In Differenti Menti : Canio Loguercio

19 maggio 2011
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ALLA QUINTA EDIZIONE DEL FESTIVAL “TEATRI DI VETRO” OLTRE 50 POETI PER UNA MARATONA DI 10 GIORNI DI LETTURE DI “SUPPLICHE D’AMORE”

Teatri di vetro 5 – Roma 19/28 maggio 2011 – Teatro Palladium e spazi urbani della Garbatella

Stasera 19 maggio, dalle 20.00 alle 23.30, nella Villetta alla Garbatella, via Passino 3 Roma (a due passsi dal Palladium) primo appuntamento con la maratona “Amaro fu l’amore, radiosa la sua idea” con: Vittorio Formisano, Sonia Gentili, Jonida Prifti, Francesco Forlani, Bianca Madeccia.

AMARO AMMORE a cura di Canio Loguercio è il primo raduno poetico itinerante in Italia per la condivisione di “suppliche d’amore”. Un network, una performance, un happening, un concerto, un reading-live, un festival, un rito collettivo che coinvolge poeti, musicisti, artisti, associazioni di quartiere, ecc..

Si comincia l’1 maggio con la raccolta delle “suppliche” in giro per Roma: 18 taniche realizzate dall’artista Vittorio Formisano, con la collaborazione di NUfactory, collocate in luoghi strategici della città, serviranno a raccogliere i testi.. Tutti possono partecipare.. anche inviando il proprio contributo poetico (testo o audio) direttamente all’indirizzo amaroammore@gmail.com. L’elenco dei luoghi dove trovare le 18 taniche è pubblicato sulla pagina AMARO AMMORE di caniologuercio.wordpress.com o nel sito www.teatridivetro.it.

19-27 maggio – MARATONA di poesie d’amore “Amaro fu l’amore radiosa la sua idea”
(La Villetta, Via Francesco Passino,26)

Dal 19 al 27 maggio, ogni sera dalle 21.00/21.30 alle 23.30, in una stanza della Villetta (storica sezione comunista romana alla Garbatella) trasformata in una sorta di “supplicario” dall’artista Formisano, circa 50 poeti si alterneranno nella lettura delle loro poesie d’amore: una vera e propria maratona.
Qui inoltre sarà possibile lasciare altre “suppliche” o scriverle direttamente sui muri con un pennarello, piuttosto che con un chiodo..
A segnalare il luogo, un lungo drappo al vento con la scritta “Amaro fu l’amore radiosa la sua idea”.

I poeti che parteciperanno alla MARATONA DI SUPPLICHE D’AMORE alla Villetta dal 19 al 27 maggio, ogni sera dalle 21.00/21.30 alle 23.30, sono: Vittorio Formisano, Sonia Gentili, Jonida Prifti, Francesco Forlani, Bianca Madeccia, Marco Simonelli, Gian Piero Stefanoni, Francesco Onìrige, Marino Santalucia, Maria Grazia Calandrone, Leopoldo Attolico, Marcello Tagliente, Rita Florit, Giuseppe Boy, Rita Iacomino, Jacopo Bosio, Michele Fianco, Marco Righetti, Massimo Pacetti, Marzia Spinelli, Cinzia Marulli, Monica Martinelli, Sonia Cincinelli, Antonietta Tiberia, Leda Palma, Maurizio Soldini, Donatella Mei, Lucianna Argentino, Faraòn Meteosès, Marco Palladini, Nerina Garofalo, Roberto Raieli & Lucia Staccone, Leili Galehdaran, Elena Ribet, Alessia Fava, Sara Davidovics, Luciana Vasile, Pietro Secchi.

28 maggio – HAPPENING FINALE
Il 28 maggio, nel lotto antistante la Villetta, serata conclusiva del Festival con le canzoni appassionate di Canio Loguercio, una decina di altri poeti, vari musicisti, alcuni dei ragazzi di Hagape 2000 (Associazione che si occupa dei giovani disabili del quartiere) e ballo finale col Centro Anziani della Garbatella, curato dal Centro Studi Danza di Maria Luce Enna.
A questa serata (con Paolo Modugno al live mixing) parteciperanno i poeti Maria Grazia Calandrone, Franco Buffoni, Gabriele Frasca, Tommaso Ottonieri, Gilda Policastro, Bianca Madeccia, Antonietta Tiberia, Lidia Riviello, Roberto Alessandrini, Roberto Raieli, Pietro Secchi, Mario Lunetta, Marzia Spinelli e i musicisti Rocco De Rosa (piano), Alessandro D’Alessandro (organetto), Nora Tigges (voce), Alfonso D’Amora (chitarre) con Laura Saadiah (danza) e Saleh Tawil (voce), Antonio Franciosa (percussioni), Pasquale Innarella (fiati) e Simona Galeano clarinetto, Alessia Alacevich sax contralto, Annalisa Marianecci sax tenore, Michela Lombardozzi sax baritono, del gruppo Stacchi a Spillo.

