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	Commenti a: Due o tre cose che sto imparando con e su TQ	</title>
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		<title>
		Di: francesco pecoraro		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[francesco pecoraro]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Aug 2011 06:53:29 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@valter
maddai, valter.
un abbraccio.
pec]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@valter<br />
maddai, valter.<br />
un abbraccio.<br />
pec</p>
]]></content:encoded>
		
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		<title>
		Di: giuseppe zucco		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2011/08/04/due-o-tre-cose-che-sto-imparando-con-e-su-tq/#comment-154668</link>

		<dc:creator><![CDATA[giuseppe zucco]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 09 Aug 2011 17:28:48 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@ valter binaghi

con tutto il rispetto per i sindacati, qui non si tratta più di sindacare: ma di rifondare e riformulare il territorio che abitiamo ed esperiamo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@ valter binaghi</p>
<p>con tutto il rispetto per i sindacati, qui non si tratta più di sindacare: ma di rifondare e riformulare il territorio che abitiamo ed esperiamo.</p>
]]></content:encoded>
		
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		<title>
		Di: valter binaghi		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2011/08/04/due-o-tre-cose-che-sto-imparando-con-e-su-tq/#comment-154609</link>

		<dc:creator><![CDATA[valter binaghi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 07 Aug 2011 09:15:09 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@Zucco
Peccato che la &quot;chiusura identitaria&quot; sia precisamente quello che mi par di vedere in un gruppo che (a parte la sciocchezza della discriminazione generazionale, buona per le classi di età degli aborigeni della Nuova Guinea), nasce ritagliando un preciso perimetro ideologico-politico (il che se non sbaglio ha provocato numerose defezioni) e infatti gli auspici alla &quot;qualità&quot; dei vostri manifesti sono pensiero forte, mentre &quot;la trascendenza dal presente&quot; (che sarebbe l&#039;unico modo per appartenere a una dimensione storica e non cronachistica) è un &quot;pistolotto&quot;.
Se non avessi l&#039;età che ho e non avessi visto un certo numero di conventicole nascere sotto questi auspici, potrei quasi crederci, anche perchè siete stati bravi a sovrapporre alla pregiudiziale ideologica quella &quot;professionale&quot; degli operatori del settore. Ma allora perchè non proporre un sindacato?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@Zucco<br />
Peccato che la &#8220;chiusura identitaria&#8221; sia precisamente quello che mi par di vedere in un gruppo che (a parte la sciocchezza della discriminazione generazionale, buona per le classi di età degli aborigeni della Nuova Guinea), nasce ritagliando un preciso perimetro ideologico-politico (il che se non sbaglio ha provocato numerose defezioni) e infatti gli auspici alla &#8220;qualità&#8221; dei vostri manifesti sono pensiero forte, mentre &#8220;la trascendenza dal presente&#8221; (che sarebbe l&#8217;unico modo per appartenere a una dimensione storica e non cronachistica) è un &#8220;pistolotto&#8221;.<br />
Se non avessi l&#8217;età che ho e non avessi visto un certo numero di conventicole nascere sotto questi auspici, potrei quasi crederci, anche perchè siete stati bravi a sovrapporre alla pregiudiziale ideologica quella &#8220;professionale&#8221; degli operatori del settore. Ma allora perchè non proporre un sindacato?</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Due o tre cose che sto imparando con e su TQ &#124; generazione tq		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2011/08/04/due-o-tre-cose-che-sto-imparando-con-e-su-tq/#comment-154605</link>

		<dc:creator><![CDATA[Due o tre cose che sto imparando con e su TQ &#124; generazione tq]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Aug 2011 22:50:33 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[[...] Giuseppe Zucco, da Nazione Indiana [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>[&#8230;] Giuseppe Zucco, da Nazione Indiana [&#8230;]</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: giuseppe zucco		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2011/08/04/due-o-tre-cose-che-sto-imparando-con-e-su-tq/#comment-154604</link>

