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	Commenti a: Per chi svuota la campana	</title>
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		<title>
		Di: Francesco		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2011/06/23/per-chi-svuota-la-campana/#comment-153268</link>

		<dc:creator><![CDATA[Francesco]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 26 Jun 2011 10:34:50 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Insomma dai commenti sembra che la realtà la si racconti solo in un modo (quello che piace di volta in volta a chi commenta). L&#039;informazione non è &quot;un&quot; articolo, ma una costruzione che non si fa solo scendendo per strada (come mi pare faccia Anselmo, e non mi riferisco per forza a questo pezzo) ma unendo tanti pezzi di informazione. &quot;Davvero ci possiamo permettere di usare la tragedia di Napoli per una semplice finalità letteraria?&quot;, e perché no? Perché la letteratura non può affiancare la cronaca di cui strabordano gli articoli di questi anni (non solo i &quot;mainstream&quot;)... Per me, napoletano che convive quotidianamente con questo problema (come alcuni di voi, d&#039;altraparte), il racconto di Napoli è anche questo; sono i fatti, certo, sono le inchieste, sono la camorra (sono un po&#039; meno le grida al boicottaggio, anche se in parte vere), le proteste, gli incendi e la diossina ma sono anche le sensazioni, come quelle che, almeno a me, dà questo breve reportage. Non a voi, però, al quanto pare]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Insomma dai commenti sembra che la realtà la si racconti solo in un modo (quello che piace di volta in volta a chi commenta). L&#8217;informazione non è &#8220;un&#8221; articolo, ma una costruzione che non si fa solo scendendo per strada (come mi pare faccia Anselmo, e non mi riferisco per forza a questo pezzo) ma unendo tanti pezzi di informazione. &#8220;Davvero ci possiamo permettere di usare la tragedia di Napoli per una semplice finalità letteraria?&#8221;, e perché no? Perché la letteratura non può affiancare la cronaca di cui strabordano gli articoli di questi anni (non solo i &#8220;mainstream&#8221;)&#8230; Per me, napoletano che convive quotidianamente con questo problema (come alcuni di voi, d&#8217;altraparte), il racconto di Napoli è anche questo; sono i fatti, certo, sono le inchieste, sono la camorra (sono un po&#8217; meno le grida al boicottaggio, anche se in parte vere), le proteste, gli incendi e la diossina ma sono anche le sensazioni, come quelle che, almeno a me, dà questo breve reportage. Non a voi, però, al quanto pare</p>
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		Di: véronique vergé		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2011/06/23/per-chi-svuota-la-campana/#comment-153233</link>

		<dc:creator><![CDATA[véronique vergé]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 25 Jun 2011 14:20:49 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Vincenzo,

