sia il caso di pensare non in termini di sviluppo ma di &quot;decrescita&quot; (non felice, ma necessaria, intesa come inversione di tendenza di questo sistema). Mi convinco sempre più che coniugando la cultura di quel mondo, coniugando &quot;computer e pero selvatico&quot; -come dice poeticamente Franco Arminio omaggiando Latouche- potrebbe venirne  fuori un mondo forse meno peggiore di quello in cui si vive ora. Mah. Boh.
Quanto al post, Buffoni ha ragione. il testo ha un grande valore narrativo, è una gran bella narrazione.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mio padre,claase 1914, che ha fatto undici figli, è stato da sempre impiegato/contadino (affittuario), fino a che è andato in pensione. Poi, fino a che ha potuto, cioè qualche mese prima di morire a 83 anni, ha continuato a curare un appezzamento-orticello a casa di mia sorella. Ma non lo ha fatto per la cultura del &#8220;laùra laùra&#8221;. L&#8217;ha fatto perchè era consustanziale al mondo della terra, alla sua cultura e  a quell&#8217;epoca, entrata in lui come il circolo del sangue. Pur pensandola diversamente, mi chiedo se non sia il caso di &#8220;piegare&#8221; la tecnologia a quel mondo, se non sia il caso di pensare non in termini di sviluppo ma di &#8220;decrescita&#8221; (non felice, ma necessaria, intesa come inversione di tendenza di questo sistema). Mi convinco sempre più che coniugando la cultura di quel mondo, coniugando &#8220;computer e pero selvatico&#8221; -come dice poeticamente Franco Arminio omaggiando Latouche- potrebbe venirne  fuori un mondo forse meno peggiore di quello in cui si vive ora. Mah. Boh.<br />
Quanto al post, Buffoni ha ragione. il testo ha un grande valore narrativo, è una gran bella narrazione.</p>
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		<title>
		Di: helena janeczek		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2011/05/10/stranieri-in-patria/#comment-151162</link>

		<dc:creator><![CDATA[helena janeczek]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 11 May 2011 11:20:51 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[toh, guarda...siamo d&#039;accordo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>toh, guarda&#8230;siamo d&#8217;accordo.</p>
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		<title>
		Di: Larry Massino		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2011/05/10/stranieri-in-patria/#comment-151159</link>

		<dc:creator><![CDATA[Larry Massino]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 11 May 2011 11:03:10 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Avevo detto  che secondo me bisogna tornare a fidarsi almeno un po’ della cultura politica... Nemmeno io  mi fido troppo delle persone, ma del socialismo europeo ancora sì. C&#039;ho i mii limitismi.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Avevo detto  che secondo me bisogna tornare a fidarsi almeno un po’ della cultura politica&#8230; Nemmeno io  mi fido troppo delle persone, ma del socialismo europeo ancora sì. C&#8217;ho i mii limitismi.</p>
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		<title>
		Di: helena janeczek		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2011/05/10/stranieri-in-patria/#comment-151155</link>

		<dc:creator><![CDATA[helena janeczek]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 11 May 2011 09:58:56 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Io mi fido meno di un po&#039; di costoro, ma credo che se ti chiedono un contributo è giusto darglielo, proprio perché rappresentano la politica, e cercare di mostrare un pizzichino del cosidetto &quot;paese reale&quot;...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Io mi fido meno di un po&#8217; di costoro, ma credo che se ti chiedono un contributo è giusto darglielo, proprio perché rappresentano la politica, e cercare di mostrare un pizzichino del cosidetto &#8220;paese reale&#8221;&#8230;</p>
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		<title>
		Di: Larry Massino		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2011/05/10/stranieri-in-patria/#comment-151150</link>

		<dc:creator><![CDATA[Larry Massino]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 11 May 2011 09:20:01 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Helena, ha ragione l&#039;antica madre, l&#039;Italia fa schifo, non solo a Gallarate.  Però è ricca, schifosamente ricca, nonostante abbia perso per strada 1/4 della ricchezza negli ultimi 15 anni anni, per via della mancata crescita. Il problema, in buona sostanza, è che i soldi, invece di finire nella cura delle persone, delle città, del territorio, finiscono nelle luride tasche di chi si è ben posizionato per lucrare sul  sistema, dai grandi capitalisti senza capitale ai mafiosi di tutte le specie, con i mezzo i partiti che pure loro drenano  risorse a più non posso, distribuendo qualche briciola ai propri clienti elettori di punta,  al fine di mantenere il consenso. Con in mezzo Massonerie, Opus Dei e Comunione e Liberazione. Purtroppo gli italiani credono che se non fosse così, sarebbe assai peggio, ché i comunisti si sa che fanno danni ovunque (forse ci hanno anche ragione...). Siamo un popolo che si accontenta, che sa fare sacrifici, magari in attesa di collocarsi più vicino alla greppia. Chi protesta e vorrebbe le cose più all&#039;europea, del resto, è in genere  così vicino alla greppia da procurare rabbia e invidia da parte del cosiddetto popolo (penso principalmente a Repubblica Espresso, nonché ai sacerdoti televisivi). I movimenti di protesta dal basso, ai quali si fa appello ultimamente,  sono in genere identitari, cioè contro lo stato di cose finché esso non diventa funzionale ai propri interessi (la Lega); quelli alla Grillo della democrazia diretta lasciamo perdere, si tratta di destra populista e condominiale; quelli  legalitari elitari, è peggio che andar di notte: con Nanni Moretti a capo, non vinceremo mai!

