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	Commenti a: La ragione dei barbari	</title>
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		<title>
		Di: jan reister		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2011/07/03/la-ragione-dei-barbari/#comment-153710</link>

		<dc:creator><![CDATA[jan reister]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 05 Jul 2011 06:21:57 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[In risposta a &lt;a href=&quot;https://www.nazioneindiana.com/2011/07/03/la-ragione-dei-barbari/#comment-153684&quot;&gt;marco rovelli&lt;/a&gt;.

Tanto per sottlineare da che parte sta la ragione e da quale altra la barbarie: resoconto di una persona torturata dalle forze dell&#039;ordine.

http://www.youtube.com/watch?v=ZDy8M8hS3Cg]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In risposta a <a href="https://www.nazioneindiana.com/2011/07/03/la-ragione-dei-barbari/#comment-153684">marco rovelli</a>.</p>
<p>Tanto per sottlineare da che parte sta la ragione e da quale altra la barbarie: resoconto di una persona torturata dalle forze dell&#8217;ordine.</p>
<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=ZDy8M8hS3Cg" rel="nofollow ugc">http://www.youtube.com/watch?v=ZDy8M8hS3Cg</a></p>
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		<title>
		Di: marco rovelli		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2011/07/03/la-ragione-dei-barbari/#comment-153684</link>

		<dc:creator><![CDATA[marco rovelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 Jul 2011 16:27:02 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Sai cosa, Massino? Adesso chiudo i commenti. E dammi pure del fascista, fa&#039; pure tutti i post che vuoi sul tuo blog. Di fronte alla tua ammissione, non ho nulla da dirti. Se non che con ogni evidenza il fascista sei tu.
(E ovviamente non sarai gradito nei miei post futuri. Addio).]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sai cosa, Massino? Adesso chiudo i commenti. E dammi pure del fascista, fa&#8217; pure tutti i post che vuoi sul tuo blog. Di fronte alla tua ammissione, non ho nulla da dirti. Se non che con ogni evidenza il fascista sei tu.<br />
(E ovviamente non sarai gradito nei miei post futuri. Addio).</p>
]]></content:encoded>
		
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		<title>
		Di: arduino		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2011/07/03/la-ragione-dei-barbari/#comment-153682</link>

		<dc:creator><![CDATA[arduino]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 Jul 2011 16:05:53 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@Larry Massimo
Nutro pochissima simpatia per Beppe Grillo, ma, per quanto non manchino sue marchiane stupidaggini sulla questione TAV; non credo siano rappresentativi del suo pensiero commenti non moderati postati sul suo blog]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@Larry Massimo<br />
Nutro pochissima simpatia per Beppe Grillo, ma, per quanto non manchino sue marchiane stupidaggini sulla questione TAV; non credo siano rappresentativi del suo pensiero commenti non moderati postati sul suo blog</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: marco rovelli		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2011/07/03/la-ragione-dei-barbari/#comment-153681</link>

		<dc:creator><![CDATA[marco rovelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 Jul 2011 15:52:13 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[&quot;L’avevo banalmente confuso con Marco Rovelli. Con l’Accademico Revelli nonmi va di polemizzare in modo becero&quot;
Ovviamente a Rovelli si può rispondere beceramente invece. Bontà sua.

Peccato, attendevo ansiosamente le Sue confutazioni nel merito... Invece ancora fuffa. Ce ne faremo una ragione.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;L’avevo banalmente confuso con Marco Rovelli. Con l’Accademico Revelli nonmi va di polemizzare in modo becero&#8221;<br />
Ovviamente a Rovelli si può rispondere beceramente invece. Bontà sua.</p>
<p>Peccato, attendevo ansiosamente le Sue confutazioni nel merito&#8230; Invece ancora fuffa. Ce ne faremo una ragione.</p>
]]></content:encoded>
		
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		Di: Larry Massino		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2011/07/03/la-ragione-dei-barbari/#comment-153679</link>

		<dc:creator><![CDATA[Larry Massino]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 Jul 2011 15:27:27 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Maria, intanto grazie per la fiducia (anche se ti deluderò). Ma sono 20 anni che la discussione va avanti. 20. 

Non mi ero accorto che l&#039;articolo era dell&#039;esimio Accademico Marco Revelli. L&#039;avevo banalmente confuso con Marco Rovelli. Con l&#039;Accademico Revelli nonmi va di polemizzare in modo becero, perché ha una posizione a mio avviso sbagliata, ma metterglisi contro vuol dire ponderare e ponderare, che ora, per quanto mi sforzi,  non mi viene.