Il tuo commento nella sua sincerità mi ha colpita. Non è la stessa cosa vedere Napoli da occhi stranieri, lontani e forse tornati verso i ricordi di città portuaria e vivere dentro con il sentimento di appartenere a una storia, a una communità, a una lingua. Nel mio commento volevo sottolineare la contradizione tra il duende ( l&#039;incanto), l&#039;ispirazione che viene dalla città- non come finalità- ma come origine dellla letteratura e il male fatto alla città. Napoli è un luogo letterario, come l&#039;è Barcelona.
Volevo anche sottolineare la contradizione tra il senso della vita è quella della morte che affoga i Napoletani. 
Per esempio il commento di Maria Teresa è potente perché c&#039;è un vincolo intimo con la città. Scrivere un testo su Napoli è confrontarsi con l&#039;illusione, la memoria letteraria ( gli scrittori famosi che hanno parlato della città- dovrei dire: chi sono entrati nel cuore di Napoli- e la realtà senza illusione vissuta dagli abitanti.
Non conosco questa malinconia venuta della città, o in superficie, perché non sono di Napoli, non ho vissuto la mia infanzia in questi quartieri, non ho parlato il Napoletano. Posso afferrare un&#039;ombra, un&#039;impressione, non il corpo profundo. Ma tutti abbiamo vissuto l&#039;infanzia, e Napoli sa ricordare il gusto del paradiso perduto.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Vincenzo,</p>
<p>Il tuo commento nella sua sincerità mi ha colpita. Non è la stessa cosa vedere Napoli da occhi stranieri, lontani e forse tornati verso i ricordi di città portuaria e vivere dentro con il sentimento di appartenere a una storia, a una communità, a una lingua. Nel mio commento volevo sottolineare la contradizione tra il duende ( l&#8217;incanto), l&#8217;ispirazione che viene dalla città- non come finalità- ma come origine dellla letteratura e il male fatto alla città. Napoli è un luogo letterario, come l&#8217;è Barcelona.<br />
Volevo anche sottolineare la contradizione tra il senso della vita è quella della morte che affoga i Napoletani.<br />
Per esempio il commento di Maria Teresa è potente perché c&#8217;è un vincolo intimo con la città. Scrivere un testo su Napoli è confrontarsi con l&#8217;illusione, la memoria letteraria ( gli scrittori famosi che hanno parlato della città- dovrei dire: chi sono entrati nel cuore di Napoli- e la realtà senza illusione vissuta dagli abitanti.<br />
Non conosco questa malinconia venuta della città, o in superficie, perché non sono di Napoli, non ho vissuto la mia infanzia in questi quartieri, non ho parlato il Napoletano. Posso afferrare un&#8217;ombra, un&#8217;impressione, non il corpo profundo. Ma tutti abbiamo vissuto l&#8217;infanzia, e Napoli sa ricordare il gusto del paradiso perduto.</p>
]]></content:encoded>
		
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		<title>
		Di: francesco pecoraro		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2011/06/23/per-chi-svuota-la-campana/#comment-153229</link>

		<dc:creator><![CDATA[francesco pecoraro]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 25 Jun 2011 13:39:29 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[&quot;Davvero ci possiamo permettere di usare la tragedia di Napoli per una semplice finalità letteraria?&quot;
Concordo.
Fosse almeno buona letteratura.
Perché se fosse buona, non ne avremmo percepito tutta l&#039;inopportunità e lo stridore.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Davvero ci possiamo permettere di usare la tragedia di Napoli per una semplice finalità letteraria?&#8221;<br />
Concordo.<br />
Fosse almeno buona letteratura.<br />
Perché se fosse buona, non ne avremmo percepito tutta l&#8217;inopportunità e lo stridore.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Vincenzo Cucinotta		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2011/06/23/per-chi-svuota-la-campana/#comment-153217</link>

		<dc:creator><![CDATA[Vincenzo Cucinotta]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 25 Jun 2011 05:25:44 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Davvero ci possiamo permettere di usare la tragedia di Napoli per una semplice finalità letteraria? 
Davvero è oggi possibile guardare agli attori che operano su questo tragico palcoscenico senza capire cosa si muova dietro? 
Gli ultimi commenti che vengono dall&#039;interno stesso di Napoli, prima di fotografare l&#039;esistente, ci dicono la cosa più grave che ci toccava sentire, che Napoli come comunità è proprio finita, perchè si sono messe in moto delle dinamiche che non sono decriptabili neanche da chi sta gomito a gomito con gli eventi. 
Caro MA, spero che questi fatti costituiscano per lei fonte di ispirazione letteraria, naturalmente senza volere fare paragoni con Camus, ma per noi che leggiamo l&#039;effetto è quello di vedere gente che non riesce più a riconoscere il proprio vicino, e ciò è sempre una gran brutta cosa, ma lo è sommamente per una città come Napoli che ha sempre giustamente rivendicato un proprio spirito locale, una napolanità che parrebbe quindi essere scomparsa.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Davvero ci possiamo permettere di usare la tragedia di Napoli per una semplice finalità letteraria?<br />
Davvero è oggi possibile guardare agli attori che operano su questo tragico palcoscenico senza capire cosa si muova dietro?<br />
Gli ultimi commenti che vengono dall&#8217;interno stesso di Napoli, prima di fotografare l&#8217;esistente, ci dicono la cosa più grave che ci toccava sentire, che Napoli come comunità è proprio finita, perchè si sono messe in moto delle dinamiche che non sono decriptabili neanche da chi sta gomito a gomito con gli eventi.<br />
Caro MA, spero che questi fatti costituiscano per lei fonte di ispirazione letteraria, naturalmente senza volere fare paragoni con Camus, ma per noi che leggiamo l&#8217;effetto è quello di vedere gente che non riesce più a riconoscere il proprio vicino, e ciò è sempre una gran brutta cosa, ma lo è sommamente per una città come Napoli che ha sempre giustamente rivendicato un proprio spirito locale, una napolanità che parrebbe quindi essere scomparsa.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: -ma		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2011/06/23/per-chi-svuota-la-campana/#comment-153199</link>