Che fare? Secondo me bisogna tornare a fidarsi almeno un po&#039; della cultura politica, anche quella che rappresenta la rivista nella quale è uscito l&#039;articolo, il cui capo è uno dei coraggiosi capitani del socialismo europeo (dovrebbe essere vicepresidente dell&#039;Internazionale Socialista e capo del think tank della stessa). Perché se si sta male bisogna andare dal dottore, non dallo stregone. Secondo me.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Helena, ha ragione l&#8217;antica madre, l&#8217;Italia fa schifo, non solo a Gallarate.  Però è ricca, schifosamente ricca, nonostante abbia perso per strada 1/4 della ricchezza negli ultimi 15 anni anni, per via della mancata crescita. Il problema, in buona sostanza, è che i soldi, invece di finire nella cura delle persone, delle città, del territorio, finiscono nelle luride tasche di chi si è ben posizionato per lucrare sul  sistema, dai grandi capitalisti senza capitale ai mafiosi di tutte le specie, con i mezzo i partiti che pure loro drenano  risorse a più non posso, distribuendo qualche briciola ai propri clienti elettori di punta,  al fine di mantenere il consenso. Con in mezzo Massonerie, Opus Dei e Comunione e Liberazione. Purtroppo gli italiani credono che se non fosse così, sarebbe assai peggio, ché i comunisti si sa che fanno danni ovunque (forse ci hanno anche ragione&#8230;). Siamo un popolo che si accontenta, che sa fare sacrifici, magari in attesa di collocarsi più vicino alla greppia. Chi protesta e vorrebbe le cose più all&#8217;europea, del resto, è in genere  così vicino alla greppia da procurare rabbia e invidia da parte del cosiddetto popolo (penso principalmente a Repubblica Espresso, nonché ai sacerdoti televisivi). I movimenti di protesta dal basso, ai quali si fa appello ultimamente,  sono in genere identitari, cioè contro lo stato di cose finché esso non diventa funzionale ai propri interessi (la Lega); quelli alla Grillo della democrazia diretta lasciamo perdere, si tratta di destra populista e condominiale; quelli  legalitari elitari, è peggio che andar di notte: con Nanni Moretti a capo, non vinceremo mai!</p>
<p>Che fare? Secondo me bisogna tornare a fidarsi almeno un po&#8217; della cultura politica, anche quella che rappresenta la rivista nella quale è uscito l&#8217;articolo, il cui capo è uno dei coraggiosi capitani del socialismo europeo (dovrebbe essere vicepresidente dell&#8217;Internazionale Socialista e capo del think tank della stessa). Perché se si sta male bisogna andare dal dottore, non dallo stregone. Secondo me.</p>
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		<title>
		Di: gianni biondillo		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2011/05/10/stranieri-in-patria/#comment-151149</link>

		<dc:creator><![CDATA[gianni biondillo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 11 May 2011 09:09:57 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Helena, per dire, leggi qui:
http://www.europamica.it/Database/europamica/europamica.nsf/pagine/A6419E5CA5E9802FC12569FF0032E194?OpenDocument
e guarda i grafici qui:
http://www.lavoce.info/articoli/pagina1002286.html]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Helena, per dire, leggi qui:<br />
<a href="http://www.europamica.it/Database/europamica/europamica.nsf/pagine/A6419E5CA5E9802FC12569FF0032E194?OpenDocument" rel="nofollow ugc">http://www.europamica.it/Database/europamica/europamica.nsf/pagine/A6419E5CA5E9802FC12569FF0032E194?OpenDocument</a><br />
e guarda i grafici qui:<br />
<a href="http://www.lavoce.info/articoli/pagina1002286.html" rel="nofollow ugc">http://www.lavoce.info/articoli/pagina1002286.html</a></p>
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		<item>
		<title>
		Di: helena janeczek		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2011/05/10/stranieri-in-patria/#comment-151147</link>

