IMPUDENZE 2

29 agosto 2011
Pubblicato da

di Piergiorgio Odifreddi
Ieri e oggi Avvenire ha dedicato articoli alla questione. Sostanzialmente, argomentando che la Chiesa già paga tutte le tasse dovute per legge, e non è dunque tecnicamente un evasore. Essi fingono ovviamente di non capire che il problema sono invece, da un lato, le leggi che garantiscono principesche esenzioni. E, dall’altro lato, quelle che forniscono principesche elargizioni.
La “sconcertante assenza totale di fonti che i lettori possano controllare” è invece il seguente elenco, che non ho problemi a ripubblicare. Ricordando che si tratta di cifre tratte dal Secondo rapporto sulla laicità pubblicato da Critica liberale nel gennaio-febbraio 2006, e dal rapporto Enti ecclesiastici: le cifre dell’evasione fiscale dell’Ares (Agenzia di Ricerca Economica e Sociale) del 7 settembre 2006.
Dunque, al miliardo di euro dell’8 per mille dei contribuenti, che molti credono ingenuamente essere l’unica elargizione statale alla Chiesa, va aggiunta ogni anno una cifra dello stesso ordine di grandezza sborsata dal solo Stato (senza contare regioni, province e comuni) nei modi più disparati.
Nel 2004, ad esempio, sono stati elargiti 478 milioni di euro per gli stipendi degli insegnanti di religione, 258 milioni per i finanziamenti alle scuole cattoliche, 44 milioni per le cinque università cattoliche, 25 milioni per la fornitura dei servizi idrici alla Città del Vaticano, 20 milioni per l’Università Campus Biomedico dell’Opus Dei, 19 milioni per l’assunzione in ruolo degli insegnanti di religione, 18 milioni per i buoni scuola degli studenti delle scuole cattoliche, 9 milioni per il fondo di sicurezza sociale dei dipendenti vaticani e dei loro familiari, 9 milioni per la ristrutturazione di edifici religiosi, 8 milioni per gli stipendi dei cappellani militari, 7 milioni per il fondo di previdenza del clero, 5 milioni per l’Ospedale di Padre Pio a San Giovanni Rotondo, 2 milioni e mezzo per il finanziamento degli oratori, 2 milioni per la costruzione di edifici di culto, e così via.
Aggiungendo a tutto ciò una buona fetta del miliardo e mezzo di finanziamenti pubblici alla sanità, molta della quale è gestita da istituzioni cattoliche, si arriva facilmente a una cifra complessiva annua di almeno tre miliardi di euro. Ma non è finita, perchè a queste uscite vanno naturalmente aggiunte le mancate entrate per lo Stato dovute a esenzioni fiscali di ogni genere alla Chiesa, valutabili attorno ad altri sei miliardi di euro.
Gli enti ecclesiastici sono infatti circa 59.000 e posseggono circa 90.000 immobili, adibiti agli scopi più vari: parrocchie, oratori, conventi, seminari, case generalizie, missioni, scuole, collegi, istituti, case di cura, ospedali, ospizi, e così sia. Il loro valore ammonta ad almeno 30 miliardi di euro, ma essi sono esenti dalle imposte sui fabbricati, sui terreni, sul reddito delle persone giuridiche, sulle compravendite e sul valore aggiunto (Iva).
Come se non bastasse, alle esenzioni fiscali statali si aggiungono anche quelle comunali: ad esempio dall’Ici, “Imposta Comunale sugli Immobili”, in quanto gli enti ecclesiastici si autocertificano come “non commerciali”. La Legge n. 248 del 2006, approvata sotto il governo Prodi, garantisce infatti l’esenzione dall’Ici agli enti “non esclusivamente commerciali”.
In tal modo i comuni italiani perdono un gettito valutato intorno ai 2 miliardi e 250 milioni di euro annui. La Santa Sede possiede infatti un enorme patrimonio immobiliare anche fuori della Città del Vaticano, in parte specificato dal Trattato del 1929: dal palazzo del Sant’uffizio a Piazza San Pietro a quello di Propaganda Fide a Piazza di Spagna, dall’Università Gregoriana al Collegio Lombardo, dalla Basilica di San Francesco ad Assisi a quella di Sant’Antonio a Padova, da Villa Barberini a Castelgandolfo all’area di Santa Maria di Galeria che ospita la Radio Vaticana, e che da sola è più estesa del territorio dell’intero Stato (44 ettari).
Ma questi non sono che i gioielli della corona di una multinazionale che nel 2003 disponeva nella sola Italia di 504 seminari e 8.779 scuole, suddivise in 6.228 materne, 1.280 elementari, 1.136 secondarie e 135 universitarie o parauniversitarie. Oltre a 6.105 centri di assistenza, suddivisi in 1.853 case di cura, 1.669 centri di “difesa della vita e della famiglia”, 729 orfanotrofi, 534 consultori familiari, 399 nidi d’infanzia, 136 ambulatori e dispensari e 111 ospedali, più 674 di altro genere.
I dati sono vecchi di qualche anno. Ma sappiamo tutti che i privilegi della Chiesa sono addirittura aumentati sotto il governo Berlusconi, grazie alla mediazione diretta di letterali “gentiluomini di Sua Santità” di provata fede, e altrettanto provata immoralità: ad esempio, Gianni Letta e Angelo Balducci, rispettivamente Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio e Presidente Generale del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici.