		<dc:creator><![CDATA[-ma]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Jun 2011 21:49:04 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[in ogni caso, il mio non era un invito a stringere sodalizi con poteri occulti o chissà chi altro. Spero (e credo) che le pratiche amministrative e politiche della nuova amministrazione non ripropongano errori del passato. 
Men che meno è un invito a mediare con camorra etc. Non credevo di poter essere frainteso così grossolonamente. 
non credo che raccontare limiti o offuschi analisi. Ci sono i luoghi adatti per fare entrambe le cose. 
Suerte]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>in ogni caso, il mio non era un invito a stringere sodalizi con poteri occulti o chissà chi altro. Spero (e credo) che le pratiche amministrative e politiche della nuova amministrazione non ripropongano errori del passato.<br />
Men che meno è un invito a mediare con camorra etc. Non credevo di poter essere frainteso così grossolonamente.<br />
non credo che raccontare limiti o offuschi analisi. Ci sono i luoghi adatti per fare entrambe le cose.<br />
Suerte</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: -ma		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2011/06/23/per-chi-svuota-la-campana/#comment-153197</link>

		<dc:creator><![CDATA[-ma]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Jun 2011 21:33:01 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Le mediazioni cui si fa cenno nel contributo a mia firma non sono un rimprovero alla nuova giunta. Personalmente aspetto lo scadere dei canonici cento giorni per esprimere un giudizio che nel frattempo sospendo. Rispetto alla figura del nuovo sindaco di Napoli - LDM - non sono un entusiasta e neanche un critico. Le persone che ha scelto in giunta, per buona parte, sono valide e non implicate con la passata amministrazione (disastrosa). L&#039;aver azzerato con le mediaizoni significa - secondo me - aver tolto una delle cause pratiche della malagestione del passato caratterizzata appunto dalla continua e snervante mediazione tra i diversi livelli della città (legittimi e illegittimi/ paralegali etc.). Più che un garbato rimprovero il mio era un apprezzamento per un buon inizio. 

