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	Commenti a: Ernesto Sabato, la classe media e la dittatura	</title>
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		<title>
		Di: fm		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[fm]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 18 Jun 2011 12:20:14 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Trovo questo commento particolarmente intelligente ed equilibrato. Lo sottoscrivo in pieno.

fm]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Trovo questo commento particolarmente intelligente ed equilibrato. Lo sottoscrivo in pieno.</p>
<p>fm</p>
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		<item>
		<title>
		Di: Paolo		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2011/05/18/ernesto-sabato-la-classe-media-e-la-dittatura/#comment-152955</link>

		<dc:creator><![CDATA[Paolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 18 Jun 2011 11:48:57 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Credo che nel ricostruire la vita biografica, la figura di Sabato meriti rispetto, attenzione e equilibrio che vanno ben al di là di ricostruzioni dal taglio giornalistico. Certo un conto è vivere in Germania in esilio e avere posizioni nette contro la dittatura come Osvaldo Bayer, di contro difficile è vivere in patria sotto dittatura in un clima di paura e repressione dove le posizioni si fanno a volte più defilate e si è chiamati a  prestarsi a incontri e inviti compromettenti. La vita, le opere, le scelte concrete di Sabato non lasciano dubbi sulla sua democraticità, un conto è scavare su momenti 
particolari che necessitano analisi storiche, ben altro è tacciare Sabato di collaborazionismo o peggio di compromissione con la dittatura.
Credo che sia più facile vivere in esilio esaltando i i valori di democrazia e libertà, piuttosto che vivere sotto dittatura cercando di mantenersi coerenti con questi valori.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Credo che nel ricostruire la vita biografica, la figura di Sabato meriti rispetto, attenzione e equilibrio che vanno ben al di là di ricostruzioni dal taglio giornalistico. Certo un conto è vivere in Germania in esilio e avere posizioni nette contro la dittatura come Osvaldo Bayer, di contro difficile è vivere in patria sotto dittatura in un clima di paura e repressione dove le posizioni si fanno a volte più defilate e si è chiamati a  prestarsi a incontri e inviti compromettenti. La vita, le opere, le scelte concrete di Sabato non lasciano dubbi sulla sua democraticità, un conto è scavare su momenti<br />
particolari che necessitano analisi storiche, ben altro è tacciare Sabato di collaborazionismo o peggio di compromissione con la dittatura.<br />
Credo che sia più facile vivere in esilio esaltando i i valori di democrazia e libertà, piuttosto che vivere sotto dittatura cercando di mantenersi coerenti con questi valori.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: F. F. Poli (già supervisore nel Nunca màs in ital.		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2011/05/18/ernesto-sabato-la-classe-media-e-la-dittatura/#comment-152424</link>

		<dc:creator><![CDATA[F. F. Poli (già supervisore nel Nunca màs in ital.]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Jun 2011 17:25:08 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Le partite a tennis del &quot;pelato&quot; (mio concittadino) mons. Laghi erano con Massera, non con Videla...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Le partite a tennis del &#8220;pelato&#8221; (mio concittadino) mons. Laghi erano con Massera, non con Videla&#8230;</p>
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			</item>
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		<title>
		Di: [Rassegna Argentina vol.6] &#171; Blaluca		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2011/05/18/ernesto-sabato-la-classe-media-e-la-dittatura/#comment-151734</link>

		<dc:creator><![CDATA[[Rassegna Argentina vol.6] &#171; Blaluca]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 20 May 2011 09:53:08 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[[...] [Videla]” in poi. Chi è interessato ad approfondire la questione può leggere l’articolo qui. Proprio in omaggio a Borges invece la Fondazione Cini a Venezia inaugurerà il prossimo 14 Giugno, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>[&#8230;] [Videla]” in poi. Chi è interessato ad approfondire la questione può leggere l’articolo qui. Proprio in omaggio a Borges invece la Fondazione Cini a Venezia inaugurerà il prossimo 14 Giugno, [&#8230;]</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: carmelo		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2011/05/18/ernesto-sabato-la-classe-media-e-la-dittatura/#comment-151709</link>

