bum bum bum

27 maggio 2011
Pubblicato da

di Guido Catalano

quanto t’amo secondo te quanto?
in chili quanto t’amo?
il litri quanto t’amo?
quanto t’amo in metri?
quanto, dimmi quanto secondo te quanto
in iarde? (una iarda è 0,9144 metri)
quindi quanto t’amo in iarde secondo te?
e secondo te quanto t’amo in megatoni?
in mele?
in api?
in camions?
ma secondo te è possibile amarti in cani?
in cani ad esempio quanto t’amo in cani?
in fuchi?
in biglie?
in polpastrelli?
in delta di fiumi?
quanti delta di fiumi abbisognamio per esprimere quanto io t’amo?

in presidenti della repubblica italiana?
lo so, ti sembra strano
ma è plausibile esprimere quanto t’amo in presidenti della repubblica italiana
de nicola
einaudi
gronchi
segni
saragat
leone
pertini
cossiga
scalfaro
ciampi
napolitano

solo undici!
no
almeno altri cinquecento anni di presidenti
almeno

in umberto eco?
quanti umberti echi ci vorrebbero
per stabilire quanto t’amo?
impossibile dirai tu
infatti
ce n’è uno solo
ma immagina che uno possa moltiplicare umberto eco
quindi quanti echi quanti secondo te quanti?

è inutile
lo so
non esiste
un ’unità di misura valevole
per calcolare quanto t’amo

apparte
il vecchio vecchio
bum bum bum
del mio cuore aritmico
bum bum bum
quando ti vedo
che mi cammini verso

[bum bum bum è tratta dall’ultima raccolta di Guido Catalano è La donna che si baciava coi lupi, Le BolleBlu edizioni (2010])

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16 Responses to bum bum bum

  1. francesco pecoraro il 27 maggio 2011 alle 10:06

    abbisognamio?

  2. Milena il 27 maggio 2011 alle 10:08

    Bisogna partire da Bum, Bum, Bum ed andare oltre e leggere Guido tutto … è delicato, sarcastico, dolcemente ficcante, disincantato, surreale, esilerante, a tratti triste, profondo nell’apparente leggerezza,è unico. E se vi capitasse di partecipare ad uno dei suoi “ridings”, ve lo raccomando!

    Di seguito un’altra delle sue chicche storiche.

    La mamma del poeta

    Avere un figliolo
    tra l’altro unico
    che vuole fare il poeta professionista
    è una roba che una madre
    non glielo augurerebbe neanche al suo peggior nemico

    la pensione è uno dei chiodi fissi che ha mia mamma
    “mamma, la pensione, noi poeti, è una roba che esula, mamma” le dico “mamma, noi poeti ci fanno senatori a vita, noi poeti ci fanno le statue, ci fanno le piazze, mamma noi poeti la pensione è una roba che mica ci possiamo pensare che sennò ci scappa via l’ispirazione”

    a quel punto li, normalmente mia mamma cerca di percuotermi con un mestolo di ghisa
    ma quasi mai mi prende

    poi si siede e guardando nel vuoto dice: “carmina non dant panem”
    che in italiano corrente significa più o meno “ si, ma con la poesia col cazzo che ti paghi luce, gas, telefono, assicurazione auto, dentista, idraulico, rata del mutuo e/o affitto”

    fare il poeta al giorno d’oggi
    è un lavoro duro

    fare la mamma del poeta, anche
    ve lo assicuro.

  3. gianni biondillo il 27 maggio 2011 alle 10:26

    Io amo in Megatoni, senza ombra di dubbio alcuno… ;-)

  4. chi il 27 maggio 2011 alle 11:18

    @ francesco. pensa che ne ho programmate due.

  5. francesca genti il 27 maggio 2011 alle 11:55

    dagli esordi apprezzo la poesia di guido catalano, è bravissimo!

  6. Massimo il 27 maggio 2011 alle 12:03

    Come sparare sulla Croce Rossa…

  7. carmine vitale il 27 maggio 2011 alle 12:10

    la mamma del poeta è sublime
    c.

  8. Giancarlo Tramutoli il 27 maggio 2011 alle 12:41

    Guido ha la patente del poeta.

  9. guido catalano il 27 maggio 2011 alle 12:43

    sì sì
    abbisognamio

  10. jacopo galimberti il 27 maggio 2011 alle 14:50

    la domando dovrebbe essere QUANDO t’amo.

  11. marco m il 27 maggio 2011 alle 15:15

    Guido è un Maestro
    (e sì, la domanda dovrebbe/potrebbe essere “quando?”)

  12. chi il 27 maggio 2011 alle 15:30

    e anche come Roger Rabbit in QUANTE guise io t’amo? Io Marvin Acme…

  13. Agostino Cornali il 27 maggio 2011 alle 19:03

    grande, Guido. Non conoscevo la mamma del poeta-proprio bella!

  14. Carlo Capone il 28 maggio 2011 alle 23:52

    Costui è Gesù, che beve la grappa. E se non è Lui è un gran fico maledetto.

  15. frocioran il 31 maggio 2011 alle 02:20

    Io conosco molto bene la mamma del poeta, invece. Ci vediamo tutti i mercoledì sera.

  16. stefano il 2 giugno 2011 alle 00:47

    uno dei pochi poeti che sia riuscito ad apprezzare. Bravissimo



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