		<dc:creator><![CDATA[giuseppe zucco]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Aug 2011 21:48:20 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@ valter binaghi

prendo un punto qualsiasi del manifesto tq/2 sull&#039;editoria:

&quot;Trasparenza. TQ promuove la trasparenza e la pubblicità, da parte degli editori, delle modalità di ottenimento e di gestione dei finanziamenti pubblici (contributi, provvidenze, agevolazioni) e le eventuali forme di reinvestimento non lucrativo. TQ invita inoltre a compiere un’opera di divulgazione dei meccanismi – e delle anomalie – che governano la filiera editoriale.&quot;

vogliamo parlare di questo, e di qualsiasi altro argomento che sia attinente, o continuiamo a caricare a salve il pistolotto &quot;della trascendenza dal presente e della fede nell’immortalità&quot;?

potrei sbagliarmi, ma credo che ormai sia un problema di chiusura identitaria: ognuno cerca nei propri commenti di far risaltare unicamente se stesso - la propria biografia, il proprio vissuto, il proprio immaginario, le proprie esperienze, la propria costruzione intellettuale - a scapito di tutto e di chiunque, schiacciando tutti e chiunque con il proprio tacco, senza alcuna possibilità di appello. la critica è una cosa, la demolizione è uno sport estremo che sconsiglio di praticare: la critica rende vivi e partecipi, la demolizione innalza se stessi al rango di vittima assoluta.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@ valter binaghi</p>
<p>prendo un punto qualsiasi del manifesto tq/2 sull&#8217;editoria:</p>
<p>&#8220;Trasparenza. TQ promuove la trasparenza e la pubblicità, da parte degli editori, delle modalità di ottenimento e di gestione dei finanziamenti pubblici (contributi, provvidenze, agevolazioni) e le eventuali forme di reinvestimento non lucrativo. TQ invita inoltre a compiere un’opera di divulgazione dei meccanismi – e delle anomalie – che governano la filiera editoriale.&#8221;</p>
<p>vogliamo parlare di questo, e di qualsiasi altro argomento che sia attinente, o continuiamo a caricare a salve il pistolotto &#8220;della trascendenza dal presente e della fede nell’immortalità&#8221;?</p>
<p>potrei sbagliarmi, ma credo che ormai sia un problema di chiusura identitaria: ognuno cerca nei propri commenti di far risaltare unicamente se stesso &#8211; la propria biografia, il proprio vissuto, il proprio immaginario, le proprie esperienze, la propria costruzione intellettuale &#8211; a scapito di tutto e di chiunque, schiacciando tutti e chiunque con il proprio tacco, senza alcuna possibilità di appello. la critica è una cosa, la demolizione è uno sport estremo che sconsiglio di praticare: la critica rende vivi e partecipi, la demolizione innalza se stessi al rango di vittima assoluta.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: giuseppe zucco		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2011/08/04/due-o-tre-cose-che-sto-imparando-con-e-su-tq/#comment-154603</link>

		<dc:creator><![CDATA[giuseppe zucco]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Aug 2011 21:21:09 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@ ng

pensavo di essere stato abbastanza ecologico, ma rilancio in versione ridotta e stringata:

chi più chi meno, tutti oggi sono consapevoli del disastro: ogni tempo ha il suo disastro, ogni disastro genera in qualche modo i suoi anticorpi, il gruppo/movimento tq è solo l&#039;ultimo arrivato tra gli anticorpi - visibili e meno visibili - che si stanno riproducendo con grande fermento oggi.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@ ng</p>
<p>pensavo di essere stato abbastanza ecologico, ma rilancio in versione ridotta e stringata:</p>
<p>chi più chi meno, tutti oggi sono consapevoli del disastro: ogni tempo ha il suo disastro, ogni disastro genera in qualche modo i suoi anticorpi, il gruppo/movimento tq è solo l&#8217;ultimo arrivato tra gli anticorpi &#8211; visibili e meno visibili &#8211; che si stanno riproducendo con grande fermento oggi.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: giuseppe zucco		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2011/08/04/due-o-tre-cose-che-sto-imparando-con-e-su-tq/#comment-154602</link>