Soltanto riesco a dire - in più a quanto già detto sullo stesso tema a Ne.Ga nel precedente post di Marco Rovelli - che è impossibile non vedere l&#039;antistatalismo eversivo di questa protesta. Gli intervistati che ho sentito io dicono che non si riconoscono nello Stato. Vuol dire che non credono nella dialettica politica.  Vuol dire che non ritengono valido il principio della sovraterritorialità delle decisioni. Vuol dire che non ritengono la democrazia rappresentativa uno strumento che porta beneficio alla vita dei cittadini, ma la ritengono dannosa e proditoria. Vuol dire che odiano l&#039;Europa unita. Che Marco Rovelli li ritenga un soggetto positivo della storia politica italiana, ci sta; lo stesso il barbaro qui sopra. Ma non ritengo normale che  un pensatore strutturato come Marco Revelli.... non si renda conto che assecondare questo tipo di proteste localistiche significa anticipare di molto la guerra civile. Vabbè, basta che me lo dite un po&#039; prima, faccio in modo di non essere in Italia (perché penso che sia lo Stato che gli insorti se la rifarebbero primaditutto con i non ortodossi)

Vi lascio con alcune chicche dal blog del comico in declino Beppe Grillo (del quale sono naturalmente invidioso, soprattutto della bella capigliatura)

1) Aspetto il giorno che potremo andarli a prendere noi di persona questi porci, li a Roma, e poterli attaccare su, come una seconda Piazzale Loreto. Ho una grande nostalgia degli Anni Settanta...........  paolo de sanctis 04.07.11 13:14&#124; 

2) Ma chi è l&#039;arci-politico del peggio? Berlusconi, D&#039;Alema, Casini, Fini, no, il peggio del politico è impersonato da Napolitano, l&#039;arci-politico del peggio, perchè è il politico anarcoide sempre vittima, mai carnefice, perche&#039; tutto quello che li capita non è mai lui. Tutti i mali che lui subisce, che il Paese subisce, sono sempre colpa di altri.
http://www.youtube.com/watch?v=5KBNeT6Dr4Y 
SI dalla base 04.07.11 11:55&#124; 


3)  Capo dello stato come al solito LEI fa SCHIFO !!!! come il suo PAESE DI MALEDETTI! PREGO che lei faccia la fine peggiore, come il Suo popolo. SPERO CHE SENTA LE PENE DELL&#039;INFERNO
Claudio 04.07.11 08:10&#124; 
 
4) NAPOLITANO DICE:

VIOLENZA INTOLLERABILE, INTERVENIRE CON FERMEZZA DA PARTE DELLE FORZE DELL&#039;ORDINE. Lo stesso avrebbe detto contro i PARTIGIANI quando combattevano per la libertà contro i tedeschi ? Perchè non usa gli stessi termini contro il governo che violenta i pensionati, i giovani senza lavoro e senza futuro e i ceti meno abbienti ? Te saluto Napolità e prima di parlare, accertati che l&#039;interruttore del cervello sia inserito su ON e non su OFF.
Carlo Perricone 04.07.11 09:34&#124;

Il seguente è invece contro le proteste, cerca di descrivere la gente delle valli, non so se ci riesce:

