C’E’ PAESE E PAESE

28 luglio 2011
Pubblicato da

di Caterina Soffici

Questo piccolo episodio fa la differenza tra un Paese democratico dove la legge tutela i diritti delle minoranze e punisce le discriminazioni (razziali, di sesso, religione, età eccetera) e un Paese dove il Parlamento non è riuscito ad approvare la legge proposta da Paola Concia (Pd) per rendere l’omofobia almeno un’aggravante nel caso di aggressioni contro gli omosessuali (di reato omofobico non si parla neppure).

Questo piccolo episodio spiega come sia possibile che un personaggio come Alessandra Mussolini possa permettersi di urlare in televisione “Meglio fascisti che froci” o un ministro della Repubblica (Calderoli, Lega) possa affermare “Essere culattoni è un peccato capitale” e rimanere al suo posto senza doversi dimettere per lo scandalo. Questo piccolo episodio si svolge in un parco in zona Richmond, sud-ovest di Londra. Un imprenditore italiano di nome Pierluigi Vullo, porta a spasso il cane, come tutte le sere, da anni. Stesso parco, stesso cane, stessi sacchettini di plastica per raccogliere la cacca. Quel giorno il cane fa i suoi bisogni mentre il padrone è al cellulare. L’azione di raccolta non è pronta come al solito e un altro passeggiatore di cani si avventa contro Vullo: “Raccogli quella cacca, pezzo di frocio, tornatene al tuo paese. Appena prendo il tuo compagno gliela faccio vedere io”. Forse era tanto che aspettava il pretesto per sfogare la sua omofobia, forse aveva semplicemente la luna storta, ma la violenza è tale che Vullo si spaventa e chiama il 999 (il locale 113) spiegando l’accaduto e dichiarando al centralino di essere un omosessuale vittima di attacco omofobico.

Nel giro di pochi minuti arriva la pattuglia, due poliziotte, le quali si informano dell’accaduto. Vullo spiega di essere stato minacciato verbalmente ma non picchiato. Le poliziotte cercano di portare pace tra i due, dicono all’uno di moderare i termini, all’altro di raccogliere i bisogni del cane e se ne vanno. Forse non capiscono che Vullo è omosessuale, comunque non registrano il fatto come un reato, come invece prevede la legge. Vullo se ne va con il cane, ma non è tranquillo. Quel parco per lui è diventato un posto poco sicuro, ha paura che l’episodio possa ripetersi e teme le minacce lanciate contro il suo compagno. Così, dopo aver consultato un’associazione per la difesa dei gay, il giorno dopo fa un reclamo ufficiale al comando della polizia dicendo che i suoi diritti di minoranza non sono stati sufficientemente tutelati.

E il bello arriva ora. Non passano 24 ore che viene chiamato da un’altra donna poliziotta, la gay and lesbian officer, responsabile dei reati di discriminazione. La quale si fa spiegare meglio l’accaduto e il motivo del reclamo. Dice che farà degli accertamenti. Non passano altre 24 ore che Vullo riceve una telefonata della responsabile. Ha rintracciato le due poliziotte, le ha interrogate e sono già state ammonite perché dovevano procedere all’arresto immediato dell’aggressore e perché non hanno registrato l’incidente come reato.

Ma la parte più incredibile, almeno per noi abituati alle Mussolini e ai Calderoli, è l’epilogo della vicenda: una lettera formale della London Metropolitan Police dove l’agente anti-discriminazione si scusa ufficialmente a nome del corpo municipale perché il servizio offerto a un cittadino omosessuale vittima di un crimine omofobo non è stato abbastanza buono. Nella lettera si legge che la gente deve imparare quali sono le conseguenze delle proprie parole, non solo delle azioni, e che il primo obiettivo delle due poliziotte doveva essere quello di tutelare il rispetto e la dignità della vittima, non certo dirgli di raccogliere la cacca e permettere all’omofobo di andarsene. Che le due non si sono rese conto di quanto è offensivo un commento omofobico e dovevano anzi indagare oltre e capire che per aver dato del frocio a un omosessuale l’aggressore doveva essere arrestato. Poi si dice che non è ancora troppo tardi per perseguire il criminale e se Vullo vuole può fare un reclamo diretto contro le poliziotte. E mi raccomando: se va al parco non parli con il tizio e se la minaccia ancora ci chiami immediatamente. Cordiali saluti eccetera eccetera.