		<dc:creator><![CDATA[giuseppe zucco]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Aug 2011 21:11:12 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@ simone ghelli

quando parlavo di ovvietà, di abbacinante parata di ovvietà, mi riferivo alla premessa che introduce il manifesto TQ/1:

&quot;Nel nostro Paese quei diritti del lavoro che erano sentiti come naturali sono stati sempre più indeboliti, e hanno cambiato di significato a seconda di chi li nominava. Lungo i nostri confini, intanto, si agitano e premono ogni giorno, con le diverse ribellioni della migrazione e del tumulto, le urgenze di milioni di uomini e donne ai quali si è scelleratamente risposto quasi solo con i CIE, veri lager dissimulati.
Se questi tempi ci sono dati da vivere, e questi sono i tempi che possiamo leggere, in cui possiamo scrivere, è giocoforza per chi lavori nell’ambito della letteratura e dell’editoria passare, dopo molti anni di indignazione solitaria, ad analisi e azioni comuni da condurre con la nettezza radicale del dovere. Questo significa, innanzitutto, osservare il diffondersi del neoliberismo come un’epidemia dell’Occidente, non solo a causa delle destre ma anche di alcune presunte sinistre e dell’inconcludenza delle altre forze politiche; riconoscere tanto quella pericolosa incarnazione demagogica del pensiero neoliberista che è il berlusconismo, con il suo portato insostenibile di autoritarismo, di sprezzo della legalità e di saccheggio, per bande private, dei beni comuni, quanto quell’ignobile razzismo padano che è il leghismo; constatare il decadimento della partecipazione democratica, il degrado dell’informazione, la distruzione del patrimonio culturale e lo smantellamento del sistema scolastico pubblico, nonché l’espulsione mirata delle donne dal mondo del lavoro e la rappresentazione deformata dei loro corpi nella pubblicità e nei media da parte di una società a cui sembra essere ancora estranea una vera cultura della differenza; ma significa anche, infine, agire, provando a correggere, nei limiti del possibile, il deficit di rappresentanza politica, la definitiva perdita di autonomia decisionale del Parlamento, la confusione e la volgarità del discorso pubblico, l’autodifesa a oltranza di quella che è un’oligarchia politica de facto, incapace di ascoltare le esigenze delle fasce più deboli, le rivendicazioni dei movimenti della società civile e le spinte di una moltitudine di cittadini senza cittadinanza in un Paese ormai multiculturale.&quot;