Sono di Torino e conosco la Val Susa nonché i suoi abitanti per averla
frequentata sin da giovanissimo. La mia impressione è che il movimento 5
stelle e Beppe grillo si stiano facendo strumentalizzare dagli interessi di
una minoranza. Ricordo perfettamente che quando fu realizzata l&#039; autostrada
Torino-Bardonechia le proteste dei residenti furono decisamente inferiori
nonostante l&#039; autostrada avesse un impatto ambientale decisamente superiore
a quello della TAV Torino-Lione. Le minori proteste erano la conseguenza di
una semplice considerazione: gli abbitanti della Val Susa potevano trarre
benefici economici da un&#039; autostrada che avrebbe favorito l&#039; afflusso
turistico in valle cosa che invece la TAV non garantisce. Fa veramente
specie vedere i contestatori Valsusini organizzarsi ponendo di traverso
sulle strade i loro potenti SUV. Come brillantemente sintetizzato da una mia
amica, il senso della loro protesta sembra potersi riassumere nello slogan
&quot;No TAV, si SUV!&quot;.
Cordialmente.&quot;
Daniele Caneparo 04.07.11 10:23&#124;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Maria, intanto grazie per la fiducia (anche se ti deluderò). Ma sono 20 anni che la discussione va avanti. 20. </p>
<p>Non mi ero accorto che l&#8217;articolo era dell&#8217;esimio Accademico Marco Revelli. L&#8217;avevo banalmente confuso con Marco Rovelli. Con l&#8217;Accademico Revelli nonmi va di polemizzare in modo becero, perché ha una posizione a mio avviso sbagliata, ma metterglisi contro vuol dire ponderare e ponderare, che ora, per quanto mi sforzi,  non mi viene.</p>
<p>Soltanto riesco a dire &#8211; in più a quanto già detto sullo stesso tema a Ne.Ga nel precedente post di Marco Rovelli &#8211; che è impossibile non vedere l&#8217;antistatalismo eversivo di questa protesta. Gli intervistati che ho sentito io dicono che non si riconoscono nello Stato. Vuol dire che non credono nella dialettica politica.  Vuol dire che non ritengono valido il principio della sovraterritorialità delle decisioni. Vuol dire che non ritengono la democrazia rappresentativa uno strumento che porta beneficio alla vita dei cittadini, ma la ritengono dannosa e proditoria. Vuol dire che odiano l&#8217;Europa unita. Che Marco Rovelli li ritenga un soggetto positivo della storia politica italiana, ci sta; lo stesso il barbaro qui sopra. Ma non ritengo normale che  un pensatore strutturato come Marco Revelli&#8230;. non si renda conto che assecondare questo tipo di proteste localistiche significa anticipare di molto la guerra civile. Vabbè, basta che me lo dite un po&#8217; prima, faccio in modo di non essere in Italia (perché penso che sia lo Stato che gli insorti se la rifarebbero primaditutto con i non ortodossi)</p>
<p>Vi lascio con alcune chicche dal blog del comico in declino Beppe Grillo (del quale sono naturalmente invidioso, soprattutto della bella capigliatura)</p>
<p>1) Aspetto il giorno che potremo andarli a prendere noi di persona questi porci, li a Roma, e poterli attaccare su, come una seconda Piazzale Loreto. Ho una grande nostalgia degli Anni Settanta&#8230;&#8230;&#8230;..  paolo de sanctis 04.07.11 13:14| </p>
<p>2) Ma chi è l&#8217;arci-politico del peggio? Berlusconi, D&#8217;Alema, Casini, Fini, no, il peggio del politico è impersonato da Napolitano, l&#8217;arci-politico del peggio, perchè è il politico anarcoide sempre vittima, mai carnefice, perche&#8217; tutto quello che li capita non è mai lui. Tutti i mali che lui subisce, che il Paese subisce, sono sempre colpa di altri.<br />
<a href="http://www.youtube.com/watch?v=5KBNeT6Dr4Y" rel="nofollow ugc">http://www.youtube.com/watch?v=5KBNeT6Dr4Y</a><br />
SI dalla base 04.07.11 11:55| </p>
<p>3)  Capo dello stato come al solito LEI fa SCHIFO !!!! come il suo PAESE DI MALEDETTI! PREGO che lei faccia la fine peggiore, come il Suo popolo. SPERO CHE SENTA LE PENE DELL&#8217;INFERNO<br />
Claudio 04.07.11 08:10| </p>
<p>4) NAPOLITANO DICE:</p>
<p>VIOLENZA INTOLLERABILE, INTERVENIRE CON FERMEZZA DA PARTE DELLE FORZE DELL&#8217;ORDINE. Lo stesso avrebbe detto contro i PARTIGIANI quando combattevano per la libertà contro i tedeschi ? Perchè non usa gli stessi termini contro il governo che violenta i pensionati, i giovani senza lavoro e senza futuro e i ceti meno abbienti ? Te saluto Napolità e prima di parlare, accertati che l&#8217;interruttore del cervello sia inserito su ON e non su OFF.<br />
Carlo Perricone 04.07.11 09:34|</p>
<p>Il seguente è invece contro le proteste, cerca di descrivere la gente delle valli, non so se ci riesce:</p>
<p>Sono di Torino e conosco la Val Susa nonché i suoi abitanti per averla<br />
frequentata sin da giovanissimo. La mia impressione è che il movimento 5<br />
stelle e Beppe grillo si stiano facendo strumentalizzare dagli interessi di<br />
una minoranza. Ricordo perfettamente che quando fu realizzata l&#8217; autostrada<br />
Torino-Bardonechia le proteste dei residenti furono decisamente inferiori<br />
nonostante l&#8217; autostrada avesse un impatto ambientale decisamente superiore<br />
a quello della TAV Torino-Lione. Le minori proteste erano la conseguenza di<br />
una semplice considerazione: gli abbitanti della Val Susa potevano trarre<br />
benefici economici da un&#8217; autostrada che avrebbe favorito l&#8217; afflusso<br />
turistico in valle cosa che invece la TAV non garantisce. Fa veramente<br />
specie vedere i contestatori Valsusini organizzarsi ponendo di traverso<br />
sulle strade i loro potenti SUV. Come brillantemente sintetizzato da una mia<br />
amica, il senso della loro protesta sembra potersi riassumere nello slogan<br />
&#8220;No TAV, si SUV!&#8221;.<br />
Cordialmente.&#8221;<br />
Daniele Caneparo 04.07.11 10:23|</p>
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		<title>
		Di: maria		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2011/07/03/la-ragione-dei-barbari/#comment-153675</link>