		<dc:creator><![CDATA[carmelo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 19 May 2011 19:01:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[man mano che gli passano, sempre più mi vado convincendo che l&#039;opera letteraria tarscende la &quot;miserabile&quot; vita del suo autore. 
L&#039;etica dello scrittore attiene unicamente alla lealtà verso la sua opera e verso i lettori, che non possono svenduti, al mercato, all&#039;ideologia, a qualsiasi causa, insomma, per nobile che sia, estranea all&#039;opera stessa. Così come lettore ritengo di gran lunga piu&#039; ripugnante e immorale uno scrittore che scrive strizzando l&#039;occhio al mercato o alla &quot;rivoluzione&quot;. 
Man mano che passano gli anni gli eventi, le contingenze storiche le posizioni politiche, evaporano e mutano di prospettiva e servono solo a contestualizzare l&#039;opera che invece assume contorni sempre più nitidi riguardo al suo reale valore.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>man mano che gli passano, sempre più mi vado convincendo che l&#8217;opera letteraria tarscende la &#8220;miserabile&#8221; vita del suo autore.<br />
L&#8217;etica dello scrittore attiene unicamente alla lealtà verso la sua opera e verso i lettori, che non possono svenduti, al mercato, all&#8217;ideologia, a qualsiasi causa, insomma, per nobile che sia, estranea all&#8217;opera stessa. Così come lettore ritengo di gran lunga piu&#8217; ripugnante e immorale uno scrittore che scrive strizzando l&#8217;occhio al mercato o alla &#8220;rivoluzione&#8221;.<br />
Man mano che passano gli anni gli eventi, le contingenze storiche le posizioni politiche, evaporano e mutano di prospettiva e servono solo a contestualizzare l&#8217;opera che invece assume contorni sempre più nitidi riguardo al suo reale valore.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Alberto Prunetti		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2011/05/18/ernesto-sabato-la-classe-media-e-la-dittatura/#comment-151706</link>

		<dc:creator><![CDATA[Alberto Prunetti]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 19 May 2011 18:17:28 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Raul, ti lascio la mia mail, sono sicuro che sarà un piacere ritrovarti: ittoni@iol.it. Tanta carne sul fuoco, difficile dirimere ogni capello... anch&#039;io ho letto con piacere Celine, soprattutto però quello del primo periodo (il Viaggio e Morte a credito), i romanzi successivi non ce la faccio proprio... 

Su Scarfò: sì, era il fratello Paulino che morì a fianco di Severino. Mi sembra che Arlt abbia raccontato l&#039;episodio in una delle sue Acqueforti portegne, ma non sono sicuro...
Nos vemos, che!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Raul, ti lascio la mia mail, sono sicuro che sarà un piacere ritrovarti: <a href="mailto:ittoni@iol.it">ittoni@iol.it</a>. Tanta carne sul fuoco, difficile dirimere ogni capello&#8230; anch&#8217;io ho letto con piacere Celine, soprattutto però quello del primo periodo (il Viaggio e Morte a credito), i romanzi successivi non ce la faccio proprio&#8230; </p>
<p>Su Scarfò: sì, era il fratello Paulino che morì a fianco di Severino. Mi sembra che Arlt abbia raccontato l&#8217;episodio in una delle sue Acqueforti portegne, ma non sono sicuro&#8230;<br />
Nos vemos, che!</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: raul schenardi		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2011/05/18/ernesto-sabato-la-classe-media-e-la-dittatura/#comment-151704</link>

		<dc:creator><![CDATA[raul schenardi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 19 May 2011 17:50:38 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@ alberto: dalla lettura del tuo articolo sul manifesto su America Scarfò deduco che a essere fucilato insieme a Severino fu Paulino, uno dei due fratelli di America,
corro a correggere... muchas gracias]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@ alberto: dalla lettura del tuo articolo sul manifesto su America Scarfò deduco che a essere fucilato insieme a Severino fu Paulino, uno dei due fratelli di America,<br />
corro a correggere&#8230; muchas gracias</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: raul schenardi		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2011/05/18/ernesto-sabato-la-classe-media-e-la-dittatura/#comment-151703</link>

