Due poesie da “Quattro quaderni”

16 agosto 2011
Pubblicato da

di Giuliano Mesa

è come se andarsene non fosse che questo,
questo restare, e fare ancora un gesto
(è come se dirlo fosse soltanto vero,
e non più vero, ancora, del non dirlo)

e poi quello che manca mancherà
e ciò che è è ciò che ormai è stato
(e parlane, mio amore, dinne ancora,
fa che sia vero ancora)

(penso ad un giorno, pensando ancora
a chiudermi gli occhi, finché c’è luce,
a premere ancora, sulla tempia, il nervo che pulsa)

(pensa che vuoi pensare,
fino a quel buio,
fino alla luce, infine, che scompare)

*

cosa frammischia –
cenere (sempre cenere)
e vento (sempre, da sempre)
se non il vuoto, Lucrezio,
il vuoto –
lì possiamo costruire, c’è spazio,
per fare un’orma
e fare un segno di passaggio
(noi siamo, passeggeri,
come argini,
muschi sulla sponda del fossato,
chiocciole ciottoli lucertole
e questo è molto,
a farsene una ragione,
è molto tempo, e spazio,
molta necessità)

*

[Non conosco neppure più una poesia, per intero, a memoria: né Leopardi né Pascoli né Montale. Eppure queste due poesie di Giuliano Mesa, queste due almeno, vorrei impararle a memoria, affinché mi restino in mente una volta per sempre, anche quando non ricorderò più le sue parole, le sue battute, quando la sua mimica e il tono di voce, sottile e dolce, si offuscheranno. A. I.]

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23 Responses to Due poesie da “Quattro quaderni”

  1. sparz il 16 agosto 2011 alle 10:59

    grazie assai, Andrea, segnalo qui il testo integrale di Schedario, del 1978.

  2. natàlia castaldi il 16 agosto 2011 alle 12:02

    grazie “passeggero” per l’orma, il camino.

  3. Massimo Gezzi il 16 agosto 2011 alle 13:13

    Mi dispiace molto. Grazie, Andrea, per queste sue due poesie.

  4. Daniela Brogi il 16 agosto 2011 alle 14:13

    Grazie anche da parte mia. mi dispiace davvero, Daniela Brogi

  5. Marilena il 16 agosto 2011 alle 14:24

    Che bello sarebbe accettare la fine come lui la accoglieva.

  6. Massimo il 16 agosto 2011 alle 15:05

    Non conoscevo. Queste due sono molto belle. Grazie.

  7. gianni montieri il 16 agosto 2011 alle 15:09

    due bellissime poesie. grazie

  8. beppe sebaste il 16 agosto 2011 alle 15:18

    sono molto, molto belle, grazie.

  9. Ada il 16 agosto 2011 alle 17:55

    leggo due bellissime poesie e un grande sentimento di dolore. nel ricordo.

    grazie.

  10. aldo il 16 agosto 2011 alle 18:46

    un grandissimo poeta. ma perchè questo strano silenzio sulle cause della sua triste dipartita? scusate

  11. A.I. il 16 agosto 2011 alle 20:39

    Grazie ad Andrea lo leggiamo nel n. 3 di “Atti impuri”. Grazie Giuliano.

  12. franco buffoni il 16 agosto 2011 alle 21:40

    Ciao Giuliano, irto amico, conosciuto tanti anni fa proprio a casa di Andrea Inglese. sttl. Franco

  13. orsola puecher il 16 agosto 2011 alle 22:08

    [ voce ]
     

     
    R. I. P.
     
    ,\\’

  14. effeffe il 16 agosto 2011 alle 23:17

    grazie Orsola grazie Andrea
    effeffe

  15. diamonds il 17 agosto 2011 alle 10:20

    ecco un uomo che ha fatto un must del tenere alta l’asticella(non sarebbe dispiaciuto a..

    http://hengelo.home.xs4all.nl/America%20-%20A%20Horse%20With%20No%20Name.mp3

  16. andrea serti il 17 agosto 2011 alle 15:47

    quanta reticenza….

  17. jacopo galimberti il 17 agosto 2011 alle 16:14

    “Quattro quaderni” e’ uno dei piu’ grandi libri di poesie italiana del Novecento. Da leggere tutto d’un fiato.

    Trattenere le lacrime di fronte a questi testi e’ quasi impossibile, anche quando la brutta notizia non giunge inaspettata.

  18. vincenzo frungillo il 18 agosto 2011 alle 17:58

    non so perché, stavo rileggendo i quaderni proprio in questi giorni. amo questo libro. poi ho letto di Giuliano Mesa. Un grande poeta. mi spiace non averlo potuto conoscere di persona.

    e dopo questo suono, dopo,
    dopo torna
    come se nulla fosse, suona,
    suona ancora

  19. andrea inglese il 18 agosto 2011 alle 19:01

    a aldo,

    non ti viene in mente che, forse, il silenzio sulle circostanze della morte di Giuliano siano dovute al pudore degli amici che non hanno cosi’ tanta voglia di rendere pubblici dettagli relativi alla sua vita privata? Giuliano è scomparso precocemente a causa di un tumore. Una morte triste e molto comune, per una persone che davvero non ha avuto una vita comune.

  20. Dinamo Seligneri il 19 agosto 2011 alle 00:46

    Non conoscevo proprio Mesa che mi sembra un poeta molto musicale. Queste due poesie sono estremamente leggere e gradevoli.

  21. winston il 19 agosto 2011 alle 07:56

    (di una vita non rimane quasi niente
    e quello che rimane, spesso, non è vero)
    (prendi a misura, adesso, com’è il rumore,
    fuori della notte)

    (di più falso non c’è nulla
    che il voler dire il vero)
    (è vero questo approssimarsi.
    è vero che a qualcosa, sempre,
    noi ci approssimiamo
    – anzi, ci avviciniamo,
    che suona meglio,
    ed è meglio di niente)

  22. MO il 19 agosto 2011 alle 22:54

    Composita solvantur.

  23. La Finestra il 21 agosto 2011 alle 18:11

    Giuliano Mesa a Genova, anno 2002: in poesia si cerca «di dire delle cose che si possono dire soltanto così perché c’è il suono, c’è il ritmo, c’è questa sintassi. Allora adesso questo stesso oracolo lo leggerò io e poi ve lo farò sentire insieme alla musica». «Io – Tiresia» è scomparso nell’agosto 2011: chi resta riceve il cómpito di «non predire il futuro ma il passato».

    http://rebstein.files.wordpress.com/2011/08/giuliano-mesa-interazioni-genova-2002.pdf



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