		<dc:creator><![CDATA[helena janeczek]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 11 May 2011 07:54:37 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Giuseppe, ho scoperto che nell&#039;Alto Milanese -Varesotto gli operai, per molto tempo, erano stati contadini-operai. Un pezzetto di terra magra più la fabbrica-manifattura, spesso già doppio lavoro femminile, visto che predominava il tessile. Mi sembra un doppio legame che ha rallentato (o bloccato) la nascita di una coscienza di classe, formato la religione del &quot;laùra&#039; laùrà laùra&#039;&quot;, forse eroso anche le strutture famigliari.
Purtroppo da questa parte d&#039;Italia ci si accontenta di raccontarsi favole alla Tremonti e non ci si chiede come mai la &quot;locomotiva del progresso&quot; che pure c&#039;era stata, sia diventata prima un trenino Chicco e poi se ne sia andato, con nessuno che abbia nemmeno fatto ciao ciao con la manina.
Quali ragioni culturali e sociali presistenti (ancora prima che politiche e economiche che ne sono anche l&#039;effetto) abbiano causato questo ventennio di immobilità e regressione.
Gianni, se hai dei dati economici da segnalare, sarei interessata. Da quel che ho capito io la leggenda della regione più ricca viene sostenuta invece con le solite statistiche tipo Istat, in cui vanno a finire anche dati -immagino - come le case di proprietà, il risparmio delle famiglie. Insomma tutto quello che anche per i famigerati rating salva questo paese dal finire allineato con la Grecia. Ma se qui ci sono indubbiamente più persone che si sono comprati la casa dove vivono o hanno attinto a un mutuo e lo pagano, questo non dice nulla sulla qualità e quanità degli investimenti pubblici, né sul rapporto stipendi medi/costo della vita. Probabilmente ci sono persino più nuclei che posseggono due auto, perché, almeno in provincia, è quasi impossibile muoversi con i mezzi pubblici...insomma lo stato si ascrive le proprie mancanze come meriti e in molti ci cascano.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Giuseppe, ho scoperto che nell&#8217;Alto Milanese -Varesotto gli operai, per molto tempo, erano stati contadini-operai. Un pezzetto di terra magra più la fabbrica-manifattura, spesso già doppio lavoro femminile, visto che predominava il tessile. Mi sembra un doppio legame che ha rallentato (o bloccato) la nascita di una coscienza di classe, formato la religione del &#8220;laùra&#8217; laùrà laùra&#8217;&#8221;, forse eroso anche le strutture famigliari.<br />
Purtroppo da questa parte d&#8217;Italia ci si accontenta di raccontarsi favole alla Tremonti e non ci si chiede come mai la &#8220;locomotiva del progresso&#8221; che pure c&#8217;era stata, sia diventata prima un trenino Chicco e poi se ne sia andato, con nessuno che abbia nemmeno fatto ciao ciao con la manina.<br />
Quali ragioni culturali e sociali presistenti (ancora prima che politiche e economiche che ne sono anche l&#8217;effetto) abbiano causato questo ventennio di immobilità e regressione.<br />
Gianni, se hai dei dati economici da segnalare, sarei interessata. Da quel che ho capito io la leggenda della regione più ricca viene sostenuta invece con le solite statistiche tipo Istat, in cui vanno a finire anche dati -immagino &#8211; come le case di proprietà, il risparmio delle famiglie. Insomma tutto quello che anche per i famigerati rating salva questo paese dal finire allineato con la Grecia. Ma se qui ci sono indubbiamente più persone che si sono comprati la casa dove vivono o hanno attinto a un mutuo e lo pagano, questo non dice nulla sulla qualità e quanità degli investimenti pubblici, né sul rapporto stipendi medi/costo della vita. Probabilmente ci sono persino più nuclei che posseggono due auto, perché, almeno in provincia, è quasi impossibile muoversi con i mezzi pubblici&#8230;insomma lo stato si ascrive le proprie mancanze come meriti e in molti ci cascano.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Giuseppe Paganelli		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2011/05/10/stranieri-in-patria/#comment-151135</link>

		<dc:creator><![CDATA[Giuseppe Paganelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 May 2011 20:38:35 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[La Lombardia ha profonde radici nel passato povero, quando del maiale si cucinava e si mangiava tutto, quando la pellagra imperava e le sere d&#039;inverno si trascorrevano in stalla, accanto alle bestie per scaldarsi; quando a scuola si andava fino a sette, otto anni se ti andava di lusso e poi nei campi a lavorare; quando a scuola ci andavi a piedi scalzi perchè altrimenti gli zoccoli si rovinavano; quando si facevano tanti figli perchè i figli non hanno mai portato miseria. Ci si dimentica troppo in fretta di come si stava e di come si era quando l&#039;illusione di essere ricchi ti viene iniettata mentre ti distraggono con effetti stupefacenti - pubblicitari. Le classiche fette di salame ad occultare la vista!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La Lombardia ha profonde radici nel passato povero, quando del maiale si cucinava e si mangiava tutto, quando la pellagra imperava e le sere d&#8217;inverno si trascorrevano in stalla, accanto alle bestie per scaldarsi; quando a scuola si andava fino a sette, otto anni se ti andava di lusso e poi nei campi a lavorare; quando a scuola ci andavi a piedi scalzi perchè altrimenti gli zoccoli si rovinavano; quando si facevano tanti figli perchè i figli non hanno mai portato miseria. Ci si dimentica troppo in fretta di come si stava e di come si era quando l&#8217;illusione di essere ricchi ti viene iniettata mentre ti distraggono con effetti stupefacenti &#8211; pubblicitari. Le classiche fette di salame ad occultare la vista!</p>
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