Per la cronaca Pierluigi Vullo ha 43 anni, vive in Inghilterra da 16, ha due lauree, ha fondato un’azienda di ricerche di mercato in campo farmaceutico che lavora in 31 paesi nel mondo e impiega 50 persone (14 fissi e una trentina di collaboratori). “Tutto questo in Italia non sarebbe possibile”. Tutto cosa, l’azienda o la vicenda del parco? “Tutto”.

Il Fatto Quotidiano, 28 luglio 2011

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25 Responses to C’E’ PAESE E PAESE

  1. giovanni il 28 luglio 2011 alle 21:09

    sì, va bene, tutto perfetto in Inghilterra. Poi ci sono i kamikaze autoctoni allevati in moschea da un lato, e gli amici dell’EDL di Breivik dall’altro, e ti chiedi se solo gli omosessuali sono così fortunati…

  2. carmelo il 28 luglio 2011 alle 22:35

    @giovanni
    rifletti bene su ciò che hai detto:
    vuoi forse dire che bisogna rigngraziare i difensori del maschio latino eterosessuale (ovviamente) come te se In italia non abbiamo i Breivik ?

    seconda domanda se la l’interpretazione di cui sopra è giusta?

    Tu sei convinto davvero che in italia non abbiamo i nostri Breivik ?

  3. carlo il 29 luglio 2011 alle 07:59

    Secondo me il punto è questo: anche a me il racconto su due piedi ha lasciato perplesso, nel senso, ma dai, adesso in Inghilterra tutto perfetto, il parco, la cacca, i poliziotti pentiti, le due lauree, ecc.ecc. Poi mi sono detto: non è tanto necessario che sia tutto proprio così o che dapertutto in Inghilterra accada questo. Il punto è un altro: SE QUESTO RACCONTO FOSSE AMBIENTATO IN ITALIA TUTTI SAPREMMO SUBITO CHE E’ FALSO.Invece là è possibile, è probabile, è vero. E non è necessario analizzare tutto il resto per dire che ciò è buono ed auspicabile e che la vita sarebbe migliore. Poi il resto (i kamikase, e tutte le altre storie) fa parte di altri problemi. Possiamo dire che è giusto non essere insultati e/o picchiati per le proprie inclinazioni sessuali? E che avere in Italia persone che “fanno opinione” e non solo e non sono d’accordo su questo mi rende infelice?

  4. andrea barbieri il 29 luglio 2011 alle 12:31

    Volevo intervenire su una cosa che in senso lato c’entra col post. Forse nella rozzezza del comprendonio giuridico parlamentare, può passare come vero il messaggio che l’aggravante in questione non tutela gli eterosessuali (addirittura li discriminerebbe), ma a un livello di comprendonio almeno dignitoso si impone questo ragionamento:
    1. l’aggravante scatterebbe in base al movente, non all’effettivo orientamento sessuale della vittima;
    2. Una vittima eterosessuale scambiata per omosessuale può essere oggetto di reati motivati dall’omofobia.

    Dunque l’aggravante, che certo interviene su una situazione di discriminazione di una minoranza sessuale, tuttavia tutela potenzialmente tutti, anche chi non appartiene a quella minoranza. Questo lo dico perché si è portati a pensare diversamente focalizzandosi non sul movente, ma sull’orientamento sessuale.

  5. Opzioni Binarie il 29 luglio 2011 alle 13:06

    Parole sante. La democrazia per quanto un sistema non perfetto, tutela le liberta’ dei cittadini.

  6. Virginia Toledo il 29 luglio 2011 alle 13:07

    Condivido in pieno.

  7. Ares il 29 luglio 2011 alle 13:58

    barbieri concordo.. la legge è anche per gli eterosessuali e per l’Italia intera, che potrà convincersi di poter essere , in una prospettiva futura un paese evoluto e moderno.