Le immagini che saranno proiettate sono del video artista Antonello Matarazzo.

e ancora…

Mercoledì 18 maggio, dalle 21.30
TEATRI DI VETRO 5 & AMARO AMMORE
POETRY SESSION SENTIMENTALE
Opening Party
al
KE NAKO, Via dei Piceni, 24/26, San Lorenzo – Roma
www.kenako-online.com

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AMARO AMMORE al “Festival Teatri di vetro” è un progetto di Canio Loguercio, con il coinvolgimento di Vittorio Formisano (“Amaro fu l’amore radiosa la sua idea”), Antonello Matarazzo (immagini video), Paolo Modugno (audio live mixing) in collaborazione con NUfactory – Controchiave – Centro Anziani Pullino –Centro Studi Danza di Maria Luce Enna – Hagape2000 e con Lìnfera, Silenzi in forma di poesia, in pensiero, LaRecherche.it, Festival Rifrazioni e Bianca Madeccia & Antonietta Tiberia

coproduzione: teatridivetro festival

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www.facebook.com/amaro.ammore
www.teatridivetro.it
http://caniologuercio.wordpress.com

Hanno già aderito e /o partecipato alle altre tappe del progetto AMARO AMMORE:

Sebastiano Aglieco, Paola Turroni, Rita Florit, Mariano Bottoli, Veronica Vismara, Lorenzo Pierobon, David Rossato, Alessandro D’Alessandro, Rocco De Rosa, Maria Pia De Vito, Davide Abbruzzese, Domenico Mannelli, Peppe Piga, Michele Rabbia, Bianca Madeccia, Gilda Policastro, Maria Grazia Calandrone con Arturo Casu, Jonida Prifti, Lidia Riviello, Tommaso Ottonieri, Francesca Moro, Marcello Tagliente, I ragazzi di BIriciclabile, Antonello Matarazzo , Susy Trisolini, Egiziana Corossi, Carla Ambrosoli, Tania Simonia – Associazione Kiriku’, Paolo Modugno , Stefano Rana, Alfonso D’Amora, Andrea Pochetti e Mauro Carulli – Muvideo, Sebastiano Gulisano, Staff Festival RIFRAZIONI, Alexandra Petrova, Dome Bulfaro, Franco Buffoni, Chiara Daino, Sara Davidovics, Michele Fianco, Francesco Forlani, Gabriele Frasca, Rosaria Lo Russo, Enzo Mansueto, Giovanna Marmo, Monica Matticoli, Luigi Nacci, Gianmaria Nerli, Marco Palladini, Federico Romagnoli, Luigia Sorrentino, Marco Simonelli, Valentina Tinacci, Sara Ventroni, Lello Voce, Mariangela Guatteri, Lucia Pinto, Antonella Bukovaz, Annamaria Ferramosca, Francesca Cricelli e Alex Dias, Marthia Carrozzo, Franco Arminio, Beppe Sebaste, Domenico Cipriano, Costanzo Ioni, Marina Minet, Ivano Mugnaini, Sergio Zuccaro, Erminia Passannanti, Mariangela Guatteri, Eugenio Lucrezi, Maria Pina Ciancio, Gianluca Chierici, Biagio Lieti, Marilena Renda, Monica Puleo, Doris Emilia Bragagnini, Rina Accardo, Maria Grazia Casagrande, Elvio Cipollone, Angelo Tozzi, Caterina Vicino, Roberto Ferrari, Giuseppe Napolitano, Luigi Socci, Giuseppe Boi, Michele Caccamo, Sebastiano Adernò, Silvia Tessitore, Antonio Bassano, Roberto Ferrari, Antonio Spagnuolo, Vincenzo Mascolo, Paolo Ferrante, Maura Gigliotti, Raffaella Rossi, Lucianna Argentino, Fabio Barcellandi, Dalal Ghanoum, Rita Pellegrini, Gaetano Calabrese, Elisabetta Malantrucco, Marino Santalucia, Rossana del Zio, Ivana Moser, Franco La Vigna, Alberto Dalla Libera, Marzia Ercolani, Adriana Vitali Veronesi, Leone D’Ambrosio, Alfredo Sorrini, Anna Maria Pugliese, Monica Seksich, Petra Sepowski, Paola Sagrado, Paola D’Agnese, Federico Fiocchi, Giuseppe Bonifati, Margherita Macrì, Angela Maria De Fina, Silvana Kuhtz, Fiammetta Baralla, Giorgio Maimone, Camilla Gilardoni,Tiziana Bagatella, Tamara Bartolini, Maria Basile, Michele Baronio, Peppe Bosone, Antonio Cesari, Marzia Ercolani, Francesca Farcomeni, Carmen Iovine, Mariella Lo Sardo, Silvana Matarazzo, Stefano Rana, Marco Solari, Enea Tomei, Alessandra Vanzi, Marialuisa Giordano (ufficio stampa AMARO AMMORE), Marialetizia Sabatino (Cous Cous Sharing ), Giusy Lombardi (collaborazione alla realizzazione dei materiali), Collettivo CERCLE