purtroppo, è talmente compromessa la situazione italiana oggi, che i fenomeni qui elencati appaiono come &quot;dati strutturali&quot;, o &quot;dati naturali&quot;, o &quot;dati acquisiti una volta per tutte&quot;. caricare su di sè, in forma individuale e collettiva, la responsabilità dell&#039;analisi e del cambiamento di questi fenomeni, significa soprattutto restituire questi fenomeni alla loro condizione di &quot;transitorietà&quot;. oggi sono il nostro paesaggio quotidiano: ma tutti insieme auspichiamo, scommettiamo, lavoriamo perchè così non sia domani.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@ simone ghelli</p>
<p>quando parlavo di ovvietà, di abbacinante parata di ovvietà, mi riferivo alla premessa che introduce il manifesto TQ/1:</p>
<p>&#8220;Nel nostro Paese quei diritti del lavoro che erano sentiti come naturali sono stati sempre più indeboliti, e hanno cambiato di significato a seconda di chi li nominava. Lungo i nostri confini, intanto, si agitano e premono ogni giorno, con le diverse ribellioni della migrazione e del tumulto, le urgenze di milioni di uomini e donne ai quali si è scelleratamente risposto quasi solo con i CIE, veri lager dissimulati.<br />
Se questi tempi ci sono dati da vivere, e questi sono i tempi che possiamo leggere, in cui possiamo scrivere, è giocoforza per chi lavori nell’ambito della letteratura e dell’editoria passare, dopo molti anni di indignazione solitaria, ad analisi e azioni comuni da condurre con la nettezza radicale del dovere. Questo significa, innanzitutto, osservare il diffondersi del neoliberismo come un’epidemia dell’Occidente, non solo a causa delle destre ma anche di alcune presunte sinistre e dell’inconcludenza delle altre forze politiche; riconoscere tanto quella pericolosa incarnazione demagogica del pensiero neoliberista che è il berlusconismo, con il suo portato insostenibile di autoritarismo, di sprezzo della legalità e di saccheggio, per bande private, dei beni comuni, quanto quell’ignobile razzismo padano che è il leghismo; constatare il decadimento della partecipazione democratica, il degrado dell’informazione, la distruzione del patrimonio culturale e lo smantellamento del sistema scolastico pubblico, nonché l’espulsione mirata delle donne dal mondo del lavoro e la rappresentazione deformata dei loro corpi nella pubblicità e nei media da parte di una società a cui sembra essere ancora estranea una vera cultura della differenza; ma significa anche, infine, agire, provando a correggere, nei limiti del possibile, il deficit di rappresentanza politica, la definitiva perdita di autonomia decisionale del Parlamento, la confusione e la volgarità del discorso pubblico, l’autodifesa a oltranza di quella che è un’oligarchia politica de facto, incapace di ascoltare le esigenze delle fasce più deboli, le rivendicazioni dei movimenti della società civile e le spinte di una moltitudine di cittadini senza cittadinanza in un Paese ormai multiculturale.&#8221;</p>
<p>purtroppo, è talmente compromessa la situazione italiana oggi, che i fenomeni qui elencati appaiono come &#8220;dati strutturali&#8221;, o &#8220;dati naturali&#8221;, o &#8220;dati acquisiti una volta per tutte&#8221;. caricare su di sè, in forma individuale e collettiva, la responsabilità dell&#8217;analisi e del cambiamento di questi fenomeni, significa soprattutto restituire questi fenomeni alla loro condizione di &#8220;transitorietà&#8221;. oggi sono il nostro paesaggio quotidiano: ma tutti insieme auspichiamo, scommettiamo, lavoriamo perchè così non sia domani.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: diamonds		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2011/08/04/due-o-tre-cose-che-sto-imparando-con-e-su-tq/#comment-154599</link>

		<dc:creator><![CDATA[diamonds]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Aug 2011 15:10:17 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[&quot;coi miti non bisogna aver fretta&quot;,scriveva Calvino.Sulla stessa falsariga qualcuno attribuisce al Pancani di giochi senza frontiere l&#039;affermazione double-face secondo cui &quot;prima di passare alla storia è meglio passare alla cassa&quot;.Un&#039;iniziativa come quella di Tq ha bisogno di tempo mentre aspetto che qualcuno con una sintesi da manuale riesca a descrivermela in meno di 2 minuti senza farmi pensare,a un computer impazzito(come scrissero sulla trama di D.o.a.)al tq dei tempi del gruppo 63,a Tel Quel,la rivista francese fondata da Sollers&#038;Hallier o al concetto che provarono a inculcarmi all&#039;università durante le lezioni di ragioneria che portava lo stesso nome.In ogni caso Buon proseguimento