  8. AMA il 29 luglio 2011 alle 14:37

    Dunque, vediamo… Vivo stabilmente a Londra da 4 anni. Il racconto e’ verosimile. Ad assistere i gay vengono quasi sempre delle poliziottE. In genere la polizia – qualunque diverbio ci sia stato – cerca di calmare i “contendenti” e se ne va, a meno che qualcuno di loro non decida di sporgere denuncia al loro arrivo.
    Il plurilaureato benestante col cane al parco avrebbe potuto fin da subito provare a denunciare il suo aggressore per “homophobic verbal abuse”, o qualcosa del genere.
    Raccogliere la cacca subito, invece di indugiare col cellulare in circonlocuzioni nel parco. Di qualunque orientamento sessuale e ceto sociale siate.

  9. maria il 29 luglio 2011 alle 17:38

    “Che le due non si sono rese conto di quanto è offensivo un commento omofobico e dovevano anzi indagare oltre e capire che per aver dato del frocio a un omosessuale l’aggressore doveva essere arrestato. ”

    maria
    ciò contrasta con quanto dice ama che vive in Inghilterra, prima di leggere il suo commento mi chiedevo se davvero fosse credibile l’episodio raccontato dal Fatto, si può arrestare immediatamente una persona che ha insultato un omosessuale dandogli del frocio? Io penso proprio di no, non si arrestano le persone per delle parole, non credete?

  10. AMA il 29 luglio 2011 alle 18:00

    Senza dimenticare che la legge contro l’omofobia qui in UK e’ passata con mille polemiche ed un emendamento solo nel maggio 2008.

    Ovviamente io – senza se e senza ma – sono favorevole all’approvazione di una legge simile anche in Italia.

  11. Ares il 29 luglio 2011 alle 18:11

    Ma si è un racconto verosimile non lontano dalla realtà.. anche se io non ho capito cosa centra il “compagno” inesistente che viene citato.
    Comunque dovessimo fare una traslazione, in italia le cose andrebbero’ così:

    Un uomo va a passeggio nel parco con il suo cane, un bassotto nano di 2 anni, schivando abilmente siringhe e cacche di altri cani. L’ancheggio, inevitabile in certi giardini, provoca l’attenzione e il risentimento di un altro uomo che sta portando a zonzo nel parco il suo Pit Bull terrier di 4 anni. La stazza, l’andatura virile e gli anfibi trafitti da siringhe e imbrattati di cacca, sono l’evidenza di un indole etero-virile arcaica.
    Il padrone del Pit Bull esclama: “Ah frocio, nun vedi che il tuo bassotto me stà a sporcà le scarpe mie. Frocio!”
    Il proprietario del bassotto con voce ferma risponde: “Caro signore, il mio bassotto ancora non ha rilasciato le sue deiezioni, e comunque, quel che lei afferma è un atto che non avrei permesso”. In quel momento il bassotto defeca, l’uomo non si perde d’animo e con plastica eleganza infila quel che sembra un guanto semitrasparente e spostando il peso del corpo sull’anca sinistra si china per raccogliere la cacca del suo bassotto, gettando immediatamente il guanto e il suo contenuto in un cestino poco distante, già traboccante di rifiuti. “ Ah frocio, ma che stai a fa, i froci come te me fanno schifo”. L’uomo del bassotto decide di chiamare il 113(il 999 inglese). Si presentano due vigli urbani che con aria acuta osservano i due cani, entrambi senza museruola. “Dunque, ci hanno chiamato perché qui c’e’ stata una lite con insulti moffobi. Il proprietario del bassotto risponde “omofobi .. si , vede il signore qui presente mi ha ripetutamente definito FROCIO: chiedo il vostro intervento e una sanzione esemplare per il soggetto, qui a me di fronte”. Il vigile più basso intanto accarezza il bassotto che ne ricambia le attenzioni scodinzolando affettuosamente. ”Si calmi!” esclama il vigile più alto “Mi dica, piuttosto: è suo quel maggiolone bianco in seconda fila?”.. “Si bè, in questa via a quest’ora di sera non passa mai nessuno; e i parcheggi non ci sono” il vigile con tono cantilenante “E.. lei sa cosa gli debbo fare adesso, no?: una bella contravvenzione di 79,00 euro, che se paga entro 60 gggiorni non succede niente, altrimenti se supera il termine dei sessanta ggiorni la prende nel culo.. e poi non si deve lamentare se la chiamano FROCIO. Perché se uno è FROCIO non si deve lamentare”.