Da Repubblica, 28/08/11

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17 Responses to IMPUDENZE 2

  1. carmelo il 29 agosto 2011 alle 13:04

    chiedere alla sinistra o comunque a quei partiti che si dicono laici un elenco delle misure di giustizia (ovvero atti legislativi) che si impegna ad attuare per eliminare i privilegi della chiesa cattolica;
    chiedere di riformare la truffa dell’otto per mille complice il rag.Tremonti.
    chiedere tutto questo come <b<condizione minima per avere il voto.

  2. daniele ventre il 29 agosto 2011 alle 15:13

    E dopo che avrete chiesto tutto questo, accorgersi che la sinistra non farà niente, con tutta probabilità, perché non è una sinistra.

  3. jacopo galimberti il 29 agosto 2011 alle 15:23

    Grazie Franco,

    non capisco come facciano i cittadini italiani a non mobilitarsi (per esempio iscrivendosi alla UAAR).

  4. giuliomozzi il 29 agosto 2011 alle 16:23

    Son lieto che siano pubblicate queste cifre.

    Domanda: è la stessa cosa se lo Stato dà soldi ad aziende sanitarie private, o se dà soldi a scuole confessionali?

    (La seconda cosa sarebbe un tantino vietata dalla Costituzione).

  5. lorenzo galbiati il 30 agosto 2011 alle 02:42

    Odifreddi è un matematico, e fare i conti è il suo mestiere. Ha risposto alla domanda di Avvenire elencando cifre, e questo è sempre positivo – dando per buono che le cifre siano esatte.
    Ma queste cifre sono sommate tra loro in modo del tutto improprio, giusto per fare un bel minestrone e dire “guardate quanti soldi che lo stato dà alla Chiesa cattolica”. Come se tutti quei soldi se li intascasse la Chiesa: non è così. Questo non è il modo di fare informazione né opinione.
    Perché non ha senso sommare
    – gli approvvigionamenti idrici alla Città del Vaticano
    con, per esempio:
    – gli stipendi dei docenti di religione
    – i finanziamenti alle scuole paritarie (e non confessionali, Mozzi) gestite da organizzazioni religiose cattoliche (per inciso, non si capisce se ha contato in questa voce anche le scuole paritarie gestite da associazioni genitori di orientamento cattolico (presumo di sì), che sono cosa assai diversa)
    – i finanziamento alle aziende sanitarie gestite da organizzazioni religiose cattoliche.
    Non ha proprio senso. Perché mentre i soldi per la Città del Vaticano vanno appunto al Vaticano, gli altri vanno
    – a cittadini che semplicemente hanno l’abilitazione a insegnare un materia scolastica (facoltativa)
    – a istituti privati (e quindi anche ai loro impiegati, che per lo più non fanno parte del clero) che, come tanti altri, svolgono un servizio pubblico a livello educativo o sanitario.
    Qui, in questo articolo, si confondono, mescolandoli, due elementi distinti: i privilegi specifici di cui gode il Vaticano e il clero per quanto riguarda il suo territorio statale e i suoi beni immobili, con il rapporto, in ordine ai finanziamenti, che uno stato decide di avere verso le istituzioni private che operano in certi ambiti della vita pubblica.
    Confondere questi due elementi inficia alla radice la serietà della critica ai privilegi finanziari del Vaticano e del clero.

