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	Commenti a: Nuovi autismi 1 &#8211; I nostri cancri	</title>
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		<title>
		Di: Ares		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2011/05/17/nuovi-autismi-i-nostri-cancri/#comment-151909</link>

		<dc:creator><![CDATA[Ares]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 23 May 2011 14:01:56 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[.. a ecco]]></description>
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		<title>
		Di: giacomo sartori		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2011/05/17/nuovi-autismi-i-nostri-cancri/#comment-151795</link>

		<dc:creator><![CDATA[giacomo sartori]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 20 May 2011 17:39:10 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@ ares
certo, ci sono tante forme di ironia, in letteratura come nella vita, e alcune sono gradevolissime e squisite, ne convengo;
dicevo solo che io mi sono un po&#039; liberato - non certo per volontà ma come risultato del mio percorso personale - dall&#039;ironia nevrotica e disdegnosa nella quale sono stato educato, e ne sono ben contento; ma si sa, tutto viene poi fuori nella scrittura (con sconcerto ho appreso da adulto che l&#039;ipersensibilità, che da spesso ottimi scrittori, più che una &quot;qualità&quot; (come io pensavo) è piuttosto una tara legata alle difficoltà incontrate dal bambino nella prima infanzia, che l&#039;ha dovuta adottare, se non voleva sopperire, come strumento di difesa);]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@ ares<br />
certo, ci sono tante forme di ironia, in letteratura come nella vita, e alcune sono gradevolissime e squisite, ne convengo;<br />
dicevo solo che io mi sono un po&#8217; liberato &#8211; non certo per volontà ma come risultato del mio percorso personale &#8211; dall&#8217;ironia nevrotica e disdegnosa nella quale sono stato educato, e ne sono ben contento; ma si sa, tutto viene poi fuori nella scrittura (con sconcerto ho appreso da adulto che l&#8217;ipersensibilità, che da spesso ottimi scrittori, più che una &#8220;qualità&#8221; (come io pensavo) è piuttosto una tara legata alle difficoltà incontrate dal bambino nella prima infanzia, che l&#8217;ha dovuta adottare, se non voleva sopperire, come strumento di difesa);</p>
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		<title>
		Di: giacomo sartori		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2011/05/17/nuovi-autismi-i-nostri-cancri/#comment-151791</link>

		<dc:creator><![CDATA[giacomo sartori]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 20 May 2011 17:20:51 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@ patty
naturalmente la narrativa, come l&#039;arte in genere, &quot;gioca&quot; spesso con temi e soggetti che nella vita possono essere fonte di dolore anche insostenibile;
una persona a me vicina anni fa è stata molto colpita da un lutto, e ogni volta che per distrarla la portavo al cinema, nemmeno a farlo apposta - anche quando era una commedia - zac, c&#039;era un funerale (e lì che mi sono reso conto di quanti funerali ci sono nei film), che naturalmente per la persona a me cara - fragilizzata e traumatizzata - era insopportabile (anche quando appunto era una commedia: l&#039;equivalente forse della &quot;serenità&quot; di cui parla); questo per dire che capisco benissimo cosa intende;
detto questo, in tutti i miei scritti cerco di non essere né gratuito né superficiale, anche se forse non ci riesco;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@ patty<br />
naturalmente la narrativa, come l&#8217;arte in genere, &#8220;gioca&#8221; spesso con temi e soggetti che nella vita possono essere fonte di dolore anche insostenibile;<br />
una persona a me vicina anni fa è stata molto colpita da un lutto, e ogni volta che per distrarla la portavo al cinema, nemmeno a farlo apposta &#8211; anche quando era una commedia &#8211; zac, c&#8217;era un funerale (e lì che mi sono reso conto di quanti funerali ci sono nei film), che naturalmente per la persona a me cara &#8211; fragilizzata e traumatizzata &#8211; era insopportabile (anche quando appunto era una commedia: l&#8217;equivalente forse della &#8220;serenità&#8221; di cui parla); questo per dire che capisco benissimo cosa intende;<br />
detto questo, in tutti i miei scritti cerco di non essere né gratuito né superficiale, anche se forse non ci riesco;</p>
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		<title>
		Di: patty		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2011/05/17/nuovi-autismi-i-nostri-cancri/#comment-151729</link>