  12. maria il 29 luglio 2011 alle 18:11

    Anch’io penso che una legge contro l’omofobia sarebbe necessaria anche in italia, ma certamente non per arrestare all’istante chi dà del frocio a qualcuno, se così fosse sarebbe addirittura dannosa.

  13. AMA il 29 luglio 2011 alle 18:25

    Tranquilli. Neanche in UK ti arrestano all’istante se dai del frocio a qualcuno. O almeno dipende dalle circostanze.
    La comunita’ lgbt comunque si sente davvero tutelata.

  14. Ares il 29 luglio 2011 alle 18:28

    Ma certo maria, ma qui in Italia non si vuole neanche una legge contro la “violenza” dettata da pregiudizi omofobi. Siamo proprio arretrati maria.

  15. carmelo il 29 luglio 2011 alle 19:39

    Che paese di matti che siamo se ci tocca discutere su cose tanto ovvie!

    Se mettiamo all’improvviso tutti quelli che hanno i capelli rossi, per il solo fatto di avere i capelli rossi, venissero considerati cittadini di serie B, oggetto di scherno (molto peggio della violenza fisica), di barzellette, venissero additati dai bambini come persone rivoltanti, venissero picchiati a sangue dai ragazzi per strada per il solo fatto di avere i capelli rossi…bla bla…
    che farebbe un paese civile ?
    1) considererebbe che è in atto una dsciminazione verso le persone che hanno i capelli rossi con conseguente violenze fisiche e psicologiche il cui movente è: ha i capelli rossi
    2) farebbero una legge severissima con delle aggravanti in quanto
    l’essere ebreo o frocio o nero non è un MOVENTE civilmente accettabile.

    io ti picchio se tu mi provochi a prescindere se sei bianco bello brutto o frocio. Vengo punito a xx anni

    ma se io ti picchio senza che tu mi abbia detto fatto alcunchè, senza nemmeno conoscerti, solo perchè sei nero o frocio o hai i capelli rossi, mi aspetto che la giustizia consideri il mio movente ingiustificabile, incivile, socialmente pericoloso e barbaro.

  16. carlo il 30 luglio 2011 alle 10:46

    Carmelo, grazie, grazie veramente.

  17. Passenger il 30 luglio 2011 alle 13:23

    alcuni commenti presenti sul blog della Soffici propongo alcune questioni interessanti.

    Scrive l’utente Perdullari:

    ‘In nessun Paese civile una discussione tra 2 persone,in assenza di testimoni e senza che vi sia stata alcuna violenza fisica,avrebbe un seguito giudiziario.

    Fosse successo qui in Olanda le poliziotte,dopo aver ascoltato la versione di entrambi e provato a metter pace,avrebbero fatto esattamente la stessa cosa delle loro colleghe inglesi.Senza nessuna conseguenza disciplinare.
    Nello Stato di diritto quando mancano le prove ed il tutto si basa solo sulle parole delle persone coinvolte:
    la parola di uno vale quanto quella dell’altro e di conseguenza non si ha luogo a procedere.

    Ma forse la bloggista preferirebbe vivere in un mondo dove “basta la parola” (come per i confetti Falqui) per madare in galera una persona.’

    Ovvero è possibile che una persona sia passabile d’arresto in un caso in cui non vi siano testimoni ma, più semplicemente, vale solo la parola delle 2 persone coinvolte?

    Per quanto riguarda “l’arretratezza italiana” su queste questione più che impuntarla ai soliti noti (vaticano, politica, cultura etc. etc.) io la impunto alla gestione fallimentare dell’associazionismo gay il quale, in 30 anni, non è stato capace di crearsi una credibilità politica capace di far approvare quelle due leggine di cui non si è mai peoccupato della loro redazione (infatti la Concia il testo l’ha scritto da sola), eppure ha sempre trovato il tempo per lamentarsi della loro mancata approvazione. Se c’è questa arretratezza è anche perchè l’associazionismo, invece di lavorare sul concreto, ha preferito occuparsi dell’astratto. La prima proposta di legge è stata presentata a Maggio dalla Concia, la seconda qualche giorno fa. Dov’era l’associazionismo lgbt? Fino a giugno è stato occupato nella preparazione del grande evento mediatico dell’Europride, poteva mai perdere tempo dietro a questioncelle politiche del genere? A sedersi al tavolo a cercare di aiutare nella compilazione?