  6. carmelo il 30 agosto 2011 alle 12:59

    @daniele ventre
    ho letto e apprezzato le cose che hai scritto in questi ultimi giorni.
    Ma ora scrivi un post tirandoti fuori e e dall’alto dello scranno del sapiente che guarda lamiseria umana con un bel paio di guanti ci spieghi
    che non serve a niente negoziare con la sinistra un impegno pubblico ad elencare gli atti legislativi in materia di diritti civili (unioni bla bla bla) e di laicità.
    La sinistra se tale non è, difficilmente assumerebbe un impegno pubblico di tale portata, perchè avrebbe paura di perdere i voti dei cattolici.

    Per quanto mi riguarda laddove non ci sarà nessuna iniziativa, scriverò ai partiti della sinistra facendo le suddette richieste e se non mi rispondono non darò loro il mio voto.

    Ma sono stufo di sentire che la sinsitra non è la sinistra e che i politici fanno schiofo.
    se la sinistra non è la sinistra e i politici fanno schifo la colpa non è dei marziani ma nostra di noi tutti, di cui loro sono espressione, quindi anche e soprattutto di quegli intellettuali come te che predicano bene e razzolano come nemmeno la peggior destra.

  7. carlo antonicelli il 30 agosto 2011 alle 13:32

    Ma non è il potere temporale – in tutte le sue forme – ad inficiare sempre e comunque il mandato spirituale della sequela di Cristo? Una questione di qualità e non di quantità, quindi? L’articolo di Oddifreddi, e quello precedente di Buffoni, esprimono due punti di vista non cristiani sul problema “pecunia non olet (per la Chiesa)”. Ma nella discussione mi pare che manchi proprio un punto di vista cristiano-cattolico. Sicuramente vanno distinti Vaticano, Gerarchie ecclesiastiche e comunità dei credenti, perché le differenze sono macroscopiche (basta, per esempio, comparare L’osservatore Romano e Famiglia Cristiana). Uno è libero di fare ammucchiate, ma credo che poi si finisce per non capirci un tubo.

    Un sacerdote una volta mi disse, a proposito della presa di Porta Pia e della fine dello Stato Pontificio pre-unitario: “Dio scrive anche sulle righe storte”, a lasciar intendere che aver “liberato” la Chiesa dalla responsabilità di essere uno Stato, un potere costituito e costrittore, è stato un beneficio per la Chiesa stessa (tuttavia che la comunità di credenti cattolici abbia ancora uno stato confessionale di riferimento mi pare un contro senso, vista la vocazione universalistica del cattolicesimo).

    Ciò che costituisce scandalo, per un cristiano-cattolico, è proprio che la Chiesa continui a detenere, affermare, cesellare, aumentare il proprio potere temporale a scapito del mandato evangelico. Che il cattolicesimo sia diventato un religione civile e non più profetica è questo che grida vendetta agli occhi di un cristiano.

    Motivo per cui credo che il signor Mozzi non interpreti correttamente il messaggio evangelico quando scrive: “Faccio notare però che non c’è niente di male, in sé, nella nostra società, nell’essere molto ricchi. Né c’è niente di male, in sé, nella nostra società, nel fare lobbying”.

    Il problema invece è proprio lì.

    Il Vangelo insegna che dio si è fatto uomo, è sceso in terra, è morto per redimere l’umanità e siglare un nuovo patto tra dio e gli uomini ed ha sconfitto la morte. In tutto ciò Cristo, in quando uomo tra gli uomini, ha suo malgrado, dettato un’etica oltre che una profezia. D’altra parte lo dice anche Benedetto XVI: “Essere cristiano è avere i sentimenti di Gesù” e aggiunge “Entrare nei sentimenti di Gesù vuol dire non considerare il potere, la ricchezza, il prestigio come i valori supremi della nostra vita, perché in fondo non rispondono alla più profonda sete del nostro spirito”.