Non essendo un giornalista quando scrivo mi scelgo i soggetti che voglio. La mia non è un&#039;analisi dell&#039;ennesima crisi rifiuti che soffoca la città dove vivo, piuttosto è una considerazione personale, una forma narrativa per descrivere un fenomeno che ho visto da vicino (sotto casa mia per l&#039;esattezza), non una denunzia ma un racconto di un reale d&#039;eccezione. Se chi alza barricate di rifiuti recitando una rivolta che non c&#039;è sia pagato o meno, non mi interessa (Caro F Pecoraro la distribuzione del reddito criminale avvviene in altre forme...è materia di PM e altri uomini di legge. Mi interrogo sulle motivazioni e sulla trasformazione antropologica continua che segna il sottoproletariato napoletano, negli ultimi tempi raccontato in varie forme da un asfissiante Spettacolo del Male. 
Le creature che ho raccontato in parallelo alla vicenda sono per me componenti essenziali di quanto accade, delle bestie metropolitane. Se non ti interessano non sei mica obbligato a leggere. Credo che ti basti leggere le cronare insipide dei quotidiani nazionali (Repubblica, Corriere, Mattino e così via). Per fortuna chi scrive non sempre ha qualcosa da svelare, non sempre vuole informare, per far ciò esistono i giornalisti (che nell&#039;Italia attuale mi sembrano abbastanza mediocri (un&#039;eccezione secondo me: http://www.napolimonitor.it/). 
Sui rifiuti sono stati scritti libri, girati documentari... personalmente mi ritengo uno scrittore di quart&#039;ordine, senza pretese se non quella di cercare forme narrative che non partano sempre dagli stessi presupposti. Camus in effetti non &quot;analizzava&quot; Orano, ma ci ha raccontato un mondo che scompariva. (Credimi non mi paragono ad uno degli scrittori che più amo ne a nessun altro)
Per fortuna che la letteratura ci ha preservato dall&#039;oggettività. Suerte.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Le mediazioni cui si fa cenno nel contributo a mia firma non sono un rimprovero alla nuova giunta. Personalmente aspetto lo scadere dei canonici cento giorni per esprimere un giudizio che nel frattempo sospendo. Rispetto alla figura del nuovo sindaco di Napoli &#8211; LDM &#8211; non sono un entusiasta e neanche un critico. Le persone che ha scelto in giunta, per buona parte, sono valide e non implicate con la passata amministrazione (disastrosa). L&#8217;aver azzerato con le mediaizoni significa &#8211; secondo me &#8211; aver tolto una delle cause pratiche della malagestione del passato caratterizzata appunto dalla continua e snervante mediazione tra i diversi livelli della città (legittimi e illegittimi/ paralegali etc.). Più che un garbato rimprovero il mio era un apprezzamento per un buon inizio. </p>
<p>Non essendo un giornalista quando scrivo mi scelgo i soggetti che voglio. La mia non è un&#8217;analisi dell&#8217;ennesima crisi rifiuti che soffoca la città dove vivo, piuttosto è una considerazione personale, una forma narrativa per descrivere un fenomeno che ho visto da vicino (sotto casa mia per l&#8217;esattezza), non una denunzia ma un racconto di un reale d&#8217;eccezione. Se chi alza barricate di rifiuti recitando una rivolta che non c&#8217;è sia pagato o meno, non mi interessa (Caro F Pecoraro la distribuzione del reddito criminale avvviene in altre forme&#8230;è materia di PM e altri uomini di legge. Mi interrogo sulle motivazioni e sulla trasformazione antropologica continua che segna il sottoproletariato napoletano, negli ultimi tempi raccontato in varie forme da un asfissiante Spettacolo del Male.<br />
Le creature che ho raccontato in parallelo alla vicenda sono per me componenti essenziali di quanto accade, delle bestie metropolitane. Se non ti interessano non sei mica obbligato a leggere. Credo che ti basti leggere le cronare insipide dei quotidiani nazionali (Repubblica, Corriere, Mattino e così via). Per fortuna chi scrive non sempre ha qualcosa da svelare, non sempre vuole informare, per far ciò esistono i giornalisti (che nell&#8217;Italia attuale mi sembrano abbastanza mediocri (un&#8217;eccezione secondo me: <a href="http://www.napolimonitor.it/" rel="nofollow ugc">http://www.napolimonitor.it/</a>).<br />
Sui rifiuti sono stati scritti libri, girati documentari&#8230; personalmente mi ritengo uno scrittore di quart&#8217;ordine, senza pretese se non quella di cercare forme narrative che non partano sempre dagli stessi presupposti. Camus in effetti non &#8220;analizzava&#8221; Orano, ma ci ha raccontato un mondo che scompariva. (Credimi non mi paragono ad uno degli scrittori che più amo ne a nessun altro)<br />
Per fortuna che la letteratura ci ha preservato dall&#8217;oggettività. Suerte.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: transit		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2011/06/23/per-chi-svuota-la-campana/#comment-153189</link>

		<dc:creator><![CDATA[transit]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Jun 2011 18:23:37 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Questa terra è la mia terra, 
scusate se inizio citando il titolo di un vecchio libro on the road, binari e treni che viaggiavano sbuffando per chilometri tra città e campagna.

Nonostante offesa, infangata e sporca, la città di Napoli e la sua provincia, resta un territorio indomito, questa terra ... la nostra terra.

Bisogna viverla e sentirla propria questa terra ... (non comprarla e devastarla con la violenza del più forte, comunque servo del potere) e chissà che non sia la volta buona per una crescita collettiva definitiva, cioè di rottura, insomma storica.