		<dc:creator><![CDATA[raul schenardi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 19 May 2011 17:33:58 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@Alberto, il piacere è reciproco, seguo le tue recensioni su Carmilla. Ti ringazio moltissimo per la segnalazione a proposito di America Scarfò, temo si tratti di un mio scivolone, perché nel testo di Sabato si parla di &quot;Severino Di Giovanni e Scarfò&quot; tout-court, sono io che ho interpretato nel senso di &quot;America&quot; senza verificare e ahimè, all&#039;oscuro della sua morte recente... ma allora, secondo te, di chi parla Sabato?
E no, apprendo da te la notizia della morte di Trillo, che peraltro confesso di non aver letto e di conoscere solo di fama. 
Per il resto, vado veramente di fretta e non ho tempo di sviluppare
un ragionamento su Sabato. Ho spulciato un po&#039; di giornali argentini nei giorni
dopo la sua morte e ho cercato di renderne conto in un pezzo sul blog Sur
che forse avrai visto, senza tacere l&#039;episodio del pranzo con Videla o le
contestazioni a proposito del testo per il Nunca mas, ma sinceramente
devo dire che non mi sento di esprimere un giudizio così severo sull&#039;uomo,
considerato anche che ha vissuto a lungo e probabilmente ha avuto modo di ravvedersi e di pentirsi di certe scelte. In ogni caso, decidendo di non prendere
la via dell&#039;esilio, doveva aver messo in conto un certo tipo di compromessi.
E comunque la sua posizione non mi sembra così compromessa (per gli elementi di informazione e di giudizio che possiedo) da poterla paragonare
ad altri scrittori (un nome per tutti, Céline) della cui lettura tuttavia non mi voglio privare. Fino a un certo punto condivido anche il tuo gusto per gli scrittori che comunque hanno dimostrato una coerenza esemplare nei confronti del potere, ma anche qui, sarà perché fortunatamente la passione letteraria ha prevalso in me su quella politica, non mi sento di essere così severo su quelli che si sono lasciati ammaliare dalle sue sirene... altrimenti dovrei buttare via metà della mia libreria! E senza fare sconti a quelli che si sono legati a dittatori di sinistra, da Neruda che ha scritto versi orripilanti di lode a Stalin, a Gabo per la sua grande amicizia con Fidel.
Condivido in pieno invece il tuo discorso su Sabato come esponente di una certa borghesia e anagraficamente un po&#039; spiazzato dalle lotte degi anni 70.
Grazie comunque del post e a risentirci]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@Alberto, il piacere è reciproco, seguo le tue recensioni su Carmilla. Ti ringazio moltissimo per la segnalazione a proposito di America Scarfò, temo si tratti di un mio scivolone, perché nel testo di Sabato si parla di &#8220;Severino Di Giovanni e Scarfò&#8221; tout-court, sono io che ho interpretato nel senso di &#8220;America&#8221; senza verificare e ahimè, all&#8217;oscuro della sua morte recente&#8230; ma allora, secondo te, di chi parla Sabato?<br />
E no, apprendo da te la notizia della morte di Trillo, che peraltro confesso di non aver letto e di conoscere solo di fama.<br />
Per il resto, vado veramente di fretta e non ho tempo di sviluppare<br />
un ragionamento su Sabato. Ho spulciato un po&#8217; di giornali argentini nei giorni<br />
dopo la sua morte e ho cercato di renderne conto in un pezzo sul blog Sur<br />
che forse avrai visto, senza tacere l&#8217;episodio del pranzo con Videla o le<br />
contestazioni a proposito del testo per il Nunca mas, ma sinceramente<br />
devo dire che non mi sento di esprimere un giudizio così severo sull&#8217;uomo,<br />
considerato anche che ha vissuto a lungo e probabilmente ha avuto modo di ravvedersi e di pentirsi di certe scelte. In ogni caso, decidendo di non prendere<br />
la via dell&#8217;esilio, doveva aver messo in conto un certo tipo di compromessi.<br />
E comunque la sua posizione non mi sembra così compromessa (per gli elementi di informazione e di giudizio che possiedo) da poterla paragonare<br />
ad altri scrittori (un nome per tutti, Céline) della cui lettura tuttavia non mi voglio privare. Fino a un certo punto condivido anche il tuo gusto per gli scrittori che comunque hanno dimostrato una coerenza esemplare nei confronti del potere, ma anche qui, sarà perché fortunatamente la passione letteraria ha prevalso in me su quella politica, non mi sento di essere così severo su quelli che si sono lasciati ammaliare dalle sue sirene&#8230; altrimenti dovrei buttare via metà della mia libreria! E senza fare sconti a quelli che si sono legati a dittatori di sinistra, da Neruda che ha scritto versi orripilanti di lode a Stalin, a Gabo per la sua grande amicizia con Fidel.<br />
Condivido in pieno invece il tuo discorso su Sabato come esponente di una certa borghesia e anagraficamente un po&#8217; spiazzato dalle lotte degi anni 70.<br />
Grazie comunque del post e a risentirci</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Alberto Prunetti		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2011/05/18/ernesto-sabato-la-classe-media-e-la-dittatura/#comment-151700</link>

		<dc:creator><![CDATA[Alberto Prunetti]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 19 May 2011 16:26:06 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Raul, grazie per la segnalazione (e piacere di conoscerti, ho segnalato opere tradotte da te su Argentinazo, seguo spesso il tuo lavoro). 

Ovviamente le mie critiche si riferivano a quanto Sabato scrisse su Di Giovanni ai tempi di &quot;Sopra eroi e tombe&quot;, cioè intorno 1961, ma veramente è un pelo nell&#039;uovo. Se non erro il libro che citi tu è uscito molto più tardi, e questo confermerebbe la tendenza dell&#039;autore a cambiare le proprie idee secondo il barometro del momento.  La biografia di Di Giovanni esce a fine anni sessanta, inizio anni settanta, e rovescia completamente l&#039;immagine pubblica del personaggio, che da criminale spietato diventa quasi un eroe romantico. Su Di Giovanni sono inciampati in tanti. Lo stesso Osvaldo Soriano racconta di aver cominciato la propria amicizia con Bayer proprio litigando a proposito di Di Giovanni.  Il fatto me l&#039;ha poi confermato Bayer quando lo intervistai per Il Manifesto. Però c&#039;è una cosa che non mi torna: America Scarfò all&#039;epoca dei fatti non era una dirigente sindacale ma una ragazza minorenne (per quanto già molto sicura delle proprie idee). Tanto più che non fu processata né fucilata ed è morta pochi anni fa (le ho dedicato un articolo al momento dell scomparsa su Carmilla e Il Manifesto: http://www.carmillaonline.com/archives/2006/09/001929.html).