		<dc:creator><![CDATA[maria]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 Jul 2011 14:38:03 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@gherardo
su questo ti dò ragione, la questione della val di susa non può essere ridotta soltanto agli  scontri di ieri e proprio per questo negare  i momenti di violenza o parlare di popolo pacifico e colorato guastato dagli infiltrati, come fanno alcuni,  serve a poco o nulla.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@gherardo<br />
su questo ti dò ragione, la questione della val di susa non può essere ridotta soltanto agli  scontri di ieri e proprio per questo negare  i momenti di violenza o parlare di popolo pacifico e colorato guastato dagli infiltrati, come fanno alcuni,  serve a poco o nulla.</p>
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		<title>
		Di: gherardo bortolotti		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2011/07/03/la-ragione-dei-barbari/#comment-153674</link>

		<dc:creator><![CDATA[gherardo bortolotti]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 Jul 2011 14:22:01 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[non si può neppure ridurre una questione come quella del val susa agli scontri di ieri (e per altro andrebbe distinta l&#039;azione dalla reazione). cmq scusa, in verità me la sto cavando con poco e  non avrei dovuto entrare in argomento solo con qualche battuta. ma purtroppo adesso non riesco a fare altrimenti :-(]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>non si può neppure ridurre una questione come quella del val susa agli scontri di ieri (e per altro andrebbe distinta l&#8217;azione dalla reazione). cmq scusa, in verità me la sto cavando con poco e  non avrei dovuto entrare in argomento solo con qualche battuta. ma purtroppo adesso non riesco a fare altrimenti :-(</p>
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		<title>
		Di: maria		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2011/07/03/la-ragione-dei-barbari/#comment-153672</link>

		<dc:creator><![CDATA[maria]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 Jul 2011 14:05:48 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[black]]></description>
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		<title>
		Di: maria		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2011/07/03/la-ragione-dei-barbari/#comment-153671</link>

		<dc:creator><![CDATA[maria]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 Jul 2011 14:04:25 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Non chiamamoli blak bloc, ma chi erano  quei giovani con maschera antigas, mazze, caschi e cappucci che andavano e venivano dalla boscaglia?
Comunque si voglia giudicarla  non si può negare l&#039;evidenza di una presenza estremamente aggressiva e violenta dicendo che è tutta un&#039;invenzione dei media.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non chiamamoli blak bloc, ma chi erano  quei giovani con maschera antigas, mazze, caschi e cappucci che andavano e venivano dalla boscaglia?<br />
Comunque si voglia giudicarla  non si può negare l&#8217;evidenza di una presenza estremamente aggressiva e violenta dicendo che è tutta un&#8217;invenzione dei media.</p>
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			</item>
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		<title>
		Di: un barbaro		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2011/07/03/la-ragione-dei-barbari/#comment-153670</link>