Sia ieri, stamattina e nei giorni scorsi, dopo la dichiarazione, ormai già famosa, sulla soluzione del problema immediato, in cinque giorni, del neo sindaco De Magistris, sto cercando di riflettere, perchè quando ci si trova in un disastro di questo genere, se sei un comune cittadino, farsi un idea personale è davvero difficile. Ma non solo. 

Dietro l&#039;angolo può esserci, finanaziata e fomentata ad arte, servendosi della manovalanza fascista e ambienti ad essa legata, una deriva reazionaria. In pratica la plebe contro la parte più avanzata di questo attuale quadro politico. Con questo non condanno chi esasperato, per esempio quelli che vivono nei vicoli e nei bassi o nel degrado delle periferie, scendono a buttare spazzature nelle zone bene. 

Perchè dico ciò?

Ragioniamo come un qualsiasi cittadino e che, semmai, ha votato per Luigi De Magistris.

In momenti come questi si può pensare tutto e il contario di tutto. Ci sono forze che hanno interessi economici e politici o pseudo tali, affinchè la situazione rimanga tale.

Altrimenti non si capisce il perchè Napoli da ventanni deve subire questa immorale pornografia del potere politico in associazione con gli affaristi degli inceneritoristi e della camorra.

Questi livelli, allo stato attuale, permangono e non possono che essere intrecciati, a discapito di questa terra e della sua popolazione.

Qualcuno ha invocato pure Faccia &#039;Ngialluta o organizzato una mega festa di piazza con i più noti cantanti neomelodici e affini. Evidentemente
non è bastato nè il primo, tirato in ballo a sproposito e nè le voci verace comme po&#039; essere &#039;nu piatto e vermecielli, &#039;na frittura &#039;e zeppole e panzarotti o &#039;na bella pizza fritta, innaffiatao cu nu bicchiere &#039;e marsala.

Forse la situazione sta peggiorando in virtù di un cambiamento possibile, e totale. Realizzare ciò, visto lo sporco gioca e le conseguenze di un epidemia di un disastro igienico-sanitario, sulla pelle dei cittadini tutti, politiccizzati e no, per chi sta dietro le quinte, iniziando da Belusconi, Caldoro, la camorra e l&#039;altra munnezza originale della Lega Nord con i suoi veti per la trasferenza almeno momentanea dei camion in altre regioni, fa comodo cento volte.

Sono arrabbiato, deluso no, ma incazzato nero si. Chiedo: Come sia possibile, dopo quasi vent&#039;anni di questo scempio, a dir poco indegno e vergognoso, ritrovarsi ancora peggio dell&#039;inizio di questa storia?

In definitiva, giunti a questo punto, tale situazione è, a tutti gli effetti, una dichiarazione di guerra terroristica, strisciante e aperta, contro l&#039;intero territorio di Napoli e provincia, la regione Campania, vedi i rifiuti speciali, e l&#039;intera popolazione.

Continuo a rimanare arrabbiato. 
E con l&#039;elezione di De Magistris a sindaco, questa storia d&#039;a munnezza adda fernì a ogni livello. Bisogna voltare pagina. Questa città e quasta terra devono tornare ai suoi figli, ai suoi cittadini.

Soluzione?
Forza De Magistris. Forza i comitati contro le discariche e la raccolta differenziata. E innanzitutto forza la popolazine. Bisogna coinvolgere i vari quartieri della cita e della reriferia con un lavoro vivolo per vivolo e porta a porta. Bisogna appoggiarsi al volontariato e spiegare come stanno le cose.