Ma cambiando discorso: hai visto che è morto Carlos Trillo? A me era piaciuto tantissimo &quot;L&#039;eredità del colonnello&quot;. Lo ricorda su Radar anche Saccomanno (ho tradotto il pezzo, lo metto su Argentinazo domani sera)

Ciao!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Raul, grazie per la segnalazione (e piacere di conoscerti, ho segnalato opere tradotte da te su Argentinazo, seguo spesso il tuo lavoro). </p>
<p>Ovviamente le mie critiche si riferivano a quanto Sabato scrisse su Di Giovanni ai tempi di &#8220;Sopra eroi e tombe&#8221;, cioè intorno 1961, ma veramente è un pelo nell&#8217;uovo. Se non erro il libro che citi tu è uscito molto più tardi, e questo confermerebbe la tendenza dell&#8217;autore a cambiare le proprie idee secondo il barometro del momento.  La biografia di Di Giovanni esce a fine anni sessanta, inizio anni settanta, e rovescia completamente l&#8217;immagine pubblica del personaggio, che da criminale spietato diventa quasi un eroe romantico. Su Di Giovanni sono inciampati in tanti. Lo stesso Osvaldo Soriano racconta di aver cominciato la propria amicizia con Bayer proprio litigando a proposito di Di Giovanni.  Il fatto me l&#8217;ha poi confermato Bayer quando lo intervistai per Il Manifesto. Però c&#8217;è una cosa che non mi torna: America Scarfò all&#8217;epoca dei fatti non era una dirigente sindacale ma una ragazza minorenne (per quanto già molto sicura delle proprie idee). Tanto più che non fu processata né fucilata ed è morta pochi anni fa (le ho dedicato un articolo al momento dell scomparsa su Carmilla e Il Manifesto: <a href="http://www.carmillaonline.com/archives/2006/09/001929.html" rel="nofollow ugc">http://www.carmillaonline.com/archives/2006/09/001929.html</a>).</p>
<p>Ma cambiando discorso: hai visto che è morto Carlos Trillo? A me era piaciuto tantissimo &#8220;L&#8217;eredità del colonnello&#8221;. Lo ricorda su Radar anche Saccomanno (ho tradotto il pezzo, lo metto su Argentinazo domani sera)</p>
<p>Ciao!</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: raul schenardi		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2011/05/18/ernesto-sabato-la-classe-media-e-la-dittatura/#comment-151697</link>

		<dc:creator><![CDATA[raul schenardi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 19 May 2011 16:00:05 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=39055#comment-151697</guid>

					<description><![CDATA[@Alberto. In Prima della fine, Sabato parla così di Di Giovanni (la traduzione è mia): 

Agli operai parlavano di libertà, ma li arrestavano se aderivano agli scioperi, gli parlavano di giustizia, ma li reprimevano e li torturavano barbaramente; l’habeas corpus e altre norme costituzionali venivano aggirati con cinismo nella pratica quotidiana. Finché le minacce e il pericolo di morte che subivamo sono piombati su due grandi dirigenti anarchici: Severino Di Giovanni e América Scarfó. Di Giovanni lo avevo conosciuto al centro culturale Ateneo, e nonostante il suo aspetto da maestro di scuola, con la sua pistola e la sua banda divenne una figura leggendaria. Furono catturati e davanti al plotone d’esecuzione morirono gridando «Viva l’anarchia!»: un grido che ancora mi commuove a distanza di sessant’anni.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@Alberto. In Prima della fine, Sabato parla così di Di Giovanni (la traduzione è mia): </p>
<p>Agli operai parlavano di libertà, ma li arrestavano se aderivano agli scioperi, gli parlavano di giustizia, ma li reprimevano e li torturavano barbaramente; l’habeas corpus e altre norme costituzionali venivano aggirati con cinismo nella pratica quotidiana. Finché le minacce e il pericolo di morte che subivamo sono piombati su due grandi dirigenti anarchici: Severino Di Giovanni e América Scarfó. Di Giovanni lo avevo conosciuto al centro culturale Ateneo, e nonostante il suo aspetto da maestro di scuola, con la sua pistola e la sua banda divenne una figura leggendaria. Furono catturati e davanti al plotone d’esecuzione morirono gridando «Viva l’anarchia!»: un grido che ancora mi commuove a distanza di sessant’anni.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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