Black (super) Market

4 luglio 2011
Pubblicato da

di
Anna Maria Papi

Me ne sono fatti tre ed uno più gelido dell’altro. Però che soddisfazione. Senza limiti di tempo. Dalle nove alle 21. Nessuno ti caccia. Nessuno ti guarda male , che chi è appena arrivato non sa che sei li da ore e chi va via se ne frega se tu invece resti. Al frescolino. Senza spendere una lira. Altro che chiese. Che poi oggi quelle nuove di cemento armato son calde come un forno. Poi vuoi mettere? Il via vai, l’aggregazione,il senso di appartenenza,l ‘identità condivisa. No dico, vuoi mettere. Una fruizione sociale integrata, una prospettiva comune, sulla base dei bisogni primari. Le ipotesi di riferimento sui desideri di condivisione. Un bagno di socialità controllato dalle pulsioni unidirezionali. Grande. Grande invenzione per la salute pubblica.. Salute mentale. Opifici di salute mentale pubblica. Caduta dell’aggressività anomala. Col beneficio dell’aria condizionata. Le proiezioni dell’abbondanza che soddisfano la libido dell’Io. Grande invenzioni i supermercati. Soprattutto d’agosto.

Oggi me ne sono fatti tre ed uno più gelido dell’altro. Dalle 9 alle 21. Senza spendere una lira. Altro che chiese. Disabitate,odoraccio di candele. Per carità. Col puzzo di rinchiuso e quel silenzio. Agghiacciante,il silenzio delle chiese. Oddio, quelle antiche sono un po più fresche. Ma non c’è paragone. Non c’è giro, non ci sono scambi, non c’è magnetismo, non c’è comunicazione. Qui alla Coop basta uno sguardo per capirsi. Che dico, un semisguardo,un battito di cornea.. Qui all’Coop abbiamo la sicurezza di appartenere alla stessa fascia culturale. Capisci? Facciamo parte dello stesso target. Una audience condivisa. Vuoi mettere? Una soddisfazione. La comune identità. I comuni rumori di sottofondo. La comune filodiffusione. Il condiviso profumo di detersivo al limone. Altro che chiese…Si ricorda—no lei è troppo giovane—il rumore delle elemosine che cadevano in cassetta? PLAC PLAC PLAC Lo strascicare dei rosari sulle borsette eppoi CLOC! La borsa veniva richiusa e quel rimbombo su per le navate……Quel soffioncione della porta che veniva aperta e richiusa, alle tue spalle e l’acciottolare di passi,nel silenzio? Poi il magnetismo negativo di chi ci veniva per forza, o per i genitori o per la moglie, un insofferenza che si tagliava col coltello?

Be, qui al supermercato tutto questo non c’è più. Kaputt. Qui c’è il rumore magico delle casse. Ta ta ta ta ta trrrrrrrta. Ascoltare il rumore delle casse……….da sicurezza precisione efficienza. Rapidità ordine pulizia. Abbondanza. Tutti una grande famiglia,niente più classi sociali. Tutti ammessi. Il lusso democratico. E ‘ agosto, fa fresco,il fresco non te lo mettono sul conto come il sacchetto ,è gratis. Frescura gratuita. Prendi il fresco e puoi scegliere il miele che vuoi. Miele italiano, svizzero, africano. Di fiori,di acacia,di quercia,di pipistrello o di zucca cilena, centomila mieli tutti per te. Libertà di scelta. Libero arbitrio. A tua insindacabile decisione puoi scegliere tra Omo,Amo, Presto,Svelto,Va Via, Dish. Dash.. . Sei libero di scegliere—se vuoi—uno dei 47 detersivi oppure nessuno. Capisci? Libertà vò cercando ch’è si cara…..Puoi anche non scegliere nulla. Puoi scegliere di non scegliere. Puoi guardare per ore le melanzane che si stanno scartocciando nello choc da dopo freezer—due mesi per mare in un frigocontainer non è uno scherzo neanche per una melanzana–. E che ora dopo il buio ed il silenzio di quel container si sentono riavere a sentire le voci, il calore umano, la vita. Povere melanzane. Tutti sotto choc i prodotti, ma ora con la luce,la musica le voci……Puoi — se proprio vuoi –puoi anche leggerti—senza sciuparli—i libri in offerta, libri genuini, veri libri, libri da cultura assodata. Un tocco di cultura non si nega a nessuno….Finchè sei li dentro ti senti un signore. Un signore anche se non compri nulla. (I veri signori non comprano nulla perchè ce l’hanno già.)

Stai al fresco,sei umanamente motivato,sei socialmente integrato, vivi la tua epoca con democratica dignità,ti identifichi con il tuo prossimo, hai un indelebile input di appartenenza, e fai parte del terziario avanzato atto V scena III. Se in questo momento arrivasse la nube del vulcano groenladese,la piena indiana,il terremoto haityiano, il petrolio del golfo del Messico ed il fumo moscovita, tu non hai niente da temere. NO PANIC. NO PANIC. Sei nella tua Coop Conad Esselunga LDZ, al fresco, con la musica, la luce,i libri, i cento mieli, i mille detersivi, con le melanzane sotto choc, e tanti tanti esseri pari tuoi e derrate per sopravvivere per mesi. Dalle 9 alle 21 senza spendere una lira. Aria condizionata gratuita Aggregazione sociale. Però che soddisfazione.

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3 Responses to Black (super) Market

  1. Fernando Bassoli il 4 luglio 2011 alle 17:33

    Cosa volete che siano le calamità citate a fine pezzo in confronto a 15 anni 15 di berlusconismo?

  2. Madeleine il 6 luglio 2011 alle 13:43

    Che fra l’altro, nonostante l’agonia, perdura…

  3. Elisa il 11 luglio 2011 alle 17:11

    Ma che meraviglia. Solo attenzione a non dimenticare il golfino che nel reparto surgelati ci sono temperature da estate artica.



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