		<dc:creator><![CDATA[patty]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 20 May 2011 09:11:04 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Mi permetta Sartori, ma lei ha mai realmente incontrato il cancro? Perchè, vede, quando lo si incontra &quot;di persona&quot;, c&#039;è, anche in un malcelata ironia, un dolore e una rabbia che nel suo testo manca. Mi è parso di leggere il pezzo di un bravo giornalista che dopo aver sostato al reparto oncologia, si è informato sulle probabili cause del cancro. E il suo &quot;abbiamo&quot; è troppo sereno. Perdoni il pensiero schietto di chi ne ha scritto in modo&quot; ironico&quot; mentre indossava una parrucca.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mi permetta Sartori, ma lei ha mai realmente incontrato il cancro? Perchè, vede, quando lo si incontra &#8220;di persona&#8221;, c&#8217;è, anche in un malcelata ironia, un dolore e una rabbia che nel suo testo manca. Mi è parso di leggere il pezzo di un bravo giornalista che dopo aver sostato al reparto oncologia, si è informato sulle probabili cause del cancro. E il suo &#8220;abbiamo&#8221; è troppo sereno. Perdoni il pensiero schietto di chi ne ha scritto in modo&#8221; ironico&#8221; mentre indossava una parrucca.</p>
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			</item>
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		<title>
		Di: Ares		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2011/05/17/nuovi-autismi-i-nostri-cancri/#comment-151661</link>

		<dc:creator><![CDATA[Ares]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 19 May 2011 10:21:25 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Mah.. Sartori non so se si possa decidere, a un certo punto, di non essere ironico o decidere di non usare l&#039;ironia, l&#039;ironia o ti appartiene o  non sai neanche cos&#039;è, se non per sentito dire. E se ti appartiene verrà sempre fuori, come le scorregge, che tu lo voglia o no. E&#039; un modo per affrontare la vita, è un punto di vista che ti pone fuori, &quot;fuori&quot; non significa necessariamente porsi in alto, non è necessariamente un atteggiamento altezzoso o sarcastico che prevede giudizio, è più uno sguardo attento alle sfumature, al dettaglio, all&#039;altro(dove l&#039;altro sei tu visto da fuori), osservando il quale riesci finalmente a riconoscerti e riconoscere la tua possibile irrisione(autoironia ?); giusto per non porti troppo in alto; questa è un&#039;irrisione terapeutica che puo&#039; rendere una situazione particolarmente drammatica, sostenibile.
L&#039;ironia ha vari utilizzi dipende dall&#039;indole di chi l&#039;utilizza e che fini si prefigge: ci sono ironie basse e bassissime che si prefiggono la demolizione dell&#039;altro e ironie che favoriscono l&#039;incontro il riconoscimento e la condivisione. Talvolta l&#039;ironia ti permette di stemperare una situazione tesa, e ti permette anche di trovare degli amici e magari una fidanzata. ^__^
C&#039;è chi ha la forza di affrontare la vita senza ironia e giudicano l&#039;ironia questione da deboli, vigliacchi; questo per me significa porsi arrogantemente al di sopra è un atteggiamento da guerrafondaio che si presta facilmente all&#039;irrisione dell&#039;ironico. Il presunto potere che talvolta riusciamo da intellettuali ad arrogarci va sempre irriso, giusto perché non prendersi troppo sul serio. In un mondo nel quale non è possibile avere nessuna certezza assoluta che non possa essere confutata. 