    Se tali provvedimenti non interessano in primis proprio a chi ne avrebbe davvero il bisogno perchè dovrebbero destare interesse nel resto della società civile? Se non frega a te gay, perchè dovrebbe fregare a me?

    Quindi io non penso nella maniera più assoluta che l’arretratezza derivi da fantomatiche infiltrazione vaticane all’interno del parlamento, poichè lo stesso parlamento con lo stesso vaticano tra gli anni ’60 e ’80 ha approvato: legge sul divorzio, legge sull’aborto, abrogazione del delitto d’onore. Per quanto riguarda il concepimento è stata introdotta la pillola anticoncezionale, pillola del giorno dopo, pillola dei 5 giorni. Si è passati dall’aborto chirurgico a quello chimico in un paio d’anni con l’introduzione della RU486 con tutto che c’era il vaticano. E’ stato insomma per tanto tempo un ostacolo bypassabile. Ora improvvisamente non lo è più, le leggi a favore della comunità glbt sono ostacolate dal vaticano (?). Una idiozia ridicola, un paravento da utilizzare a piacimento per coprire i fallimenti di un associazionismo fine a sè stesso, completamente disinteressato a farsi arma politica. E non perchè voglia difendere il vaticano ma perchè storia recente dimostra che non è questo ostacolo insormontabile che gli appassionati di thriller browniani amano descrivere così. In passato sono state fatte delle leggi nonostante il vaticano? perchè oggi non si riesce a far lo stesso? perchè il vaticano ha più poteri (?) o perchè la politica di integrazione è stata fallimentare su tutta la linea?

    Fino a quando l’associazionismo non si prenderà le proprie responsabilità nei confronti delle mancate approvazioni delle sue istanze, scaricando il tutto sugli “altri” (gli etero, il vaticano, gli stranieri…una mentalità “leghista” non c’è che dire) non vedrà ma la luce di nessuna legge che lo tuteli. E quindi comincio a credere che da questa situazione non se ne voglia uscire, perchè conviene a tutti, in primis alle costellazioni di associazioni gay che tra di loro nemmeno si trovano granchè (basta guardare gli screzi tra l’arcigay e il mieli, pietosi).

  18. carmelo il 30 luglio 2011 alle 16:11

    ma guarda un po’ passenger!
    L’Italia sarebbe dunque un paese civile e avanzato al pari degli altri paesi in fatto di diritti; la colpa ohibò, sarebbe degli omosessuali se vengono picchiati per strada derisi al lavoro e nelle scuole poichè non sarebbero bravi a tutelare e far valere i loro diritti !!!!!!!!!!
    Questa singolare teoria assomiglia a quella che dice:
    se le donne vengono violentate è colpa loro perchè vanno in giro discinte e provocano.
    Minchia!!!

  19. AMA il 30 luglio 2011 alle 16:13

    Ricordo a tutti che il Governo Prodi cadde sulle Unioni di fatto grazie a Paola Binetti.

    Nonostante la assoluta irrilevanza politica del pluri-associazionismo lgbt, in passato c’e’ stato il tentativo politico di allineare l’Italia al resto dell’Europa su certi temi dibattuti.

    Senza dimenticare che il leghismo negli ultimi anni forse ha fatto piu’ danni del berlusconismo. E del Vaticano. Qualcuno dovrebbe cominciare a rendersene conto.

  20. Passenger il 30 luglio 2011 alle 16:55

    carmelo non so esattamente dove avrei scritto ciò che tu avresti evinto, massimizzando di proposito un discorso ben più articolato. Ti rispondo prima nel merito della tua semplificazione dicendo che forse “negli altri paesi” la situazione è diversa perchè è diverso il peso che ha la comunità lgbt nelle questioni politiche. Tanto per cominciare, magare ne hanno uno di peso.

    Ho semplicemente affermato che è mai possibile che in 30 anni di attività l’associazionismo lgbt non è stato in grado di arrivare ad uno straccio di legge? La colpa di chi è? Solo della politica? Solo del Vaticano? Di entrambe insieme? Com’è possibile che la colpa di questo deficit sia dell’uno o dell’altro o di entrambi se, inutile che lo riscrivo, leggi di stampo meramente anti-vaticane sono state promulgate dal parlamento? Perchè si continua a guardare al dito e non alla luna?