		<dc:creator><![CDATA[un barbaro]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 Jul 2011 14:02:53 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Quel che è accaduto in Val di Susa è feroce e incivile: è barbaro.
È barbara quella felicità eversiva. Quella gioia è il barbaro.
È barbaro il gesto che non si limita a gettare rose nell’abisso; è barbaro il gesto di chi getta, dall’abisso, pietre contro il mostro. Il barbaro è una pietra.
Non si comprende ciò che è barbaro: se ne ha paura.
Lo si rincorre coi discorsi, dopo averlo rincorso per i monti.
I discorsi non vogliono comprendere: vogliono solo evitare che il barbaro si ripresenti. I discorsi nominano ciò che non si può nominare.
Nessuno è il nome del barbaro. Non ha nome ciò che spaventa.
Il barbaro non partecipa a consessi di autentici intellettuali.
Deride, distrugge, si getta nel corpo-a-corpo: senza mediazione, senza pietà, senza remore buoniste. Se sceglie, lo fa con coerenza. Il barbaro è la coerenza dell’azione. È al di là di ogni intellettuale; ed è l’intellettualità applicata.
Crudeltà inevitabile. Il barbaro è il sorriso dell’indisciplina.
Il barbaro non è solo, si fa accompagnare dai suoi sodali. Arrivano da Modena, da Bologna, da Parigi. Ma anche, simbolicamente, da tutte le periferie del mondo. Il barbaro, infatti, è un metalmeccanico, è un muratore, è un facchino, è un precario. Il barbaro è un proletario senza confini.
Ogni voce che giunge dal fondo ha un suono barbaro.
È ben oltre ogni malattia, il barbaro; ed è l’estasi del virus che attacca il corpo solido della disciplina. Meglio un disastro o il deserto? 
È un atto costitutivo, ed è la comunità futura, quella che non si piega; il barbaro è il desiderio che diventa atto. È l’atto politico che gioca mettendo tra parentesi le regole del gioco. Possiamo definirlo come l’atto che istituisce una nuova politica. 
Possiamo dire che il barbaro è la fine della depressione. La sinistra ritorna al suo concetto. E infatti, il barbaro mette fine al rituale delle false scadenze. È la sinistra nella sua esistenza minima. 
Il barbaro esce dai ranghi. Esce dalla società del poliziesco. Il barbaro è la forma che assume l’opposizione quando diventa astuzia dell’atto. È il pericolo, ma è anche ciò che apre legami nuovi. 
Che cos’è il barbaro? Il malato di verità. Non si piega all’idiozia di chi regge il moccolo. È stolto, è violento, è crudele, è ignorante, ma non è falso. Il suo gesto è la sua verità. 
Il barbaro è oltre la sorveglianza.
Casseur che fa del corpo il proprio linguaggio, ben sapendo che prima dell’atto e dopo ogni azione il discorso è necessario; ben sapendo che il linguaggio che deve usare non può essere lo stesso di chi, in queste ore, sta gridando contro i barbari. Un linguaggio che non riposa in se stesso. 
Le bande sono pericolose. Possono costituire “un fascismo di branco”.
Ma qual è l’alternativa? L’azione singola? L’atomismo, l’isolazionismo, lo stare dentro se stessi? Anche la libertà, in seno alle bande di barbari, è una conquista. Ma la sua irriducibile estraneità ai giochi di potere è già un principio di antidoto. Il barbaro non è amico del fascismo.
Là dove l’obbedienza è messa a riposo, il germe del fascismo inevitabilmente auto-decade. Il barbaro non obbedisce nemmeno a se stesso.
Quanta crudeltà nei loro sorrisi! Ma, anche, quanto amore!
Chi è inerte, chi vive nella quiete, chi accetta, chi si decompone davanti ad un computer, chi scommette sull’inerzia, non sorride alla vita; la sua tristezza coincide con la sua morte-in-vita. Il barbaro sorride alla vita, e lo fa nello stesso istante in cui la morde. Un sorriso senza pace.
Il barbaro è un disertore. 
È il rifiuto. È una nuova educazione sentimentale. È il disprezzo per ciò che è sovrano. È l’irresponsabilità di Gaetano Bresci. Ed è la responsabilità di chi inizia a imparare. Si esercita a diventare un altro. Affinché, dalle sue ceneri, nasca qualcosa di migliore. 
E infatti, il barbaro non basta a se stesso.
Anche per questo, chi vuole uscire dalla gestione compiaciuta dell’esistente deve fare proprio quello scarto, per renderlo più efficace; per aprire qualcosa di grosso, qualcosa di cui far parte. 
In nome di Nessuno.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Quel che è accaduto in Val di Susa è feroce e incivile: è barbaro.<br />