http://bogdan.gameszone.ro/music/My%20Old%20Music/Ionis/Dalida%20&#038;%20Alain%20Delon%20-%20Paroles%20Parol.mp3]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;coi miti non bisogna aver fretta&#8221;,scriveva Calvino.Sulla stessa falsariga qualcuno attribuisce al Pancani di giochi senza frontiere l&#8217;affermazione double-face secondo cui &#8220;prima di passare alla storia è meglio passare alla cassa&#8221;.Un&#8217;iniziativa come quella di Tq ha bisogno di tempo mentre aspetto che qualcuno con una sintesi da manuale riesca a descrivermela in meno di 2 minuti senza farmi pensare,a un computer impazzito(come scrissero sulla trama di D.o.a.)al tq dei tempi del gruppo 63,a Tel Quel,la rivista francese fondata da Sollers&amp;Hallier o al concetto che provarono a inculcarmi all&#8217;università durante le lezioni di ragioneria che portava lo stesso nome.In ogni caso Buon proseguimento</p>
<p><a href="http://bogdan.gameszone.ro/music/My%20Old%20Music/Ionis/Dalida%20&#038;%20Alain%20Delon%20-%20Paroles%20Parol.mp3" rel="nofollow ugc">http://bogdan.gameszone.ro/music/My%20Old%20Music/Ionis/Dalida%20&#038;%20Alain%20Delon%20-%20Paroles%20Parol.mp3</a></p>
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			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Dinamo Seligneri		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2011/08/04/due-o-tre-cose-che-sto-imparando-con-e-su-tq/#comment-154595</link>

		<dc:creator><![CDATA[Dinamo Seligneri]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Aug 2011 11:12:05 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=39774#comment-154595</guid>

					<description><![CDATA[@Enrico Gregori
Sicuramente, la mia posizione non è isolata, né nuova, (ipersevera?), ma non è estremista (e nemmanco democristiana -bella comunque la sua freddura-) forse potrei dire che è figlia di una ripulsa per le associazioni sindacali, l&#039;azionariato culturale puzzone di simile fatta ed è molto scettica, soprattutto, sul valore di quelli che la compongono (i CHI SONO, che sappiamo...). 
Lei è un cronista, a me piace il piglio del cronista. E come tale, le dico che questi ancora non hanno fatto n&#039;cazzo (stringando e decriptando). E non l&#039;han fatto né sulla carta, se non per mezzo di motti e sms, quindi di romanzi qua non si vede niente, né tantomeno come fatti di... fatto. 
Vedo solo segnali di fumo, cui le emittenti amiche rispondono con altrettanti nuvoli di fumo (ogni riferimento all&#039;indianismo è casuale).
Quindi le dico che per me, di fronte a ciò che TQ ha finora prodotto, l&#039;unica posizione &quot;seria&quot; è uno scetticismo d&#039;attesa, anche molto acuto, ma non d&#039;estremismo visto che se facessero qualcosa oltre la propaganda, non avrei problemi a riconoscerglielo. Questo a livello pratico, editoriale, visto che per quanto riguarda tutto il versante d&#039;estetica letteraria non vedo punti di contatto tra la loro idea di narrativa e quella che interessa me.
un saluto]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@Enrico Gregori<br />
Sicuramente, la mia posizione non è isolata, né nuova, (ipersevera?), ma non è estremista (e nemmanco democristiana -bella comunque la sua freddura-) forse potrei dire che è figlia di una ripulsa per le associazioni sindacali, l&#8217;azionariato culturale puzzone di simile fatta ed è molto scettica, soprattutto, sul valore di quelli che la compongono (i CHI SONO, che sappiamo&#8230;).<br />
Lei è un cronista, a me piace il piglio del cronista. E come tale, le dico che questi ancora non hanno fatto n&#8217;cazzo (stringando e decriptando). E non l&#8217;han fatto né sulla carta, se non per mezzo di motti e sms, quindi di romanzi qua non si vede niente, né tantomeno come fatti di&#8230; fatto.<br />
Vedo solo segnali di fumo, cui le emittenti amiche rispondono con altrettanti nuvoli di fumo (ogni riferimento all&#8217;indianismo è casuale).<br />
Quindi le dico che per me, di fronte a ciò che TQ ha finora prodotto, l&#8217;unica posizione &#8220;seria&#8221; è uno scetticismo d&#8217;attesa, anche molto acuto, ma non d&#8217;estremismo visto che se facessero qualcosa oltre la propaganda, non avrei problemi a riconoscerglielo. Questo a livello pratico, editoriale, visto che per quanto riguarda tutto il versante d&#8217;estetica letteraria non vedo punti di contatto tra la loro idea di narrativa e quella che interessa me.<br />
un saluto</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: enrico gregori		</title>
		<link>https://www.nazioneindiana.com/2011/08/04/due-o-tre-cose-che-sto-imparando-con-e-su-tq/#comment-154592</link>