    Per quanto riguarda le donne (?), il movimento femminista (!) forse forse s’è occupato molto di più dell’aspetto politico e forse forse è anche grazie ad esso se dal ’70 all’80 il parlamento ha votato a favore di leggi quali il divorzio e l’aborto, endemicamente anti-vaticane. E’ così difficile parlare del merito di una questione, invece di lanciarsi in paragoni impropri, andare per la tangente? Altrimenti che dibattito è? E’ lei che dice la sua e io che dico la mia.

    E’così inverosimile affermare che l’associazionismo ha proprie responsabilità per la mancanza di una legge che tuteli la minoranza di cui è rappresentante? Che forse è ora, dopo 30 anni di nulla legislativo, pensare a voler mettersi a tavolino e valutare di cambiare rappresentati e strategia visto che si sono rivelati a lungo andare fallimentari?

    Cosa c’è di male in questo? Inoltre non ha risposto nel merito della questione addotta dal lettore del Fatto relativa al comportamento delle poliziotte. Se vuole dibattere bene, se hai altri obiettivi mi risparmi le sue attenzioni.

  21. Passenger il 30 luglio 2011 alle 16:59

    ci sono diversi rifusi nel mio post dovuti ad una mancata revisione. chiedo venia.

  22. diamonds il 2 agosto 2011 alle 10:41

    forse bisognerebbe invertire il ragionamento e perseguire penalmente la stupidità manifesta che provoca conseguenze anche non patrimoniali e chi la propaga con la semplice esposizione del pensiero,magari rifugiandosi dietro la casacca da parlamentare

    http://www.informaveneto.it/articolo.cfm?titolo=Rompe-la-gamba-ad-un-senegalese-Non-capiva-il-dialetto&id=42391&canale=1

  23. Utt 2Rso il 3 agosto 2011 alle 19:30

    La vergogna esponenziale è fra associazioni sulle disabilità, guardate quante stazioni ferroviarie sono accessibili, poste e molto altro, e mi fermo al’aspetto viabilità. Il legame fra tutto questo, il machismo antigay e la linea paesano-populista della lega è più solido di quanto non si discuta, e i suoi frutti sono visibili solo quando un folle si mette a sparare, in realtà intossicano e abbassano la crescita della civiltà, uccidendo la voglia di sapere, la curiosità, la morale umana. Il diverso, è come chi viene dal vllaggio vicino, un concorrente sleale, un pericolo, un gwi-lo, straniero e diavolo nella lingua cinese. La borghesia allo stadio estremo, monocellulare, che si nutre di televendite e urla contro le tasse, potrebbe contenere anche la cura ai suoi mali, nella sua paura di isolamento, di disagi, guerre. Il suo rimpicciolire la fa sentire soffocata, in realtà il vero borghese odia gli ignoranti, ama decorare la casa di bei quadri che non capisce, mettere libri sugli scaffali. E il volto feroce, la lega, lo spaventa. Metterlo di fronte allo specchio, mostargli il suo mostro, lo indurrà forse a smettere di bere la pozione.
    U

  24. Ares il 4 agosto 2011 alle 16:01

    @Passenger lei scrive:

    “Se tali provvedimenti non interessano in primis proprio a chi ne avrebbe davvero il bisogno perchè dovrebbero destare interesse nel resto della società civile? Se non frega a te gay, perchè dovrebbe fregare a me?”

    Proprio perché la società si definisce civile, ecco perché dovrebbe interessarsene; a prescindere dalle apatie delle associazioni lgbt, che lei evidenzia.

    Ivece la società “civile” non solo se ne frega, ma grazie ai suoi rappresentanti dice “no”… magari si limitasse a “fregarsene”.

    Poi:
    paragonare le associazioni lgbt ai movimenti femministi mi pare un azzardo, se non altro per le dimensioni dei due movimenti.
    Le associazioni lgbt rappresentano delle minoranze relative e
    l’emersione è continuamente ostacolata dai “no” dei rappresentanti della “socità civile”.



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