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	Commenti a: riflessioni a bassa voce sul tradurre	</title>
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		Di: véronique vergé		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[véronique vergé]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 26 Jul 2011 09:04:42 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[All&#039;ombra dell&#039;altra lingua, è un titolo magnifico, ma avevo letto nella mia lettura veloce: all&#039;alba dell&#039;altra lingua. La traduzione è la forma di scrittura la più difficile, perché il traduttore ha un potere magico: dare una forma letteraria nella lingua specchio. Parte da una lettura straniera, direi che parte da una riva straniera, il libro è nato li, in italiano, in francese, in russo... La lingua scorre come un&#039;ombra su una prateria, le parole scivolano nella mente, si sente una musica: è la parte la più facile; essere portato dall&#039;ombra. Poi viene la ricerca della trasposizione non fedele, ma lavorata nel limo della lingua natale. Il traduttore è l&#039;uomo sotto l&#039;ombra che fa venire il racconto in piena luce, visibile nel suo paese.
Una bella traduzione è un miracolo, ma forse il frutto dei due amori: la lingua straniera e natale. Sovente il traduttore è nell&#039;ombra dello scrittore: è ingiusto.]]></description>
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Una bella traduzione è un miracolo, ma forse il frutto dei due amori: la lingua straniera e natale. Sovente il traduttore è nell&#8217;ombra dello scrittore: è ingiusto.</p>
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