“Punti di raccolta delle suppliche d’amore” a Roma a partire dall’1 maggio

360° sud Via A. Toscani 11/13
India Libreria Lungotevere Vittorio Gassmann
Ke Nako Via dei Piceni 22/24
Enoteca Vicino Via del Pigneto, 25
Scuola Popolare Testaccio Via Monte Testaccio, 91
Libreria Bibli Via dei Fienaroli, 28
ESC Atelier Autogestito Via dei Volsci 159
Lavori in corso Via di San Martino ai Monti 7 A
Teatro Palladium Piazza Bartolomeo Romano, 8
Libreria Zafari Via dei Volsci, 62
Libreria Punto Einaudi Via Giulia 81A
Libreria Lithos Via Vigevano 15
Angelo Mai Via delle Terme di Caracalla 51A
Palazzo del Municipio XI Via Benedetto Croce, 50
Casetta Rossa Via Magnaghi, 14
Osteria Rouge Piazza dei Siculi, 6
Duncan 3.0 Via Anassimandro, 15

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5 Responses to In Differenti Menti : Canio Loguercio

  1. transit il 20 maggio 2011 alle 15:40

    Jevemo a pazzià,
    dint’a casarella, ncopp’a ll’allbero.

    Andavamo a giocare,
    dentro la casetta, sopra l’albero.

    Saglienno, cercavamo ‘e nun ffà rummore.
    Marò, comme sbatteva ‘o core.

    Salendo, cercavamo di non far rumore.
    Madonna, come batteva il cuore.

    Appuoie’a mano: siento, pare ‘o macenielle
    ca scamazzava ‘e chicchi ‘e cafè, diciste.

    Posa la mano: ascolta, sembra un macinino
    che frantuma i chicchi di caffè, dicesti.

    Erano ‘e primme vase, pecchesto
    ‘a chiammavamo ‘a casarella ‘e ll’ammore.

    Erano i primi baci e, per questo,
    la chiamavamo la casetta dell’amore.

    E ‘a parola ammore ci appicciava.
    E mmiscava, chisa ‘o pecchè, ‘o doce e ‘o ffele.

    E la parola amore ci avvampava.
    E mescolava, chissà perchè, il dolce e il fiele.

    Sott’o cielo azzurro e dint’o verde d’e foglie
    erano sciure e spine, rose e vase. Arrubbate.

    Sotto il cielo azzurro e nel verde delle foglie,
    erano fiori e spine, rose e baci. Rubati.

    Me facive sempe spantecà.
    Sprucita dicive: Lievete a ‘n cuollo.

    Mi facevi sempre soffrire.
    Bisbetica dicevi: Togliti di dosso.

    E nun me vasà, diciste ‘ncasanno a mano.
    Po’ ‘a casarella ncoppa ll’albero s’appicciaie.

    E non baciarmi, dicesti rimarcando la voce.
    Poi, la casetta sull’albero s’incendiò.

    E ‘nzieme ‘e rami e ‘e foglie muretto pur’io.
    ‘A tanno si tempesta ca me ‘nquieta.

    E insieme ai rami e alle foglie morì anch’io.
    Da allora sei tempesta che m’inquieta.

    Ammore e ‘e vase d’e muccusielle,
    priano ‘a morte e, fanno rummore,

    Amore e baci di adolescenti,
    pregano la morte e, fanno rumpre,

    dint’o silenzio ‘e ddoje parole:
    simmo viento, pe’ sempe.

    nel silenzio di quattro parole:
    siamo vento, per sempre.

    Sbuffa sogni il vento.
    Indora guance di pane il sole.

    Timbra a monte e a valle il bacio.
    Scudiscia il canto la luce sorgente.

    Non appena la vita squaderna la conta.
    La frenesia di oggi spalma i passi di ieri.

    E il respiro regge l’asse terrestre.

  2. transit il 20 maggio 2011 alle 15:44

    Ammore e ‘o viento maie carcerate.

    E’ ‘o viento ca s’è ‘ncaricato
    ‘e mettere meza patana dint’a terra.

    E’ il vento l’incaricato
    di mettere mezza patata nella terra;

    ‘o dentillo ‘e latte dint’o buco d’o muro;
    ‘a cucchiarella p’e mmazzate ncoppo’o culillo.

    Il dentino di latte nel buco del muro,
    il cuchhiaio di legno per le botte sul culetto.