Secondo me nel suo scritto l&#039;ironia c&#039;è ma e&#039; un&#039;ironia delicata; la chiami autoironia, ironia filosofica o psicologica o tutte queste insieme, ma ironia rimane, ma è un ironia sana perché l&#039;ironia lei l&#039;ha affidata ai suoi personaggi e io l&#039;autore Sartori non l&#039;ho nemmeno visto. 

p.s. non rileggo, cerchi di interpretare lei la mia &quot;grammatica&quot; creativa ^__^]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mah.. Sartori non so se si possa decidere, a un certo punto, di non essere ironico o decidere di non usare l&#8217;ironia, l&#8217;ironia o ti appartiene o  non sai neanche cos&#8217;è, se non per sentito dire. E se ti appartiene verrà sempre fuori, come le scorregge, che tu lo voglia o no. E&#8217; un modo per affrontare la vita, è un punto di vista che ti pone fuori, &#8220;fuori&#8221; non significa necessariamente porsi in alto, non è necessariamente un atteggiamento altezzoso o sarcastico che prevede giudizio, è più uno sguardo attento alle sfumature, al dettaglio, all&#8217;altro(dove l&#8217;altro sei tu visto da fuori), osservando il quale riesci finalmente a riconoscerti e riconoscere la tua possibile irrisione(autoironia ?); giusto per non porti troppo in alto; questa è un&#8217;irrisione terapeutica che puo&#8217; rendere una situazione particolarmente drammatica, sostenibile.<br />
L&#8217;ironia ha vari utilizzi dipende dall&#8217;indole di chi l&#8217;utilizza e che fini si prefigge: ci sono ironie basse e bassissime che si prefiggono la demolizione dell&#8217;altro e ironie che favoriscono l&#8217;incontro il riconoscimento e la condivisione. Talvolta l&#8217;ironia ti permette di stemperare una situazione tesa, e ti permette anche di trovare degli amici e magari una fidanzata. ^__^<br />
C&#8217;è chi ha la forza di affrontare la vita senza ironia e giudicano l&#8217;ironia questione da deboli, vigliacchi; questo per me significa porsi arrogantemente al di sopra è un atteggiamento da guerrafondaio che si presta facilmente all&#8217;irrisione dell&#8217;ironico. Il presunto potere che talvolta riusciamo da intellettuali ad arrogarci va sempre irriso, giusto perché non prendersi troppo sul serio. In un mondo nel quale non è possibile avere nessuna certezza assoluta che non possa essere confutata. </p>
<p>Secondo me nel suo scritto l&#8217;ironia c&#8217;è ma e&#8217; un&#8217;ironia delicata; la chiami autoironia, ironia filosofica o psicologica o tutte queste insieme, ma ironia rimane, ma è un ironia sana perché l&#8217;ironia lei l&#8217;ha affidata ai suoi personaggi e io l&#8217;autore Sartori non l&#8217;ho nemmeno visto. </p>
<p>p.s. non rileggo, cerchi di interpretare lei la mia &#8220;grammatica&#8221; creativa ^__^</p>
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		<title>
		Di: giacomo sartori		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2011/05/17/nuovi-autismi-i-nostri-cancri/#comment-151594</link>