Il salto di qualità di coscienza civiile e politica e, storico, è in questo coinvolgimento di sinergie dal basso.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Questa terra è la mia terra,<br />
scusate se inizio citando il titolo di un vecchio libro on the road, binari e treni che viaggiavano sbuffando per chilometri tra città e campagna.</p>
<p>Nonostante offesa, infangata e sporca, la città di Napoli e la sua provincia, resta un territorio indomito, questa terra &#8230; la nostra terra.</p>
<p>Bisogna viverla e sentirla propria questa terra &#8230; (non comprarla e devastarla con la violenza del più forte, comunque servo del potere) e chissà che non sia la volta buona per una crescita collettiva definitiva, cioè di rottura, insomma storica.</p>
<p>Sia ieri, stamattina e nei giorni scorsi, dopo la dichiarazione, ormai già famosa, sulla soluzione del problema immediato, in cinque giorni, del neo sindaco De Magistris, sto cercando di riflettere, perchè quando ci si trova in un disastro di questo genere, se sei un comune cittadino, farsi un idea personale è davvero difficile. Ma non solo. </p>
<p>Dietro l&#8217;angolo può esserci, finanaziata e fomentata ad arte, servendosi della manovalanza fascista e ambienti ad essa legata, una deriva reazionaria. In pratica la plebe contro la parte più avanzata di questo attuale quadro politico. Con questo non condanno chi esasperato, per esempio quelli che vivono nei vicoli e nei bassi o nel degrado delle periferie, scendono a buttare spazzature nelle zone bene. </p>
<p>Perchè dico ciò?</p>
<p>Ragioniamo come un qualsiasi cittadino e che, semmai, ha votato per Luigi De Magistris.</p>
<p>In momenti come questi si può pensare tutto e il contario di tutto. Ci sono forze che hanno interessi economici e politici o pseudo tali, affinchè la situazione rimanga tale.</p>
<p>Altrimenti non si capisce il perchè Napoli da ventanni deve subire questa immorale pornografia del potere politico in associazione con gli affaristi degli inceneritoristi e della camorra.</p>
<p>Questi livelli, allo stato attuale, permangono e non possono che essere intrecciati, a discapito di questa terra e della sua popolazione.</p>
<p>Qualcuno ha invocato pure Faccia &#8216;Ngialluta o organizzato una mega festa di piazza con i più noti cantanti neomelodici e affini. Evidentemente<br />
non è bastato nè il primo, tirato in ballo a sproposito e nè le voci verace comme po&#8217; essere &#8216;nu piatto e vermecielli, &#8216;na frittura &#8216;e zeppole e panzarotti o &#8216;na bella pizza fritta, innaffiatao cu nu bicchiere &#8216;e marsala.</p>
<p>Forse la situazione sta peggiorando in virtù di un cambiamento possibile, e totale. Realizzare ciò, visto lo sporco gioca e le conseguenze di un epidemia di un disastro igienico-sanitario, sulla pelle dei cittadini tutti, politiccizzati e no, per chi sta dietro le quinte, iniziando da Belusconi, Caldoro, la camorra e l&#8217;altra munnezza originale della Lega Nord con i suoi veti per la trasferenza almeno momentanea dei camion in altre regioni, fa comodo cento volte.</p>
<p>Sono arrabbiato, deluso no, ma incazzato nero si. Chiedo: Come sia possibile, dopo quasi vent&#8217;anni di questo scempio, a dir poco indegno e vergognoso, ritrovarsi ancora peggio dell&#8217;inizio di questa storia?</p>
<p>In definitiva, giunti a questo punto, tale situazione è, a tutti gli effetti, una dichiarazione di guerra terroristica, strisciante e aperta, contro l&#8217;intero territorio di Napoli e provincia, la regione Campania, vedi i rifiuti speciali, e l&#8217;intera popolazione.</p>
<p>Continuo a rimanare arrabbiato.<br />
E con l&#8217;elezione di De Magistris a sindaco, questa storia d&#8217;a munnezza adda fernì a ogni livello. Bisogna voltare pagina. Questa città e quasta terra devono tornare ai suoi figli, ai suoi cittadini.</p>
<p>Soluzione?<br />
Forza De Magistris. Forza i comitati contro le discariche e la raccolta differenziata. E innanzitutto forza la popolazine. Bisogna coinvolgere i vari quartieri della cita e della reriferia con un lavoro vivolo per vivolo e porta a porta. Bisogna appoggiarsi al volontariato e spiegare come stanno le cose.</p>
<p>Il salto di qualità di coscienza civiile e politica e, storico, è in questo coinvolgimento di sinergie dal basso.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: francesco pecoraro		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2011/06/23/per-chi-svuota-la-campana/#comment-153155</link>