    Motivo per cui ciò che si contesta, da un punto di vista strettamente cattolico e cristiano, è proprio “la ricchezza in sé della chiesa cattolica” e “il suo fare lobbying”. L’exemplum Christi sta proprio lì ad indicare la separazione del cristiano dalle cose del mondo. La letteratura sul denaro come sterco del demonio è piuttosto copiosa, gli esempi viventi dopo quello di Cristo pure. In fondo anche il catechismo continua ad tramandare questo messaggio. Che la sequela christi sia sia adagiata nei costumi moderni – profondamente anti-cristiani – è di per sé fonte di scandalo, considerando il messaggio evangelico. Ipocritamente, è la Real-Politik della Chiesa che il cattolico non perdona alla sua comunità e ai suoi superiori, anche se egli/ella ne fa agio nella propria vita; ciò incentiva un risentimento atavico, scontata però con la propria libertà di peccatore. Per molto tempo l’economia trina “peccato-colpa-redenzione” è stato uno strumento formidabile nelle mani della Chiesa. Lutero poi ha rotto il giocattolo, come si sa.

    La radicalità del messaggio evangelico viene continuamente disattesa (o forse vuole essere disattesa) anche se paradossalmente è stata canonizzata come parola di Dio. L’idiosincrasia tra Legge (il Vangelo) ed Etica (della autoproclamatosi sequela Christi) ha favorito il fiorire di eresie all’interno della Chiesa stessa proprio per il carattere precipuo della Legge cristiana. Il cattolico ha più di un motivo per sollevare i suoi dubbi morali(stici) sull’Etica di chi dovrebbe essere depositario delle Legge. Infatti mi pare che il sacramento più contestato tra i cattolici sia la confessione, perché è venuto meno il principio di autorità prima e l’autorevolezza spirituale della Chiesa dopo.

    Giacché non mi schiero nel partito di quelli che vogliono far fuori la Chiesa ritengo che il problema che ci assale, come società italiana, è riuscire a convivere civilmente nelle differenze, ma avendo come base solida tre principi: giustizia eguaglianza e libertà. Questo però è un problema di tutti/e, non solo della Chiesa.

  8. daniele ventre il 30 agosto 2011 alle 14:36

    @ Carmelo

    Non so se ci conosciamo di persona, e non so come tu possa solo osare di sentirti autorizzato a dire che io razzolerei come la peggior destra.

    Senz’altro, non sono uno stinco di santo. Sono pieno di ipocondrie e dubitamenti, ho difetti personali non belli (ma questo non interessa a nessuno). Ma per quanto mi riguarda, non ho mai evaso il fisco, non ho mai falsato un bilancio, non ho mai avuto, né mai tollerato in altri, atteggiamenti razzisti, fanatici, nazionalisti, omofobici, sessistici, non ho mai avallato l’apartheid del campanilismo regionale che oggi va di moda, non ho mai avuto atteggiamenti camorristici, o da cosa nostra, non ho mai accettato di legarmi a contesti che, pur con tutta l’onestà del caso, mi avrebbero forzato ad accettare segnalazioni et similia. Come insegnante sarò magari un fallimento totale, ma non ho mai, almeno di proposito, forzato l’opinione dei miei alunni in un senso o in un altro (Lega a parte), ho sempre cercato di instillare in loro un minimo di senso critico, di attenzione per cose che troppi giudicano inutili. Ma anche queste sono vicissitudini personali, che non interessano a nessuno.

    Quello che interessa a tutti è piuttosto il fatto che è necessario difendere lo stato laico, ma a “sinistra” nessuno lo fa davvero, pur di non perdere voti. Ma si ricordi, la “sinistra”, che dai cattolici non avrà mai fiducia, solo perché si mostra formalmente ossequiosa e disponibile a chiudere un occhio su qualcosina, finché ci sarà qualcun altro pronto a vedersi anima e sedere fino in fondo, concedendo quelle immunità economiche che fanno la causa materiale sudicia di quella causa formale putrefatta che è la cosiddetta libertà della chiesa. I cardinali che cercano la più completa proscinesi mentale, non sanno che farsene dei nobili dubbi ostentati da una classe intellettuale fin troppo prona a sfumare il proprio pensiero, rendendosi non credibile né per la vecchia laicità né per il nuovo cosiddetto dialogo con la religione, ai cui maestri non interessa dialogare. Da insegnante io so solo che le cosiddette riforme della scuola venute dopo l’ingresso di Woitila in parlamento sono state un effetto domino di tradimenti storici del PDS-DS-PD, che i crimini della destra berlusconiana hanno semplicemente portato alle estreme conseguenze -ma mi chiedo che cosa avrebbero fatto un Prodi o un D’Alema al posto dell’attuale dittatorello mediatico e della sua donna di paglia, visto che un Fioroni, ministro di “sinstra”, ha tagliato centomila cattedre, di cui trentatremila solo in Campania. E parlo della scuola perché ne ho esperienza diretta. Di altri campi del pubblico servizio (sanità, sicurezza) non posso fornire dati altrettanto chiari, ma le lamentele di un processo di destrutturazione che comincia sempre a sinistra, prima di finire a destra, non sono certo prive di fondamento. Se poi vogliamo parlare di come la sinistra difenda l’ambiente e il lavoro, potremmo citare sempre il caso campano, e il modus operandi di un Bassolino, che da uomo di sinistra ha aperto la strada alla catastrofe ecologica che tutti conoscono, e da ministro del lavoro e sindaco di una città milionaria (in senso demografico e non eduardiano) creò, in virtù di un conflitto di interessi abnorme, una rete di clientele precarie da far invidia a un viceré spagnolo. Per inciso, io sono di Napoli, guardacaso, e non a caso a Napoli abbiamo puntato, sperandoci, più che credendoci, su un outsider arrabbiato che non fosse né del PdL (Dio, o chi per Lui, liberi!) né del PD…