		<dc:creator><![CDATA[enrico gregori]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Aug 2011 10:28:06 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nazioneindiana.com/?p=39774#comment-154592</guid>

					<description><![CDATA[@ dinamo seligneri:
prendo atto del tuo punto di vista che, peraltro, non è isolato. io mai stato democristiano, però mi insospettiscono gli estremismi. noto, grosso modo, che sul TQ (ma in Italia succede su tutto, persino sull&#039;opportunità di usare la margarina al posto del burro) ci si divide tra assolutamente sì o assolutamente no. insomma, a leggere la valanga di commenti e resoconti, c&#039;è chi li considera degli arrivati, ma con (in)sane velleità di pervenire a una fama universale, a un asso pigliatutto come accade nelle lobby più collaudate.
C&#039;è chi li ritiene invece in perfetta buona fede e animati da uno spirito umanitario a confronto del quale Salvo D&#039;Acquisto sembra il prototipo dell&#039;egoista.
Di mestiere faccio il cronista, e sono abituato a vedere di persona la gente e fisicamente le cose (se possibile) prima di farmene un&#039;opinione. E, almeno per quanto riguarda i TQ, ho visto e sentito quello che ho potuto.
Al momento, per me, si è capito chi sono. Ma non ancora cosa sono.
D&#039;altro canto, mi risultano anche poco chiare le ragioni per le quali numerosi trenta-quaranta che sono conosciuti editor e/o scrittori, hanno accuratamente evitato di arruolarsi nei TQ. Quando ho domandato &quot;perché no?&quot;, mi è stato risposto &quot;ma &#039;sti cazzi!&quot;.
Il che è sintetico, ma un pochino criptico. Specialmente da parte di chi con le parole lavora.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@ dinamo seligneri:<br />
prendo atto del tuo punto di vista che, peraltro, non è isolato. io mai stato democristiano, però mi insospettiscono gli estremismi. noto, grosso modo, che sul TQ (ma in Italia succede su tutto, persino sull&#8217;opportunità di usare la margarina al posto del burro) ci si divide tra assolutamente sì o assolutamente no. insomma, a leggere la valanga di commenti e resoconti, c&#8217;è chi li considera degli arrivati, ma con (in)sane velleità di pervenire a una fama universale, a un asso pigliatutto come accade nelle lobby più collaudate.<br />
C&#8217;è chi li ritiene invece in perfetta buona fede e animati da uno spirito umanitario a confronto del quale Salvo D&#8217;Acquisto sembra il prototipo dell&#8217;egoista.<br />
Di mestiere faccio il cronista, e sono abituato a vedere di persona la gente e fisicamente le cose (se possibile) prima di farmene un&#8217;opinione. E, almeno per quanto riguarda i TQ, ho visto e sentito quello che ho potuto.<br />
Al momento, per me, si è capito chi sono. Ma non ancora cosa sono.<br />
D&#8217;altro canto, mi risultano anche poco chiare le ragioni per le quali numerosi trenta-quaranta che sono conosciuti editor e/o scrittori, hanno accuratamente evitato di arruolarsi nei TQ. Quando ho domandato &#8220;perché no?&#8221;, mi è stato risposto &#8220;ma &#8216;sti cazzi!&#8221;.<br />
Il che è sintetico, ma un pochino criptico. Specialmente da parte di chi con le parole lavora.</p>
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