È barbara quella felicità eversiva. Quella gioia è il barbaro.<br />
È barbaro il gesto che non si limita a gettare rose nell’abisso; è barbaro il gesto di chi getta, dall’abisso, pietre contro il mostro. Il barbaro è una pietra.<br />
Non si comprende ciò che è barbaro: se ne ha paura.<br />
Lo si rincorre coi discorsi, dopo averlo rincorso per i monti.<br />
I discorsi non vogliono comprendere: vogliono solo evitare che il barbaro si ripresenti. I discorsi nominano ciò che non si può nominare.<br />
Nessuno è il nome del barbaro. Non ha nome ciò che spaventa.<br />
Il barbaro non partecipa a consessi di autentici intellettuali.<br />
Deride, distrugge, si getta nel corpo-a-corpo: senza mediazione, senza pietà, senza remore buoniste. Se sceglie, lo fa con coerenza. Il barbaro è la coerenza dell’azione. È al di là di ogni intellettuale; ed è l’intellettualità applicata.<br />
Crudeltà inevitabile. Il barbaro è il sorriso dell’indisciplina.<br />
Il barbaro non è solo, si fa accompagnare dai suoi sodali. Arrivano da Modena, da Bologna, da Parigi. Ma anche, simbolicamente, da tutte le periferie del mondo. Il barbaro, infatti, è un metalmeccanico, è un muratore, è un facchino, è un precario. Il barbaro è un proletario senza confini.<br />
Ogni voce che giunge dal fondo ha un suono barbaro.<br />
È ben oltre ogni malattia, il barbaro; ed è l’estasi del virus che attacca il corpo solido della disciplina. Meglio un disastro o il deserto?<br />
È un atto costitutivo, ed è la comunità futura, quella che non si piega; il barbaro è il desiderio che diventa atto. È l’atto politico che gioca mettendo tra parentesi le regole del gioco. Possiamo definirlo come l’atto che istituisce una nuova politica.<br />
Possiamo dire che il barbaro è la fine della depressione. La sinistra ritorna al suo concetto. E infatti, il barbaro mette fine al rituale delle false scadenze. È la sinistra nella sua esistenza minima.<br />
Il barbaro esce dai ranghi. Esce dalla società del poliziesco. Il barbaro è la forma che assume l’opposizione quando diventa astuzia dell’atto. È il pericolo, ma è anche ciò che apre legami nuovi.<br />
Che cos’è il barbaro? Il malato di verità. Non si piega all’idiozia di chi regge il moccolo. È stolto, è violento, è crudele, è ignorante, ma non è falso. Il suo gesto è la sua verità.<br />
Il barbaro è oltre la sorveglianza.<br />
Casseur che fa del corpo il proprio linguaggio, ben sapendo che prima dell’atto e dopo ogni azione il discorso è necessario; ben sapendo che il linguaggio che deve usare non può essere lo stesso di chi, in queste ore, sta gridando contro i barbari. Un linguaggio che non riposa in se stesso.<br />
Le bande sono pericolose. Possono costituire “un fascismo di branco”.<br />
Ma qual è l’alternativa? L’azione singola? L’atomismo, l’isolazionismo, lo stare dentro se stessi? Anche la libertà, in seno alle bande di barbari, è una conquista. Ma la sua irriducibile estraneità ai giochi di potere è già un principio di antidoto. Il barbaro non è amico del fascismo.<br />
Là dove l’obbedienza è messa a riposo, il germe del fascismo inevitabilmente auto-decade. Il barbaro non obbedisce nemmeno a se stesso.<br />
Quanta crudeltà nei loro sorrisi! Ma, anche, quanto amore!<br />
Chi è inerte, chi vive nella quiete, chi accetta, chi si decompone davanti ad un computer, chi scommette sull’inerzia, non sorride alla vita; la sua tristezza coincide con la sua morte-in-vita. Il barbaro sorride alla vita, e lo fa nello stesso istante in cui la morde. Un sorriso senza pace.<br />
Il barbaro è un disertore.<br />
È il rifiuto. È una nuova educazione sentimentale. È il disprezzo per ciò che è sovrano. È l’irresponsabilità di Gaetano Bresci. Ed è la responsabilità di chi inizia a imparare. Si esercita a diventare un altro. Affinché, dalle sue ceneri, nasca qualcosa di migliore.<br />
E infatti, il barbaro non basta a se stesso.<br />
Anche per questo, chi vuole uscire dalla gestione compiaciuta dell’esistente deve fare proprio quello scarto, per renderlo più efficace; per aprire qualcosa di grosso, qualcosa di cui far parte.<br />
In nome di Nessuno.</p>
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