		<dc:creator><![CDATA[giacomo sartori]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 18 May 2011 11:20:30 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[ringrazio dei complimenti;
però non so se mi riconosco molto nel termine &quot;ironia&quot;, intendo nella sua accezione corrente, bassa (lo dico perchè la cosa mi ha fatto pensare, non per altro), anche se naturalmente poi come figura retorica l&#039;ironia ingloba tante cose, e probabilmente ci finirei dentro;
ironia implica visione dall&#039;alto, giudizio, finzione (di ignoranza), è un&#039; arma, un&#039;arma vigliacca (rispetto all&#039;attacco diretto), sconfinante nell&#039;ipocrisia, o comunque nella &quot;manipolazione filosofica&quot; (Socrate), con un&#039;intenzione freddamente programmatica, mentre questo tono vorrebbe essere più vicino all&#039;irrisione (e all&#039;autoirrisione) involontarie (connaturate al fluire della lingua stessa, che in sè contiene significati diversi), vissute sulla pelle del personaggio, con una &quot;innocenza&quot; (dello sguardo, non dell&#039;essere) sottesa;
in realtà credo di non amare molto l&#039;ironia; anche nella vita la pratico molto meno di un tempo; e nei testi attuali amo le lingue complesse che dicono anche il contrario di quello che affermano (tipico Bernhard), però appunto creando confusioni e sconcerto, senza che una determinata linea programmatica prenda il sopravvento;
non so, mi sembra impossibile essere ironici dopo per esempio Beckett;
questo però è quello che vedo io, che so benissimo cosa voglio, ma non so forse teorizzarlo;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>ringrazio dei complimenti;<br />
però non so se mi riconosco molto nel termine &#8220;ironia&#8221;, intendo nella sua accezione corrente, bassa (lo dico perchè la cosa mi ha fatto pensare, non per altro), anche se naturalmente poi come figura retorica l&#8217;ironia ingloba tante cose, e probabilmente ci finirei dentro;<br />
ironia implica visione dall&#8217;alto, giudizio, finzione (di ignoranza), è un&#8217; arma, un&#8217;arma vigliacca (rispetto all&#8217;attacco diretto), sconfinante nell&#8217;ipocrisia, o comunque nella &#8220;manipolazione filosofica&#8221; (Socrate), con un&#8217;intenzione freddamente programmatica, mentre questo tono vorrebbe essere più vicino all&#8217;irrisione (e all&#8217;autoirrisione) involontarie (connaturate al fluire della lingua stessa, che in sè contiene significati diversi), vissute sulla pelle del personaggio, con una &#8220;innocenza&#8221; (dello sguardo, non dell&#8217;essere) sottesa;<br />
in realtà credo di non amare molto l&#8217;ironia; anche nella vita la pratico molto meno di un tempo; e nei testi attuali amo le lingue complesse che dicono anche il contrario di quello che affermano (tipico Bernhard), però appunto creando confusioni e sconcerto, senza che una determinata linea programmatica prenda il sopravvento;<br />
non so, mi sembra impossibile essere ironici dopo per esempio Beckett;<br />
questo però è quello che vedo io, che so benissimo cosa voglio, ma non so forse teorizzarlo;</p>
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			</item>
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		<title>
		Di: ilena		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2011/05/17/nuovi-autismi-i-nostri-cancri/#comment-151562</link>

		<dc:creator><![CDATA[ilena]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 May 2011 19:46:11 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Direi che è proprio questo carattere da racconto di fantascienza che rende l&#039;inverosimile ironia .. deliziosamente contagiosa.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Direi che è proprio questo carattere da racconto di fantascienza che rende l&#8217;inverosimile ironia .. deliziosamente contagiosa.</p>
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		<title>
		Di: Ares		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2011/05/17/nuovi-autismi-i-nostri-cancri/#comment-151546</link>

		<dc:creator><![CDATA[Ares]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 May 2011 16:36:51 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Io non avrei utilizzato quell&#039;aggettivo..

Comunque si sa: Sartori scrive con tale leggerezza e ironia che anche l&#039;oggetto più tragico diventa una quisquilia, tanto da poterla definire deliziosa.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Io non avrei utilizzato quell&#8217;aggettivo..</p>
<p>Comunque si sa: Sartori scrive con tale leggerezza e ironia che anche l&#8217;oggetto più tragico diventa una quisquilia, tanto da poterla definire deliziosa.</p>
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		<item>
		<title>
		Di: ilena		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2011/05/17/nuovi-autismi-i-nostri-cancri/#comment-151542</link>

		<dc:creator><![CDATA[ilena]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 May 2011 15:50:21 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Delizioso !]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Delizioso !</p>
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