    Se tu sèi stufo di sentire che la sinistra non è sinistra, io sono stufo dei proclami lanciati nel vuoto e degli stolti che stigmatizzano gli altri in base a dei cliché, senza conoscerli personalmente.

    @ carlo antonicelli.

    Non si può convivere con chi non ammette differenze. Il problema non è di tutti. Il problema è solo della chiesa che crede di essere tornata in tempi di teocrazia. La chiesa non è il problema, ma è uno dei problemi principali. E se continua a essere problema non in senso etico-morale, come pretende beghinamente di essere, ma solo in senso economico-politico, l’Italia non sarà una nazione civile fin quando qualcuno non le faccia il favore di imprimerle una svolta simile a quella che impresse alla Turchia un Mustafà Kemal, con tutto il peso che ciò comporta, anche quello di far fuori la chiesa.

  9. Lello Voce il 30 agosto 2011 alle 19:44

    Bravo Franco! Bravo Oddifredi!
    Questa della laicità è una battaglia… sacrosanta ;-)

  10. genseki il 2 settembre 2011 alle 08:44

    Gentile Ventre

    L’evocazione del Padre Turco la dice lunga sul concetto di democrazia e sull’illiberalitá dei laici alla Oddifreddi e UAAR.
    A chi vuole far fuori la chiesa con tutto il peso che ció comporta, rispose, or sono due secoli e dieci lustri, il grande avvocato di Arras, meglio noto come l’Incorruttibile:

    «On a dénoncé des prêtres pour avoir dit la messe ! Ils la diront plus longtemps si on les empêche de la dire. Celui qui veut les empêcher est plus fanatique que celui qui dit la messe ».

    « On dira peut-être que je suis un esprit étroit, un homme à préjugés, que sais-je, un fanatique. J’ai déjà dit que je ne parlais ni comme un individu, ni comme un philosophe systématique, mais comme un représentant du peuple. L’athéisme est aristocratique, l’idée d’un grand être qui veille sur l’innocence opprimée et qui punit le crime triomphant, est toute populaire»

    Citoyen genseki

  11. daniele ventre il 2 settembre 2011 alle 21:04

    Gentile genseki.

    Lei confonde la chiesa con Dio. Come tutti gli idolatri.

  12. genseki il 3 settembre 2011 alle 01:00

    Io? Io non sono avvocato e nemmeno di Arras. Io a Arras ci vado solo a mangiare il pot’je vleesch, quando passo da quelle parti. Ma una della A di UAAR non era di quella di Atei?
    genseki

  13. daniele ventre il 3 settembre 2011 alle 11:14

    Gentile genseki,

    Io non appartengo alla UAAR. Credo che le loro posizioni teologiche siano ascientifiche e urlate.

    E non sono ateo.

    Daniele Ventre

  14. daniele ventre il 3 settembre 2011 alle 11:15

    Peraltro, se si escludono le posizioni teologiche, la UAAR è l’ultima linea di difesa per quel po’ di sale in zucca e di scienza che rimane in Italia.

    Il che fa capire molte cose.

    In ogni caso, questo articolo di Odifreddi dice cose sacrosante.

  15. daniele ventre il 3 settembre 2011 alle 17:25

    Tax in terris!



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