		<dc:creator><![CDATA[francesco pecoraro]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Jun 2011 11:18:23 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[il calcolo è stato fatto: De Magistris è stato votato dal 32% dei cittadini napoletani aventi diritto al voto. quel 68% che rimane e che non ha votato deve conquistarselo. lui ha sbagliato clamorosamente nell&#039;alimentare, ancora una volta, il clima di attesa miracolistica che si può dire da sempre caratterizza l&#039;atteggiamento di napoli verso la politica. De Magistris, chiunque egli sia e qualsiasi cosa sappia fare, ha bisogno della città, che deve mobilitarsi concretamente. non so come, però. non so per fare cosa. non vorrei essere nei suoi panni...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>il calcolo è stato fatto: De Magistris è stato votato dal 32% dei cittadini napoletani aventi diritto al voto. quel 68% che rimane e che non ha votato deve conquistarselo. lui ha sbagliato clamorosamente nell&#8217;alimentare, ancora una volta, il clima di attesa miracolistica che si può dire da sempre caratterizza l&#8217;atteggiamento di napoli verso la politica. De Magistris, chiunque egli sia e qualsiasi cosa sappia fare, ha bisogno della città, che deve mobilitarsi concretamente. non so come, però. non so per fare cosa. non vorrei essere nei suoi panni&#8230;</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: francesco forlani		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2011/06/23/per-chi-svuota-la-campana/#comment-153151</link>

		<dc:creator><![CDATA[francesco forlani]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Jun 2011 10:50:59 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Un dato su cui varrebbe la pena riflettere.
Agli ultimi referendum Napoli è stata l&#039;unica grande città  a non raggiungere, seppure per poco, il quorum. Basterebbe questo, in fondo, per capire che de magistris non è l&#039;espressione di una nouvelle vague di rinascita e consapevolezza politica. E se non è questo, mi chiedo, cosa sarà mai?
effeffe
ps
stanotte ho dormito a Montesanto a casa di una coppia di amici. Pur abitando al quarto piano, vi assicuro che il tanfo era insopportabile.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Un dato su cui varrebbe la pena riflettere.<br />
Agli ultimi referendum Napoli è stata l&#8217;unica grande città  a non raggiungere, seppure per poco, il quorum. Basterebbe questo, in fondo, per capire che de magistris non è l&#8217;espressione di una nouvelle vague di rinascita e consapevolezza politica. E se non è questo, mi chiedo, cosa sarà mai?<br />
effeffe<br />
ps<br />
stanotte ho dormito a Montesanto a casa di una coppia di amici. Pur abitando al quarto piano, vi assicuro che il tanfo era insopportabile.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Antonio Porta		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2011/06/23/per-chi-svuota-la-campana/#comment-153147</link>

		<dc:creator><![CDATA[Antonio Porta]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Jun 2011 09:48:37 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Amo, l&#039;adoro, come la amo, la spazzatura 
no, non il cinema, non, non la letteratura 
ma quella autentica e vera, quella della nettezza 
urbana, la spazzatura che fa salire la città 
quella che ha fatto le montagne e circonda i laghi ... 

Che c&#039;entra questo, adesso, dirà qualcuno,
che c&#039;entra ... ma come, di fronte a tanto ottimismo 
a questa fiducia nella vita, nella nuova nascita 
in questo credere dell&#039;autore nonostante tutto 
e dire Sì, sempre Sì, io voglio essere il Sì 
ebbene io non ci sto, io vi getto in faccia l&#039;antidoto ... 
la spazzatura ... 