    ‘E porte ‘nzzerrate pe’ nun fa trasì ‘o mammone:
    e nuje sapimmo ca ‘o viento va fujenno,

    le porte serrate per non far entare l’uomo cattivo:
    e noi sappiamo che il vento scappa via,

    comm’ammore,
    al di là d’e culonne ‘e Ercole.

    come l’amore,
    al di là delle colonne d’Ercole.

    ma ‘a forza ‘e Ercole nun ha mai fermato
    nè ll’ammore nè ‘o viento.

    Ma la forza di Ercole non ha mai fermato
    nè l’amore nè il viento.

    Ammore e ‘o viento,
    ccchiù ‘e pazzià nun ponno.

    Amore e vento,
    più di giocare non possono.

    Sicuro, fanno male.
    Comme ‘a ponta ‘e ‘na lacrema.

    Sicuro, fanno male.
    Come la punta di una lacrima.

    Appena.

  3. transit il 23 maggio 2011 alle 07:15

    Quel colore di cecità,
    eri tu.
    Quell’emozione a pelle,
    eri tu.

    Lo schianto dell’assenza,
    eri tu.
    Il perdurare della notte,
    eri tu.

    Quella canzone a cascata,
    eri tu.
    Il bacio a ciliegia,
    eri tu.

    Quel fiore sull’acqua,
    eri tu.
    Quell’arco di mare,
    eri tu.

    Quell’insieme unico,
    eri tu.
    Quell l’estate di sassi e spine,
    eri tu.

    Quei binari di nessuna partenza,
    eri tu.
    Scogli di rosario il tuo sorriso.
    Eri tu.

    Stringemi, dicesti.
    Eri tu.

    Guarnigione dei miei occhi,
    palleggio di cuore scarnato.

    Eri tu.

  4. transit il 23 maggio 2011 alle 07:26

    Di fretta le lacrime di maggio

    Sfarinato cuore gli occhi.
    Guance velate d’origano.
    Ricami di scaglie sdrucite.

    Pensieri scontati i prezzi.
    Incavi d’ossa i capelli.
    Rosa e spina le nocche.

    Soglie di luna i passi.
    Crude lacrime i tuorli.
    Dita crudeli i tocchi.

    Acqua secca sorge.
    Spopola addio,
    dei palpiti, il torace.

  5. transit il 3 giugno 2011 alle 11:35

    Ninuccio, ‘a scola e Nunziatina

    Anch’io piccirillo e guagliunciello nun aggio mai liggiuto. Pinocchio non lo conosciuto nel libro che parla di Pinocchio. Non si chiamava Pinocchio quello che conoscevo io, lui si chiamava Ninuccio ‘o Maruzzaro e in quanto a bugie e palle era ‘o rrè di tutto il quartiere e di tutti i guagliuni della città messi inseime. Ma io lo so perchè Ninuccio diceva le palle e quando ti poteva fottere qualcosa ti fotteva. dopo se lo scopriva innanzitutto negava. poi piangeva e dopo diceva che ti voleva bene. ma io lo so perchè Ninuccio arrubbava la cotognata, i panini e i biscotti della salute e i pezzi di cioccolata. io lo so, ma non lo voglio dire. lo dico? vabbuò ‘o ddico. Geppino, il papà di Ninuccio, si arrangiva con il lavoro e quando lavorava lo pisciavano in mano: gli davano poco e niente. Geppino una domenica di maggio lo trovarono morto. ‘a mamma ‘e Ninuccio, Nunziatina, teneva trent’anni. e se li portava bbuoni. jeve a ffà a cameriera. a sera invece jeve arrotonda tramite ‘na cumpagna soja abbascio a Marina. era ‘o vero ‘na bella scisciona Nunziatina. quanno io e Ninuccio facettemo vint’anne isso jetto ngalera pe’ ‘na rapina e io ‘na sera ‘e maggio passanno abbascio a prete ‘o pesce abbascio ‘a Marina. Nunziatina steve llà. Io le dicette: Quante te pigli? la riconobbi. Essa no.
    ‘O fece finta. Era sempe bella. Io dicette: Jammo. Nunziatina dicette: Vattenne. Ma mi hai riconosciuto? No! Nun saccio chi si, ma vattenne.
    Pigliate almeno sti sorde, le dicette. Vattenne, me rispunnette.
    Chiagneve. Piangeva comm’a ‘na criatura.

    e poi, quando andai a scuola, subito si vide che non era cosa. c’erano dei contrasti. avevamo punti di vista diversi. la scuola sosteneva una cosa e io un’altra. quante litigate. quando lei, la scuola, camminava per strada o stava lì, come a dire: sono io, sono la scuola. la scuola se la tirava malamente prorpio. sembravamo due cose all’opposto: lei di là, spocchiuosa e io di qua, sgarrupoato di palazzie vita.
    la strada, la strada parlava, muta e vociante, ma quanti chicchiere diceva.



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