Ma non sei tu l&#039;autore? Già, sono io, l&#039;autore 
Allora vuol dire che parlo contro me stesso, 
che mi rivolgo al mio essere sbrindellato ma 
resistente, fiammifero inconsumabile che riaccendo 
circondato dalla spazzatura, lacustre 
oceanica: sì voglio immergermi 
in una piscina di spazzatura, fare la doccia 
con la spazzatura, l&#039;immondezza, l&#039;immondizia: 
nome sublime, in odio alla lavanda, al profumo, 
sfregami con la segatura 
e la spazzatura più dura, immersioni integrali, 
a mani nude, a gambe nude, a ventre aperto: 
immondezza luccicante, vetrosa, cumuli di perle 
dove scoprire lo straccio intriso di petrolio 
e di sangue ... ahi, rischio di tagliuzzarmi, 
di infettarmi, per troppo amore 
di scorie e rifiuti…
venite, guardate, adorate 
questo è il monte Stella, la montagna sacra, 
cumulo di macerie e spazzatura, tutto insieme, 
corpi e mattoni, vecchie cucine e poltrone sventrate, 
la città l&#039;hanno schiacciata come un uovo e ne è uscita 
l&#039;essenza, l&#039;essenziale, l&#039;essicante spazzatura, 
l&#039;eterna immondizia ... 
adesso basta, 
avete goduto abbastanza, il mio inno di naufrago, 
il mio inno di nomade sta per finire, 
non so che altro fare, adesso, che altro cantare, 
cantare con la gola intasata, col fiato corto, 
ingorgato gorgheggio, io gorgheggio in attesa 
in fuga, colmo di vergogna, ma allegro, 
io so ancora cantare ... 
da: La Festa del cavallo, 1986]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Amo, l&#8217;adoro, come la amo, la spazzatura<br />
no, non il cinema, non, non la letteratura<br />
ma quella autentica e vera, quella della nettezza<br />
urbana, la spazzatura che fa salire la città<br />
quella che ha fatto le montagne e circonda i laghi &#8230; </p>
<p>Che c&#8217;entra questo, adesso, dirà qualcuno,<br />
che c&#8217;entra &#8230; ma come, di fronte a tanto ottimismo<br />
a questa fiducia nella vita, nella nuova nascita<br />
in questo credere dell&#8217;autore nonostante tutto<br />
e dire Sì, sempre Sì, io voglio essere il Sì<br />
ebbene io non ci sto, io vi getto in faccia l&#8217;antidoto &#8230;<br />
la spazzatura &#8230; </p>
<p>Ma non sei tu l&#8217;autore? Già, sono io, l&#8217;autore<br />
Allora vuol dire che parlo contro me stesso,<br />
che mi rivolgo al mio essere sbrindellato ma<br />
resistente, fiammifero inconsumabile che riaccendo<br />
circondato dalla spazzatura, lacustre<br />
oceanica: sì voglio immergermi<br />
in una piscina di spazzatura, fare la doccia<br />
con la spazzatura, l&#8217;immondezza, l&#8217;immondizia:<br />
nome sublime, in odio alla lavanda, al profumo,<br />
sfregami con la segatura<br />
e la spazzatura più dura, immersioni integrali,<br />
a mani nude, a gambe nude, a ventre aperto:<br />
immondezza luccicante, vetrosa, cumuli di perle<br />
dove scoprire lo straccio intriso di petrolio<br />
e di sangue &#8230; ahi, rischio di tagliuzzarmi,<br />
di infettarmi, per troppo amore<br />
di scorie e rifiuti…<br />
venite, guardate, adorate<br />
questo è il monte Stella, la montagna sacra,<br />
cumulo di macerie e spazzatura, tutto insieme,<br />
corpi e mattoni, vecchie cucine e poltrone sventrate,<br />
la città l&#8217;hanno schiacciata come un uovo e ne è uscita<br />
l&#8217;essenza, l&#8217;essenziale, l&#8217;essicante spazzatura,<br />
l&#8217;eterna immondizia &#8230;<br />
adesso basta,<br />
avete goduto abbastanza, il mio inno di naufrago,<br />
il mio inno di nomade sta per finire,<br />
non so che altro fare, adesso, che altro cantare,<br />
cantare con la gola intasata, col fiato corto,<br />
ingorgato gorgheggio, io gorgheggio in attesa<br />
in fuga, colmo di vergogna, ma allegro,<br />
io so ancora cantare &#8230;<br />
da: La Festa del cavallo, 1986</p>
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